Adegheiz

Supervisore VII Era
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About Adegheiz

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    Adegheiz

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  1. ATTENZIONE Le vostre risposte a questo GdR avranno conseguenze sulla fine di Karaldur, ma anche l'assenza di risposte potrà averla. Siete tutti invitati pertanto a rispondere, da ex sindaci fino a semplici interessati al GdR. La prima parte si concluderà definitivamente il 20/11/2019 (incluso), ed avrete tempo fino ad allora per decidere cosa fare. Il destino di Karaldur è, ancora una volta, nelle vostre mani. ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Era Sera e Kalus Feleku guardava il mare. Ancora nulla all'orizzonte, non un'imbarcazione, non un aiuto. L'attesa era diventata snervante, ed il bagliore sinistro che illuminava il mare dall'alto del monte un inquietante memento. Il portale era aperto e rimaneva aperto ormai da più di una settimana, mentre tutto taceva dall'altro lato dell'oceano. Le lettere erano state consegnate ed i messaggeri tornati a mani vuote. Nessuna delle città di Karaldur aveva deciso di rispondere immediatamente, a parte una. Kalus guardò il pezzo di carta che stringeva tra le mani, firmato da niente popò di meno che Sua Maestà Ramona I, regina dell'Alveare. Diceva che presto i rinforzi sarebbero arrivati, e così fu; due distaccamenti del neoformato Esercito del Nether si erano appena presentati all'Ascensore, armati di equipaggiamento all'avanguardia sviluppati in anni di lotta contro le creature sotterranee. Nonostante questa pronta risposta fosse una sorpresa per lui, ancora più sorprendente era stato l'assordante silenzio da parte delle altre città del piano. Forse era ancora presto per iniziare a pensare al peggio. Si rivolse verso il portale: fortificazioni di fortuna lo circondavano, numerose pattuglie e guardie erano appostate nelle casematte improvvisate intorno. Molti dei civili erano stati evacuati in villaggi di fortuna intorno alla città, tutto era avvolto da un silenzio surreale e da una luce spettrale. Feleku non sapeva che pensare, non sapeva che fare. Forse i Buhuiti erano veramente in procinto di invaderli, forse il mondo stava per finire, ma lui non ne aveva idea. Sentiva solo uno sconforto immenso a ripensare al lavoro della sua vita buttato via da un fato crudele, ed uno ancora più grande a sentire che forse la sua gente stava venendo abbandonata nell'indifferenza totale. Prese il suo bicchiere mezzo pieno di Skebru e lo tirò giù tutto d'un sorso. Sarebbe stata l'ennesima lunga notte senza sonno. ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Sakàl era un tipo sveglio, un po' meno Nanùk, suo collega. Non che fosse un requisito per le Guardie Cittadine essere particolarmente intelligenti, specie dopo l'apertura del portale. Si vociferava che molte delle nuove reclute della Guardia di Spes fossero ex miliziani dell'ESPEDIL, una volta additati come terroristi ed ora volontari in questa presunta guerra. Non sembrava essere il caso di Nanùk, che era solitamente troppo intento a scaccolarsi per avere idee politiche serie. "Ehi, a cosa pensi Sak?" Nanùk lo fissava, il dito ancora nel naso. "Che sei disgustoso!" Rispose il giovane all'altro guardandolo con un'area di sberleffo. "Oh, scusa, avevo prurito." Nanùk prese a pulirsi la mano sull'armatura e Sakàl decise di lasciare perdere quel crimine contro l'igiene. In fondo, per quanto tonto, si trattava di una persona abbastanza simpatica e cordiale, una compagnia migliore di numerose altre avute nelle lunghe notti passate a fissare il sinistro bagliore del portale, nell'attesa che qualche mostro delle leggende balzasse fuori. "Niente Buhuiti anche oggi, eh?" "Per nostra fortuna." Si limitò a ribattere Sakàl all'amico, con una malcelata paura. "Oh, avanti! Secondo me non c'è nessuna invasione. L'altro giorno il mio amico Juvan mi ha detto che secondo lui dietro il portale c'è un paradiso in terra donatoci dai Superni!" "E tu ci credi sul serio?" gli fece Sakàl con un tono che lasciava intendere un certo sfottò. "Io credo solo a quello che vedono i miei occhi. Per questo stasera andrò a guardare io stesso." Nanùk sorrise in maniera strana e l'altro si voltò immediatamente verso di lui. "Come