ssda12345

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  1. 2 MESI DI REDENZIONE LA PARTENZA PER LA TERRA NATIA Uthal si trovava nella sua stanza a riflettere se fosse giusto che si trovasse lì senza avere ancora le risposte che cercava da tempo. Era pronto per tornare dalla sua tribù di appartenenza e dimostrare a tutti quanti il suo vero valore e e quindi esserne il loro leader? Oppure tutto quello che aveva visto e combattuto fino a quel momento era solo l'inizio della sua ricerca? Sapeva che restare a rimuginare non sarebbe servito a niente quindi preparo la sua borsa da viaggio, prese la sua ascia e lo spadone, lasciando le accette in camera, e partì in direzione della locanda, così da poter prendere un barilotto di birra da consumare durante il viaggio. Una volta dentro il locale si diresse direttamente verso l'oste e poggiando i soldi sul bancone gli chiese la miglior birra che gli poteva offrire e gli disse che quello probabilmente sarebbe potuto essere l'ultima volta che lo avrebbe visto. Prese la birra e saluto l'oste con una poderosa stretta di mano, usci dalla locanda e si diresse verso la zona dei portali. Durante il tragitto si girò nuovamente verso i dormitori dove dormivano, cosi da guardarli un'ultima volta prima della sua partenza, e pensò al numero di compagni che aveva conosciuto stando in quel piano. Pensò a Vhelak, che lo considerava un piccolo bambino bas***do ma che non poteva negare fosse bravo. Penso ad Amy, nemmeno il tempo di conoscerla e già stavano per prendersi a spadate. A Miles, colui con la quale si è dovuto confrontare di più per via della loro diversa indole. Quella di Uthal sempre tendente al confronto anche fisico, mentre quello di Miles prevedeva una tipologia di confronto molto più parlata. Ripenso anche alla bambina che era rimasta senza genitori, per mano sua... e questo gli fece pensare che doveva anche cambiare se voleva aiutare qualcuno e non solo uccidere tutti. Nel mentre si rigirò e continuò la sua camminata verso la zona dei portali, sperando di non trovarci nessuno da dover salutare. Una volta entrato nella sala inizio a camminare per l'ampio salone cercando quello che lo avrebbe potuto riportare nelle terra natia. Dentro un portale notò quella che doveva essere l'immagine distorta di una montagna rocciosa, quindi quella doveva essere il portale dalla quale era arrivato. Si fece coraggio per ciò che lo aspettava e si diresse dentro il portale. L'ARRIVO TRA LE MONTAGNE E NELLA SUA TRIBU' Uscito dal portale notò subito le differenze con il piano precedente. L'aria era molto più rarefatta e soprattutto non si vede molti segni di agricoltura. Uthal capì subito di essere uscito nel piano giusto,lo capì dal respiro. Ora tutto quello che doveva fare era vagare per trovare qualche suo simile che lo avrebbe potuto portare alla tribù. Cosa non molto difficile, dato quanti popolani contava al giorno della sua partenza. La birra non sarebbe servita solo a rinfrescarsi durante il viaggio ma anche per convincere qualche Golia a fargli strada. L'unica cosa è che aveva beccato il periodo di non migrazione del popolo, quindi ci avrebbe messo più del solito a trovare qualcuno. Passarono diversi giorni prima di trovare una figura camminare verso la sua direzione, quindi affretto il passo verso di lui cercando di farsi notare. Aveva visto bene, era un Golia, quindi aveva finalmente trovato qualcuno che lo avrebbe potuto accompagnare. Non si dimenticò delle abitudini della sua razza. Quindi tirò fuori lo spadone e mentre si avvicinava si preparò ad un possibile scontro