jetwinner

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  1. Buonasera, la tua richiesta di cittadinanza è stata esaminata dal triumvirato ed accettata,benvenuto in città.
  2. "Per me un bicchiere di skebrù, mi aiuterà a rilassarmi un pò dopo aver visto tutte quelle brutte facce" Disse Volmark mentre si sedeva al tavolo.
  3. ciao il link è questo https://forgottenworld.it/launcher/index.html
  4. Dakbis, quinto giorno di Bakal, anno 3055 d.F Si era fatto ormai tardi, il sole inizió a sparire nel mare quasi come se lo inghiottisse, il cielo si tinse di un colore tra il rossastro e l'arancione creando un gioco di colori da togliere il fiato, la delegazione Spesiana fu accompagnata sulla banchisa dove l’attendeva l’imbarcazione.La giovane Tanatosiana accompagno la delegazione fin sulla nave "È stato un vero piacere discutere con voi delle vostre problematiche con Spes sarò io personalmente a consegnare la pergamena alla sede del triumvirato tanatosiano, riceverete a breve una risposta” Dosse la giovane ragazza e dopo uno scambio di saluti la delegazione salpò sparendo nell’orizzonte.La pergamena fu consegnata alle sede e Volmark la lesse ad alta voce agli altri 2 membri del triumvirato,dopo che Volmark ebbe finito di leggerla Erunir prese parola “Tutto questo è molto interessante... un accordo con l'Alveare... Credo che possa essere estremamente interessante entrare in contatto con loro, ma non saprei... solo per controllare meglio il piano commerciale e territoriale ne varrebbe la pena?... Chissà, ma l'idea di avere qualche nuova cavia non mi spiace per nulla, già li vedo, dentro le teche del mio laboratorio, schierati uno accanto all'altro, ormai ad attendere solo di soddisfare e far progredire la scienza” “Anche io sono del parere che dovremmo considerare l’idea di allearci con l’alveare,ma dobbiamo pensarci bene, allearci con loro potrebbe essere o la nostra disfatta o un'ulteriore affermazione del nostro potere sul piano, abbiamo già visto in passato che Spes non è così grande e potente come si crede se anche un piccolo gruppo di uomini è riuscito a rubare un ghast e metterla nel caos per un'intera notte” Rispose Volmark,Ambisart che per il momento non si era ancora pronunciata prese parola ”Io sono dell’opinione di proporre un trattato di scambio con l’Alveare in cambio delle nostre conoscenze scientifiche ed ingegneristiche" La riunione andò avanti ancora per qualche ora cercando di considerare tutti i pro ed i contro a fine riunione Volmark esclamò "Allora è deciso Tanatos appoggerà l'Alveare"
  5. Quel giorno a Tanatos i tre capi di stato siedevano intorno al tavolo della sala riunioni, la stanza si presentava in condizioni modeste nonostante l'utilizzo a cui era destinata: gli arredi erano di un legno non particolarmente pregiato e l'ambiente era di discrete dimensioni, la luce passava attraverso le ampie finestre e illuminava l'intera sala. La discussione tra Volmark, Lightouch e Ambisart era a dir poco animata, i toni iniziavano a farsi sempre più impetuosi e non si riusciva più a trovare una soluzione per l'organizzazione urbanistica cittadina. Volmark sosteneva che bisognava dare particolare importanza alle strutture difensive e non si tirava indietro a discutere con Erunir. -Lei non capisce l'importanza delle mura difensive! È uno stolto a credere che i suoi macchinari possano difendere l'intera...- Mentre colpiva violentemente il tavolo l'ex re di Dragonia fu interrotto dal rumore della porta che si apriva, era Baerun Anuvil -Scusate se reco disturbo... è arrivato un telegramma da spes... la Protettrice è morta...- Calò il silenzio, tutti restarono a guardarsi. Dopo qualche minuto Volmark che era rimasto ancora in piedi si pronunciò: -Oggi è andata via una delle donne piú sagge e capaci ad amministrare una città, nonostante i miei conflitti con Spes posso dire che Aralia sia sempre stata una donna di grande acume, lungimiranza e una grande lealtà, poche persone sanno tenere in mano una città come Spes e lei riusciva perfettamente. Miei compagni, in questi minuti, mi sono soffermato a ripensare tutti i conflitti che mi sono ritrovato ad affrontare contro la protettrice, è stata un avversario con un grande onore, sono dell'idea che bisognerebbe andare ad onorarla per un'ultima volta- Ambisart ed Erunir ascoltavano quelle parole che parvero fiamme, alimentate dai ricordi e i sentimenti di chi stima il suo avversario, concordarono che sarebbe stata la scelta migliore andare a spes ad onorare la protettrice. Il giorno del funerale spes era molto affollata, nonostante tutte quelle persone potessero ricordare l'ambiente di qualche festa di paese non si parlava, il silenzio sovrastava ogni cosa e l'unica forza che sembrava opporsi in vano erano i singhiozzi e i fazzoletti del popolo. Il caso volle che il cielo fosse grigio ed Erunir non potè che supporre tra i suoi pensieri: Chissà... forse i superni hanno deciso di far piovere oggi.. che si manifesti anche la tristezza del mondo? Mentre lo scienziato divagava tra i suoi pensieri Volmark insieme ad Ambisart seguivano il corteo funebre, arrivarono al tempio si sedettero tutti, tranne l'ex re di Dragonia che si avvicinò al feretro e posó delicatamente un giglio, simbolo della purezza.
