Toranaga78

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Su Toranaga78

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    Mercante del Jandùr
  • Compleanno 04/02/1978

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  1. Yalven partecipa con la sala grande per i iricevimenti della torre centrale riaddobbata con banchetto per l'evento natalizio (coordinate: X -2516, Z 1816, Y 73)
  2. La grande torre centrale che svettava in mezzo alle altre torri della città sul lago, era l'orgoglio di Yalven e non a caso era anche il fulcro di potere dell'intero regno, ma Rackhir in quel momento non vedeva altro che le centinaia di scale che doveva percorrere per arrivare alla sua sommità dove si trovava la sala del consiglio nonchè sala delle udienze. "...Ma perchè il nonno quando progettò Yalven non la fece piatta anziche torreggiante??" finalmente, ansimante, arrivò al piano desiderato li davanti alla porta vi era la giovane Anerel, che aspettava in piedi davanti alla porta della sala del Consiglio, discorrendo con le guardie del re che erano in attesa del loro signore. <<Salve dolce Arenel, sei cresciuta parecchio dall'ultima volta che ci siamo visti; come mai ti trovi qua e non sei col tuo principale il Funzionario del Vento?>> <<Buonasera a lei Consigliere Rackhir, è sempre un piacere vederla. Sono qui per sostituire l'assistente del Sommo Moradon per assisterlo nelle udienze di quest'oggi, dato che è malata da circa 3 giorni>> <<Oh no, non dirmi che Vàr non ha ancora finito! >> La giovane rimase un po' interdetta dalla confidenza che il consigliere si era preso chiamando il sovrano per nome << Sua Maestà (...enfatizzando l'appellativo), sta svolgendo la sua ultima udienza con un cittadino di nome Alessor Leotred, non so per quanto ne avrà ancora, se mi avesse avvertito della sua visita avrei fatto in modo di avvisarla prima>> <<Alessor Leotred?..(scandì le lettere del nme lentamente cercando di ricordare chi potesse essere)..ah si, non è quella persona che venne ad abitare qui a Yalven circa una trentina di anni fa? Un tipo un po bislacco mi è parso... interessante... vorrei saperne di più. Beh, visto che sono qui è mio dovere come Funzionario della Torre mediare fra i cittadini ed il Governo, qualunque sia l'argomento.>> e si avviò con un sorriso stampato sulla faccia verso la porta. Porta che subito fu sbarrata dalle lance delle guardie e dall'intervento di Anerel. << ma Signore, non può entrare senza essere annunciato nella sala dove è presente il Re>> <<Suvvia Anerel, non essere cosi formale io e Và...ehm.. il Re ci conosciamo da lunga data, sa che non sono un tipo da cerimoniale, per questo mi ha scelto come mediatore tra il Governo e i suoi cittadini>> <<Mi spice Consigliere ma la signorina Arenel ha ragione, non la possiamo fare entrare cosi all'improvviso>> <<Capitano, le dico che non vi è nessun problema, me ne prenderò la piena responsabilità, quindi adesso piantatela con questa storia e fatemi passare o ne rispoderete a tempo debito.>> La guardia vedendo la determinazione del Consigliere si fece da parte per far passare Rackhir, che subito entrò e chiuse la porta dietro di se. Entrò nella sala dove vide Vàr Moradon seduto sul suo trono di quarzo bianco e davanti a lui vi era un uomo che gli porgeva sul tavolo un bastone spezzato in due mentre pronunciava le ultime parole di un discorso <<...ono l'ultimo Gran Sacerdote di Uhle sulla terra e sono venuto qui a Yalven per fare sapere al mondo che il Culto di Uhle è più saldo che mai. Sono venuto qui perchè questo popolo è il popolo di Lumvalos, il mio.>> Ricordandosi che non era solo col Re e che doveva rispettare il cerimoniale << Buonaser Vostra Maestà, scusate l'intromissione, ero venuto al vostro cospetto per mostrarle delle carte importanti, prima di ricordarle che questa sera vi sarà una festa in suo onore, nella residenza del Funzionario del Vento>> Moradon guardò con un occhiata fulminante il consigliere che si era appena intromesso in mezzo ad un discorso gravoso. Rackhir non era più poi cosi tanto sicuro del gesto che aveva fatto, ma con un inchino aggiunse << Ho saputo dalla signorina Arenel del vostro incontro con il signor Leotred ed in quanto Funzionario della Torre ho pensato che vi avrebbero fatto comodo i miei servigi a riguardo, per questo mi sono permesso di entrare>> detto ciò si mise a sedere sul suo seggio in silenzio in attesa del sovrano.
