MasterG26

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  1. Avventurieri: -Jetwin: Erak Drengot-argon: Xenon Obscurius-Mayuri92: Aoyagi Keigo-MasterG26: Erik Resoconto quarta sessione: Eliminati gli individui sospetti, il gruppo interroga il mago, ma senza ottenere nulla. Fattasi ormai l’alba decidono di sbatterlo in prigione e di dividersi. Xenon e Erak vanno in prigione a controllare i sospetti. Mentre Erik e Aoyagi vanno ad assistere al discorso dell’imperatore. Nelle prigioni sono stati rinchiusi due nani camuffati da umani e un bambino che sperava di intrufolarsi per trovare del cibo. Delle guardie portano in cella un altro individuo armato di coltello che affermava di volere uccidere l’imperatore, esso era un ex membro del gruppo dei congiuratori ma non sapeva nulla del piano e voleva provare per conto suo ad uccidere l’imperatore. Nel frattempo il discorso dell’imperatore che procede tranquillo senza impedimenti, ma Erik sospetta nel governatore della Edia che gli ricorda il losco individuo incontrato qualche sera prima. L’imperatore si muove nella grande sala per firmare il trattato e dopo il discorso dell’imperatore alcuni uomini si alzano e sbattono le mani urlando contro l’imperatore. In lontananza si sente un susseguirsi di 10 esplosioni e successivamente dalla folla si alza un uomo con una bomba in mano che viene riconosciuto come Editio. Non appena l’uomo si alza, l’imperatore della Edia corre per andare a ripararsi dietro al trono mentre Xenon si fionda per fermarlo inutilmente e Erak con un dardo ben centrato fa cadere la bomba. Evidio cerca di recuperarla ma la bomba esplode in mezzo alla folla uccidendo un grande numero di persone. Nell’isola c’è il caos generale mentre tutti tentano la fuga. L’imperatore abbandona la stanza scortato dalle sue guardie.
  2. Il drum of gathering della Botania (nello specifico nella funzione di raccogliere il latte dalle mucche) funziona perfettamente fino a quando il chunk rimane caricato, ma appena il chunk non viene più caricato smette completamente di funzionare anche dopo che ritorna ad essere caricato.
  3. Scusa se non te lo dico nel modo che avrei voluto. Non volevo essere un supereroe, volevo solo tenere la tua mano ma mi sa di aver chiesto troppo o di non valere abbastanza. Tu avevi il compito di amarmi e proteggermi. Invece ho aspettato tanto a lungo senza di te e ho sacrificato la parte del mio cuore che credeva che i sogni potessero diventare realtà. Credevo che tutto avrebbe funzionato senza alcun dubbio. Non ero abbastanza per te? Oramai è troppo tardi per chiudere questo gioco Le ferite che hai lasciato qui si sono trasformate in paura Tu avevi il compito di amarmi e accettarmi. Dovrei scusarmi di non essere stato abbastanza? Dovrei scusarmi per essermi arreso? Avevi molte possibilità, le ho ritirate tutte. Perché dovrei lasciarti libero se non riesci a smetterla di farmi del male senza saperlo. Sei a conoscenza di quello che mi hai fatto? O i tuoi occhi sono così pieni di veleno da non potere vedere. E la parte più triste e che tu non leggerai questa poesia. Grazie per niente.
