blackbart1911

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About blackbart1911

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    Colono del Jandùr
  1. Non credo affatto che la lettera di Torrazzo debba considerarsi scollegata dal resto del racconto il quale spiega, a grandi linee, il motivo del "degrado sociomoralepolitico" di Meralud. E se non scendo nei dettagli è solo per il rispetto che nutro nel duro lavoro degli amministratori e della tenerezza che mi ispirano molti suoi giocatori. D'altro canto il filone diplomatico mi pare concluso con il diniego da parte di Migia a espellere Meralud dal regno e, anzi, con la richiesta a Torrazzo di restituire i soldi: cosa che, tra un raccontino e l'altro, potrebbe anche fare. Per quanto riguarda la parte "teologica" non mi sembra ci sia scritto nulla, sulla wiki, su chi sia sopra i Superni quindi il fatto che ci sia il ragno, cosa che in effetti è, non crea alcuna contraddizione (e se la crea ignoralo come un vangelo apocrifo e vivi felice).
  2. Forse un po' romanzato - che ci crediate o meno - non c'è una sola riga nei miei "raccontini" che non sia basata su fatti e persone reali (da leggersi: real life). Il fatto che non ci abbiate capito una fava - non prendetela come un offesa: ammetto di invidiare la vostra semplicità - è un bene sia per il server che per voi, ve l'assicuro.
  3. Ok... non l'avevi scritto e, di nuovo, non sembra ci siano regole che vietino di cedere a terzi le licenze acquistate però mi stupisce che nessuno dei sei del tuo gruppo abbia un secondo di tempo per scrivere due righe sul forum.
  4. Scusa master... so che non ci sono limiti... ma se oltre a quella di allevatore (che già hai) prendi anche le licenze di bibliotecario, edilizia, matallurgia (fabbro), ... non stai un po' esagerando?
  5. Ho capito quello che intendi. Condivido il fatto che il distacco sia da ritenersi necessario, ad esempio, nel rapporto professionale medico-paziente. Però considero il distacco come un complemento all'empatia (come hai ricordato: anche necessario in taluni ambiti, in modo da non essere sopraffatti dalle emozioni!) ma non un qualcosa di intrinseco nell'empatia stessa. Insomma... la simpatia nega il distacco, l'empatia non lo esclude... so che la pensi diversamente ma in effetti non c'è una visione unica sul significato.
  6. L'empatia è la capacità di immedesimarsi con lo stato d'animo degli altri. Non è certamente distacco ma nemmeno altruismo perchè non presuppone una azione.
  7. Nel frattempo nell'Olimpo i Superni si erano riuniti per meditare e ogni tanto gettavano un'occhiata oziosa a gli abitanti del Mondo indaffarati nelle loro faccende quotidiane come tante formichine. Ad un certo punto il più saggio di loro, noto come Sercinci, ebbe un'idea! Era giunto il momento di recarsi in visita a un Superno di grado superiore: il grande e peloso ragno saggio, in grado di interpretare i misteri dell'Oracolo, avrebbe certamente risolto tutto. Arrivato alle pendici dei leggendari monti Ircani, Sercinci si accorse che non era solo. Fiumi di altri Superni, dal nome impronunciabile e provenienti da mondi diversi, salivano e scendevano le pendici del monte... molti di questi portavano doni al grande ragno: piccoli insetti che questo divorava con gusto producendo dal deretano, di tanto in tanto, una nuova tela con cui abbelliva la sua grotta. Quando fu il suo turno Sercinci mise al corrente l'aracnide del problema. La montagna sprofondò in un silenzio gelido ma fu un attimo: il ragno emise un sordo ma fragoroso peto che fece tremare tutta la montagna fino alle sue più profonde viscere! <> esclamò il ragno nella sua lingua (incomprensibile ai comuni normali ma non al virtuoso Sercinci che ne ha piena padronanza). <> lo incoraggiò Secinci <> rispose il ragno, indaffarato con una zampa a mangiare gli insetti che gli venivano portati in dono e con l'altra a tessere la tela. <> Detto questo il ragno entrò nella caverna e tornò dopo poco masticando avidamente. Sercinci pensò che il ragno avesse fatto finta di interpellare l'Oracolo solo per entrare nella grotta e mangiarsi altri insetti (la montagna e la grotta ne erano letteralmente invasi!) ma fu un attimo: ricacciò il pensiero impuro nella mente, pentendosi di aver dubitato della virtù della saggia creatura. <> esordì il ragno quando finì frettolosamente di masticare qualcosa che aveva in bocca <> < chiese con piglio deciso Sercinci. <> Senza aggiungere altro il ragno passò alle domande degli altri Superni che affollavano l'antro della grotta e Sercinci, sentendosi congedato, inizò a discendere la montagna riflettendo sulle preziose parole pronunciate dal Saggio. Nel lungo tragitto di ritorno verso il monte Olimpo ebbe anche modo di ricordare la profezia del birraio e si rammaricò di non avervi dato importanza.
