Pulcio

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  1. Per come ho vissuto la Quinta e la Sesta Era, secondo me la parola chiave per avere un po' più successo è semplificare. Semplificare nel senso che nelle scorse ere certe meccaniche complesse e/o noiose potevano essere rese molto più semplici a livello di interfaccia/comodità/altro, senza naturalmente escludere che questo comporti un oneroso lavoro a livello di programmazione o altro. Forse andrebbe fatta una semplificazione anche a livello della mappa. Per come la vedo io si potrebbe fare più piccola rispetto all'enormità della Sesta Era (errore che ho commesso io insieme ad altri), e magari con metodi di spostamento ancora più semplici e più "fitti", più diffusi nella mappa. Un'ulteriore semplificazione andrebbe fatta, secondo me, anche nei regolamenti e nel lore. Devo ammettere in tutta onestà che non saprei proprio dire come potrebbero essere semplificati de facto: paradossalmente, la semplificazione è difficile da attuare in questo caso. Però potrebbe essere enormemente utile per tutta quella fetta di utenza che non ha voglia di spendere ore a leggere GdR canonici, regolamenti e cose varie per cercare di capire perché il GdR del suo amico xXxPincoPallino07xXx sui cani magici volanti è stato censurato dal MARBM (che spero reintroduciate, tra le altre cose). Per il resto, come ho sempre sognato che succedesse, bisognerebbe dare molta più importanza alla guerra e al conflitto, che crea gioco (e non dite che non è vero per carità). Conflitto che si deve creare però tra gli stessi utenti.
  2. Pulcio -> Puccio -> Antipuccio -> Antipulcio -> Pulcio
  3. Thortuga - 3056 d.F.: cominciano a girare per la città delle copie di un piccolo libello di provenienza sconosciuta. Poche le copie, notevoli le voci che cominciano a diffondersi. La sua comprensione diventa via via più difficile man mano che si prosegue nella lettura. Il significato è criptico, ma affascina molti letterati. Ma a sorprendere la gente comune è il simbolo che funge da preludio per il libello, un simbolo dimenticato da più di trent'anni, ma evidentemente ancora vivo nel cuore di chi lo ha pubblicato. Il libello rimane sulla bocca degli intellettuali thortughesi per qualche settimana, per poi finire dimenticato dai più. Non da tutti: le parole volano, ma rimangono scritte nero su bianco. Il destino della libertà Appunti di un deluso superstite e della distruzione dei suoi ideali 3019 d.F. - Thortuga: Oggi compio diciannove anni. È un grande giorno per me, e so come festeggiarlo: oggi mi iscriverò al Consorzio Nazionalmodernista per la Libertà. Perché lo faccio? Sento che è mio dovere farlo, dal momento che i miei ideali di giovane scapigliato modernista mi portano ad approvare ogni parola che proviene dalla bocca del suo fondatore, il Pulcianòv. Avevo sedici anni quando lo sentii per la prima volta: ci avevo capito poco, lo devo ammettere. Ma quel suo fascino, quel suo carisma invincibile, inconfutabile, era capace di qualsiasi cosa, e lo è tuttora. È una retorica onnipotente. *** Fatto: sono tesserato. Mi hanno dato la bandana, un simbolo che so bene essere stato fondamentale per la storia di questo movimento. Avevo pochi anni quando accadde la rivolta delle bandane, e in ogni caso poco conscio dell'influenza che questo movimento avrebbe avuto sul Modernismo e sulla nostra città in generale. Uscendo dalla sede del Consorzio ho avuto modo di ascoltare per qualche minuto le conversazioni dei miei nuovi colleghi. Non nascondo che li ho visti particolarmente preoccupati: non so per cosa, ma senza dubbio c'è di mezzo la tensione che si sta creando con le città nemiche che ostacolano la nostra libertà e la nostra invincibile ideologia. Io non ho dubbi: il Modernismo trionferà qualsiasi cosa accada, ed è per questo che so di essere tranquillo. 