Maneege

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About Maneege

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    Re del Jandùr
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  1. Seduto nel mezzo di un folto gruppetto di familiari, amici e compagni, Pedro Fernández Manij ascoltava con attenzione e curiosità le accese discussioni sollevate dall'arrivo della tristemente famosa doppia missiva, che ormai da giorni infiammava gli animi dei thortughesi dalla più fatiscente delle locande fino agli eleganti salotti della Llorrona Roja; discussioni che non avevano certo risparmiato i suoi conoscenti, impegnati in quello stesso momento a dibattere violentemente. Suo figlio Ramiro, poco più che adolescente, si era schierato apertamente per la difesa del Protettorato dei Leotred, e non doveva essere l'unico a giudicare dalla comitiva che si era raccolta attorno al seggio che occupava, sebbene l'umore dell'Assemblea sembrasse tendere per altre posizioni, ben più moderate, accolte in pieno da altri membri della sua cerchia. "Con che coraggio ci chiedono aiuto per rovesciare l'ordine? Questi ribelli fuori di senno vogliono che distruggiamo la nostra cultura, è totalmente assurdo sotto ogni punto di vista!" "Che cosa ha mai fatto Spes per noi? Cosa ci ha mai dato? Dov'era Spes mentre noi dell'Alleanza davamo lacrime e sangue per fermare le barbariche orde dell'Asse dei Cieli?" Dopo aver rivolto ai contendenti un cenno per fermare il loro dibattito, chiese la parola ed attese il suo turno per parlare. "Thortughesi, concittadini, compagni, mi rivolgo a voi per riportarvi alla memoria un certo particolare che sembrate aver dimenticato, nella foga delle vostre dispute. La città di Spes, ormai da più di tre millenni, è il cuore pulsante delle varie civiltà che hanno abitato e ancora abitano il Jandur nel corso dei secoli. Quando la prima Spes vedeva la luce, termini come Modernismo o Unionismo non erano altro che parole vuote, riempite del loro significato dallo scorrere del tempo e dallo svolgersi della Storia. È sopravvissuta a guerre, invasioni, catastrofi, ideologie, religioni, imperi, neanche le innumerevoli apocalissi che i nostri antenati hanno dovuto affrontare sono state in grado di scalzare Spes dal suo antico ruolo di culla della civiltà in ognuno dei nuovi piani, dal Jagd al nostro Karaldur. Ora io vi chiedo, cos'è che ha accomunato ognuna delle Spes esistite durante la nostra lunga Storia? Cos'è che ogni Spes fino ad oggi ha avuto, e che a lei, a loro, è sempre stato esclusivo? Cos'è che ha reso questa città un'arca di salvezza, il luogo a cui tutti guardano nei momenti più bui? L'artefatto più importante di tutto il Jandur, l'unico che ci accompagna immutato ed immutabile sin dall'alba dei tempi, l'Antico Portale. I Superni hanno scelto di benedire Spes con questa reliquia, l'unica finestra che abbiamo verso un futuro certo, che ci darà in ogni momento la speranza di poter portare avanti la fiaccola della civiltà. Come possiamo rischiare che tutto questo cada nelle mani di un'organizzazione sconosciuta e indegna di fiducia? Come possiamo tirarci indietro da fare scudo attorno al simbolo della nostra Storia? Come possiamo dimenticare la culla dalla quale abbiamo mosso i primi passi, Spes, la nostra ultima speranza nei tempi più duri? È per questo che vi chiedo di considerare con attenzione le mie parole e di impegnarci con tutte le nostre forze per difendere il nostro passato, il nostro presente ed il nostro futuro." Il suo discorso, uno fra i tanti, era già stato sostituito dal seguente mentre Pedro riordinava le carte sparse disordinatamente sul suo banco, accompagnato dal vociare del suo gruppo che commentava l'intervento appena concluso. "Così sei anche tu con i maledetti falchi, eh?" chiese un conoscente, con un ghigno di scherno. "Non sono un falco, ma non per questo sono un avvoltoio" rispose, fulminandolo con lo sguardo.
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  11. Mi pare di aver capito che non c'è più la possibilità di affidare plot ad altre cittá per creare delle ambasciate, ci starebbe reintrodurre questa funzionalitá.
  12. Wiki

