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      Come entrare a Karaldur senza problemi!   25/11/2017

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      Contatti con lo staff Karaldur tramite messaggistica o social network   28/11/2017

      Salve utenti,
      si crea questo topic per avvertire di un fenomeno disdicevole e che, purtroppo, si sta diffondendo sempre più:
      contattare lo staff per problematiche del server attravero social network e applicazioni di messaggistica.
      Questo comportamento, portato all'estremo, porta lo staff a ricevere notifiche, anche in tarda ora, quando dovrebbe essere concessa la tranquillità che naturalmente spetta.
      Per questo siete tutti invitati, se non esplicitamente autorizzati dallo staff che state contattando (e ciò non significa che vi risponde e basta, ma che sarebbe gradito che chiedeste se potete contattarlo per faccende di server), a non contattare lo staff di Karaldur tramite canali di messaggistica o social network nei profili privati.
      Vi sono i ticket, vi sono i topic di supporto, gli mp del forum e la chat del server.
      Grazie.
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      Ispezioni e lag   08/12/2017

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      Cambiamenti regolamento   09/12/2017

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Miluna

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  1. Denrak presenta la sala dei banchetti decorata a festa. Una tavola sontuosamente imbandita davanti al calore di un camino acceso; i canti della festività intorno all'albero decorato mentre i bimbi aprono i regali... Queste le coordinate della sala: 1915 118 -91
  2. Buongiorno e buona domenica ragazzi. Lo staff ha in cantiere già delle novità in merito. Le vostre proposte sono però, come sempre, attentamente valutate e vi faremo sapere il prima possibile in merito. Milù
  3. Ciao, ho letto solo ora quindi scusami della tardiva risposta. Se riesci a loggare ts cerchiamo di darti una mano. Miluna
  4. "Ho predisposto che il Concilio si riunisca domani stesso dottor Lividain. Vorrei che la questione fosse definita il prima possibile anche se, per quel che mi riguarda, considero lei e la sua famiglia già amici del Regno".
  5. "Vede dottor Lividain, il nostro Lemintor si distingue sempre per lo zelo del suo operato. Sarà oltremodo interessante vedere questi geni a confronto. Non credi anche tu caro Eremrem? Lemintor, siedi accanto al dottor Lividain. Credo che voi illustri abbiate molto di cui parlare. Lady Rosalin, deve assolutamente assaggiare tutto, vorrei che tutto il buono delle nostre terre conoscesse il suo palato".
  6. Mairin osservava tutta la scena come uno spettatore esterno si trovi per caso testimone di un fatto di cronaca. Ascoltava attentamente l'anziano Maiskos e ammirava l'imponente presenza che la sua autorità emanava. I Maiskos avevano infine riconosciuto in lui l'unico loro Yucajequ e Guar e Ixkiji si ritrovava ora a fissare sgomenta la massa di gente che fino a poco prima si professava sua seguace. Ora era giunto per Mairin il momento di prendere la parola e, dopo il tacito assenso dello sguardo di Dyhamjr fisso nel suo, avanzò... Quella moltitudine di visi e colori si posavano ora su di lei cercando di carpire i pensieri della Protettrice. Lady Màkuron, chiuse gli occhi per un momento, li riaprì colpendo come una frusta supernica lo sguardo della bella ribelle. "Ancora molti complici delle "Ombre di Sabbia" si nascondono tra le fila dei ribelli. Il foglio che vedete fra le mie mani contiene una lista dei loro nomi", alzò la mano perchè tutti potessero vedere che diceva il vero. "Molti errori sono stati fatti, questo è certo ma,se vi consegnerete a me avrete salva la vita, altrimenti, in caso contrario vi lascerò in balia della ribelle Ixkiji". Fece una pausa passando con lo sguardo la folla e soffermandosi su alcuni visi che, colpevoli, abbassavano lo sguardo. "Sta a voi ora la scelta ma sappiate che noi sappiamo perdonare, ed io Mairin Màkuron, Protettrice reggente del Regno di Denrak, vi assicuro sul mio onore che conoscerete la vera Libertà. Se anche voi la rispetterete e onorerete la vostra parola, diverrete amici denraki, in caso contrario lascerò la parola e le azioni successive al Generale Garon, comandante dell'esercito denrako che sono sicura conosciate almeno di fama". Garon si materializzò al fianco della Protettrice. "Mia Signora, ai suoi ordini". Mairin aveva usato tutta la fierezza della sua posizione e delle sue origini per instillare nei ribelli il timore delle sue parole. "Se volete salva la vita, come una madre, v'accolgo". Così dicendo attese un movimento... il tempo si era fermato e tutto sembrava immobile, nessuno osava neppure respirare.Poi... Timidamente e non senza fatica qualcuno cominciò ad avanzare. Prima uno poi un'altro e in poco tempo decine di persone avanzarono per mettersi alle spalle della Lady Protettrice. Con aria trionfante di chi sapeva di aver vinto un difficile confronto che valeva la vita di centinaia di persone Mairin sfidò la ribelle. "Vedi con i tuoi occhi la realtà Ixkiji, la libertà è l'unica ricchezza, il resto non conta".
