lucy1312

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Su lucy1312

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    Guerriero del Jandùr

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  1. film

    Il mio nemico un film da guardare tutto.
  2. Grazie ; son contenta vi piaccia ,in futuro la lobby si arricchirà di strutture e giochi in modo che sia sempre una cosa piacevole trovare cose nuove . Un ringraziamento mio a tutti i builder che hanno collaborato per la buona riuscita della lobby.
  3. La regina aveva comandato il giro di vite, istituito un Tribunale Speciale con giudici Spesiani per passare a setaccio tutto il personale amministrativo della città. Una vera e propria casta, che si era sviluppata per anni per l'assenza di regole precise. Avevano assunto i loro figli e i loro parenti, si era circondati di lacchè e "yes-men" che garantivano la persistenza di ampie fette del potere nelle loro mani. Riscuotevano percentuali su qualsiasi appalto, sulle tasse e mancava poco facessero concorrenza ai collaboratori stretti di Francesca. Ma proprio l'assassinio di un impiegato edile scatenò la furia della Regina. Da anni infatti lei stava supervisionando in particolare modo proprio quel settore, e visse la vicenda come un affronto a lei ed al suo potere. Durante questa serie di interrogatori, perquisizioni e sequestri d'ufficio, i cittadini non sapevano come pensare. Più di un quarto di loro, imparentato o con rapporti clientelari con la vorace burocrazia, iniziò ad inscenare proteste di vario tipo. A turno, venivano imbrattate le case dei funzionari fedeli a Francesca, insozzati i mercati e l'università, vandalizzate le mura e le porte cittadine. Francesca non decise il pugno di ferro contro di loro, continuando a processare e a sequestrare i beni dei loro "capi", secondo il dettame del "colpirne uno per educarne cento". Nel frattempo, aveva incaricato Maro di occuparsi di costruire un nuovo apparato di leggi ed una burocrazia più trasparente. Ovviamente questo lo obbligò ad abbandonare qualsiasi altro impiego. Già due mesi erano passati da quando aveva iniziato a sfogliare i regolamenti e le leggi emanate in passato. Praticamente un solo, unico libro, dal titolo abbastanza vago. "Codice Legislativo del Nives Dirisul" In tutto quel tempo non aveva capito se fosse una Costituzione, un codice civile, penale o un miscuglio dei tre. Per cui, con il benestare della regina, decise di nominare un ex-giudice e professore universitario in pensione di origine Thorviliana, consulente legislativo. Il Prof. Tcytcovic passò tutta la prima settimana a brontolare, appallottolare fogli e scribacchiare nel suo quaderno. Maro gli chiedeva spiegazioni e iniziò a capire la materia a poco a poco. Il professore aveva una visione ben precisa, che iniziò a condividere lo stesso Maro: la burocrazia è bella, severa, giusta. Ma in fondo lo stesso Maro era più propenso ad una visione liberal-progressista della società. Una cosa molto diversa dall'anarchia e assenza di regole che avevano caratterizzato i decenni precedenti: le regole devono essere sempre rispettate. Ma quali regole? Era ora di costruire un codice unificato. "La Costituzione del Nives Dirisul"Forma di governoIl Nives Dirisul è una monarchia costituzionale.Il Re o Regina si impegna a rispettare ogni punto della Costituzione. Di promuovere la cultura e la scienza e di ripudiare la guerra in ogni sua forma. I PoteriI poteri esecutivo, legislativo e giudiziario risiedono nella figura del Re o Regina.Il Re o Regina, nomina come proprio successore un cittadino del regno che possiede alta moralità e importanza culturale o scientifica. Egli non può rifiutare per il bene del Regno.Il Re o Regina nomina un Vicario che è garante della Costituzione. Tale figura è inviolabile.Il Re o Regina nomina il proprio Apparato per l'amministrazione del Regno secondo criteri di rispetto del bene comune della nazione. Diritti dei cittadiniOgni cittadino ha il diritto di vivere dignitosamente e di alloggio.Ogni cittadino ha il diritto di professare nel regno la propria religione o filosofia.Ogni cittadino ha il diritto di commerciare e praticare attività economiche nel rispetto della