Pulcio

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  3. Concordo sulla Schematica
  4. L'arrivo del presidente Sebastian Stardel aveva sconvolto non poche persone in quella protesta. Pulcianòv aveva oramai terminato il suo discorso, quando il presidente fece la sua comparsa tra la folla in protesta. Diverse erano le reazioni: c'era chi era rimasto indifferente e aveva continuato a sgolarsi verso il Pablov, c'era chi aveva consigliato a Sebastian Stardel, nella piena moderazione, di andarsene, in quanto ci si poteva aspettare di tutto da una folla inferocita. Non mancavano però i più pericolosi, quelli che avevano preso quella coraggiosa comparsa come un insulto alle proprie idee, un insulto al Consorzio che aveva riacceso una speranza nei cuori di tanti cittadini che abitavano nello scontento generale. Pulcianòv, dopo avere udito le parole del presidente, alzò il braccio facendo un gesto per fare zittire e acquietare la folla. Non c'era abbastanza silenzio, ma la calma aveva progressivamente cominciato a ricomparire. Tutt'a un tratto, si potè notare evidentemente un uomo di larga stazza farsi spazio tra la follla, quasi correndo verso il presidente, con una carica mai vista prima. Era molto alto e molto robusto, un uomo con il quale mai bisognerebbe lottare, un uomo che avrebbe potuto fare impaurire anche il più cattivo degli animali. Pulcianòv vide il tutto dal palchetto, mentre era in procinto di scendere le scale. "Martios, fermo! Non osare toccare il presidente!" urlò Piriños. Bastò questo per evitare lo scoppio di un putiferio generale. "Questa è l'ultima delle cose che vogliamo che accada in questa protesta. Non credete forse che il presidente sia venuto qui solamente per dividerci, per portare discordia e divisone all'interno del nostro Consorzio? Guardatevi: trenta secondi fa eravate sul punto di scannarvi tra di voi. Il presidente è colpevole quanto tutti quelli che l'hanno eletto, ma è, ahimé, una figura istituzionale e un cittadino modernista che dobbiamo proteggere come tutti gli altri." Pulcianòv stava per riprendere la parola, quando un ometto con la bandana si avvicinò al presidente Stardel e gli sputò clamorosamente in faccia, dicendo poi:"Me ne infischio del presidente!" Era inevitabile: tutti avevano visto quella scena o avevano sentito cosa era accaduto. La piazza era ormai in silenzio e la gente fissava Piriños, che era rimasto sconcertato dall'evento e la cui faccia stava diventando prima rossa, poi viola di rabbia. Con fare apparentemente mite, Piriños andò verso l'ometto che aveva sputato in faccia al presidente, e gli tese la mano, come se volesse apertamente complimentarsi dell'accaduto. L'ometto, che non si aspettava questa reazione, tese impaurito la mano. Non appena giunse il contatto tra le due mani, Piriños sferrò una potente ginocchiata che colpì il bassoventre dello spudorato ometto. "Tu non sei degno di portare quella bandana al collo..." disse all'ometto, che, sofferente, cercava di farsi spazio tra la folla per fuggire da quell'imbarazzante evento. Piriños si rivolse quindi al presidente: "Presidente Sebastian, non posso non farle notare la sua mancanza di senso artistico. Non vede forse che i due uomini rappresentati sono due uomini vecchi e decrepiti? Quelli siete voi due, Frenkovìc e Stardel: di questo passo, tra dieci o vent'anni non vedremo altro che questo: un regime autoritario sorretto da due vecchi decrepiti. Nel Connalib ci sono persone violente, ma non mancano le persone con una certa qualità espressiva, non crede?"
