diwima

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  1. rettifico... per giustizia ... Perdite: 25'000 Alleanza 10'000 Asse 33 giocatori VS 18 giocatori 33000 vs 18000 Perdite: 33'000 Alleanza 6'000/8'000 Asse (rimasti in vita 11 giocatori.
  2. per ora non voglio che le fungovie arrivino nelle provincie di Dragonia... per il momento
  3. Diamante = 1/64z Alluminio = 1/30z Copper = 1/20z Silver = 1/3z Nickel = 1/3z Lead = 1/3z Oro = 1/1z Ferro = 1/1z Steel = 1/4z Electrum = 1/7z Costantine = 1/27z Legno Grezzo = 1C/200z Legna Trattata = 1C/20z Cibo (pane,patate) = 1C/100z Cibo (carote) = 1C/50z Cibo (carni) = 1C/ 200z Cibo (altro) = 1C/50z Ind.3 = 1/400z Prot.4 = 1/700z Att.Morb.4 = 1/800z Aff.5 = 1/500z Sac.3 = 1/1000z Eff.5 = 1/500z Fort.3 = 1/1000z Ripristino = 1/16000z Spada Diamante (AF5, IND3, SAC3, CON2, ASP2, RIP) = 1/25000z (AF5, IND3, SAC3, ASP2, RIP) = 1/25000z (AF5, IND3, SAC3, CON2, ASP2) = 1/9000z (AF5, IND3, SAC3, ASP2) = 1/9000z Ascia Diamante (AF5, EF5, IND3, FOR3, RIP) = 1/20000z (AF5, EF5, IND3, FOR3) = 1/4000z (EF5, IND3, FOR3) = 1/2500z (EF5, IND3, TOCCO) = 1/2500z Piccone Diamante (EF5, IND3, FOR3, RIP) = 1/20000z (EF5, IND3, FOR3) = 1/4000z (EF5, IND3, TOCCO) = 1/2500z Arco (PO5, IND3, IMP2, FIA, INF, RIP) = 1/5000z Revolver = 1/500z Revolver Full = 1/1000z Munizioni Perforanti = 64/6500 Railgun Full = 1/2000z Munizioni Railgun = 64/100z
  4. fatto ... mi scuso per non averlo fatto prima, ma il gdr mi era stato approvato e revisionato da marok w si... solo alcune famiglie/casate possono divenire re
  5. Ciao Ragazzi e Ragazze di ogni età, per farvela breve, vorrei ricordarvi, il giorno in cui avete dato "la vostra parola", o postato "il vostro progetto", a sostegno di questo server... ciò sta a significare, che qualcuno qui, non è una persona seria. So perfettamente, che ci sono altri giochi, migliori di MC; a tal punto da chiedere allo staff di ampliare o modificare il gameplay del server... ma tanto, anche se lo staff facesse quello che chiedete, voi vi comporterete nella stessa maniera attuale; dando solo dei fastidi ad esso, e facendogli perdere tempo prezioso. Se desiderate un gioco diverso da quello, che questo server vi propone; potete andare tranquillamente, in altri serve. Oppure, potete rimanere in questo, e mantenere "LA CAVOLO DI PAROLA CHE AVETE DATO!!". Io personalmente non ho dato nessuna parola, ma, a me danno fastidio, le persone che promettono, e poi non mantengono... vi faccio un esempio con qualche domanda: -Avete creato la nazione/città dichiarata nel vostro post? -Avete creato e finito tutti gli edifici della città? -Le vostre città/nazioni, sono completate? se non avete risposto, con un "si" a tali domande... allora fate una cosa; andate nei server che più vi aggradano e lasciate giocare e crescere, i "nuovi" giocatori di questa nuova era di forgotten. E sia chiaro, non è che se voi non volete giocare, ci impedite a noi di creare le "Nostre" città, nel periodo estivo,"chiudendo".. se è per un mantenimento del server, io ed altri giocatori come me, siamo sempre disposti a donare. "E sia chiaro a tutti; se questo server, si riprenderà, e farà divertire centinaia o persino migliaia di giocatori di MC, il merito sarà dello staff, e di chi lo ha sostenuto con la sua presenza giocando," e non di chi si dichiara "un vecchio player" della 1°,2°,3°,4° o 5° Era... se siete quello che dite di essere, Dimostratelo. Io sono Diwiman, un nuovo Player della VI Era, e vi aspetto in game. "XD mi piace provocare le persone ^^"
  6. per leggere questi commenti, ci ho messo di più, che a leggere il mio gdr XD.... Cmq non potete pretendere che tale server riesca a fare il pieno, se i suoi Giocatori al suo interno, si sono "Stufati", o "si sentono Vecchi", i quali, aspettano che gli admin gli vanno a casa loro, e giochino x loro, e sopratutto, non hanno più "fantasia". io credo che questo server abbia una infinità di possibilità di gioco, e se solo tutti si impegnassero, invece di sfruttare i pochi che costruiscono. Problema dei soldi: è vero che è difficile inizialmente con i diamanti, ma se fate ben attenzione ai PI, si possono scambiare con gli Zenar; facendo ciò si possono creare economie interne con le "Note di Credito" assieme alle pepite di Copper e Alluminio (i quali materiali servono sempre). = "Richiesta di Usare La fantasia" Problema di attività nel server: è vero che ci sono molte poche attività-eventi, per il fatto che il server è stato aperto poco prima degli esami. Ma tralasciando questo, come ho detto, ogni nazione può creare attività-eventi da soli; da tornei 1vs1 o 3vs3 (in arene create appositamente), fino a creare delle gare con i "Cavalli" o con le "Barchette" o direttamente gare di pesca. = "anche per risolvere questo Problema è richiesta la Fantasia". Problema di frequenza nel server: in questo caso, molti giocatori in minecraft, si aspettano di entrare in un server; e come nei minigame e nei factions, diventare subito cazzuti e competitivi... il fatto che FW sia un towny, rende queste persone (che dedicano al server solo poche ore a settimana), un po frustrati; poiché a parte entrare per scaricarsi un po, su quelli che giocano 40 ore settimanali nel server, non fanno nient'altro. e poi dicono "ma sto server è morto". ci sta il pvp, ma almeno, cercate di capire che tale evento, è perfetto dopo una preparazione, ed inutile o quasi distruttivo prima di essa. se qualcuno mi dice il contrario, dovrò intuire che ha la memoria corta^^(5° era ed altri esempi). per il resto, io vi chiedo di impegnarvi con un senno del poi... costruendo delle città dove poi, poter arruolare, e fare quante più guerre si vorrà fare.... ma vi chiedo con tutto il cuore: USATE LA VOSTRA FANTASIA!! "il limite di minecraft non è un plugin o un admin, ma LA VOSTRA FANTASIA." spero di essermi spiegato. a presto
  7. Numero Provincia (La città dovrà sorgere ad almento 50 blocchi dal limite della provincia):205 Nome Città: Dragonia Nome Nazione: Regno di Apolisia Nome dei Cittadini: Apolisiani Forma di Governo: Monarchia Elettiva Sindaco/Re: Diwiman Lista Fondatori: Diwiman Lupacchia2 zNiiko zAlekPvP marciux Cristhor Lordlollox Kingminecraft296 Sky_TnT DoctorWho28 _FrankyPazz_ GDR di Fondazione qui
  8. Parte Prima - Un Nuovo Mondo - Capitolo 1 - LA NASCITA DEGLI APOLISIANI - Il popolo di Eseldur, attraversando "l'Antico Portale"(dopo lo scontro tra i Superni e Drarth William) riuscì ad approdare nel mondo di Karaldur; pochi giorni dopo, però, alcuni abitanti inspiegabilmente, notarono qualche cambiamento a livello fisico, più riconducibile ad un morbo, ovvero: occhi chiari, capelli color bianco argentato e la sensazione di bruciore interiore. Definite tutte le caratteristiche di questo morbo, alcuni dottori, iniziarono a visitare tutti gli abitanti per capire quali persone ne fossero affette. Pochi giorni dopo, i dottori, per studiare le caratteristiche del morbo, la sua provenienza ed una possibile cura, presero tutte le persone affette da esso mettendole in quarantena. Successivamente, nel pieno svolgimento delle ricerche, una bambina di nome Apolisia morì per il troppo dolore causatogli dal morbo. Dopo tale evento, tutti gli Abitanti di Spes iniziarono a rinominare tutte le persone affette da questo morbo "Apolisiani” o “Figli d’Apolisia". Qualche settimana dopo, i casi di questo morbo divennero