  3. La mente di Rackhir era piena di pensieri per ciò che aveva appena scoperto, forse sarebbe stato meglio che qusta missiva non fosse mai stata aperta, così avrebbe potuto vivere con spensieratezza come aveva sempre fatto fino a quella sera, adesso sentiva una grossa responsabilità sulle sue spalle e non voleva deludere il ricordo del padre che sicuramente lo guardava dal Bianco Forte. <<E adesso? Devo far ordine nei miei pensieri e trovare una soluzione... - guardò fuori dalla finestra, la notte era calata ormai da diverso tempo, non v'erano stelle in cielo, nonostante la bellissima giornata le nuvole adesso coprivano tutte le stelle, l'unico barlume di luce proveniva dal basso, dal bracere sempre acceso nel mausoleo del primo reggente di Yalven, in mezzo al boschetto, forse un presagio per ciò che era venuto a conoscenza? Solo il tempo lo avrebbe svelato... - ci dormirò su, domani penserò al da farsi.>> e cosi dicendo con un soffio spense il lumino accanto al letto e si mise a dormire. <<Melian!! ..... - la luce del mattino passava fievole dalle persiane socchiuse della camera da letto sul volto di Rackhir, che subito balzo dal letto di scatto - ... oh cavoli, ah cavoli ... se non vo subito da lei mi uccide!! >> sulla scrivania vi erano la busta aperta dello Zenit e i fogli che conteneva sparsi sopra, con un sol gesto prese tutto alla rinfusa, lo chiuse a chiave nel suo cassetto e corse via senza neanche prendere il mantello.
  4. Rackhir lesse e rilesse più volte la lettera e mentra faceva ciò passeggiava avanti e indietro sotto la tettoia del punto di osservazione della piazza, poi d'un tratto si fermò a ragionare e, senza farci caso, osservava la distesa che vi si trovava di fronte sotto di lui a poche centinaia di metri; l'oscurità stava calando su Yalven e dalla boscaglia vicino al lago si iniziavano a sentire i rumori degli esseri della notte che solerti percorrevano qui lidi col protrarsi delle tenebre. "Cosa mai potrebbe contenere quest'altra busta di così tanto sconvolgente da poter destabilizzare il governo dell'attuale Zenit? Se il defunto Onomir ha deciso di consegnare il suo segreto a mio padre soltanto, deve trattarsi veramente di una cosa grave, altrimenti avrebbe convocato a suo tempo il Consiglio per discutere della scopertà che aveva compiuto.... ma allora perchè non ha consegnato di persona la lettera a mio padre e perchè era nelle mani dell'Amministratore dei flussi...Certo se ha scritto una lettera prima di raggiungere il Bianco Forte non pensava che il mio vecchio se ne sarebbe andato cosi prematuramente, ma ciò mi mette in una posizione alquanto precaria...sono certo che mio padre avrebbe rispettato il volere del defunto Zenit non aprendo il contenuto fino a che non si fosse verificata una crisi di governo, ma più che ci penso e più mi convico che l'unico modo per tenere in segreto una cosa è venirne a conoscenza prima di tutti e distruggerne tutte le prove esistenti a riguardo" Era assorto nei suoi pensieri e solo poco dopo si accorse che Ninivan era ancora li che aspettava e lo stava fissando... ovvio, non lo aveva ancora congedato, se se ne fosse andato per conto suo sarebbe stata una mancaza di rispetto. <<Ninivan sai dirmi dove ha trovato questa lettera il tuo padrone?>> il ragazzo alzò le spalle in segno di ignoranza <<No Consigliere, mi spiace, ho solo ricevuto l'incarico di consegnarvi queso plico di persona, ma non ne so più di quanto ne sapevate voi prima di leggerlo>> <<Grazie per avermi aspettato e recapitato la missiva, adesso puoi andare e di al signor Rorschach che presto verrò a fargli visita.>> <<Come desidera signore - si voltò per andarsene, ma dopo un istante ci ripenso voltadosi nuovamente verso Rackhir - per i funghi devo riferire qualcosa al sigor Rorschach?