  4. Ruolo: Player Esperienza con i moddati: Gioco nei server moddati praticamente da quando ho iniziato a giocare a Minecraft. Ho giocato a parecchi pacchetti della FTB e Tekkit ma non seguo lo sviluppo di mod dalla 1.8 e ho giocato nell'ultimo server Jet (anche se l'ho scoperto qualche mese prima della sua chiusura) Perché dovresti essere scelto: Perchè mi piace molto Minecraft moddato e mi piacerebbe dare un contributo alla community
  5. Trenk posò la bottiglia e fissò per qualche minuto la foresta, nella sua mente giravano molte storie diverse ma era indeciso su quale raccontare. "Ci sono!" esclamò così forte da fare girare i presenti e non curante se qualcuno lo stesse ascoltando iniziò a raccontare una storia. "Si racconta che dentro a questo bosco vivevano tranquillamente la propria vita una madre e sua figlia. Erano entrambe ottime cacciatrici e molto spesso andavano a caccia assieme. In una giornata molto fredda, mentre erano impegnate in una battuta di caccia, si imbatterono in un gruppo di briganti che senza pietà ucciserò la madre davanti alla figlia e le derubarono di tutti i loro averi. La figlia era sconvolta e piangeva a dirotto mentre congelava ormai priva dei suoi vestiti, fu costretta a ripararsi nell'unica cosa calda lì vicino, il corpo ancora caldo della madre che giaceva a terra di fianco a lei. Questo avvenimento la cambiò profondamento e crescnedo seguì l'unica cosa che le rimaneva, il suo istinto. Ritornò a casa e reclamò il suo territorio, qualunque creatura si avicinasse a casa sua veniva uccisa senza ritegno, compreso l'uomo, che scoprì essere la sua preda preferita. Un giorno un gruppo di soldati si addentrò nella foresta dopo le numerose segnalazioni di persone somparse, e entrarono per loro sfortuna nel territorio della cacciatrice, l'ultima cosa che sentirono fu il canto di una donna, seguito da un urlo."
  6. "Il solo ed unico idromele di casa mia." rispose porgendo la bottiglia a Garis. Si girò verso Adalberto porgendogli un'altra bottiglia. "Ne vuole un pò anche lei? È una ricetta antichissima della mia famiglia."
  7. “È piacevole vedere un volto nuovo in mezzo a noi stanotte” esclamò il vecchio Trenk mentre sorseggiava la sua bottiglia di idromele. Malgrado la sua età, Trenk era ancora molto in forma e, senza alcuna difficoltà, riusciva ad aggirarsi per la foresta da solo, senza mai però abbandonare il suo bastone da passeggio e la sua fidata bottiglia.
  8. Mentre gli altri capitani erano impegnati nei festeggiamenti dell’anniversario della fondazione di Nocturna, Viltis era impegnato nella stesura dei rapporti dei dati esaminati. Prese il calamaio e iniziò a scrivere sul suo diario: 15 Mos 3006 d.F. “Sono passati alcuni giorni da quando si imbatterono due vagabondi in una tesla nel tentativo di introdursi nel territorio cittadino, degli addetti alla manutenzione li trovarono e li portarono immediatamente da me per salvarli, non sono capace di salvare le loro vite, ma posso studiarli per i posteri. Soggetto 1 Stato: deceduto Identità: sconosciuta Il soggetto è deceduto per arresto cardiaco dopo aver subito una scarica elettrica ad alta intensità. Il corpo presenta delle ustioni esterne ed interne così profonde da aver carbonizzato il tessuto osseo. La morte è stata istantanea quindi non sono stati fatti tentativi per rianimarlo. Soggetto 2 Stato: non cosciente Identità: sconosciuta Il soggetto è riuscito a sopravvivere poiché è stato esposto meno tempo alla scarica elettrica. Il paziente presenta dei sintomi tipici quali: spasmi; perdita dei sensi alternato a stati confusionali ma le condizioni vitali sono relativamente stabili. Nel corpo sono presenti numerose ustioni esterne, ho deciso di non eseguire alcuna biopsia per evitare di far peggiorare le condizioni del paziente." Viltis Dopo aver finito di scrivere i suoi appunti, arrivò il suo assistente, invitandolo ad unirsi ai festeggiamenti. Viltis non era un tipo da feste, ma dato che il lavoro era finito si lasciò convincere a svagarsi un po’, dopotutto, che male potrà fare un po’ di divertimento?
  9. Ciao a tutti, chiedo venia ma mi sono appena reso conto di non essermi presentato quando ho iniziato a giocare. Mi chiamo Giorgio vengo da Palermo e mi piace giocare a molti giochi.
