digreG

GDR e Contesto
  • Content count

    1286
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    41

1 Follower

About digreG

  • Rank
    Imperatore del Jandùr

Accounts

  • Wiki
    http://wiki.forgottenworld.it/Digres

Community

  • Forgotten Coins
    5

Recent Profile Visitors

1803 profile views
  1. Campagna

    Trentacinquesima sessione (11/03/19) Personaggi: - Brakkar Barbaferrea (nano): simone - Nelistra Atilisia Neala (titanide): DigreG - Varius Arcanium (umano): Davide - Zoe Lilium (ninfide): 2digreS - Amos (umano): Ivan Davanti ai loro occhi i corpi dei due nani appena morti, iniziano a levitare nell’aria fondendosi in un flusso energetico iridescente, tra le spire dopo alcuni istanti prende forma una creatura enorme, dalle fattezze naniche ma alto oltre 4 metri, noto dall’unione dell’energia dei due nani sconfitti, è protetto da una robusta armatura di acciaio blu dai riflessi fiammeggianti. Minaccioso al centro della sala, fissa con sguardo furioso i nostri. Brandisce una enorme spada che emana un’aura rossa. Zoe si lancia all’assalto e con un agile balzo si aggrappa al suo elmo, poi con un rapido e preciso fendente di coltello gli cava l’occhio destro. Il gigante furioso balza alla carica verso Varius, che viene travolto, mentre Zoe, colta di sorpresa perde la presa e cade a terra, è ancora prona quando il mostro con un incantesimo di telecinesi, riappare alle sue spalle e la carica insieme a Brakkar, tutti e tre sono feriti. Nelistra soccorre con un incantesimo di guarigione il più malconcio, Varius, poi sale sulla rampa e cerca di colpire il mostruoso nano con la balestra. Il combattimento continua furioso Varius, a causa di una maledizione, perde la parola, mentre Brakkar in ira cerca di mentre fendenti d’ascia, ed Amos con il suo arco magico lo tempesta di frecce, che spesso riescono a perforare l’armatura, ferendolo. Nelistra, pronunciando arcane formule, riesce a rimuovere la maledizione che aveva colpito Varius, che si rilancia nella mischia, il Nano gigante accusa sempre più i colpi che lo tempestano da ogni parte, ed infine Brakkar balza in aria e con un imperioso colpo roteante a mezz’aria gli mozza la testa. Il tronco si affloscia mentre il capo del nano rotola sul pavimento, dissolvendosi in un bagno di luci variegate che sfumano fino a svanire. Increduli vedono riapparire lo spirito di Darrak, che li esorta a fuggire usando il cubo, Brakkar recupera il corpo esanime di Ogrim, poi tutti insieme tenendosi per mano, utilizzando il cubo si teletrasportano. Il viaggio dimensionale li vede proiettatati fra geometrie incongrue ed inverosimili, mentre un coro di luci cangianti li avvolge distorcendo ogni riferimento. Ognuno di loro vive esperienze extrasensoriali individuali che terminano quando sembrano giungere in una dimensione più stabile. Ma non ci sarà un risveglio, quando si materializzano su Valitor sono svenuti, e vengono soccorsi dalle truppe alviane che li conducono nelle sale attrezzate come ospedale da campo, rimangono a lungo in quello stato per più giorni. Dopo un tempo, per loro indefinito, si svegliano ritrovandosi confusi in una sala di quello che sembra un castello. Sono storditi, appena lo spazio intorno sembra fermarsi dal suo roteare, Amos, d’impeto, si alza sul letto con gli occhi sbarrati e si rivolge a Nelistra gridandogli che il suo popolo, i titanidi e i loro progenitori, corrono un letale pericolo, poi con voce grave e convinta conclude: <l’Orda e le Ninfidi hanno stretto un’alleanza, benedetta da Fas, per distruggervi e con voi distruggere l’Impero Alviano>. Nelistra e gli altri lo guardano confusi e pensierosi, ma proprio in quel momento entra con la sua scorta il Legato, che interrompe ogni possibile sviluppo di quell’annuncio. Antiloca dopo un breve saluto, in cui riporta i complimenti e la gratitudine dell’Impero per l’eroica azione compiuta, porta prima via con se Brakkar, e si recano a trovare Ogrim e Drakkar, che ancora non si sono rimessi dalla dura prova, i due tornano insieme dopo qualche tempo, ma l’eroico nano non informa nessuno di quel che ha visto. Quindi il legato si rivolge a Nelistra dicendole che deve mostrargli