Omnia Mutae

Membri
  • Numero post

    11
  • Iscritto

  • Ultima visita

Su Omnia Mutae

  • Rango
    Nativo del Jandùr

Informazioni Profilo

  • Genere
    Non Specificato
  • Città
    Amsterdam

Community

  • Forgotten Coins
    3

Visite recenti

253 visite al profilo
  1. Omnia entrò con passo deciso nella biblioteca del Tyrin. Era una di quelle giornate in cui non aveva il tempo di interessarsi ad altro che non fosse il proprio tornaconto. Qualche giorno prima si era recata su un piano dove aveva avuto modo di entrare in contatto con specie di flora e fauna da lungo estinte: chissà, magari qualche campione che aveva raccolto poteva rivelarsi interessante. Una volta entrata vide che c'erano alcune persone nella piccola sala, alcune delle quali parlavano con un uomo vestito con una tunica della Corporazione. Omnia dedusse che probabilmente era lui, il bibliotecario. Attese pazientemente a qualche metro di distanza per qualche minuto prima che tutte le persone che circondavano l'uomo se ne andassero, poi ebbe campo libero. "Prendi un libro, nessuno se ne accorgerà..." "Guarda quella donna. Si è dimenticata una borsa a terra..." "Le persone cominceranno a fissarti presto. Sei quella più fuori luogo qui" Mosse qualche passo verso il mago, che le dava le spalle. " "Buongiorno! Sono una corporata e.." si interruppe rimase senza parole non appena l'uomo di fu voltato, rivelando occhi di mille colori, come se qualcuno avesse racchiuso un arcobaleno dietro le sue iridi. L'uomo la stava guardando con un sopracciglio alzato, impaziente di sentire il termine della frase. "...e avevo bisogno di qualche informazione su questa". Sganciò dalla cintola il sacchetto con uno dei campioni di piante che aveva trovato e lo porse al bibliotecario, attendendo che le dicesse qualcosa. @LlairKhev
  2. Omnia si iscrive alla missione (solo sera)
  3. Omnia non dormì affatto bene, quella notte. Di ritorno da una missione estenuante, tutto ciò che la ragazza fece appena tornata a casa fu lanciarsi sul suo giaciglio per dormire il più possibile. L'indomani, una volta sveglia, si concesse qualche minuto per riflettere su ciò che era successo il giorno prima. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Lei e due altri corporati (un assassino chiamato Van e un bardo molto simpatico di nome Llyr) erano stati convocati per respingere l'attacco di una tribù indigena (gli "Zulu") contro una guarnigione di soldati (quelli che il loro committente aveva chiamato "I fedeli servitori del governo Inglese", qualunque cosa volesse dire). Appena mise piede fuori dal portale, dovette stringere i denti per resistere alla tentazione di correre nella natura incontaminata su cui si erano posati i suoi occhi. Sentì la sua mente riempirsi di migliaia di consigli e raccomandazioni come al solito, ma non ascoltò nessuna voce. Era troppo concentrata a resistere ad una sola di queste. "Non c'è luogo dove si possano nascondere...Nutrimi..." Fortunatamente, il committente venne a prelevarli per assegnare loro un lato dell'accampamento da proteggere, distogliendo l'attenzione di Omnia dai ringhi isterici che cominciavano a riempire la sua testa. Vennero condotti ad una linea piuttosto deludente di sacchi di sabbia, dove i soldati inglesi avevano appoggiato dei lunghi bastoni cavi con una lama all'estremità (tutti continuavano a chiamarla "baionetta") e stavano più o meno tutti trafficando con un meccanismo posto sul retro dell'arnese. Ad un tratto, un soldato indicò un punto nella foresta, ripetendo la parola "Zulu" con fare preoccupato. Non appena ebbe pronunciato questa parola, la mente di Omnia esplose di eccitazione, mentre sentiva la sua psiche inondata da una sola, unica, pulsante necessità. Una necessità resa chiara da una voce istericamente trepidante, più simile ad una serie di brevi ma intense risate isteriche e ringhi gutturali tra le parole. Non appena Omnia cominciò ad intravedere i primi gruppi di Zulu caricare lo sbarramento, chiuse gli occhi, ascoltando sè stessa. Sapeva quello che doveva fare. "Non c'è uomo che possa fuggire da me....hihihi...fame...fame...nutrimi...hihihi...divorerò i loro cuori, assaggerò il loro sangue... io...ho fame...io....mi chiamo..hihihi...MASTICA VOLTI" Sentì