xTioZ

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    Arciduca del Jandùr
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  1. Scorri i Warp inserendo dopo il comando il numero della pagina (ES: "/warp 2" oppure "/warp 3")
  2. Ragazzi, non so se qualcuno di voi è nella mia stessa situazione, ma per il 31 (causa "Halloween") non potrò partecipare al multy, scusatemi per il disagio.
  3. Sinceramente anch'io inizialmente ho avuto dubbi su questa notazione, ma dai un'occhiata qui. Nonostante la definizione corretta sia quella che hai dato tu, su Stellaris viene utilizzato il termine Star System per indicare un sistema di pianeti, asteroidi o corpi celesti in generale che orbitano una stella (o un buco nero nel caso limite). L'ambiguità esiste di per sè in gioco, e secondo me è meglio utilizzare Sistema Planetario, più chiaro e corretto. In caso optassimo per sistema stellare, che per me va anche bene (anzi, forse rende più intuibile il concetto che ci sta dietro), è doveroso specificarne la corretta accezione del termine attraverso una disambiguazione.
  4. Stellaris

    Anch'io sono pronto a dare il mio contributo. Non assicuro una presenza assidua, ma ci sono.
  5. Non ho il save dell'host, ma posso passarti il mio: link No, la Francia è ancora tua, Impesio l'ha detto anche espressamente ieri sera.
  6. Ragazzi, la Francia non ci potrà essere domani e bisognare trovarle un sub. PS: Parlo a nome di bacca perchè non riesce a loggare sul forum.
  7. Condivido, con l'aggiunta di giovedì come giorno proibito Almeno per me.
  8. A Sua Maestà l'Imperatore del Sacro Romano Impero e Arciduca d'Austria, Noi non viviamo nel rimorso e nella menzogna, ci teniamo che Voi lo sappiate. Il Duca potrebbe sembrare impulsivo e incalcolatore talvolta, ma proprio in virtù del passato di collaborazione che ci ha legato finora, ha aggravato la sua reazione. È arrivata così, improvvisamente, senza possibilità di replica. Come ci si dovrebbe sentire? La pace e l'equilibrio sono gli interessi primari del Duca, e mai si permetterebbe di violare la libertà di alcun popolo senza che questa venga invocata o fortemente voluta. Voi ricordate i patti tra le due nostre nazioni, noi ricordiamo di averli sempre rispettati e mai esserci spinti oltre. Solo questo dovrebbe bastare per farVi giungere la buona fede delle nostre azioni, ed è sulla base di questa che desideriamo ristabilire le nostre relazioni. Il Duca porge pubblicamente le sue scuse a Sua Maestà l'Imperatore se il linguaggio utilizzato nelle precedenti missive ha arrecato offesa. Ripropone le giuste intenzioni e riafferma la sovranità dei Paesi Bassi col Vostro benestare. In una missiva avete lamentato la nostra indisponibilità nell'unirci alle guerre contro l'invasore turco. Ebbene, ci scusiamo anche di questo, e il Duca è pronto a giurare all'Imperatore che finchè vivrà, semmai l'Austria decidesse di intraprendere azioni belliche contro l'invasore ateo, metterà a disposizione incondizionamente l'intero apparato bellico a sostegno e difesa dell'Europa, per un intervento attivo e concreto. Da parte nostra siamo intenzionati dunque a rispettare il Diktat e da una parte non possiamo essere che felici di un Imperatore che si dimostra sì abile e forte nell'affrontare tali situazioni, anche se nei nostri confronti. Chiediamo con umiltà che da ora in poi tale prontezza venga orientata laddove ce ne sia realmente bisogno, perchè i veri nemici dell'Europa sono alle porte. Questa è la nostra intuizione, ma speriamo che possiate realizzare anche voi al più presto la validità delle nostre paure. Promettiamo l'impegno nel mantenere la Buona Diplomazia, ma chiediamo di essere avvertiti in anticipo la prossima volta di tali provvedimenti e con un margine di dialogo. Grazie ancora per l'attenzione. Con la speranza di un Europa non oscurata dall'Oriente, Louis-Joseph de Dyos, Cancelliere del Ducato di Borgogna.
