rundas98

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  1. Oh Bhe, Ben tornato allora!
  2. Parte 7: Ultima Ratio Ordan si svegliò nel mezzo della notte, era stato svegliato da un sibilo prima leggero, ma che stava iniziando a farsi sempre più forte. Il ragazzo, come il resto dei direttori, capireparto e altre personalità di spicco del’RSS viveva nel complesso abitativo dirigenziale, a debita distanza dagli altri due padiglioni dove avvenivano gli esperimenti. Il rumore si stava facendo sempre più assordante e Ordan iniziò a guardare fuori dalla finestra, ciò che vide lo lasciò impietrito: una forte luce si sprigionava dal padiglione A. Sospettando il peggio si fiondò nel corridoio per raggiungere l’uscita dell’unità abitativa e avvicinarsi alla fonte luminosa, mentre correva una sfera luminosa iniziò a sollevarsi dal padiglione e dopo essere collassata esplose in un’ondata bluastra, che lo spinse indietro e gli fece perdere i sensi. Quando si riprese la visione che gli si parò davanti lo colpì diretto allo stomaco: il padiglione A era crollato e fumava fortemente, il padiglione B era invece stato travolto da una frana ed era inagibile anch’esso, si alzò in piedi “Killian, Denys!” Iniziò a correre verso il padiglione da cui si era generata l’esplosione, e una volta raggiuntolo iniziò a guardarsi intorno, sperando di trovare suo fratello e la sua ragazza, ma a parte i cadaveri dei ricercatori non c’era nessuno, probabilmente erano fuggiti attraverso i tunnel di sicurezza, correndo il più veloce possibile si avviò in quella direzione senza smettere di chiamare suo fratello e Denys. Raggiunta la fine dei tunnel vide un capannello di persone vistosamente agitate, riprese a urlare i due nomi, e una volta raggiunto il gruppo si fermò per riprendere fiato. Riconobbe Roman, il figlio del Direttore Lividaìn e padre di Denys “Roman…” iniziò “Se l’è portata via” disse l’uomo “Chi? Chi ha portato via chi?” “Tuo fratello, Sìpor, si è portato via Denys” a sentire quelle parole Ordan si sentì gelare il sangue nelle vene “Impossibile, non l’avrebbe mai fatto!” esclamò il ragazzo, gli si formò un nodo in gola e la disperazione lo inglobò completamente. Un uomo si avvicinò a lui e gli mise una mano sulla spalla. “è stato visto allontanarsi con mia nipote inerme, l’ha uccisa e ha causato questo sfacelo” disse Daemon “Killian… che hai fatto? Non potrò mai perdonarti per questo…” mormorò cadendo in ginocchio Ordan, le sue lacrime bagnavano il terreno, in una notte aveva perso tutto: la famiglia, l’amore e la casa. “Ci ha ingannati, Vàpor mi aveva messo in guardia e io non l’ho ascoltato, ma la pagheranno, a costo di spendere i giorni che mi restano per farlo” L’uomo si guardò intorno, furioso “Tutto questo… non avremmo mai dovuto permetterlo, Daemon” La voce del secondo in comando si faceva vicina, Adam Vàpor proveniva dalla direzione delle macerie. “Quel ragazzo chiaramente non seguiva gli ideali del centro, gli ideali che hai portato fuori dal KIT tu stesso.” Continuò “Adam, non è questa la sede per questa discussione” Rispose Lividaìn. Abbassandosi prese per un braccio Ordan e lo allontanò dal gruppo “Convoca il prima possibile una riunione” Alcuni giorni dopo, in un luogo non ben precisato si tenne una riunione, delle persone incappucciate in abiti blu borbottavano, aspettavano che i figuri seduti al grosso tavolo parlassero, tra tutti spiccava un individuo, Daemon Lividaìn, che non era incappucciato. L’uomo iniziò a parlare: “Fratelli, molte volte durante i secoli i membri del nostro ordine si sono riuniti per discutere degli stessi problemi che oggi siamo costretti ad affrontare…” Ordan era seduto due posti più a destra di lui, tra di loro Adam Vàpor. Il braccio destro del direttore annuiva a ogni frase, ma il ragazzo invece non riusciva a pensare ad altro che quello che era successo: Suo fratello aveva prima rapito e poi ucciso la sua ragazza, senza un motivo apparente e senza segnali di preavviso; Killian era sempre stato un po’ strano ma sicuramente non era uno squilibrato, né un assassino: doveva essergli successo qualcosa, per forza. Qualunque fosse stata la sua motivazione però, l’ordine veniva prima di tutto e suo fratello l’aveva tradito. Ordan sapeva già dove il vecchio Lividaìn voleva andare a parare, Vàpor aveva ragione: l’utilizzo indiscriminato della tecnologia avrebbe arrecato solo danni al piano e alla visione della tecnologia stessa. “…il mondo possa diventare grande dando a tutti le stesse possibilità tecnologiche esso possa anche essere distrutto…” Le parole del direttore risuonavano solenni nel salone in cui si trovavano, e riportarono alla mente di Ordan prima il KIT nel suo periodo di massimo splendore e subito dopo le macerie dell’RSS, causate da suo fratello e dalla macchina infernale da lui costruita. “E’ arrrivato il momento fratelli miei cambiare il nostro modo di agire e dimostrare al "Culto" contro chi hanno deciso di combattere.” “Un culto!” Pensò il ragazzo “Un culto nell’RSS, un posto immune dall’illusione della religione, immune da Uhle, una roccaforte dell’unico vero credo: la scienza!” Questo culto andava eradicato il prima possibile, con ogni mezzo: erano comunque scienziati dell’RSS e le loro conoscenze unite alle loro menti deformate avrebbero potuto causare un pandemonio.