con il tale, dato che avrebbe dovuto verificare che non si trattava di un'inganno. Abituato ai diversi nemici affrontati, lo scontro con l'altro Golia fu qualcosa di sopportabile, anzi era quasi divertente per lui. Il tale osservo i segni sulla pelle di Uthal prima di abbassare l'arma e chiedergli come mai fosse così lontano dalla tribù, e soprattutto perché non stava usando l'ascia, classica arma tra i golia. Uthal rispose che era venuto per la prima volta in quella terra dopo anni, raccontò la storia del padre, ex campione dell'arena della tribù, che si era allontanato perché troppo vecchio. Gli disse anche che era tornato per dimostrare quanto aveva appreso durante la sua avventura nella CDA e che se lo avrebbe accompagnato al campo gli avrebbe lasciato un po' di birra che si era portato dietro. Il Golia sembrava quasi estasiato dall'idea di vedere il figlio di un ex campione all'opera e soprattutto dall'avere birra gratis, quindi lo accompagno di fretta e furia alla sua tribù. Il viaggio non fù nemmeno troppo lungo, dato che la distanza dal campo era ormai poca considerati i giorni passati a camminare. Ciò che Uthal vide appena arrivo al campo era il solito sigillo della sua tribù, una mano insanguinata sopra un lupo e capì di aver incontrato la persona giusta. Ringrazio il compagno di viaggio e gli lasciò il barilotto di birra, e incominciò a vagare in cerca dell'arena. Venne guidato dal trambusto di molta gente che pare stesse guardando lo svolgersi dell'incontro, e grazie a ciò pote vedere come le tradizione erano sempre rimaste uguali. L'arena era sempre la solita fossa scavata dove due persone combattevano fin alla morte, o fin quando "l'arbitro" decideva che era abbastanza. Lo scontro che stava guardando doveva essere della parte giovane della tribù dato che i colpi erano molto leggeri, dovuti anche dalla stanchezza dei due, quindi pensò che doveva essere quasi al termine. Poco dopo la lotta finì e il vincitore, che sembrava essere più giovane dell'altro uscì dall'arena sulle sue gambe, cosa che non si poteva dire per l'altro. Nel mentre le persone che aveva circondato la fossa fino a poco prima stavano iniziando a dirigersi verso i loro posti di lavoro, quindi Uthal decise di provare subito la sua capacità nella lotta e... "WOLF" E "HORN" NELLA FOSSA ... urlo con più voce possibile "PORTATEMI IL CAMPIONE" e si lancio dentro la fossa, pronto ad affrontare l'avversario a mani nude. Tutte le persone che se ne stavano andando si girarono all'improvviso quando sentirono quell'urlo e guardano chi si celava dietro al polverone che era alzato. Un golia non molto distante fece un risata molto accentuata ed esclamo "DEVI AVER AVUTO MOLTO CORAGGIO PER CHIEDERE DI ME, PIVELLO." e si lanciò pure lui dentro la fossa. Questo Golia aveva un enorme lupo tatuato sulla parte alta del corpo, e in maniera molto sicura fece uno schiocco di dita per avvisare l'arbitro che lui si sarebbe sfidato con Uthal. Allora l'arbitro senza indugiare oltre diede il via all'incontro. Uthal decise che sarebbe stato il caso di mostrare subito tutta la sua potenza, quindi cerco di entrare subito in ira. Ma il "Lupo" sembrava quasi tranquillo dinanzi alla scena, anzi forse voleva proprio che Uthal si scatenasse. Appena si fù totalmente caricato parti caricando il suo avversario, cercando di rovesciarlo e di guadagnare il vantaggio, ma l'altro golia fermò la carica di Uthal e gli disse "Non sei l'unico a saper usare questi trucchetti". Notò che la forza nelle sue mani aumento, e che gli occhi del "Lupo" passarono da un grigio chiaro, ad