NihondeBresa

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  1. "... e che possa Thor, accompagnare la sua anima..." Così il sacerdote terminò la celebrazione funebre, era il quarto funerale in due giorni, Lopez..Montoya...Cervantez...Ramon... Mercader era accanto a lui, il volto deturpato era coperto da una fasciatura sterile, sospirava tristemente mentre Nihosev gli teneva una mano sulla spalla in un disperato tentativo di conforto. "So che hai una madre gravemente malata, una moglie e due figli Mercader, beh sappi solo che i de la Bresa e la Bresetta non dimenticheranno questo orribile evento..." disse infilandogli di soppiatto in tasca un borsello abbastanza pesante, Mercader se ne accorse voltandosi verso il suo titolare con un'espressione tra la confusione e lo stupore. "Sono quaranta mila zenar... lo consideri un risarcimento temporaneo... ah e Mercader... ...non la passeranno liscia, e questa è una promessa" terminò sussurrandogli all'orecchio, per poi indicare ad uno dei suoi attendenti di scortare a casa il cieco operaio dalla sua famiglia. Venne la sera, lo scoppiettare della legna nel camino avvolgeva il silenzio nella sala della dimora di Nihosev. Fissava il vuoto del fuoco, rigirandosi tra le mani un bicchiere abbastanza raffinato di Crumino, pensava al dolore di quegli operai, dell'ingustizia subita da loro e dalle loro famiglie. S'accorse che la mano tremava, le emozioni lasciarono spazio all'ira ed allo sconforto. "PENDEJOS! COÑOS MALPARIDOS! MALEDIZIONE A THOR!" Il bicchiere volò direttamente contro la finestra che assieme ad esso esplose in mille pezzi, Carlita entrò nella stanza preoccupata, i lunghi capelli rossi contornavano i spaventati occhi di color verde smeraldo. "Tesoro, tutto bene? Cosa è successo?" Vide il vetro rotto ed i cocci del bicchiere zuppi di Crumino sul parquet, osservando poi il marito con un sospiro. "Caro..." abbracciandolo dolcemente alle spalle, posando il capo sulla sua schiena "hai rovinato il parquet..." Il sole era sorto sulla città, gli schiamazzi tra le vie del mercato riempivano di vita e serenità quella giornata tipica Thortughese. Nessuno sembrava essere informato o dare peso a quello che era accaduto qualche giorno prima nella giungla fuori dalle mura. Nihosev stava appoggiato ad un porticato accanto ad una bancarella, quando una voce alle spalle interruppe i suoi pensieri. "Mi hai mandato a chiamare cuginetto mio? Ti vedo preoccupato, cosa succede?" disse quella voce con un tono molto malizioso. Nihosev non si voltò neppure. "Esmeralda, credo che tu sia già al corrente di tutto, non serve che ti spieghi..." lanciando all'indietro un sacchetto di monete. "Ne voglio uno, vivo, non mi interessa quanti dovrai ucciderne...ma lo devi portare da me, e ricambieremo il favore a questi animali..." "Caspita... cinquemila zenar...e non vuoi neanche che lo torturi un pochino?Neanche una falang..." venne interrotta "Neanche un'unghia! A quello voglio pensarci personalmente..." "Va bene, almeno potrò rifarmi il guardaroba nuovo..." rispose con una macabra risata. "Ah... D ti porge i suoi saluti cuginetto caro...alla prossima"
  2. Il fuoco del caminetto riscaldava quel freddo pomeriggio Thortughese, mentre la pioggia battente sferzava i battenti delle finestre con onde cadenzate ed il vento ululava dal mare proprio accanto alla dimora De la Bresa. Nihosev stava lì, immerso nei suoi pensieri e nella sua poltrona, sorseggiando con parsimonia il suo Crumino d'annata. Lo sguardo passò al ritratto del padre Carlos, appena scomparso, al dolore della sua prematura perdita ed al dolore del nonno Javier, sopravvissuto persino alla morte del figlio. Il naufragare nei ricordi venne interrotto da un bussare, abbastanza veemente, alla porta. Emise un amaro sospiro, non aspettava nessuno e proprio non aveva voglia di