AleCorna

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  1. Avventurieri:-Jetwin: Erak Drengot-argon: Xenon Obscurius-Mayuri92: Aoyagi Keigo-MasterG26: Erik Resoconto Prima Sessione: Il gruppo facente parte della "Legio I Invicta" arriva ad Elesia, capitale dell`Imperio Ideriano. Appena arrivati in città vanno direttamente al Bastione della Guardia dove, devono incontrare Bedio Tadio Veso, generale dell`armata dell`Esercito Ideriano in stanza ad Elesia e Marco Fresio Medonio, comandante della guarnigione di Elesia. Il primo che incontrano è il Generale Veso, il quale si trova nel cortile del Bastione intento in una esercitazione con i suoi sottoposti, dopo averlo incontrato si dirigono insieme a lui verso le stanze del Comandate Medonio. Lì il Comandante Medonio ed il Generale Veso spiegano al gruppo che dal giorno seguente inizieranno i festeggiamenti della vittoria che dureranno una settimana; durante questi festeggiamenti si ricorda la vittoria dell`Impero Ideriano sul Regno di Valor e con la conseguente annessione della regione della Dirivia. Il secondo giorno di festeggiamenti l`Imperatore Andrano I incontrerà al Castello Albionte il sovrano del Regno di Valor per firmare un trattato, nel quale l`Impero Ideriano ed il regno di Valor si impegnano a ridurre i soldati al confine ed ad una collaborazione di tipo commerciale. Però questo incontro potrebbe fallire causa una possibile cospirazione in atto attuata da un gruppo nazionalista della Dirivia chiamato Antàrtes, così il gruppo viene mandato da un certo Livio Clementis, il quale abita nel quartiere popolare dell`isola di Aldera, una delle tante isole di Elesia. Appena arrivati a casa di Livio il gruppo non capisce bene se quest`uomo è dalla loro parte, però con un po' di insistenza riescono ad ottenere tutte le informazioni necessarie, cioè scoprono, che uno dei membri degli Antàrtes si chiama Editio Ilio famoso giocatore di dadi, un tempo molto amico di Livio essendo stato suo allievo e secondo solo a lui nel gioco dei dadi, inoltre scoprono che Editio va ogni sera a giocare a dadi nella locanda Crepuscolo del Beone. Così dopo essersi cambiato per non destare sospetti il gruppo si dirige verso il Crepuscolo del Beone, lì dopo aver parlato di birra nanica con il barista riescono a capire dove è seduto Edio e tramite uno stratagemma riescono a sfidarsi in una partita a dadi con Editio.
  2. Personaggi: Jetwin: Erak Drengot (Elfo Monaco) Erak nacque in una notte di luna piena in un antica foresta a nord dell’impero da una modesta famiglia di commerciati, la sua infanzia la trascorse in un villaggio fondato ai piedi di una valle e celato da antichi alberi di quercia, la famiglia di erak usava il fiume non troppo distante dal villaggio per trasportare le proprie merci con la loro imbarcazione nelle città limitrofe. Passa qualche decennio ad aiutare la famiglia con gli affari facendo manutenzione alla nave e facendo da navigatore a bordo, ma più che aiutare riusciva sempre a mettersi nei guai, Erak sin da piccolo era stato un ragazzo molto curioso e si intrufolava spesso dove non doveva o a volte rubava le merci che il padre commerciava per studiarle meglio. In un giorno come gli altri Erak era intento a scappare dalla furia del padre per avergli rovinato un affare importante rompendo un antico artefatto che stava per vendere, sapeva che questa volta l’aveva fatta grossa e decise di nascondersi nella soffitta di casa finché il padre non si sarebbe calmato.Erak annoiato comincio a mettere a soqquadro la soffitta per cercare qualcosa per passare il tempo finché non trovo un antico baule, appena il ragazzo lo vidde gli si illuminarono gli occhi non aveva mai visto nulla di simile l’antico baule era stato costruito con estrema maestria, era stato ricavato da un unico grande blocco di legno tutto intagliato con decorazioni che potevano ricordare la chioma di un albero e sul coperchio era stato intagliato un grande sole. Erak conosceva quel logo era lo stemma di famiglia, la curiosità del ragazzo arrivo alle stelle e decise di provare a scassinare il grande lucchetto che chiudeva il baule. Dopo varie ore di tentativi falliti riuscì ad aprire l’antico forziere, al suo interno erano stati riposti alcuni libri varie lettere