un rosso accesso. "ADESSO CI DIVERTIAMO, P********A!" Scatenò tutta la forza che aveva, e se non ribalto tutta la situazione fu solo perché Uthal all'ultimo secondo decise di arrabbiarsi ancora di più e di passare in furia. Solo che questo non lo portò in una situazione di vantaggio, ma fece solo in modo di non essere umiliato davanti a tutti. La lotta continuò per un oretta abbondante, dove il "Lupo" aveva sempre la meglio sul Golia della CDA, e Uthal si limitava a contrattaccare quando la situazione lo permetteva e tutto sommato i suoi danni glieli stava facendo. Però ad un tratto il lupo uso tutta la sua forza su un colpo diretto all'addome, Uthal quindi deciso di mettere anche lui tutta la sua forza in un pugno e di mirarlo in piena tempio del nemico. I colpi arrivarono quasi simultaneamente e la folla che fino a due secondi prima faceva casino tifando per i Golia, tacque. I due rimasero per qualche secondo bloccati in piedi uno di fronte all'altro e poi caddero per terra simultaneamente. L'arbitro quindi sancì che il vincitore sarebbe stato colui che si sarebbe alzato per primo. Uthal sapeva di aver dato il massimo e che quel massimo non gli sia bastato per diventare il più forte tra i Golia. Non aveva bisogna di sentire la folla scalpitare o di vedere il nemico rialzarsi per capire che lui non sarebbe stato il vincitore quel giorno, quindi decise di rimanere sdraiato a guardare il cielo per molto tempo, aspettando che tutti se ne sarebbero andati, per poi ripartire verso la cda. Dopo svariati minuti sembrava che non c'era più nessuno nelle vicinanze quindi si rimise seduto e guardò in giro, notando che era rimasta solo una persona che sembrava lo stesse aspettando. Uthal quindi si diresse solo verso quella persona, e non per parlargli ma perché aveva tutto ciò che lui si era portato per il viaggio... "IL MIGLIORAMENTO RICHIEDE SACRIFICI" Non appena si era avvicinato abbastanza il signore gli fece un'applauso e gli disse "Complimenti, bella lotta, peccato solo per il risultato finale..." Uthal fece un cenno con la testa come per dargli ragione e inizio a salire le scalette che lo avrebbero portato fuori dalla fossa. Ormai aveva etichettato quel signore come pazzo, ma non lo avrebbe mai ignorati del tutto. Mentre si stava risistemando tutte le armi nei suoi foderi, il signore ricomincio a parlare dicendo "Se solo ci fosse stato un modo per poterlo battere adesso non saremo solo io e te quelli che parlano, lo sai vero?" Uthal rispose "Un modo per batterlo esiste, ed è diventare più forte di quanto lo sia stato io oggi" S- "Eh se ti dicessi che forse per te è possibile fare ciò in poco tempo? Fare come ha fatto lui?" Adesso avevo la piena attenzione di Uthal, sembrava che potesse farlo diventare più forte in poco tempo, che che al Kalagiano non sarebbe per niente dispiaciuta. Gli fece cenno di seguirlo ed entrambi entrarono dentro una tenda non molto illuminata. Il signore gli fece cenno di sedersi e gli disse. "Il tuo problema nasce dal fatto che la tua personalità non ha scelto da che parte schierarsi... Se essere una persona caritatevole, oppure un guerrafondaio. E ciò influisce anche il tuo corpo, dato che si deve impegnare a bloccare il contrasto piuttosto che sfruttare tutte le sue capacità... Per renderti più forte tutto quello che devo fare e far si che una delle due parti prenda il sopravvento sull'altra, oppure far si che il tuo corpo non si intrometta in questo contrasto. E per fare ciò ti dovrò ipnotizzare. Se sei disponibile e pronto basta che me lo dici, ed io inizierò." Nel mentre Uthal si