  8. <> questo pensava tristemente Sir Slottolo mentre osservava Ocelotto gustarsi la lingua appena mozzata. <> Fortunatamente suo zio, il vescovo di Meralud, non era solo esperto in malefici (si dice che non fu un casuale incidente al caminetto il grande incendio alla casa del birraio... "seme della blasfemia" era solito definirla nei sermoni domenicali). Lo zio avrebbe potuto impiantargli una lingua nuova... magari presa a prestito da quelle dei tanti cadaveri sepolti attorno alla sua chiesa... <>
  9. Checchè se ne pensi, l'alcool è un veleno e la sbronza un'intossicazione. Se invece suggerisci che il birraio intendesse eliminare il Re... beh... mi piace. Ma perchè avrebbe dovuto farlo?
  10. "Il punto più buio è ai piedi della candela" Su questo antico proverbio helyano rifletteva il sovrano mentre, dall'alto della finestra illuminata, osservava il birraio allontanarsi nel buio della notte tempestosa. Quando non fu che un puntino inghiottito dai fiocchi di neve il re si voltò e prendendo in mano la lettera di Torrazzo ancora aperta sul tavolo si chiese quante persone potrebbero averne già carpito il contenuto. Si pentì di non essersi appartato nelle stanze private anzichè leggerla pubblicamente. < si rammaricò. <> <> senza accorgersi che stava accartocciando nervosamente la lettera tra le mani, quasi a farla scomparire. <
  11. «Sire, non ho fatto a meno di ascoltare quanto detto!» Il re trasalì nel rendersi conto che nella stanza era presente anche il birraio Bartolomeo Neri venuto da Meralud a portare alcune bottiglie pregiate al palazzo reale. Il sovrano è infatti grande estimatore della birra di occhi di ragno fermentato. «Guardie! Guardie! Mozzate tosto la lingua all'intruso!» ruggì il re, non appena iniziò a riprendersi dallo sbigottimento. «Sono sicuro che nella Sua lungimiranza, fintanto che ho favella, Sua Altezza preferirà essere messa al corrente di cosa sta davvero succedendo a Meralud, nell'impero di Helyon e nel resto del mondo. Temo infatti che le voci fin'ora giunte alle vostre orecchie, pur veritiere, siano purtroppo alquanto incomplete. E imparziali.» «Parla dunque, vile bettoliere!» «Naturalmente vostra Altezza. E' l'unica cosa che chiedo oltre ad aver salva la vita... e la lingua.» rispose il Neri senza esitazione. «E sia» sibilò tra i denti il sovrano «Ma bada a essere onesto o non sarà solo la lingua a venire mozzata!» «Ebbene. Vostra altezza deve sapere che vi sono forze nell'universo che neppure i potenti Superni, magnanimi e lungimiranti, possono governare...» «Eresia. Birraio le tue sono bestemmie! Mozzerò io stesso la tua testa!» gridò il Re balzando in piedi come un grillo brandendo a due mani l'ascia in diamante incantata. Un'ascia mai usata in verità. O comunque mai usata per abbattere alberi. «Sire... non voglia fraintendermi. I Superni hanno enormi poteri. Possono vedere attraverso i muri e attraverso la spessa roccia. Possono sapere dove ognuno di noi si trova, cosa sta facendo, cosa sta trasportando in borsa financo vedere nell'oscurità delle casse dell'ender. Possono leggere il passato delle nostre azioni e teletrasportarsi ovunque vogliano. Possono addirittura...» «Queste sono cose che anche i bambini di Spes conoscono!» lo interruppe brusco il Re. «Gli stessi superni che noi veneriamo debbono obbedire ad altri superni ancora più potenti i quali, a loro volta, sono perennemente impegnati in una lotta continua contro il Trickster» «Basta! La teologia non mi interessa. Vieni al sodo o la tua lingua passerà dalla tua bocca a quella del mio gattopardo!» tagliò spazientito il sovrano guardando il grasso felino che, accovacciato come al solito su una cassa, iniziava sornione a leccarsi i baffi. Il birraio cominciò il racconto. «L'altra sera ero nella mia cantina a fare piccoli lavori di ristrutturazione quando tra tuoni e fulmini fui come teletrasportato al cospetto dei superni!» «Ciò che è tuo, è nostro!» mi dissero mandandomi un messaggio nella mente in modo che solo io e io solo sentissi. E nel mentre distruggevano le pareti della cantina alla ricerca del Male. Ma quando videro la Cosa, si raggelarono. Il loro potere supernico, pur enorme, non li aveva preparati a ciò che videro. Sono sicuro che più lava gettavano sull'abominio più l'immagine di quanto avevano visto si fissava in modo indelebile nelle loro superniche menti. Bastò un istante ma fu per sempre. «Potete vaporizzarmi se volete» osai sfidarli «Quello che ho fatto è immorale. E lo so. Ma avrei potuto usare centinaia di nascondigli sparsi nelle più profonde viscere di Forgondur e coprirli con pareti di lava per nascondere l'orrore dalle vostre superniche viste. Del resto non sono sempre stato un birraio. Ma c'è una ragione per cui non l'ho fatto.» «E