scusa??" -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Il portale era a pochi metri da Nanùk, che sorrideva sornione. La luce gli permetteva di vedere il viso di Sakàl contratto in una espressione di grande preoccupazione. Fino a quel momento aveva pensato che fosse solo uno scherzo, ed aveva realizzato troppo tardi della serietà delle parole che si erano scambiati qualche ora prima. "Ti farai ammazzare, è una cosa da pazzi!" "No, Sak, è da pazzi tutta questa situazione!" il soldato fece per andare verso il portale, ma la mano del suo compagno lo afferrò per il braccio. Nanùk si voltò verso il suo amico e diede uno strattone improvviso spingendolo all'indietro. Libero dalla presa si mise a correre. "Nanù, fermati!" Sakàl emise un grido da terra mentre il suo amico scavalcava alcuni sacchi di sabbia ed iniziava a correre verso il grande cerchio. Alcune guardie si girarono, pochi si resero immediatamente conto della situazione. Un alt venne gridato e prontamente ignorato dal ragazzo. Fece due balzi ed arrivò fino alla base dell'enorme struttura, non con una certa fatica data la rapidità. Si rigirò mentre prendeva fiato per ritrovarsi davanti una barriera di fucili puntati contro. "Non un passo in più soldato! Rientra immediatamente tra i ranghi, è un ordine!" Una voce imponente urlò da una casamatta di fortuna. Nanùk lo riconobbe, era il caporale Skelakan. "No signore!" Il giovane si diede coraggio. "Sei per caso impazzito ragazzo?" Tuonò il caporale. "Pensa a tua madre! Stai facendo una cosa veramente stupida figliolo, torna immediatamente qui!" Chiamato matto per la seconda volta in poco tempo, Nanùk rispose con impulso: "Con tutto il permesso signore, siete voi quelli pazzi qui. Non ci sono Buhuiti, non c'è nessuno qui, nessuno oltre il portale! Guardate, non succederà assolut…Oof." Nanùk fece passare la mano attraverso quella che sembrava gelatina luminosa e in un attimo venne trascinato dentro, scomparendo in un lampo di luce azzurrina.
  2. Pace nel nostro tempo. Era questo il motto, o meglio, la promessa con cui la scelta repubblicana aveva vinto il referendum. Questo Feleku lo sapeva bene, e solo mantenendo la pace Spes avrebbe potuto ritrovare il suo splendore. La redazione della nuova costituzione procedeva speditamente, l'accordo con la fazione progressista guidata da Kerisùg aveva ricevuto una grande approvazione popolare. La condivisione del potere era un piccolo prezzo da pagare in cambio di un posto nel nuovo mondo libero, in costruzione davanti ai suoi stessi occhi. Persino l'Alveare, ora che era stata garantita la sua indipendenza ed il libero passaggio attraverso il Grande Ascensore, era passato a più miti consigli versando obbedientemente le prime riparazioni concordate; contemporaneamente l'OIMA dava nuove speranze di pacifica coesistenza tra le città-stato e le nazioni di Karaldur. Tutto procedeva per il meglio, ed un meraviglioso futuro si stagliava davanti a Spes. O almeno così Feleku pensava. ------------------------------------------------------------------------------------------------------- Era la mattina del 3° Darbis di Varpu dell'anno 3057 quando, così raccontano le cronache, una giovane guardia fresca di addestramento faceva il suo giro di pattuglia mattutino nella tranquilla zona del Portale. Alle 5:40 circa si trovava nei pressi del cimitero quando venne travolta da un lampo di luce seguito da un frastuono roboante. Alzò quindi gli occhi e rimase per 30 secondi buoni sbigottito alla vista del portale rilucente e saettante di energia. Risvegliatosi dal suo shock prese subito a correre presso la vicina guardiola per attivare l'allarme telegrafico, scansando la poca gente sveglia a quell'ora e rimasta, a differenza sua, inebetita a fissare il cerchio luminoso. Alle 5:55 l'intero corpo della Guardia Cittadina si stava mobilitando in assetto da guerra, pronti ad ogni evenienza grazie alle esercitazioni nei mesi passati con la rivolta dell'ESPEDIL incombente. Il nervosismo iniziava a diffondersi per le strade, e presto sarebbe stato seguito dal panico. Feleku era ancora in vestaglia mentre si affrettava a raggiungere la piazza antistante il portale, sempre più affollata, non potendo credere ai suoi occhi. Perché il portale era aperto? Perché proprio ora? Non c'era segno di una fine incombente, di un