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  1. “Signori, che notizie mi portate da Spes e dall’alveare?” chiese Volmark. “L’alveare rifiuta la nostra proposta di embargo verso la CUS, sono un popolo di mercanti e bloccare il commercio verso una confederazione così grande sarebbe un colpo più all’ economia del nether che non dei nostri nemici, tuttavia ci offrono una riduzione dei dazi o comunque privilegi nelle transazioni con loro e un appoggio militare in caso di necessità, abbiamo comunque da guadagnarci, non sfavoriranno i nostri nemici ma saremo comunque un passo avanti a loro…” Spiegò Aforèan in tono molto pacato. “Tu invece? che ha detto la delegazione Spesiana?” Chiese girandosi verso Erunir. “Mi stupisco, sono le medesime parole che mi ha riferito la delegazione spessiana, soltanto che la città in più può offrire: una flotta e l’università in cui è possibile condurre ricerche. Nemmeno loro sono disposti a scrivere un embargo nei confronti del CUS.” Lo scienziato guardò i compagni e abbassò lo sguardo sul foglio iniziando a scarabocchiare. “Abbiamo veramente bisogno dell’università? Preferisco avere merce fresca dal nether costantemente che non avere libri che ci dicono cosa possiamo o non possiamo fare” Sbuffò Aforèan. “Se per merce fresca intendi: da materiali a bestie del nether, bhè preferisco di gran lunga cavie viventi su cui condurre i miei esperimenti” Disse Erunir mentre il nel suo disegno si cominciava a individuare una forma molto idealizzata. “Signori, la situazione mi sembra cristallina, se siete d’accordo propongo di schierarci con l’alveare, a quanto capisco Erunir ha più interesse in materie fresche che non libri e Aforèan sembra eccitata all’idea di un cambio di equilibri” Tuonò Volmark, richiamando l’attenzione dei colleghi. “Mi sono unita a Tanatos per la libertà che essa offre, l’idea di aiutare una fazione a ottenere la propria indipendenza mi ricorda questo spirito, inoltre ho un interesse particolare su uno dei prodotti del nether, cosa che vorrei discutere poi in separata sede con te Erunir” Rispose prontamente Aforèan. “Certamente Aforèan, quando vuoi mi trovi in laboratorio” Ormai il disegno di Erunir era chiaro: “Provvedo subito a comunicare la nostra decisione all’alveare, signori, dichiaro conclusa questa seduta.” Rispose infine Volmark, congedando dai suoi uffici i propri colleghi.
  2. Erunir si trovava nel suo laboratorio e stava finendo di ultimare un esperimento, quando fu interrotto da Haruki che gli fece sbagliare il dosaggio e tutto il suo lavoro andó in fumo. -Haruki quante volte ti ho detto di non irrompere nel laboratorio?- Aveva un tono spazientito ma non aggressivo fra se e se pensó: "la prossima volta che ri acacde quel ragazzo diverrà la mia cavia" -Mi scusi dottor. Erunir le porto una lettera da Spes, è necessario convocare una riunione per parlarne- Erunir si porto una mano alle tempie massaggiandosele, aveva dedicato a quell'esperimento tutta la settimana ed era stato mandato in fumo probabilmente per una lettera dove si chiedevano spiegazioni sul furto della salma di Aralia, guardò il consigliere con gli occhi ormai colmi di rassegnazione. -problemi politici... sempre e solo problemi politici... come se a me interessasse fare esperimenti su esseri umani morti, maledetta sia la politica estera e la presunzione di chi non conosce i fatti ma ha la presunzione di accusare senza prove!- Lo sguardo dello scienziato cadeva sull'esperimento ormai fallito, violentemente con un gesto lo buttò via dal tavolo e si levò il grembiule con foga -sentiamo cosa mai ci dovrebbe dire di così urgente la cittadina di spes?! Tanto da ostacolare la mia scienza!