un ciondolo e varie cose minori,il ragazzo esamino il tutto e dopo aver sfogliato per un po' i libri riuscì ad intuire che si trattava della storia della vita del suo trisavolo Volmark Drengot che aveva aiutato ad estirpare la minaccia vampirica nel continente. Il ragazzo se fu ammaliato e decise di portarli con se. Quando scese dalla soffitta il padre infuriato e stanco di tutte le sue malefatte decise di affidarlo ad un monastero immerso nella parte più profonda della foresta sperando che sotto la guida saggia dei monaci il ragazzo riuscisse a maturare. Gli anni passarono e con essi il ragazzo divenne più maturo e più forte ma col tempo la sua ammirazione per il tuo trisavolo crescente a dismisura dopo aver letto tutta la sua storia comincio a fare ricerche su ricerche sul suo passato. Finché non decise di seguire le orme del suo avo facendo richiesta per la guardia cittadina dove magari le sue competenze nautiche e la sua maestria nelle arti marziali avrebbero potuto salvare vite, ma cosa più importante come obiettivo principale aveva quello di riaffermare la supremazia degli elfi e dimostrare che non erano inferiori a nessuno Argon: Xenon Obscurius (Nano Guerriero) INTRODUZIONE ALLA FAMIGLIA OBSCURIUS Xenon nacque l’undici di didiano, il mese del fato sotto la costellazione Gemme, era il terzogenito e ultimo figlio di Deus Obscurius e di Kelia Vanius; era particolarmente in carne e di un rosaceo più marcato rispetto a quello dei nascituri di quel periodo. Egli era ben voluto pure dai suoi fratelli, Furis il maggiore e Thundis il secondogenito. Il piccolo Xenon si interessava molto alle armi presenti in casa e molto meno alle belle arti che la madre cercava di insegnargli, cosa che divertiva molto Kelia in quanto da giovane anche lei le ripudiava e preferiva dedicarsi al combattimento con grande dispiacere di sua madre. Era sempre indaffarato a costruire armi giocattolo che, se andava bene, si rompevano prima di causare danni. Xenon nutriva un’ammirazione sconfinata per il padre dovuta anche alle storie che da piccolo gli raccontava delle battaglie combattute contro creature, litigi per il potere interno a Ironstahl e battaglie al fianco dell’esercito ideriano. L’esercito ideriano era per il padre una seconda casa e i cavalieri di vilista erano come fratelli, soprattutto l’attuale capo dell’ordine; tutto ciò traspariva dai suoi racconti. A Deus premeva che il figlioletto si dedicasse oltre allo studio delle arti militari, anche alle arti utili per un nano (la lavorazione delle pietre dure, dei metalli e della pietra, all’ingegneria, ecc). Deus coinvolgeva i suoi figli, da quando li riteneva pronti, nelle battute di caccia nelle foreste circostanti alla città, Furis essendo il più grande fu anche il primo a parteciparvi. Questo lo portava a vantarsi delle sue gesta facendosi “grosso” agli occhi del fratellino, a fargli impugnare la sua bipenne, scoccare le frecce, a usare lo scudo, ecc. Furis nonostante si vantasse non dimenticava mai di elogiare la figura del padre agli occhi di Xenon. PUGNALE DELLA FAMIGLIA OBSCURIUS La famiglia Obscurius deve il nome ai materiali neri (ossidiana, tormalina, ecc) estratti dalle loro miniere. Questi sono usati per la realizzazione di gioielli, decorazioni ed armi, la più importante è il pugnale a doppia lama che ogni membro della famiglia porta con sé e su cui sono incise le iniziali del possessore, scritte in rune naniche. Il pugnale presenta parti in argento sul pomo, sullo spaziatore e sull’elsa; il manico è fatto con pelle concia di lucertola sotterranea per offrire una migliore presa; le lame presentano delle rientranze che aumentano il danno. La prima lama, la più grande, è fatta di mithril argentato e vicino alla sua base sono presenti le iniziali. La seconda lama, la più piccola è composta da un anima in acciaio temprato ricoperta da ossidiana, tale lama ha una maggiore penetrazione ma è anche più fragile. Il pugnale non ha incantamenti, ma ha lo scopo di ricordare l’onore, la forza della famiglia e spronare il possessore. Tale arma, di solito, è usata per i giuramenti di sangue e molto meno per i combattimenti. La tradizione vuole che alla morte del possessore essa sia seppellita con lui e deve essere l’unica arma che giace