numerosi, tanto da allertare molte Famiglie; le quali incaricarono alcuni dottori privati, di far chiarezza su questa malattia e la sua pericolosità. Poche settimane dopo arrivò il referto dei medici incaricati, dal quale ne ricavarono le seguenti informazioni: “ Rapporto 1. I pazienti, sono alquanto irrequieti, dopo aver testato la reazione in alcuni bambini con i nostri medicinali. In alcuni casi, abbiamo riscontrato un attaccamento morboso, verso gli altri ‘Apolisiani’, come se avessero paura a rimanere da soli. “ “ Rapporto 2. Quest’oggi una donna Apolisiana ha partorito un giovane maschietto, il quale aveva già le caratteristiche del morbo, perciò presumiamo che possa essere ereditato dai genitori. “ “ Rapporto 3. I casi di affetti dal morbo sono cessati da settimane, in conclusione, il morbo non può essere trasmesso, ma solo ereditato. Il motivo di questo morbo a noi medici è sconosciuto, va oltre le nostre conoscenze.In fine abbiamo denominato questo morbo, Il morbo di Endulson per via delle caratteristiche fisiche che presentano le persone affette. “ Nel 2904 d.f . due mesi dopo l’attraversamento del portale, alcuni gruppi di persone, cominciarono a nutrire pregiudizi e un certo astio nei confronti di questi Apolisiani, il motivo di ciò, era dovuto dai diverbi, di alcune famiglie residenti nella città. L’astio si tramutò in odio dopo alcuni scambi commerciali non andati a buon fine. Di lì a poco, alcuni abitanti cominciarono a far girare voci infondate, su tutte le famiglie Apolisiane residenti nella città, le quali crearono le basi per cui, alcuni membri di queste famiglie, vennero derisi, umiliati e insultati da queste persone. Tali individui, furono identificati, da lì in poi, con l’appellativo di “Vah” da tutti gli Apolisiani In quello stesso anno, decisero di riunirsi in segreto, tra gli esponenti maggiori di ogni famiglia Apolisiana, e dopo una lunga discussione, la decisione finale fu, che, avrebbero dovuto abbandonare Spes, per evitare l’aggravarsi della situazione, e vivere da eremiti finché le cose non si fossero calmate o non avessero avuto un’occasione per riscattare il nome e l’onore di tutti loro. Capitolo 2 - DIFENSORI DI SPES - Nel 2905 d.f., tutto il popolo di Karaldur si preparò ad affrontare una gigantesca ondata di Bakreantu, nell’atto di invadere ed attaccare una Spes ancora in costruzione. Tutti gli abitanti, capaci di brandire una spada, arrivarono da ogni angolo della regione, per dare il loro contributo alla bonifica di quei territori. Due Apolisiani, Ivanov Dandu e Archealion Dragoy, si recarono presso la Città, con l’intenzione di riscattare tutte le famiglie che rappresentavano, dalle voci infondate e diffamatorie fatte girare dai “Vah”.. Si recarono immediatamente in armeria, parlando col fabbro della città, per ricevere armatura e spada come tutti i componenti dell’esercito. Passarono le successive settimane ad allenarsi con il plotone a cui erano stati assegnati, risultando ottimi guerrieri. Il tanto atteso giorno arrivò, la battaglia fu sanguinosa e molto dispendiosa, i due compagni di scudo si difesero a vicenda, spalla contro spalla, decimando i Bakreantu e salvando diverse vite. Passarono ore ed ore, calò la notte, ed i due sembravano non sentire la fatica della battaglia, così fino al mattino, dove trucidarono gli ultimi nemici. I primi raggi del sole illuminarono il cielo, e dinanzi a loro vi fu uno scenario raccapricciante, numerosi morti da entrambe le fila. Solo pochi sopravvissero, rimasti in piedi dopo quello straziante scontro, tra cui i due giovani Apolisiani pieni di sangue nemico sul volto e molto di esso sulla loro spada, ancora colava. I due guerrieri, stremati, tornarono a casa con la consapevolezza e la soddisfazione di aver rappresentato le loro famiglie di appartenenza nel migliore dei modi, tenendo alto il valore degli Apolisiani. Da quel momento in poi, tutti gli Apolisiani, ritornarono a Spes, essendo stimati e rispettati da molti cittadini, per quello che Ivanov ed Archealion avevano fatto. Capitolo 3 - GIOVENTÙ DI SPES - Nel 2950 d.f., tutti gli Apolisiani, residenti a Spes, iniziarono a desiderare una loro patria. Iniziò, quindi, una migrazione nelle terre selvagge, famiglia dopo famiglia, gli Apolisiani sparirono quasi del tutto da Spes. Alcune famiglie, però, rimasero in città, tra cui: I Dandu, Dragoy e Roy; nelle quali crebbero delle piccole canaglie, capitanate da Nikolas Roy. Il giovane gruppetto, creò non poche grane ai loro concittadini, i quale per placare le giovani pesti, li misero ai lavori sociali per una settimana, in un castello ad est della città, con un certo Gin a fargli da balia. Nikolas, in questo periodo, fece molta amicizia con Gin, al punto che, più che una punizione, pareva una vacanza. I ragazzi, iniziarono (dopo aver scontato la loro punizione/vacanza) a passare una, due volte a settimana nel castello, assieme Gin, il quale gli raccontava sempre nuove storie sui loro antenati. Nella fine dell’anno 2950 d.f., i ragazzi impegnati come sempre nel loro hobby (rompere le scatole a Gin), incontrarono un’anziana signora che, essendo stanca del lungo viaggio intrapreso, chiese di poter riposare per quella notte in quel fortino; essi acconsentirono alla richiesta, prestandogli il proprio giaciglio. Quella notte, i ragazzi non dormirono, rimanendo accanto al fuoco raccontandosi storie dei propri antenati. L’anziana signora, udì le loro conversazioni e si avvicinò al focolare avvolta dalla sua coperta, e sedendosi affianco a Nikolas, cominciò a parlare, dicendo: ““- Sono anch’io un Apolisiana come voi, ed il mio nome è Vanih Hol, e sono l’oracolo di Endulson””. I giovani, udendo ciò, si misero a ridere; ma, nello stesso momento in cui congiunsero gli sguardi verso di lei, il fuoco si fece più luminoso, ed un forte scoppiettio ammutolì il gruppetto per la paura, la donna si alzò, lasciandosi scivolare la coperta che aveva sulle spalle, e i suoi occhi si rivoltarono all’indietro così da divenire bianchi; un silenzio assordante colpì tutti i ragazzi, i quali si impiettrirono all’istante. Il cuore batteva fortissimo fino ai limiti consentiti dal corpo umano, finché l’anziana non iniziò a parlare: “- Apolisiani voi siete, odiati e scacciati sarete, nella tempesta e nel dolore voi vivrete, finché una patria non troverete. Quattro elementi sorgeranno, nella forgia dell’amore e dell’odio essi vivranno; I quali, uniti, forza vi daranno. Non disperate, non temete, il tradimento voi non conoscerete, solo lealtà in voi troverete. Ma se esso prenderà i vostri cuori, il vostro sangue rinnegherà i suoi colori. Insieme a voi avranno luce altre due Nazioni, rispetto ed onore saranno i loro valori, grandi sarete ai loro occhi, e loro ai vostri, in battaglia e in pace, voi sarete dei pilastri. Fratelli di spirito ma non di sangue, voi sarete uniti, in un futuro non distante. Bolli o sangue nato in cattività, libera il fuoco della libertà, Non indietreggiare cuore ribelle, sii uomo d’onore nelle tue novelle. Condotti sarete da colui che vi ha mandato, in una terra lontana, dove il destino non ha calcolato. Testa alta, petto in fuori, non retrocedete con i vostri cuori. Andate, o figli miei, non temete i giorni empiei.” Tutto tacque, l’anziana signora piombò a terra, accasciandosi accanto a Nikolas; il quale, d’istinto, soccorse subito la donna, mentre