  9. "Un Re che non si comporta da tale umiliando un'altro Re, non e' degno di essere chiamato Re." La nostra arretratezza non ci consente di non interpretare tali affermazioni alla lettera. Il nostro sovrano non è un Re, ma un Duca, e quel periodo perde senso. Il sovrano danese da oggi noto con diversi alias, tra cui ruba-corone da voi appigliato o, come lo chiamano alcuni popoli del nord, capotribù Wittelsbach, ha motivi storici per fare quello che ha fatto. Parlate di de jure, ma quando mai la Crime v'è appertenuta? E quando l'intera Grecia e le isole ioniche? La verità è che il vostro diritto si basa su un espansione che non ha avuto precedenti nel corso della storia. Non mi ripeterò sul Danelaw. Quella è una zona che de jure appartiene alla Danimarca e che abbia deciso di riconquistarla appartiene ai loro affari. Per quel che gli concerne ha più diritto delle vostre conquiste, essendo territori già appartenuti ai danesi PRIMA ANCORA che nascesse l'Inghilterra. Questo dev'essere chiaro. I nostri futuri propositi non sono cambiati, ma rimangono quelli che avevamo definito anni or sono. Le coste normanne riteniamo siano competenza dei francesi che ne hanno di certo più diritto. Altresì non intendiamo spingerci nell'Impero oltre la nostra area di competenza, e dei nostri buoni propositi in merito lo abbiamo ben dimostrato a Sua Maestà l'Imperatore non spingendoci oltre a quanto pattuito e riuscendo a risolvere la prima coalizione con le parole. Sì, se ci permettete, la Buona Diplomazia è proprio risolvere una guerra imminente che sarebbe scoppiata pochi mesi dopo. Kent rappresenta solo una garanzia, perchè di rilevante ha solo la vicinanza con la capitale. Quando l'Inghilterra si sarà restabilita, saremo pronti da parte nostra a restituire quello che voi ritenete ingiusto. E se avete ancora intenzione di dubitare della nostra buona fede, vi preghiamo di interrompere subito il nostro scambio di missive. Personalmente non giungeremo ad accordi per rispettare il volere del Papa, e questo è l'unico vero diktat che tutti i cattolici dovrebbero rispettare. Noi rimaniamo aperti al dialogo, ma non abbiamo ancora ricevuto confutazioni solide a quanto affermato da noi in precedenza, in alcun punto. Fino ad allora, rimarremo indignati e affranti da questo spiacevole evolversi degli eventi, perchè da parte nostra speravamo davvero in un'apertura meno disastrosa con l'Oriente. In fede, Louis-Joseph de Dyos, Cancelliere del Ducato di Borgogna. PS: 3 Province sulla madrepatria sono rientrate nel warscore. Cornovaglia e Galles sono state vassallizzate in seguito. È giusto che qualcuno parli, ma non gli ottomani di certo. La stessa ragione per cui non invierei mai diktat ai Ming dicendogli di lasciar perdere le rivendicazioni in Tibet. Per cose del genere sarebbe stato preferibile un dialogo, non un imposizione la sera prima del multy. Non sono cose che si possono risolvere in dieci minuti.
