Moradonx

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  1. Condivido la mia mappa politica di Karaldur, che aggiorno di tanto in tanto con i nuovi territori delle varie città del piano. L'avevo creata per scopi personali, quindi non badate alla dubbia fattura
  2. IMPORTANTE: Servono il prima possibile nether warts, legno di abete (spruce) e netherrak per poter continuare a costruire con la stessa efficienza
  3. Lo Zenit Onomir Moradon salì con decisione i gradini dell'alto palco che gli era stato costruito al centro dell'accampamento. Indossava una giacca grigia e dura che rispecchiava il suo carattere stoico, e tra i suoi capelli brizzolati spiccava il diadema con la pietra Birdùr tramandato dalla sua famiglia. Intorno a lui si era riunita un'enorme quantità di gente volenterosa di essere partecipe a quell'evento storico, era presente la quasi totalità delle persone che lo avevano seguito nell'Aramain. Si prese un attimo per lanciare uno sguardo penetrante lungo la folla, aspettando che calasse il silenzio, poi proruppe con voce forte: <<Oggi è un giorno glorioso per la nostra comunità. Sono passati più di sessant'anni da quando il popolo di Lumvalos ha perso la propria patria per cercare la salvezza nel piano di Karaldur. Ognuno di noi ha portato il proprio contributo alla fioritura della nuova Spes, una casa per tutte le nostre famiglie, ma ora è tempo di ritrovare la nostra strada. Insieme a tutti i nuovi compagni che si sono uniti a noi durante questo viaggio, che provengano da nobili famiglie di altre città o dal più piccolo dei villaggi, ora saremo uniti sotto un unico nome, il Regno di Altabruma. Ci sono voluti molti anni per prepararci a questo progetto, ma l'eccellente lavoro dei nostri minatori, architetti, fattori e mercanti ci ha permesso di stabilirci nell'Aramain centrale. Adesso è il momento che alte torri sorgano dalle acque del Lago Specchio e s'innalzino maestose verso il cielo!>> La folla esultò, acclamando con eccitazione all'idea che l'immagine descritta dallo Zenit si sarebbe realmente concretizzata nel giro di pochi anni, visti i grandi preparativi che finalmente erano stati completati. <<Avrò bisogno di tutti voi per compiere questa opera. I nostri esperti costruttori sono impazienti di cominciare con i lavori più impegnativi, ed è rimarchevole l'entusiasmo di tutti i volontari che sono pronti a seguire le loro direttive per accelerare il più possibile lo sviluppo della nostra nuova patria. A loro, dico che ora siamo pronti. Oggi io, Onomir Moradon, in funzione di primo Zenit, dichiaro che questo territorio è il nostro dominio. Oggi dichiaro la nascita di Yalven.>> Il boato che accompagnò la conclusione fu come un'esplosione. Le parole di Onomir sapevano coinvolgere il cuore dei suoi seguaci, che da tanto tempo erano pervasi dal desiderio di realizzare quel sogno. Mentre applaudivano, alcune persone avevano le lacrime agli occhi, altre ringraziavano Uhle, e anche chi aveva un'indole solitaria si sentì, in quel momento, parte di qualcosa di veramente grande.