una fame profonda e nera prendere il sopravvento. Come se fosse una spettatrice di sè stessa, vide il suo corpo scendere dai sacchi, dritta verso gli Zulu, che la stavano caricando. Lasciò cadere qualsiasi cosa avesse in mano, scattò verso i suoi nemici e con una risata terrificante (che non fu certa provenire proprio da lei), lasciò che la voce sanguinaria prese il sopravvento. Sentì la voce di Mastica Volti prendere forma, la sua fame e il desiderio di morte concretizzarsi attraverso la sua pelle, percepì la bruciante voglia di uccidere invadere le sue articolazioni, scuotendo il suo corpo come scariche elettriche. Vide il terrore dipinto negli occhi di quegli uomini vestiti di pelli e stracci mentre una Iena gigante masticava la testa del primo uomo che le capitava a tiro, per poi strappare la gamba dell'uomo al suo fianco. L'uomo aveva il volto ricoperto di sangue e lacrime, cercava di strisciare via in preda al panico da quel buco oscuro pieni di denti. Mastica Volti chiuse le sue mandibole attorno alla sua testa come se stesse mordendo una mela e dopo qualche sciocco delle fauci deglutì. C'era sangue ovunque. Mastica-Volti uccise molti Zulu, ognuno dei loro cadaveri smembrato in maniera più o meno brutale, ma tutti, rigorosamente, senza testa. Omnia non era sicura di ricordarlo, ma ebbe la netta sensazione di aver ingoiato qualcuno per intero, ad un certo punto. Quando si riunì ai suoi compagni, notò che la stavano guardando in maniera piuttosto inquieta. Van ammise di sentirsi spaventato da lei, e una parte di Omnia ne fu estremamente soddisfatta. Un soldato, a gesti, le indicò il proprio volto con aria abbastanza schifata: la ragazza fu sorpresa di trovare tutta la propria faccia sporca di sangue. Ridacchiò pensando che nemmeno una goccia del proprio era stata versata. "Mangia anche loro...." Omnia ignorò bellamente la voce di Mastica-Volti, mentre il capitano dei soldati inglesi si avvicinava al loro gruppo con un sorriso decisamente soddisfatto. --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Omnia impiegò tutta la giornata a riflettere su quello che aveva fatto. Sebbene nemici, gli Zulu erano stati un popolo che probabilmente stava solo difendendo la propria terra. E lei aveva permesso che Mastica-Volti donasse loro una morte orrenda e violenta. Li avrebbe uccisi comunque, era stata pagata per farlo, ma non potè fare a meno di pensare a quanti padri, fratelli e figli erano morti. Non fu in grado di stimare quanti morti ci furono quel giorno. Forse non voleva nemmeno. La sua mente esplose con centinaia di voci diverse, che ripetevano, all'unisono, la stessa bruciante parola... "ASSASSINA! ASSASSINA! ASSASSINA! ASSASSINA! ASSASSINA! ASSASSINA! ASSASSINA! ASSASSINA! ASSASSINA!" "NO" pensò con la propria voce prendendosi la testa tra le mani. "E' stata Mastica-Volti. Non io. Mastica-Volti, non io. Non io." Ad una voce tra le altre, come sempre gelida e rassicurante come la morte, fu sufficiente una sola frase per spazzare via la litania di tutte le altre. "Hai dovuto ucciderli. Devi. Dovrai. Per vivere. Per crescere. Per vincere. Cresci, piccola mia." Ed improvvisamente, tutto, dentro di lei, sembrò riaggiustarsi per un momento. Ma Omnia sapeva che era solo questione di tempo. Le voci sarebbero tornate. Lo facevano sempre. E soprattutto, le sarebbe tornata fame.
  4. "Il Calice di Karl- Locanda " lesse mentalmente Omnia osservando l'insegna fuori dal locale. Aveva sentito molto parlare del Calice, meta molto popolare fra i Corporati come lei. A parte alcuni volti e nomi con cui aveva condiviso la ricompensa delle sue missioni, la ragazza non aveva nessun alleato nella Corporazione. "nessuno ti aiuterà. Nessuno ti vorrà. sei una reietta. sei malata." "cerca amici. cerca alleati." " Vattene. Vai a casa. preparati. allenati. vinci" Scosse leggermente la testa per scacciare le voci e quando aprì gli occhi era all'interno del Calice. Ci doveva essere entrata in maniera piuttosto dirompente, perchè vide alcuni avventori scrutarla da capo a piedi con aria di sufficienza. Ignorandoli, si diresse senza una parola verso l'uomo che pensò essere il locandiere, un tale Genos, molto famoso fra i corporati. Lo salutò cordialmente, presentandosi e stringendogli