sarebbe?» «Era per attrarvi qui.» risposi «Menti!» replicarono i Superni. «No. Avrei potuto diventare potentissimo. Fondare nuove città. Nuovi regni. Distruggere quelli esistenti. Peggio ancora. Avrei potuto divulgare la necromanzia, stravolgere l'economia e trascinare il mondo intero nella schiavitù della nuova religione. E invece lo vedete voi stessi, o superni. Sono quasi povero, dimoro in una umile stamberga di una fatiscente città. Costretto a nutrirmi della carne marcia che il Conte e i suoi avidi tirapiedi elargiscono con falsa magnanimità, frustandoci ogni volta osiamo anche solo avvicinarci al loro magazzino privato o alla sala delle esercitazioni! Ma io ho capito che queste pratiche, se non controllate, possono portare alla perdizione!» «In ogni caso tu hai evocato il Maligno e meriti di finire nell'oblio!» «Non l'ho evocato. Guardate! Non c'è bisogno di evocare, è il Trickster ad imporsi sulle normali leggi del craft! Anche contro la nostra stessa volontà!» E gli diedi tosto dimostrazione di come replicarlo. Una volta, due volte, .... «Basta! Basta così! E' vero... almeno su questo non menti" ammisero «Prima di venire da te sapevamo degli altri tuoi loschi concittadini. Ma nessuno ha avuto l'onestà e il coraggio di mostrarci il modo con cui l'eresia si manifesti. Peggio ancora. Altri molto prima di te l'hanno sfruttata per anni per il loro tornaconto personale.» «Vi ringrazio Superni per la vostra magnanimità. Ma fate attenzione» aggiunsi «altri potrebbero cedere al lato oscuro del Craft! Questo abominio, in un modo o nell'altro, va debellato!» «Va bene. Hai salva la vita ma non farne parola con nessuno e cerca di non cedere al lato oscuro. Ora noi ci ritiriamo in meditazione per riflettere. Se il male dovesse diffondersi ulteriormente saremo costretti a distruggere il mondo e porre fine all'Era.» «Naturalmente Superni. Getterò nella lava il maligno non appena osi manifestarsi nuovamente. Ora so che siete al corrente.» «Non riuscì a finire la frase che i Superni erano già svaniti. E questo è tutto.» Terminato il racconto, nella sala reale piombò un silenzio che parve durare un'Era intera. Fu il birraio a interromperlo. «Sire, alla luce di quanto ho raccontato, potrà capire la lettera di Torrazzo.» «Bene! Che Meralud sia immediatamente cancellata dal regno, insieme ai suoi loschi amministratori e a gli avidi assistenti!» «Sire! Il Male non alberga solo da noi. Se ci pensate le note qualità e skill di molti famosi personaggi, a Meralud, a Mainart, nel regno di Helyon ma anche nel resto del Mondo conosciuto, non possono essere solo frutto di onesta virtù, forza nel combattimento e maestria delle arti minerarie. Si dice che a praticare in segreto la necromanzia sia infatti lo stesso...» «Non dire altro!» strillò con voce stridula il Re spaventato, intuendo di colpo qual'era il nome che il birraio stava per pronunciare. «Torna a Meralud e non fare parola con nessuno. Ricorda che la tua lingua è appesa a un filo... anzi la tua testa lo sarà a una corda se non mi terrai informato!» Sul ponte che conduceva a Meralud, con la testa bassa per proteggersi dalla tormenta di neve, il birraio guardava al porto in costruzione come fissando un punto al di là del mare ghiacciato. Stava da giorni pensando se continuare a vivere in un mondo così corrotto o cercarne di nuovi. Un mondo dove il Craft seguiva ancora una legge naturale.
  12. Grazie! Allora contatterò Giovero su come ottenere un plot.
  13. Questa è la casa che propongo. Migliorabile in caso sia accettabile. Varie immagini con la texture Misa Vista con la texture pack di default Ho cercato di seguire uno stile medioevale-fantasy con pietra e travi di pino a vista. I materiali usati sono: stone e stone-bricks (muratura) Ho usato anche la versione "muschiata" ma solo a scopo dimostrativo. cobblestone (selciato) legno di pino (grezzo per le travi, lavorato per pavimento e tetto) legno di quercia lavorato (classico), fence, slabs, ladders, ecc... per pavimenti e abbellimenti varie sulle facciate (rompe la monotonoia del legno scuro e abbellisce la facciata) La casa copre un'area esattamente di 14x14 blocchi e si estende per 16 in altezza (comignolo incluso) ed è composta da un primo piano con soggiorno, caminetto, terrazzo e un secondo piano mansardato con la camera da letto e una veranda. Alla casa si accede da una scala che parte dal porticato la quale conduce ad un pianerottolo con doppia porta dal quale è possibile accedere sia ai piani superiori che a quelli inferiori (eventuali). La parte al pianterreno funge da accesso ai piani sotterranei e, attraverso le grate in ferro, fornisce anche un'interessante punto di luce al porticato (lastricato in cobblestone e accessibile liberamente ai viandanti).