- Buttó per terra anche il grembiule ed uscí dal laboratorio, appena fuori inizió frettolosamente a cercare volmark e Ambisart inizió ad urlare i loro nomi e appena tutti e tre i capi di stato e i consiglieri furono riuniti si pronunció -Qualunque cosa contenga questa lettera pretendo di essere il rappresentante della città e andare a parlare con spes di persona, e giuro sui superni che se in quella lettera compare il minimo accenno all'alveare avveleno l'intero condotto delle acque di spes e avveleno l'intera cittadina! A quella scena i poveri spettatori si guardarono, non avevano mai visto Erunir cosí arrabbiato, condividevano l'idea che se realmente venivano accusati di qualcosa per una volta che non c'entravano niente era ingiusto e offensivo, un pregiudizio non puó guidare una città, Volmark senza indulgiare oltre aprí la lettera e la lesse ad alta voce, come si temeva veniva nominato l'alveare, gli occhi caddero su erunir che per la rabbia tiró un calcio al tavolo, poi uno alla sedia e un terzo alla libreria, facendoli cadere a terra e creando caos nella stanza appena ripulita, passò qualche minuto, lo scienziato si calmò, si voltò e tutti i presenti lo guardarono allibiti, aveva un ghigno stampato in faccia segno di un assassino, a quel punto Ambisart si sentí in dovere di intervenire, la donna si avvicinò allo scienziato e gli tirò uno schiaffo -Erunir, si deve calmare, sappiamo tutti quanti quanto per lei la scienza sia importante, ma questo non la giustifica ad attuare una tale violenza in questo luogo ne verso Spes- Mentre pronunciava quelle parole Erunir si sentì indebolire e cadde a terra, Ambisart si avvicinó al tavolo, con l'aiuto degli altri lo sistemò e posó su questo una fiala di sonnifero vuota. -aspettiamo che si calmi e vediamo come reagirà, intanto vorrei discutere con voi di questa lettera, la scorsa settimana è giunta anche una lettera dall'alveare dove ci chiede di fare un attentato alla zecca spessiana, non so voi ma dalle parole di questa lettera comprendo che spes conosca i nostri piani e temo che sappia anche dell'attentato, avete idee su come sia possibile?- Volmark fece un sorrisetto e si alzó in piedi cominciando a spiegare la sua teoria: -ovviamente e logicamente esiste solo una risposta, esistono degli infiltrati all'interno dell'alveare, vi dirò di più ho dei sospetti su chi possa essere e ho delle ipotesi su chi sia il rapinatore della salma, non vorrei pregiuzi su quello che diró, so che a voi parrà palese la mia accusa ma vorrei che analizzaste con me oggettivamente i dati di fatto... ho il sospetto che dietro a tutto questo ci siano i denraki, erano sospetti poco prima dell'attentato, se questo fosse vero i nostri piani, in parte, andrebbero diversamente- Erunir iniziava a riprendersi e or mai si era calmato -scusatemi per la reazione di prima... è che trovo assurde tali accuse...- Ambisart si avvicinó a lui e lo aiutó ad alzarsi -stia tranquillo, ora va tutto bene, bisognerà andare a parlare con spes e con l'alveare, prima ha chiesto di potersi prestare come rappresentante, vorrebbe ancora?- -Si ma preferirei essere accompagnato da uno dei ministri, lei Anvil potrebbe farmi questo favore?- -certo dottor. Erunir- -Allora io mi recherò a parlare con l'alveare- Dopo le parole di Ambisart la riunione si sciolse e Erunir ed Anvil si diressero verso la nave per dirigersi verso spes, mentre Ambisart si dirigeva all'appuntamento con Ramone. Erunir quando giunse con Anvil a spes andarono a parlare con la delegazione spessiana: -Salve non ho ancora avuto modo di presentarmi sono lo scienziato Erunir e oggi sono accompagnato dal consigliere Anvil come rappresentati di Tanatos in seguito alla leggera da voi mandata, io personalmente sono a dir poco offeso delle accuse mosse da voi, anzi, le trovo illogiche dal momento in cui non eravamo nemmeno presenti durante l'attentato ma eravamo con il professore Lividain sulla sua nave, noi non abbiamo attuato nessun gesto contro Spes, quindi prima di lanciare pesanti accuse mi assicurerei che coloro che chiamate amici lo siano realmente e non andiate con il pregiudizio a giodicare, le dirò la città di Tanatos è comprensiva e non è adirata per la lettera, anzi siamo qui per proporle un accordo: Tenatos desidera favoritismi commerciali per le risorse del Nether e noi sosterremo spes contro l'alveare a patto che la città di spes mandi una missiva contro Denrak e il CUS, come ben sa, noi abbiamo l'esercito in assoluto più forte su tutto il piano, gli ex guerrieri dragoniani già usciti vittoriosi contro un esercito che era il doppio di loro ha subito pochissime perdite, cosa decidete di fare? Accettate la nostra proposta o decidete di soccombere all'alveare? Inoltre se accettate possiamo riferire delle informazioni molto interessanti sull'alveare che siamo riusciti ad ottenere.