  3. Parte 6: Apocalypse I fedeli iniziarono la loro routine quotidiana, si presentarono ai loro posti di lavoro e solo chi era stato ufficialmente assegnato alla macchina stava nei suoi paraggi, Killian era tra loro. “Bene miei fedeli, manca poco, ultimiamo le ultime cablature e saremo pronti” La macchina si presentava grossomodo come nel progetto, un grosso toroide metallico di circa cinque metri di diametro, a intervalli regolari si trovavano alcuni pezzi di metallo direzionati verso il centro e cablati e al centro della bagliopietra. I controlli erano molto semplici, una leva era collegata su un pannello presso il quale finivano dei grossi cavi elettrici, e una manopola permetteva l’aumento del voltaggio. La macchina dava l’idea di essere un enorme trasformatore, con delle barre puntate verso il centro sarebbe stato in grado di concentrare l’elettricità in un punto centrale, in questo modo secondo L’RSS sarebbe stato in grado di arricchire la bagliopietra e permetterle di fluttuare. Durante la giornata fecero dei test a bassa potenza, videro delle scariche prodursi dalle barre al centro. A bassi regimi la macchina partiva silenziosa, ma con il passare del tempo iniziava a emettere un fischio, sempre più forte e più diventava forte più le scariche si facevano potenti e frequenti. “Bene, funziona.” A pranzo Killian passò davanti alla camera di Denys e fece scivolare sotto la porta un bigliettino “Devo parlarti, incontriamoci a mezzanotte nel padiglione A” Quando il sole iniziò a calare e gli ultimi ricercatori stavano rincasando i fedeli iniziarono a muoversi, a gruppi iniziarono ad uscire dalle camere e si posizionarono strategicamente, se qualcuno si fosse voluto avvicinare al padiglione sarebbe stato intercettato. Denys trovò il bigliettino e confusa decise di andare a sentire cosa volesse Killian. Sulla strada per il padiglione non vide nessuno e raggiunse Killian. Il ragazzo era in piedi davanti alla macchina, la stava osservando “Hey Kil, perché hai voluto che ci incontrassimo qui?” “Perchè volevo parlarti” rispose senza girarsi “Di cosa? Kil stai iniziando a spaventarmi” “Di cosa?” Killian si girò di scatto, i suoi occhi erano iniettati di sangue ed era pallido “Ooooh, da cosa vogliamo iniziare? Dal fatto che tuo nonno e tuo padre hanno assegnato il posto più prestigioso a mio fratello e a me hanno relegato in un buco senza che tu muovessi un dito per aiutarmi? O partiamo dal fatto che sono anni che ti amo e che cerco di fartelo capire e invece te la fai con Ordan, alle mie spalle per giunta?” continuò ringhiando il ragazzo “Io…” non seppe dire altro, Denys non aveva detto a Killian di suo fratello per evitare di creare una qualsivoglia situazione imbarazzante “Vogliamo parlare di quando ti volevo parlare dei miei problemi e tu non mi hai mai ascoltato? “oh Killian hai bisogno di aiuto, devi dormire, prova a parlarne a tuo fratello” quando io volevo solo che mi ascoltassi” continuò ancora “… Io ti chiedo scusa…” Denys seppe dire solo questo “No Denys, è tardi per le scuse” così dicendo Killian fece un cenno e altri due uomini uscirono dall’ombra “Pirsen… Rubivas… cos-cosa state facendo?” disse Denys terrorizzata mentre i due la prendevano e la immobilizzavano, loro però non proferirono parola. Killian iniziò ad avvicinarsi, dalla manica fece uscire una siringa con un liquido biancastro all’interno “Kil! Che cosa vuoi fare?” urlò piangendo la ragazza “Mi dispiace sia andata così, ma se mi avessi ascoltato magari Lei non ti avrebbe scelta” disse con un tono piatto e uno sguardo vacuo Killian “Lei? Ma di chi stai parlando?” singhiozzò Denys “Chi è lei?” un sorriso inquietante si formò sul suo volto “Lei è Khazra, la sinuosa madre, colei che ci salverà tutti!” “Killian! Stai Delirando! Non devi farlo per forza” Il ragazzo le si stava avvicinando con la siringa Killian le infilò l’ago nel collo e avvicinandosi al suo orecchio disse “shhhhh, non te ne accorgerai nemmeno” e subito dopo fece pressione sullo stantuffo. Denys svenì, Killian la prese in braccio e la portò al centro della macchina e sguainò il pugnale “Oh Sinuosa Madre, io sacrifico a te la creatura più cara che ho per liberarti dalle tue catene!” Mentre stava per affondare il pugnale nel cuore della ragazza udì “Fermo Killian” di fianco a lui apparve Khazra “Volevo vedere fino a quanto saresti stato disposto per venerarmi, voglio premiarti” “C-cosa intendi? “Non necessitavo davvero un sacrificio, credo che questo corpo mi