Beckiovich

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    Principe del Jandùr
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    Minecraft: Skin e building
    Vita reale: Oggettivismo, teatro e internet(si intende)

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    Beckiovich

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  1. Un uomo tra tutti s’era distinto nell’ Istituto che era diventato legno e carrucole, una persona senza scrupoli, interesse verso la filantropia o piacere nel destreggiarsi nell’ intensa burocrazia che aveva contaminato la farraginosa macchina scientifica. Il suo nome era Ansuz, “Visione” era spesso definito un medium oltre che giocatore d’azzardo, donnaiolo e vigliacco, tuttavia quest’ uomo riuscì a destabilizzare completamente l’apparato poco consolidato del nuovo Istituto. I suoi mezzi erano la perfidia, l’avarizia ma soprattutto la follia, i metodi e i modi sono stati dimenticati… Non tutti. Si salva un piccolo manifesto dell’ accidia e della misantropia. A voi tutti, alto titolati e vanagloriosi. Professori, deputati, ministri e re, non esageriamo. Pupazzi siamo, caro signor lettore. Lo spirito dei superni entra in noi e si fa marionetta. Dovrebbe bastare esser nati marionette così, per volontà supernica? Nossignore. Ognuno poi si fa pupazzo per conto suo. Quel fantoccio che può essere o che si crede d’essere e quindi nascono le liti. Perché signori cari, ogni burattino vuole portato il suo rispetto, non tanto per quello che è, ma quanto per quello che deve rappresentar fuori. Ora mi direte che sono spassoso e mi farete i complimenti. Ma questa è la vita. Conservare il rispetto della gente, tenere alto il proprio pupazzo per modo che tutti gli facciano sempre tanto di cappello. Non so se mi sono spiegato. E così finisce l'era per i Beckiovich. Farabutti, vigliacchi, balordi ma soprattutto sognatori, ed io narratore chiedo al pubblico di non fischiarmi e neanche di vezzeggiarmi quando dico che: Al fin della licenza io, tocco! Io adesso vedo tutti voi, Beckiovich del mio passato. Quanti siete? Mille o milioni? Vi riconosco e ci siete tutti miei cari e vecchi nemici di me stesso. La Menzogna, il Compromesso, il Pregiudizio e la Viltà, vi osservo tutti. Volete che venga a patti con la Stupidità? Mai. E lo so che alla fine avete vinto voi scellerati, ma fino all’ ultima lettera di questo scritto io mi batto e con lo stocco mi dimeno follemente! Ma c’è qualcosa che resta, dopo tutta la messinscena e dopo l’ultimo punto. Qualcosa che solo nel cuor dello spettatore si anela. Che cosa direte voi. Beh, Qualcosa, ecco tutto.
  2. LUPEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEN!