Costituzione. Il VicarioIl Vicario è un cittadino al quale il Re o Regina riconosce la massima autorità culturale.Il Vicario è garante della Costituzione e il suo parere sulle modifiche richieste dal Re o Regina è vincolante.In caso di mancato rispetto del Vicario e della Costituzione, il Regno decade. L'ApparatoL'Apparato è costituito da cittadini che amministrano il Regno nel nome del Re o Regina e in quanto tali, ripudiano ogni forma di corruzione a favore del bene comune.L'Apparato è costituito da due Alti Membri: il Milite e l'Edile, i capi dell'Esercito e del Genio. Ogni membro dell'Apparato può richiedere la rimozione di un altro membro presso il Re o Regina. Ogni cittadino è incoraggiato a segnalare le anomalie dell'Apparato al Re o Regina. Disposizioni TransitorieLa Regina è Francesca NokkonIl Vicario è Maro AretuNessun cittadino può essere Vicario, Edile o Milite allo stesso tempo.Edile e Milite sono cariche a cui si accede per concorso pubblico.Ogni nomina e delibera economica dell'Apparato deve essere approvata dall'Ufficio Anticorruzione del Re o ReginaLa Costituzione prevede una modifica abbreviata in caso di Devoluzione dei Poteri.
  4. Buona fortuna <3
  5. Tormentata dalla decisione irrevocabile, la regina guardò per alcuni istanti Jaltàr. Poi, abbassò lo sguardo e si concentrò su quello che doveva dire. "Mio fratello, Mikèl, ha perso la ragione. Le nostre liti mi hanno stremata, e per il Bene di Ejitel e del suo popolo desidero dare pieni poteri a Jaltàr Foxòr. In lui ripongo la mia fiducia, da ora governerà al mio fianco. Al suo ritorno Mikèl verrà mandato in esilio". Alzato lo sguardo, guardò la folla fino a quel momento silenziosa, e fece un cenno di saluto a Jaltàr. Il popolo ineggiò a Jaltàr e alla regina. Le lacrime scorrevano sulle sue guance rosee. Si espresse in un pianto silenzioso, mentre un lieve sorriso si dipinse sulle labbra come segno della gioia che provava sentendo il popolo che sosteneva la sua decisione. Jaltàr si inchinò al suo cospetto. La regina lo fece rialzare, poiché quel momento divenne suo pari. Fu poi accompagnata da Reijeix alle sue stanze, mentre il popolo festeggiava la pace finalmente ritrovata.
  6. La regina Francesca Nokkòn vide che la discussine stava degenerando e le spade sguainate in segno minaccioso la spaventarono ,e Gridò -"non voglio veder scorrere il sangue calmatevi " detto questo con un cenno chiamo le guardie cittadine per dividere i due e riportare tutti alla calma.
  7. Posto per Giampyx dato che è bannato Gentile Presidente, risponde il sottoscritto, Marok Janpis, alla sua missiva a carico dalla Regina Francesca Lucy. Sono lieto di annunciarvi che il Regno di Nives Dirisul parteciperà al Concilio, atti a discutere dei futuri scontri con la Repubblica di Skerak, nella speranza di riportare libertà e prosperità ai popoli di Eseldur. Ministro della Difesa di Ejitel Marok Janpis
  8. TEMPESTE DI SABBIA Dalle torri i soldati videro in lontananza un corpo semi coperto dalla sabbia e subito avvisarono un drappello di soldati per portare soccorso .Giunti al suo capezzale si accorsero subito della gravita in cui versava il ragazzo e che per il povero somaro accanto a lui non cera più nulla da fare.Passarono molti giorni prima che il giovane desse segni di miglioramento i graffi sulla pelle procurati dalla sabbia erano come bruciature e solo le cure amorevoli di Sandar riuscirono a non farle infettare .ˆva posto un rimedio le tempeste di sabbia non devono più essere un pericolo avevano interrotto il commerci e affamato la popolazione e in più la brutta disavventura del giovane .Dopo una lunga riunione venne deciso che una strada avrebbe attraversato il deserto e che a metà del suo percorso ci sarebbe stato un rifugio per le carovane che l'avrebbero percorsa. Fu progettata una torre ricoperta di pannelli di metallo forati cosicché le potenti raffiche di vento delle tempeste passando attraverso questi ultimi avrebbe prodotto un fischio acuto e continuo che sarebbe stato di aiuto ai carovanieri per trovare il rifugio anche in mezzo alla tempesta.In poco tempo furono terminati i lavori e reso più sicuro il tragitto con gran soddisfazione di tutta la popolazione