tutti gli altri rimasero attoniti da quel che era appena accaduto. In quella nottata, nessuno riuscì a chiudere occhio, fino a che il gallo cantò e l’alba giunse e Gin , facendo sobbalzare la combriccola, disse: “- Alzatevi, canaglie!", i giovani, appena scesi dai loro giacigli, si guardarono attorno, cercando l’anziana signora che aveva passato con loro la notte ma non ne videro traccia. “- Ma dov’è andata a finire,Gin? L’anziana signora che era qui con noi?", disse Nikolas perplesso, non vedendo alcun utilizzo del giaciglio in cui l’aveva posta per passare la notte. “- Anziana signora? Di cosa parlate, siete stati vicino al focolare per tutto il tempo, e per di più vi ci siete addormentati; mi sono dovuto scomodare per portarvi nei vostri giacigli." I ragazzi si guardarono negli occhi, sbalorditi, quasi increduli. Il loro era stato solo un sogno, per altro comune, ma qualcosa non tornava in Nikolas, ci doveva essere un motivo, perchè mai un’anziana signora avrebbe dovuto apparire in sogno per parlargli di una profezia. Qualcosa non tornava, e Nikolas l’aveva capito. Così uscirono dal fortino, tornando ognuno nelle proprie dimore. Passarono gli anni, ed i ragazzi divennero uomini; con uno spirito d’avventura nelle vene. Nel 2958 d.f., il gruppetto si era ormai decimato (per via dei trasferimenti di alcune famiglie); ma dentro i loro ricordi, rimasero sempre impresse le parole dell’oracolo, apparso in sogno tanto tempo prima. La rugiada mattutina bagnava ancora le foglie che coloravano Spes. Poi si udì un suono, il suono di una campanellina d'ottone si espandeva in una delle piazze della città, ogni serie di rintocchi era puntualmente seguita da una serie di orazioni, enunciate da un uomo; Egli aveva una lunga veste verdastra che arrivava fino alle caviglie, queste ultime erano coperte dai lacci di un paio di sandali. Era un abbigliamento abbastanza spoglio, considerati gli standard della zona. Orazioni di quel tipo andavano avanti ormai da anni, ma nessuno le aveva mai prese troppo sul serio. Gli oratori erano conosciuti come “Enduisti' o ,più semplicemente, 'Seguaci di Endul'. Quel giorno si era formato però un nutrito gruppo di curiosi attorno ad essi. Un gruppo in particolare, di circa quattro individui, sembrava essere più interessato degli altri, l'oratore continuò la sua predica : “Voi, siete stati scelti! per compiere grandi cose… una patria lontana vi attende, ed una alleanza nel cuore dovrete fare; seguite le mie parole e meditate, su quello che oggi udite, oggi-” L'oratore interruppe il discorso notando l'avvicinarsi di alcuni mercanti e con loro una guardia, piuttosto annoiata. Capì che era il momento di tagliare lì la sua predica, si avvicinò rapidamente ai quattro che erano più attenti e consegnò loro le iconiche spille di metallo riportanti un fuoco bianco, quindi disse loro : “Io sono Cris Hol. Recatevi nel traforo appena di fianco la centrale elettrica, ed avvicinatevi al mendicante che troverete lì; Consegnate a lui le spille, e ripete la frase 'Gè Kas Anbèa'. Lui vi porterà da me”. Sorrise beffardamente, poi concluse porgendo loro un'altra manciata di spille : “L'invito si estende anche ad altri, sia chiaro... vi aspetto con ansia”. La stessa notte, i quattro, assieme ad un piccolo gruppetto di ragazzi che avevano deciso di seguirli, incuriositi dalle parole dell'uomo, si incamminarono verso il traforo di fianco alla centrale elettrica. In lontananza scrutarono un uomo anziano, seduto per terra a gambe incrociate, il cui volto era nascosto da un cappuccio. Quatti quatti, per non essere scoperti dalle guardie in servizio, si avvicinarono al vecchio e Divi, uno dei quattro presenti all'orazione della mattina prima, lentamente avvicinò la sua mano sulla spalla dell'uomo, per richiamare la sua attenzione. Il signore si accorse della presenza di questo modesto gruppo e alzò il capo di scatto facendo sobbalzare alcuni ragazzi dalla paura e con voce rauca e gracchiante disse: “Cosa ci fa un gruppetto di ragazzini fuori di casa tra i viotti di Spes? Volevate prendervi gioco di un vecchietto ormai fine a se stesso?” Nikolas si fece avanti, spostando con lieve forza Divi e Giontès,altro membro del gruppo nonché suo fratello, cercando di chiarire la situazione col vecchio. “No signore, siamo figli di buona famiglia, non ci prenderemo mai gioco di lei. Siamo qui per un'altra ragione, questa mattina, un uomo ci ha dato queste spillette”. Mise la mano in una tasca uscendone la spilletta per mostrarla all'uomo. “Non so cosa tu voglia dirmi, giovanotto”, affermò l'anziano. Un'altro nel gruppo poi gli si avvicinò, si trattava di un certo Nyrtel della famiglia Mekretil. Avvicinatosi all'uomo esordì con una frase che nella testa di chi era presente la mattina precedente si era ormai dileguata. 'Gè Kas Anbèa' disse con tono deciso. L'uomo afferrò quindi la spilletta di Nikolas, ancora con la mano tesa verso l'anziano. Egli osservò tutti i giovani, fece un cenno con la mano: “Seguitemi. Vi porterò dove desiderate” concluse, alzandosi e iniziando a camminare. Camminarono per circa una ventina di minuti, prima di giungere davanti ad un piccolo magazzino nella zona del porto, si estendeva su due piani; Al secondo di questi la luce era accesa, il piano terra sembrava invece completamente al buio. L'anziano si avvicinò ad una grossa porta in legno, rinforzata con cardini di ferro e bussò con energia un paio di volte. Si accese una luce e, a giudicare dal rumore sordo che si poteva udire chiaramente, qualcuno si stava avvicinando alla porta. Un uomo con una lunga veste gialla, la aprì, accogliendo l'anziano, con un inchino. Il vestiario dell'uomo alla porta ricordava molto quello di Cris la mattina precedente. Il vecchio fece segno agli altri di entrare, poi tirò lo sguardo verso l'uomo vestito in giallo. “Portali da Cris” sembrò quasi un ordine. Egli obbedì e condusse i ragazzi su per una breve rampa di scale e, quindi lungo un corridoio illuminato da candele, nonostante la casa fosse fornita regolarmente dalla corrente elettrica. L'uomo vestito di giallo bussò sei volte contro una porta, e senza aspettare risposta entrò. La stanza che si veniva a presentare era molto semplice : una scrivania, qualche cassettone, un letto e una finestra con un davanzale nel quale poggiava qualche vaso con dei fiori. Alla scrivania era seduto un uomo, vestito di verde. I quattro che avevano ricevuto le spillette lo riconobbero quasi subito, si trattava dello stesso oratore della mattina precedente, era Cris. Egli fece cenno all'uomo vestito di giallo di uscire, ringraziandolo prima con un ampio cenno del capo. Disse ai ragazzi di sistemarsi come più desideravano,poi iniziò a parlare ai quattro che conosceva : “Alla fine vedo che avete seguito il mio consiglio, avete anche portato altra gente, le mie congratulazioni…”, prese qualche istante di pausa, sistemandosi meglio sulla poltrona che dava sulla scrivania e riprese: “Non ci siamo ancora presentati come si deve, io Sono Cris Hol, sono il capo del Credo di Endulson. Con chi ho il piacere di conversare, questa sera?” Subito Nikolas prese posizione dinanzi a tutti. come era suo solito fare, sentendosi leader di qualsiasi gruppo facesse parte e presentò lui e i suoi compagni: “Io sono Nikolas Roy, loro sono i miei due fratelli Giontès e Markusèn “,Indicandoli,“loro invece sono Divi Mey e