>> <<Di che funghi parl... Ah! no, non ti preoccupare incaricherò uno degli uomini del mio ufficio per occuparsene, vai, vai pure>> quasi stava sudando freddo al pensiero che avesse scoperto la sua balla colossale... per fortuna sembrava non esser andata cosi. Ninivan si allontanò un po deluso per non aver potuto approfondire la faccenda, ma era soddisfatto, perlomeno aveva compiuto il suo dovere ed era finalmente giunto il momento di godersi un meritato riposo a casa sua "Farò rapporto domani al sommo Rorschach, non vedo l'ora di sdraiarmi sul letto". Non appena Ninivan sparì oltre la torre, Rackhir corse subito in casa e si chiuse nel suo studio. "Mi dispiace padre ma è mia convinzione che la conoscenza dei fatti sia il metodo più sicuro che abbia in mio possesso per proteggere il nostro attuale Zenit, così come il defunto Onomir è giunto a determinate scoperte pericolose, così potrebbe giungervi altre persone malintenzionate se non adeguatamente ostacolate, ma come posso ostacolarle se non sono a conoscenza dei fatti?" Rackhir aprì la bustà e cercò di memorizzarne il contenuto, successivamente avrebbe pensato a cosa farne dei documenti.
  5. Rackhir imprecò sotto voce per la vista acuta di Ninivan, ma ormai non poteva più nascondersi, perciò si alzò e senza batter ciglio si diresse verso di lui; poco prima di uscire dal campo delle nether warth gli cadde lo sguardo in un angolino dove cresceva uno strano fungo diverso dal resto della coltivazione: un Pleurotos....da lì il colpo di genio (o cosi almeno pensava Rackhir). <<Non lo vedi ragazzo? Sto cercando funghi>> lo sguardo di Ninivan era incredulo, spece dopo quello che gli aveva raccontato il suo principale, ma, sebbene avesse più o meno la sua stessa età, non avrebbe mai osato contraddire uno dei consiglieri di Yalven, nonostante ciò era palese cosa stesse pensando; per questo Rackhir prontamente aggiunse <<so che può sembrarti strana quasta mia risposta, il fatto è che sto conducendo una ricerca per delle lamentele che ho ricevuto in merito alle nostre coltivazioni ed eccone la possibile causa - mostrando lo strano funghetto bianco appena raccolto - un parassita che se non adeguatamente controllato potrebbe mettere a repentaglio la nostra scorta di verruche purpuree>> "che ne sa lui di queste cose... si è sicuramente una trovata geniale". <<Ma cambiando discorso, cosa stai facendo fermo come una statuina davanti a casa mia? Non lo sai che è cattiva educazione curiosare nelle case degli altri? Spero tu abbia una valida ragione per questo, ragazzo, altrimenti non immagini in che problematiche potresti incorrere spiando la casa di un consigliere, senza un autorizzazione dello Zenit>>. Ninivan era conscio di essere tra due fuochi, in mezzo al rapporto fra due persone che poco si sopportano a vicenda "ma perche devono mettermi nel mezzo alle loro dispute" comunque sia aprì la borsa che teneva a tracollo, vi estrasse un plico con sopra un sigillo in cera di pietra rossa che brillava leggermente nell'oscurità e la porse a Rackhir <<il mio signore Rorschach, Amministratore dei Flussi, mi ha incaricato di consegnarvi personalmente questa lettera. Egli ritiene che sia della massima urgenza ed importanza, in quanto il sigillo reca lo stemma del casato Reale dei Moradon ed è indirizzato al consigliere della casata dei Toranaga. Il mio signore ha preferito mandare me perchè si fidava del mio operato, in quanto suo discepolo e sottoposto.>> Rackhir prese la lettera e guardò il sigillo...non v'era dubbio alcuno, quello era sul serio lo stemma della famiglia dello Zenit, cosa avrebbe mai voluto comunicargli lo Zenit che non potesse fare di persona convocandolo a palazzo e perchè mai la lettera era in mano ad un altro consigliere? Il mistero s'infittiva sempre più, ma vi era solo modo per porvi rimedio....aprire la busta. Preoccupato di cosa potesse celare la misteriosa lettera, Rackhir si dimenticò perfino della sua amata e subito spezzò il sigillo ed aprì la lettera per leggerne il contenuto.
