digreG

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  1. 4° Dakbis di Venes, 2998 d.F. - Denrak – Isola di Denmòrisonu (MScc) L'anziano Protettore mandò giù l’intero contenuto della tazza, con un solo prolungato sorso; i muscoli facciali manifestarono, senza controllo, quanto poco il palato apprezzasse la sgradita tisana. Si accomodò il cuscino e cominciò a dettare: <Membri del Concilio, non potrò, almeno per un lungo periodo, presenziare alle nostre riunioni, anche le mia attività istituzionali e pubbliche, dovranno necessariamente essere interrotte. Potrò garantire, per quel che mi sarà possibile, la condivisione dei miei pensieri e della mia esperienza solo indirettamente; la ragione è semplice ed ineludibile. Stanotte ho riscontrato i primi sintomi di questo terribile male che ha già decimato il nostro Popolo, ed una moltidudine degli abitanti del Karaldur. Da stamane sono in isolamento presso le strutture dell'Ospedale Militare. Per evitare qualsiasi rischio di contagio non potrò avere contatti diretti con nessuno, anche questa lettera, non è scritta di mio pugno, ma dettata con un vibrafono allo scrivano, che si trova in un’altra stanza.> Si interruppe per un attimo, riempi un bicchiere d’acqua e lo portò alla bocca, osservando con attenzione se il tremore della sua mano fosse ancora più marcato rispetto a qualche ora prima, senza notare alcuna differenza, deglutì e riprese con risolutezza: <Ho terminato di esaminare i dossier prodotti dall’Ufficio Sanitario Nazionale, ho trovato particolarmente interessanti, pur nella drammaticità dolorosa delle cifre, i dati prodotti dalla sezione di analisi statistica. Dallo studio è evidente che la diffusione del morbo sembra colpire con maggiore morbosità gli insediamenti abitativi siti in aree umide o in prossimità di fiumi e coste, mentre risultano poco colpiti gli insediamenti in zone rurali, soprattutto i villaggi e gli insediamenti nelle aree del deserto del Levoter. Sicuramente è valida l’osservazione dei ricercatori, che oltre alle caratteristiche climatiche e di bassa umidità, queste aree sono interessate da pochi traffici e meno esposte al rischio di contagio. Ma sappiamo anche che una bassa diffusione del Morbo è stata registrata anche in una città come Niuop, che vanta ben altre dimensioni e frequenza di scambi commerciali. Propongo quindi che il programma sperimentale proposto dalla Sezione Biomedica, basato sulla realizzazione di due ulteriori sezioni di massimo isolamento, in cui vengano riprodotte le due differenti condizioni climatiche, una ad alto tasso di umidità e l’altra con un tasso d’umidità minimo, sia approivato e realizzato con la massima urgenza. Il confronto tra i dati di evoluzione della malattia registrati nei due habitat, potrebbe dare un’indicazione sulla causa ed indicare una via sulle possibili cure. Infine dispongo che, in qualità di Magister anziano, Mairin Màkuron Magister agli affari esteri presiederà il Concilio in mia vece. Firmato Garul Digres Protettore del Regno di Denrak.> Terminò di dettare, poi dopo una breve pausa, riprese con un tono più affaticato: <Porti subito questo messaggio al Concilio, e dica al mio Primo Assistente di venire qui alla fine della riunione>
  2. [Gdr On] Una vasca in fondo al mare 12° Kasbis di Varpu 2995d.F. - Nocturna – Ambasciata del Regno di Denrak La grande tela sorretta da due addetti continuava ad ondeggiare sul muro, come una barca tra i flutti della marea. <Fermi! Possibile che non riusciate a rimanere fermi con quel quadro!