Ricardenùs Dragoy, con Lukhi e Acsel Dandu qui affianco, ed infine abbiamo Nytrel Mektril ed Ennòn Eteskap. Le nostre famiglie si conoscono da anni, di conseguenza noi siamo compagni da quando eravamo dei bambini. Siamo qui perché le tue parole ci hanno incuriosito, vorremmo che ci spiegassi la storia del popolo scelto, e della patria che dovremo fondare.” Cris spiegò loro la classica storiella riguardo su come Endulson, avesse scelto un gruppo di persone, e li avesse marchiati con una malattia, e di quello che il Destino attendeva da loro, finito di raccontare si alzò dalla sua sedia, chiuse le tende che ornavano la finestra alle sue spalle e chiuse la porta con una catenella. Poi si rivolse loro con tono più serio “immagino ormai abbiate capito di cosa siamo chiamati a compiere... siamo rimasti immobili per troppo tempo, troppi preparativi, troppe ricerche, il tempo sta per scadere e dobbiamo muoverci. Io, quel giorno, starò nella nostra patria, e Endulson ci guiderà da allora in poi; Un tempio di acciaio e mattoni dedicato a lui costruiremo. A quanto pare dovrò quindi darmi da fare da solo, voi però, mi sarete indispensabili, a giudicare dai nomi delle vostre famiglie, pare che io abbia scelto bene, alcuni di voi possono vantare il sangue dei difensori di Spes, dico bene?” lanciando un'occhiata ai due Dragoy. Divi rispose con tono: “Si signore, mio nonno prese parte alla battaglia per la difesa di Spes, riuscendo a sopravvivere grazie alla sua maestria nel brandire la spada.” Cris sorrise dopo quell'affermazione, ribadendo: “Oh! Non ne dubito Divi, spero tu possa vantare della sua stessa maestria, ci sarà molto utile." Concluse facendo un occhiolino e un sorrisetto all'interessato. Giontès da quando era in quella stanza, non faceva che fissare la mappa presente sulla scrivania e quasi inconsciamente dalle sue labbra uscirono fuori delle parole: “Quella mappa.. hai già segnato il punto nel quale verrà eretto il tempio?” Disse avvicinandosi alla scrivania per guardarla meglio. “Devo prendere la tua affermazione come un interessamento al progetto?” disse Cris rivolgendosi al ragazzo. Prima che egli potesse rispondere, però, si rivolse nuovamente al gruppo : “Non penserete mica che io possa decidere di fondare un vero e proprio Tempio, con soli 12 ragazzi, per quanto abili essi possano essere. No, no..” Si soffermò in una risatina. “Negli ultimi anni, ho predicato molto in questa città e nei dintorni, e circa 500 fedeli hanno abbracciato il mio Credo, sebbene si tratti di una piccola fetta. La partenza sarà tra una settimana, verso Sud-Est” Disse poggiando il dito su un'isoletta nella parte Sud delle terre fino ad allora esplorate. "Noi partiremo con, o senza di voi. Questo deve essere ben chiaro, tuttavia... non nego che stasera alcuni di voi mi abbiano dato l'impressione di essere persone capaci e delle quale difficilmente mi priverei in un'impresa del genere.” “Dicevi quindi, ragazzo ?” Concluse poi rivolgendosi a Giontès. Il ragazzo non rispose a Cris, ma chiese consiglio ai suoi compagni. I ragazzi si guardarono negli occhi, cercando la risposta l'un l'altro senza muovere labbra. Ennòn, prese posizione e con un cenno della testa, disse rivolgendosi all'uomo: “A nome dei miei compagni, noi faremo parte di questo viaggio, condividiamo il tuo pensiero e ti seguiremo in questa impresa ,solo, dobbiamo riunire tutti i nostri compagni, facenti parte delle altre casate che hanno dimora qui a Spes.” Cris sorrise, quindi congiunse le mani e si rivolse al gruppo :”Più si è, meglio è, no ? Vi aspetterò con ansia”. Quindi si alzò e aprì le tende della sua stanza, poi tolse la catenella dalla porta e aprendola, aspetto osservando il gruppo che usciva dalla stanza; “Passate una buona serata e siate riposati per il gran giorno”, gli augurò, e una volta che tutti furono usciti, ed infine chiuse la porta. Qualche giorno più tardi una lettera apparve sotto le porte dei coinvolti; era chiusa con un sigillo in ceralacca gialla e rossa ed un cordino nero. Tutte recavano lo stesso messaggio. Oltre ai classici convenevoli erano contenute le informazioni fondamentali sul viaggio che da lì a pochi giorni avrebbero intrapreso. Passarono i giorni ed arrivò il momento. Ad orario e giorno prestabiliti si recarono all'uscita Est di Spes, poche centinaia di metri oltre le mura, sulla destra, un complesso di carri occupava gran parte di una piccola pianura. Cris era ben visibile nella sua caratteristica tunica verde, il gruppo si avvicinò a lui, questa volta erano più numerosi, erano riusciti a recuperare qualche altro volontario per l'impresa, I nuovi furono presentati a Cris come membri delle famiglie Enku, Torsil e Mausner, gli diede loro il benvenuto, quindi spiegò loro cosa sarebbe successo di lì a poco. “Quindi con voi siamo a..” Cris tirò fuori un carboncino ed una lunga lista di nomi. “Uno..due..tre... altri undici, quindi,questo fa salire il nostro numero a circa 450 nomi. Niente male direi”. Sorrise, poi fece cenno agli undici volontari di dirigersi verso il resto del gruppo. Effettivamente si poteva notare un vasto gruppo di persone aggirarsi nei dintorni della carovana : uomini, donne, vecchi, giovani e anche qualche bambino che correva qua e là in mezzo ai carri carichi di vettovaglie. “Ha davvero messo sù tutto questo? Per una storiella ?” Esordì Ennòn mentre il gruppo si dirigeva verso il centro della carovana. “Beh, noi abbiamo deciso di seguirlo basandoci su quella stessa storiella.” Lo ghiacciò Giontès, scaturendo le risate dei due fratelli. Il gruppo di giovani uomini si addentrò tra le numerose carovane, guidati da Cris, diretti al loro carro. Una volta trovato, si accomodarono ai propri posti, pronti a partire verso il luogo descrittogli dalla loro guida. Nikolas, prese dalla tasca il suo diario. Le prime note del ragazzo furono le parole di Cris, riguardanti Endulson, la loro storia o leggenda, e lui stava iniziando a crederci davvero, ricordandosi anche, l’esperienza avuta anni prima a Spes, così si rivolse a suo fratello Markusèn e al resto del gruppo: “Io ci credo.. a queste parole, alla loro storia, agli eventi narrati da Cris.. penso siano reali. Ragazzi provate a pensarci, se davvero dovesse esistere uno scopo di tutti noi, ed il perché noi siamo cosi, se davvero Endulson ci ha scelti, dobbiamo essere pronti a tutto, e preparare una patria, è la cosa giusta da fare, dobbiamo unirci alla causa e rimanere con i fedeli...per troppo tempo le nostre famiglie sono rimaste nell'ombra, mio nonno, ha addestrato i vostri avi per affrontare la Battaglia per la difesa di questa città, e purtroppo è morto per malattia, e non ha avuto la possibilità di partecipare lui stesso. Io, assieme ai miei fratelli, ho il peso delle sue gesta, portando il suo stesso cognome, ma non farò come mio padre, no... io riporterò la mia casata agli antichi fasti e sono sicuro che, anche voi, infondo, avete la mia stessa voglia, la mia stessa determinazione, nel rivendicare il nostro posto nel mondo, il posto che spetta alle nostre famiglie, ciò che i nostri antenati hanno cominciato e che noi dobbiamo finire.” Il resto del gruppo rimase esterrefatto dalle parole di Nikolas. Il gruppo si scambiò delle occhiate, ed uno ad uno si alzarono pronunciando codeste parole: “Sono con te.” Qualche ora dopo la carovana partì. Il gruppo principale era guidato da