Pietroalex

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  2. Ad un certo punto si alzo un volto anonimo in sala, era quel piccolo proprietario terriero che andatosene dalla sua terra natale per cercare fortuna approdò qui a Niuop, si alzò e disse con una voce calma ma sostenuta: "Io sono una povera persona che è riuscita a farsi una vita decente partecipando a questa città, sono riuscito ad arrivare fin qui grazie alla mia tenacia e voglia di migliorare, poi ho ricevuto un aiuto da questa città che non pensavo di ricevere, ho partecipato a questo sogno prima che diventasse realtà con una parte di quel poco che avevo; quando arrivai in queste terre desolate, sfinito e con poca voglia di andare avanti non sapevo più che fare, ma li trovai qualcuno che riaccese la fiamma della speranza in me, mi tese la mano e mi chiese se volessi partecipare alla realizzazione di un sogno, accettai ed eccomi qui, senza il suo aiuto non sarei sopravvissuto; data la mia storia ne ho passate di sofferenze e per questo che voglio far crescere questa città per accogliere genti che sfinite o che hanno perso tutto a causa di conflitti, per farli ripartire da zero e fargli fondare la propria ricchezza con le loro mani ed il loro sudore; poi io non nessuno per giudicare, Torterra padre fondatore di Niuop ha dato una seconda possibilità a tutti ed io voglio darla anche a lui, condanno il gesto, che data la situazione verificatasi a lethial per il clima teso di una città in fase di saccheggio, era difficile mantenere la calma, più si rimaneva li e più si rischiava ed ad un minimo movimento è accaduto il peggio, quindi io condanno il gesto ma non la persona, si può sbagliare una due anche tre ma non per questo si debba giudicare una persona; nella nostra terra si può cambiare, ma non è colpa di essa se qualcuno si macchia di un reato, ha smarrito la retta via e losi deve accompagnare nella direzione giusta." E così fini il suo discorso, johanson frenz, piccolo uomo che ha potuto ricominciare grazie ad un sogno che pian piano sta diventando realtà.
  3. Era una giornata tranquilla a niuop, quando ad un certo punto si palesarono in città 4 cittadini modernisti, uno tra questi erala vittima; io salii le scale e vidi quelle persone disonorare la nostra città con i loro spot di propaganda rossa; mi avviai verso di loro e gli chiesi cosa stavano facendo ma loro negarono le loro azioni, li invitai ad andarsene e di togliere i loro manifesti ma non lo fecero e si cominciarono ad allontanare temendo di essere uccisi ma pur ancora spargendo i loro manifesti disonoranti dopo vari richiami e avvertimenti sulle loro conseguenze e sul fatto che la nostra legge stavano infrangendo; andati via, dopo qualche tempo uno di quelli si ripresentò in città, sprezzante degli avvertimenti sul divieto di entrare recato a loro, girovagò nella città, io impugnai la mia arma come atto intimidatorio, gli chiesi la ragione della sua presenza in città dato che era stato avvisato di non tornare in città, rispondendomi in di non star combinando nulla, presi una decisione, quella di sparare un colpo, ma non servi a niente ed allora temendo per la mia patria un altro attacco propagandistico mi feci coraggio e questo mi duole dirlo, gli sparai; dopo averlo ucciso, scoprii che il mio ragionamento era fondato, la vittima aveva pronti molti manifesti da piazzare in modo silenzioso ove non era stato afflitto nessun altro manifesto; dopo raccolta la salma con i suoi averi la città incaricò una persona per riconsegnare il corpo del defunto ai suoi familiari, e con questo mi duole dirlo ma Uomo avvisato mezzo salvato. Quel giorno quella vita fu spezzata non dalla canna dello sceriffo ma da chi lo mandò a morire per frevoli ragioni di propaganda, la città era a conoscenza delle leggi cittadine; o per sue ragioni o per la città quel'uomo morì invano per futili motivi comparati al valore della sua vita.