> sbottò Karil Lumuron. Il Primo assistente era provato, sentiva gravoso il peso della responsabilità per la riuscita di un evento così importante. L’elenco con tutte le liste delle cose da controllare, allestire, verificare era raccolto in una cartellina, che per consistenza gli riportava alla mente uno di quei pesantissimi dizionari di Denai, che lo avevano accompagnato negli anni di studi giovanili. I due addetti intimoriti, riuscirono finalmente a trovare la sincronia necessaria a collocare il dipinto sulla parete e come d’incanto gli spessi supporti murali accolsero, come dita di novelle spose, gli anelli sulla cornice. Finalmente il paesaggio montano trovò quella quiete che sicuramente aveva ispirato il suo autore nel dipingerlo. Karil osservò soddisfatto il perfetto allineamento agli altri decori, poi controllò che i colori dei fiori sulla consolle di fianco, fossero intonati alla scala cromatica dell’imponente dipinto. “Perfetto, sembrano essere usciti dal prato, son come i fiori in primo piano”, pensò ammirando con orgoglio la sua impeccabile scelta. Sfogliò solennemente la poderosa cartella ed arrivato all’ultima pagina estrasse la matita e cassò appagato l’ultima riga. Congedò gli inservienti e lasciò che il suo sguardo si perdesse in una sorta di danza vorticosa, sfiorando le architetture, gli arredi, i piccoli dettagli perfettamente curati, del grande salone dell’ambasciata. Aveva fatto un ottimo lavoro, ora poteva rilassarsi e prepararsi a quel che lo attendeva il giorno seguente: <Nientedimeno che presenziare il cerimoniale per l’inaugurazione dell'Ambasciata del Regno di Denrak a Nocturna.> disse a voce alta, era da solo ed i ricchi tappeti i raffinati drappeggi non furono sufficienti a spegnere l’eco della sua voce, che sembrò correre fin sulla volta della imponente cupola sottomarina per poi ritornare portando con se la voce del mare. Si, era felice, ma si sentiva stanco, sudato, desiderava fare un bagno caldo, sentì in cuor suo che fosse un premio che decisamente aveva meritato. Prese la via dei suoi alloggi, attraversando gli ambienti di quell’incredibile opera d’ingegneria subacquea che era l’Ambasciata, realizzata solo grazie al duro lavoro ed alle incredibili tecnologie sviluppate dall’ingegno degli abitanti di Nocturna. Le tre sale, che includevano il grande salone centrale, creavano ambienti surreali, nel contrasto dei giardini con le folte chiome degli alberi e la ricca flora dell’Adegun che si stagliavano sul fondale subacqueo incombente al di là della resistentissima struttura trasparente. Quasi un cielo denso nel quale fluttuavano animali marini come fossero uccelli. Il Segretario agli affari Esteri Mairin, avrebbe consacrato di fronte al mondo le sue indiscutibili qualità diplomatiche, portando a compimento quella che all’inizio era sembrata un’idea tanto affascinante quanto irrealizzabile, aprire un’ambasciata in fondo al mare, in quella che giustamente viene considerata la Città più inaccessibile del Karaldur. Ammirava profondamente quella donna, ed era orgoglioso di esserle stato accanto in tante missioni in giro per il piano. Aveva saputo apprezzarne i lati più nascosti del suo carattere, la sensibilità e la delicatezza con cui entrava in empatia con chiunque avesse di fronte, ed insieme la sua capacità di controllare quell’indole mite, affrontando situazioni dure e complesse con risoluta freddezza, indossando come una corazza l’algida distanza della donna di stato. Mentre questi pensieri si accalcavano nella sua mente, si accorse che era già immerso nella vasca, avvolto nelle essenze aromatiche di raffinati oli da bagno Denraki. Assaporò ancora di più quel momento, chiuse gli occhi e nella sua mente lentamente l’orologio del tempo cominciò a scorrere indietro. Erano passati più di venti anni, quando giovane fresco di studi linguistici, fu reclutato per il suo primo vero lavoro: interprete nella spedizione oceanografica della “Compagnia di Esplorazione Geografica” nel Mare di Mojan, imbarcato sulla “Stella dell’Adegun”. L’eccitazione iniziale, aveva perso d’intensità con il lento trascorrere dei giorni ad osservare l’indaffarato continuo lavoro di cartografi, naturalisti, esploratori ogni momento impegnati in discussioni su materie a lui oscure ed incomprensibili. Fino a quella notte, già la ricordava come fosse oggi, la notte del 18° Simbis di Daudar del 2975 d.F., quando stanco delle