Kataclisma imminente. Nulla di nulla, e quel portale lì non era un simbolo di speranza, ma qualcosa di estremamente bizzarro, di fuori posto. A meno che… Che il Kataclisma non fosse visibile ai loro occhi? Che i superni nella loro saggezza avessero deciso di anticipare la fine? Oppure... -------------------------------------------------------------------------------------------------------- "I BUHUITI!" Una signora sulla cinquantina urlò quel nome oscuro che giaceva semisommerso sul fondo della mente di tutti i presenti. I Buhuiti, gli uomini neri che venivano la notte e rapivano i bambini discoli. I Buhuiti, servi di un dio corrotto, mangiatori di carne e di anime umane. I Buhuiti, flagello del Jandur coraggiosamente schiacciato dalle genti di Letorian, dai loro stessi avi uniti nella vendetta. I Buhuiti erano morti e sepolti da quasi 400 anni, il loro impero dissolto, la loro fame placata per sempre. Eppure eccolo lì, il pensiero terribile. E se non fossero morti? E se avessero aspettato, recuperato le forze per tornare a uccidere e bruciare e divorare? "SONO VENUTI A MANGIARCI!" E fu quello il momento in cui il nervosismo si trasformò in panico. ------------------------------------------------------------------------------------------------------- Una fiumana umana travolse Feleku, impotente. Decine di gambe e braccia incombevano su di lui, le urla di panico attutite dai corpi che iniziavano a sommergerlo, sballottolandolo contro la sua volontà. Una improvvisa stilettata di dolore partì dal suo piede, pestato violentemente da un uomo ben più alto e prestante di lui ma sicuramente anche ben più pavido. Feleku perse l'equilibrio. Ecco, un'altra spinta sulla spalla, il senso di vuoto, la caduta. Era la sua fine, e che morte miserabile sarebbe stata, ucciso dalla sua stessa gente in preda all'isteria. La rassegnazione ottenebrò il suo cuore, che produsse un'ultima spontanea preghiera per i superni: "Fate che sia veloce", pensò, mentre immaginava già centinaia di piedi a dilaniare il suo corpo, calpestandolo come se appartenessero ad una mandria impazzita. Una mano sulla collottola della vestaglia lo distrasse dai suoi pensieri di morte ed uno strattone versò l'alto seguì rapidamente. Si trovò fuori dalla fiumana su di un piccolo rialzo terrazzato a mezzo metro dalla sua possibile morte. "Tutto bene signore?" Una nerboruta guardia lo stava aiutando a tirarsi su, ma ben presto si rese conto di non riuscire a mettere alcun peso sul piede destro senza subire un dolore lancinante. "Non potrebbe andare peggio." Si limitò a rispondere. ------------------------------------------------------------------------------------------------------- Alle 17:00 Feleku si trovava finalmente nel suo studio, in riunione con il resto dei rappresentanti della Costituente (o per lo meno buona parte di essi, ma abbastanza vista la situazione), le discussioni filosofiche e morali rimpiazzate da discorsi contingenti. Le guardie erano riuscite a riportare un po' di ordine in città ed ora erano attivamente impegnate nell'approntare misure difensive provvisorie intorno al portale. Il fatto che fosse in cima ad una montagna non aiutava molto in questo senso. Il suo piede, sotto una fasciatura stretta, pulsava di dolore ad ogni battito; e di battiti in quel momento ne aveva parecchi di più del normale. La discussione sul da farsi si fece ben presto rovente, tra chi era colto dal panico, chi era convinto dell'imminente fine del mondo e chi terrorizzato da una possibile invasione Buhuita. Alla fine le voci da alcuni uomini in armatura nera ,avvistati presso i valichi montani di Spes, convinsero i presenti che si trattava delle avvisaglie di una invasione su larga scala. Feleku dal canto suo non ci credeva molto, ma era una possibilità… ed anche la più pericolosa per i suoi concittadini. Non aveva altra scelta. --------------------------------------------------------------------------------------------------------- La lettera fu redatta con cura, copiata, siglata e sigillata per poi essere spedita ai governi ed ai maggiori quotidiani di tutto il Piano. Se avevano per le mani una invasione Buhuita avrebbero avuto bisogno di tutto l'aiuto possibile. Se non ci fosse stata pace nel suo tempo avrebbe fatto pagare molto caro ad ogni invasore il prezzo della guerra.