  3. Attenzione, si annuncia un incidente sulla statale 36 Dragonia-Ascalon, guerra prevista, coda verso Denrak.
  4. 0“Qui dice che hanno attraversato il portale, sono sicuro che sono rimasti a Spes per tutto questo tempo. Gortr!” ”Ahò nun comenciamo a strillà!” ”Dobbiamo correre a Spes, voglio informarmi, partiamo domani all’ alba.” ”Io nun vogliò andà, problemi mei.” ”Resta qui allora, fai le mie veci.” Boudelaire era un uomo d’azione, il pelo poteva diventare più bianchi e le ossa più fragili ma la volontà non cessava mai. Arrivato a Spes cercò di non farsi riconoscere, sia per le sue idee anti superniche sia per la sua nomea, d’altronde aveva deciso di mascherarsi da Holeth Tut apposta per tutti gli anni che era rimasto a Spes. Appena arrivato nel protettorato si diresse immediatamente nell’ ultimo baluardo della Lega degli esploratori, per chiedere informazioni riguardanti la popolazione helmgardiana che decise di attraversare il portale, testimonianze che non poteva di certo trovare nei libri di storia. Gortr intanto stava seduto su un ceppo sull’ isola di Ardele e guardava il mare cercando di non ascoltare le urla di dolore che i suoi ricordi emettevano. La storia di questo bizzarro e ambiguo personaggio era un segreto per tutti e così doveva restare... ”Se penso a quegli occhi ‘ccosì luminosi e belli, me viene da piagne. Ohi ohi, povera piccola, li tu’ capelli dorati ho dovuto taglia’ La gente non sparisce così, mi dicevano quelli della lega e mi hanno dato la colpa della sparizione del mio plotone e in effetti... Quest' isola sta diventando il mio piccolo angolo di paradiso, è la cosa più bella del mondo star qui a vedere gli alberi che crescono. Una tazza di tè, un po' di pane e del formaggio e dei ravanelli raccolti un attimo prima, un buon ravanello piccante che si intona con il formaggio. Cose semplici, cose buone. E se fossi già morto? In quella buia grotta? E non l'ho ancora capito. Questo è il paradiso. Finalmente l'ho raggiunto... No, io devo essere punito per le cose che ho fatto. Perché io li ho ammazzati... Li ho picchiati fino a renderli poltiglia. I loro genitori non hanno potuto vederli e non hanno potuto dirgli addio... Ho ucciso quei poveracci! Erano tutti indifesi e stremati dalla fame, io mi sono fermato alla fine ed ero così spaventato... Erano solo ragazzi." Intanto, Arthur Potterberry stava ascoltando le parole di un pazzo e questo si accorse all' ultimo della sua presenza. "Ah! Potterberry, ho un messaggio per lei, ha l'autorizzazione per andare a Spes per... Prendere informazioni per... Vabbuò, Helmgard e la lega degli esploratori, vai pe' quello... Lui è già lì, ha detto che vuole farsi un giro per fare grandi robe, solo i superni sanno cosa pensa mio fratello." Intanto Boudelaire stava cercando il quartier generale della Lega degli Esploratori.
  5. “Hai accompagnato il Rettore nel suo alloggio?” ”Ha detto che se ne andava tutto soletto!” ”Non devi mai lasciare una persona di rango così elevato da sola!” ”Nun è er mi rettore!” ”Ho incaricato ad una mia vecchia conoscenza di perlustrare l’impianto elettrico del vault. Tutto completamente fermo dal 3020 o giù di lì, quattro anni senza luci... Povera gente.” ”Poveri noi! Che semo finiti in ‘sto postaccio!” ”C’era un tempo una città, di nome Helmgard, dove utilizzavano sofisticati sistemi in legno, ferro e pietra per creare grandi fortezze. Potremmo usare gli argani e qualche marchingegno per ritornare in uno stato ottimale. Le coltivazioni idroponiche stanno ancora producendo, ma bisogna risanarle.“ In un mese i lavori iniziarono a passo molto lento, ma le idee di Boudelaire cominciarono a diventare realtà. Nel giro di tre mesi, diversi gruppi di case in cui alloggiava Arthur Potterberry e gli altri sopravvissuti, furono ricostruite con legno di quercia, pietra e soffici tappeti di lana. Le coltivazioni idroponiche e le serre sono state adeguatamente ristrutturate e ampliate e la porta in acciaio dell’ Istituto fu abbattuta per sostituirla con un complessp sistema di chiusura helmgardiano. ”Non sarà impenetrabile come l’acciaio, ma reggerà diversi colpi.” Victor Boudelaire iniziò a studiare i tomi riguardante l’ordine dei templari e formulò l’ipotesi di un possibile nuovo ordine, con lui stesso nominato come Gran Maestro. Intanto a quattro mesi dall’ inizio dei lavori, Boudelaire decise di dar festa nella nuova dimora dei Potterberry. ”I lavori procedono a passo deciso, egregio Potterberry, possiamo brindare al successo, ma non beviamo troppo poiché non è detta l’ultima parola.”
