Beckiovich

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Su Beckiovich

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    Minecraft: Skin e building
    Vita reale: Oggettivismo, teatro e internet(si intende)

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  1. Atto unico Il volto che non vedrò Personaggi: Un marito Una guardia d'obitorio Atto primo Sipario Guardia: Non avrei mai pensato di trovarmi in una situazione simile. Ne ho incontrati di uomini qui nell' Istituto e fin dal principio ho sempre pensato che questo tizio fosse un pazzo ed invece è l'esatto contrario. Una così tale forza e determinazione che è impossibile restare non stupiti di fronte a ciò, è da tutto il giorno che non riesco a pensare ad altro che il suo volto, di lui di questo che cerca il volto di lei ma senza... Volerlo, in un certo senso. Vedete in questo momento lui se ne sta inginocchiato guardando la terra vicino a quell' albero, in quel piccolo giardino qui sotto l'Istituto e sta continuando a dare le spalle all' obitorio dove sua moglie giace. Questo suo amore è così naturale, così sincero, così puro. Io non ho mai provato un qualcosa di simile, io ho avuto una fidanzatina in gioventù e non sono bravo a essere amato ecco. Poco fa ho dovuto scacciare una persona da lui perché pensava che pregasse e lo prendeva in giro, ma lui non è di fede, lui vuole solo vedere il volto di sua moglie. Io ne ho già sentito parlare di questa persona, è un uomo piuttosto famoso ma non avrei mai pensato che fosse così. "Uno qualunque" pensavo, ma a quanto pare sono stato in qualche modo sconvolto. In pratica lui è furibondo con sè stesso, forse è in parte colpa sua se la moglie è morta, ma io non credo. Alcune volte farfuglia dicendo di volerle vedere il volto che non ha visto. Lui non voleva stare al funerale, non ha partecipato. Probabilmente non riusciva a prendere coraggio e adesso sta notte e giorno esattamente lì, tanto che l'erba sotto di lui ha preso la forma delle sue gambe. Ogni tanto gli porto da mangiare e da bere, ma lui non ha appetito. Ho paura che la sua vita finirà presto, è un uomo così vero, lui. Lo vedo tremare, sono sicuro che non ha freddo. Marito: Che cosa ho fatto. Sono diventato della notte un ladro, un cane che corre. Come ho fatto a cadere così in basso, perché ora è troppo tardi? Ora rimangono solo le lacrime di odio. Se c'era una via, quella l'ho smarrita quando non ho visto il suo volto, la mia vita era una guerra impossibile da vincere. Ho accettato che quella donna mi toccasse l'anima e mi insegnasse ad amare, mi ha donato la sua fiducia. E' riuscita a farmi amare questo mondo, questo mondo che mi ha sempre odiato. Io l'ho persa, lei, i suoi capelli, il suo sorriso e il suo volto che non vedrò mai, lo sto agrappando ma fallisco e la notte è nera e fredda. Io guardo quel vuoto, quel mulinello dove nuotano tutte le mie colpe. Non riuscirò a scappare un'altra volta. Solo le ombre possono avere pietà per me. Buio. Sipario.
  2. "Schifosi parassiti. Chi ottiene il potere se lo vuol tenere e poi quel deficiente di Vapor che vota il primo che arriva con un bel faccino, che vada a fagocitargli il..." Decise di tenere la voce più bassa e poi entrò in casa Sorin. "Forse era meglio seguire Wexford, in questo momento starà festeggiando sotto Lethial in barba a tutti i rettori di questo mondo." "Ben arrivato signor direttore." "Messer? Fuori da casa mia, sei così grasso che le guardie ti dovranno rotolare via. Sono già abbastanza furibondo." "Sempre spiritoso. Piuttosto, perché non mi hai spedito sotto Lethial? Ti saresti sbarazzato di me." "Tu sei inutile