  3. Mi do gli esami
  4. Come ha detto Aphro, i tempi per qualcosa di più non sono ancora pienamente maturi. Per quanto riguarda l'attività su Instagram, consideratela come qualcosa più rivolto all'utenza dello stesso social network che ai vecchi utenti (quindi un targeting mediamente abbastanza diverso visto che su Instagram ci stanno soprattutto giovani sotto i 24 anni e anche meno) e da questo punto di vista risulta efficace per attirare nuovi interessi piuttosto che per rispolverare giocatori più "anziani". Vedetela come una strategia aggiuntiva per essere più presenti, consistenti e appetibili sui social rivolgendoci ad un target raggiungibile dal mezzo. Sicuramente comunque abbiamo già altro in programma, per cui è solo una questione di tempo e ci saranno contenuti un po' più sostanziosi.
  5. Avevi decisamente tiltato per qualche motivo, perché mi ricordo anche io vagamente. Magari arriverà qualcuno con una memoria migliore più tardi. Comunque dopo questa strana situazione credo che la prossima volta lo staff attuale non elargirà più ban su richiesta Bentornato in ogni caso!
  6. Verrà rilasciata la mappa intera. Nel download della mappa sarà inclusa una nota con la posizione delle opere qui segnalate e la loro paternità/maternità, se avete voglia e intenzione di inserirla.
  7. In particolare, consiglio di studiare il dilemma del prigioniero. In particolare, quando in un qualsiasi gioco con informazioni nascoste si arriva a dover compiere una scelta che può dare un vantaggio assoluto per entrambi i partecipanti in caso di collaborazione o relativo (solitamente inferiore) ad uno solo dei personaggi in caso di "tradimento", conviene sempre essere quello che tradisce perché se va bene ci guadagni, se va male e voleva fregarti anche l'altro non ci perdi nulla. In questa situazione specifica significa che se una città (o una nazione) ha una risorse in monopolio semplicemente non commercia la risorsa per non dare un vantaggio agli altri. E se qualcun altro vende la risorsa unica in cambio di una risorsa generica coglie immediatamente l'occasione senza dare la propria risorsa unica in cambio, a meno che non ci siano ragioni forti di altro tipo. In quinta era per esemppio questo si traduceva con il fatto che la gente preferiva ad inizio era nascondersi le farm in un bioma diverso rispetto al commercio, per dirne una, rispetto che a scambiare la propria risorsa con l'equivalente delle altre fasce climatiche e dare un vantaggio ad un'altra fazione. E per fortuna che si poteva fare così, perché altrimenti il server si sarebbe paralizzato. Questa cosa era già stata fatta in quarta post terremoto, con risultati che al meglio possiamo chiamare contrastanti. Nel senso che le ricette "semplificate" erano quasi sempre usate a vantaggio proprio o della propria città/fazione (per gli stessi motivi illustrati sopra). C'era poi chi vendeva anche fuori, ma erano casi rari visto che non volevi che i tuoi nemici avessero le armature o le armi speciali a basso prezzo Diciamo che in qualche modo al più ha aiutato il commercio tra singoli (tu mi dai x ed io ti crafto una armatura a costo inferiore) all'interno di fazioni specifiche, ma il più delle volte le ricette erano messe a disposizione gratuitamente. Ovviamente si parla sempre in modo teorico, ma in generale la limitante grossa in un server towny di questo tipo di soluzioni per il commercio è purtroppo la competizione tra i giocatori che impedisce un normale "libero scambio".