  6. Nome della nazione: Ordine Templare Nome della città: Solgard(dall’ Aeglis: Sol, suolo e Gard, città. Città del suolo) Nazione Forma di governo:Monarchia ereditaria Sindaco: Gran Maestro Assistenti: Nobile Templare Città Forma di governo: Monarchia elettiva Sindaco: Gran Cavaliere Assistenti: Templare Patrono: Chiesa della santa luce Stile di costruzione: Abbiamo intenzione di medievalizzare l’ Istituto con lo stile prettamente helmgardiano. Un medievale sotterraneo, in sintesi. Gdr di cambio città: Il periodo anarchico dell’ Istituto durò fino al 3024 d.F. Anno in cui Victor Boudelaire che portava il nome di Holeth Tut, decise di tornare in patria, tuttavia il vault era quasi completamente abbandonato. L’energia che sosteneva la città era stata completamente svuotata e tutte le luci e perfino il portone che bloccava l’accesso erano oramai spenti da molti anni, Arthur Potterberry stava gestendo nel migliore dei modi le poche persone rimaste, sperando che un giorno, tutto ciò che vedeva dal vetro rotto del suo ufficio, sarebbe tornato in auge. Victor Boudelaire riuscì ad unire la sua fede con la fredda pietra dell’ Istituto, cosa poteva sorgere da un cumulo di macerie? Argani, legno, torce e la dedizione alla Santa Luce, questo era ciò che vedeva. Mai più le troppe libertà e lussi dell’ Istituto, solo una cieca tradizione che sarà la base per risanare quell’ antro oscuro. Da grande studioso, riuscì a leggere tomi riguardanti due città: Daramain ed Helmgard, l’unione di queste due fondò l’idea di Victor. Sol, dall’ aeglis: Suolo Gard, dall’ aeglis: Città Solgard, la città del suolo. Cronistoria della fondazione di Solgard Anno 3019 d.F. Il Rettore dell’Istituto di Tecnologia di Karaldur, Daemon Lividain fugge dal vault dopo i recenti risvolti violenti, l’Istituto è in preda all’ anarchia. Dal quell' anno, il centro di ricerca è in preda ad attacchi anarchici volti a svelare l'orrore nascosto dell' Istituto, molte membri della classe dirigente vengono uccisi da masse di ribelli che volevano scoprire tutti i segreti che negli anni hanno demolito parte della coscienza e lussi dei cittadini. Gli attacchi anarchici non erano guidati da nessun leader, piuttosto dalla fede religiosa che l' Istituto ha sempre temuto e ha sempre cercato di evitare come la scelta del primo direttore del reparto culturale, P. N. Sorin di bandire i tomi religiosi dall' Istituto o di tenerli chiusi in luoghi riservati ai ricercatori più abili. Mentre l'anarchia regnava sovrana, il poco potere dello stato veniva esercitato per rinchiudere i nemici catturati nelle celle per poi massacrarli, intanto il rettore Arthur Potterberry cercava di mantenere il controllo del vault. Dopo qualche anno, le ondate di violenza aumentarono a dismisura fino a demolire parte dei congegni meccanici che reggevano l'illuminazione e la porta d'entrata del vault. Anno 3021 d.F. Gli esuli uhleisti dell’ Istituto guidati dalla loro guida spirituale Holeth Tut, decidono di migrare a Yalven. Victor Boudelaire nei panni di Holeth Tut, cercò di portare via gli uhleisti dall' Istituto in modo da fermare le ondate anarchiche e di diventare la guida spirituale di questo folto numero di seguaci religiosi, dal 3021 fino al 3024, l' Istituto non possedeva più nessun mezzo per alimentare tutta la struttura del vault. Il lento e progresso declino del luminoso Istituto di un tempo stava scemando sempre più. Anno 3024 d.F. Victor Boudelaire/Holeth Tut torna nel vault oramai abbandonato e trovando Arthur Potterberry decide di ristrutturare completamente l' Istituto e di creare un ordine templare per creare una nazione forte e integerrima a differenza delle rovine di una città oramai perduta. In un mese i lavori iniziarono a passo molto lento, ma le idee di Boudelaire cominciarono a diventare realtà. Nel