sorridente la mano. "Buonasera! lei deve essere Genos, Il locandiere. Sono felice di fare la sua conoscenza. Mi chiamo Omnia. Non sono parte della Corporazione da molto, sono venuta a curiosare" concluse la frase con il sorriso più convincente che le riuscisse. "Crede che sei una ragazzina, ora..." "Forse vorrà sedurti...""SCAPPA" L'uomo sembrò essere abbastanza stupito dall'atteggiamento di quella ragazzina quasi gracile, ma non potè fare altro che sorriderle e chiederle cosa volesse ordinare. Dopo aver ordinato un infuso di alcune erbe che allungò in una busta al locandiere, si sedette al tavolo più isolato che riuscì a trovare. Lo fece apposta. Era una sua vecchia tattica. Chiunque avesse fatto così tanta strada per venire a parlare con lei, avrebbe sicuramente avuto qualcosa di interessante da dirle. Sorseggiò il suo infuso e cominciò a giocherellare con una ciocca di capelli guardandosi attorno. "Che patetico tentativo. Non vali niente senza qualcuno." "Uccidili. Uccidili tutti." "Nessuno ti vorrà mai come alleata. Sei inutile." Omnia deglutì e scosse leggermente la testa per scacciare per l'ennesima volta le voci. Quando riaprì gli occhi, stava fissando un personaggio molto particolare, che riconobbe. Lo identificò dall' aberrante testolina fluttuante che gli girava attorno. Le aveva urlato "Debito! Debito!" poco dopo che aveva parlato con il suo giovane padrone. Aveva chiesto in giro di lui: in molti le avevano risposto di stargli alla larga e molti altri la definivano come "qualcun'altro che avrà un motivo per odiarlo." Questa definizione, a quanto pare, era una condizione molto comune. Non le importava. Ai suoi occhi, il giovane che stava divorando una quantità anormale di cibo come fossero stuzzichini era tanto strano quanto lei. "Non parlargli. Vattene. Ignoralo." "Immagina cosa potrebbe succedere... sarebbe tutto difficile" "Alzati, vai da lui. Parla." "Vattene. Non tornare mai più. Quel tipo è terrificante." Bevve un sorso un pò più lungo del suo infuso. Non intendeva muoversi. Inchiodò i suoi innaturali occhi verdi sul giovane e attese. Prima o poi, avrebbe finito di mangiare.
  5. Zulu? Decisamente interessante. Omnia si iscrive alla missione. PS. Solo 26 sera, in caso contrario mi dovrò disiscrivere
  6. Seduta su un muretto di pietra alto poco più di un metro e mezzo, una giovane druida si stava godendo il tramonto, crogiolandosi negli ultimi attimi del sole ormai vividamente arancione. Erano state settimane molto intense per Omnia, che rimirava affascinata il ciondolo al suo collo, un ricordo della precedente missione. Dopo aver ucciso Mamma Cornalunga, Omnia si era presa la libertà di staccare una zanna di quel mostro estinto per onorarne la memoria: la aveva fatta rimpicciolire, levigare e intarsiare d'oro da un artigiano. La spesa era irrisoria (solo 10 misere monete d'oro) per il risultato. Ancora ridacchiava al ricordo dei suoi compagni di avventura che le raccomandavano di restare nelle retrovie in quanto piccola e fragile. Rimasero abbastanza interdetti dal vedere il suo spirito selvaggio avvolgere il suo corpo e trasformarla in un orso alto 3 metri. Figurarsi quando la videro abbattere una lucertola gigante da un paio di tonnellate. Ridacchiò istericamente di eccitazione al pensiero di sentire ancora i suoi muscoli animaleschi spingere per lacerare la carne del proprio nemico. Omnia aveva scoperto di non dover fare un grande sforzo per usare questo potere. Realizzò che le voci nella sua testa si erano moltiplicate, negli ultimi tempi. Molte la inneggiavano ad atti violenti o poco consoni ad una signorina aggraziata come lei, ma ormai sapeva non ascoltare alcune di loro. Sapeva quali voci ignorare, quali temere e quali considerare sagge. Ciò che davvero le risultava inspiegabile erano i ruggiti... fra gli innumerevoli sussurri della sua controllata follia, di tanto in tanto la giovane riconosceva un ruggito, altre volte un ululato, altre volte ancora una risata isterica più simile ad una bestia che ad un umano. Tutto ciò che Omnia doveva fare era smettere di resistere e desiderare di essere lei l'autrice di quel richiamo selvaggio. Quando un secondo dopo apriva gli occhi, le sue mani erano diventate zampe, le sue unghie artigli e i suoi occhi attraversavano il buio come un coltello caldo attraversa il burro. Aveva scoperto di avere questo potere di recente, ma ne sembrava già molto padrona. Chiuse gli occhi e si concentrò tenendo stretto fra le mani la Zanna di Cornalunga; dopo qualche minuto concluse che con il tempo stava diventando poco a poco più forte. E non intendeva fermarsi. Ad un tratto, Omnia sussultò nel risentire la voce gelida che la aveva incoraggiata ad iscriversi alla sua ultima missione. Le parlò ancora, gelida come il ghiaccio ma rassicurante come una madre. "Non temere, piccola mia. Un passo alla volta, vedrai la vetta."