  5. Consorzio Nazionalmodernista per la Libertà"Armate il vostro cuore con acciaio puro! Vendicate ciò che deve essere vendicato!" COMUNICATO UFFICIALE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO Al segretario Frenkovìc e al suo governo Al presidente Sebastian Stardel Al Popolo Modernista Il Consiglio Direttivo del Consorzio Nazionalmodernista per la Libertà è stato informato che, nella giornata di oggi, è stata ricevuta una terribile missiva da parte del Regno di Apolisia nei confronti della nostra sacra nazione. La missiva dichiara l'apertura delle ostilità nei nostri confronti a causa di una presunta cellula di cittadini modernisti, chiamata "Covo delle Serpi", che avrebbe condotto fino ad oggi diverse azioni volte a danneggiare l'incolumità del Regno di Apolisia e dei suoi cittadini. Il Covo delle Serpi coinciderebbe, secondo quanto espresso dalla missiva, con il Consorzio Nazionalmodernista per la Libertà. A nome di tutto il Consiglio Direttivo del Connalib e di tutti i suoi membri, riuniti segretamente, per questioni di sicurezza, questa mattina, comunico ufficialmente che il Consorzio si dissocia in tutto e per tutto da questa accusa: il Consorzio non ha dunque mai intrattenuto, né mai lo farà, azioni inguistificate di spionaggio internazionale, di calunnia nei confronti del Regno di Apolisia o dei suoi cittadini. Tutti dovrebbero conoscere la motivazione della nostra esistenza: siamo nati per difendere i cittadini modernisti, siamo nati per distruggere persone come quelle che hanno scritto questa missiva, che nell'irrazionalità arrecano danno non solo al Popolo Modernista, ma anche ai loro stessi cittadini. I governanti di Apolisia vivono nell'irrazionalità: la pazzia di chi ha ordinato un simile atto ha portato a far nascere una motivazione di guerra completamente inventata, basata sull'esistenza di un'associazione che agisce nella legalità e nell'appoggio di molti cittadini della Repubblica Modernista di Sant'Elio. Tra i valori fondanti del Connalib c'è quello del buonsenso, della ragione, del principio di azione e di conseguenza, di causa ed effetto. Atti di pazzia simili sono considerati un vero e proprio crimine da parte dei membri del Connalib, specialmente in casi come questi, dove ad essere danneggiati potrebbero, potenzialmente, essere anche i cittadini di Thortuga. Nell'unanime consenso dell'associazione, il Consorzio Nazionalmodernista per la Libertà CONDANNA ogni atto diplomatico del Regno di Apolisia nei confronti del Consorzio Nazionalmodernista per la Libertà e di Thortuga, e DICHIARA il Regno di Apolisia nemico del Consorzio Nazionalmodernista per la Libertà. Il Consorzio si impegnerà dunque ad intraprendere, nella piena legalità stabilita dalla Costituzione, azioni autorizzate dal governo, dal Presidente e dall'Armata Rossa nei confronti di questo criminoso stato, che ha già mietuto diverse vittime moderniste. Il sangue dovrà essere ripagato con il sangue: per ogni cittadino modernista ucciso, il Connalib chiederà giustizia ed un eguale trattamento nei confronti dei cittadini del Regno di Apolisia. Soltanto in questo modo si può garantire la giustizia, soltanto in questo modo l'onore del Popolo Modernista e di questa nazione potrà essere preservato. Il Connalib non avrà pace finché il Regno di Apolisia non verrà annientato, i suoi governanti sterminati, i cittadini modernisti vendicati. Armate il vostro cuore con acciaio puro! Vendicate ciò che deve essere vendicato! Fiorento Lopez, membro del Consiglio Direttivo del Connalib.