ospiterà bene, e sarò tua, ecco il tuo premio” rispose Khazra “D-davvero?” disse quindi incredulo Killian “Inciditi la mano, e fai un’incisione qui a lei” e così indicò la base del collo di Denys ”dopo poggia la tua ferita sulla sua, ti sentirai strano, vuoto per qualche ora, ma poi tornerai quello che sei ora” “Come vuoi, Sinuosa Madre” ed eseguì gli ordini Sentì un dolore lancinante alla testa e si bloccò per qualche secondo andando in black-out, si riprese quasi subito e spostando la mano fece in tempo a vedere come se dei piccoli tentacoli si stessero addentrando nel collo di Denys. Appena si alzò un altro lancinante mal di testa lo colpì, gli si annebbiò la vista per un attimo e finì carponi proprio sopra Denys. “Andiamo via di qui” Disse agli altri due Killian si caricò Denys su una spalla e attivò la leva, la macchina iniziò ad emettere degli scatti, dopodiche il ragazzo iniziò a girare la manopola, lentamente la portò a fine scala e il congegno iniziò a sibilare, sempre più forte. In quel momento uno dei due fedeli distrusse il pannello di controllo e tutti e tre corsero fuori dal padiglione. Quello era il segnale, tutti i fedeli di Khazra iniziarono a correre fuori dagli edifici dove si trovavano e iniziarono ad allontanarsi dall’RSS, nonostante si stessero allontanando rapidamente il sibilo continuava ad avere la stessa intensità alle loro orecchie, quando si trovarono a distanza di sicurezza Killian iniettò a Denys un antagonista del tranquillante e la ragazza con uno spasmo si riprese "Ben tornata, Sinuosa Madre” disse Killian Denys lo guardò un attimo confusa, ma subito dopo un fortissimo mal di testa la piegò in due e quando si rialzò aveva uno sguardo vacuo “Molto bene figlio mio” disse con una voce piatta “Ora osserviamo la mia liberazione” continuò Nel padiglione si stava iniziando a creare una luce bluastra e delle grosse crepe iniziarono a formarsi sulla cupola, ormai il sibilo si era trasformato in un rumore molto acuto, ormai molte luci si erano accese nell’RSS e molti stavano convergendo nel padiglione A per verificare cosa stava succedendo. Poco dopo la cupola del padiglione esplose e una sfera luminosa che propagava archi di elettricità intorno, probabilmente stava già carbonizzando chi si trovava nelle vicinanze. Pochi istanti dopo la sfera esplose con un ruggito elettrico ed emise un’onda bluastra che mandò in frantumi tutti i vetri dell’RSS, fece crollare il padiglione A e scatenò un leggero terremoto che però innescò frana che abbattè anche il padiglione B. I fedeli che si erano attardati ed erano rimasti indietro vennero investiti dall’onda e caddero a terra inermi. Chi era a distanza di sicurezza si dovette coprire gli occhi, quando la luce scomparve videro ciò che era stato loro promesso: il cielo era cremisi e fulmini rossi cadevano dal cielo, il fumo delle macerie copriva la vista, ma quando un fulmine si schiantò in mezzo alla foschia una gigantesca figura di una donna sinuosa con la testa di piovra venne illuminata, fluttuava sulle macerie del padiglione A e guardava nella loro direzione, un altro fulmine si schiantò ma la donna non c’era più. Denys si girò verso i fedeli “Figli miei, sono finalmente libera, prenderemo in mano questo mondo e lo plasmeremo a nostro piacere!” I fedeli si portarono la mano al cuore e poi la sollevarono al cielo con il palmo completamente aperto “Novae vas at diem novaem nascitur, penitae veneficium versate victorium” dissero tutti in coro La ragazza passò in mezzo ai fedeli, che si aprirono come l’acqua scorre ai lati di una nave, poi si girò “Loro mi serviranno” disse “Sì!” risposero in coro “Loro mi si sottometteranno” “Sì!” “Loro si convertiranno” “Sì!” Un sorriso maligno si creò sul volto di Denys, piegando leggermente il volto verso il basso si creò un’ombra sui suoi occhi “O moriranno” “Morte a Uhle!” urlarono in coro “Voi ora siete il culto di Khazra, gioite di questa vostra rinascita” “Lunga vita a Khazra!” I cultisti iniziarono a muoversi, tutti insieme, come uno sciame di api e di loro si perse traccia