aprire quella maledetta porta e trovarsi il parquet di casa zuppo di acqua e fango, portati dal malcapitato ospite. Mentre il bussare si fece più forte, Nihosev raggiunse l'uscio mormorando tra se e se "spero per lui che sia importante". I capelli vennero subito mossi da un forte vento, il volto bagnato dalla pioggia, per Thor se c'era anche una scarsa probabilità che rimanesse asciutto, allora doveva per forza piovere di traverso. Nihosev non riuscì nemmeno a proferire parola che l'ospite entrò in casa strappando il pomello dalle sue mani e chiudendo violentemente la porta alle sue spalle. Bagnato fradicio questi scrollò il capo diverse volte, una per ogni maledizione a Thor ed ai santi che il padrone di casa telepatizzò alla vista del pavimento, come predetto, zuppo di acqua e fango. "Spero per lei che sia qualcosa di importante, tanto da piombare in casa mia e...e... maledizione a Thor! Lo avevo appena fatto lucidare...senta...io non so chi lei sia...ma se lavora per qualcuno stia pur certo che...oh...." Venne interrotto dalla vista di una graziosa fanciulla, capelli rossi ed occhi verde smeraldo, sulla ventina quasi certamente. Lo osservava con aria decisa e sicuramente seccata, ma di una bellezza che, per quanto irritato lo lasciò senza parole. "Mi ascolti lei invece! Se fosse stato per me me ne sarei stata tranquilla e serena a bermi qualcosa al Cigar Club, quindi veda di non far tanto il suscettibile!" altra scrollata di capo, altri santi che cadevano dall'olimpo supernico direttamente sul parquet del pover'uomo "comunque mi manda l'ufficio del S.E.A." porgendo un pacco ben incartato, perchè il Partito, sebbene ti mandasse un corriere a rovinarti la pavimentazione, quello che spedisce arriva sempre sano e salvo, specialmente se sono moduli. Ed infatti, erano moduli, ma già compilati. Riconosceva la grafia, Nihosev ebbe un balzo al cuore, era quella del padre Carlos. Era la domanda di edificazione per l'impianto della Bresetta. Ed era stata approvata. "Mi...mi perdoni signorina se sono stato sgarbato" Lei si limitò ad osservarlo abbastanza seccata, portando quasi impercettibilmente lo sguardo alla porta. "Ho una camera per gli ospiti, se vuole fermarsi per questa notte, o almeno fino a quando questa tempesta passi sarei più che lieto di ospitarla" ormai era pieno di gioia, ed il parquet era solo un problema da nulla. "La camera degli ospiti è al secondo piano, dopo le scale a destra...faccia come fosse a casa sua" anche se quella era la sua camera, avrebbe dormito volentieri sulla poltrona. "Grazie..." si limitò a rispondere la ragazza con un lieve sorriso, una piccola smorfia tra la gratitudine e la comprensione, per poi salire per le scale, sparendo al piano superiore. Nihosev si accomodò alla poltrona, ritornando a fissare il fuoco che schioppettava e rifletteva i suoi lembi nel parquet bagnato. Di una cosa era comunque certo, mentre saliva le scale quella sera... ...il pavimento del suo capannone non sarebbe stato di parquet.
  3. Carlos Javier y Nihon de la Bresa osservava l'esito delle votazioni, man mano che ogni tesserato si avvicinava all'urna del si e del no con viva attenzione ed interesse. La spilla del Connalib in bella e luccicante vista. Salutando con un tirato sorriso i compagni che avevano apposto il loro voto, si soffermò ad osservare Thomas Golud che poneva il suo voto per il No, rimase allibito, non credeva per quale ragione si opponesse ad un emendamento che finalmente avrebbe dato la possibilità di impresa nella città modernista. "Cos'è Compagno Golud che non la convince?" domandando con curiosità ed una ben marcata punta di ironia. "Non avevano dichiarato illegale lo Stataltotalitarismo ancora nel piano di Eseldur? O mi consente di edificare il mio stabilimento nel suo scantinato? Magari sotto una palma in riva a Carcosa..."