Cris che controllava maniacalmente la sua mappa ogni 30 minuti verificando le distanze fra i vari punti che aveva segnato come possibili luoghi di nascita del Tempio. Un punto in particolare faceva fremere la mente di Cris, era una piccola rovina risalente ad un popolo di Karaldur. Il viaggio per raggiungerla durò circa due settimane, includendo il trasporto in nave. Era da poco subentrato il pomeriggio quando la rovina divenne finalmente visibile, il cielo era grigio ed un forte odore di pioggia riempiva gli altopiani che la carovana stava attraversando. Iniziarono a cadere le prime gocce. Arrivati in prossimità della rovina, Cris, fece segno di fermare la carovana, si sarebbero fermati lì per i prossimi giorni, chiamò quindi a sé i suoi undici volenterosi, con una richiesta particolare: “Visiteremo l'interno della rovina.” Disse loro. La risposta fu unanime ed affermativa. Entrarono nella rovina ed essa consisteva in un piccolo complesso dotato di sotterranei. Il gruppo iniziò la sua esplorazione aiutato dalla luce di alcune torce, per resistere meglio all'oscurità dei cunicoli. L'interno del complesso era piuttosto ampio per via di alcuni, probabili cedimenti strutturali. Un forte luce apparve davanti al gruppo, poi venne udito un forte boato, fuori la tempesta imperversava ma l'esplorazione della rovina continuava senza intoppi, molte stanzette erano state svelate; Esse erano principalmente vuote o presentavano rimasugli di utensili come lame o vasellame. Uno, fra quelli del gruppo, tornò al centro della costruzione appena sotto alcuni fori nel soffitto, l'acqua gli colava sul volto, incanalata dai ritagli interni delle lastre. Un altro lampo aprì il cielo, poi venne udito un rumore, non si trattava del classico rombo, era un rumore molto più elettrico, in molti accorsero a controllare, il loro compagno giaceva al suolo e a pochi metri da lui dei ciuffi d'erba parevano essere parzialmente inceneriti. Cris accorse per valutare l'accaduto, ai suoi occhi quella situazione pareva avere perfettamente senso : doveva trattarsi di un segno, mandatogli da Endulson in persona, il quale la notte precedente, gli era apparso in sogno per dirgli, che avrebbe scelto uno tra il popolo. Il poveretto quasi rimasto folgorato doveva essere un prescelto. Cris a gran voce chiese a tutti di allontanarsi, poi sollevò il capo del poveretto per sincerarsi che fosse ancora vivo. Poi urlò : “Questo ! E' un segno ! Il grande Endulson ci ha indicato la via, dobbiamo sottostare al suo comando, il Tempio sorgerà qui!” Poi il suo tono si placò, fissando il malcapitato “Tu!...Sarai colui che ci guiderà, così come Endulson ha deciso.” Chiese una mano ad uno dei ragazzi per aiutarlo nel medicare il poveretto (o parafulmini). Endulson con la sua volontà, aveva scelto il Dragoy...Divi Mey. Passò una settimana, ed il ragazzo non pareva dare segni di miglioramento, Cris era impaziente e preoccupato, il quale marciava davanti alla tenda per aspettare il risveglio del prescelto. Nel frattempo i ragazzi del gruppo non riuscivano a capacitarsi dell’accaduto, e Nytrel disse infastidito: “Tra tutti proprio lui doveva essere scelto per essere la nostra guida?”.Ed Ennòn aggiunse “Sono sempre più convinto che le leggende rimarranno tali.” “Ragazzi, se è stato scelto ci sarà un motivo, quindi, perchè non avere fiducia in lui e aiutarlo in ciò che dovrà affrontare?.” Disse Nikolas con una vena di gelosia e rassegnazione.Tutti gli altri guardarono Ricardenùs, i quali aspettavano che aggiungesse il suo pensiero sull’accaduto; ma lui rimase imparziale, e non diede opinioni in merito, tenendo i suoi pensieri per sé. Divi si svegliò, era bendato su una brandina, e sentiva liquidi viscosi su tutto il suo corpo; non sapeva che fossero unguenti per ustioni.”Si è svegliato!”. Gridò un uomo nella tenda. Tutti accorsero, e trovarono già Cris accanto a Divi, il quale gli spiegò tutti i doveri che da lì a poco avrebbe dovuto mantenere. Incredulo di quanto accaduto, non ebbe il tempo di riprendersi, che Cris, aveva già iniziato i preparativi per un’incoronazione… la sua incoronazione. Lo aiutarono ad alzarsi, a ripulirsi, e lo rivestirono con una tunica blu e bianca, e lo accompagnarono su un altare fatto di legno con delle ali scolpite nel legno. La folla iniziò a riunirsi dinanzi a lui, e tutti, o quasi, lo guardavano con sguardi pieni di amore e speranza. Cercò i suoi compagni con lo sguardo, e quando li vide, si apprestò per andare da loro, per capire cosa stesse accadendo. nello stesso momento in cui si alzò per raggiungere i suoi amici, venne bloccato da Cris, il quale si mise dinanzi a lui, con una corona di foglie verdi… il ragazzo arretrò un po spaventato all’improvvisa apparizione del missionario, ricadendo sul trono; in quel momento Cris iniziò a parlare dicendo: ”Tu, Divi Mey Dragoy, secondo il Credo di Endulson, sei stato scelto dal grande Endulson in persona, per essere la nostra guida, lui ci ha mandato un segno, attraverso di te.” E finendo la frase, posò la corona di foglie sulla testa di Divi; indietreggiando, Cris, si inchinò di fronte la loro nuova guida, e tutti imitarono il suo gesto, tutti tranne Nikolas, Ennòn, Nytrel e suo fratello, iniziando a scambiarsi profondi sguardi, carichi di invidia e ostilità, nei confronti di Divi, il quale era più confuso che mai. Capitolo 4 - LA TANA DI ENDUL - All’inizio del 2959 d.f. La nuova guida Divi, accompagnato da Cris e i suoi seguaci, finirono di esplorare le rovine, trovando al suo interno, un’enorme caverna adornata da quattro colonne intagliate nella roccia; ed al centro, era posto un enorme cumulo di terra, con sopra un grosso ovale dal colore nero corvino. Il gruppo, rimase incredulo dalla scoperta e, tentando di capire cosa fosse tale oggetto, notò nelle colonne alcune incisioni che assomigliavano a glifi. In quello stesso momento, Divi, leggendo le rune sui pilastri disse: “Endul?”, seguito poi da una sua riflessione ad alta voce “Questo grotta sembra una tana….una tana di chi..o cosa?”. Cris, riprendendo il fiato trattenuto fino a quel momento, disse a gran voce: ”Endul ci ha condotto in questo luogo, che diventerà la nostra casa, e sarà chiamata la tana di Endul!”. In quel momento tutti i presenti cominciarono ad esultare, tutti tranne Divi che iniziò ad aver paura e a preoccuparsi, di quello che sarebbe accaduto a tutte le persone che lo seguivano, iniziando a sentire il peso delle sue nuove responsabilità... Le responsabilità di altre vite oltre alla sua. Nel 2960 d.f., tutti i preparativi, della costruzione della tana di Endul, per gli Apolisiani era ormai conclusa, e Divi e Cris iniziarono un richiamo generale per tutti i credenti, e si preparavano a costruire il Tempio di Endulson. Nel frattempo nel mondo di Karaldur a nord del mar di Sevadan iniziarono a formarsi gruppi di persone che detestavano sempre di più gli Apolisiani , cacciandoli dalle varie città o uccidendoli bruciandoli vivi, perché credevano costituissero una minaccia.Tali barbarie fecero rimanere senza casa tutti gli Apolisiani di quel continente, che non avendo più nulla si misero alla ricerca di un nuovo posto dove poter vivere in tranquillità, per loro il richiamo di Cris fù come un faro, una speranza per cui lottare. Al ritorno di Cris, con nuove bocche da sfamare, le quali, raccontarono tutto ciò che avevano subito, nei meandri di