  4. Parte 5: Veneficium Il tempo passava, Killian ogni giorno diventava sempre più insano a causa di Khazra e iniziò a soffrire di epistassi a causa di alcune sostanze che iniziò ad assumere per avere sempre più visioni, sotto consiglio di Lei aveva iniziato a fare proseliti per servirla, questa insistente richiesta della dea iniziò dopo un episodio specifico: Un ragazzo del suo gruppo di sviluppo, il quale era molto vicino a Killian iniziò a lamentare di strani incubi che non lo facevano dormire, Killian lo prese quindi da parte e cercò di spiegargli cosa significavano. Khazra gli disse che chiunque avesse lamentato di incubi senza senso era già nel suo materno abbraccio, andava solo convinto ad accettarlo, questi incubi iniziarono a spargersi nelle persone vicine al ragazzo e Killian ebbe al suo seguito circa un centinaio di persone, le menti più deboli del centro, che per un motivo o per l’altro avevano un odio verso Uhle o un’inimicizia nei confronti del RSS e della sua gente. Durante quel periodo la macchina era stata completata, era stata spacciata per un macchinario di arricchimento della bagliopietra per tentare di restituirle le caratteristiche possedute su Eseldur. Una notte Killian indisse una riunione segreta al di fuori del centro di ricerca “Bene, miei fedeli, siamo qui per parlare di ciò che stiamo per fare, ciò che state per fare!” Nessuno rispose, non potevano permettersi di farsi scoprire, ma tutti si portarono la mano al cuore e successivamente alzarono il braccio di 180 gradi aprendo completamente il palmo. “Siete qui per il vostro battesimo, siete qui per aiutare la Sinuosa Madre a liberarsi dalla sua prigione, dalla prigione che Uhle le ha creato attorno, la macchina che abbiamo costruito la libererà! Di nuovo nessuno rispose, ma tutti ripeterono il gesto. “E quando Khazra sarà libera loro la serviranno!” La folla ripeté il gesto “Loro si sottometteranno!” Ancora una volta ripeterono il gesto “Loro si convertiranno!” Di nuovo “Contageremo il mondo intero con la nostra fede!” Ancora “Distruggeremo la vecchia fede!” Ancora “Spargeremo sangue per lei” Ancora “Raderemo al suolo il bianco forte!” Ancora La folla in coro, quasi bisbigliando iniziò “Novae vas at diem novaem nascitur, penitae veneficium versatae victorium” A gruppi tornarono al centro di ricerca ed andarono a dormire, c’era gloria nella giornata che li attendeva.
  5. Parte 4: Reverie Dopo le domande del supervisore Vàpor Denys non si sentiva a suo agio, era irrequieta e temeva per Killian, decise così di andare alla sua stanza per vedere come stava. Una volta raggiunta la porta del suo amico iniziò a bussare. Killian giaceva ancora per terra, ma il rumore delle nocche della ragazza sulla porta fu abbastanza per svegliarlo Senza nemmeno controllarsi la testa andò ad aprire la porta “Hey Kil, mi stavo chiendendo… stai bene? Ti vedo strano in questi giorni” “Mandala via” La voce di Khazra si manifestò nella mente di Killian “Sì Denys, sto bene, ho solo voglia di stare da solo” e chiuse la porta “Kil… ti prego, parlami” La ragazza si appoggiò con la schiena alla porta e le lacrime iniziarono a rigarle il viso “Ti prego, dimmi cosa ti sta succedendo” continuò “Vai via.” Fu tutto ciò che il ragazzo disse, facendo scappare Denys in lacrime. La ragazza corse diretta nella sua stanza e una volta buttatasi nel suo letto scoppiò in un pianto sconsolato. “Che cosa ti sta succedendo Kil? Perché ti comporti così? Non sei tu questo” Killian si svegliò nel suo letto, senza memoria di quello che era successo dopo la sua caduta, ma sapeva cosa doveva fare: costruire la macchina che Khazra gli aveva detto. “A cosa servirebbe questa… macchina?” chiese il ragazzo, ormai completamente nelle grinfie della dea. Dalla porta del bagno uscì la stessa donna che aveva visto in sogno, la quale si sedette ai piedi del letto “è molto semplice, figlio mio, a liberarmi dalle catene che Uhle mi ha messo, per permettermi di ritornare al comando di questo mondo, con te al mio fianco” Killian osservò meglio la donna, indossava una tunica con due lunghi spacchi laterali che partivano dai fianchi che terminavano a punta a metà gamba, gli occhi erano completamente bianchi e la pelle era candida come la neve, dei lunghi capelli corvini incorniciavano un viso affilato con delle labbra carnose “E come dovrebbe fare? Mi sembra solo un’enorme ciambella cablata” rispose dubbioso Killian. “L’energia generata al centro di questa macchina sarà abbastanza da squarciare il velo della mia prigione e mi permetterà di essere libera, abbi fede figlio mio” rispose calma la donna. “Servirà anche un sacrificio” continuò “U-un sacrificio?” disse titubante Killian “Sì, ragazzo, dovrai sacrificare la persona a te più cara… Credo proprio che quella ragazza carina, come si chiamava? Ah sì, Denys, farà al caso nostro” “No, non Denys!” rispose sconcertato il ragazzo “Tu la ami, vero? Bhe