  10. Avete ragione. La Borgogna e quella rubacorone della Danimarca oltre ad essere barbare sono anche avide. Ma avete detto bene. Solo Austria e Polonia sono intervenute in difesa di Venezia. Castiglia? Non è intervenuta. Portogallo? Non è intervenuto. Aragona? Non è intervenuta. Francia? Non è intervenuta. Provenza? Non è intervenuta. Bretoni? Non sono intervenuti. Inghilterra? Non è intervenuta. Scozia? Non è intervenuta. Leinster? Non è intervenuta. Lorena? Non è intervenuta. Brandenburgo? Non è intervenuto. L'Hansa? Non è intervenuta. Luneburg? Non è intervenuto. Munster? Non è intervenuto. Cleves? Non è intervenuto. Uthrecht? Non è intervenuta. Bruswick? Non è intervenuto. Trier? Non è intervenuto. Cologno? Non è intervenuto. L'Alsazia? Non è intervenuta. Baden? Non è intervenuta. Ravensburg? Non è intervenuta. Norimberga? Non è intervenuta.Asburgo? Non è intervenuta. Salisburgo? Non è intervenuta (Ah no, scusate. L'avevate appena invasa). Ansbach? Non è intervenuta. Baviera? Non è intervenuta. Boemia? Non è intervenuta. Anhalt? Non è intervenuta. Pomerania? Non è intervenuta. Il Palatinato? Non è intervenuto. Svizzera? Non è intervenuta. Savoia? Non è intervenuta. Milano? Non è intervenuta. Toscana? Non è intervenuta. Mantova? Non è intervenuta. Ferrara? Non è intervenuta. Papato? Non è intervenuto (Ehm...). Sassonia? Non è intervenuta. Hesse? Non è intervenuta. Nassau? Non è intervenuta. Francoforte? Non è intervenuta. Teutonici? Non sono intervenuti. Livoni? Non sono intervenuti. Riga? Avrebbe fatto la differenza. Stando alle Vostre parole, allora l'intera Europa è avida per il sol fatto di non essere intervenuta in guerra? E Voi, Imperatore? Incoronato dunque da elettori avidi e da un Papa che lancia crociate senza intervenire? No, non è questo e lo sapete bene. Anche le cose fossero andate così, un conto è l'indifferenza, ma l'altro è schierarsi apertamente con un nemico dell'Europa. Il Doge è ben al corrente di quanto siano intrecciate le nostre due nazioni, e mai si permetterebbe (da diretto interessato) a riferirsi a noi con tal disdegno. Venezia ha perso. Non di certo per colpa Vostra, ma per l'aggressività di un Ottomano che state ora assecondando. Sono cinquant'anni che il Ducato soffre e tenta di sopravvivere anche alle condizioni che Voi stesso avete imposto, e fin'ora nulla ha migliorato la situazione, anzi. C'è una ragione se l'unica grande guerra che abbiamo potuto sostenere è quella contro gli inglesi, e non cerchi di sviare il nocciolo della questione. Non avete confutato nulla della nostra precedente missiva, e possiamo solo dedurre un'incalzante e sconcertante verità in quelle che prima credevamo e speravamo essere soltanto voci. La Cancelleria non accetterà altre risposte del genere, Louis-Joseph de Dyos, Cancelliere del Ducato di Borgogna.
  11. In risposta al Diktat Ottomano-Austriaco, Con sommo rammarico il Nostro Duca apprende la notizia di tale diktat. "Barbari" è questa l'immagine di noi che risulta dalle vostre parole e chiediamo quindi all'illuminatissima, illustrissima e civilizzatissima sovranità ottomana se le azioni diplomatiche a senso unico possano essere davvero considerate diplomazia. Sì, perchè qui si parla di Buona Diplomazia, equilibrio di poteri, imperi storicamente rivali che si uniscono per un unico scopo. Tutti nobili ideali, per carità, ma se le modalità non rispettano il fine, Lo Barbaro Ducato di Borgogna, si riserva tutto il diritto di rimanerne inorridito. Sulla Buona Diplomazia, Grande, grandissimo ideale. Mantiene la pace più dell'equilibrio di potenze in realtà, e perciò Vi chiedo quale sia il Vostro concetto di Diplomazia. In circostanze normali, la nostra Cancelleria è abituata a trattare sui termini e discutere le proposte. La Vostra imposizione oltre ad essere inequa e insensata (saremo più chiari in seguito), non può essere minimamente definita azione diplomatica, quanto