  7. "Pazza, morirai!" "Fallo, scrivi il tuo nome.. dai.." "Iscriviti, poi uccidi tutti e derubarli" "Che senso ha fare tutto questo se tanto prima o poi dovrai morire comunque?" "Fregatene, non è affar tuo" Ma l'unica voce che Omnia voleva sentire mentre si iscriveva alla missione era quella più gelida, che le diceva con gentilezza.. "Cresci, piccola mia" Omnia si iscrive alla missione
  8. "Pazza, morirai!" "Fallo, scrivi il tuo nome.. dai.." "Iscriviti, poi uccidi tutti e derubarli" "Che senso ha fare tutto questo se tanto prima o poi dovrai morire comunque?" "Fregatene, non è affar tuo" Ma l'unica voce che Omnia voleva sentire mentre si iscriveva alla missione era quella più gelida, che le diceva con gentilezza.. "Cresci, piccola mia" Omnia si iscrive alla missione ps. Sono disponibile stasera dalle 21
  9. "Fluff? E cos'è?" Omnia fissò gli occhi sulla ricompensa: quel danaro avrebbe potuto farle comodo.. "Fluff? E cos'è? Ma soprattutto, perché dovrebbe fregarmene?" Omnia si iscrive alla missione
  10. Omnia correva come mai nella sua vita, il respiro corto ed impaziente mentre vedeva la figura della bacheca missioni ondeggiare ed ingrandirsi tanto più correva per raggiungerla. Il foglio davanti a lei aveva già dei nomi sopra, ma non se ne preoccupó. Senza una parola e senza esitazione, scrisse il suo nome con una grafia elegante e si allontanò fischiettando, ignorando le voci nella sua testa che le ricordavano incessantemente che poteva morire. Omnia si iscrive alla missione.
  11. Nome Giocatore: Omnia Nome Personaggio: Omnia Mutae Classe e Professione: Druida, Guida delle terre selvagge Razze e Descrizione Fisica: Omnia è una ragazza giovane e avvenente, vestita di pelli, i cui capelli sono un pastiche di dreadlocks con una grande ciocca verde che indica la sua appartenenza all'ordine Druidico. Sul capo indossa un diadema fatto con le corna di un cervo che le salvò la vita da piccola. Descrizione Caratteriale: Omnia soffre di un disturbo psicotico che le fa sentire delle voci. Di tanto in tanto, borbotta tra sè parlando con qualcuno che non esiste, seguendo o non seguendo le inclinazioni dei suoi "amici immaginari" (tendenzialmente non violente). Generalmente è altruista, ma non si fa scrupoli a trarre un vantaggio per se in una situazione a lei favorevole. Omnia è atea e omosessuale. Omnia in genere è taciturna, ma ha anche uno spiccato senso della curiosità. Non ama parlare del proprio disturbo a meno che non costituisca un problema per chi le sta attorno e risulta essere molto permalosa e difensiva quando l'argomento viene affrontato da terzi. Omnia non sopporta le avance degli uomini e diventa facilmente aggressiva con chi allunga le mani. Scheda: Omnia Mutae, Druida Umana 3° lv ( Aggiornata al 22/05/2017 ) (Nota: Gli incantesimi riportati sono semplicemente quelli che uso più spesso. La lista con gli incantesimi preparati per ciascuna missione verrà inviata in privato al Master della missione) Statistiche Forme Animali: (quelle riportate qui sotto sono quelle da me più comunemente assunte) Biografia: Omnia nasce sorda e muta, da qui il suo nome ("Tutto tace", in Druidico). Costretta in un mondo di silenzio assoluto fin dal primo momento, la sua mente si spezza all'età di 14 anni. Riceve la chiamata Druidica dallo spirito della sua foresta natale ormai in fin di vita, che si estingue donandole parola e udito. Omnia da quel giorno giura fedeltà alla natura e mette la propria vita davanti a quella di ciascun essere vivente che non meriti la propria sorte, ma allo stesso tempo grida vendetta per chiunque rovini il dono della vita, brigante o re che sia.