lei non ama te, si vede da come ti guarda, da come ti parla” “Non è vero, lei mi ama, lo vedo, lo sento, devo solo… farmi avanti” La donna si alzò e sempre pacatamente rispose “Se non lo farai tu lo farà qualcun altro, ricorda Killian, questa è la tua unica occasione” “NO!” Killian scappò dalla camera e si diresse verso la grande cupola dell’RSS in cerca della ragazza. Dopo circa un’ora riuscì a trovarla in uno dei grandi corridoi del centro di ricerca “Denys…” “Incredibile con che faccia vieni a parlarmi dopo come mi hai trattato” rispose vistosamente stizzita la ragazza “Denys… credo di aver bisogno di aiuto” continuò guardando per terra Killian sottovoce “Come hai detto?” Denys non riuscì a trattenere un’espressione di stupore sul suo viso “Ho bisogno…” In quel momento una figura si avvicinò dietro a Denys, era un ragazzo con un camice barba e capelli curati, occhi chiari e ben piazzato “Ciao Denys!” disse il ragazzo con uno smagliante sorriso, dopo di che le prese il mento e si chinò leggermente per dare un bacio alla ragazza “Ordan! Che ci fai qui?” rispose Denys rossa di imbarazzo Killian vide la scena e una rabbia incontrollabile lo pervase. “Hey fratellino, tutto bene?” Ordan si rivolse quindi a Killian, notò infatti che l’espressione di suo fratello trasudava dolore “Sì, Ordan, tutto bene” rispose il ragazzo gelido “Scusa Kil, stavi dicendo?” si intromise quindi Denys “Niente di importante” Killian iniziò a camminare a gran passi tornando verso la sua camera. Un ricercatore mentre gli passava davanti gli disse “Vedi? Non ti ama” quando Killian si girò verso di esso vide il volto di Khazra, ma quando si fermò per girarsi e ricontrollare il ricercatore aveva il suo solito volto. Si girò di nuovo per proseguire “Non ti ama” un altro ricercatore, e poi un altro, e un altro. Suonò la sirena della pausa e il corridoio si inondò di ricercatori, su di loro il volto di Khazra “Non ti ama” “Uccidila” “Non merita di vivere” “Non ti ama” “Sacrificala a me” “Non hai bisogno di lei” “Non ti ama” Killian cominciò a correre, cercando di trovare un po’ di pace nella sua stanza, una volta raggiunta si sbatté la porta alle spalle e mise la testa sotto il cuscino. Silenzio di tomba. “D’accordo, lo farò”
  6. Parte 3: Non Satis Adam Vàpor si stava aggirando per i laboratori per un controllo di routine, adorava avere aggiornamenti riguardo ai vari progetti che i ricercatori stavano portando avanti, a ogni persona poneva domande sui vari metodi che stavano utilizzando per garantire un risultato certo al 100%. Aveva già notato dalla distanza che la postazione di Killian era vuota, quindi una volta raggiunta Denys le domandò “Buongiorno Lividaìn, non ho potuto fare a meno di notare che Killian non è alla sua postazione” “Buongiorno Dottor Vàpor, ha terminato in anticipo il suo progetto ed è andato nella sua stanza” rispose senza scollare gli occhi dal microscopio “Hm, hai notato nessun… comportamento strano da parte sua ultimamente? Mi sono giunte certe voci alle orecchie” chiese quindi Adam “Effettivamente mi sembra molto stressato ultimamente, ma non è nulla di cui preoccuparsi” rispose Denys guardando il suo responsabile e successivamente tornando a scrutare nel microscopio Il dottore continuò la sua ispezione e successivamente uscì dal laboratorio. Mentre era intento a controllare una cartella si scontrò con un ragazzo che riconobbe subito “Chiedo scusa Dottor Vàpor, non l’avevo vista” disse il ragazzo dispiaciuto “Non preoccuparti Ordan, è colpa mia” rispose sorridendo l’uomo “Allora, come sta procedendo lo sviluppo dei cannoni a rotaia che ti ho commissionato qualche settimana fa?” continuò quindi “Benone! Abbiamo quasi ultimato i test e promettono molto bene, riguardo ai motori a bagliopietra invece stiamo riscontrando dei problemi… la progettazione è ultimata e secondo la documentazione proveniente dall’unione delle signorie elliriane dovrebbero già essere in grado di sollevare dei grandi carichi, ma sembra che la bagliopietra non si comporti nello stesso modo qui come su Eseldur, ognimodo stiamo lavorando per trovare una soluzione.” “Eccellente Sìpor, continua così e magari un giorno ti ritroverai al mio posto” rispose sorridendo Vàpor “Non ci penso nemmeno, mi trovo benissimo dove sono, non sono tagliato per dare ordini” rispose ridendo il ragazzo, la quale risata fu corrisposta dal dottore. Ordan era arrivato prima di suo fratello ed era entrato subito nel reparto di armamenti e tecnologie avanzate