qualcosa. I due vanno via e ritornano dopo mezz’ora, la tidanide è molto turbata e si mette alla ricerca spasmodica, ma infruttuosa della sua topolina Genoveffa. Mentre tutti sembrano come assorti da altri pensieri. Ancora provati nei giorni successivi si riposarono e ritemprarono, spesso in solitudine ed avvolti nei loro pensieri, come a ricostruire i fili delle esperienze che li hanno accompagnati durante il ritorno dall’altra dimensione. Dopo una settimana ad Adanthor, venne celebrata in pompa magna una grandiosa cerimonia, durante la quale il Legato insignì Brakkar, Varius, Nelistra, Amos e Zoe, dell’altissima onorificenza della Corona Ossidionale, detta anche “Corona Graminea”, il massimo simbolo di valore militare e spettava a colui che avesse, con il proprio intervento, salvato un esercito dalla sicura distruzione. Oltre a questo massimo onore, che poneva i nostri nell’olimpo degli Eroi dell’Impero, come segno tangibile della immensa gratidudine dell'Impero tutti ricevettero un lauto premio di ben 10.000 moneto d’oro. Inoltre Varius, Amos e Zoe, che servivano nei ranghi dell’esercito imperiale furono promossi a Centurioni, Il giorno seguente Nelistra, dopo essersi concentrata in preghiera entrò in trance ed ebbe una delle sue visioni, incontrando Vilistra a cui chiese se fosse reale, o almeno veritiero quello che aveva vissuto durante il viaggio dimensionale: il suo incontro con Fas, e la rivelazione del suo tremendo proposito di distruggere Xanthia e l’impero Alviano, usando a tal fine l’alleanza con l’Orda e le Ninfidi. La Dea Titana confermò ogni cosa, e la esortò a non seguire il consiglio di Fas di abbandonare Alvia e Xanthia al loro destino, ma di opporsi ai suoi piani. Vilistra le disse anche che la bambina che Antiloca le aveva mostrato, e che misteriosamente era stata trovata al suo fianco al momento del suo ritorno dalla lotta con i Nani, era in tutto e per tutto Lei bambina all’età di sei anni, la sollecitò a crescerla come sua figlia, secondo la tradizione titanide e delle Custodi del Cristallo. Quindi scomparve. Nelistra decise che doveva condividere tutto ciò con i suoi compagni, e la stessa sera mentre bevevano insieme, raccontò loro tutto quel che aveva saputo. I suoi compagni rimasero sgomenti da quelle rivelazioni e cominciarono a parlare delle esperienze che ognuno di loro aveva vissuto e soprattutto delle visioni che avevano avuto, mentre giacevano svenuti per giorni. Fu così che Varius rivelò che Fas gli aveva rivelato, che lui non era un umano, lo sembrava, ma in realtà era pura energia, scaturita da Fas stessa mentre creava la barriera, e che nel corso dei secoli aveva assunto forma umana, mantenendo però intatto il potere arcano che lo aveva generato. Fas lo aveva anche invitato ad abbandonare l’esercito, con le stesse motivazioni che aveva portato a Nelistra. Anche Amos e Zoe narrarono di avere avuto simili rivelazioni ma nel loro caso l'incontro era avvenuto con una Ninfa. Nei giorni seguenti Varius e Nelistra decisero di lasciare Adanthor e recarsi a Xanthia, mentre Brakkar decise di rimanere al fianco di Ogrim e Drakkar, per aiutarli nel governo diarchico del Regno. Amos e Zoe ripresero il loro ruolo nei ranghi dell’esercito. Giunti nella capitale dei Titanidi, Nelistra condusse Varius e la piccola Genostra dalla Grande Sacerdotessa Zeriana, che rispose alle domande di Varius, confermando la sua natura di antica energia arcana, inoltre accettò di accogliere la giovanissima Genostra, tra le discepole dell’ordine. Mentre vivevano giorni ricchi di studio ed interessanti scoperte tra gli antichi tomi delle ricche biblioteche Xanthiane, vennero raggiunti da Brakkar, il Nano sembrava invecchiato di decenni, nessuno sembrava conoscere la malattia, o la maledizione che lo affliggeva, finché la sibilla Zeriana, guardandolo gli rivelò che durante il suo ritorno dal viaggio iperdimensionale, il suo spirito si era sdoppiato, esisteva ora, in Pebeania, un altro Lui. Ma non una sua copia esatta, un altro diverso da se, ma la cosa più sconvolgente per Brakkar fu sapere che la sua unica speranza di non morire di vecchiaia entro pochi mesi era di trovarlo ed ucciderlo.
  2. Campagna