nel feretro del morto. Qualora la lama in ossidiana si rompa, questo non comporta grandi problemi per la riparazione, essendo tutti i membri della famiglia dotati di lame di ricambio (di solito almeno 5) e della capacità di sostituirla. La rottura della lama , al di fuori del combattimento, è segno di sventura per il possessore o per una persona a lui legata. Una volta, durante un giuramento di sangue per un alleanza militare con la famiglia Trally, la lama si ruppe; quest’ultimi dopo solo un mese tradirono l’alleanza con gli Obscurius uccidendo gli altri alleati nelle retrovie. Quella lama infranta fu conservata fino al momento in cui tutta la famiglia Trally non fu sterminata e tale lama lasciata sul corpo senza vita del loro capofamiglia. DEUS OBSCURIUS Deus Obscurius era un giovane alto e ben piazzato, ben un metro e cinquanta fin dall’età di 50 anni, i suoi capelli naturali erano di un rosso-bronzeo, aveva le spalle molto larghe e robuste su cui si divertiva a trasportare i suoi amici per da sfoggio di equilibrio e forza (al disopra della media pure per un nano). I sui interessi erano principalmente l’addestramento di animali e l’arte militare. Il suo sopranome era “l’ariete indomabile”, da giovane si tingeva i capelli di nero come da usanza della famiglia; la tinta si teneva fino al giorno del fidanzamento ufficiale con la futura moglie (oggigiorno tale tradizione è caduta in disuso soprattutto tra i giovani nani). Deus si meritò tale sopranome per la sua forza nei combattimenti e le decorazioni sullo scudo, sul martello e sull’armatura raffiguranti un ariete dorato. In giovane età, i suoi combattimenti più celebri furonoal fianco dell’ esercito dell’impero Ideriano e più precisamente con i cavalieri di Vilistra. Il padre non approvò tale comportamento temendo per l’equilibrio polito di Ironstahl. Infatti, quest’ultima dipendeva dagli stati limitrofi per le derrate alimentari; un nano che combatteva al fianco di uno schieramento poteva scontentare gli altri. Deus, in seguito, rafforzò ancora di più i legami con i Roccacciaio sgominando il furto di una partita imponente di armi destinata ai nobili e ai cavalieri dell’impero di Vilistra (di cui conosceva bene alcuni figli che avevano combattuto con lui gli anni prima) e con i Pietradura salvando la vita al figlio del capo clan da una frana usando il suo scudo e la sua forza per proteggerlo. Deus crescendo imparò dal padre Togacin l’arte della strategia, della diplomazia e dell’amministrazione economica delle miniere, rivelando un talento naturale per quest’ultima. Inoltre, affinò con gli scontri pure la sua abilità militare; combatté pure nelle guerre interne di Ironstahl per il potere ma non per prenderlo ma per difendere la posizione della sua famiglie e di quelle alleate a lui. Quando Deus succedette al padre, che diventò suo consigliere, le miniere di tormalina, ematite, granato nero e soprattutto di ossidiana furono ammodernate con le tecniche di estrazione che Deus aveva appreso nei suoi viaggi per tutta Vilistria, portando ad un aumento dei minerali estratti, con grande orgoglio del padre. L’armatura che Deus portava era un modello da montagna modificata per essere ancora più resistente e decorata alle ginocchia con teste d’ariete dorate con cui assestava colpi devastanti; altri rinforzi erano presenti sugli avambracci e all’altezza del collo, aveva poi una cintura curativa, anch’essa con il simbolo dell’ariete. Le armi che Deus prediligeva erano i martelli da guerra, famoso era quello raffigurante sulle due facce le teste d’ariete dorate. Gli incantesimi di tale martello, a detta di molti, trascendevano il reale, ma Deus mai lo confermò. KELIA VANIUS Kelia Vanius aveva dei capelli ricci di color rosso con riflessi biondi, era alta un metro e trentacinque cm; adorava il combattimento con l’ascia,lo studio dei testi nanici, delle arti di lavorazioni dei vari materiali e l’ingegneria. Da giovane Kelia era una nana tanto bella quanto agguerrita. A differenza della madre Kelia da piccola prediligeva apprendere l’arte del combattimento, in particolare l’uso dell’ascia, e snobbava le altre attività che avrebbe apprezzato in seguito. La sua arma era un’ascia barbuta lunga quanto lei, fatta di mithril con il manico di