come responsabile grazie agli studi di suo padre, generando non poca invidia in Killian. ------- Ufficio di Lividaìn ------- Adam bussò alla porta del Direttore insistentemente, come era abituato a fare “Avanti” rispose una voce dall’interno “Ciao Daemon, ho una questione da porre alla tua attenzione” Esordì Vàpor “Se è un altro dei tuoi sproloqui riguardo a quanto sia pericolosa la tecnologia, ti prego, risparmiamela” rispose secco Lividaìn “No, si tratta di uno dei ricercatori” “Ah, e di che si tratta?” “Ultimamente Killian Sìpor si sta comportando stranamente, lascia prima il laboratorio e passa il tempo chiuso in camera, senza contare le recenti voci di schiamazzi nel mezzo della notte provenienti dalla sua camera” “Va bene Adam, se quello che mi stai chiedendo è di tenerlo d’occhio, lo faremo” “Ricevuto, Daemon, mi congedo” “Buona serata Adam.”
  7. Parte 2: Delirium Una landa oscura e desolata, sullo sfondo pochi alberi morti e un cielo pieno di nuvole in rapido movimento. Un silenzio di tomba aleggiava su tutta la zona, Killian si guardò attorno, cercando di capire dove si trovava. "Killian" una voce si scaturì nella mente del ragazzo "Ch-chi è?" ma intorno non vide nessuno "Ogni cosa a suo tempo, Killian" Un fulmine illuminò una grossa figura umanoide nel cielo e si schiantò a pochi metri dal ragazzo. Quando i suoi occhi si furono ripresi dal flash di luce egli vide una donna bellissima, sinuosa, poco distante da lui che si stava avvicinando. "Ciao, figlio mio" disse la donna con una voce soave "T-tu chi sei?" rispose spaventato Killian "Io sono Khazra, io sono la Sinuosa Madre, e sono qui per chiederti aiuto" "Chiedermi aiuto per cosa?" "Conosco il tuo odio per la dottrina di Uhle, essa ha contribuito alla caduta della dimora della tua famiglia, l'istituto, e l'ha corrotta dalle radici" Da dietro di lei altre due donne, anch'esse bellissime fecero la loro comparsa, contemporaneamente continuarono "Ha costretto tuo padre Marshall, tuo fratello Ordan e te a fuggire, a perdere l'unico vero punto fisso della vostra vita" "Sì..." rispose Killian guardando in basso Le tre donne iniziarono a camminare verso di lui con fare provocante, e una volta raggiuntolo iniziarono a sfiorarlo con le mani "Io sono qui per darti la possibilità di vendicarti, di avere la tua rivincita contro Uhle, ti forniremo un potere mai visto prima, per distruggere questo mondo corrotto e ristabilirlo ai nostri piedi, ai tuoi piedi" Killian guardò le tre donne "Cosa devo fare?" "Per ora vivi la tua vita, non farne parola con nessuno, quando sarà il momento capirai" Le tre donne iniziarono a indietreggiare e lentamente cominciarono a svanire "No, aspettate!" ma proprio mentre stava per raggiungerle Killian si svegliò nel letto di Denys, che dormiva ancora accoccolata a lui. Facendo attenzione a non svegliarla si alzò dal letto e tornò in camera sua, cercando di raccogliere le idee che l'avevano invaso durante il sogno. Il giorno seguente tutti si trovavano al loro posto nei laboratori, ognuno lavorava al suo progetto e la vita continuava esattamente come aveva sempre fatto. Alcune settimane dopo Killian si ritrovo ad aver finito la sua parte di progetto prima del previsto e decise di tornare in camera, fu nel momento in cui si sedette alla scrivania che ebbe un momento di black-out. Quando si riprese aveva un foglio davanti, sopra c'era disegnato un complicato progetto di un toroide cablato, con tanto di specifiche tecniche e una scritta in rosso scuro “Falla crollare Falla crollare Falla crollare Così non dovrò più riposare” Era fortemente sbavata ed emanava un odore ferroso, nel momento in Killian realizzò che liquido fosse stato usato sentì una forte fitta al palmo sinistro, guardandolo notò una profonda ferita di circa quattro centimetri nel mezzo della mano. “Ma che… “ Vicino alla mano si trovava un paio di forbici insanguinate. “Killian” Una voce si fece sentire, una voce familiare al ragazzo. “Chi è?” rispose terrorizzato “è giunto il momento Killian, lasciati andare, fammi prendere il controllo” “No! Non sono pronto!” così dicendo si alzò in piedi e iniziò a indietreggiare “Non serve fare così, posso vedere la tua anima, mi stai cedendo uhuhuh” disse la voce con una risatina Killian continuò a indietreggiare, lentamente, fino a quando non inciampò e battè la testa contro lo spigolo di un mobile. “Sei mio Killian, che ti piaccia o meno!” queste furono le ultime parole che il ragazzo sentì prima di svenire.