  4. L'ultimo messaggio lasciato dal Gran Sacerdote al tempo della sua sparizione, indirizzato ai fedeli di Uhle: Lunghi anni son passati, da che i Figli ci han dannati. Nera la furia, scuro il suo cielo, gli Inni suoi dal Luogo si eran alzati. Ma nella Fine, al Sommo sdegno, invocati fummo a rimetter pegno. Con di cenere gli occhi e fiamme le membra, di gravoso terròr la fede morì pregna. "Sciocchi mortali, da me non vi proteggeràn le vie circolari! Scavate dai Figli, di voi speranza, il vostro animo l'occhio giudicherà ad oltranza!" Calmo l'aere ora è, mentre allo spezzato popolo manca il suo Re. Che vi perseguitino le mie parole, cariche del Sommo furore. "Per cinque volte il Dannato cinque volte danza, punito e immobile nella pallida eleganza Allor' si che il nuovo sognator sarà rivelato, con di fine il suo verbo caricato." Fin allor tutta la Parola come le montagne sia, immutabile e forte che neanche il vento la spazzi via. GDR by @Leotred
  5. Da “Compendio della Cronistoria del Regno di Altabruma”, pag. 56 e ss. (capitolo introduttivo “sulla fondazione”): La storia della fondazione del Regno di Altabruma ha da sempre interrogato numerosi storici della stessa nazione; l’analisi attenta dello sviluppo del sentimento indipendentista e autonomista della comunità già Uhleista e, successivamente, mercantile che avrebbe dato vita al primo nucleo di Yalven, comporta un cammino a ritroso nella storia della città di Spes fino, e oltre, il 2904 d.F., anno dell’attraversamento del mirabile Antico Portale da parte delle popolazioni Eselduriane. Inoltre, lo studio in questione è reso notevolmente più complesso dalla continua commistione delle vicende politiche con la personalità religiosa della comunità e dalla presenza costante e particolarmente influente delle autorità ecclesiastiche dell’Ordine di Uhle. In altre parole, scindere la componente sociale ed economica dalla componente uhleista è impossibile, tanto che, qui che in ogni altra città, vale la famosa affermazione “non vi è ideologia senza fede, non vi è politica senza religione”. Sono necessarie numerose conoscenze per affrontare il cammino della storia di Altabruma, gli autori, in questo testo, si prefiggono di offrire una panoramica generale quanto più chiara ed esemplificativa della realtà e dei fatti avvenuti e susseguitisi nel corso degli anni, mentre una analisi più attenta e dettagliata è presente nei manuali successivi, disponibili presso lo stesso editore. 2903 – 2904 d.F. : Questi anni, tristemente noti come gli anni dell’apocalisse eselduriana, sono stati spettatori di un enorme afflusso di popolazioni provenienti da tutto il piano precedente nella città centrale di Spes, protetta dalle inondazioni dalla possente cinta muraria naturale delle montagne. Tra le tante città che scelsero Spes come loro ultimo baluardo e come fortezza di speranza e di salvezza, figura anche Lumvalos, capitale del Dominio di Uhle e bandiera della fede Uhleista a Eseldur. Metà della popolazione cittadina perse la vita durante l’esodo dalla città in seguito alla improvvisa e drammaticamente violenta eruzione del vulcano Darata, a causa della lava, dei frammenti piroclastici, dei fumi contenenti una alta percentuale di zolfo e, nei giorni successivi, per le ustioni riportate durante la fuga. Una figura centrale dell’esodo lumvalossiano è sicuramente il Gran Sacerdote in carica al tempo, Avernal II, successore della celebre Asenath. Egli è il primo ingranaggio del nostro percorso e rappresenta la più totale fusione tra i poteri temporali e religiosi, incarnando la figura di sovrano e guida delle anime della popolazione del Dominio. Egli guidò, a piedi, la popolazione in un marcia estenuante e ricca di pericoli da Lumvalos a Spes, tenendo tuttavia alto lo spirito di sopravvivenza dei suoi concittadini. A Spes, nei mesi precedenti allo scontro tra i figli dannati e Draith William, supernica incarnazione di quanto vi è di più corrotto nelle creature di Uhle, la presenza di Avernal contribuì a una diffusione quasi epidemica della fede lumvalossiana, con un proselitismo che mai ci si poteva immaginare in una situazione di disperazione come quella che era presente nell’ultima Spes di Eseldur. Tra le capanne, il fetore dei moribondi e la continua e instancabile presenza dalla morte e della miseria, la parola del Sommo arrivò al cuore catramoso delle genti del piano, mostrando quale fosse