  8. Credo che a seconda della lore che scegliamo per la settima potremmo fare a meno del solito Kataclisma (?)
  9. Presentazione candidatura al ruolo di Presidente Modulo C-95 Nome (GDR): Marazio Cognome (GDR): Adegheiz Discorso di presentazione (massimo 8 righe): Cari compagni e compagne del Partito -o ciò che ne rimane- avviso che, per rispetto della nostra Ideologia, non sarò breve. La nostra gloriosa Nazione, una volta fulgido esempio di mirabile prodezza e grandezza dello spirito modernista, è da tempo ormai sul viale del crepuscolo. La corruzione delle usanze e dell'Ideologia di Uguaglianza e Libertà che i nostri avi hanno abbracciato, la concussione reiterata di altre nazioni accompagnate da idee ben lontane dalla grandezza Modernista -per non dire diametralmente opposte-, e la nostra inerzia dinanzi al marciume e al disfacimento fisico, ideologico e morale della Nostra Repubblica, inquinata e avvelenata da suddette interferenze, hanno gravemente danneggiato la nostra cultura e il nostro spirito. È mia intenzione quindi combattere questo disfacimento con le parole, con i fatti e con una dura contrapposizione verso coloro che hanno corrotto la nostra forza ed il nostro Ideale, sia fuori che dentro la nostra Nazione, impegnandomi a seguire fino in fondo la via del Modernismo come indicata nella Fenomenologia del Potere, lottando contro gli odiosi governi Monarchici che ancora oggi sopravvivono e ci riempiono di veleno mistificando la loro vera natura. Per questo io, Marazio Adegheiz, mi candido al ruolo di Presidente della Repubblica Modernista. Gloria alla Repubblica di Sant'Elio! Gloria al Modernismo!
  10. L'assemblea era per lo più distratta, i membri disinteressati all'argomento. Ben poco si era detto, a parte qualche partecipante più informato, e oltre a qualche intervento più profondo si ci era iniziati a perdere nelle frasi di rito dopo pochi minuti. Un giovane uomo poco sotto la trentina decise finalmente di alzarsi e prendere la parola. le labbra sottili, la pelle olivastra e gli zigomi importanti tradivano la sua antica discendenza. Il vestiario, con un fazzoletto con la bandiera rossa con la stella gialla, vecchio di quasi 100 anni e saldamente legato al braccio, sopra il vestito buono, ne dichiarava l'identità in maniera univoca. Marazio Adegheiz, l'ultimo discendente degli Adegheiz ancora in vita, stava straordinariamente prendendo la parola. "Compagni dell'Assemblea, Mi rivolgo a voi prendendo per la prima volta parola in Assemblea e rompendo il silenzio politico nel quale la mia famiglia si è chiusa per più di 60 anni. Ciò che la mia bisnonna chiese a mio nonno prima, ed a mio padre poi, fu di uscire dalle scene per lasciare che il popolo di Sant'Elio imparasse a trovare un equilibrio abbracciando l'ideale Modernista. Ciò non è successo. La mia famiglia ha sempre seguito con attenzione gli sviluppi della politica e partecipato con il proprio voto e la propria opinione. Mio nonno ha visto tradire gli ideali della rivoluzione per la quale la mia famiglia ha dato tutto, quando ci siamo alleati con i monarchici Denraki. Facemmo un compromesso, e tradimmo i nostri ideali. "È la nostra unica possibilità di salvezza", pensò mio nonno ai tempi. "Ci è stata data una grande opportunità" disse qualcuno dopo la guerra. "Abbiamo commesso un grave errore" dico oggi io. Mio padre ha visto l'ideale Modernista, già tradito, venire infine pugnalato dall'inerzia politica e amministrativa della Repubblica. Ha visto la morte civile di questo Stato. Ha visto un povero vecchio disabile avere negata la possibilità di vivere una vita migliore dal nostro vergognoso sonno burocratico. Io ero ancora poco più che bambino, ma ricordo il volto di mio padre. La delusione nei suoi occhi, il tradimento nel suo cuore. Io oggi sto guardando il Modernismo, infine, morire. Dopo essere stato tradito e pugnalato, stiamo vedendo il nostro ideale sanguinare a morte, unicamente a causa della nostra incapacità di agire. Davvero compagni e compagne, c'è qualche dubbio su da che parte stare? Aralia era una tiranna, come tutti i Protettori di Spes. E se ora che si è liberato dalle grinfie della tirannia, il popolo chiede la rivoluzione, che Thor ci fulmini tutti se non andiamo a offrire tutto il nostro sostegno economico e militare a chi vuole creare un mondo migliore. Sotto l'egida del Modernismo, ovviamente. Ragione per la quale propongo di incontrare i capi dell'ESPEDIL, valutare la loro fedeltà alla causa ed al benessere del popolo Spesiano e supportarli SENZA SE E SENZA MA. Ricordo inoltre a tutti i presenti che la lotta armata è un diritto irrevocabile di qualsiasi popolo oppresso, come lo furono i nostri avi. Mi rivolgo a voi in particolare, Compagno Guillermo. Non si fanno compromessi per la rivoluzione." Il giovane si sedette di nuovo, guardandosi intorno con un'aria seria e corruciata.