complesse dissertazioni su coordinate e scandagli, aveva lasciato i suoi compagni sottocoperta, per prendere una boccata d’aria appoggiato al parapetto di prua. Lo sguardo alla ricerca di costellazioni, di cui cominciava ad apprendere i nomi, e con un po di fortuna cercava di individuarne la forma tra la moltitudine delle stelle. La Goletta procedeva lenta nelle acque taciturne e scure, quando notò quello strano bagliore luminescente nel fondo del mare. Una visione irreale, si stropicciò le palpebre e guardò nuovamente, non credeva ai suoi occhi. Alcune miglia a babordo, dal profondo del mare, qualcosa sembrava emanare una luce, anzi non una, ma un insieme di luci che si fondevano come in un unico maestoso alone. Ricordava le facce perplesse ed i sorrisi di canzonatoria intesa, che i suoi compagni di spedizione si scambiarono quando trafelato era sceso per avvisare dell’incredibile fenomeno che aveva appena visto. Ricordava anche come, di colpo, quei sorrisi si fossero spenti, lasciando il posto a bocche aperte su volti increduli ed affascinati, quando avevano infine accettato di seguirlo sul ponte. Ricordava i giorni seguenti, i rilievi diurni e notturni, le ricerche affannose per comprendere quel mistero, le infruttuose spedizioni subacquee. Che per quanto chiarivano aspetti e dettagli, non spiegavano nulla di quelle maestose presenze sui fondali profondi che solo di notte in particolari condizioni mostravano la loro esistenza. Trascorsero dieci giorni in quella frustrante navigazione circolare. Fin quando una strana imbarcazione di forma sferica, come apparsa dal nulla si avvicinò alla goletta. Da un portello emerse una figura imponente, con indosso un’armatura nera screziata da riflessi d’argento. L’uomo alzò la visiera e si presentò come Argon Obscurius Capitano della quarta brigata della Città di Nocturna poi salì a bordo della “Stella dell’Adegun” accompagnato da altri due membri dell’equipaggio di quel surreale natante, An Dannberg capitano della 3a brigata ed Andrew Wexford vicecapitano di brigata. Quello fu l’inizio dei rapporti tra il Regno di Denrak ed il Paese delle Onde. Fu il primo passo di quel lungo cammino che aveva visto poi il loro Popoli, lentamente conoscersi, collaborare, aiutarsi nei momenti difficili, e che domani avrebbe visto l’inaugurazione dell’Ambasciata, il luogo simbolico dell’incontro e della vicinanza tra gli abitanti di Nocturna e quelli di Denrak. Usci dalla vasca, infilò l’accappatoio, e guardando nello specchio la sua immagine riflessa stagliarsi su uno sfondo blu mare, sorrise. Screen: GdR Off:
  3. Vista del Palazzo del Concilio dal Ponte della Fortezza Vista dall'Agriturismo Miluna all'alba Vista del LungoDen Vista al tramonto del Ponte dei Cavalli Vista di Piazza della Libertà in una giornata di pioggia Vista del Palazzo del Concilio da Piazza della Libertà Vista su Piazza delle Erbe dal Ponte del Grano Vista su Piazza delle Erbe Vista dal Ponte della Fortezza verso il Ponte dei Cavalli Vista del Ponte della Fortezza Vista del LungoDen meridionale
  4. 22° Kasbis di Daudar 2998 d.F. - Denrak – In Mare alla foce del Den Il magnifico cielo stellato, con il suo finissimo intarsio di polveri lucenti si esaltava in quella notte senza luna, ma non riusciva a schiarire il nero pesto e denso delle acque alla foce del grande fiume. Solo il lieve bagliore delle due lampare di poppa e di prua schiariva le acque d’intorno al piccolo scafo, che tagliava veloce la superficie del mare calmo. Gauminen, manteneva saldo il timone attento alla rotta, ogni tanto uno sguardo veloce correva alle ceste, con quelle magnifiche aragoste appena pescate. Era stata una bella pesca, e pregustava già lo sguardo d’approvazione, che avrebbe letto negli occhi dell’aiuto cuoco di lì a poco, quando alle prime luci dell’alba le avrebbe consegnate alle cucine del Palazzo del Concilio. D’improvviso, sopravvento, dal buio emerse la sagoma veloce e minacciosa della prua di un due alberi