3019 d.F. - Thortuga: La mia prima riunione nel Consorzio me la aspettavo diversa, devo ammetterlo. Mi spiego meglio: naturalmente gli ambienti erano quelli, il solito salone congressuale, la bandiera modernista col simbolo del Connalib, tutto in regola. Ciò che mi aspettavo diverso sono stati i miei colleghi, i Nazionalmodernisti. Me ne ero già accorto l'altro giorno, quando mi sono tesserato. Tanta tensione, preoccupazione, in certi casi anche rassegnazione. Senza dubbio riconosco che il loro animo è in totale trepidazione. Questo è infatti il momento in cui il nostro cuore d'acciaio si prepara alla risoluzione, in cui, come si suol dire, tutti i nodi verranno al pettine. La lancia del modernismo spaccherà ogni cuore di pietra, ogni ostacolo, così come l'acciaio può scalfire ogni cosa. Una cosa mi ha sorpreso più di tutte: il Pulcianòv è assente da più di due settimane. Qualcuno dice per malattia, qualcuno dice perché ha qualcosa di grande in serbo per il Consorzio. Io spero nella seconda delle due possibilità, naturalmente, ma il suo scranno centrale rimane sempre vuoto, o occupato da uno dei suoi soci più vicini. Ho fiducia in lui. 3019 d.F. - Thortuga: È da un po' che non scrivo: tante cose sono successe, ed è arrivato il momento di parlarne con me stesso. Hanno dichiarato guerra. È successo. La disgrazia umana, rappresentata dalla criminale Asse dei Cieli, ha osato attaccare noi e i nostri alleati. A seguito dell'annuncio che è subito perpetrato per tutta la città, nel Consorzio è stata subito convocata una riunione di emergenza. Ma in tutto questo, ecco ciò che ho sentito: il mio cuore ha cominciato a battere forte, il desiderio che è sempre rimasto in un inevitabile sonno riflessivo si è finalmente risvegliato. È questa la parola chiave per comprendere ciò che sento: desiderio. Desiderio di vendetta, desiderio di vittoria, desiderio che il Modernismo trionfi in tutti i campi, in tutti i luoghi, in tutto l'universo. E questo è ciò che è stato espresso in maniera splendida, ma al contempo struggente, dalla nostra guida: il Pulcianòv. Egli è finalmente tornato proprio in quest'occasione, dopo settimane di assenza ingiustificata. Le sue condizioni di salute, a occhio, non mi sono sembrate per niente buone. Ma il suo spirito è sempre lo stesso, ed è ciò che ci vuole. Ho trascritto il suo discorso: lo copierò più volte e lo porterò con me sul campo di battaglia. 3020 d.F. - Piano di Karaldur: Sei mesi di vacuità riassunti in un documento. "Comunicato Eccezionale": un titolo come gli altri? Sì: un titolo come gli altri per annunciare ciò che ormai tutti ci aspettavamo. È morto Pulcianòv: una tragedia annunciata, tutto sommato. Chi l'ha più visto dopo quella struggente riunione straordinaria? Chi ha più saputo qualcosa sulla sua condizione di salute? Dov'era il suo carisma, la sua arte retorica, il complesso dei suoi ideali, quando noi giovani nazionalmodernisti partivamo per il Piano, mandati dagli alti burocrati del Consorzio, alla ricerca di risorse, consenso, forza fisica (e, oserei dire, anche ideologica)? Voleva "la guerra più totale". L'ha ottenuta, e ha inghiottito il veleno. È stato un grande dei nostri tempi: i suoi discorsi sono sempre nella mia borsa da viaggio, li porto sempre con me, e sempre saranno un punto di riferimento ideologico, morale, vitale. Ma ora bisogna andare avanti: la guerra è iniziata, il nemico si sta preparando. Viaggio in compagnia di altri sei compagni nazionalmodernisti per prepararmi all'azione del cuore d'acciaio. Non mancano i momenti di instabilità, i momenti in cui mi chiedo:"Ne vale davvero la pena?" 3023 d.F. - Adegun Orientale: Oggi compio ventitrè anni. È un grande giorno per me, ma non posso festeggiarlo. Sono passati quattro anni dal mio tesseramento, quasi tre dalla dichiarazione di guerra dell'Asse dei Cieli. La battaglia è ormai al termine: l'Asse ci ha sconfitti imprevedibilmente. Ho visto i miei compagni morire nel nome del Modernismo, nel nome del Consorzio, nel