  6. <<Cosa?! Ma come ti è venuto in mente? tra tutte le scuse plausibili che potevi rifilargli proprio quella dei funghi? E poi chi è il pazzo che va a funghi di pomeriggio? Oltretutto sono giorni che non piove quindi che scusa mi invento se mi chiedono dove sono andato a cercarli?>> <<Ma signorino, lei non mi ha specificato cosa dire al signor Ninivan e...>> <<Ninivan?- lo interruppe bruscamente Rackhir -...allora è uno degli uomini di quel brontolone di Rorschach... di male in peggio, ora mi tocca sul serio pensare a come crearmi un halibi>> <<Halibi signorino? e per quale motivo, in fin dei conti lei non ha fatto nulla di male>> <<Ma Yulius dove vivi? lo sanno tutti quanto sia intrattabile il signor Rorschach, è una bravissima persona, ma è sempre a parla di lavor lavoro e ancora lavoro e non ammette intrasigenze a riguardo. Se mi ha mandato un suo emissario e non ti ha voluto lasciare la missiva, doveva trattarsi sicuramente di qualche sua richiesta per farmi fare noiosissimi lavori per suo conto e francamente adesso non ne ho nè il tempo nè soprattutto la voglia, adesso devo dedicarmi a scrivere una lettera alla mia adorata Melian prima che faccia troppo tardi.>> Yulius annuiva con solerzia ai discorsi del suo padrone, ma dentro di se pensava a quanta frivolezza vi fosse nel ragazzo, esattamente il contrario del padre che a suo tempo fu Architetto delle Nuvole di Yalven e ferreo devoto della chiesa di Uhle. Mentre il maggiordomo tornava alle sue mansioni, Rackhir corse subito nella stanza dello studio per vedere se avrebbe trovato una soluzione al suo problema, forse tra i libri di suo padre avrebbe scovato qualche poesia da prendere in "prestito" per la sua amata. << Allora... vediamo un po... "Compedio della Cronistoria del Regno di Altabruma" no, "Critica sul Futurismo" no, "Lo Inferno" di Cecco il Bardo...mm no non va bene, "Catechismo della Chiesa di Uhle" per carità! Già devo sorbirmi i sermoni del Vicario almeno una volta a settimana, ah forse tra le "Fiabe e Favole di Valonmier" ... no no nemmeno queste vanno bene e poi se le conoscesse di gia che figura ci faccio?>> Toc toc "ecco e adesso che succede? oggi proprio non me ne va una giusta" << vieni pure avanti Yulius, che mi devi dire?>> <<Signorino, volevo informarla che il signor Ninivan si è ripresentato alla porta pochi istanti fa e nonostante gli abbia riferito che lei ancora non è rincasato ha deciso di aspettare il vostro ritorno fuori dalla porta, sono sicuro che non appena calerà la notte tornerà a casa anche lui, ma volevo avvisarla che per il momento non sembra averene alcuna intenzione.>> I rintocchi dell'orologio avevano da poco scoccato la settima ora pomeridiana. <<Per la Barba di Uhle, già sto facendo tardi a cercare invano una qualche ispirazione per la mia diletta, se non mi sbrigo non riuscirò a vederla stasera, vabbeh gli porterò un mazzo di fiori e basta per questa volta.>> <<A questo proposito, signorino, il mio turno qui da lei sarebbe finito, se non necessita di altro chiedo congedo e mi dirigo verso casa.