abuso tirannico della parola e della disparità di forze. È un termine più appropriato, no? Ma il Duca è magnanimo e conosce le difficoltà linguistiche di una lingua d'origine latina, e si avvale della facoltà di trasformare la parola "Diktat" in "Avviso" presumendo un errore d'interpretazione. Apre molte più discussioni da un punto di vista diplomatico e ci permette di non replicare invano, perchè questi son tempi di difficoltà economiche anche per Noi e carta e inchiostro costano. ~ Sull'Equilibrio di Poteri, "Cos'è che porta un popolo arabo all'interesse negli affari europei?" Questa è la domanda che abbiamo rivolto ad un gruppo di nostri funzionari. "Ah, ovvio: i turchi sono alle porte!" Questa è la risposta che tutti hanno dato. E alla successiva abbiamo riscosso ancora più coesione: "E come ci sono arrivati?". Tutti, dopo una breve riflessione d'un paio d'ore, hanno osato pensare che l'illuminato popolo turco abbia sottomesso i popoli vicini con la forza. Come se non bastasse, hanno presentato alcune carte a loro sostegno contenenti i dati della corrente situazione militare turca: osavano parlare di un'immensa flotta da guerra e di schiere di uomini tanto consistenti da essere eguagliate soltanto da Francia e Austra messe insieme. Ma stiamo parlando dei pacifici ottomani interessati all'equilibrio di poteri? No, non è possibile che stiano dicendo il vero. Dovrebbero essere bruciati vivi assieme ai loro sporchi documenti. Il Duca ha ordinato che gli fossero immediatamente tagliate non le gole, non le lingue, ma addirittura capelli e barba (servizio completo per l'amministrazione!). Durante il tredicesimo secolo, è stata un'abile politica matrimoniale a portare gli antenati del Nostro Duca fino in Olanda, non la guerra, questo lo sappiamo benissimo. Come sappiamo benissimo che Costantinopoli, ultimo baluardo della Cristianità, abbia aperto le possenti Mura di Teodosio ai pacifici mussulmani turchi; che le genti della Bessarabia abbiano sentito spontaneamente il bisogno di abbracciare una cultura straniera e una religione atea; che comunità di musulmani indipendenti abbiano deciso abbracciare da sè la causa ottomana autoprivandosi della capacità di autodeterminazione; che la penetrazione del Medio Oriente e fino al Corno d'Africa perpetrata da Ottomani e Mamelucchi (assecondati dai primi) non sia stata tirannica e assolutamente non opprensiva, tanto elegante quanto una notte nei nostri bordelli (certo che dev'essere uno spasso praticare il vostro pacifismo in Oriente, e comincio ad apprezzare il vostro concetto di Equilibrio di Poteri); l'attuale guerra per l'annessione di Trebisonda (emigrata addirittura in Crimea per sfuggire all'invasione) è in realtà una bugia bella e buona; l'annichilimento dello Stato da Màr veneziano, una Repubblica del tutto votata al commercio libero tra i popoli (l'invasione, come direste voi, a fini commerciali, a nostro modesto parere porterebbe solo ricchezza e prosperità in quelle terre) che avrebbe voluto evitare di difendersi per ben due volte dallo stesso invasore dopo la prima umiliante sconfitta sui mari; Di questo nessuno ha parlato? Di certo non lo farebbe Borgogna ma per ovvi motivi di lontananza geografica. Ma a proposito di questo, qualcuno l'ha fatto... ~ Sull'Unione all'unisono di due Imperi, "Sua Maestà l'Imperatore garantisce la Serenissima Repubblica di Venezia da ogni attacco infedele. - 11 Novembre 1444""Sua Maestà l'Imperatore è sconcertato dalle parole del Sultano, difendere ? volete passare per la vittima caro Sultano? , mi sembra che siete voi l'aggressore per conquistare terre sotto la protezione di Venezia, terre che non parlano arabo o si chinano verso la mecca per pregare. [...] ma l'Impero è forte e l'Imperatore determinato a respingere lo nemico eretico - Termine della Seconda Guerra turco-veneziana (1470 circa)"Abbiamo voluto inaugurare questa sessione con i due estratti