giro di tre mesi, diversi gruppi di case in cui alloggiava Arthur Potterberry e gli altri sopravvissuti, furono ricostruite con legno di quercia, pietra e soffici tappeti di lana. Le coltivazioni idroponiche e le serre sono state adeguatamente ristrutturate e ampliate e la porta in acciaio dell’ Istituto fu abbattuta per sostituirla con un complesso sistema di chiusura helmgardiano. L’Istituto ha sofferto di uno stile edificatorio troppo sofisticato. Abbiamo intenzione di trasformare l’Istituto in una fortezza medievale sotterranea. Niente più tessere, esperimenti e quarzo, ora la fredda pietra sarà scaldata dalla brace e ogni ricercatore sarà un audace templare difensore dell’ ordine. Abbiamo deciso comunque di mantenere la conoscenza, ma catalogandola a mo’ di collezione, senza usarla come arma. L’ordine di Solgard perderà i connotati libertini e frenetici dell’ Istituto per dar spazio alla rettitudine e al rigore. “Bisogna mantenere una rigidità gerarchica, l’ordine sarà guidato da un Gran maestro con carica ereditaria, mentre ogni cittadina sarà guidata dal Gran cavaliere e dal suo consiglio scelto di templari. Queste caste sono state decise per non dare spazio ai parassiti come Daemon Lividain, sono sicuro che capirete le mie parole. Creerò anche una carta costituzionale in modo da partire a passo spedito.” Per la Luce si promulga che Questo Ordinamento Generale si applicherà a tutti coloro che risiedono a questo tempo nei domini dell'Ordine, alla loro prole generata e acquisita, a stranieri che vorranno prendere residenza entro i suoi confini e ad ogni Templare che nell'Ordine pone la sua dimora. Per la Luce. PRINCIPI GENERALI DELL’ORDINE TEMPLARE Art. I - L’Ordine Templare di Solgard riconosce, in virtù della sua missione, la dottrina della Luce Sacra come perno dei rapporti civili, sociali, politici. Art. II – L’Ordine promuove e coordina la diseguaglianza sociale come mezzo di raggiungimento di fini comuni e di elevazione delle fasce più deboli della società. Non ostacola ma incentiva politiche economiche pubbliche o private mirate al miglioramento delle condizioni di vita dei meno agiati. Art. III – L’Ordine riconosce la libertà di culto per tutti i cittadini residenti all’interno del suo territorio. Tale disposizione si applica solamente in caso suddetto culto sia stato approvato dall’assemblea plenaria dei Nobili Templari e sia praticato da non meno della decima parte della popolazione. Art. IV – L’Ordinamento promuove l’iniziativa economica privata e la tutela nei confronti di qualsiasi tipo di minacce sul piano interno sia sul piano esterno. Art. V – L’Ordine promuove lo sviluppo della cultura, in special modo della scienza e della tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e culturale della Nazione. Art. VI L’Ordinamento giuridico si conforma alle norme descritte nei trattati internazionali firmati con approvazione del Gran Maestro dell’Ordine o da un suo delegato. Incentiva, nei limiti delle politiche internazionali, la cooperazione internazionale e le rappresentanze estere in territorio nazionale, riconoscendo il diritto di asilo al cittadino che lo richiede, previa consultazione. Art. VII L’Ordine Templare, sovrano sul suo territorio, si impegna a organizzare la difesa in ordine alla tutela dei propri cittadini e della dottrina. Ordini di vigilanza e polizia sono legittimati dalle sole autorità dell’Ordine. Art. VIII Nessuno, nemmeno per nascita o prigionia, può essere privato della propria condizione di libertà. La schiavitù, in tutte le sue forme, non è tollerata ed è perseguita. RAPPORTI CIVILI Art. IX La libertà personale è alienabile da ogni ente preposto e dotato del potere tale da alienarla. E’ ammessa qualsiasi forma di limitazione della libertà personale in caso di motivato dubbio o giusta