Makudos, il consiglio, formato dalla guida Divi , Cris, e gli anziani del popolo, presero la decisione di nominare quattro Generali, quattro come, quattro come i pilastri, a difesa del popolo della tana di Endul. Vennero scelti dal consiglio i seguenti Generali: il Nero Nytrel Mektril, il Giallo Ennòn Eteskap, il Rosso Lukhi Dandu e ultimo ma non meno importante, il Verde Ricardenùs Dragoy. Tutto andava per il verso giusto, gioia, prosperità e amori nascevano nella tana; Divi conobbe sua moglie Thara, e si sposò con lei, quello stesso anno. I due si incontrarono davanti all’entrata della tana, dove Divi sotto richiesta del suo amico Lollius, che era malato, stava coltivando un pezzo di terreno, dove sarebbero stati piantati dei meloni; Quando passò un altro gruppo di carovane, con Cris che li guidava; il quale non riconobbe Divi, quindi, continuò imperterrito la sua avanzata. Quando il carro in cui alloggiava Thara, si impantanò nel canale di drenaggio, del terreno che Divi stava coltivando con l’aiuto di Nikolas; i due vennero pesantemente insultati dalla ragazza, perché il suo prezioso abito, era stato sporcato dal fango, e riteneva i due, responsabili per l’accaduto; I poveretti stanchi dal duro lavoro, dovettero non solo spingere il carro fuori dal canale, ma, subire di continuo gli insulti della ragazza, che aumentavano di intensità e cattiveria. Una volta accompagnata la fanciulla alle porte della tana, i due malcapitati vennero cacciati e minacciati, con la promessa che se si fossero ripresentati di nuovo dinanzi a lei, gli avrebbe presi a calci fino a Spes. La sera stessa tutta la tana, festeggiava l’arrivo delle nuove persone, questo festeggiamento si consumava con un ballo; nel quale, Thara e tutte le fanciulle, si presentarono con vestiti sontuosi e appariscenti. Iniziò la festa, ma per i due malcapitati, Divi e Nikolas, non c’era un’ombra di possibilità nel parteciparvi, perché erano ancora a spaccarsi la schiena per i meloni; intanto Lollius, che si era ripreso, andò subito al ballo, dimenticandosi completamente dei due amici. Mancava ormai un’ora alla fine della festa, quando Divi e Nikolas si presentarono con i loro abiti da cerimonia, e nello stesso momento, iniziò un ballo popolare, in cui le coppie si scambiavano tra di loro dopo il suono di un triangolo. Nikolas fu preso da un gruppo di ragazze e portato chissà dove….Divi fu spinto dal suo amico Lollius, verso la folla, e con una serie di piroette, causate dalle spallate involontarie di altre persone che ballavano, si ritrovò caduto ai piedi di Thara, che vedendolo e riconoscendolo davanti a lei, diventò rosso peperoncino, e dico peperoncino , perchè iniziò a lanciargli una serie di insulti, che cuocevano a fuoco lento il poveretto. Rialzandosi da terra Divi dovette, per tradizione ballare con la donna davanti a lui, la quale, appena poteva, si divertiva a calpestare i piedi, già malconci per il duro lavoro della giornata, del suo compagno di ballo. A fine ballo come da tradizione Cris si avvicinò alla coppia, presentando Thara a Divi, che era la figlia della sorella, di un famoso commerciante di Spes, conosciuto come Orland Frickam, e presentò Divi come la guida della tana di Endul; in quello stesso istante, incrociando lo sguardo con la fanciulla, Divi si mise a ridere e Thara diventò rossa per la vergogna per ciò che aveva fatto, e Cris, non sapendo cosa stava succedendo, rimase in silenzio, cercando di capire qualcosa. Nel frattempo Nikolas ricomparve da un vicoletto pieno di rossetto e con i vestiti strappati. Il Mattino seguente, Divi, si ritrovò, davanti casa Thara, con una fila di altre persone, che tenevano in braccio vari regali; i quali, erano stati fatti per scusarsi, del comportamento tenuto da lei il giorno prima. da quel giorno in poi, Divi e la donna iniziarono a conoscersi, e a frequentarsi; prima in compagnia di altre persone ,e piano piano iniziarono ad avere dei veri e propri appuntamenti, i quali prevedevano ristorante di lusso a lume di candela... tutto pagato da Divi, come giusto che sia. Dopo qualche mese, i due organizzarono il loro matrimonio, in cui partecipò tutta la tana di Endul; ci furono anche altri balli, i quali (per gioia di Divi), non prevedevano, altri dolori ai piedi. Nel 2961 d.f. alla tana di Endul arrivò una donna molto bella, la quale usando il suo fascino iniziò ad ingannare e a truffare molti uomini, sposati e non, per il loro denaro. Il giovane Dragoy Ricardenùs, si innamorò follemente di lei, donandogli non pochi soldi, fino a che finì quasi sul lastrico. Iniziarono, nella tana, dei litigi tra gli uomini che erano stati ammaliati da questa donna, che prevedevano duelli mortali e anche assassinii, il nome della donna era Lay, la quale, venne denominata la “meretrice”, dalle donne che abitavano nella tana. Il consiglio si riunì, per prendere una decisione, su quello che stava succedendo tra gli uomini, e decisero, dopo un accordo, di esiliare Lay per sempre dalla tana di Endul, la quale dovette prendere tutte le sue cose, e , dinnanzi a tutta la popolazione, dovette lasciare la tana per sempre. Tale decisione, presa dal consiglio, fece andare su tutte le furie Ricardenùs, il quale diede tutta la colpa a suo fratello, e non condivideva la scelta, di esiliare la ragazza di cui era innamorato, Ricardenùs essendo uno dei Generali dovette accettare, anche se a malincuore, la scelta dal consiglio. Nello stesso anno, a nord della tana, in una locanda, si riunirono un numero consistente di persone incappucciate, le quali, volevano creare scompigli nella società di Endul, il loro scopo ultimo, era quello di cambiare gli equilibri, che fine ad allora erano i pilastri della tana, per avere dei profitti e vantaggi personali. A capo vi era una donna di nome Meri, la quale fece fare un simbolo di riconoscimento; un serpente posto sull’avambraccio sinistro, a tutti i partecipanti di questa associazione segreta, la quale verrà nominata da li in poi “il Covo delle Serpi”. Nel 2962 d.f. Divi, Nikolas, Giontès e Markusèn diventarono padri. Nello stesso anno Ennòn e, Nytrel presentano al consiglio della tana, una proposta per cambiare il governo attuale, volevano stabilire una monarchia assoluta militare, per espandere i propri territori, dichiarando guerra ai vari paesi che avevano in qualche maniera oppresso il loro popolo, ciò venne fatto, dopo che la proposta, aveva avuto molti consensi da parte della popolazione. La società iniziò a dividersi in due fazioni politiche. Il dibattito iniziò via via a diventare sempre più acceso, da una parte i seguaci di Ennòn con la loro proposta, dall’ altra Nikolas e i suoi compagni, che volevano mantenere la pace. Nel frattempo, Cris era partito per un’altra spedizione alla ricerca di nuovi membri per la tana. Iniziarono, degli scontri, che inizialmente erano dibattiti verbali, ma pian piano cominciarono delle vere e propri risse tra le due fazioni, nelle quali i Generali dovettero intervenire per sedarle. Dopo gli ultimi avvenimenti, il popolo di Endul, venne chiamato a decidere, attraverso una votazione, il proprio destino; o Mettere un Re con una monarchia assoluta e militare, oppure rimanere con la Guida di Divi e Cris, difesa da Nikolas. La votazione fu a favore di Nikolas con circa l’ 87% dei voti a sostegno della sua causa, dando un chiaro segno di ciò che il popolo voleva seguire, cioè la pace. Dopo tutto ciò, il consiglio fece promettere, attraverso un giuramento, a tutti i quattro Generali, che avrebbero perseguito il desiderio del Popolo. Una settimana dopo, nei pressi della foresta a nord della Tana…. “Ennòn! Davvero vuoi questo?.” “Si Nytrel, è l’unica occasione che abbiamo! Sono stufo di queste cavolate a cui il popolo crede! Ed è questo quello che riceviamo!?!?”