Steif96

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  1. Simbis 13 Venes 3030 "Sirius….Sirius…SIRIUS!!!!! Amico svegliati!Stai bene? Riesci ad alzarti???" Un sussurro aleggiava nella mente stordita di Sirius, il quale, lentamente e con enorme fatica, riprendeva i sensi. Riuscito ad alzarsi dal freddo pavimento di legno, il giovane marinaio osservava il macabro panorama che violento si presentava davanti. Decine di corpi, un tempo suoi amici, giacevano su quello che era stata la stiva di un grande veliero, ormai gravemente danneggiato senza rimedio,continuava il suo incontrollato fluttuare senza alcun meta. "Dove sono?" erano le uniche parole che circolavano nella sua testa dolorante. Ogni minimo rumore di quella stiva,segnava l'instabile mente di Sirius. Il fruscio del vento batteva il nero legno che si lasciava attraversare da freddi colpi d'aria gelida. Il pavimento incrostato di sangue, acqua e schegge di ogni tipo risuonava.Una tenebrosa voce accompagnava la scena, rendendo l’atmosfera ancora più macabra… -Ah ah ah,non sei solo, hi hi hi…- Ogni parola pronunciata dalla voce pareva uscita dall’angolo più oscuro dell’aldilà e mentre essa si faceva sempre più vicina dei brividi destabilizzanti percorrevano la colonna vertebrale di Sirius e in breve non seppe più cosa fare: Ormai raggiunto il limite di sopportazione incominciò a correre cercando ogni possibile via d’uscita da quell’ imbarcazione ormai sempre più prossima all’oblio… Improvvisamente nella mente gli balenò un ricordo lontano: La stanza del capitano, la sua unica parvenza di salvezza in quel momento. Riprese a correre cercando di raggiungerla il prima possibile ma si ritrovò nell’unico posto in cui non sarebbe mai voluto tornare: La stiva… In un secondo la stanza era tornata a quelli che erano stati i suoi fasti e i cadaveri che lo avevano tormentato poco prima erano tornati in vita e ora l’atmosfera tetra che si era creata sembrava essersi dissolta per lasciare spazio al normale svolgersi dei fatti. Un urlo agonizzante, tuttavia, ruppe quell’ effimera tranquillità : -Aiu…to,aiu…to- William, un’uomo che un tempo era stato il suo più caro amico, si trovava steso sul pavimento con un braccio mozzato e una strana creatura che si stava avvicinando a lui sotto gli occhi di tutti i marinai, i quali sembravano non vedere e udire ne l’uomo ne il mostro. Avrebbe voluto aiutarlo ma la paura era troppa e quando l’essere iniziò ad andare verso di lui gli uomini che lo circondavano scomparvero insieme all’atmosfera di tranquillità e Sirius, preso dal panico, inizio di nuovo a correre il più lontano possibile e non appena si sentì abbastanza lontano si nascose dietro una botte… Il silenzio, ora elemento predominante, angosciava terribilmente l’uomo. Il tempo sembrava essersi fermato e Sirius iniziò a sudare freddo fino a che, sperando che tutto fosse finito decise di uscire allo scoperto. Quando, rialzatosi, vide di essere al sicuro fu enormemente sollevato fino a che si girò e l’ultima cosa che vide fu il viso truce di William che lo osservava con una smorfia che lo riempiva di terrore... <<Sorpresa>> […]