  7. "Della cucina denraka si parla in ogni angolo del piano dottor Lividain. A tal proposito potremmo, mentre aspettiamo gli altri ospiti, Arman vuoi assaggiare qualcosa dal tavolo del banchetto? Corri veloce finchè la cuoca è distratta", e così dicendo strizzò l'occhio al bambino e corse a prendere qualche leccornia dal tavolo. "Lady Rosalin, complimenti è un bambino dolcissimo e molto educato", sorridendo mentre il bimbo prendeva una tartina cercando di non farsi notare dalle cameriere. "Vede dottor Lividain, la cucina denraka è molto varia e rinomata, le carni della selvaggina e degli allevamenti, ma anche pesce fresco della miglior qualità si sposano perfettamente con le verdure coltivate sulle nostre terre, frutto dell'amore, della pazienza e della dedizione delle nostre genti. Potrà gustare una gran varietà di piatti come le zuppe di pesce, di coniglio e di barbabietole; ma anche verdure e carni grigliate, torte, biscotti e dolci deliziosi. Ma prego assaggi qualcosa, non so quanto dovremmo aspettare prima di cenare e anche io, lo confesso, accuso un certo languorino".
  8. "Lady Rosalin, è la benvenuta nel mio Regno, spero quanto prima che possa considerare questo luogo come la sua casa. Piccolo Arman, piacere di conoscere anche te. Ci sono molti bambini a Denrak con i quali potrai giocare e passare molte ore felici e spensierate. Ti divertirai molto". Mairin accolse calorosamente la famiglia del dottor Lividain. In cuor suo sperava ardentemente che i brutti ricordi lasciassero presto le loro menti e i loro cuori. "Dottor Lividain, non so dirle con esattezza se sarà presente anche il dottor Lemintor. Anche lui come lei ben può immaginare, è sempre impegnato in qualche tipo di ricerca. Manderò un paggio ad informare il Magister Eremrem del suo desiderio, nella speranza che almeno il fratello riesca nell'intento di distrarlo dalle sue ricerche e dai suoi esperimenti. Sono sicura che quando saprà del suo arrivo, ne sarà molto felice".
  9. Lady Mairin, seduta davanti alla toletta, aspettava pazientemente che Jul finisse di acconciarle i neri capelli. Un sottile filo di perle le disegnava morbide curve tra le ciocche per poi adagiarsi sul diafano collo. Pensierosa, si faceva agghindare come una bambola di carta dalle altre ancelle con un elegante vestito di morbido velluto blu notte. Le giovani si guardavano perplesse ma, dopo gli sguardi di ammonimento di Lady Jul, non si permettevano nemmeno di fiatare. Conosceva bene la sua benefattrice ormai, e sapeva che quello sguardo perso nel vuoto a contemplare qualcosa che solo lei vedeva, era presagio di grandi o gravose decisioni da prendere. "Lady Mairin, è pronta per scendere nel salone. Ha giusto un po' di tempo prima che venga servita la cena". Ripreso controllo della realtà, sorrise. "Grazie Jul, so che ho ancora un po' di tempo prima che venga servita la cena, mi tratterrò con il nostro illustre ospite fino ad allora". Seguita dalla giovane donna la Protettrice avanzava lentamente nei corridoi del sontuoso palazzo. Quanto lavoro era stato fatto, quanti sforzi compiuti e quanti cuori mossi all'unisono da un unico ideale avevano corso frenetici fino all'ultimo battito per realizzare tale sogno. Denrak, la sua bella e amata città, meta di molti per ammirarne le costruzioni e per intrattenersi con l'amabile popolo denrako, era diventata con il tempo il simbolo della libertà e dell'unione. Non le sembrava affatto strana la scelta del dottor Lividain di guidare la sua famiglia e le sue genti proprio nel suo Regno. "E nessun denrako si stupirà della decisione che il Concilio prenderà con tutta probabilità", pensò. Entrò nel salone dei banchetti e li vi trovò il suo illustre ospite. Non credeva che potesse provare una simile emozione, eppur il suo cuore era gonfio di gioia e sorridendo disse "Dottor Lividain, non sa quanto sia felice nel vederla sano e salvo, queste ultime settimane non devono essere state facili per lei e la sua famiglia. Il solo pensiero di dover abbandonare quella che fino a poco fa chiamava casa, credo sia stato molto difficile. La prego, consideri questa terra la sua dimora. Le do il benvenuto nel Regno di Denrak, patria delle liberi genti del Piano".