. Disse Ennòn mentre continuava verso nord dalla tana di Endul. “Altolà! Fatevi riconoscere!” disse un uomo incappucciato comparso davanti a loro, che gli puntava l'arma senza mai lasciarli d’occhio.E Nytrel disse:”Rik, sono io stupido imbecille! Toglimi quell arma di dosso!.” “Scusi Generale, non l’avevo riconosciuta”. disse Rik abbassando il fucile. “Suvvia non siate così nervosi, domani sarà un gran giorno.” disse una voce di donna alle spalle di Rik. “Mari! Mi avevi promesso che i tuoi alleati si sarebbero presentati all’appuntamento! Dove diavolo sono allora!?!?.” Disse così un Ennòn infuriato. “Apolisiano.” Disse una voce calma e tranquilla alle spalle di Mari.”Non sei nella posizione di avere questo atteggiamento.” “E tu chi *Kata ti vede* sei!?!?.” Esclamò Ennòn, mettendo la mano destra sul calcio della sua pistola, pronto a qualsiasi evenienza. “Sono Piki, cacciatore di Apolisiani.” mostrando gli scalpi delle vittime che lui stesso aveva mietuto. “State calmi, non siamo qui per combattere, ma per scendere ad un compromesso.” Disse Mari con voce calma e composta. “Domani, tutti i vostri eserciti saranno pronti per entrare al cancello della tana?”. Disse Nytrel rivolto a Piki. “Tranquillo, ci saranno, e puoi scommettere che non ci fermeremo solo a quello stupido cancello, che sperano li protegga da noi.” Disse Piki toccando i propri trofei per enfatizzare la frase, e continuando aggiunse:”E cercate di non starci tra i piedi voi due. Altrimenti potreste essere colpiti accidentalmente da cinque o sei proiettili.” Finendo la frase con un ghigno malevolo. “Allora sia.” Disse Mari “Voi ci consegnerete le chiavi della tana, e in cambio vi daremo tutto quello che avete richiesto. Ma sappiate, che noi non perdoniamo i traditori, nel caso qualcuno di voi avesse, un ripensamento, e penso che abbiate capito cosa fà Piki con i traditori o chi non gli piace.” Finendo la frase diede un leggero tocco a uno degli scalpi di Piki. “Allora abbiamo deciso, domani all’alba ci incontreremo, e finiremo questa follia iniziata dal popolo, macchiandola con il sangue.” Disse Ennòn con gli occhi rossi iniettati di sangue, più luminosi che mai. “Andiamo Rik. Finiamo i preparativi, domani ci aspetterà una lunga giornata, che segnerà la nostra o la loro fine.” Disse Nytrel, rivolgendosi al suo soldato. “Si, signor Generale!.” Ribadì il soldato Rik. I cinque si divisero, andando ognuno verso il proprio obiettivo. La mattina del primo Kasbis di Staildur, del 2962 d.f. quello che avevano pianificato i due Generali assieme ai popoli del sud di Makudos e al Covo delle Serpi, ebbe inizio... i cancelli furono aperti e un’enorme armata cominciò a sciamare all'interno della tana, le sentinelle e le guardie appostate vicino ai cancelli, non poterono fare nulla contro la maggioranza numerica del nemico, e furono sopraffatti, ma per i nemici questo non bastava, volevano qualcosa di più, volevano creare terrore nei cuori degli abitanti di Endul, e cominciarono a sventrare i corpi dei soldati uccisi, per prendere organi come trofei e indossarli, per creare scompiglio nelle truppe a difesa della tana, la loro avanzata era irrefrenabile e, non tenevano conto di nessuno, donne, bambini, anziani, i soldati che difendevano le loro case, venivano massacrati da un esercito che sembrava formato da bestie e non da esseri umani. “Acsel no!!!” Gridò disperato Lukhi mentre vedeva il fratello, essere ripetutamente infilzato da dozzine di spade... con la faccia piena di lacrime, impugnò la sua spada e alzò il suo scudo, e iniziò una carica disperata contro gli avversari, nel tentativo di riprendere il corpo senza vita di suo fratello, prima che i nemici facessero di lui, ciò che avevano fatto con qualsiasi cosa avesse vita dentro la tana. Uccise più di due dozzine di soldati prima che essi decidessero, che per loro, era troppo forte con la spada, e iniziarono a trivellarlo di proiettili. Lukhi cadde a terra precipitando sul fianco delle scale, dentro un cumulo di foglie e cespugli. Giontès e Lollius iniziarono a radunare tutte le donne e i bambini che potevano, tra cui anche la sua famiglia e quella dei suoi fratelli Nikolas e Markusèn, che avevano deciso di correre verso la dimora di Divi per mettere in salvo sua moglie Thara, e suo figlio Emi. Arrivarono presso la sua casa, e ciò che videro fu uno scenario raccapricciante, Ennòn e Nytrel avevano trafitto Thara ed Emi senza avere alcuna pietà, con Divi davanti che strillava quasi fosse pazzo, strillando il nome della moglie e del figlio. Markusèn vedendo ciò si lanciò contro i due Generali traditori, senza il minimo dubbio, volendo ucciderli con tutto se stesso...ma nel momento stesso in cui avanzò, Piki lo trivellò con una serie di colpi, lasciandolo inerme a terra, Nikolas prese subito uno scudo d’acciaio e, avanzando fino al corpo del fratello, lo prendendolo iniziò a trascinarlo fuori dal fuoco nemico, e mettendoselo sulle spalle, iniziò a correre, verso un rifugio sicuro. D’altro canto, Ricardenùs trascinò suo fratello Divi, lontano dalla battaglia, trascinandolo di peso. Tale, fu lo scempio, che quel giorno gli Apolisiani, che avevano tradito il loro popolo, mangiarono i cuori dei propri compaesani, fratelli, amici, persone che avevano giurato di proteggere, i quali avevano fiducia in loro; solo per i propri scopi personali, fama e potere. Tutto era coperto di sangue, nulla si muoveva, se non i soldati nemici in cerca di nuove prede per aumentare la propria collezione. Quella mattina, morirono più di 2000 persone, tra cui circa 1700 Apolisiani, gli altri 1000 sopravvissuti, riuscirono a scappare, grazie a Nikolas e ai passaggi segreti, costruiti per una tale evenienza. “Rik, dove sono andati!” “Generale Ennòn, sono andati verso ovest, non sono riuscito a seguirli.” “Non vi preoccupate, verso sera, lui non sopravviverà.” “Piki! Risolvi questo casino! Se tutto ciò venisse scoperto da chi tu sai, sarebbero un bel guaio.” disse Ennòn rivolgendosi a Piki con aria di comando. Tutti i superstiti si nascosero, finché il buio non gli fosse a favore, per tentare di fuggire, viaggiando verso est. Nel frattempo, Ricardenùs e Divi riuscirono a salvarsi, fuggendo verso est su una piccola imbarcazione, rubata al nemico. Arrivò notte, e approdarono su un’isola deserta, entrando in una grotta, dove Ricardenùs accese un fuoco per la notte. Divi non riuscì a chiudere occhio, tormentato, rivivendo i momenti in cui, i suoi cari venivano uccisi dalle persone di cui più si fidava. Arrivò il mattino, le prime luci dell’alba schiarivano l’orizzonte, che si osservava dall’entrata della grotta. In quel momento, asciugandosi le lacrime disse a suo fratello: “Grazie, Ricardenùs, grazie di essere stato tutti questi anni con me, ti vorrò per sempre bene.” Nello stesso momento in cui finì la frase, guardando verso l’entrata della grotta, si accorse, che delle ombre si muovevano, mise la mano sul pomolo della spada e nello stesso momento, un gelido