  11. IMPORTANTI AGGIORNAMENTI PER IL PARKOUR!
  12. AGGIORNAMENTI! Abbiamo cambiato un po' di cose generali per rendere più agevole l'esperienza parkour ed evitare qualche sgradevole bug segnalatoci oggi: -La Zona Parkour ora presenta un perenne effetto di Mining Fatigue (abbiamo tolto le particelle visibili). -I player all'interno della Zona Parkour non subiranno più gli effetti della fame -I player che moriranno durante il parkour ripartiranno direttamente da sopra l'albero. -Dopo la scalata iniziale si dovrà passare su una pressure plate che tipperà i player, setterà il respawn sopra e CANCELLERA' COMPLETAMENTE I LORO INVENTARI! -È stata predisposta una uscita nella lobby per portare a casa i premi in sicurezza dopo aver completato un percorso. Nella giornata di oggi è stato completato il Parkour Difficoltà Supernica dall'Utente Alex_Rog! Non demordete però, ci sono altri premi unici ad aspettarvi, in quanto la Difficoltà Adegheiz e la Difficoltà DarkSouls sono ancora inviolate, ed i rispettivi premi (due frammenti di Elytra ed una Elytra intera!) sono ancora lì che vi aspettano! Ed il Buon Alex (forse perché preso dallo spirito del natale, o forse perché aveva l'inventario pieno e voleva liberarsi ) ha deciso di lasciare qualche libro enchantato come omaggio per il prossimo che completerà il parkour Supernico. Che aspettate quindi? Andate a dimostrare di che pasta siete fatti!
  13. Ecco qualche esempio per far capire cosa intendiamo: https://imgur.com/a/uI0g4
  14. Salve Niuopiani. Recentemente abbiamo avuto modo di constatare che in città sono stati eseguiti numerosi claim in maniera inusuale, collegando diverse aree con claim di dimensioni significative tramite cordoni spessi un blocco, creando forme e geometrie che escludono parte consistente del territorio cittadino. Cito il Regolamento Politico ed Economico, Capitolo 5, sezione A "Le città sono libere di reclamare il proprio territorio cittadino nelle modalità che preferiscono, con la proibizione, però, di lasciare zone non reclamate circondate da territorio cittadino. " Tale metodo di claim è in contrasto con la suddetta, ed abbiamo già provveduto in passato a far regolarizzare i claim ad altre città che avevano tentato la stessa pratica. Per questo motivo, lo staff richiede l regolarizzazione dei claim entro due settimane (con un'altra di derogai n caso di impedimenti effetivi e concreti). Come metodo di risoluzione suggeriamo: 1-Il claim delle zone non plottate tra gli edifici in città, utilizando gli edifici più esterni come "confine" della città 2-La trasformazione degli edifici più lontani in outpost 3-La costruzione di strade claimate delle dimensioni di tre-quattro blocchi che colleghino gli edifici fuori citta ma comunque abbastanza vicini al centro urbano (entro 50 blocchi circa) Lo staff è inoltre pienamente disponibile a qualsiasi aiuto tecnico o chiarimento durante la risoluzione della questione, ed io personalmente mi offro per aiutarvi nel trovare soluzioni che abbiano il minor impatto economico possibile su breve e lungo termine.
  15. Ho dato una lettura veloce, e mi limiterò a chiarire alcuni punti che sono abbastanza oscuri e che non ho visto ben afferrati in generale. Sarà un attimo un piccolo riassunto per tenervi aggiornati in generale ed evitare argomenti Off Topic: 1. Durante la guerra il server stava benissimo. Avevamo 20 TPS fissi e non abbiamo avuto nessuna problematica di connessione. Tutto il freeze ed il calo di frame subito da alcuni era a livello client. 2. Il peso al client a quanto pare non è dovuto solo ai revolver, ma anche ai drop a terra. Quindi c'entra in parte maggiore il vanilla in questo problema. Vedremo di ovviare in qualche modo al problema. 3. Io e qualcun altro con un computer con poca ram e poca potenza grafica e di processore non abbiamo avuto grossi problemi, stranamente (io svolazzavo sopra di voi in vanish e gm3 e ho sperimentato qualche freeze e calo solo verso la fine della battaglia, agli ultimi 5-10 minuti, quando c'erano parecchi drop e frecce a terra). A questo punto potrebbe essere che qualche impostazione grafica di alto livello, la presenza della optifine o la rendering distance oltre una certa soglia potrebbero avere un ruolo nello scatenare questi fenomeni. Probabilmente faremo dei test anche in questo senso.