la vera natura degli uomini. Dopo l’attraversamento del portale interplanare nel 2904 d.F., la comunità uhleista, prevalentemente lumvalossiana ed ejiteliana, rimase unita e salda attorno alla casta sacerdotale e attorno alla figura di Avernal II, che confermò il proprio ruolo di guida e sovrano. Nonostante la diffusione capillare del culto di Uhle, la comparsa dei Superni e il loro intervento drastico nella storia delle loro creature, gli uomini, ridestarono in tutte le popolazioni la fede supernica, andando quindi a polarizzare nettamente la componente religiosa della prima Spes, con una visione anch’essa fortemente divisa della natura stessa delle entità “che volano”. In questo sono già visibili i segni di frattura e debolezza si cui si parlerà in seguito. 2905 – 2907 d.F. : Questi sono anni di grande crescita economica e demografica a Spes, con una spinta edilizia notevole e un aumento considerevole del numero di abitanti della città. La comunità ben si insedia nel neonato Quartiere del Faggio, costituendo un primo nucleo di mercanti e borghesi, insieme a svariati altri gruppi provenienti dalla differenti realtà presenti nel calderone etnico e linguistico di Spes. 2908 d.F. : L’anno in questione funziona da spartiacque tra la storia precedente e la storia successiva dell’Uhleismo e della comunità che sarebbe divenuta, nel giro di 60 anni, il primo nucleo dei fondatori del Regno di Altabruma. Nel 2908 d.F. il Gran Sacerdote scompare, lasciando un ultimo messaggio. Non è difficile immaginare il trauma che questo terribile evento deve essere stato per l’eredità lumvalossiana, ancorata con reverenza al suo pastore e al proprio passato, incarnato da Avernal II. Emerge qui, in questo scenario, Amaryllis Kòlis, Arcicustode del Dominio di Uhle. La carica è la principale responsabile della diffusione e della protezione della fede nel Sommo e costituisce, di fatto, la più importante figura religiosa dopo il Gran Sacerdote. Kòlis si occupò di tenere saldo il popolo e di mantenere viva la fede e la dottrina, nonostante i risultati di questo tentativo sarebbero stati quasi completamente vani e del tutto fallimentari, per la natura titanica dello sforzo. Le pecore, private del pastore e del contadino che fornisce loro nutrimento e difesa, si rivelano per quello che sono, ovvero ovini pavidi e tremolanti, preda delle più basse e ridicole paure e timori. Iniziano ora due movimenti contrari, o meglio, antiparalleli. L’uhleismo, da una parte, si concentra attorno al proprio passato e diviene sempre più ortodosso e tradizionalista, rimanendo attaccato alle certezze dottrinarie del passato e bloccando ogni spinta avanguardista e modernista, esiliando dalla comunità i meno adatti e i più sovversivi, valutati secondo i criteri decisamente soggettivi delle autorità ecclesiastiche private della loro guida. Di contro, ha inizio un movimento centrifugo della comunità che vive la cosiddetta “diaspora Spesiana”, che dura per 30 anni sino alla seconda metà degli anni 2930. Il tasso di crescita dei proseliti e la crescita economica interna all’eredità lumvalossiana si arrestano improvvisamente, come conseguenza della chiusura in sé stessa della popolazione, similmente a una chiocciola che si ritrae velocemente nella propria conchiglia. La diaspora avrà termine con la rinascita del sentimento indipendentista e il desiderio di una propria identità che l’era delle esplorazioni porterà con sé. Prima di passare al paragrafo successivo, con la rinascita della comunità a opera della famiglia Moradon, è necessario analizzare le trasformazioni che avvennero in questi anni, che coprono un arco considerevole della nostra storia. La chiusura della religione in sé stessa portò naturalmente con sé una perdita di potere delle autorità sacerdotali e il ricordo della potenza del Gran Sacerdote iniziò a svanire, sino quasi a diventare uno scialbo e pallido ricordo nei libri di storia. La popolazione dimenticò in fretta il timore reverenziale nei confronti del vicario della divinità, ponendo la propria fiducia negli altri autorevoli membri del vecchio sinodo del Dominio. Il potere temporale scomparve completamente dalle mani dei sacerdoti, che videro ridotta la loro area di influenza alla semplice area delle celebrazioni e della fede. In poche parole, l’uhleismo passò in secondo piano rispetto agli interessi economici e politici, rimanendo comunque presente nella vita dei fedeli. 