frassino rosso, e il piatto ella lama decorato con motivi nanici. Crescendo rifiutò molti spasimanti definendoli poco fieri o troppo deboli per essere del popolo nanico. Quando conobbe Deus in una battuta di caccia i due si innamorarono, per lei era tanto possente quanto premuroso. Fu allora che la madre la convinse a dedicarsi pure alle altre arti per essere una buona moglie. Lei le studio all’inizio spinta dal voler essere una buona moglie poi per passione. Il matrimonio era ben visto sia dai Vanius, che erano in ottimi rapporti con i Marmoforte e i Cuordipietra, che dagli Obscurius in ottimi rapporti con i Roccacciaio e i Pietradura. Questo avrebbe portato sia un rafforzamento che un maggiore appoggio politico per entrambe le famiglie. Ma per loro due la cosa importante era stare insieme. FURIS OBSCURIUS Furis aveva 75 anni ed era il primogenito di Deus Obscurius, era molto attaccato alle tradizioni, per questo anche lui si tingeva i capelli di nero. Era robusto come il padre, ma a differenza di quest’ultimo prediligeva combattere con la sua ascia bipenne e i suoi guanti corazzati. Lo scontro più sanguinoso a cui partecipò fu in una gola in mezzo alle montagne dove lui , il primogenito della famiglia Roccacciaio e un drappello di 15 nani guerrieri subirono un’imboscata da dei banditi. Il drappello di guardie, prima di soccombere, ne abbatterono circa la metà. Furis e il compagno, ferito a un braccio, si trovarono circondati; a quel punto stringendo il pugnale di famiglia, Furis giurò di difendere il compagno a qualunque costo. Impugnando la sua bipenne si avventò sui banditi tagliandoli di netto nonostante tutti i colpi che incassava. Dopo il combattimento era rimasto lui su una pila di cadaveri, guadagnandosi il soprannome di “ Furis il determinato”. Fu colpito numerose volte ma solo il colpo di una lama all’addome richiese le cure del nonno noto guaritore. Tale ferita gli era stata inferta con un bladed fist di ottima fattura, sicuramente rubato a qualche mercante. Furis prese l’arma per studiarla e riprodurla. Nonostante la gloria che ottenne per questo combattimento Furis non la considerò mai una vera vittoria data la morte dei suoi compagni. THUNDIS OBSCURIUS Thundis aveva 65 anni ed era il secondogenito, adorava i sigari ed il combattimento a media e lunga distanza, ma se costretto al corpo a corpo usava con maestria un’ascia barbuta simile a quella di Kelia. Era portato molto all’ingegneria e tutti dicevano che fra i tre figli era il più simile a Kelia, i suoi capelli erano identici a quelli del nonno materno, biondi con delle sfumature rossastre. Un altro talento di Thundis, ereditato dal padre, era l’animal hending. Infatti, riuscì a curare e addestrare un cucciolo di tasso che diventerà un suo compagno fedele, a cui dette il nome Screcci. Osservando la forma dei suoi artigli ebbe l’idea di modificare Danny, la sua balestra, con una baionetta per renderla più versatile. Thundis era caratterizzato anche dai suoi occhiali da metallurgia da cui non si separava mai e li usava per proteggersi durante le sue attività. Si fece conoscere tra i nani e gli ingegneri di Vilistra per le sue ricerche sulle nuove tecnologie che stavano nascendo in tutto il continente. La realizzazione, di cui andava più orgoglioso, era un’armatura da cui uscivano due raccordi collegati ad un’arma posizionata sull’avambraccio. La usò poche volte ma una è passata alla storia come il “tuono termico”; era nel bosco a provarla e fu attaccato da un branco di lupi, uno gli morse l’avambraccio danneggiando la turbina di raffreddamento. Thundis sparò ugualmente e ne scaturì un lampo che incenerì 1km quadrato di bosco, avvolgendolo in una coltre di vapore. XENON OBSCURIUS Xenon Obscurius aveva 50 anni, era alto 1,50 metri, i suoi capelli avevano un colore rosso, anche se da quando aveva cominciato a ricalcare le orme del padre e di suo fratello Furis, li tingeva di nero. Per lui erano molto importanti i legami familiari e sosteneva che se due persone combattevano fianco a fianco proteggendosi a vicenda, il legame che ne derivava, era simile a quello fra fratelli. Questo legame però si instaurava dopo molte battaglie essendo diffidente come la maggior parte dei nani. Xenon sosteneva che per quanto un