kittytee

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  1. Alici è la volta buona che coroniamo i nostri sogni e fondiamo Lost in a Forgotten World. O Forgotten in a Cubic World. Fai te.
  2. Avrei eliminato tutta la concorrenza probabilmente. Avrei salvato solo gli MLG. Ah, e avrei incominciato da Luke4316... O Fuochico.
  3. Con Barbara D'Urso
  4. 1) Il tuo nick in minecraft è: chitity kittytee 2) Cosa ti piace fare? (Farming, PVP, GDR, Simpatia) : Simpatici GDR e arredamento d'interni. [Questa è seria] 3) Etá? Non si chiede mai a una signora 25 4) Come mai vuoi entrare a Drackar? Perchè voglio che Flash saltelli sulle mie chest e piazzare pendoli e cartine ovunque. Perchè vvb 5) Conosci qualcuno nella città? Sinceramente no. Tutti 6) Sei un multy account e vuoi rubare tutto? (Rispondere con molta serietá) Ehm sì. Jamais
  5. The Last Goodbye

    1. Fr3nky94

      Fr3nky94

      Siete stati gli unici che hanno giustificato in gdr ciò che è stato fatto, giusto o sbagliato che sia, ed è stato fatto con cognizione

      #respect

    2. Gianpy

      Gianpy

      Anche mayu ha fatto un gdr su kushima

      #rekt

    3. Flea997

      Flea997

      mayu era swag prima che nascesse

  6. << Fate silenzio, Lady Elendir! Non un respiro!>> << Ma ho paura Albert! >> Nei sotterranei del palazzo reale la giovane Sophie Ann Elendir tremava, sia per il timore di essere raggiunti dall'assalto da parte dei briganti che imperversavano sui resti di Ardetia, sia per l’aria gelida che penetrava nelle ossa dei pochi sopravvissuti alle stragi. Al suo fianco il fidato consigliere di sua madre, nonché Alto Cancelliere della fu splendente monarchia parlamentare Ardetiana, lord Albert Alois, ormai ricurvo sulle sue spalle, sembrava portare ancora con fierezza il peso degli anni, nonché delle difficoltà che dovette affrontare nella sua lunga ed impegnata vita. Mettendole una mano sulla bocca, prima che urlasse di paura, Lord Albert raccolse la esile fanciulla tra le braccia e la tirò dietro un angolo, avendo sentito in lontananza il verso di una qualche creatura poco amichevole. Trattenevano il fiato, mentre udivano l’echeggiare dei passi attraverso il tunnel, tremando per il timore d’incontrare quell'essere immondo, capace di cotanta crudeltà, perchè sapevano cosa sarebbe accaduto loro se li avesse sentiti. Albert aveva visto i suoi fratelli andarsene lentamente, uno ad uno. Il loro colorito cambiava, passando dal giallo al verdastro. La loro pelle era cosparsa di pustole e tagli, da capo a piedi. Solo a quel punto anche la mente li abbandonava, facendoli giungere infine in uno stato di incoscienza, tra il sonno e la veglia, fino a che, dopo giorni di agonia, giungeva il desio. L'epidemia aveva decimato così la popolazione Ardetiana, colpendo indiscriminatamente donne, bambini, guerrieri e facoltosi mercanti, ministri ed artigiani. Sembrava non esserci possibilità di guarigione. Qualsiasi unguento, impacco od elisir fu del tutto inutile. La vitalità di quella gente fu assorbita nel giro di poche settimane, lasciando inermi i superstiti, incapaci di dare una spiegazione a tutto quello che accadeva attorno a loro, invocando a gran voce una giustizia divina, sorda davanti alle loro preghiere. << Non può andare avanti così a lungo, bisogna fermare il problema alla radice >> pensò Albert, mentre gli scorreva una lacrima sul viso. << Se solo Alysian potesse vedere... >> La Regina, che aveva portato il Regno di Ardetia a tutto quello splendore in passato, fu tra i primi a venire contagiata. Il suo voler essere sempre al fianco del proprio popolo non la aveva ripagata della gratitudine che meritava. Fu una morte improvvisa ed inaspettata, prima ancora che potesse eleggere un degno erede al trono. Prima ancora che la piccola Sophie Ann potesse comprendere chi fosse e quali doveri avesse nei confronti della sua popolazione. Erano passati due anni da quando Alysian aveva visto la luce del sole attraversare per l’ultima volta le vetrate del palazzo del Concilio. << Non posso permettere che il contagio vada avanti. Bisogna farsi coraggio e porre fine a tutto questo. >> *** L’alba del giorno successivo Albert lasciò Sophie Ann al sicuro, in una stanza remota tra le più alte della torre dell’orologio, con la luce del sole che le illuminava il viso, come un velo che la avrebbe protetta da qualunque pericolo, inclusi i briganti, che a quanto pare preferivano le tenebre per attaccare e saccheggiare. L’uomo, a passo veloce, accorse verso la porta di alcune abitazioni, prestando attenzione a coprirsi bene il viso, per evitare di respirare i fumi che risalivano dalle fogne. In quelle case ricordava ci fossero alcuni tra i giovani più aitanti di Ardetia. << Almeno loro si saranno salvati >> pensò. Tre colpi alla porta, veloci, era questo il segnale per distinguersi dagli stranieri. << Aprite, è Lord Albert Alois, in nome della principessa! >> La