  8. Parte 1: Frigidus In Die Una Killian si svegliò di soprassalto, erano giorni che non riusciva a dormire serenamente. Continuava ad avere degli strani incubi che nemmeno lui riusciva a spiegarsi, né a spiegare agli altri, si svegliava e sapeva di aver sognato qualcosa di sinistro, ma non era in grado di ricordarsi con esattezza cosa. Guardò fuori dalla finestra e vide che era ancora notte, non avrebbe avuto troppo senso tornare a dormire a quel punto. Andò in bagno, si sciacquò il volto e fissò la sua immagine riflessa: i lunghi capelli castani contornavano un viso scavato che lasciava spazio a due spenti occhi verdi e un piccolo naso. "Dannazione... che mi sta succedendo?" Decise che sarebbe andato nel laboratorio a cercare di fare qualcosa di produttivo. Con le luci del primo mattino molti ricercatori fecero il loro ingresso nel laboratorio e furono leggermente stupiti di trovarci Killian già intento a lavorare di buona lega. Una ricercatrice si avvicinò a lui. "Hey Killian, che ci fai già qui?" "Ciao Denys, non riuscivo a dormire e ho pensato che lavorare al progetto mi avrebbe aiutato a tenere la mente occupata." Rispose Killian guardando la ragazza. Denys era più alta della media e il camice che portava le stava piuttosto largo, aveva dei lunghi capelli biondi raccolti in una treccia e portava degli spessi occhiali da vista che incorniciavano due grandi occhi verdi. "Ancora quegli incubi? Dovresti parlarne con qualcuno Kil, qualcuno che possa aiutarti." "Non ho bisogno di aiuto, ora se non ti dispiace ho del lavoro da fare" La ragazza senza rispondere girò i tacchi e tornò al suo tavolo, a Killian era sempre piaciuta Denys, non seppe cosa l’aveva fatto sbottare così, e si sentì dispiaciuto. ------- Nell'ufficio del Direttore Lividaìn ------- "Bene Vàpor, sei arrivato" disse cupo Lividaìn versando due bicchieri di liquore "Sì Daemon, dobbiamo parlare... seriamente questa volta" rispose l'uomo "L'avevo immaginato dai toni della tua ultima lettera... con cosa hai deciso di tediarmi oggi?" disse abbozzando un sorriso il Direttore, tornando subito dopo alla sua espressione seria "Non credo che stiamo andando nella direzione giusta... tutta questa tecnologia... a disposizione di tutti..." "Capisco, Adam, ma non è ancora successo nulla" lo interruppe subito il direttore. "...Ma... Davvero dobbiamo aspettare che accada qualcosa per iniziare a muoverci? Lo sai... mio nonno, Ghor, l'aveva sempre detto, l'esterno non sarà mai pronto alla tecnologia" rispose Vàpor "Portami anche solo una prova di quello che dici e forse ti darò ascolto, ma non ho più tempo per sentirti blaterare a riguardo." Vapòr uscì dall'ufficio di Lividaìn vistosamente deluso dalla conversazione. ------- Notte fonda, camera di Killian ------- Killian si contorceva nel sonno, stava avendo un incubo, come ormai molte notti da tanto tempo. Si svegliò di soprassalto, ma questa volta qualcosa era cambiato. Si vestì in fretta e furia e si precipitò alla stanza di Denys. Bussò insistentemente alla porta fino a quando Denys non gli aprì e buona parte del corridoio si era svegliata "Kil? Ma ti rendi conto di che ore sono?" Disse la ragazza arruffata mentre si stropicciava un occhio sbadigliando "Non c'è tempo Denys, ti devo parlare" rispose molto agitato il ragazzo entrando "E allora parliamo" disse Denys roteando gli occhi e sbattendosi la porta alle spalle "Ho visto... qualcosa... qualcuno che mi... chiamava... mi..." cominciò titubante Killian "No, no frena un attimo, chi? dove?" lo interruppe la ragazza "Non lo so, nei miei incubi... " "Tu hai bisogno di dormire Kil, e hai anche bisogno di aiuto" "NON. HO. BISOGNO. DI. AIUTO." urlò improvvisamente il ragazzo scandendo ogni parola con un gesto della mano "Ho... solo bisogno di essere... compreso, sì... compreso" continuò calmandosi e iniziò a piangere Denys in quel momento dovette cedere, la situazione e l’amicizia che c’era tra loro due le impedì di cacciarlo dalla sua stanza. "Va bene, Kil. Ci sono io" gli disse sedendosi di fianco a lui sul letto poggiando la sua testa sulla spalla di lui. Poco dopo il ragazzo smise di piangere e disse "Grazie..." La ragazza lo sdraiò nel letto e si accoccolò a lui "Ora dormi però" disse sussurrando e si addormentarono in quella posizione.