colpa del cittadino. L’espulsione del cittadino deve essere sempre motivata. Art. X L’Ordine riconosce e garantisce la libertà di parola e stampa, in ogni contesto e con ogni mezzo. La stampa può essere sottoposta a censure in casi eccezionali e previsti dall’Ordinamento. Art. XI Tutti possono avvalersi del consiglio di un Templare per la tutela dei propri interessi legittimi e diritti. Art. XII Nessuno può essere punito se non da un organo preposto. Nessuno può essere disciolto dal Tribunale senza sentenza. RAPPORTI ECONOMICI Art. XIII Il lavoratore privato ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità del lavoro prestato. Il cittadino che, grazie a meriti maturati nell’Ordine, è stato promosso ad assistente dell’amministrazione, o figure ad essa paragonabili, non è soggetto al pagamento delle imposte e non ha diritto ad un salario per il lavoro prestato. Art. XIV Sono esonerati dal pagamento delle imposte chi non ha abitazione propria; chi, per incarichi di qualsiasi natura, si vede costretto a praticare la propria mansione fuori dai confini; gli assistenti preposti all’ordinamento dell’amministrazione cittadina. Art. XV L’Inquisizione incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. RAPPORTI POLITICI Art. XVI In casi di richiesta manifestazione del pensiero popolare, sono elettori tutti gli uomini di età superiore ai 21 anni compiuti, indipendentemente da città di residenza. I membri dell’Alta amministrazione sono esonerati da questo tipo di votazioni. Art. XVII Tutti gli elettori hanno il diritto di presentare petizioni o domande a qualsiasi Templare per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità. Art. XVIII La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. Il servizio militare è volontario, se non per altri obblighi e modalità previsti dalla legge ordinaria. Art. XIX Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli all’Ordine e di osservare le disposizioni relative al buon costume. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore. ORDINAMENTO GENERALE DELL’ORDINE TEMPLARE Art. XX Il Gran Maestro dell’Ordine è il più alto rappresentante dell’Ordine. Può nominare collaboratori che prendono il nome di Nobili Templari che fanno parte del Concilio dei Nobili Templari. Art. XXI Il Concilio dell’Ordine è composto dai Nobili Templari, tutti grandi paladini dell’Ordine per merito e fama oppure scelti dal Gran Maestro Art. XXII Il Gran Cavaliere è la figura di rappresentazione popolare in Concilio dei Nobili Templari, nel quale egli appartiene. Può essere istituito per merito dal Gran Maestro o per votazione popolare richiesta da questi. Il suo voto ha valore pari a uno in caso di richiesta opinione popolare. Art. XXIII Templare è chiunque assolva ad una carica di amministrazione pubblica. Ogni Templare ha altresì l’obbligo di provvedere al sostenimento di una milizia privata in relazione alla quantità di patrimonio del quale dispone. Ogni Templare ha altresì l’obbligo di restare a disposizione di chiunque abbia bisogno della sua consulenza sul piano legale, sociale ed economico. Art. XXIV Viene riconosciuto con il grado di Templare Crociato un Templare con una o più Crociate all’attivo. Ogni Templare ha il diritto e il sacro onere di indire crociate ove lo ritenga opportuno. Art. XXV Viene considerata Crociata qualsiasi missione interna ed estera militare di pubblica utilità, anche internazionale. Non è possibile istituire Crociate contro l’Ordinamento dell’Ordine, la sua stabilità pubblica, la dottrina della Sacra Luce e religioni approvate dal Concilio dei Nobili Templari. GRAN MAESTRO DELL’ORDINE TEMPLARE Art. XXVI Il Gran Maestro dell’Ordine Templare è il massimo esponente del governo dell’Ordine. Ad esso spetta ogni decisione amministrativa e militare. Può avvalersi di assistenti