porta si aprì e delle braccia ossute lo tirarono dentro. Lo spettacolo che gli si parò davanti era penoso. Una donna teneva in braccio in un angolo una bambina, che sembrava addormentata. Attorno ad un tavolo, illuminati dalla sola luce di una candela, quattro giovani vestiti di stracci confabulavano sottovoce. Alle finestre tegole di legno erano assicurate con dei grossi chiodi arrugginiti. << Cosa fate qui, Lord Albert? Vi credevamo morto! >> << Ebbene no, sono vivo, e custodisco Lady Sophie Ann, la figlia della nostra fu gloriosa regina Alysian Elendir, in cima alla torre di Ardetia, al sicuro. Abbiamo vissuto giorni di terrore. Ormai siamo arrivati ad un punto di non ritorno. >> << Non riusciamo nemmeno a fuggire, non abbiamo cibo o acqua, temiamo che il peggio sia vicino. >> << Non se farete come vi dico. >> Tutti si voltarono a guardarlo, anche la donna nell’angolo, che sino ad allora era rimasta quasi assopita. << E cosa volete da noi? Che si prendano le armi e si vada a morire? E’ una lotta già persa! Non è con le lame che sconfiggeremo questa gente. >> << Non temete, non temete… Non vi chiedo di prendere le armi. >> Rispose Albert, rivolgendo uno sguardo furbo verso la candela sul tavolo. << Ma col fuoco. >> Per i cittadini ormai tutto si era ridotto a mettere due pesi sulla bilancia. Da una parte la loro vita, dall’altro la magnificenza che avevano costruito con il sudore della fronte. E la scelta ormai era ovvia. *** Al tramonto, proprio quando i briganti uscivano dalle loro tane oscure, spavaldi in assenza della luce del sole, avrebbero trovato la vera morte, arsi vivi. Le donne e i bambini furono i primi a nascondersi sotto la torre, nelle segrete, in un covo di pietra dove le fiamme non sarebbero arrivate. Era lo stesso luogo che era stato assicurato con possenti pilastri in ferro quando a suo tempo la popolazione fu colpita dalla tragedia del terremoto. Gli uomini più giovani erano pronti davanti alla torre, con torce e paglia, per bruciare anche le case più regali, quelle che non avevano sostegni in legna, come le loro. Lord Albert era tra quelli che si erano rifugiati, e con sé aveva la piccola Sophie, non più che una bambina, che però aveva vissuto abbastanza drammi nella sua infanzia da aver maturato una consapevolezza senza eguali, legata al peso della corona che avrebbe dovuto portare, in condizioni normali. << ANDIAMO! >> urlò uno dei giovani quando vide apparire il primo brigante, che sbucò da un tombino a fianco delle mura. Sapevano che era una missione suicida, e che molti di loro sarebbero caduti, chi per le fiamme, chi proprio per le loro lame. *** Le fiamme arsero Ardetia tutta la notte. Nei sotterranei furono ore atroci. Non era sofferenza fisica, ma un po’ si moriva dentro nel sentire le urla immonde di dolore, i tonfi dei soffitti che crollavano, pesanti sulle travi ormai incenerite. Esplosioni echeggiavano nel palazzo, dove la polvere da sparo contenuta nei forzieri dell’esercito aveva preso fuoco, riducendo in polvere tutto ciò che la circondava. Persino gli arcieri, attorno alle mura, avevano scorte di liquidi infiammabili per lanciare le frecce infuocate verso i nemici. Frecce che nessuno avrebbe più scoccato. *** Il mattino seguente, quando sorse il sole, e quando le urla, i gemiti, le esplosioni e le fiamme erano finite, su Ardetia cadeva una pioggia leggera: come se il cielo piangesse i suoi caduti. Come se il cielo piangesse la fine del suo astro più splendente. Alcuni si rialzarono, e poterono narrare le vicende di quella notte, promettendo che non avrebbero calpestato quel suolo, quasi temendo che una maledizione li stesse perseguitando. <<E’ finita >> sussurravano le madri ai propri figli in lacrime, che non meritavano di assistere ad una cotale tragedia. Sophie Ann sentiva di non poter dire nulla che potesse rincuorare i loro spiriti. Non aveva la forza d’animo di sua madre. Era una ragazza fragile, anche nell’aspetto, e sentiva che nessuna parola avrebbe risvegliato lo spirito Ardetionalista di un tempo. Troppi innocenti erano morti, per un’epidemia sottovalutata, per un male che non era stato possibile fermare, e che aveva altresì fermato i cuori di quasi tutta la popolazione. <<Albert, seguiamo questa gente. Siamo tutti uguali adesso. Dobbiamo ricominciare. >> -------------------------------------------------[GDR OFF] Per le spiegazioni GDR off, ho già scritto il nostro pensiero qui. Ciao Ardetia https://www.youtube.com/watch?v=1XPHL4Q86t4
  7. Non ti spaventare quando passi per Ardetia.
  8. Non iniziare a giocare a LoL. Salvati. Benvenuto!
  9. Ma.. Hai letto cosa ho scritto?
  10. Piccolo OT curioso: Mayu non vorrei farti star male come a inizio topic, ma dalla mappa dinamica, che non rileva i blocchi custom, anche Spes sembra "bombardata" http://mc.forgottenworld.it/map/eseldur/#map_eseldur_3d/0/9/-305/-220/64 "Admin admin stanno grieffando ***** antica!" (cit.)