>> <<Cosa?! E' già così tardi? Vai pure Yulius non ho più bisogno dei tuoi servigi, ci vediamo domani...Anzi no aspetta un attimo, mi potresti ancora essere d'aiuto per oggi: metre esci di casa vedi di distrarmi il signor Ninivan cosi che io possa uscire senza farmi vedere>> <<Ma signorino non avrà intenzione di calarsi dall'uscita di sicurezza delle case di Yalven? Non posso permetterglielo, se si facesse male non avrei il coraggio di presentarmi da suo padre quando anche io raggiungerò il Bianco Forte>> <<Non ti preoccupare Yulius non è la prima volta che uso quel passaggio e non sarà certo l'ultima, fai come ti ho detto, ci vediamo domani>>. Sorridendo si volse per aprire il baule di fianco alla scrivania per estrarne una grossa fune con dei nodi già predisposti per una scalata. Rackhir afferrò il mantello color acacia (il suo preferito da quando glielo regalò Melian) e lo indossò subito, prima di uscire di casa dalla botola posta sotto lo studio; in fin dei conti non a caso il paese si chiamava Altabruma, la sera nonostante il giorno fosse caldo era sempre umido e freddo. Calandosi giù con la corda Rackhir si afferrò al cornicione dell'arco che sorreggeva casa sua, come aveva fatto altre volte da bambino per uscire di nascosto da casa, per poi arrampicarsi su alla colonna centrale, sapeva che c'erano delle botole che venivano usate per le ispezioni di controllo strutturale dei ponti, ma ecco l'imprevisto Ninivan non se ne era ancora andato, se fosse uscito dalla botola centrale della piazza lo avrebbe sicuramente sorpreso. "Accidenti quello scorbutico dell'Amministratore dei Flussi lo deve aver istruito proprio per bene per rintracciarmi. E adesso?....ci sono! se faccio lo stesso percorso che ho fatto sotto l'arco di casa mia ma dalla parte opposta arrivo ai campi di nether warth e forse grazie al mio mantello riesco a nascondermi e uscirne non visto alle sue spalle... Si, farò proprio cosi" penso soddisfatto il giovane Toranaga.
  7. <<Aaaah, che bel venticello fresco, oggi è proprio una bella giornata qui ad Yalven>> Rackhir, ultimo discendente della famiglia dei Toranaga, era sdraiato all’ombra della piccola quercia che cresceva nel giardino pensile di casa sua, mentre sorseggiava un buon succo di patata (una tradizionale ricetta lumvalossiana, conservata gelosamente nella sua famiglia da tempi immemori), fantasticando con la mente sui luoghi di Karaldur che aveva visitato in gioventù mentre era in pellegrinaggio col padre e che avrebbe voluto rivisitare con la sua amata. <<Chissà se la mia adorata Melian è tornata dal suo viaggio a Spes… ho deciso, stasera le farò visita, ma prima devo scriverle assolutamente una lettera – subito Rackhir prese carta penna e calamaio dal bauletto che teneva in giardino sotto la tettoia e si mise a scrivere sul tavolino – Dunque… come posso iniziare…>> Toc toc, il bussare alla porta d’entrata lo distolse subito dai suoi pensieri d’amore “chi sarà a quest’ora della sera che viene a seccarmi?” Rackhir cercò di affacciarsi dal balcone celando la sua presenza e subito riconobbe nella persona che era di fronte alla porta un emissario di qualche funzionario della Torre “Eh no, proprio stasera devono venire a guastarmi questa splendida giornata? Che vorrà questo adesso? No! Ho cose più importanti a cui pensare adesso , se non mi sbrigo Yulius andrà a rispondere alla porta e…non oso pensare” presto Rackhir sgattaiolò giù dalle scale per intercettare il suo maggiordomo Yulius che si stava dirigendo verso il portone d’entrata. A bassa voce gli rivolse la parola << Ehi Yulius, mi raccomando, non ci sono per nessuno, dovesse essere anche lo Zenit in persona, inventati quello che ti pare ma io non sono in casa>> <<Come desiderate signorino>> senza batter ciglio il vecchio maggiordomo si voltò e si diresse alla porta per aprirla. <<Buonasera signor Ninivan, mi presento, sono Yulius, maggiordomo della famiglia dei Toranaga, mi spiace informarla che il mio padrone il signorino Rackhir non è in casa, è andato a cercare funghi questo pomeriggio ed ancora non è rincasato>>.