era convinto che quello sarebbe stato ciò che gli avrebbe permesso di diventare più forte di tutti, ed era pronto per il rischio che c'era da pagare. Passò molto tempo ore se non giorni. Prima che il trattamento finisse. "L'operazione" aveva avuto successo. Da quel giorno in poi sembrava che fosse diventato una persona nuova e buona, solo che si sentiva a disagio su qualcosa, come se ci fosse qualcosa di strano in lui. Chiese al signore cos'era quella strana sensazione che si sentiva dentro, e lui rispose "E' normale, è solo parte del procedimento, e soprattutto ricorda... Il miglioramento richiede sacrifici... Adesso ti conviene partire da luogo dalla quale sei venuto. E' troppo presto per affrontare Il Lupo adesso. Il tuo corpo non è ancora abituato al cambiamento." e gli fece cenno di andare via. Uthal allora un po' perplesso e un po' deluso fece come disse il vecchio. Avrebbe voluto avere la sua rivincita. Ma se poi avesse perso non ci avrebbe tirato fuori niente di buono, solo delusioni. Partì nuovamente in direzione dell'uscita del villaggio e dentro di se sembrava esserci qualcosa che non andava. Infatti uscito dalla tenda pensava che forse era meglio smetterla con la violenza, concentrarsi al riposo e alla "guarigione", ma a pochi passi dall'uscita aveva cominciato a pensare che forse non sarebbe stato tanto male uccidere tutti quelli che si stavano prendendo gioco di lui in quel modo. Cerco di spazzare via quei pensieri cosi malvagi e corse via dal villaggio, prima che sarebbe potuto succedere un disastro. Dopo molti giorni torno indietro a dove si trovava il portale e lo varco, tornando alla corporazione. "Alla fine si torna sempre qua, speriamo che questa volta possa andare meglio di quello che mi aspettavo". Disse tra se e se mentre si dirigeva nuovamente verso i dormitori.
  2. Uthal appena Miles usci dalla porta la chiuse e bevve dal boccale di birra che aveva sul tavolo.
  3. Miles fece qualcosa che forse non doveva fare in quel momento, spreco della birra nelle vicinanze di Uthal. Quindi Uthal, con il mix di emozioni, tra cui la rabbia e il pensiero fisso della ragazzina, che stavano prendendo la meglio su di lui cerco di prendere miles per il collo dei vesti che aveva addosso e sbatterlo contro il muro, tenendolo sospeso in aria, urlò con un tono di voce molto forte "La missione non è stato un fallimento! Abbiamo salvato una città! Abbiamo salvato una bambina! Ca**o Miles, grazie a noi una bambina è viva! Non riesci a pensare a quello che ca**o hai fatto di buono pochi giorni fa? Pensi che solo tu hai delle responsabilità in questo mi***ia di posto? Pensi che sei l'unico che ancora ripensa a quello che ci siamo lasciati dietro?" Lo rimise a terra e mentre spalancava la porta della stanza gli disse, questa volta con un tono più tranquillo "Non sei l'unico, da quanto ho capito sono stato io ad uccidere il padre di chiara... Ancora ci ripenso tutt'oggi... Ho tenuto uno spadone, sperando sia quello che aveva usato il padre come promemoria di quello che ho fatto lì giù... Ho messo una bambina nella stessa situazione nella quale ci siamo ritrovati io e mio padre tanto tempo fà, e ti posso dire che non è proprio il massimo... Ho dato alla bambina i giavellotti con qualche consiglio scritto dentro un pezzo di carta sperando che un giorno imparerà ad usarli per difendersi e per portare alto il nome di suo padre... Gli ho dato anche qualche moneta, almeno potrà mangiare questi giorni" Prese un po' di fiato e finì il discorso "Quindi non sei l'unico che si deve pentire di quello che è successi lì giù."