e là sotto ci sono solo persone che valgono." "Infatti tu sei qui." "Ho un revolver in mano, sei colpevole di numerosi delitti, sei entrato in casa mia ed io sono un direttore." "Quando imparerai a smettere di valutare prima il titolo e poi il nome?" "Un'altra scocciatura e zoppicherai per il resto della tua vita." "E non vuoi sapere perché sono qui?" "No." "Come vuoi." "Ora qualcuno si è preso il posto del collaborativismo." "È lo stesso che mette chi vuole come direttore?" "Indovinato." "Non ti sei stufato di vivere questa vita?" "Sono il più preparato come dirett..." "No, non è vero. Fai schifo a condurre le masse, non te ne frega niente della cultura esterna e sei un misantropo, tu che devi preservare l'umanità." "Fuori di qui." "Buona serata, goditi la mia fabbrica ed il mio partito. Ah già, li hai abbandonati tutti e due." "È ciò che ti meriti." "Abbassa quella pistola, se spari mi fai solo un favore, vedi di colpirmi in testa." "Nessuna vita vale." "Solo quella di un superno." "Quelli tentano solo di sterminarci." "Già, a volte ci riescono e a volte no, ma verrà un giorno, in cui un uomo dell' Istituto ucciderà un superno. È il motivo per cui ho aderito." "Molto nobile da parte tua." "Uccidere la divinità di una persona?" "Non sono divinità, ciò che è sacro non ti uccide." "Non dovrebbe. Ma succede." "Forse sei più simpatico di quanto uno si possa immaginare." "Tu saresti più simpatico da morto." "Questo è certo." "Se vuoi ti posso aiutare." "Lavoro meglio da solo." "Lo sai chi è il nemico, e sai che la sua forza sta nei suoi alleati." "Hai tentato di uccidermi." "E ci proverei di nuovo. Ma non otterrei niente. Il popolo ti odia, vai contro a troppe persone." "Odio il popolo, questo è quanto." "Anche io, ma provo un' emozione spaventosamente grande quando dopo un discorso demagogico, il pubblico sorride e acclama." "Io non sono un politico." "Sei un uomo troppo intelligente per fare il politico." "Un complimento da te?" "Ti ho detto che non sei adatto al tuo lavoro, lo trovi un complimento?" "Cosa vuoi in cambio?" "Un'ambasciata." "Cosa?" "A Thortuga, ho già il progetto." Intanto, sotto Lethial. "Primo anno del Genov. Sono Wexford, il soprintendente del progetto. Ci siamo chiusi da tutto, perfino dall' Istituto. Abbiamo fatto finta di sgomberare ma siamo riusciti a corrompere chi di dovere, tutte persone che volevano rimanere in un vault di pace e prosperità. Sono riuscito a svolgere tutta la prima parte degli esperimenti assegnatami dal dottor Sorin, il creatore del progetto Genov. Noi siamo coloro che superiamo la morale e le imposizioni statali, noi siamo qui per creare una nuova e vera società. Se qualche superno sta leggendo queste righe, ti prego, proteggimi." Ufficio del Rettorato, la stessa sera della votazione. "Signor Rettore, devo scusarmi per il comportamento di oggi, ma devo immediatamente parlare con lei di un fatto urgente." @MrPotterberry
  3. Sorin era ormai uscito dalla stanza, riuscì a sentire le parole del rettore, ma non cambiò la sua idea, preferiva dare le dimissioni piuttosto che stare in quella stanza.
  4. "Il mio voto va al dottor Vapor, non mi dilungherò a spiegare il motivo." Disse Sorin con la stessa freddezza di una persona che gioca a carte per vivere.
  5. "E' inutile votare, il dottor Lividain e il dottor Vapor hanno già espresso il loro parere negativo. Direi che è giunto il momento di votare il nuovo Rettore." Disse Sorin.
  6. "Basta lasciare la lingua al SSRI, si occuperanno loro di comunicare con gli esterni." Rispose Sorin guardando l'ex Rettore.
  7. "Ci sono prima altri punti." Sentenziò il dott. Sorin.