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  7. FABBRICA D'ARMI PAULITO BRESETTA ----------------------------------------------------------------- Sede Legale : Viale Lungomare n°1 - Thortuga - RMSE Sede Operativa : in progetto ----------------------------------------------------------------- Questo topic sarà utilizzato per la compravendita di materiali e/o prodotti, siete pregati di non intasare, al momento lo stabilimento non è operativo abbiate pazienza. Stiamo lavorando per Voi.
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  9. Carlos Javier aveva appena attraccato al molo di Thortuga, rimase per qualche minuto sul ponte della nave assaporando la brezza del mare, ritornando con la mente ai lontani ricordi del passato, della sua infanzia in quella viva e prospera città che era la capitale della Repubblica Modernista di Sant'Elio. Dei colpi d'arma da fuoco. Come lampi spezzarono quel magico momento di ricordi e sentimenti, delle urla squarciarono la serenità e l'armonia della tranquilla città. Carlos scese velocemente dall'imbarcazione e si diresse verso il luogo degli spari, le guardie armate però gli bloccarono la via, impedendogli di proseguire oltre mentre un'altro colpo fischiò vicino alle sue orecchie, riparandosi poi dietro uno dei pilastri dell'abitazione vicina. Inginocchiato, una delle mani che teneva al suolo poggiava in uno strano liquido, denso e scarlatto. Era sangue. L'uomo a due passi da lui era stato centrato da quella pallottola vagante, si teneva la mano al collo mentre disperatamente annaspava alla ricerca dell'aria che presto non avrebbe più assaporato. Gli occhi di quella povera anima si agitavano quasi alla ricerca di un disperato appiglio, di un aiuto, ed il fiotto di sangue tracciava un rigagnolo che raggiungeva i piedi di Carlos. Rimase pietrificato per un paio di secondi, poi lo raggiunse cercando di prestargli soccorso, mentre nello stesso istante in cui applicava pressione al foro d'ingresso l'uomo esalava l'ultimo respiro, gli occhi ormai spenti mentre le mani caddero a terra con un lieve tonfo. Dei sentimenti contrastanti lo afferravano, paura, rabbia, disperazione, cosa aveva fatto quell'uomo per meritarsi quella triste fine? La sua famiglia? I suoi figli? Solo delle imprecazioni uscirono dalla bocca di Carlos quel momento, parole d'odio che non riusciva a togliersi dalla testa, parole di morte. ... Era passata una settimana, dopo il suo ritorno da Nocturna, ma quelle immagini restavano vive nella sua mente, come un ricordo ormai indelebile. Nelle mani aveva una busta, raffazzonata in fretta, probabilmente scritta da un pugno tremolante ed incerto, l'avrebbe portata al Connalib e ne sarebbe entrato a far parte in un modo o nell'altro.La sua ricerca non sarebbe stata più col fine di scoprire e creare ma con lo scopo di vendicare coloro che quel tragico giorno avevano perso la vita in quel maledetto attentato. E Dragonia avrebbe pagato dieci volte tanto. Armate il vostro cuore con acciaio puro...Vendicate ciò che deve essere vendicato...
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  12. Nick in game: Nihonde Ex-città:Thortuga faccio richiesta di ingresso per me e per la mia ragazza (no doppio verificato dallo staff <3 ) Momoko1995
  13. Visto il raggiungimento della maggioranza assoluta dei votanti, dichiaro conclusa anticipatamente la seduta. Complimenti al nuovo Segretario Alejandro Ramirez y Frencovic! Possa essere un governo forte e duraturo. Viva Thortuga, Viva il Modernismo!
  14. Compagni e compagne,vista la situazione di parità ed il ritiro del candidato William D.Corvus apro il ballottaggio per l'elezione del nuovo Segretario del Partito Modernista. I Candidati sono i seguenti, Aleandro Ramirez y Frencovic (Fr3nky94) Pirinos Plogolio Pulcianov (Pulcio) Vista l'urgenza di avere un nuovo governo sono date 24h per il voto, I tesserati abili al voto sono i seguenti,