  6. Aggiornata la bacheca con i recenti atti del Connalib. Aggiunto un riferimento attivo (NihondeBresa).
  7. La Piazza del Pablov era gremita di gente per il discorso che avrebbe tenuto, di lì a poco, Sebastian Stardel, l'uomo che era stato da poco nominato Presidente della Repubblica Modernista di Sant'Elio. L'elezione di una nuova figura politica, che fosse il segretario o il presidente, era un evento molto sentito dalla popolazione: il discorso di insediamento era una tradizione iniziata a partire dai primi giorni in cui Thortuga vide la libertà, una tradizione che veniva portata avanti da tempi molto remoti di cui gli uomini non sapevano granché. Due uomini, seduti su una panchina della Piazza, guardavano con sguardo disinteressato l'entusiasmo della folla: "Nuovo presidente, nuove notizie! Non è così, Portos?" "No, Feìman. Per niente." "Come mai tutta questa freddezza?" "È semplice: il presidente che è stato eletto è l'esatta copia di tutti quelli che lo hanno preceduto, dal primo all'ultimo." "Nah, a me non dispiace, sai? È un uomo nuovo, d'altronde." "Sarà... Mi è bastato guardare la sua faccia per capire che tipo fosse. Fissato con la propaganda e politicamente inutile." "Il nazimodernismo ti ha fritto il cervello. Di' un po', ma il tuo amato Piriños?" "Mi hanno detto che dopo la votazione è uscito di fretta dal Pablov con qualche membro del Connalib. Non era particolarmente provato, a quanto mi han detto." "Due sconfitte sono una bella botta, non credi? Forse il nazionalmodernismo non è ciò che serve a questa città. Povero mascalzone di un Pulcianòv..." "Ma vai a fare un giro, Feìman dei miei stivali." Il discorso di Stardel cominciò qualche minuto dopo. Il nuovo presidente non fu particolarmente prolisso: espresse però parole che fecero entusiasmare non poche persone presenti a quell'insediamento. Tra gli applausi di quelli che speravano, tutto sommato, di avere un presidente che mantenesse la linea dei precedenti, non mancavano i fischi e i versacci dei cittadini desiderosi di cambiamento e rinnovamento all'interno del Partito Modernista e della Repubblica di Sant'Elio. Pochi minuti dopo, Sebastian Stardel scese dal palchetto che era stato allestito per il discorso di insediamento, e con lui la folla cominciò lentamente ad allontanarsi per le vie principali del centro di Thortuga. Il congestionamento era molto forte, quasi insolito: la folla cominciava progressivamente ad accumularsi nei punti della Piazza che permettevano di inserirsi nelle arterie cittadine. In tutto quel trambusto, tra la confusione cominciarono a sentirsi urla particolari:"È ora! È ora!" oppure "Presto! È il momento!" Tutt'a un tratto, centinaia e centinaia di uomini sbucarono letteralmente dai lati del Pablov e si incamminarono verso la scalinata che portava alla Piazza, tradizionalmente chiamata "Quengada" in Thortughese, che significa "scalinata". Questi uomini erano perfettamente distinguibili per la bandana coi colori di Thortuga che portavano al collo: il simbolo che li accompagnava era quello del Connalib. Quelli non erano gli unici: molte delle persone che erano rimaste nella Piazza tirarono fuori dal taschino la stessa bandana e se la misero al collo. Al contempo, cominciarono a spuntare striscioni e cartelloni, con scritte come "Oggi ha inizio il regime Frenkovìc-Stardel!" o "Ribellatevi al regime che vi ha sottomessi!" o ancora "Il vero cambiamento è quello di Pulcianòv!". Nel giro di cinque minuti, la Piazza del Pablov si era riempita di persone con la bandana multicolore al collo. La confusione era indescrivibile: la protesta aveva triplicato il numero di persone presenti alla protesta che il Connalib aveva organizzato per Polentos Pulcianòv. I nazionalmodernisti avevano riempito ogni spazio occupabile: la Piazza era interamente occupata, la Quengada del Pablov era stata letteralmente ricoperta di protestanti che sorreggevano un grande striscione, con su scritto:"SALVATEVI DA QUESTA ALLEANZA MORTALE!". La folla stava però aspettando l'uomo che stava dietro a tutto ciò, l'uomo che avrebbe rappresentato, nel corso di quella protesta, la parte di popolazione che non si sentiva più rappresentata né dal segretario Frenkovìc, né dal neopresidente Stardel. Introdotto dalla folla che urlava il suo nome, Piriños Pulcianòv salì sul palco che il presidente Stardel aveva usato giusto una mezz'ora prima. Aveva la bandana al collo, come tutti i manifestanti. Uno dei suoi collaboratori gli passò un cono amplificatore, grazie al quale la sua voce potè essere udita da tutta la Piazza. Il silenzio ricadde nell'aria. "Safaloro Ghosonigghi, compagne e compagni. Che ci