  10. Denrak tutta, in aiuto alla sorella Ascalon, partecipa.
  11. Il Sole abbraccia la Luna ( Scena 2) “Re Scleros, non inchinatevi a me, sono io che dovrei farlo. Sono Lady Mairin Màkuron Protettrice reggente del Regno di Denrak. E sono la donna più grata di questo Piano per l’offerta d’aiuto che ci avete dato!” Lady Màkuron guardò negli occhi quell’uomo. Sprigionava una bellezza regale che lo distingueva a prima vista da chiunque fosse presente in quel momento nel piazzale. “Pochi giorni fa Eremrem, il nostro prezioso Magister agli Affari esteri, mi ha comunicato la vostra proposta Re Scleros. Inutile dirvi quanto vi sia grata, e quanto vi sia grato tutto il mio Regno. Non so cosa abbia fatto di buono in questo mondo per ricevere una simile benedizione, ma ringrazio i Superni per tanta fortuna e benevolenza”. “L’impazienza di suggellare questi accordi, non vi nascondo, è tanta. La mia Denrak, tutto il mio Regno piange lacrime di sangue ogni giorno. Vi prego, Re Scleros, aiutateci!”. Mairin fu scossa dal tremore. Se non si fosse sorretta con la forza di quelle grandi mani e l’aurea di quell’uomo davanti a lei, probabilmente sarebbe svenuta. La tensione degli ultimi giorni e la disperazione degli ultimi eventi l’avevano molto scossa. Scleros, si sollevò e le porse il braccio. “ Per favore, seguitemi.. abbiamo tanto di cui parlare.. voi guardie, state qui vicino alla carrozza e date aiuto ai nostri ospiti.. “ Mairin, strinse il braccio di Scleros, e poco prima che si allontanassero dalla carrozza, disse: “Jul, la mia cara dama di corte, ha bisogno di riposo e come lei anche gli altri al mio seguito. Mio Signore, posso lasciarli alle cure delle vostri genti? ” Aspettando che Mairin terminasse di conferire con l’ancella, Scleros, fece diede disposizione ai suoi uomini di occuparsi dei nuovi arrivati. Così poi rispose sorridente alla Regina : “Ma certo! Covenantry, offri ristoro al seguito della Regina Mairin e bada che riposino. Per ora non seguiteci. Voglio conferire con Lady Mairin in privato.” I due capi di Stato si allontanarono dal gruppetto di persone e si diressero verso il palazzo del parlamento. “ Il nostro paese, la nostra città, la nostra Nazione, non può rimanere indifferente a tanta cattiveria, e a tante efferatezze palesatesi tante e tante volte a Denrak. Forse voi non lo sapete, ma io sono un ex cittadino Denrako. Sono nato e cresciuto a Denrak. Quella è, e rimarrà sempre casa mia. Ascalon è la mia seconda famiglia. La nazione che ho riportato allo splendore di un tempo ora mi culla e mi protegge, e io mi sento in dovere di fare lo stesso con voi. Denrak mi ha cresciuto come una madre con un figlio. Ora è arrivato il momento in cui il figlio aiuti la madre, come è giusto che sia “ Una volta dinanzi al governo Scleros, fece strada alla Regina Mairin Màkuron. Le fece visitare le varie stanze, e l’imponente sala del trono, impeccabile e tirata a lucido come sempre. “ Questa è la nostra sala del trono.. So che può sembrare eccessiva, con tutte queste decorazioni, e sfarzo, ma Ascalon è questo. Una città ricca e forte, e niente può o deve sembrare banale qui da noi.. Prego, seguitemi, ancora per poco. Ci dirigiamo al mio ufficio.. “ Una lunga scalinata in marmo portava al piano superiore dell’edificio alla cui sommità si trovava l’ufficio del Presidente con le porte in ferro bianco lavorato. Entrati dentro, Scleros fece accomodare la Regina Mairin. Si spostò lateralmente e versò due calici di vino di Ascalon, ne porse poi uno a Lady Màkuron, e prese posto sulla sua poltrona. “ Arriviamo a noi.. Non mi aspettavo una vostra visita, anche se in cuor mio ci speravo. Non ero sicuro di una vostra risposta, ma qualcosa mi diceva che questa era la scelta giusta.. Abbiamo sentito dei disordini, degli