    Trentesima sessione (24/01/19) Personaggi: - Brakkar Barbaferrea (nano): simone - Nelistra Atilisia Neala (titanide): DigreG - Varius Arcanium (umano): Davide - Loston Des (gnomo): Diego Brakkar, Nelistra, Varius, e Leston, si trovano ad osservare l'inconsueto fenomeno della sublimazione del Vampiro, il cui corpo esanime svanisce evaporando sotto i loro occhi. Nelistra nota che solo una lacrima di Fas rimane a terra, luminosa gemma splendende in un immondo liquame. Pronta la raccoglie, mentre Brakkar già s'affanna alla ricerca del componente richiesto dal misterioso nano Scrap, lo trovano facilmente ma è connesso ad un pannello che sembra una porta con quattro strane piccole serrature, Leston e Nelistra trovano una cassetta che sembra piena di chiavi, adatte a quei geometrici incassi, le provano tutte, mentre Brakkar impaziente insiste per impossessarsi del meccanismo con una più efficace procedura nanica, così all'ennesimo tentativo di Nelistra andato a vuoto, si lancia con l'ascia sul pannello e usando la sua nobile arma a mo di leva lo forza estirpandolo dai cardini a cui era fissato. L'apparato misterioso però è ancora attaccato a cavi e strani condotti e penzola ondeggiando, con un paio di colpi ben assestati il nano recide quegli insulsi cordoni e fa sua la strana creatura con un grido di esultazione. Un attimo dopo un suono acuto riempie i locali mentre luci lampeggianti accompagnano il frenetico movimento dei golem che corrono veloci nel corridoio. i nostri si guardano l'uno con l'altro e iniziano a correre verso la porta da cui erano entrati, il suono diviene man mano più acuto e continuo, ed il ritmo delle luci più incalzanti mentre nell'aria, come proveniente dal nulla, una voce greve annuncia l'imminenza dell'autodistruzione. La corsa diviene frenetica, i Golem non molto distanti si accalcano intorno ad un macchinario che lancia scintille e sbuffi di fumo, mentre le fiamme avvolgono i condotti ed i tubi che corrono lungo il soffitto. Con un gesto frenetico Varius attiva col cubo il meccanismo d'apertura della porta, ed i nostri si lanciano dentro, alle loro spalle un boato squote le mura e fiamme iridescenti avvolgono ogni cosa. Mentre la porta si richiude increduli si guardano l'un l'altro, sono tutti sani e salvi. Subito giunge Scarp, che interessato solo all'apparato, cerca immediatamente di prenderlo, Brakkar si oppone, e solo dopo una lunga discussione gli avventurieri insieme decidono di consegnarla, Nelistra effettua una lettura telepatica dei suoi pensieri, ma scopre