riportati a rappresentanza del lungo rito di corteggiamento d'austriaci e turchi. Non abbiamo nulla contro il vicino Arciduca, ma non possiamo tollerare che nel giro di 20 anni vengano messi da parte secoli di astio mai risolto. Non possiamo tollerare che di un tale repentino cambio di rotta non si abbiano avuto accenni in diplomazia pubblica, che ha fatto impallidire l'Europa intera. Prima e Seconda Guerra turco-veneziana, Sua Maestà l'Imperatore non ha potuto/non ha fatto in modo di impedire che un infedele attaccasse la Repubblica, che di certo non ha dimostrato misericordia nei confronti della Serenissima. Com'è pacifico ciò! Prima Guerra tedesco-polacca, un conflitto da cui i turchi sarebbero dovuti tenersi fuori, o quantomeno, se siete portavoci di ideali così grandi di pace ed equilibrio, avrebbero dovuto schierarvi a fianco di Polonia e Austria, non trovate? E invece? Ovviamente vi siete uniti al conflitto dalla parte degli attaccanti e ci avete anche guadagnato territori di cultura e religione a voi del tutto straniere. Certo che ci si aspetterebbe ciò dai paladini della pace europea. Avete avuto modo di incrociare più volte le armi con gli austriaci, e sono sicuro che un paio di province su una remota isola britannica, in cui nè gli austriaci, nè voi ottomani, nutrite interessi concreti, non possano unire due Imperi così grandi. L'Austria stessa, a proposito, poco prima che la guerra iniziasse aveva un'alleanza con gli inglesi. Era ben a conoscenza delle conseguenze che la nostra offensiva avrebbe portato e avevamo anche stipulato alcuni accordi per il dopoguerra, che presumiamo siano andati in fumo. È inutile dire che avrebbe potuto evitare quella che voi definite invasione semplicemente mantenendo l'alleanza. ~ Sulla Questione Inglese, Quella che voi definite aggressione della corona inglese, è in realtà più legale e concreta di quanto lo siate stati voi in qualsiasi vostra guerra, a cominciare dall'impatto commerciale di tale provvedimento. Sin da quando abbiamo innalzato i nostri vessilli sul nostro sacro suolo, gli inglesi si sono dimostrati sempre dannosi per i nostri commerci. Il culmine lo ha raggiunto l'embargo nei nostri confronti, a cui non abbiamo potuto rispondere in modo diverso, che ha danneggiato irreparabilmente la nostra economia e i nostri rapporti. Vi rimando a tal proposito alla fondazione della Lega Marittima del Nord (ora Lega Atlantica) con il Trattato di Nevers del 1444: Si avvisano le potenze occidentali che in data odierna il Gran Consiglio della Lega Marittima del Nord ha deciso di introdurre lo strumento bellico per proteggere gli interessi commerciali ed economici della Lega. Tale atto non si propone di sostituire assolutamente il canale diplomatico, mezzo principale attraverso cui i membri agiranno [...].E con grande delusione rammento a proposito che siamo stati "costretti" all'uso della forza. Nonostante le nostre pretese, prima ancora sui legittimi territori di Calais, non abbiamo ricevuto che rifiuti da parte dell'Inghilterra, senza mezzi termini. La Borgogna, desiderosa di trattare per raggiungere i propri obiettivi, si viene negata quella strada e allo stesso tempo danneggiata dall'embargo inglese. Cosa doveva fare? Sono trattati risalenti a cinquant'anni fa e ci siamo presi la premura di informare tutti coloro che ne fossero interessati. Se qualcosa non andava, se il trattato entrava in conflitto con l'inesistente diritto internazionale, chiunque poteva benissimo opporsi all'entrata in vigore di tale punto. Danelaw, questo dice nulla? Beh, non dovrebbe in realtà. Le pretese danesi sull'isola britannica sono ben più antiche della vostra nazione. Persino più antiche dell'Inghilterra stessa. Non sono semplici rivendicazioni territoriali quelle del ruba-corone. Anche se la mettiamo in questo senso soltanto, l'invasione delle isole britanniche risulterebbe sempre più giustificata della vostra