Ryukaj

Membri
  • Numero post

    169
  • Iscritto

  • Ultima visita

Su Ryukaj

  • Rango
    Mercante del Jandùr

Informazioni Profilo

  • Genere

Community

  • Forgotten Coins
    26

Visite recenti

324 visite al profilo
  1. Vhelak si iscrive alla missione Sono disponibile sia martedì che mercoledì, pomeriggio e sera ( il pomeriggio sarebbe meglio, però )
  2. Il discorso fatto con Nia e la sua successiva "morte", assieme alla vista del costrutto ora presente nella CdA, aveva destabilizzato il pensiero dello stregone. "Le emozioni portano a fare errori, non devo provarne. Devo essere come Nia". Per questo motivo si rifugiava continuamente nella biblioteca a studiare giorno e notte, senza mai una pausa, una tregua. Doveva riempire la sua testa di informazioni, di conoscenza, di dati. Non doveva più sbagliare, il suo pensiero critico doveva basarsi soltanto su quello che conosceva e che ha studiato. Passo così tanto tempo sui tomi che alle volte, oltre il buio delle piccole sale della biblioteca, udiva delle voci, sussurri, grida e versi. Nonostante tutto, però, sembravano soffocate, lontane. La cosa non lo incuriosì più di tanto :"Sarà qualcuno che si è perso in questi luoghi" pensava. Continuò a leggere quei libri, come se ciò fosse diventato la sua unica ragione di vita. Leggeva, leggeva e leggeva, senza sosta. Più lo faceva e più quelle voci si manifestavano finchè, un giorno ... "VhELaK ..." una voce suadente, giovane e femminile lo stava chiamando. Lo stregone si girò immediatamente verso quella voce nell'oscurità ma, come sempre, non vedeva nessuno oltre quel buio. "VHeLAk ..." una voce maschile, dura e rauca, questa volta. Un'altra voce, dalla stessa direzione, lo chiamava. Come prima, però, non vedeva nessuno. Non sentiva alcun passo venire verso di lui. "Chi siete ? Chi disturba il mio studio ?" "vHelAK ..." una voce anziana, nuovamente femminile, chiamava il suo nome. Oltre a questo, il silenzio. Lo stregone era spazientito: qualcuno si stava prendendo gioco di lui. "Andatevene, non avete meglio da fare che disturbare uno stregone mentre studia ? State commettendo un grosso errore, siete avvisati" "Vhelak ... / VHELAK !", questa volta erano due le voci che lo chiamarono all'unisono: una uguale a quella dello stregone e l'altra identica a Kayal. Vhelak chiuse il tomo che aveva aperto sul tavolo e lo rimise nello scaffale. Richiamò Gustav e si fece riaccompagnare all'uscita. Passò nel buio corridoio dove le voci sembravano provenire. Guardandosi attorno però, come sempre, non vide nessuno. Uscì dalla biblioteca e, senza badare a nessuno, se ne tornò nelle sue stanze. Si sdraiò sul letto per riposarsi un po': forse tutta quella lettura intensiva gli aveva dato alla testa. "Vhelak" sentì nuovamente una suono, ma questa volta la voce era un'unione fra due di quelle che aveva sentito in precedenza. Le cose strane non finirono quà, però: Vhelak non riusciva a capire da dove la voce provenisse questa volta. Il suono sembrava provenire da tutti i lati della stanza, ma anche da nessuno di questi. Lo stregone non capiva e iniziò a guardarsi attorno ... ma non vide nessuno. "VhELak, VieNI aL lAgO ..." il suono era distorto, sempre più strano. In un momento lo sentiva come sussurro lontano, nell'altro come un grido vicino a lui. Era mutevole, imprevedibile. Lo stregone cercava ancora di trovare l'origine di quel suono, fallendo. Iniziò a provare paura per quella cosa: non sapeva cosa fosse, da dove provenisse e il perchè lo stesse sentendo. Guardò il proprio famiglio che stava fluttuando a qualche centimetro da terra e con gli occhi chiusi. Osservò poi la finestra e vide qualcosa: sul riflesso del vetro era apparsa, per un momento, l'immagine del lago della corporazione. Come l'osservò, l'immagine svanì in un attimo. Tutto questo si stava facendo sempre più strano ... "Il lago ..." disse sottovoce fra sè e sè, prima di alzarsi ed uscire dalla propria camera per dirigersi verso quel luogo. "VhELaK, MiO eMiSSariO" [ FINE PRIMA PARTE <3 ]
  3. Allora, una cosa alla volta. I cantrip li ottieni solamente quando fai un determinato livello della tua classe ( nel caso specifico del mago conosci 3 cantrip dal primo livello e ne ottieni uno aggiuntivo ai livelli 4 e 10 ). A differenza delle spell di primo livello o superiore, i cantrip li ottieni automaticamente, senza dover pagare nulla o quant'altro. Per le spell di primo o superiore la storia è differente. Ci sono essenzialmente due modi per iscrivere nuovi incantesimi nel tuo libro e, quindi, conoscerne altri: col level up e con l'iscrizione vera e propria nel tuo spellbook. Nel primo caso, ovvero quando ottieni un livello da mago, aggiungi automaticamente due incantesimi nuovi sul tuo libro delle spell, senza spendere nulla, un po' come i cantrip. Nel secondo caso, invece, devi pagare il costo dell'iscrizione dell'incantesimo nel tuo libro ( 50mo e 2h di lavoro per ogni livello della spell. Un incantsimo di 4° ti costa 200mo e 8 ore di lavoro ). Anche quà ci sono vari casi da prendere in considerazione: 1) Tramite una pergamena: puoi usare ( e consumare ) una pergamena che possiedi per iscrivere un nuovo incantesimo. Paghi il prezzo pieno di iscrizione nel tuo libro. 