solo che oltre a non considerali una minaccia, Scrap è assorto solo nella realizzazione del suo progetto visionario, che intende utilizzare per rafforzare il suo potere nel mondo e nel tempo da cui proviene. Dopo l'inconcludente richiesta di spiegazioni, nessuno sembra più fidarsi del nano proveniente dal futuro, solo Brakkar incuriosito dalla tecnologia ignota ed affascinante che Scrap controlla, decide di continuare a seguirlo nel suo franetico lavoro, mentre Nelistra, Varius, Ogrim, Drekkar e Leston, preferiscono andare a riposare per recuperare tutte le forze. Nelistra prima si dedica ai suoi rituali e cade in una profonda trance, in quello stato ha una visione di Villistra, che pur non spiegando il completo significato di quegli strani eventi, e non rivelandole tutte le indicazioni per interpretare la teoria dei bassorilievi e le rune che decoravano il corridoio d'accesso ai laboratori, la tranquillizza e la invita a proseguire la via che sta percorrendo. Nel frattempo Scrap mostra a Brakkar, convinto che non possa capire nulla del suo lavoro, prima un'arma capace di emettere un letale raggio e poi una sorta di enorme armatura meccanica a cui Scrap può accedere da uno sportello sul dorso. Il nano proveniente dal futuro vi accede e lo sportello si chiude alle sue spalle, al braccio destro è connessa la micidiale arma lancia raggi. Al loro risveglio, scoprono che la loro porta è chiusa dall'esterno, ma grazie al secondo cubo riescono subito ad aprirla. Scrap si stupisce della loro presenza, e rimane assolutamente indifferente a tutte le loro richieste, poi d'improvviso infastidito, li attacca al comando della mostruosa armatura meccanica. La lotta che ne segue è terribile, quasi nessuna arma sembra scalfire il mostro meccanico, solo alcuni incantesimi sembrano avere un qualche minimo effetto su Scarp. Varius lancia una girandola di incanntesimi, e si ritrova trasformato in una pecora, che dopo pochi istanti trova la morte, avvolta tra le tentacolari spire evocate da Leston, Mentre Nelistra cerca di stordire con campane magiche Scrap, Brakkar riesce a saltare sul meca, e a coprire quelli che sembrano i suoi visori. Finalmente hanno trovato un punto debole, gli attacchi si fanno sempre più intensi finchè colpita dal suo stesso raggio letale la macchina viene distrutta. Dall'ammasso fumante crollato al suolo, si stacca il portello ed al suo interno appaiono i resti carbonizzati di Scrap.
  3. Bentornato, mi ricordo di te, o meglio del tuo nick. spero di incontrarti in qualche game.
  4. ciao,