meno sconclusionata acquisizione territoriale. Cornovaglia e Galles poi. Qual è la legittimità dell'Inghilterra su quelle terre? Non è mica la protetettrice delle isole britanniche. Con irlandesi e scozzesi, si tratta di popoli che hanno sempre rifiutato la supremazia inglese e che solo recentemente sono stati costretti a subire la dominazione inglese con la forza. Ricordiamo si tratta di territori che non sono stati portati con la forza sotto l'influenza danese. Sono popoli che una volta liberati dal loro oppressore hanno deciso di schierarsi con la Danimarca per non ricadere in mani inglesi. Che poi, con quali premesse ritenete che la cessione di questi territori possa agevolare l'attuale situazione inglese? La guerra è stata devastante per entrambe le fazioni, tanto che i disagi economici e politici ancora ci tartassano. Persino la prospettiva di ritornare ad uno status quo disgusta la moltitudine qui a corte perchè si renderebbero vane migliaia di morti che hanno lottato per qualcosa in cui credevano. Ma i nostri funzionari ci avvertono che l'Inghilterra è in balia di una crisi economica senza precedenti e che potrebbe persino portare al collasso della nazione. Quindi vi chiedo: dobbiamo davvero fare in modo che tali province vivano la crisi di una nazione in decadenza? Chi è il folle che manderebbe il proprio popolo a patire la fame perchè un sultano in Asia ha deciso di interessarsi (nel modo sbagliato) a questioni a cui non dovrebbe? Se è l'equilibrio che cercate, vi chiediamo sul serio di rivalutare le vostre considerazioni. Per quanto ci dolga, l'Inghilterra non si avvia in un periodo di decadenza, ma ci è già. L'equilibrio è già destabilizzato. Indebolire noi, e non migliorare gli inglesi, significherebbe accentuare la disuguaglianza di poteri in Europa. E voi non lo volete se le vostre vere intenzioni sono quelle che avete specificato? O forse abbiamo omesso qualcosa, caro sultano? ~ All'Imperatore del Sacro Romano Impero, La collaborazione del nostro passato ci impedisce di guardarVi sotto l'ombra di un nemico che oscura tutta la Vostra magnificenza. Ed è in un ultimo appello che ci volgiamo a Voi nella speranza che queste parole possano farVi tornare sulla retta via. Imperatore lo si è per volere del popolo (gli elettori) e del Papa. Non pretendo di ricordarvelo, perchè lo sapete molto bene: "A tutti gli stati europei, l'aggressione per mano ottomana alla Serenissima deve essere portata al termine per evitare ripercussione future. Inoltre, vorrei chiedere di evitare di interagire con potenze islamiche in modo da non aggravare una situazione piuttosto instabile e non creare tensione e ostilità per la prevenzione di noi tutti. - 23 Giugno 1471, Papa Giulio II"Sono parole di appena qualche decennio fa. Vi diremo, caro Imperatore. Come possiamo chiamare un uomo che oltre a tradire le parole di Sua Santità scende a patti con un nemico storico non solo della Cristianità ma dell'Europa stessa? Non di certo Imperatore, ed è questo che ci dispiace. Gli Ottomani sono alle porte, e solo qualche nazione non indipendente (Ungheria e Bosnia) li separano dal cuore dell'Europa. Combattendo la Vostra stessa gente a fianco di uno straniero, come Vi farebbe sentire? Sollevato, soddisfatto? E una volta raggiunto l'agognato status quo e l'Europa tornerà ad essere divisa, chi garantirà Vienna? L'Europa che avete tradito o lo straniero che non tarderà ad incrociare l'armi come ha fatto già in passato? Per rispetto di Sua Santità non scenderemo a patti con un invasore eretico, ma con Voi sì, è un nostro dovere morale. Vi chiediamo di riallacciare i nostri rapporti, di non chinarsi allo straniero e impedire che l'Europa s'inginocchi ai turchi. Fiduciosi che le potenze occidentali sappiano riconoscere il vero nemico, Louis-Joseph de Dyos, Cancelliere del Ducato di Borgogna, Brandon Harvey Van Der Meer, Portavoce Ufficiale della Lega Atlantica.