nome di Pulcianòv. Sono andato incontro a ciò che Pulcianòv chiamava "risoluzione", una parola che pochi di noi erano capaci di comprendere nei suoi discorsi esortativi. Ora tutti lo abbiamo capito: l'hanno capito quelli che sono morti, e ora se ne rendono conto quelli che, come me, sono sopravvissuti e sono scampati alla forza dirompente della morte. Ce ne andremo, prima o poi. Ne sono certo. Tutto è finito, non c'è più nulla da fare. Tutte le mie convinzioni, il mio credo, ciò che credevo impossibile da sconfiggere è stato annientato, e perfino in una maniera talmente idiota, sporca, ingiusta, che ora è il dubbio ad avere preso il posto dell'acciaio. Vedere tutti quei corpi che si gettavano al macello sventolando la bandana... mi ha distrutto. Ha distrutto lo struggimento, ha distrutto quel sentimento di altezza, di delirio che tutti avevamo provato nel giorno della dichiarazione di guerra. La morte di Pulcianòv, la guerra: hanno distrutto il Nazionalmodernismo, e con esso il Consorzio. Siamo rimasti in pochi: noi superstiti e gli alti burocrati. Sono già fuggiti da Thortuga dopo la notizia della sconfitta nella guerra. Gli ideali del nostro gruppo sono distrutti, ma rimangono ancora i suoi frammenti. L'anima non c'è più, ma la carne rimane, ed è da essa che bisognerà ripartire. *** Abbandono in questo anfratto questa cianfrusaglia di idee e pensieri che non serviranno a nulla. La guerra è finita e tornerò a Thortuga, o forse vagherò per il Piano alla ricerca del senso. A chi ritroverà questo inutile documento dico: considera queste parole come una testimonianza, niente di più. OFF:
  4. Io, Jerenìos Pulcianòv, chiedo che mi venga revocata la tessera del Partito Modernista e di essere da esso espulso.
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  11. Consorzio Nazionalmodernista per la Libertà "Armate il vostro cuore con acciaio puro! Vendicate ciò che deve essere vendicato!" Ai membri del Consorzio Nazionalmodernista per la Libertà Ai cittadini di Thortuga Al Popolo Modernista Il Consiglio Direttivo del Consorzio Nazionalmodernista per la Libertà rilascia ufficialmente ai cittadini di Thortuga il suddetto comunicato per informarli su recenti fatti avvenuti all'oscuro di tutto e di tutti. Questa notte, il membro del Consorzio Piriños Plogolio Pulcianòv è stato trovato senza vita nella sua abitazione da due membri del Consiglio preoccupati per la sua recente irreperibilità. È stato accertato che si tratta di suicidio: vicino al corpo è stata trovata l'ampolla contenente il veleno con il quale si sarebbe tolto la vita, assieme ad un biglietto contenente una semplice scritta: "Lasciate tutti i miei averi in mano a mio figlio, questo è il mio testamento". Il membro del Consorzio non si faceva più vedere alle riunioni del Consiglio e per le strade di Thortuga da almeno quattro mesi, nel corso dei quali certi membri del Connalib a lui particolarmente legati avevano potuto accertare che era caduto, per motivi a noi sconosciuti, in uno stato di profonda e grave depressione. Per sua espressa volontà, nessuno fuorché coloro che lo assistevano nella sua malattia ha mai saputo di questa efferata condizione in cui versava da tempo, che ha portato alla triste conclusione della sua vita a 57 anni. A nome dei membri del Consorzio Nazionalmodernista per la Libertà, il Consiglio Direttivo esprime le più sentite condoglianze alla compagna Feda Tramaho e al neonato figlio Vòna y Clùp Pulcianòv. Per onorare il fondatore del Consorzio, non si terranno riunioni nella giornata di domani. Il corpo verrà sottoposto a crematura sulla spiaggia di Thortuga, alla presenza dei membri del Consorzio e di tutti coloro che sono stati vicini al defunto. Le sue ceneri verranno disperse nel mare. Viva sempre Piriños Plogolio Pulcianòv! Armate il vostro cuore con acciaio puro! Vendicate ciò che deve essere vendicato!
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