a vele spiegate. Per un attimo rimase impietrito, poi con una violenta virata riuscì ad evitare l’impatto, quasi scuffiando la barca. Ripreso l’equilibrio vide scorrere al suo fianco il brigantino, a vele completamente spiegate, solcava le acque avvolto nel buio, nessuna luce accesa di prua o di poppa, e neanche in coperta. Mentre la vedeva allontanarsi, ebbe l’impressione di sentire il suo cuore riprendere a battere ed un attimo dopo percepì il gelido sudore che gli solcava la schiena. Si scosse, verificò le cime che fissavano il suo prezioso carico fossero ancora ben salde e riprese la navigazione. Le luci dei fari d’accesso al canale navigabile della foce ora si distinguevano chiaramente sulla linea buia dell’orizzonte, corresse la rotta di pochi gradi, continuando a chiedersi chi potesse essere il folle al timone di quel brigantino, e soprattutto perché navigasse in quel modo così sconsiderato e rischioso per la sua stessa imbarcazione. Le prime luci dell’aurora, intanto avevano iniziato a divorare il tappeto di stelle, e l’approdo era oramai ben visibile, lascò le vele, e manovrò il timone con navigata esperienza, ed infine attraccò con appena un lieve tocco al molo. Dopo aver rinfrescato le aragoste con acqua marina, prese le due grandi ceste e si diresse verso l’entrata secondaria del Palazzo, non poté non ammirare il gioco dei riflessi policromi che si rincorrevano, come in fuga dalle vetrate, liberati della luce radente. Fu distolto quando, sotto il piede destro, percepì un qualcosa di viscido ed insieme viscoso. Gli occhi corsero prima sulla sensazione e subito dopo inseguirono la lunga scia, scura e densa, da cui si alimentava la chiazza su cui aveva messo il piede. Di colpo si arrestarono impietriti, ed un grido agghiaiante gli esplose dalla gola frantumando il silenzio dell’alba. Le ceste cadute rotolavano lungo il pendio della strada, spargendo il loro prezioso carico lungo disordinate traiettorie, ma Gauminen rimase pietrificato fissando la testa impalata a pochi passi da lui, inorridito osservava gli occhi spalancati e spenti che sembravano fissarlo. Sul paletto che sorreggeva il macabro resto era affisso un foglio solcato da rivoli di sangue, ma dove era ben leggibile il messaggio: “ CHI TRADISCE PERISCE”. Rimase immobile, assente, osservando le gocce di sangue grondare lente e poi seguire le scie che alimentavano la pozza sotto i suoi piedi, quasi inconsapevole delle guardie e del personale del Palazzo che erano accorsi al suo grido, e sgomenti si affollavano intorno. OFF:
  5. IV Era post 2618 d.F. - Isole Volanti del Letorian - "La Battaglia dei sopravvissuti" “Attento a dove metti i piedi ragazzo, ….. un passo falso e, …. sei morto!” Disse parlando a bassa voce Garètru. “Questa notte è ancora più buia delle altre, Comandante - rispose il giovane arciere - la nebbia si è infittita al punto che faccio fatica a vedere la punta del mio arco” Oramai solo l’udito era utile a capire a che distanza fosse il nemico. Ma gli eco si perdevano nel void, e rimbalzavano con le imprevedibili traiettorie acustiche tipiche delle isole volanti. Garètru era preoccupato, “questo non è un campo di battaglia, ma una trappola mortale, …. in queste condizioni poi.....” pensava. …... Sentiva il peso della responsabilità verso i suoi uomini. “Sono tutti volontari, e ben addestrati” si ripeteva mentalmente. Ma in verità si trattava di ragazzi che aveva visto nascere, li conosceva uno ad uno, conosceva le famiglie, le madri, le mogli..... E sapeva che una battaglia in quelle condizioni era comunque una scommessa con la morte. L'eco di un tonfo sordo, ma non troppo lontano lo scosse dai suoi cupi presagi, si concentrò sulla situazione e subito ordinò con voce chiara ai suoi ufficiali: “Il momento è giunto, -........... gli arcieri scelti si devono portare dietro le linee dei genieri Korbiani, seguirli e coprirli da media distanza senza mai perdere il contatto. La loro vita è nelle vostre mani.” Fece