  6. ciao, mi fa molto piacere che apprezzi tanatos,io sono il sindaco,se mi dici a che ore arrivi on ti invito in citta. cordiali saluti jet
  7. Volmark Drengot, Doge di Tanatos, prende visione e sottoscrive
  8. GdR

    3046 Un ceppo sconosciuto di Staileliki inizia a diffondersi nella città di Dragonia, in breve tempo essa cade in rovina
  9. Correva l'anno 3046. Tutto a Dragonia sembrava andare per il meglio sotto la saggia guida di Re Volmark Drengot, non Vi era malcontento tra la popolazione, nessun conflitto imminente attendeva all'orizzonte, tutti avevano cibo di cui nutrirsi, un lavoro per sostentarsi e un tetto sotto cui coricarsi. Una grande città, una saggio re, una vita felice. Chi potrebbe immaginare di stare meglio? Ahimè non è tutto oro ciò che luccica. Anni di prosperità e l'assenza di conflitti portarono presto ad un incremento esponenziale della popolazione. La densità abititiva era troppo alta, al contrario l'igiene in città cominciò ad essere solo un bel ricordo. Le fogne traboccavano e si intasavano, i cittadini vivevano ammassati. Come se ciò non bastasse i campi agricoli non potevano più sostentare tutte le anime dragoniane che, per sopperire a tali eventi, iniziarono a consumare massivamente carne di ogni genere procurata sia da allevamenti intensivi che dalla caccia. Sbam! Era una mattina d'autunno quando la porta della sala del trono si aprì energicamente attirando subito l'attenzione di Re Volmark che in quel momento era intento ad allenarsi come suo consueto dopo il risveglio. Soldato:"Mio re! Porto brutte notizie dalla città! " Volmark:"Sai bene che non voglio essere interrotto durante i miei allenamenti. Suppongo tu debba avere una buona motivazione. Parla dunque." Soldato:" Re Volmark, questa notte sono deceduti oltre 200 cittadini! " Volmark:" Che cosa? Come è stato possibile? Siamo stati attaccati?" Soldato:" No mio re, queste persone già da qualche tempo soffrivano di strani sintomi. Pensavamo fosse solo qualche malanno passeggiero e mai ci saremmo aspettati una strage di questo genere.. E la cosa peggiore è che moltissimi altri cittadini in questo momento hanno gli stessi sintomi di coloro ci hanno abbandonato questa notte!" Da quel momento le conseguenze degli stili di vita dragoniani degli ultimi anni diventò palese. La sovrappopolazione, la mancanza di igiene e la malnutrizione del popolo avevano portato alle porte del regno una minaccia sconosciuta che andava combattuta e sconfitta. Nei mesi seguenti Re Volmark provò a curare il suo popolo ma niente lo teneva in vita. Chiamò schiere di scienziati per studiare i sintomi ma nessuno trovava rimedi. Odinò la quarantena per i soggetti malati o a rischio ma nulla contenne la diffusione. In un anno oltre metà della popolazione era deceduta. Tra questi quasi tutti i cittadini del ceto inferiore e medio. L'esercito dragoniano, da sempre ben pagato, faceva parte di quella alta borghesia o nobiltà che al momento non aveva ancora risentito gli effetti di tale disastro. Ma sarebbe stato solo questione di tempo. Serviva una decisione forte o non ci sarebbe stato scampo per nessuno “Mio re anche oggi abbiamo avuto delle perdite, altre 31 persone sono morte a causa del contagio, il virus si sta diffondendo a macchia d’olio, la quarantena non sta funzionando e i nostri scienziati non sanno con cosa abbiamo a che fare, dobbiamo trovare una soluzione al più presto” esclamo il segretario reale Re Volmark prese parola, nella sala calo il silenzio “Miei cittadini la nostra gloriosa comunità non si è mai piegata difronte a nulla, non ci siamo mai piegati e siamo sempre riusciti a cavarcela in tutte le situazioni. Tutti i nostri nemici sono caduti difronte le nostre lame e nessuno ci ha mai sconfitto; ma questa volta è ben diverso ci troviamo davanti un nemico invisibile, che non possiamo colpire come tutti gli altri, nella prima volta nella storia della nostra comunità dovremo abbandonare la nostra terra e ...” Una voce proveniente dalla stanza “Io non abbandonerò mai la mia casa!” nella sala scoppio il cao s Il capo scienziato rispose con tono serio “Miei concittadini la cosa è più grave del previsto i nostri scienziati non sanno come curare il virus le cure adottate non stanno portando alcun beneficio l’unica soluzione è abbandonare la città finchè l’influenza non sarà terminata” Re Volmark riprese parola “Saro difficile abbandonare le vostre case, i vostri cari, la vostra terra, Questa è la città dove sono nato e cresciuto e ho dato la vita per difenderla. Ma per la sopravvivenza del nostro popolo dobbiamo trovare un nuovo posto dove stabilizzarci, chi vorrà restare in città potrà farlo ma la morte giungerà inevitabile” Detto questo Re Volmark ordino l’intero sgombramento della città, e con l’intera flotta navigò verso nord alla ricerca di nuove terre da colonizzare.