  8. Casbis 17 Daudar 2979 Vostra eccellenza Onomir Moradon, Zenith del regno di Altabruma e signore di Yalven, con questa lettera è mia intenzione mettervi al corrente di una mia gravosa decisione. Recentemente ho perso in un incidente di cantiere la mia adorata sorella Rhiannon, mi sento in colpa per ciò che è successo, anche se tutto è stato eseguito a regola d’arte, un forte colpo di vento ha sbilanciato il carico dal paranco, facendolo sfracellare sul ponte dove stava la mia sventurata sorella, mentre supervisionava i lavori di decoro. E’ da diverso tempo che un pensiero mi ossessiona nella testa: col nostro affrancarsi dall’ Uhleismo nelle questioni di stato, abbiamo forse fatto adirare il Sommo? Non sento più la parola dell’Altissimo scaldarmi l’anima come succedeva quando ero ragazzo coi racconti di mio nonno, che in gioventù conobbe di persona l’ultimo Gran Sacerdote, sebbene il nostro Vicario Elivàn Kòlis svolga la sua sacra mansione con accurata disciplina, mi rendo conto che non è la stessa cosa e che al nostro popolo servirebbe una nuova guida in grado di parlare col Sommo; con gli ultimi sventurati avvenimenti quest’idea si è ulteriormente rafforzata. Pertanto con grande dolore sono a rassegnarvi le mie dimissioni dall’incarico da voi assegnatomi di Architetto delle Nuvole, in quanto ho preso la decisione di partire in pellegrinaggio per ritrovare la fede che tanto abbisogno. Inoltre ho deciso di portare con me il mio giovane nipote Yannik (il figlio della mia defunta sorella) unico erede della famiglia dei Toranaga, cosi che possa istruirlo nell’arte dell’edilizia se mai vorrete prenderlo nel vostro Consiglio quando farà ritorno da questo nostro lungo viaggio. In allegato a questa lettera, per non lasciarvi impreparato, vi lascio un elenco delle persone più promettenti che potrebbero ricoprire il mio ruolo. Con ossequi, Il vostro leale suddito Rhein dei Toranaga (Architetto delle Nuvole di Yalven)
  9. Ricordiamoci ogni tanto di andare a fare un rifornimento di diamanti
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  11. <<Attenti con quel paranco!! Se mi fate cadere quel carico non finiremo mai questa torre nei tempi previsti. Per Uhle!! ma che devo fare con questi qui? >> Rhein dei Toranaga (Architetto delle Nuvole di Yalven), che in quel momento stava dirigendo i lavori di costruzione della torre del governo, era piuttosto iracondo da quando, pochi giorni prima, per la disattenzione di alcuni manovali che si erano messi ad ascoltare il sermone del Vicario nella piazza mentre lavoravano, fecero cascare un grosso carico di mattoni sul ponte di collegamento di una delle nuove case di Yalven, provocandone il crollo. Da allora personalmente supervisionava il lavoro dei suoi operai, ma era quasi sempre coi nervi a fior di pelle, per la vergogna che proprio alla sua squadra fosse successo una tale disattenzione....intollerabile. << Ormond, vai da quelli là e digli di concentrarsi di più col lavoro o non li farò rincasare nemmeno per la notte>> il ragazzo, aiutante di Rhein, corse subito in direzione del gruppo di manovali e poco dopo tornò per riferire cio che stava accadendo. <<Allora? .. Perchè non hanno ancora ripreso a lavorare? >> <<Signore, il fatto è che sono preoccupati per la voce che si sta diffondendo in città>> <<Di che voce stai parlando?>> <<Sembra che il loro amico, che lavora negli uffici del sommo Ministro del Fulmine, mentre riodinava lo studio, abbia casualmente letto alcune pagine di un fascicolo provenienti da un certo Gallineo della città dei funghi, il quale sembra aver scoperto che l'aria non esiste!! e adesso la gente è preoccupata che possa essere il segno di una nuova catastrofe imminente...che Uhle ci perdoni se gli abbiamo recato offesa!!>> <<Non dire fesserie, come potete dar peso ad un semplice impiegato senza prima sapere il parere del nostro maggior esperto nelle questioni scientifiche?>> <<Si avete ragione, però la voce si sta spargendo e la gente è preoccupata>> <<Va da loro e digli di lasciare questi quesiti ai dotti scienziati e che se non vogliono scoprirlo di persona, sarà meglio che si concentrino sul lavoro. Esigo portare a termine ciò che mi ero prefissato di svolgere quest'oggi entro il calar del sole!>> Ormond, come avesse le ali ai piedi, corse subito dagli operai, i quali con profondi inchini di scuse si rimisero subito al lavoro. Mentre Rhein li guardava riprendere il lavoro pensò: ''Certo che se fosse vero, il nostro Vicario avrebbe un bel ocelot da pelare, per spiegarci come avrebbe interpretato il fatto se ci fosse stato il nostro Gran Sacerdote.''