    non so se è possibile, ma mi farebbe piacere essere aggiunto alla WL.
    Grazie comunque.

  5. Campagna

    Venticinquesima sessione (06/12/18) Personaggi: - Brakkar Barbaferrea (nano): simone - Nelistra Atilisia Neala (titanide): DigreG - Varius Arcanium (umano): Davide - Loston Des (gnomo): Diego Tra la neve esplode improvvisa la fiamma di un fuoco arcano, e da una nube di vapore che si innalza dal bianco manto, appare una creatura avvolta in un mantello che attonita si guarda incontro e muovendosi tra i cadaveri straziati dalla valanga, immoti in distorte grottesche posture, si dirige verso i resti del tempio, chiamando con una voce sottile eventuali superstiti. Trovato quel che resta della galleria d’accesso ai sotterranei, dopo aver sentito delle voci provenire da qui cunicoli profondi, evoca un gruppo di scheletri e ordina loro di rimuovere le macerie e liberare il passaggio. Intanto il tramonto porta con se il gelo delle tenebre, e Loston accende un fuoco per scaldarsi. Intanto Brakkar, Nelistra, Varius, Ogrim e Sestus, si adoperano per liberare la galleria da dove erano entrati. Dopo ore, stanchi si concedono un lungo riposo. Al risveglio i rumori dall’esterno sono forti e vicini, e si sente una voce che chiama. Dopo pochi minuti una lama di luce taglia l’oscurità dei sotterranei, sono salvi. Di fronte a loro appare un piccolo gnomo della roccia, circondato da scheletri fluttuanti e poco dietro due orsi, uno con una folta pelliccia nera enorme ed anziano, l’altro più giovane, di un colore fulvo bruno. I due orsi iniziano a parlare e si presentano come Nalral, zio di secondo grado di Ogrim, e suo nipote Vodur. Subito dopo Nalral dice guardandoli: “anch'io ho lo stesso problema di tuo padre!”, a quel punto i due orsi si tramutano in due nani, e tornano nella loro forma nanica. Varius esclama: “*Kata ti vede*! …. siete Orsi Mannari!”. Segue una lunga discussione che mette tutti i presenti al corrente della maledizione che perseguita i membri della famiglia reale da più di quattro secoli. Ogrim chiede dove sia suo padre e una volta saputo che si trova, molto probabilmente a Gurano, decide di andarlo a cercare. In quel momento Nelistra e Brakkar notano una civetta appollaiata su un piccolo albero, il nano vede che il suo respiro emette un alone gelido, si tratta di una spia di Gunter Thrakrein, subito Brakkar tenta di colpirlo con la balestra, mentre Nelistra evoca un incantesimo di comando, ma l’uccello sfugge, Loston lesto, con un gesto folle lancia una palla di fuoco e lo carbonizza all’istante. Nelistra invia un messaggio telepatico ad Andriloca, informandolo degli eventi e chiedendo informazioni su Loston. Il legato li informa che Loston è considerato eccentrico e stravagante, forse matto. Vestius Sestus insieme al sosia si dirigono verso l’accampamento imperiale, mentre i nostri si dirigono verso un villaggio per procurarsi delle cavalcature. Dopo tre giorni di cammino sulle montagne raggiungono Selitre, un piccolo villaggio di poche case intorno ad un incrocio, trovano facilmente dove comprare il necessario per il viaggio: un carretto, due asini, e le provviste, rendendo ricca quella povera comunità. Prendono la via per Gurano, e attraversano per giorni la catena montuosa innevata. Dopo due settimane si rendono conto di essere seguiti da lupi, da strani lupi. Allo scadere della terza settimana raggiungono Gurano. Un piccolo villaggio sul mare, cercano una locanda e la trovano vicino al porticciolo. Il caldo ambiente della locanda nanica li accoglie e li conforta. Mentre trovano sollievo in una eccellente pinta di birra nanica, Ogrim chiede all’oste notizie su Darrak Mori-ghor, e viene a sapere che vive in una casa al confine del bosco. Subito tutti decidono di accompagnare Brakkar e Ogrim dal Re perduto. La casa, una piccola casetta in legno dall’aspetto trascurato, si trova tra gli alberi, ha la porta spalancata e cosa più allarmante alcuni grandi minacciosi lupi bianchi li stanno circondando sui due fianchi. Colti di sorpresa subiscono il feroce attacco delle algide belve, riportando gravi ferite, nel corso del cruento combattimento, i lupi cercano di trucidare nani ed umani, gnomi e titanidi con il loro letale Respiro Gelato, l’esito dello scontro è incerto, l’orso ferito ripetutamente vacilla, Nelistra soffre il gelido soffio, ma riesce con magiche parole a ridare energia ai compagni, sotto i colpi serrati di Varius, Brakkar e Loston lo scontro cambia di verso ed alla fine i cinque lupi giacciono a terra morti, sciogliendosi come neve al sole.
  6. Campagna