2936 d.F. : In questo anno, la amministrazione di Spes, primariamente rappresentata dal Protettore Leotred (ramo cadetto dalla famiglia dei Gran Sacerdoti, anche se nulla hanno a che vedere le due famiglie, ormai così lontane da poter essere considerate distinte), iniziò a finanziare e sovvenzionare attività di ricerca ed esplorazione in tutto il piano di Karaldur. Moltissime basi vengono fondate con altrettanti porti e numerose spedizioni commerciali iniziano a portare a Spes tracce della presenza di popolazioni autoctone, il tutto accompagnato da una rinascita economica non indifferente. In questo contesto emerge al famiglia Moradon, erede della Guardia dei Sigilli di Lumvalos, ruolo addetto alla gestione finanziaria della città. Onomir Moradon emerge come guida della comunità, promuovendo il rinforzo della identità etnica e religiosa. Tuttavia, la grandezza del futuro primo sovrano di Altabruma va oltre e risiede nel suo tentativo, riuscito, di unire la vecchia Lumvalos alla nuova classe mercantile e medio-borghese spesiana. Grazie a sovvenzionamenti della stessa famiglia Moradon e di altre famiglie agiate, viene espansa la comunità del Dominio a comunità economica e primariamente mercantile. Mutuo soccorso e prezzi agevolati sono le caratteristiche vincenti di questi anni, che portarono a una vera e propria resurrezione economica e sociale della futura Yalven. Il secolarismo, impedito a Lumvalos, trionfa e si assiste al definitivo allontanamento tra fede ed economia e politica. Le autorità ecclesiastiche, anch’esse rinnovate da questa spinta tanto attesa, si presentano alla popolazione con una maggiore apertura e richiamando l’uhleismo del Dominio, personale e fortemente attivo, seppur i ruoli, come abbiamo largamente spiegato, siano diversi e mutati. La propaganda religiosa subisce una nuova impennata e il numero di fedeli aumenta, a beneficio della comunità mercantile. Segue un periodo di grande apertura e sviluppo a Spes, dove i sogni di indipendenza e autonomia sembrano avvicinarsi velocemente alla loro concretizzazione. 2936 – 2946 d.F. : Come anticipato nel paragrafo precedente, in questo decennio la comunità cresce e si sviluppa a Spes, mossa dalla alleanza economica e dai numerosi vantaggi provenienti dagli accordi ideati a realizzati da Moradon. Nonostante il lettore giudicherà ripetitivo il nostro insistere sulla questione, a nostra scusante vi è la grande importanza di questa dinamica sociale e politica nella storia di Yalven dopo la fondazione: la separazione e l’allontanamento della componente religiosa dalla vita politica. Questa nozione entri con forza nella testa e nel bagaglio conoscitivo di ogni studente e anche del semplice appassionato di storia contemporanea, qui risiede la chiave per comprendere la sociologia di Altabruma e il suo intero sistema politico. La fede uhleista permane nella popolazione come forte elemento di identità, ma perde quasi completamente le proprie prerogative temporali e laiche. Tornando al nostro racconto storico, che amiamo definire “coinvolgente e profondamente umano, come lo sono le storie dei popoli”: dopo il decennio dorato, la comunità vive una seconda crisi, questa volta necessariamente e puramente “secolare” e svincolata da qualsivoglia componente fideistica. La crisi che cercherà di schiacciare i mercanti di Spes è economica, riguarda, curiosamente, la stessa esplorazione geografica che aveva dato vita agli accordi di Moradon, figura chiave di questo periodo. 2947 – 2950 d.F. : La esplorazione geografica finanziata da Spes continua senza sosta e raggiunge in questi anni il suo apice. Nel 2950 d.F. viene fondato il quinto e ultimo dei grandi avamposti karalduriani: Birvilner, lo zenar di ghiaccio, soprannome valsogli a merito delle proficue attività commerciali aperte all’interno delle resistenti mura. Nella città neutrale del piano vengono convogliate tutti i desideri di ricchezza e tutte le speranze di guadagno riposte in questi avamposti oltremare. Neanche la forte e solida comunità yalviana rimase indenne a questi potenti colpi alla gola dell’uomo: la brama di ricchezze, l’emergere di mercanti con prezzi eccessivamente concorrenziali e la difficile spartizione delle aree di influenza portarono in poco tempo alla disgregazione e alla frammentazione della piccola società. A questo periodo seguirono poi due anni e mezzo di nuova rivincita dell