2) Tramite un libro di incantesimi non tuo: Puoi copiare le spell presenti in un libro di incantesimi non tuo, senza consumarlo, pagando il prezzo pieno dell'iscrizione. 3) Copi il tuo stesso tomo: puoi fare un backup del tuo tomo degli incantesimi in un altro. In questo caso consumi meno risorse: paghi solamente 10 mo e una ora di lavoro per ogni livello della spell.
  4. A quelle parole, lo sguardo di Vhelak punta quell'ammasso di materiale non definito. "Sei solo una pallida imitazione di quello che era Nia, non sei lei. Tu ..." stringe la mano sinistra a pugno. Si sofferma un momento, sospirando e calmandosi. "Tu non sei lei ...". Il tono della voce dello stregone sembra calmo alla fine. Vhelak inizia a camminare verso l'uscita della zona dei portali, andandosene via. "Tu sei solo un ammasso di metallo, senza nessuna coscienza nè ... anima", dice fra se e se. Avrebbe voluto lanciare quell'insulto, se così può essere definito, direttamente in faccia al golem. Le parole di Nia, però, continuano a ripetergli nella testa "Le emozioni come queste uccidono le persone". "Devo stare calmo, devo trattenere le mie emozioni. Ora è meglio se torno nel mio alloggio e ascolto quel carillon", pensò fra se e se.
  5. Gli risponde, osservandolo dritto negli occhi "Golem, rispondi a questa domanda: chi sono ? Cosa sai di me ?". Lo stregone cerca di trovare una scintilla, un qualcosa, che lo possa collegare minimamente a Nia. Muove il floppy disk tra le dita della mano destra, impaziente.
  6. Lo stregone, appena avverte quella potente aura, si alza e osserva il golem. Interrompe la concentrazione sull'incantesimo e osserva il costrutto. Tiene il floppy con la mano destra, strofinandolo con le dita come se fosse un portafortuna. Rimane perplesso su quello che sta vedendo. Fa un passo avanti verso quel golem e lo osserva con molta più attenzione. "Non sei Nia, quindi. Sei semplicemente l'imitazione di quello che lei era ? O forse mi sto sbagliando ... Rispondimi !". Il volto dello stregone, per la prima volta da quando è entrato nella sala dei portali, muta. Sembra incuriosito dall'espressione del suo viso, preoccupato dal tono della sua voce.
  7. "Non mi hai sentito, quindi lo ripeto: sono i sentimenti di questo tipo che portano gli uomini alla morte" dice in maniera stoica, ancora con gli occhi chiusi e sotto meditazione.
  8. Vhelak sente il corpo di Miles attraversare finalmente il portale. Si lascia sfuggire un piccolo sogghigno, prima di pronunciare delle parole :"Sono questi i sentimenti che portano l'uomo alla morte"
  9. Mentre Vhelak medita ad occhi chiusi, senza interrompere la propria concentrazione, dice "Sei arrivato quindi. Oramai è troppo tardi per fare qualcosa"
  10. Vhelak si siede a terra, poco lontano dal portale. Traccia dei segni sul terreno con le dita, creando due circoli runici attorno a se. Inizia a meditare e lanciare dei rituali. ( Lancia prima Comprendere Linguaggi, poi Detect Magic ) ( Check sulla wild magic: 4 e 6, non parte in nessun caso )
  11. "E' il mio famiglio, non il mio gemello. Non è poi così normale vedermi senza, non credi ?" "O se la uccideranno vuoi dire ?" ti osserva un momento. Il suo sguardo sembra annoiato. Osserva il gruppo entrare e continua la frase del druido: "Ecco, dobbiamo solo aspettare adesso". Non sembra minimamente preoccupato dalla vista di quelle persone.
  12. Lo stregone ti osserva fisso negli occhi e ti risponde con aria decisa e sicura, nonchè distaccata. E' come se stesse cercando di nascondere gran parte delle sue emozioni mentre parla. "Su quale libro scusa ? Quello oramai è andato perduto. Era una cosa inutile, non ne avevo bisogno.", dice, abbassando lo sguardo verso il proprio fianco. Infatti, il posto alla cintura dove stava attaccato il libro, ora è vacante. Non vi è alcuna traccia del libro nero. "Non so, forse riusciranno a tornare, forse moriranno tutti lì. Quello che mi importa è come andrà a finire tutto questo. Non importa neanche se la 'porteranno quà'. Il corpo che vedevamo era falso, finto. Non era realmente lei, Adran". Prima di continuare ti fissa un'altra volta. Con la mano destra accarezza il floppy disk, nascosto a malomodo dietro il palmo. "Kayal ? Sta facendo quello che dovrebbe fare: sorvegliare. Ti infastidisce il fatto che non sia con me ?" chiede. Dal tono di voce si capisce che non vi è alcun segno di sfida o di scherno.