  3. -oh che domanda diretta, quasi mi mette in imbarazzo ad ammetterlo, ma si, avendo solo un esemplare e non potendo farlo riprodurre ho preferito fare cosí, mi permetta di chiederle una cosa, lei ormai ha una certa età chi succederà in futuro ai suoi studi?-
  4. La stanza era molto calda, ma lo scienziato guardava con ammirazione quelle teche, si percepiva ovunque che quel luogo era destinato alla ricerca scientifica, in ogni stanza qualcosa lo faceva ricordare, si avvicinarono alla zona del contenimento del ghast, l'esemplare era piccolo e probabilmente non era completamente sviluppato, appariva un po goffo come se dovesse ancora imparare a volare per bene, i versi noti di quei esseri erano diventati dei piccoli muggiti e il dottore non potè resistere dal sorridere. -Ah il mistero più affascinante della scienza: la vita, non avevo mai potuto ammirare un cucciolo di questa specie... se le posso dare un consiglio analizzi prima le appendici e dopo il corpo centrale, è molto piú interessante, o almeno io ho svolto studi di tipo anatomici e mi sono appassionato ancora di piú cosí, lei che studi vorebbe portare avanti su questa specie?-
  5. -Professor Lividain... noi abbiamo poco tempo, a breve torneremo nella nostra cittadina, gradirei volentieri di poter fare un giro sulla sua nave e mi sento in dovere a causa del poco tempo di invitarla nel mio laboratorio, sicuramente non è paragonabile al suo, ma se vuole posso mostrarle la creatura e gli esperimenti attuati, a breve pubblicheró gli studi effettuati.- Erunir elegantemente si alzò e sistemó la sedia, si avvicinó alla porta ad aspettare che il professore e i compagni arrivassero
  6. -la ringrazio, faccia come se avessi accettato, scusi la schiettezza della domanda, prima non ho potuto fare a meno di ascoltare, su che tipo di cavie intende fare i suoi prossimi esperimenti?- Erunir si sedette difronte a Lividain comodamente, la nave parve come un luogo tranquillo ma dopo la precedente discussione tutto assumeva un tono inquietante se non per i due scienziati, Erunir non pareva disturbato dalla conversazione, anzi era a dir poco incuriosito e attendeva impazientemente una risposta
  7. -il suo invito mi lusinga, accetterei molto volentieri ma vorrei chiederle se possono seguirci i miei compagni( @jetwinner @Aphrodite2430)-
  8. Alla cerimonia erano presenti molte persone, Erunir temeva che qualcuno della sua vecchia cittadina potesse riconoscerlo, temeva il peggio, se lo avessero riconosciuto che poteva succedere? Lo avrebbero portato via? Lo avrebbero giustiziato come diceva la sua condanna? Lo scienziato scrutava la folla in cerca di qualche viso minaccioso, finchè non notó un uomo che pareva affrettato, quasi impaziente e si dirigeva proprio nella sua direzione, nella mente dello scienziato trasalí il dubbio: cosa voleva quell'uomo da lui? Fece un cenno a Volmark che essendo a conoscienza della situazione intese e si avvicinò allo scienziato tanatossiano spiegandogli che quell'uomo che si apprestava a venirgli incontro era semplicemente un suo collega di scienza, Erunir tiró un sospiro di sollievo. -Piacere dottor Lividain, è un onore fare la sua conoscenza, mi lasci presentare, sono Erunir Lightuch,mi occupo dei progetti scientifici nella libera città di Tanatos. Mi farebbe molto piacere discutere con lei di scienza, ma questo non mi pare un luogo opportuno, non mi sembra appropriato mancare di rispetto alla Protrettrice, se vuole in seguito alla cerimonia possiamo incontrarci da qualche parte, dove a lei piú aggrada, probabilmente conosce la città meglio del sottoscritto-