oggetto costasse era pur sempre un oggetto e non era paragonabile ad un legame di amicizia e fiducia. Tale ragionamento non valeva per i regali del padre che per Xenon avevano un valore speciale. In primis il pugnale di famiglia, che Deus gli diede, rappresentava l’appartenenza alla famiglia e il riconoscimento della maturità di Xenon come nano. Xenon dalla madre aveva appreso le arti classiche e i proverbi popolari, che abbinati al suo umorismo potevano essere un’accoppiata che stordiva non poca gente. Lui era anche molto orgoglioso, e si scaldava facilmente se qualcuno mancava di rispetto alla sua famiglia. In più era molto scrupoloso nel valutare le persone e non abbassava mai la guardia con una persona se non si fidava cecamente di lei. Adorava la sua pipa e ci cedeva almeno una volta al giorno, di solito nei caldi pomeriggi mentre sonnecchiava. Iniziò a fumare la pipa quando conobbe Gandelf, un potente mago e caro amico del padre, la sua erba preferita era il muschio pipa che , a suo dire, gli dava pure un buon alito. Xenon da piccolo seguiva sempre il padre e i suoi fratelli, infatti cercava di farsi vedere capace ai loro occhi. Una volta il padre voleva forgiare una spada per le prime battute di caccia di Furis, il piccolo Xenon volle a tutti i costi aiutarlo ritenendosi capace, in quanto, oltre ad aver visto i fabbri della sua città farlo, gli era stato spiegato pure dalla madre. Il padre lo prese per le spalle e lo poggio su un pancale vicino alla forgia, gli passò un martello più piccolo e insieme si misero a battere e temprare l’acciaio per la futura spada. I due facevano pure lunghe passeggiate e Deus lo portava in spalla raccontandogli storie incredibili; solo dopo Xenon scoprì che quelle storie erano le imprese di suo padre da giovane. Furis teneva d’occhio Thundis, che da giovane era molto “vivace”,e Xenon coinvolto dal fratello nelle sue bravate. Una volta Thundis, per dimostrare al fratellino quanto era bravo con le armi da lancio, gli mise una mela in testa dicendogli di non muoversi, Furis, che stava passando di li, vide la scena e corse verso i due per fermarli. Thundis si offese sostenendo che Furis non aveva fiducia in lui e appena Furis si addormentò, gli mise una mela in testa e invitò il fratellino a incoccare una freccia tranquillizzandolo perché lui gli era vicino. Deus entrò nella stanza, e quando vide la scena, urlò contro i figli, questo fece sobbalzare Xenon che lasciò andare la freccia che si conficco di lato alla testa di Furis. Svegliatosi anche lui per l’urlo e realizzato cosa era successo iniziò una rissa con i fratelli, al ché Deus scoppiò a ridere. Kelia richiamata dal trambusto iniziò a colpire tutti e quattro: i figli per la rissa e Deus perché se la stava ridendo invece di fermarli. Xenon era andato nella foresta per allenarsi con un bladed fist datogli dai fratelli. Quest’arma era frutto del miglioramento di un modello che Furis aveva trovato dopo uno scontro. Mentre si allenava gli arrivò alle spalle una freccia che schivò per un pelo. Giratosi vide che era circondato da dei ceffi. Iniziò lo scontro e ad un tratto comparve un umano che iniziò a combattere al suo fianco. I due si trovarono spalle al muro contro una parete rocciosa, pensavano di essere spacciati. Un aggressore con la mazza chiodata cercò di colpire Xenon che schivò la mazzata, il colpo frantumò la roccia rivelando una grotta in cui i due caddero. I due banditi li seguirono, nella caduta, il bastone con cui l’umano combatteva si ruppe lasciandolo disarmato. Guardandosi intorno Xenon vide un’ascia barbuta conficcata nella pietra, si girò verso l’umano, e lanciandogli il guanto, si diresse verso l’ascia, la impugnò e l’estrasse. Appena la sollevò al cielo fu avvolto da una luce e la sua sentenza a morte fu emessa ! Un enorme onda d’urto colpi tutti i presenti; l’umano, che era il più vicino, fu scaraventato su una parete e svenne; a quel punto i banditi caricarono ma le abilità e la tecnica di combattimento di Xenon non erano più le stesse, erano aumentate vertiginosamente. “Avevo finalmente un corpo ma non come volevo, non ne avevo il controllo salvo che il ragazzo me lo lasciasse o la mia volontà scavalcasse la sua.” Xenon, dubbioso sull’accaduto, vide i suoi nemici a