  10. “Lascio tutto in eredità a mio nipote Viltis, che possa continuare quello che ho cominciato” il comandante nocturno lesse il testamento di Berk alla figlia Emily. “Sono queste le ultime volontà di tuo padre” disse il comandante sconvolto della situazione. La donna che era stata cordiale per tutto il tempo, indietreggiò fremendo dalla rabbia. “Per me mio padre è morto 25 anni fa, quando mi ha abbandonata per seguire il tuo maledetto progetto, non ho intenzione di perdere pure mio figlio per i tuoi sogni irrealizzabili!” rispose furibonda. “Emily, Berk si è sacrificato per Nocturna, è morto per sigillare l’unica entrata del bunker. Non sei obbligata a lasciare che tuo figlio venga da noi, ma considera l’opzione che tutti e due possiate trovare rifugio nella città.” “Quella città ha portato via l’unica cosa che contava nella mia vita, abbiamo vissuto una vita di tormenti senza di lui, non sapevamo né se sarebbe mai tornato né se era ancora vivo!” “Non c’è bisogno di tutta questa discussione, mamma” esclamai io uscendo dalla mia stanza “Ho intenzione di accettare la proposta del signor Mayuri e le volontà di mio nonno, che tu venga o no.” Mamma rossa di rabbia appoggiò le mani al tavolo dandomi le spalle cercando di nascondere le lacrime. “Che cosa ne sai tu di tuo nonno? Ci ha abbandonati tutti!” Appoggiai la mano sulla spalla di mia madre cercando di rassicurarla. “Io credo in lui, madre, la nonna mi raccontava sempre delle sue avventure, e poi, so di poter essere d’aiuto a Nocturna.” Mia madre disperata scoppiò in lacrime girandosi verso di me. “Per favore Viltis, non abbandonarmi pure tu.” L’abbracciai per consolarla, non volevo abbandonarla, ma sapevo che stavo facendo la scelta giusta. “Madre, allora lascia che tu venga con me, vivremo tranquilli in fondo al mare, lontani da tutti i problemi che ci affliggono.” Il comandante, imbarazzato dalla situazione, chiese umilmente scusa e se ne andò. Nei giorni seguenti mia madre fu molto silenziosa, non era arrabbiata con me, stava solo cercando di capire cosa sarebbe stato meglio per entrambi. Alla fine accettò a malincuore di venire con me. Sapevo che a lei non importava nulla della città, e non voleva perdere un’altra persona che amava. Il comandante venne a prenderci la settimana successiva per andare verso Nocturna, durante il lungo viaggio nessuno parlò, io sapevo di fare la scelta giusta ma ero comunque spaventato da ciò che mi aspettava. Arrivato alla base rimasi stupefatto dei prodigi dell’ingegneria presenti in quella città, lo spettacolo che si vedeva dalle grandi vetrate era suggestivo. Fui accompagnato dal capitano comandante Mayuri agli alloggi di mio nonno, dove avrei vissuto. “Tutti gli averi di tuo nonno sono in questa stanza, adesso sono tuoi” disse il capitano Mayuri appoggiato alla soglia della porta. “Spero di trovare qualcosa di utile… ah comandante, un’ultima cosa. Sono un medico, se ci fosse bisogno di me non esitate a contattarmi.” Mayuri annuì e se ne andò. Rimasto solo decisi di curiosare tra gli averi di mio nonno, ma la cosa che attirò di più la mia attenzione fu una canna da pesca di legno appesa al muro con sopra inciso “discepolo di Eramand.” Non riuscì a trattenere la mia curiosità e cercai qualche altro indizio su questo individuo, tutto quello che trovai fu un diario con tutte le loro avventure di pesca, c’era tanto che non sapevo di mio nonno, ma la stanchezza mi impediva di continuare a cercare. Mi misi a dormire sapendo che la mia vita da oggi in poi sarebbe stata diversa.
  11. Partecipo (xXNanoPowaXx)