  9. Fase 1-Villa del Protettore Ore 00:00 Era appena scattata la mezzanotte, sembrava una nottata come tante nella tranquilla città di Spes e solo i rintocchi della grande torre dell'orologio rompevano il silenzio. Il cielo era denso di nuvole e si prevedevano forti pioggie e temporali per il giorno seguente, nessuna stella illuminava la notte se non un debole ed imbarazzato bagliore lunare che di tanto in tanto si infiltrava attraverso le fitte nubi. Come di consueto la villa del protettore era sorvegliata costantemente. Le vigili guardie seppur addestrate erano avezze alla pace e alla tranquillità. Ciò che stava per accadere avrebbe cancellato per sempre la quiete che li accompagnava durante i turni di guardia. Erano passati pochi secondi dalla mezzanotte quando una freccia infuocata atterrò sul tetto della villa del protettore incendiandolo. I Soldati non fecero in tempo nemmeno a realizzare da dove provenisse l'attacco che dalla montagna già stavano scendendo urlando una cinquantina di uomini pesantemente armati. In pochi istanti una guardia già correva a lanciare l'allarme in tutta Spes mentre le altre si divisero tra la villa per salvare il Protettore e il giardino per combattere gli assalitori. Fase 2 - Porto di Spes Ore 00:05 L'allarme risuonava a Spes e la maggior parte dei soldati correva verso ovest alla villa mentre una nave mercantile si facevo largo verso il molo del porto. Le guardie rimaste in posizione, già vigili e nervose con lo sguardo rivolto all'incendio nei pressi della villa che spezzava il buio di quella notte, inveirono furiose contro la piccola imbarcazione intimando al presunto mercante in coperta di identificarsi all'istante. L'uomo non parlava,il suo viso era illuminato dalla torcia che stringeva nella sua tremante mano sinistra e le guardie agitate e spazientite gli puntarono contro le proprie armi. La barca era ormai vicino al molo quando l'uomo lasciò cadere la torcia. Per un istante le guardie ebbero l'impressione di vedere una lacrima sgorgare dai suoi occhi e per un istante il tempo sembrava essersi fermato. In quel momento una tremenda esplosione scosse tutta la città gelando il sangue di tutti, sia delle guardie, sia degli assalitori scesi dalla montagna. La piccola imbarcazione mercantile era carica di esplosivo, l'uomo si era ucciso in una devastante detonazione portando con se le poche guardie rimaste al porto. Non passarono molti minuti prima che i soldati Spessiani rimasti nelle vicinanze giunsero a verificare l'accaduto. Fase 3 - Dietro la Torre dell'orologio Ore 00:00 Come da accordi i due gemelli Ethan ed Erysa di trovarono con il loro aggancio all'interno di Spes. Gli diedero come accordato 2000 zenar per corromperlo in cambio di due armature da guardie e la promessa di rispettare gli accordi presi in precedenza. Ore 00:07 - Entrata del Nether Da pochi secondi l'esplosione del porto aveva scosso tutti i presenti quando la guardia corrotta seguita dai due gemelli ordinò ai soldati presenti di correre con lui al porto, lasciando i discepoli di Erunir a sorvegliare la postazione. Ore 00:10 -Entrata del Nether Solo Ethan ed Erysa travestiti da guardie erano rimasti all'entrata