una pausa, guardando negli occhi gli uomini davanti a lui, poi continuò: “Per individuare i nemici seguite le scie delle loro traiettorie fiammeggianti, ricordate usate frecce infuocate solo su bersagli ben individuati, un attimo dopo averle scoccate...... tutti sapranno dove siete, ed il bersaglio sarete voi!” Il rumore del tocco del duro legno dei lunghi archi sulle armature fu unisono ed in pochi istanti gli arcieri erano in marcia, Poi rivolto alla guardia Ferenuliana - i migliori e più esperti tra i suoi uomini – disse: “Avete vissuto altre notti prima della battaglia, mille volte avete mostrato il vostro coraggio, oggi vi dico che il nostro popolo e l’impero sarà ancora più fiero di voi, perchè per la libertà delle nostre isole, per la storia del Geas Ferenul, per le nostre famiglie noi siamo pronti a combattere, …. a combattere fino alla morte! ….. Seguitemi!” Improvviso uno squarcio nella nebbia mostrò uno spicchio di cielo sopra di loro, e vide quell’ombra fra le stelle sfocate, … l’ombra cupa di un’isola almeno 100 piedi sopra di loro, se le truppe di Silvendar l’avessero raggiunta sarebbe stata la loro fine, si sarebbero trovati esposti al tiro dall'alto, senza scampo; un attimo dopo il sibilo della prima freccia segnò l’inizio della battaglia. …............... Erano passate ore, ma nella sua mente quelli erano i soli ricordi netti, il resto era solo una nebbia, una nebbia confusa di suoni, …. di odori, ….. d'immagini, …...... molteplici, accavallati, indistinti, ......... poi su tutto dominò il sapore, …... quel sapore, …... il sapore del suo sangue! Nota d'inquadramento storico: L'ultimo secolo della quarta era fu un periodo caratterizzato da uno scontro titanco fra le potenze del piano, per l'affermazione dell'egemonia dell'una sull'altra nell'intero Letorian. Sarà in realtà un impero venuto da "altrove" a dominare la fase finale dell'era, prima del definitivo forzato abbandono del piano di Letorian. Tra le battaglie più sanguinose e cruente, va ricordata quella per il dominio sulle rotte per il Forgondur che si svolsero in uno degli scenari più ostili e pericolosi in cui affrontare il nemico in battaglia, Le Isole volanti. Dove le flotte aereonavali di Korbian e Silvendar si affrontano in una lotta azzardata ed al limite dell'impossibile fra le isole volanti collocate nel nord della regione continentale di Forgondur. Entrambe le flotte finiscono per scontrarsi sulle rocce sospese e i sopravvissuti, in attesa dei soccorsi provenienti dai rispettivi imperi, conducono una dura battaglia di logoramento tra le isole volanti; tale scontro, definito "Battaglia dei sopravvissuti", viene vinta dalle truppe Silvendarane che distruggono i rimasugli della flotta Korbiana. Approfondimenti NdA: Questo GdR è dedicato alla memoria di tutti i caduti nella battagllia delle isole volanti, ed ai caduti invano di tutte le guerre.
  6. 17° Kasbis di Daudar 2997 d.F. - Spes – Quartiere del mercato Nella baraonda caotica della zona commerciale di Spes, Letor Rutenor, si trovava a suo agio, lo divertiva immergersi in quel delirio di suoni, di colori, di odori in costante movimento con la loro intensità mutevole ed a volte esplosiva. Poi era soddisfatto, aveva appena ritirato i suoi nuovi Bulini per incisione realizzati su suo specifico disegno, erano magnifici e non vedeva l'ora di poterli sperimentare nel suo laboratorio. Il rintocco del grande orologio di Spes esplose, puntuale e poderoso, coprendo ogni altro suono, d'istinto si voltò fermandosi in mezzo alla strada per ammirarlo, un vero capolavoro dell'arte meccanica, giustamente vanto ed orgoglio dei cittadini del Protettorato. Le lunghe aste sovrapposte segnavano mezzogiorno, ed i rintocchi annunciavano la dodicesima ora con fragorosa precisione. Mentre scoccava il dodicesimo rintocco pensò, guardando il raffinato bauletto laccato che conteneva, avvolti in cassetti sagomati in velluto rosso, i suo preziosi strumenti da incisore: “Bene, bene, tra 2 ore si salpa, e domani a quest'ora sarò già al lavoro.” Proprio in quell'istante fu quasi travolto da un uomo di mezz'età, che lo aveva investito mentre correva guardandosi alle spalle. Letor lo squadrò con un'occhiata scocciata, indossava abiti di buon taglio, ma sgualciti e macchiati in più punti, come se non li cambiasse da giorni. Ma quel che lo colpì di più furono i suoi occhi, lo sguardo perso, impaurito. L'uomo prese a balbettare parole di scusa incomprensibili, mentre con mani tremule cercava di raccogliere una copia della “Gazzetta di Spes” caduta a Rutenor nell'urto. Letor con una spinta infastidita lo allontanò da se, poi raccolto il giornale guardandolo con severità disse: <Ma è ubriaco? Già quest'ora poi, si vergogni!>. Riprese quindi la strada verso il porto con passo deciso, per imbarcarsi alla volta di Denrak. 18° Simbis di Daudar 2997 d.F. - Denrak – Palazzo del Concilio Le prime luci dell'alba, che irrompevano dalle grandi vetrate, riverberavano nelle sfumature tra il rosa ed il carminio sui fogli e le mappe accalcate sul grande tavolo di quercia scura della Sala del Concilio. Intorno i Principi Elettori ed i Magister sedevano con i volti segnati dalla lunga riunione che durava oramai da oltre dodici ore. Garul Digres, dopo aver guardato per qualche istante il prodigioso gioco di riflessi che la luce solare disegnava attraverso le policromie delle finestre, con un battito di ciglia cancellò quella visione, ed il suo sguardo grave cercò, in una sorta di muto implacabile appello, gli occhi di tutti i presenti alla Riunione Straordinaria del Consiglio, quindi con la sua voce autorevole dichiarò: <Direi che abbiamo esaminato il problema a fondo e che per ora la sola cosa da fare sia agire rapidamente.> in una breve pausa rivolse lo sguardo verso il primo segretario, < Eremren, cortesemente può riepilogare i punti del piano d'emergenza sanitaria che abbiamo stabilito, e salta i preamboli.> Il giovane riordinò rapidamente le mappe, e presa la sua cartella, sfogliò le prime due pagine ed arrivato alla terza, dopo aver rivolto uno sguardo ossequioso, ma che nel brillio delle sue pupille lasciava intravedere come un lampo d'irriverenza, cominciò con sicurezza a leggere: <Tutto ciò premesso e considerato, il Concilio in merito all'emergenza sanitaria determinata a causa dell'epidemia pandemica nota come “Morbo di Gar-Lorach” delibera quanto segue: In tutto il territorio del Regno entra in vigore lo Stato di Emergenza Sanitaria, che dispone con vigenza immediata le seguenti misure di contenimento e prevenzione: Viene istituito l'Ufficio Sanitario Nazionale (ISN), a cui afferiscono tutte le organizzazioni pubbliche e private attive nel settore medico sanitario, nonché la sezione biochimica dell'Istituto di Ricerca e Sviluppo Denrako e del Corpo Sanitario Militare. Le funzioni di coordinamento e comando dell'ISN saranno, per tutta la durata dello Stato d'Emergenza, di competenza dello Stato Maggiore del Corpo Sanitario Militare. Chiusura temporanea delle frontiere e dei porti, con obbligo di quarantena per tutti i transitanti transfrontalieri e per tutte le merci in entrata nei territori del Regno. Il Corpo di Guardia Doganale addetto ai controlli sarà affiancato da squadre di operatori dell'Ufficio Sanitario Nazionale. Viene istituita la Zona di Massima Sicurezza di Cura e Contenimento (MScc), presso le strutture dell'Ospedale Militare, site nella Fortezza, destinata ad ospitare in isolamento tutti i soggetti che presentino i sintomi del “Morbo di Gar-Lorach”. Solo il personale dell'ISN è autorizzato ad accedere ed operare nella MScc, oltre ai pazienti in isolamento. Viene istituita la Zona di Sicurezza per la Cura ed il Contenimento ZScc estesa all'intera Isola di Denmòrisonu. Sono autorizzati ad accedere ed operare nella MScc, il personale dell'ISN, il personale dei Corpi Militari dell'Esercito e della Marina addetti ai controlli, nonché i membri del Concilio . I