terra e andò a soccorrere l’umano che lo aveva aiutato. Preparò un bivacco e quando l’umano si riprese i due cominciarono a parlare facendo amicizia. Si chiamava Aoyagi ed era un ragazzo che dopo la morte dei suoi genitori per mano dei banditi fu cresciuto dagli elfi della foresta. Xenon tornato a casa raccontò l’accaduto alla famiglia, omettendo i particolari legati all’ascia. Kelia e i fratelli non sospettarono niente riguardo all’arma trovata, anzi, Furis si congratulò per come se l’era cavata contro cosi tanti nemici. Deus, con la scusa che Xenon doveva riposare, fece uscire tutti e rimase da solo con il figlio; apri un vano segreto di lato al camino e ne estrasse un guanto che indossò, questo aveva sul dorso tre rune: G…D…R. Aggrottò la fronte e disse: << chi sei e cosa ne hai fatto dell’anima di mio figlio ? >> Xenon accennò un sorriso che faceva trasparire disagio e disse: << padre ma cosa dici non sarò al massimo della forma però non sono messo così male>>. Deus con uno scatto prese la fronte il figlio usando la mano col guanto e recitò un mantra (a me sconosciuto a quel tempo), fece un sospiro ed esclamò <<per fortuna la possessione non è andata a buon fine e tu sei ancora Xenon>>. Gli spiegò che dentro all’ascia c’era uno spirito che era entrato nel suo corpo e col tempo la sua anima sarebbe stata divorata, uccidendolo. Quel giorno appresi pure io, Argon Obscurius, che se possedevo un corpo avrei divorato l’anima del precedente possessore, sentii crescere una rabbia inaudita nel mio spirito ed usando la voce di Xenon urlai verso Deus dandogli del bugiardo. Deus, accertatosi che Xenon aveva ripreso il controllo, disse con voce forte, ma che lasciava trasparire dell’irrequietezza, che lo avrebbe mandato nella capitale dell’impero dai cavalieri di Vilistra. A capo di quest’ordine c’era un suo vecchio amico che avrebbe valutato la gravità della situazione e un possibile rimedio. Deus impose al figlio il silenzio sull'accaduto e soprattutto sulle cose che gli avrebbe insegnato in seguito; silenzio da tenere pure con i fratelli e la madre. Nei giorni seguenti Deus spiegò tutte le caratteristiche delle armi che contengano anime e le conseguenze sul corpo e sullo spirito dell’utilizzatore. Dany: Aoyagi Keigo (Umano Druido) Tramite il seguente link è possibile scaricare il background del personaggio: https://mega.nz/#!FlhXzIAT!bpXean-6LGhodP4kBf1WHsiPFeOWK0J9tnwJR-FiapA MasterG26: Erik (Nano Chierico) Molti nani vanno orgogliosi della loro cultura e tradizioni, ne sono molto orgogliosi e vanno a vantarsene in tutto il mondo, ma non è il caso di Erik. Egli fu trovato davanti le porte di un santuario di Camisio nella grande capitale, in una culla ornata di decorazioni naniche e con inciso il nome "Erik". I sacerdoti non sapevano come fosse arrivato lì, ma lo accolsero e lo crebbero come se fosse stato un loro confratello. Erik crebbe come un umano e divenne un sacerdote. Non aveva idea delle sue origini, fino a quando, raggiunta ormai la una certa età, si era reso conto dell'enorme differenza tra lui e i suoi confratelli. Gli altri sacerdoti allora gli rilevarono le sue origini, che suscitarono in lui prima un grande senso di rabbia per essere rimasto all’oscuro di questo per tutto questo tempo, che in seguito si trasformò in senso di obbligo morale per scoprire la verità sul suo conto. Erick decise di lasciare il convento e di esplorare il mondo alla ricerca dei suoi veri genitori. Allora entrò nell'equipaggio di una nave mercantile come sacerdote di bordo. Dopo 10 anni passati in mare, Erik si rese conto che le risposte che cercava erano molto più ardue da trovare di quello che pensava ma al tempo stesso egli si rese conto di un’altra cosa, che stando in mare non avrebbe portato alcun contributo alla società che lo ha accolto. Egli decise di abbandonare la nave e si unì alla guardia cittadina, per cercare di difendere i più deboli, ma al tempo stesso lui sperava di scoprire qualcosa sulle sue origini. Antefatto [WIP]
  3. Benvenuto su FW
  4. Anche io ho visto la seconda stagione di stranger things e devo dire che la preferisco rispetto alla prima stagione. Ogni tanto guardo qualche puntata di Star Wars the Clone Wars, e fra poco ho intenzione di vedere o Narcos o Ozark.