del Nether, da li potevano vedere le fiamme ad ovest e al porto. La città era completamente nel caos. Appena dopo l'esplosione come pianificato lanciarono uno scudo nella voragine che portava nell'Inferno di fuoco e dopo alcuni interminabili secondi si azionarono i meccanismi di risalita dell'ascensore. Rimasero increduli quando videro riemergere dall'abisso Erunir e la sua squadra di bracconieri con quell'immensa creatura. Non avevano mai visto un fantasma del Nether dal vivo. In quel momento anche "il fantasma nero", il dirigibile color pece di Il capitano comparve sopra i tetti delle case di Spes. Tutti erano al loro posto, tutti sapevano cosa fare, in pochi minuti il fantasma del Nether e tutta la squadra venne portato a bordo tramite carrucole con cavi d'acciaio. "Il Fantasma Nero" prese il volo verso le montagne scomparendo in pochi secondi oscurato dal buio pesto di quella notte segnata dal sangue. Finale - Spes Ore 01:00 Dopo un ora dall'inizio dell'attacco gli incendi erano stati domati, gli assalitori provenienti dalle montagne erano quasi tutti morti e chi non lo era fu fatto prigioniero e per essere interrogato la mattina seguente. Fortunatamente il pronto intervento delle guardie salvò il Protettore senza che gli venisse arrecato alcun danno. Alle prime luci dell'alba i prigionieri furono trovati e interrogati. 10.000 zenar e 54 uomini. Questo fu il prezzo da pagare per il successo dell'"Operazione Fantasma Nero".
  10. Io sottoscritto Lightouch Erunir come scienziato e Doge della città di Tanatos, sottoscrivo il Patto di Non Belligeranza.
  11. Stava per arrivare la primavera a Thanatos e la costruzione della città proseguiva come al solito. Miker, come sempre durante la notte, stava passeggiando sul ponte della sua nave quando i suoi uomini avvistarono una piccola imbarcazione avvicinarsi al porto della città. Scescero sul ponte pochi uomini che erano li proprio per consegnargli una lettera diretta a lui. Nessuno conosceva il passato e la provenienza del capitano, era sempre stato molto riservato lasciando all'oscuro tutti. Miker visto il sigillo sulla lettera si affrettò ad aprirla e leggerla, sembrava agitato e nervoso, pochi dei suoi uomini più fidati notarono qualcosa nei suoi occhi che mai avevano visto prima, aveva forse anche lui un lato umano? Finito di leggere Miker stracciò la lettera e la gettò in un focolare li vicino. Ordinò che gli fossero portate carta e penna e scrisse poche parole ma molto chiare: "Devo andare. Non ci rivedremo mai più.". Subito mandò uno dei suoi a recapitare il messaggio a Volmark ed Erunir salendo nel frattempo sulla piccola imbarcazione. Entro pochi minuti Miker era sparito all'orizzonte, senza dire nulla, senza dare spiegazioni, nemmeno il suo equipaggio capì che cosa era successo e che cosa ci fosse scritto su quella lettera. Sapevano solo provenisse dalla terra natale di Miker. Nei giorni seguenti non si parlò d'altro a thanatos, qualcuno pensava fosse impazzito, altri chiacchieravano su una sua possibile fuga per paura, altri ancora lo lessero come un segno di debolezza. Si sa, alle persone piace parlare anche quando non conoscono i fatti e le motivazioni, Miker lo sapeva ma non dava importanza alla reputazione che lasciava sul suo cammino, lui guardava avanti verso un nuovo orizzonte consapevole di se stesso e distaccato dal mondo che si lasciava alle spalle.