nell’esercizio delle sue funzioni. Art. XXVII Il Gran Maestro dell’Ordine Templare possiede una carica ereditaria. Solo il Gran Maestro può scegliere (in caso di mancanza della progenie) un suo successore che non appartiene alla famiglia del Gran Maestro. Questo esterno deve possedere la carica di Nobile Templare. Art. XXVIII Nessun Gran Maestro può essere impegnato in una crociata che lo allontana dalla patria per un tempo superiore a 1 mese. CROCIATA PERPETUA Art. XXIX La Crociata Perpetua può essere indetta dal Gran Maestro dall’Ordine per motivi che richiedano un prolungamento del suo mandato. Art. XXX Non è possibile emanare più di una Crociata Perpetua, se la precedente non ha avuto successo ovvero non si sia ancora conclusa. POTERE LEGISLATIVO Art. XXXI La funzione legislativa è esercitata dal Gran Maestro dell’Ordine, che ha il pieno potere di legiferare su qualsiasi materia ritenga opportuna. Art. XXXII L’iniziativa delle leggi appartiene ai singoli membri del Consiglio dei Nobili Templari, sotto consulenza di Templari incaricati. Le leggi proposte dal Concilio dei Nobili Templari vanno discusse prima di quelle del Gran Maestro, qualora vi sia un dibattito, e prendono il nome di “Norme Conciliari”. Art. XXXIII Le pene detentive e amministrative di Norme Conciliari sono attribuite dal Concilio dei Nobili Templari. Al Gran Maestro dell’Ordine è attribuito il solo potere decisionale temporaneo in caso di lacuna. Art. XXXIV Le leggi sono promulgate dal Gran Maestro dell’Ordine. La legge entra in vigore il giorno dopo la promulgazione.
  7. “Non ho mai amato il gin nostrano, troppo potente. Svelto Gortr, dobbiamo aiutare il Rettore.” ”E chi semo noi? Noi semo de Yalven! A ‘sto umbriaco nun devo niente!” ”È il Rettore del centro di ricerca di Karaldur...” ”Morto! Morto! Tutto è morto! Cosa c’è di vivo?” Victor aspettò e poi disse: ”La volontà di sovrastare forze imponenti come i superni, il vizio e l’infamia umana. Sorin mi diceva sempre di non fumare e di non seguire le donne, poiché un uomo preso dai vizi è un uomo debole. A noi è destinato il doveroso compito di sortire il risultato di questo pianeta.” ”Tutte parole a’ vento.” Victor guardò fuori dalla finestra dell’ ufficio del rettorato ed una buia e tetra visione oscurava i ricordi di colui che nel progresso credette. ”Io... Sono un superno.” ”Cosa?” ”Ho aiutato persone a trovare dimora, ho guidato popoli alla retta via e ora l’ Istituto mi sta chiamando per risanarlo. Cos’è un superno se non una guida? Un comandante? Prendo le redini dell’ Isti... No, quei tempi sono finiti. Asgard, questo è il nome di questa città.”
  8. Lettera indirizzata a Rusty Hell "Sono pienamente felice di sapere che in questo mondo sono presenti entità che bramano la conquista della più potente arma che l'uomo possiede, la cultura. Da grande intenditore dell' arte drammatica, seppur in queste ere ci sono stati pochi esempi, sarò lieto di produrre per voi un dramma che ispira la volontà di pochi nel surclassare le armi dei più con solo la propria volontà. E' un testo che ho scritto anni or sono e porta il titolo di "La rivalsa di Norsk" Il testo vi arriverà il prima possibile."
  9. Il punto 1, più che altro bisogna capire se partecipare è unito a ricevere dichiarazioni di guerra e qui bisogna chiarire. Se io non ho il militare, gli altri possono dichiararmi guerra? Senza il militare posso fare lo sgargiullo in eternis? Punto 4 Dimezzerei il tempo del pvp off, che tanto, il pvp avviene prima e durante una guerra, dopo gli animi si calmano. Oppure la gente va a raidare città che non c’entrano niente *for reasons* @Vestinus FrenCo, non Abstergo. Abstergo è il nome che fu dato da Guru perché lui possedeva il forum e quindi doveva decidere tutto lui pur essendo in denocrazia. Eh oh, quando ce vò, ce vò.