  5. Avventurieri: -Giank56: Adrianus Quintus Sidonius -giamma111: Selenia Ravidus Lannis -AleCorna: Arturius Ariminin -Celebris: Quintus Trebellus Resoconto Dodicesima Sessione (29/09/2017) : Il gruppo dopo essersi riposato, si risveglia e nota che la tempesta è peggiorata, allora decidono di abbandonare la città; aperta la porta del rifugio Artorius e Selenia vengono sbattuti per terra dal vento e dai torrenti d'acqua che si sono formati, causa l'abbondante pioggia. Dopo essersi alzati, insieme a Quintus e Adrianus, con difficoltà raggiungono l'uscita della città, ed oltrepassato il portale d'ingresso, vedono che il ponte d'ingresso è crollato; in tanto nella città si sta venendo a formare una particolare fase meteorologica, molto simile a un tornado. Allora per oltrepassare l'ostacolo, Quintus prende e salta su una catena di metallo che faceva parte del ponte, oltrepassando con poca difficoltà il precipizio raggiungendo l'altra estremità del ponte, oramai anch'essa distrutta. In quel momento i nani che si trovavano ben stretti ai parapetti del precipizio si mettono cercano di mettersi davanti al resto del gruppo per evitare che lo oltrepassino, raggiungendo l'altra parte del precipizio, Selenia allora esegue un incantesimo che gli fa desistere dall'attaccare; intanto Adrianus cerca di oltrepassare il precipizio e con l'aiuto di Quintus riesce a salire dall'altra parta del precipizio. Dopo aver allontanato i nani Selenia e Artorius si assicurano tramite delle funi alle catene e cercano di oltrepassare il precipizio, Artorius con facilità riesce ad oltrepassarlo, invece per far oltrepassare il precipizio a Selenia tutti il gruppo deve unire le forze. Dopo che tutti hanno oltrepassato il precipizio il gruppo si mette in marcia per ritornare dal Generale Alviano a riferirgli l'esito della missione. Sulla strada di ritorno il gruppo nota un accampamento nanico, dopo averlo oltrepassato, continuano a camminare raggiungendo così il Generale, il quale intendo andare a trattare con i nani, dando questo compito al gruppo e con una supervisione speciale a Quintus il più veterano del gruppo. Durante il viaggio decidono che instaureranno nelle terre naniche un governo presidiato da Logron. Dopo ore di marcia a cavallo raggiungono un esercito nanico poco prima dell'accampamento visto dal gruppo, allora Adrianus, Selenia, Artorius, Quintus e Ozzius dicedono di andare a mediare con il generale nanico, dopo aver provato a negoziare in vari modi, raggiungono un accordo, così Adrianus, Artorius e Quintus vengono presi in ostaggio intanto che Selenia e Ozzius vanno a parlare con il generale, quest'ultimo dice a Selenia ed Ozzius che se il generale nanico non si arrende la cavalleria Alviana sterminerà la popolazione nanica rimasta indifesa nell'accampamento. Allora Selenia ritornando dal generale nanico, commette un errore e dice a quest'ultimo che se i nani non abbasseranno le armi verranno sterminati, non specificando che verrà sterminata la popolazione civile. Di conseguenza i nani sfoderano le armi e si preparano alla guerra. Intanto in lontananza si sente il corno della cavalleria alviana intenta a caricare l'accampamento nanico, pieno di civili.
  6. Avventurieri: -Giank56: Adrianus Quintus Sidonius -giamma111: Selenia Ravidus Lannis -AleCorna: Arturius Ariminin -Slidekey: Ozzius Osbornius -Master: ᚻᚢᚱᛏᚻᚱᚢᚾ ᚢᚫᛚᛞᚱᚢᛗᛗ Resoconto Dodicesima Sessione (28/08/2017) : Il Gruppo decide di affrontare i tre nani che proteggono la botola per accedere alla grotta idrica. Nello scontro due nani periscono per mano di Selenia, la quale gli taglia la gola; il terzo a nano invece dopo varie mosse di persuasione da parte di Artorius decide di arrendersi, così viene legato. Intanto il gufo di Adrianus vede una centuria di nani ben equipaggiati uscire dalle porte della città e dirigersi verso il confine degli scontri con Alvia. Il gruppo prova a interrogare il nano, ma ad ogni tentativo fallisce.
