Pulcio

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  1. Io, Jerenìos Pulcianòv, chiedo che mi venga revocata la tessera del Partito Modernista e di essere da esso espulso.
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  8. Consorzio Nazionalmodernista per la Libertà "Armate il vostro cuore con acciaio puro! Vendicate ciò che deve essere vendicato!" Ai membri del Consorzio Nazionalmodernista per la Libertà Ai cittadini di Thortuga Al Popolo Modernista Il Consiglio Direttivo del Consorzio Nazionalmodernista per la Libertà rilascia ufficialmente ai cittadini di Thortuga il suddetto comunicato per informarli su recenti fatti avvenuti all'oscuro di tutto e di tutti. Questa notte, il membro del Consorzio Piriños Plogolio Pulcianòv è stato trovato senza vita nella sua abitazione da due membri del Consiglio preoccupati per la sua recente irreperibilità. È stato accertato che si tratta di suicidio: vicino al corpo è stata trovata l'ampolla contenente il veleno con il quale si sarebbe tolto la vita, assieme ad un biglietto contenente una semplice scritta: "Lasciate tutti i miei averi in mano a mio figlio, questo è il mio testamento". Il membro del Consorzio non si faceva più vedere alle riunioni del Consiglio e per le strade di Thortuga da almeno quattro mesi, nel corso dei quali certi membri del Connalib a lui particolarmente legati avevano potuto accertare che era caduto, per motivi a noi sconosciuti, in uno stato di profonda e grave depressione. Per sua espressa volontà, nessuno fuorché coloro che lo assistevano nella sua malattia ha mai saputo di questa efferata condizione in cui versava da tempo, che ha portato alla triste conclusione della sua vita a 57 anni. A nome dei membri del Consorzio Nazionalmodernista per la Libertà, il Consiglio Direttivo esprime le più sentite condoglianze alla compagna Feda Tramaho e al neonato figlio Vòna y Clùp Pulcianòv. Per onorare il fondatore del Consorzio, non si terranno riunioni nella giornata di domani. Il corpo verrà sottoposto a crematura sulla spiaggia di Thortuga, alla presenza dei membri del Consorzio e di tutti coloro che sono stati vicini al defunto. Le sue ceneri verranno disperse nel mare. Viva sempre Piriños Plogolio Pulcianòv! Armate il vostro cuore con acciaio puro! Vendicate ciò che deve essere vendicato!
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  11. Concordo sulla Schematica
  12. L'arrivo del presidente Sebastian Stardel aveva sconvolto non poche persone in quella protesta. Pulcianòv aveva oramai terminato il suo discorso, quando il presidente fece la sua comparsa tra la folla in protesta. Diverse erano le reazioni: c'era chi era rimasto indifferente e aveva continuato a sgolarsi verso il Pablov, c'era chi aveva consigliato a Sebastian Stardel, nella piena moderazione, di andarsene, in quanto ci si poteva aspettare di tutto da una folla inferocita. Non mancavano però i più pericolosi, quelli che avevano preso quella coraggiosa comparsa come un insulto alle proprie idee, un insulto al Consorzio che aveva riacceso una speranza nei cuori di tanti cittadini che abitavano nello scontento generale. Pulcianòv, dopo avere udito le parole del presidente, alzò il braccio facendo un gesto per fare zittire e acquietare la folla. Non c'era abbastanza silenzio, ma la calma aveva progressivamente cominciato a ricomparire. Tutt'a un tratto, si potè notare evidentemente un uomo di larga stazza farsi spazio tra la follla, quasi correndo verso il presidente, con una carica mai vista prima. Era molto alto e molto robusto, un uomo con il quale mai bisognerebbe lottare, un uomo che avrebbe potuto fare impaurire anche il più cattivo degli animali. Pulcianòv vide il tutto dal palchetto, mentre era in procinto di scendere le scale. "Martios, fermo! Non osare toccare il presidente!" urlò Piriños. Bastò questo per evitare lo scoppio di un putiferio generale. "Questa è l'ultima delle cose che vogliamo che accada in questa protesta. Non credete forse che il presidente sia venuto qui solamente per dividerci, per portare discordia e divisone all'interno del nostro Consorzio? Guardatevi: trenta secondi fa eravate sul punto di scannarvi tra di voi. Il presidente è colpevole quanto tutti quelli che l'hanno eletto, ma è, ahimé, una figura istituzionale e un cittadino modernista che dobbiamo proteggere come tutti gli altri." Pulcianòv stava per riprendere la parola, quando un ometto con la bandana si avvicinò al presidente Stardel e gli sputò clamorosamente in faccia, dicendo poi:"Me ne infischio del presidente!" Era inevitabile: tutti avevano visto quella scena o avevano sentito cosa era accaduto. La piazza era ormai in silenzio e la gente fissava Piriños, che era rimasto sconcertato dall'evento e la cui faccia stava diventando prima rossa, poi viola di rabbia. Con fare apparentemente mite, Piriños andò verso l'ometto che aveva sputato in faccia al presidente, e gli tese la mano, come se volesse apertamente complimentarsi dell'accaduto. L'ometto, che non si aspettava questa reazione, tese impaurito la mano. Non appena giunse il contatto tra le due mani, Piriños sferrò una potente ginocchiata che colpì il bassoventre dello spudorato ometto. "Tu non sei degno di portare quella bandana al collo..." disse all'ometto, che, sofferente, cercava di farsi spazio tra la folla per fuggire da quell'imbarazzante evento. Piriños si rivolse quindi al presidente: "Presidente Sebastian, non posso non farle notare la sua mancanza di senso artistico. Non vede forse che i due uomini rappresentati sono due uomini vecchi e decrepiti? Quelli siete voi due, Frenkovìc e Stardel: di questo passo, tra dieci o vent'anni non vedremo altro che questo: un regime autoritario sorretto da due vecchi decrepiti. Nel Connalib ci sono persone violente, ma non mancano le persone con una certa qualità espressiva, non crede?"