    Ora funge, grazie mille.
  13. - Nome della tribù: Ràpan - Zona di insediamento: Isola di Makuros - Organizzazione gerarchica: Monarchia Tribale I Ràpan erano organizzati in varie sottotribù sparse per l'isola di Makuros, facenti capo ad un unico re tribale che fungeva anche da sommo sacerdote nel culto totemistico degli antenati: una volta ogni stagione, i rappresentanti di ogni gruppo si riunivano in un concilio facente capo al monarca, durante il quale venivano versati i tributi dovuti e venivano discusse le questioni emerse nel tempo. Una casta di sacerdoti-saggi, il cui nome non è giunto fino a noi, si occupava delle questioni giuridiche, religiose e morali, oltre ad essere l'unica a saper leggere e scrivere in Den Rapanùl (la lingua usata dai Ràpan): ogni sottotribù aveva un tempio dedicato all'istruzione dei giovani sacerdoti e alla conservazione della conoscenza. Nella società Ràpan non esisteva una casta guerriera date le piccole dimensioni dell'isola e la grande coesione politica e sociale dei membri che ne facevano parte: probabilmente l'organizzazione in sottotribù unite politicamente risaliva all'insediamento umano dell'isola, in ogni caso, se mai ci fu una guerra tribale su Makuros, non ne restano tracce. La classe nobiliare non era molto diversa dai comuni cittadini, di fatto era composta unicamente dal monarca e dai capitribù: alla morte di uno di questi, il titolo veniva passato al parente del defunto ritenuto più meritevole dal concilio. Poiché la maggior parte della popolazione era imparentata con queste figure di potere, di fatto chiunque poteva entrare a far parte di questo gruppo, che aveva come unico privilegio la possibilità di partecipare alla vita politica o, nel caso del monarca, di guidarla. - Lingua e/o dialetto: Den Rapanùl (lingua dei Ràpan) Si sa ben poco della lingua dei Ràpan, visto che non ne rimangono testimonianze orali: il poco che si sa deriva da poche testimonianze scritte, lacunose e tuttora indecifrabili, sotto forma di glifi incisi su tavolette di legno o su i pochi monumenti religiosi realizzati in pietra. Questo sistema di scrittura era noto solo alla classe di sacerdoti-scribi, che lo usavano per funzioni religiose, giuridiche o per tenere conservare e tramandare le loro conoscenze ai posteri: non sembra coincidere con nessuno dei metodi di scrittura conosciuti fino ad ora, e ogni tentativo di comparazione con quelli più diffusi si è rivelato vano. L'unico scritto che è stato possibile comprendere è un piccolo frammento di un vaso, risalente probabilmente a successive migrazioni o a scambi commerciali con popoli più avanzati, su cui erano incisi tre glifi e la loro traslitterazione in Denai: proprio da questo frammento deriva il nome assegnato a questa popolazione, Ràpan. Ciò fa intuire che il sistema di glifi sia almeno in parte sillabico, tuttavia solo tre caratteri sono del tutto insufficienti a decifrare questo antico linguaggio. - Credenze e religione: Totemismo/Culto dei Superni La religione Ràpan era una complessa commistione tra culto dei Superni, diffuso tra tutto il genere umano, e una forma di totemismo che prevedeva l'adorazione di idoli, statue e monoliti in quanto personificazione degli antenati defunti: la gestione dei riti e delle festività era affidata alla classe religiosa, vera guida nelle questioni morali o che richiedessero la loro grande conoscenza. Per un certo periodo la tendenza di costruire statue per commemorare e onorare la memoria degli antenati assunse proporzioni gigantesche: a testimonianza di questo fatto rimangono ancora in piedi diversi grossi monoliti in andesite, detti Movàn, a foggia di volto umano. Questi volti, dalle sembianze simili alle popolazioni che tuttora abitano l'Aramain meridionale, confermano l'ipotesi secondo cui il popolo Ràpan sia giunto su Makuros partendo proprio da questo continente. Venivano realizzati scavandoli direttamente da cave di andesite ricavate alle pendici del vulcano al centro dell'isola principale, ed erano trasportati alla loro destinazione finale, di solito in riva al mare, usando dei tronchi come rulli: questa pratica ha portato all'effettivo disboscamento di parte di Makuros, probabile concausa della scomparsa dei Ràpan. Nel tempo gli agenti atmosferici hanno eroso molti di questi volti, dando prova dell'antichità di questi manufatti, mentre la presenza di alcuni monoliti quasi intatti indicherebbe una lunga durata temporale di questa pratica. I Movàn sono gli unici resti delle strutture religiose sull'isola, in quanto i templi erano realizzati unicamente in legno e non si sono conservati fino ai giorni nostri, se non in piccoli frammenti riccamente decorati. Per quanto riguarda il trattamento riservato ai defunti, la mancanza di tracce di cremazione o inumazione ha fatto ipotizzare che i cadaveri venissero gettati in mare dalle rupi rocciose dell'isola: ipotesi in parte confermata dal ritrovamento di depositi di ossa umane nei pressi delle coste. - Usi e costumi: La caccia, tipica di molte civiltà umane primitive, era resa impossibile su Makuros dalle piccole dimensioni dell'isola e dalla mancanza di grossa selvaggina: i Ràpan erano costretti a vivere unicamente di pesca e di forme molto rudimentali di agricoltura di sussistenza, favorita dal terreno vulcanico. Viste le ripide scogliere rocciose dell'isola, una pesca di tipo classico era impraticabile, ciò portò i Ràpan a sviluppare alcuni tipi di pesca a dir poco peculiari: tra i più diffusi vi erano la "pesca ragno" realizzata da pescatori assicurati alla cima della scogliera con delle funi e che pescavano sospesi nel vuoto, e la pericolosa "pesca gabbiano", realizzata tuffandosi in mare e gettando delle reti per catturare i pesci. Entrambi questi metodi sono stati scoperti analizzando dei bassorilievi realizzati sulle rocce in prossimità delle scogliere. La totalità degli edifici, compresi i templi religiosi e le abitazioni della classe nobiliare, era realizzata in legno e materiale vegetale, unica possibilità vista la mancanza di tecniche metallurgiche di qualsiasi tipo: ciò ha impedito il ritrovamento di strutture intatte, riducendo le prove a frammenti. Le uniche strutture realizzate in pietra erano i Movàn, monoliti raffiguranti gli antenati defunti, anch'essi in gran parte rovinati dall'incuria e dallo scorrere del tempo. - Eventuali prove archeologiche: Le prove archeologiche più concrete consistono degli imponenti Movàn, tuttavia sull'isola sono stati rivenuti un gran numero di resti di semplici strumenti in selce e pietra vulcanica isolana, oltre a frammenti lignei decorati facenti parte di antichi edifici: le armi sono scarse, data la natura pacifica e coesa della società Ràpan, e sono per lo più cerimoniali o dedicate alla caccia delle piccole prede disponibili sull'isola. Sia le armi che gli strumenti sono realizzati in pietra e legno o altri materiali simili, visto che la metallurgia non era conosciuta. Inoltre, vista la particolare forma di "sepoltura" usata da questo popolo, è possibile trovare piccoli depositi di ossa umane nei bassi fondali intorno alle rupi rocciose di Makuros.
  14. Wiki

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