omicidi e di tutti i problemi che ha dovuto affrontare Denrak. Nessuna città si trova preparata a sopportare una cosa del genere. Noi stessi abbiamo dovuto far fronte a disordini interni, causati per la maggior parte dai vecchi nobili Ascaloniani corrotti, che per poche migliaia di zenar, hanno preferito rivoltarsi contro la corona.. Non nego che ho dovuto far uso della forza per placare gli animi e risolvere, almeno per quanto possibile, queste diatribe manifestatesi in città.. So attraverso i nostri servizi segreti, che insieme, siamo riusciti a portare a termine una manovra di controspionaggio degna di nota. Vi faccio i miei più sinceri complimenti per il vostro operato. “ E mentre Scleros elogiava il lavoro Denrako, Mairin rispondeva ai complimenti con dolcezza e timidezza. Era sicuro che se qualcuno si fosse fermato a guardarla, si sarebbe innamorato all’istante di quella donna. “Re Scleros, grazie dei complimenti ma il successo dell’operazione è dovuto principalmente all’operato di Eremrem, il nostro Magister agli affari Esteri. La sua abilità in certi campi è proverbiale. Scleros prese dai cassetti della scrivania un rotolo di fogli, con decorazioni dorate, e lo porse alla Regina. “ Prego, non chiamatemi Re, sono un normale presidente di una repubblica.. Questi sono i documenti per l’alleanza. Dia uno sguardo, e mi dica, cosa ne pensa. Ho cercato, assieme all’aiuto dei miei consiglieri di svilupparla nel più consono modo, stando attenti a rispettare entrambe le costituzioni.. “ Mairin prese con emozione crescente quei fogli tra le mani. Probabilmente non aveva mai visto tanto sfarzo in vita sua e perfino la carta carezzava come una morbida piuma le sue dita. “Grazie, dal più profondo del cuore. Leggerò con attenzione questo importantissimo documento e lo stesso farà il mio Magister. Questo momento passerà alla storia Re… ehm… Scleros, Presidente Scleros”. Mairin arrossì un po’ intimidita. Non le succedeva da molto di non dover essere la parte forte di una conversazione. Lottava con tutta se stessa da tantissimo tempo ormai e una corazza aveva preso il posto del suo carattere timido. Non avrebbe mai potuto affrontare tutte le avversità della vita altrimenti e non avrebbe mai avuto le capacità per sorreggere un intero Regno, non in quel contesto almeno. “Scleros, potrebbe mandare a chiamare anche Eremrem da qualcuno dei suoi segretari? Credo sia meglio che legga anche lui il prima possibile in modo da concludere celermente le pratiche burocratiche” Senza farselo ripetere due volte, Scleros, mandò subito a chiamare Eremrem dalle due guardie presenti, e rimase solo con Lady Màkuron. Mentre aspettavano il gran Magister, Scleros e Mairin si dilettavano in discussioni informali, del tutto distaccate dal momento, e dalla situazione in cui si trovavano. Alcuni istanti dopo, fece il suo ingresso Eremrem, seguito a pochi passi di distanza dall’ancella della regina. “ Oh prego, prenda posto qui con noi, Magister.. “ Disse Scleros, indicando una poltrona di fianco alla Regina. “Jul, mia cara, tu siedi su quel divanetto e riposa un po’. Da quel che ho letto, queste formalità finiranno presto. Considerati a casa”. Così dicendo, Mairin sorrise alla ragazza e si rilassò attendendo che Eremrem leggesse il plico. “ Queste sono le carte che io stesso e i miei consiglieri abbiamo cercato di comporre. Spero che lei, vista la sua esperienza, ci possa dare dei consigli e correggere ove ne sia necessario.. “ Così mentre sistemava i fogli in un’unica risma, li porgeva dunque al Magister che cominciava a leggere quasi stesse divorando un arrosto di anatra. I minuti passavano e tutti nell’ufficio aspettavano una risposta, un’opinione, una critica, insomma qualcosa, che uscisse dalle labbra del saggio Magister.