  12. Nome: Tanatos Nazione: Terre del Tanatos Provincia: 89 Governo: Triumvirato Cittadini: -Zero_mike (Capo anche in game) -tommygun011 -alex_rog -Lagak -Krastykrab1 -mollosky123 GDR: Quel giorno il destino di molte persone si sarebbero incrociati, tutti cercavano una nuova casa, un posto sicuro, il luogo sarebbe stato su una spiaggia vicino jalkos, il primo ad arrivare fu il re di dragonia Volkmar, cercava una nuova patria per i suoi cittadini ormai in fuga a causa della malattia che si dilaniava nella cittadina, si accampò sulla spiaggia accese un fuoco insieme alle sue guardie e mentrte consumavano il loro pasto furono interrotti da una nave, la nave portava tre persone carichi di scartoffie: lo scienziato Erunir e i suoi due assistenti (non che gemelli) Erysa ed Ethan Kras. Videro il gruppetto ed approdarono sulla medesima spiaggia, indossavano divise diverse da quello di Ascalon quindi non temevano di essere arrestati, anzi sembravano proprio le divise degli avversari della guerra avvenuta ormai anni orsono, lo scienziato si avvicinò e iniziò ad intraprendere una conversazione. Mentre la conversazione procedeva ormai al meglio si intravidero sbucare nel cielo delle mongolfiere, si era arrivato anche il capitano pirata delle mongolfiere: Miker, Abbassarono le mongolfiere e si unirono al gruppetto, iniziarono a mangiare assieme e notarono che erano tutti e tre alla ricerca della medesima cosa: una città, erano abbastanza per ambire a tal progetto ma non finirono di accordarsi che lo scienziato si alò in piedi urlando: -Lui! È perfetto! Non ho mai visto tale bellezza, è geniale e spettacolare!- Tutti lo guardarono attonito, okay si era capito che era un folle, la figura di Fafnir li raggiunse e lo scienziato iniziò ad ammirarlo ed esclamò, gli pose molte domande e anche Fafnir intendeva cercare una nuova casa, ormai era deciso la città di Erebor saprebbe sorta quel giorno.
  13. -Signor Lightouch Erunir, lei è incriminato per una condotta immorale all'interno della città di Ascalon, ha condotto esperimenti su animali, bacreauntu e esseri umani. È condannato alla pena di morte che verrà eseguita domani mattina al sorgere del solo. L'udienza è conclusa potete andare.- Due guardie si avvicinarono e Erunir e lo ammanettarono, lo scienziato con il capo chino venne scortato fino a casa sua,gli era stato permesso di passare i suoi ultimi momenti di vita nella sua dimora per riflettere con più tranquilità sulle sue azioni e sulla sua morale considerata poco lecita. -Possibile che io sia condannato per questo? La scienza non può perseguire una morale, può solo cercare e scoprire, se non fosse per noi scienziati non saremmo mai andati avanti, io aspiro a creare un guerriero invincibile, possibile che non capiscano il suo potenziale in guerra? O le spedizioni ch può eseguire senza condannare altri innocenti? Non posso accettare che il mio lavoro diventi vano, sono sempre più sicuro di essere vicino alla soluzione e di creare la specie perfetta- Un rumore appena percettibile interruppe i pensieri di Erunir, si avvicinò alla finestra e intravise il suoi assistenti: Ethan e Erysa, Silenziosamente aprirono la finestra e gli consegnarono una corda, lo scienziato non ci pensò due volte, aprì il passaggio segreto per il suo laboratorio, prese un cadavere con un viso che gli assomigliava molto, durante il processo alcuni pensarono che fosse un clone la realtà era ben diversa, era un innocente morto pochi giorni prima di un'infezione, gli somigliava terribilmente e li per li chiunque non fosse stato un esperto di autopsia non si sarebbe mai reso conto che il cadavere era morto da più tempo, lo appese ad una trave, prese tutti i suoi appunti e le ricerche e si calò giù dalla finestra con i due gemelli che lo attendevano, la barca era già pronta. Salirono levarono gli ormeggi e salparono, erano partiti da una decina di minuti quando sentirono l'allarme cittadino azionarsi, si levò il caos nella città squadroni su squadroni di guardie uscirono a perlustrare la città, ma i tre fuggiaschi avevano già abbandonato la nave sulla spiaggia e si erano rifugiati del bosco. Per quella notte si accamparono, si addormentarono a coppia lasciando a turno qualcuno a sorvegliare, ma non ci furono problemi, nella foresta erano diventati un ago in un paiaio e non li scovarono, la mattina si svegliarono e ripresero velocemente il cammino, arrivarono a spes, si nascosero in una locanda in attesa che Kras arrivasse con buone notizie che aveva trovato un mezzo di trasporto, arrivò qualche ora dopo, ormai era mezzogiorno, aveva ottenuto una barca in cambio di 1000 zenar, si diressero verso est.
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