controlli all'accesso alle ZScc e MScc son affidati ai Corpi Militari dell'Esercito e della Marina, coadiuvati dal personale dell' Ufficio Sanitario Nazionale. Tutti i residenti o i transitanti nei territori del Regno, che dovessero presentare i sintomi del “Morbo di Gar-Lorach” dovranno essere anche coattivamente ricoverati in isolamento nelle strutture sanitarie preposte all'interno della MScc. Viene dato l'ordine di affissione, diffusione e di pubblicazione presso tutti gli organi di stampa, del Proclama di entrata in vigore dello Stato di Emergenza Sanitaria, riportante le disposizioni del presente atto, le informazioni utili alla individuazione precoce dei sintomi caratteristici del “Morbo di Gar-Lorach”, e le precauzioni igenico sanitarie da adottare per ridurre il rischio di contagio. La vigenza dello Stato di Emergenza Sanitaria è indeterminato e la sua revoca stabilita con delibera del Consiglio Sono parte integrante della presente delibera le mappe ed i documenti allegati. Seguono annotazioni e firme di Rito, Signor Protettore.> Terminò asciutto il Primo Segretario. Garul Digres, lasciò trascorrere una breve pausa in silenzio, poi risoluto disse: <Ognuno di noi è consapevole della gravità del momento, dell’urgenza che reclama affrontarlo. Conosciamo in dettaglio i nostri specifici compiti, invito tutti ad attuarli nel più breve tempo possibile. Dichiaro sospesa la seduta che viene aggiornata a stasera alle 18,00 per relazionare il Concilio sullo stato di attuazione delle misure che abbiamo deciso. Buon lavoro a tutti!> Ciò detto, raccolse la sua cartella, si alzò e si diresse deciso verso il suo studio privato.
  7. Al Governo della Provincia Libera di Niuop, Il Regno di Denrak, condanna ogni azione tesa a colpire i diritti fondamentali dell'uomo, e quello alla vita è il primo fra tutti. Quando poi è la barbarie priva di ogni scrupolo morale a colpire ed a causare vittime inermi ed innocenti come quelle inflitte da vostri concittadini, alla condanna si aggiunge l'indignazione. Pertanto alla luce dei gravissimi episodi che hanno visto liberi cittadini indifesi cadere vittime delle vostre azioni, Vi comunichiamo la decisione del nostro Governo di aderire all'embargo commerciale dichiarato nei vostri confronti dalla Repubblica Modernista di Sant' Elio. L'embargo sarà operativo immediatamente e riguarderà gli scambi commerciali nei confronti della Provincia Libera di Niuop, di tutte le forniture pubbliche e militari, verso il vostro Governo e tutte le società con sede legale nel vostro territorio fino alla completa soddisfazione delle richieste di risarcimento avanzate nei Vostri confronti. In giorni bui come quelli presenti non possiamo che auspicare una soluzione rapida e pacifica del conflitto che vi vede in causa, augurandoci possa essere favorita dalla nostra decisa presa di posizione. Re Garul Digres Principe Protettore di Denrak
  8. Ad Edward Richtofen, Sottosegretario S.I.A.E., Il Regno di Denrak, condanna ogni azione tesa a colpire i diritti fondamentali dell'uomo, e quello alla vita è il primo fra tutti. Quando poi è la barbarie priva di ogni scrupolo morale a colpire ed a causare vittime inermi ed innocenti come quelle subite dai vostri concittadini, alla condanna si aggiunge l'indignazione. Inviamo doverosamente le nostre più sentite condoglianze ai parenti delle vittime ed al Popolo ed ai Governanti di Thortuga. In segno tangibile della nostra vicinanza aderiamo all'embargo negli scambi commerciali nei confronti della Provincia Libera di Niuop, di tutte le forniture pubbliche e militari, fino alla completa soddisfazione delle vostre richieste di risarcimento. In giorni bui come quelli presenti non possiamo che auspicare una soluzione rapida e pacifica di questo conflitto, che ci auguriamo possa essere favorita dalla nostra decisa presa di posizione. Re Garul Digres Principe Protettore di Denrak
  9. Denrak parteciapa con questo GdR: [GdR On] Il Morbo di Gor-Lorach a Denrak