  12. A Thomas Golud, Presidente della Repubblica Modernista di Sant'Elio, Non so esprimere adeguatamente quanto le Vostre parole ci siano di conforto in questo momento di atroce dolore. Anche a noi è giunta voce delle barbariche uccisioni perpetrate ai danni delle vostri genti e vi esprimiamo le nostre più accorate condoglianze. Simbolicamente ci stringiamo a voi per unire le nostre forze contro i soprusi dei vili attentatori. I Superni Vi proteggano sempre.
  13. La pergamena giaceva immobile sulla scrivania della Protettrice di Denrak. Quelle parole ancora ferivano gli occhi di Mairin facendole sanguinare il cuore. “ Al Regno di Denrak, scrivo queste poche righe per infomarvi che presenze malvagie e oscuri avvenimenti si avvicinano a voi. Siamo venuti a conoscenza di mobilitazioni di armi e guerrieri, nei vostri confronti, atti a minare la sicurezza e la stabilità del Regno. State molto attenti e guardatevi le spalle. Non si sa mai cosa potreste trovare dietro l’angolo... Un vostro fedele servitore “ Si concesse un solo attimo di debolezza, ed una lacrima sfuggì al suo controllo. L'asciugò velocemente e ricompostasi uscì dalle sue stanze. Ormai ogni giorno si svolgeva uguale all'altro e sapeva già quale dovere l'attendeva. Entrò nella sala del trono e prese posto sullo scranno reale. "Jul, cominciamo per favore". Era ormai passato qualche anno da quando Mairin decise di accogliere a corte la piccola Jul. Orfana e senza parenti prossimi era entrata a far parte delle dame di compagnia di Lady Màkuron diventandole cara come una figlia. "Certo mia Signora. Vajul, la Protettrice da inizio ai colloqui; faccia entrare la prima famiglia per favore." Lady Màkuron consolava l'ennesima vedova di quei giorni di sangue. Giorni di violenza senza fine che colpivano il suo amato popolo rendendo vana ogni speranza. Sempre più spesso aveva raccolto le grida di dolore di famiglie distrutte per l'assassinio di un loro caro. La guardia reale, decimata dagli anni bui del morbo di Gor-Lorach non erano in numero sufficiente per contrastare quella carneficina spietata. Era ormai mattina inoltrata quando un trafelato Eremrem entrò senza troppe cerimonie nella sala del trono. Tra le mani, una pergamena il cui sigillo era già stato rotto e che teneva stretto a se come il più prezioso dei tesori. Avvicinatosi a Lady Màkuron e fissandola negli occhi disse: "Mia Signora, devo conferire con lei con la massima urgenza. Concluda qui per il momento." Le tese la mano e l'aiutò ad alzarsi. Vajul colto un po' di sorpresa da quell'inaspettato cambio di programma si affrettò a raggiungere il centro della sala e disse: "La Protettrice conclude qui i colloqui di oggi." La sala poco a poco si svutò e solo poche persone rimasero al cospetto della regale figura. "Eremrem, cosa è mai accaduto? Ci sono stati altri assalti? Ci sono altre vittime? Non potrei sopportarlo..." "Mia Signora, quel che porto con me oggi è lontano da tutte le atrocità che Vi hanno afflitto in questo ultimo periodo. Quello che porto è un segno di speranza. Ascalon, Re Scleros, ci propone un'Alleanza e una Nazione. Mia Signora Ascalon e Denrak unite insieme sotto il segno della libertà nella lotta contro i sopprusi e le atrocità delle quali siamo tutti vittime. Mairin, non saremo più soli." Prese le mani della fragile donna tra le sue. La mente di Mairin lavorava febbrilmente: "Eremrem, fai preparare la carrozza reale, Jul verrai anche tu mia cara. Che sia tutto pronto tra un'ora al massimo. Vajul, predisponi per la mia assenza, credo 2 o 3 giorni al massimo. Offri asilo nel castello a tutti i denraki che ne abbiano bisogno. Eremrem, partiamo alla volta di Ascalon. Abbiamo dei documenti da firmare e una Nazione da plasmare!"