ToxicGuy_Redeyes

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  1. Continuò a spingere con il dito, sempre più affondo ed alzando la voce ma con estrema classe disse "Lei invece dovrebbe avere un linguaggio più consono all'ambiente...", il dito era a tre quarti della sua possibilità d'entrata ed aggiunse "Inoltre posso dirvi che non è molto educato entrare ed uscire da una casa scavalcando. Io stavo solo svolgendo il mio compito". Sembrava avesse quasi finito, facendo finta d'estrarre il dito, invece, con forza spinse fino in fondo l'indice, accompagnato dalle seguenti parole "Non mi giudichi dalle azioni mai e poi mai!". Con violenza estrasse il dito e se ne andò verso una poltroncina, dicendo "Fate da voi Signore!". Si sedette e si mise a fare qualche sorso del suo liquore fatto in casa.
  2. Infilò un dito sempre nella lacerazione, sempre più affondo provocata dal proiettile sussurrò al suo orecchio "Non si azzardi più a nominare mia madre poichè lei non ha avuto l'onore di conoscerla. Non mi fa paura ne lei ne nessuno, e sa qual'è la sua sfortuna io sono un medico ma dato che lei mi è abbastanza antipatico può farsi vedere la ferita da un'altra persona"
  3. "Tenete" disse subito dopo aver sfilato il cinturone con la sua spada, estrasse la pistola dalla fondina e si diresse al suo cavallo nero pece, intento a trovare il colpevole dell'accaduto. Salendo in groppa al suo cavallo vide l'ombra di un uomo con un cappello scavalcare con passo felino il recinto della villa, sparò un razzo segnaletico verso l'uomo, illuminandolo, sembrava proprio l'uomo descritto dai testimoni. Non esitò un secondo, si lanciò all'inseguimento nei campi, aveva una visuale perfetta e sparò, un lamento, quasi spaventoso rimbombò tra i cereali facendo andare il cavallo al trotto si avvicinò all'uomo, scese, lo legò e dopo avergli bloccato l'emorragia lo trascino come un insaccato fino al portone principale e bussò alla porta...
  4. Metternich si precipitò da Mairin, vide il corpo a terra, la prese per un braccio e la fece uscire dalla villa per farle prendere una boccata d'aria, le diede il suo lungo e pesante cappotto. "Signorina posso capire che tutto ciò l'abbia sconvolta, ma la prego si sieda e mi permetta di fare degli accertamenti sul suo stato psicofisico"
  5. Metternich decise dopo qualche rima di fare alcuni giri di ronda... La sua Iris e la sua Agata erano pronte ad essere utilizzate per qualsiasi evenienza...
  6. "Mairin andate pure con il segretario, io andrò fuori a scrivere, venitemi a chiamare per qualsiasi necessità"
  7. "La ringrazio per il sigaro". Detto questo lo prese, bagnò il piede del suddetto nel liquore ad alta gradazione alcolica (fatto in casa), che teneva sempre con se nella fiaschetta d'argento, lo portò alla bocca e con un movimento repentino estrasse Iris e Agata, mentre teneva Iris con il filo vicino il suo volto strisciò la baionetta a pugnale di Agata sulla lama, questo provocò le scintille che fecero accendere il sigaro imbevuto di alcool. "Comunque si Segretario, io scrivo e ne vado anche molto fiero, se vuole un giorno potrà venire a Denrak a visitare la biblioteca o ancora meglio la mia magione dove ho tutti gli originali e gli inediti, ma la mia passione non è solo scrivere poesie o testi letterari. Scrivo anche spartiti per il violino, ricerche mediche ed alcune tattiche militari e di governo. Mentre se preferisce rimanere a Thortuga perché ha dei problemi per lo spostamento, visto i tempi che corrono con i vili, infidi ed infingardi apolisiani, mi occuperò, se vuole, con il suo permesso, di farle spedire delle copie dei miei libri".
  8. La guardia del corpo si avvicinò alla grande vetrata della sala che dava una splendida visione sul floreale giardino. Con le mani dietro la schiena e con lo rivolto verso l'esterno iniziò a vagare con la mente e decise di scrivere una poesia o una storia sul suo taccuino. ma un pensiero fisso lo attanagliava:"Chissà se il Segretario Frekovic ha uno di quei deliziosi sigari provenienti da Thortuga". Decise così di andare dal Segretario. "Chiedo umilmente perdono per l'interruzione Segretario Frekovic, sa io apprezzo davvero molto i sigari provenienti dal duro, anzi durissimo lavoro manuale da parte della città di Thortuga... Per caso ne avrebbe uno da credermi? Sa volevo scrivere una delle mie poesie o uno dei miei racconti per passare il resto della serata in modo tranquillo, soprattutto perché ho già fatto tutto quello che una persona può fare e un buon sigaro ed un goccio del mio liquore fatto in casa sono ciò che più danno la carica agli ingranaggi della mia mente. Ah quasi dimenticavo, per accenderlo ci penso io che ho un metodo particolare e che adoro usare"
  9. Con estrema eleganza ed in un silenzio religioso Metternich aprì il portone e le fece cenno di varcare l'uscita , deciso poi di non separarsi più da lei, perché non si sarebbe mai potuto permettere di rischiare l' incolumità di Mairin
  10. "Mia Signora, desidera che la scorti in giardino? La vedo pallida..."