  7. No, non puoi dire che guardare GoT sottotitolato sia meglio di quello doppiato, io preferisco 1000 volte la versione doppiata, non so forse aumenta il mio livello di immedesimazione, o comunque mi rilasso di più a guardarlo doppiato meno fatica e meno stress nel leggere i sottotitoli
  8. Ottima discussione, ma perfavore abbassiamo i toni, non offese velate o cose simili.
  9. Ho incominciato ormai da circa due settimane “La Grande Guerra”, interessante anche se troppo dettagliato dal punto di vista italiano e qualche accenno per tutte le altre nazioni. Il libro l’ho preso per sbaglio perché volevo prendere “La Prima Guerra Mondiale” sembre dell’editore “il Mulino” che descrive in egual misura le condizioni di vita, orientamenti politi, religiosi e ovviamente tattiche militari e diplomatiche di ogni singola nazione compresa nel conflitto. Comunque ora non me ne pento, mi sta molto piacendo.
  10. A Doroteo Brodèsko y Gravela, Ambasciatore del SIAE, Anno 2967 d.F., II Settimana di Spes, Giorno di Kasbias Io, Alentras Eremtòr III, Funzionario del Vento, Membro del Consiglio delle Nebbie scrivo in nome del sommo Onomir Moradon, primo del suo nome, Zenit del Regno di Altabruma e di Yalven. Il Regno di Altabruma è felice di comunicare alla Repubblica Modernista di Sant'Elio ed a tutto il suo popolo, che da questo momento in avanti la riterrà una nazione cordiale, pertanto tutti i Modernisti, potranno partecipare alla vita economica e sociale del nostro Regno. Distinti Saluti Alentras Eremtòr III, Funzionario del Vento e Membro del Consiglio delle Nebbie
  11. Al Presidente Markus, Anno 2964 d.F. Io, Alentras Eremtòr III, Funzionario del Vento, Membro del Consiglio delle Nebbie scrivo in nome del sommo Onomir Moradon, primo del suo nome, Zenit del Regno di Altabruma e di Yalven. In questi ultimi anni queste nuove floride terre hanno visto, sotto l'unione di più uomini, la nascita di nuovi governi, un tempo ci trovavamo uniti tutti sotto un unico vessillo, quello spesiano, ci siamo aiutati l'un l'altro nei momenti bui e abbiamo festeggiato assieme nei momenti di prosperità, ma ora tutto è cambiato, quell'unione che un tempo ci rendeva fratelli, ora non esiste più. Ebbene io, mi sto accingendo a scrivervi queste poche righe, perché il nostro Zenit, ed il popolo Yalviano, sentono ancora dentro di sé questa unione che un tempo ci legava, e secondo questo spirito vorrei aprire i canali diplomatici del Regno di Altabruma verso la vostra florida Repubblica Presidenziale Regionale di Erolan. Alentras Eremtòr III, Funzionario del Vento e Membro del Consiglio delle Nebbie
  12. Al Re Arsil Araton, Anno 2964 d.F. Io, Alentras Eremtòr III, Funzionario del Vento, Membro del Consiglio delle Nebbie scrivo in nome del sommo Onomir Moradon, primo del suo nome, Zenit del Regno di Altabruma e di Yalven. In questi ultimi anni queste nuove floride terre hanno visto, sotto l'unione di più uomini, la nascita di nuovi governi, un tempo ci trovavamo uniti tutti sotto un unico vessillo, quello spesiano, ci siamo aiutati l'un l'altro nei momenti bui e abbiamo festeggiato assieme nei momenti di prosperità, ma ora tutto è cambiato, quell'unione che un tempo ci rendeva fratelli, ora non esiste più. Ebbene io, mi sto accingendo a scrivervi queste poche righe, perché il nostro Zenit, ed il popolo Yalviano, sentono ancora dentro di sé questa unione che un tempo ci legava, e secondo questo spirito vorrei aprire i canali diplomatici del Regno di Altabruma verso il vostro florido Regno di Skemirùl. Alentras Eremtòr III, Funzionario del Vento e Membro del Consiglio delle Nebbie