  9. Un altare, una visione, una missione "Voi ora la servirete" Un monaco incappucciato in una tunica porpora allarga le braccia. "Voi ora vi sottometterete" Nella visione una creatura nell'ombra. "Voi ora vi convertirete" La creatura è una donna, è sinuosa e con una testa di polpo. "Voi ora contagerete il mondo con la nostra fede" Dalla schiena della creatura escono dei tentacoli che iniziano a espandersi. "Voi ora distruggerete la vecchia fede" I tentacoli si avvinghiano attorno a una statua di Uhle e la sbriciolano. "Voi ora spargerete sangue per Lei" Le macerie della statua cadono sui fedeli che la stavano venerando. Noi siamo il Culto di Khazra, nelle ombre la Sinuosa Madre si è fatta strada attraverso le nostre menti. Eravamo accecati dalla falsa fede per Uhle, ma la Sinuosa Madre ci ha aperto gli occhi. Il primo di noi, Killian Sìpor, ora il Gran Sacerdote Kilzrha, ci ha liberati dalla nostra cecità. Espanderemo la nostra, la Sua, fede. Ella ci chiama, ci chiede di aiutarla ad aggrovigliarsi a tutto il mondo e di estirpare ciò che si mette davanti alla nostra missione. Noi siamo il Culto di Khazra, convertitevi o morite.
  10. Un martello picchia contro l'incudine, scintille si spargono intorno "La tecnologia... la tecnologia può fare grandi cose..." Una macchina a vapore sfiata da qualche parte a Spes "Può creare macchinari incredibili..." Si accendono le luci in una fabbrica e la produzione automatizzata comincia. "Può salvare un sacco di vite..." Laboratori del KIT in fermento durante l'epidemia del morbo di Gor Lorach, un uomo in mezzo a urlare ordini, sulla targhetta c'è scritto Lividaìn, grossi microscopi riempiono la stanza e alcune apparecchiature si trovano sui tavoli. "... e può anche distruggerle..." Soldati di fanteria avanzano con i cannoni a rotaia imbracciati "... renderle miserabili..." Un uomo minaccia un ragazzino con un revolver per derubarlo dei suoi zenar. "... corrompere le menti" Gruppo di predoni che avanzano verso un villaggio, sulle loro schiene sono visibili armi tecnologiche. è per questo che noi esistiamo, noi siamo l'Ordine Elliro. Siamo nati tanto tempo fa, su Eseldur, e sotto la guida dei Lividaìn siamo cresciuti in numero, conoscenze e risorse. Siamo stati dietro al KIT, i loro segreti promotori sotto il nome delle Lividaìn Tecnologie e abbiamo visto entrambi i lati della tecnologia. Dopo che l'unico vero baluardo della tecnologia, il KIT, è caduto per lasciare spazio a Solgard ci siamo ritirati e a lungo abbiamo ponderato riguardo al dubbio che ci attanagliava: non siamo pronti per questa rivoluzione. E chi meglio di noi, promotori di questa rivoluzione tecnologica, potrebbe proteggerla da mani e menti incapaci? I nostri obbiettivi sono di tramandare la conoscenza alle generazioni future e di proteggerla a ogni costo, e la tecnologia e il suo utilizzo sconsiderato da parte di tutti è una minaccia alla nostra missione principale e va quindi fermata. Noi siamo l'Ordine Elliro, e ci consegnerete la vostra tecnologia. Jos Dimanmir!