  12. Trattato di Lisbona (14 Dicembre 1474) A tutte le potenze occidentali, È con immenso onore che il sottoscritto, Brandon Harvey Van Der Meer d’Olanda, Portavoce ufficiale della Lega Marittima del Nord, annuncia l’adesione del Regno di Portogallo alla Nostra fiorente associazione, concretizzando un passato di reciproca collaborazione che ha visto progressivamente convergere le politiche di sua maestà Alfonso V de Avis, il duca Charles I di Borgogna e il sovrano di Danimarca Cristopher III von Wittelsbach. La promessa che compiamo al giorno d’oggi, agli occhi del Creatore e dei nostri popoli, va oltre la collaborazione commerciale e il libero scambio, che tra i Paesi aderenti alla Lega vige oggi come vigerà sempre. Abbiamo recentemente appreso dei fieri esploratori portoghesi che sin son spinti al di là delle acque precluse all’uomo dalle divinità antiche. Ci informano di territori ampi quanto i nostri, ma incontaminati, e il continente ch’oggi noi chiamiamo Europa, sarà noto come il Vecchio, in funzione del Nuovo. Le future tratte marittime tra i due continenti avranno bisogno di essere tutelate, finchè il commercio grondi di prosperità e ricchezze che altrimenti si consumerebbero nell'avidità dei sovrani ingiusti. Quella ch’era nota col nome di Lega Marittima del Nord, sarà oggi chiamata Lega Atlantica. La responsabilità dei Nostri velieri, da ora in poi, verrà ampiamente estesa al consolidamento, pattugliamento, dominio e protezione dei mari e degli oceani al di sotto della Nostra giurisdizione in un rapporto di reciproca intesa per la salvaguardia della libertà delle acque internazionali. Attualmente la giurisdizione è estesa dalle fredde pianure islandesi, alle acque glaciali del Mar Bianco, alle coste equatoriali d’Africa finora conosciute, fino alle terre del nuovo continente. Ogni imbarcazione sorpresa a praticare rotte non consentite senza i dovuti permessi, subirà le sanzioni che il Codice della Lega comporta e che i membri si premureranno di mettere in atto. La struttura amministrativa è inoltre così alterata: Il Gran Consiglio dei Mari viene espanso con una terza figura, il sovrano portoghese Alfonso V de Avis, che avrà potere decisionale al pari degli altri due sovrani della Lega.Il Consiglio dei Mari sarà esteso a sei consiglieri portoghesi, che si aggiungeranno a quelli preesistenti con medesime funzioni consultive.Portavoce Ufficiale, Brandon Harvey Van Der Meer, Sottoscritto da, Duca Charles I di Borgogna, Sovrano Cristopher III di Danimarca, Sovrano Alfonso V de Avis di Portogalle
  13. Mmh.. Sai che se trovo il tempo e la voglia posso farci un pensierino come qualche sessione fa?
  14. Al Consiglio di Reggenza Imperiale e a tutte le sovranità d'Europa, Con sommo rammarico in data odierna, il sottoscritto Louis-Joseph de Dyos, per volere del Duca Charles di Borgogna, si appella al buon senso delle nazioni europee, con particolare riguardo alla Corte Imperiale Austriaca. Come se gli stati membri confinanti del Sacro Romano Impero fossero in mano a sovrani incapaci d'intendere e di volere, apprendiamo della sconsiderata coalizione che minaccia la nostra sovranità in questo buio decennio, nonostante la stipulazione di accordi che non abbiamo violato e che non siamo intenzionati a violare. A sua maestà l'Imperatore, imploriamo perdono se le nostre acquisizioni territoriali sono state attuate tramite tramite la violenza, ma posso assicurarle che le popolazioni locali hanno acclamato a gran voce il nostro intervento. Sicchè i Paesi Bassi vengano ora riuniti, solo il vescovato di Uthrect dovrà aprirci le proprie porte. Chiediamo inoltre che si metta un freno alla sproporzionata ostilità che i nostri fratelli germanici nutrono nei nostri confronti, con la garanzia di un intervento (qualora fosse necessario) per scongiurare un attentato agli accordi e alla diplomazia che ha coinvolto in primis proprio le nostre due nazioni. Al vicino Duca di Brandenburgo, data la vicinanza dei nostri confini e la recente collaborazione che ha visto i nostri eserciti combattere fianco a fianco nelle fredde terre della Germania del Nord, non possiamo che auspicare ad una Vostra comprensione nei nostri riguardi. Buona parte degli stati in coalizione si trovano attualmente sotto la Vostra influenza. Chiediamo che vengano prese le redini di questi e li si guidi verso il buon senso, la giustizia e la pace. Cancelliere Louis-Joseph de Dyos, Duca Charles di Borgogna