  10. Alla città di Ascalon Sono passati ormai 16 lunghi anni dalla battaglia dell'Adegun Orientale che ha visto le nostre 2 gloriose città scontrarsi, quel giorni migliaia di uomini valorosi persero la vita, ma il loro sacrificio a cosa è servito? Se dopo tutto questo tempo non si è ancora trovata una soluzione ai fatti accaduti... Ho deciso che dopo più di un decennio di silenzio era arrivata l'ora di chiudere questa faccenda una volta per tutte, ormai Dragonia non ha più alcun interesse ne politico ne militare nel continuare le ostilità con Ascalon, di conseguenza vi invito a firmare una pace bianca. il re di Dragonia
  11. Era ormai l'ultimo mese di mandato del re Melkas Zamputor. Dopo ventinove anni a capo della comunità Apolisiana era contento del suo operato. Aveva portato avanzamento tecnologico all'interno della nazione e questo permise l'impiego di nuovi sistemi di scavo che rendevano il lavoro degli operai molto più agevole, sicuro e veloce. Inoltre fece costruire il tratto di fungovia Dragonia-Skejit che incrementò di molto il commercio con le varie nazioni del piano e permise una maggiore mobilità dell'esercito. Grazie al suo operato la pace era ritornata all'interno della nazione e, dopo due decenni di razzie e massacri, la vita aveva ripreso a scorrere normalmente e il suo popolo potè riprendere la routine quotidiana. Ormai i suoi giorni da re erano agli sgoccioli, e le sorti del suo Regno sempre più incerte. Il giovane kim jon Dragoy (nipote di Divi mey) non era ancora pronto per governare. Troppo immaturo e incline all'odio la sua mente era pervasa dalla sete di potere. Melkas sapeva che se il ragazzo fosse diventato re avrebbe scatenato guerre che il Regno non poteva sostenere e il malcontento all'interno della città sarebbe aumentato scatenando rivolte che avrebbero portato il popolo di Dragonia sull'orlo di una guerra civile. L'anziano Re non poteva sopportare l'idea che tutto quello che aveva costruito negli ultimi anni andasse distrutto. Decise quindi di organizzare un colpo di stato e riunì tutte le famiglie che avevano giurato fedeltà agli Zamputor. Solo la casata Drengot, tuttavia, si unì alla causa di Re Melkas. Il giorno dell'incoronazione di Kim Jon Dragoy, Melkas Zamputor e i fratelli Drengot si presentarono a capo di un imponente esercito nella piazza dove si stava celebrando il rito di passaggio. Melkas scese da cavallo e con fare risoluto si avvicinò al giovane Dragoy. Nella piazza calò un silenzio spettrale, poi Melkas prese parola :" Sappiamo tutti che con la tua sete di potere e con il tuo animo impuro porterai alla distruzione questa gloriosa città, ma io non starò con le mani in mano. Non ti permetterò di distruggere tutto quello che io e tuo nonno abbiamo costruito in questi anni". Kim abbassò il capo, l'ira lo scuoteva e con la fierezza disse: " Tu e mio nonno eravate solo dei deboli, ma con me sara diverso, oh si, sarà diverso! Dragonia conquisterà tutto e tutti! diventerà immensa, non avrà rivali! Ma per fare questo gli UOMINI DEBOLI DOVRANNO PERIRE!". Detto ciò Kim Jon Dragoy sfoderò un pugnale dalla sua fondina e con molta freddezza accoltello Melkas in pieno petto. Il Re tradito si accasciò al suolo e prima di esalare il suo ultimo respiro si girò verso Volmark e ansimò : " tuu.. Volmark rendii grande.. questa città ". E con queste ultime parole Re Melkas, morì. Volmark era completamente distutto, considerava Melkas come un padre. Era stato lui a crescerlo insieme al defunto Virkutos. Volmark, accecato dalla rabbia urlò: " Non dovevi! Pagherai caro questo affronto maledetto moccioso! ". Detto ciò ordinò al suo esercito di uccidere ogni Dragoy o simpatizzante della casata presente nella piazza. Lo scontro tra le due casate fu sanguinoso e con molte perdite da entrambi le parti. La battaglia terminò quando Volmark riuscì a farsi strada fino a Kim Jon e dopo un breve duello e con un colpo ben preciso di falce decapito il ragazzo. Gli ultimi soldati Dragoy si arresero alla forza di Volmark e del suo esercito. Il popolo, colpito dal gesto di forza e di coraggio di Volmark lo elesse a Re. Iniziava così il Regno del grande Re Volmark.