  10. Penso che un superno decaduto non debba più avere accesso all’ olimpo supernico. Il decadimento non è progressivo ma viene deciso da un superno a capo dell’ assemblea dopo votazione della stessa. Il superno capo ha il potere di bandire superni dall’olimpo, e quindi farlo decadere. Questo capo ha il mandato solo per bandire uno ed uno solo superno. Un superno decaduto ha quindi possibilità infinite tranne nell’ olimpo supernico, luogo nel quale non può entrare. Questa è la mia idea.
  11. "VICTOR BOUDELAIRE UTILIZZANTE ALIAS HOLETH TUT E' PREGATO DI TENERE PRESENZA NELL' UFFICIO DEL RETTORATO IN DATA SIMBIS 13 BACAL 3023 NON SARANNO TOLLERATI POSSIBILI RITARDI." Holeth Tut stava guardando spaventato la lettera inviatagli lo stesso giorno, simbis 13 bacal 3023, e iniz... "Ahò, che t'è preso male? "Silenzio Gortr, sto pensando." "Senti, io quella lettera l'ho letta dapprima e ho già chiamato un tizio che ce porta all' Istituto. Io nun ce sono mai stato." "Corriamo, lasceremo tutta la roba qua, portiamoci solo cibo e le vivande necessarie. Devo abbandonare la città sacra per tornare nell' Istituto, in quel luogo di perdizione che però mi sta chiamando..." La fede in Uhle giudicatore cresceva sempre più e il successo delle sue orazioni cominciava a sentirsi a livello fisico e personale, ma ora doveva rimuginare nel passato tornando nella sua patria e perdere tutto il raccolto seminato.Tuttavia sapeva che avrebbe vinto ogni battaglia. Arrivai in città molto tardi, e già erano suonate le dieci quando iniziai ad avvicinarmi al mio appartamento. La mia strada costeggiava la banca ma a quell' ora non incontri anima viva. Vero è che abito nella parte più isolata dell' Istituto, camminavo e cantavo, perché quando sono felice immancabilmente canticchio qualcosa tra me e me, come qualsiasi altra persona felice che non abbia amici, né buoni conoscenti, né qualcuno con cui dividere la propria gioia nei momenti più felici. Il ricordo di un momento passato illuminò la mente di Holeth che guardava l'oscuro vault dell' Istituto, con radici nei pavimenti vetri rotti e un' aria fredda e tetra. "Se ne sono furnuti tutti!" Gridò Gortr togliendosi l'elmo che mai osava levare. "Anni e anni di ricerche, anni di orgoglio e anni di odio, in questo orribile posto. Che maraviglia. Sapessi fratello mio quanto desiderio avevo di tornare qua e ricominciare daccapo, quando scrivevo il mio tomo a Spes e infatti tornai, per portare via il mio reparto per dargli casa e alloggio. Tuttavia questo è il luogo più tecnologicamente avanzato di tutto il pianeta ed è quindi la casa migliore per un ricercatore." "Io so' più portato pe' l'azzione!" "Comunque sia, devo andare nell' ufficio del rettore." "Ma qui nun ce sta' anima viva!" "Devo, non abbiamo mai accettato ritardi nell' Istituto." I due individui camminarono nelle desolate vie del vault guardando gli edifici semi demoliti e gli alberi che avevano preso il sopravvento sulla città. Ad un certo punto sentirono una soave musica che risuonava dall' edificio centrale dell' Istituto. "Senti anche tu?" "Cosa?" "Questa musica!" "Fratello mio, te te stai a influenzà con tutti 'sti ricordi. Nun c'è nessuna musica." Salite le ripide scale, trovarono le solite porte chiuse dell' ufficio del rettorato, Gortr le aprì e Victor si bloccò di colpo e vide Arthur Potterberry che beveva un ottimo gin dell' Istituto mentre ascoltava la canzone più amata dai ricercatori del reparto culturale.
  12. Il quarzo comincia ad essere piuttosto difficile da trovare. E la configurazione del terrain del nether non aiuta.
  13. Dat avatar tho

    1. Brodsko

      Brodsko

      Ho amato alla follia Brutal Legend. Ci sto rigiocando ora assieme a mia morosa e presto lo presterò pure a Voidraven e Abakab94.