corpo metallico attraversò la sua schiena, e lui, si ritrovò ad osservare la punta di una spada, macchiata di sangue, il suo sangue... cercò di divincolarsi ma senza risultato,un braccio sinistro bloccò il suo petto e, su di esso era presente un tatuaggio a forma di serpente, e una voce, a lui conosciuta, disse: ”Questo, è per quello che tu hai fatto alla mia amata Lay...e ricordati, che tutto ciò che è accaduto, è stato per colpa tua, per le tue scelte, per ciò che hai fatto, quindi adesso muori fratello mio, e raggiungi tua moglie e tuo figlio… i quali mi sono compiaciuto nel vederli morire, di fronte ai tuoi occhi; il tuo volto distrutto, le tue grida disperate, la tua follia, erano per me una goduria senza fine.” Detto questo la spada ruotò di 90° gradi, e venne sfilata lentamente, lasciandolo cadere a terra inerme e moribondo, Divi, prima di cadere a terra, si voltò per guardare il ghigno sul volto del fratello, compiaciuto per le azioni che aveva compiuto. Oramai a terra, potè solo osservare la scena di fronte ai suoi occhi... dall’entrata della caverna arrivarono, Piki, Mari, Rik, Lay e Madi, i quali stavano aspettando quel momento, in cui Ricardenùs, uccidesse il fratello. Infine vide Lay abbracciare Ricardenùs e dirgli le seguenti parole: “Grazie per aver difeso e vendicato il mio onore.” Divi era rimasto ormai solo nella caverna, mentre attendeva che le dita della morte lo afferrassero, e fermassero finalmente, non tanto il dolore della ferita che gli è stata inflitta, ma il dolore che aveva provato, nel tradimento dei suoi cari. “O mia vita, così crudele e ingiusta, un sangue diverso, mi è stato impiantato, da un esser che io, ormai non ho conosciuto, gloria e onore, mi erano stati promessi, se mi fossi comportato nella giusta maniera...Ora son qui a terra, senza un cuore, privo di sentimenti d’amore, i quali, mi sono stati strappati, con violenza, da un infame attacco fraterno...O tu, Endulson, che mi hai scelto nel ventre materno, a te, riporto il mio spirito eterno... Che la giustizia sia tua, e tua soltanto, riportami da mia moglie e mio figlio, senza un pianto.” Nello stesso momento, tutti i cieli di Karaldur, non trattennero il pianto, un’infamia, era stata consumata, e tuoni e lampi si scagliavano sugli infedeli. In quella grotta, così buia ed oscura, una luce pervenne sull’uomo, in quell’istante lo spirito di Endulson si risvegliò in lui, e parole che non possono essere pronunciate, vennero sussurrate, ad ogni Apolisiano.Terrore e tremore alcuni provarono, il sangue bollì a tal punto da far cadere a terra tutti gli Apolisiani, che opponevano resistenza. Il richiamo di Endulson era stato emanato, e una patria a breve doveva essere costruita. Capitolo 5 - ALLA RICERCA DI UNA PATRIA - "Si narrò, che in quello stesso giorno, nei pressi della tana di Endul, dove si erano rifugiati alcuni Apolisiani, tra cui Nikolas, Lollius e Giontès, iniziarono a sentire un calore interno, che aumentò di intensità, fino a farli piegare in due; oltre al bruciore di cui non capivano l’origine, una voce calda e profonda, con la travolgenza di un fulmine, li chiamò per nome; una visione ebbero, del posto in cui si trovava Divi, con la richiesta di salvarlo." I tre, risollevati, iniziarono la ricerca di altri sopravvissuti, nella tana di Endul. Il fervore era tale da far sì che, i tre da soli affrontarono molti soldati nemici rimasti a razziare, e a catturare i superstiti, ma non per fare prigionieri, ma per continuare ad alimentare la loro sete di sangue. A battaglia conclusa, non rimasero che cadaveri dietro di loro, avendo messo in sicurezza la zona, formarono tre gruppi per la ricerca di sopravvissuti, ogni gruppo era formato maggiormente da donne, che però non esitavano nell’uccidere i soldati, che prima del richiamo, erano terrorizzate. Tutti erano animati da un fervore, pieno di forza e di coraggio, e niente avrebbe potuto fermarli. Trovarono Lukhi, quasi sul punto di morte, riuscirono a fermare le varie emorragie, causate dai proiettili. Quella sera, seppellirono più di 1000 cadaveri, e ne bruciarono altrettanti, perché ormai irriconoscibili. Non ci furono festeggiamenti, perché nella morte dei compagni, non si può essere felici, ma solo, un eterno cordoglio. Radunati tutti i sopravvissuti, i tre iniziarono ad organizzare il gruppo per un viaggio, che, nessuno sapeva quanto sarebbe durato, ma tutti sapevano che lo avrebbero concluso. Alle prime luci del sole, partirono verso est, dove la voce,e il sangue li guidavano, fattasi sera, arrivarono a destinazione, trovarono una grotta, dove all’interno, a pochi metri dall’entrata giaceva il corpo inerme di Divi. Nikolas, senza attendere un secondo di più a quella visione, si precipitò sul corpo dell’amico, per controllare se fosse ancora in vita,e per qualche strano miracolo, il suo cuore batteva ancora; per fortuna la spada che lo aveva trapassato, aveva mancato di poco gli organi vitali, evitando così la morte per dissanguamento. Era la seconda volta che il destino, decidesse di salvare il suo corpo, ma qualcosa dentro di lui, era morto. Per un istante, Divi si svegliò, e guardando Nikolas, e gli chiese:”Come avete fatto a trovarmi?”...“Tu ci hai chiamato.” Rispose Nikolas, rispondendo non all’uomo, ma allo spirito che era dentro di lui. Dopo che Divi, fu in condizioni di viaggiare, si diressero verso nord-est, mandando emissari in ogni città, per richiedere soccorso immediato. Tutte le città si rifiutarono, di aiutare gli Apolisiani, tranne la città di Ascalon, nella quale il Re Arsil Araton, fu convinto da Cris a soccorrere il gruppo di Endul, il quale mandò una spedizione di medici, e un drappello di soldati, con la missione di scortare e offrire servizio medico primario a chi ne avesse urgente bisogno. Arrivati nella città di Ascalon, i pazienti gravi del gruppo, furono mandati in ospedale, per ricevere le cure mediche adeguate. Dopo un mesetto circa dall’accaduto, i pazienti cominciarono a riprendersi completamente, e Cris portò Divi al cospetto di Re Araton e lo presentò come la guida del Credo del popolo di Endul; Divi avanzando si inginocchiò, ringraziando Re Araton, per l’aiuto concesso al proprio popolo, promettendogli di ricambiare, aiutandolo nel finire la costruzione della città. Tra Divi e Araton,si instaurò un rapporto di amicizia, e rispetto, con il quale fondarono le basi che, tutt’oggi rimangono tra i due popoli. Nel 2972 d.f. dopo 9 anni, dall’accaduto della tana di Endul, gli Apolisiani, lasciano Ascalon, salutando il popolo con, molta gratitudine e rispetto. Viaggiarono per molte settimane verso sud-est, attraversarono il mare della Akomir superiore, approdando nel continente Akomir Orientale; dove, insieme, cominciarono la costruzione della città degli Apolisiani; il cui nome fu Dragonia, la città di Endulson.
  9. dalle 2 di questa notte, il server non lascia connettere i Player. il messaggio che dice è il seguente: "La connessione al server è fallita - Accesso fallito: I server di autenticazione sono momentaneamente fuori servizio per manutenzione" fatemi sapere quando il server riapre.
  10. ciao a tutti!!! sono nuovo nel server, anche se ho sentito molto parlare di voi. vorrei sapere come funziona il tutto: come è improntato il gioco e se possibile come funziona il vostro canale ts. grazie e a presto^.... ahhh!! mi chiamo Diwiman in game. XD