  4. "Miles sono CINQUE MORTI IN MENO! ABBIAMO SALVATO UNA BAMBINA!" Disse sbattendo il pugno sul tavolo che si trovava davanti a lui" Se non fosse stato per il tuo intervento qualcun'altro ci sarebbe morto... Anche quella ragazzina..." Disse riprendendo fiato @Cenere
  5. Uthal spostò la sua attenzione dal boccale che aveva in mano verso Miles, che vide che nemmeno lui aveva toccato la birra... Forse alla fine non era il caso di bere in quel momento. "Io guarderei anche il lato positivo della cosa... Grazie a noi c'è ancora qualcuno che può vivere e magari un giorno non avranno bisogno del nostro aiuto ma, anzi, si potranno difendere da soli." Posò il bicchiere sul tavolo, non gli sembrava il caso di toccare la bevanda durante quella conversazione. "Non possiamo dire di essere stati perfetti, qualcuno ci ha rimesso un genitore, qualcun'altro la vita. Ma grazie a noi qualcun'altro avrà altre occasioni per crescere sia caratterialmente che mentalmente... Tipo la ragazzina"
  6. Uthal guardò entrare Miles con un barilotto che posò sul letto del suo compagno di stanza per poi accennare al fatto che era una birra che gli aveva promesso. "Oh già la birra, me l'ero totalmente dimenticato... Stavo pensando alla situazione nella quale abbiamo lasciato Chia... la città" Cercò di correggersi senza far trapelare troppo i pensieri che erano rivolti verso quella ragazzina. Uthal si alzo e prese un altro boccale di birra che poggiò vicino al suo sul tavolo prima di prendere il barilotto e versarlo nei due bicchieri, sperando che il gusto si potesse avvicinare all'Ale che ormai era finito nella stanza. "Dimmi, c'è qualcos'altro che ti porta da queste parti? Ti vedo abbastanza scosso... e a dirla tutta non sei l'unico" Disse mentre finì di riempire i due boccali e ne avvicinava uno verso il compagno di avventure. Aspetto una risposta da parte del commilitone mentre, per la prima volta da quando si trovava di fronte un boccale di birra non se lo scolo tutto in un sorso, ma rimase a guardare il liquido al suo interno, che appariva quasi dorato, ma non cessava mai di muoversi e di fare bollicine. @Cenere
  7. Uthal stava ancora ripensando alla missione, della situazione nella quale si era trovato e a Chiara che era rimasta solo con la madre, che per certi versi gli ricordava la situazione che aveva vissuto lui tanti anni prima, e guardando in direzione del letto del suo compagno di stanza, che passava molto più tempo in giro a fare solo dio sa cosa che nella stanza, buttò un occhio pure nella sua dispensa di armi, dove vide che ormai non si trovavano più i giavellotti, che erano uno dei regali di addio del padre, ma c'era uno spadone, che da quanto si ricorda doveva appartenere, o almeno cosi credeva, al padre della bambina. "Forse avrei dovuto lasciare a lei lo spadone e non i miei giavellotti, almeno da far si che così potesse avere un ricordo del padre... Oppure è stato meglio così, almeno con il tempo non vedrà più davanti a lei il suo fantasma, cosa che dovrei ancora pensare di liberarmici" Finì di dire tra se e se Uthal, spostando l'attenzione sulla sua ascia bipenne che si trovava affissa a dei sostegni vicino al suo letto "Spero solo che quella bambina faccio come gli abbia scritto io e forse capirà l'importanza di potersi difendere da sola." Uthal, ormai con la gola secca, dovuto anche al fatto che da quando si era svegliato aveva pensato ben poco a cibarsi, dato che era sommerso di pensieri, al punto non affilare nemmeno l'ascia quel giorno, decise di prendere il suo barilotto di birra artigianale e provare a versarne un po' nel boccale, ma quello che ne usci fuori erano solo poche goccie... Si era dimenticato di riempirlo e non era nemmeno dell'umore giusto per andare alla taverna e vedere tutte quelle persone che festeggiavano e si ubriacavano, forse quello che voleva era la pace dei sensi, cosa che gli suonò strana data la sua indole alla lotta. Dopo poco tempo, senti bussare alla porta, allora senza nemmeno alzarsi dal letto ma mettendosi sopra, disse in direzione della porta "Entrate pure, la porta è aperta" e cerco di sistemarsi al meglio che poteva. @Cenere
  8. Uthal compra 2 pozioni di cura maggiore e 1 pozione di cura minore Rimaste 3/7 cura maggiore
  9. Uthal Calagiano si iscrive alla missione, sperando di esserci.
  10. Se c'è posto o si libera io mi iscrivo