crediate o no, la nostra sacra repubblica si trova ora in uno stato di inevitabile regime autoritario. Frenkovìc, il criminale, l'indeciso, lo spudorato segretario che è a capo del Partito Modernista ha oggi trovato un nuovo compagno con cui andare a nozze! L'alleanza che si accingono a formare, compagne e compagni, è la cosa più pericolosa che ci potesse capitare, ve lo posso giurare. Oggi muore la libertà nel nostro stato. Oggi non esisterà più il sacro diritto di opposizione. Qualsiasi forza contraria all'unione che si è venuta a formare verrà neutralizzata dalla prima forza governativa statale che passerà, che sia la Polizia Gialla o l'Armata Rossa. Tutto questo è inevitabile, è un insieme di conseguenze che voi per primi avete constatato non appena avete udito le parole del presidente Stardel, che parla di "cambiamento" quando non si rende conto di essere il burattino di un demagogo criminale. Tutto ciò che abbiamo chiesto fin dalla nascita della nostra associazione è stato spento. Abbiamo chiesto le ostilità contro Niuop e adesso i soldi hanno convinto i nostri governanti. Abbiamo donato supporto all'Armata Rossa e siamo stati lì lì per essere dichiarati fuorilegge. Abbiamo chiesto giustizia per Polentos Pulcianòv e non gli sono nemmeno stati garantiti i funerali di stato! Questo, compagni modernisti, lo chiamo ignorare le richieste di una ingente parte del Popolo Modernista, che si accingerà a crescere e a crescere fino a quando non avrà ottenuto le sue richieste! Di fronte alla poltrona sfondata del criminale a capo del Partito Modernista e del suo nuovo neoeletto marito, io, Piriños Pulcianòv, membro del Consiglio Direttivo del Connalib, chiedo, facendo le veci del popolo che in questa piazza protesta di fronte al Pablov, che vengano esaudite le seguenti richieste: la riapertura delle ostilità nei confronti della Provincia Libera di Niuop; l'apertura di una procedura penale nei confronti del Segretario Frenkovìc; l'introduzione di un corpo speciale speciale interno nell'Armata Rossa dedicato interamente ai cittadini nazionalmodernisti; i funerali di stato per Polentos Pulcianòv e per i compagni uccisi dai barbari di Dragonia e l'attribuzione di un'onorificenza civile postuma alle loro persone; le scuse formali del segretario per l'interdizione imposta al comunicato del Connalib riguardante le azioni armate nei confronti di Niuop; la dichiarazione di guerra istantanea nei confronti di Apolisia e Dragonia; Queste sono le richieste di un popolo che state uccidendo con il vostro fiato. Cittadini, ribellatevi a questa alleanza mortale! Ribellatevi al regime autoritario di Frenkovìc e di Stardel! Armate il vostro cuore con acciaio puro, vendicate ciò che deve essere vendicato!" Detto questo, tutti poterono constatare che, in quella piazza, mai erano state udite simili urla e cori di approvazione, mai un simile trambusto aveva circondato il centro di Thortuga. Il discorso di Piriños era la miccia che aveva fatto esplodere la rabbia di migliaia di cittadini insoddisfatti. Quella era, senza dubbio, la più grande protesta mai tenuta che Thortuga e la Repubblica di Sant'Elio avesse mai ospitato. Nella Piazza, sotto all'antico cannone presente da anni in quello spazio cittadino, un gruppetto di cittadini costruì in quattro e quattr'otto un piccolo muretto, su cui fu dipinto un simbolico murales, segno ed espressione di quella rivolta che aveva risvegliato definitivamente le insofferenze di tanti modernisti. Il dipinto era esemplare, fatto nei minimi dettagli, nonostante il trambusto e la confusione della protesta:
  8. Consorzio Nazionalmodernista per la Libertà"Armate il vostro cuore con acciaio puro! Vendicate ciò che deve essere vendicato!" Ai cittadini di Thortuga Ai cittadini del Piano di Karaldur Negli uffici del Connalib è oggi arrivata una terribile comunicazione: tre cittadini sono stati assassinati spudoratamente nella Piazza del Pablov da due cittadini nemici introdottisi illegalmente nella nostra città. Recenti fonti confermerebbero che questi cittadini appartengono ad Apolisia, nazione del Piano di Karaldur. Il Connalib condanna fermamente questi atti e darà pieno supporto al governo modernista fin quando sarà capace e competente nella risoluzione di questo atto diplomatico. Fino a quando non sarà avvenuta una vendetta adeguata, e il sangue non sarà ripagato col sangue, il Consorzio non avrà pace e agirà nella piena rivendicazione del diritto alla vita che è stato sottratto a queste anime innocenti. Armate il vostro cuore con acciaio puro! Vendicate ciò che deve essere vendicato! Tantuño Cerveño, membro del Consiglio Direttivo del Connalib