    Ventunesima sessione (22/10/18) Personaggi: - Brakkar Barbaferrea (nano): simone - Nelistra Atilisia Neala (titanide): DigreG - Varius Arcanium (umano): Davide Alla sera, i nostri si rendono conto che la battaglia è oramai vinta. Migliaia di nani giacciono cadaveri nella valle. L’azione incrociata della cavalleria imperiale alle spalle dello schieramento dei ribelli e il furioso attacco frontale della fanteria alviana condotta in prima persona dal legato Adriloca, aveva avuto successo, soprattutto grazie all’azione dei nostri, che avevano privato i nani delle truppe fedeli a Burn Grevist, ed affrontato sconfiggendolo il feroce Burn, il Mighorn di Esethor, insieme alla sua guardia. Appena arrivati al campo vengono ricevuti dal legato che si complimenta convinto con loro, per il grande contributo che ha premesso il successo alla truppe imperiali, dichiarandosi profondamente colpito, per avere sconfitto il pericolosissimo Fallon Thrakrein. Adriloca offre loro un’importante ricompensa a loro scelta, 10.000 monete d’oro o la proprietà di una prospera fattoria. Tutti preferiscono l’oro e ringraziano per la genorosa ricompensa. Varius riceve inoltre i gradi di centurione. Il legato particolarmente soddisfatto, nonostante il pesante bendaggio, dovuto che una profonda ferita, offre da bere a Brakkar, Varius e Nelistra, dopo il brindisi comunica perentorio che avrà ancora bisogno di loro per una nuova missione: sembra che una misteriosa creatura, un enorme ratto, sia stato avvistato a Treothor, e chiede che venga neutralizzato. Usciti dalla tenda sentono delle urla provenire dall’ospedale da campo, preoccupati si recano a verificare quale sia la causa di tanto strazio, ed attoniti vedono che uomini e nani sono preda di un misterioso malessere, una qualche oscura forza arcana che s’impossessa delle loro menti e che li porta quasi ad impazzire dal dolore. Varius e Nelistra convincono Brakkar ad usare il cubo grigio per tentare di curare uno dei soldati sofferenti, ma dopo aver visto che i suoi occhi s’illuminavano di una inquietante luce rossa, l’uomo era caduto esanime e privo di energia vitale. Dopo aver contattato un benedetto del Collegio Arcano, per avere informazioni e eventualmente acquistare qualche utile strumento magico senza successo, decidono di andare alla ricerca del Ratto gigante. Oramai è notte ed i nostri trovano una tenda dove riposare, Nelistra si dedica prima ai suoi rituali di meditazione ed ha un incontro con Vilistra, che le dice che forze arcane potenti si librano intorno a loro. Il mattino successivo i nostri partono verso Treothor. Giunti in città, grazie alle informazioni fornite loro dal Legato, trovano facilmente l’accesso alla rete fognaria dove dovrebbero nascondersi le oscure minacciose creature. Si avventurano nel fetido labirinto di cunicoli oscuri, Brakkar e Nelistra si muovono a loro agio grazie ai loro poteri di scuro visione, mentre Varius li segue attento. D’improvviso sordi rumori attirano la loro attenzione, proseguono cauti in direzione dei suoni. Il fetore diviene sempre più intenso, insopportabile, all’aspro odore della fogna, e man mano che avanzano, si aggiunge intenso e greve un puzzo insieme dolciastro e nauseabondo. D’improvviso, da dietro una svolta i suoni ed i versi si fanno più nitidi, il rumore di passi lenti si sovrappone allo stridulo struscio di corpi trascinati; davanti a loro appaiono cinque orride creature, con vesti lacere e sporche. Sagome umane con tratti di ratto, la pelle cosparsa di peli semi spinosi, i piedi lunghi e sottili, con una lunga coda squamosa, i cinque camminano lenti trascinando i corpi straziati delle loro prede. In un lampo esplode lo scontro che vede i nostri avere facilmente la meglio su quei fetidi esseri, ma dalle gallerie intorno all’angusto campo di battaglia squittii minacciosi e passi veloci annunciano altri nemici. Stavolta gli si parano contro esseri ben più potenti ed armati come veri guerrieri, mostruosi e deformi, forti e feroci. Brakkar, Varius e Nelistra ne abbattono a decine e come animati da uno spirito assassino ingaggiano una sfida tra loro a chi ne trascina all’inferno il maggior numero. Lo spirito nanico di Brakkar si esalta in un ira furiosa e sanguinaria, mentre algida e spietata Nelistra, circonadata da spiriti angelici danzanti fa strage tra i ratti, anche Varius ricorre alle sue doti arcane decimando le fetide creature. Decine di ratti giacciono morti ai loro piedi intasando le anguste gallerie. Al fine tutto sembra finito, ed ai loro occhi appare l’orrida realtà di trovarsi nel centro di una rete di stanze e caverne che altro non erano che le dispense e le cucine dove vittime innocenti, nani e nane giovani e vecchi, perfino legionari caduti in qualche trappola, venivano trasformate in pasti. L’ira di Brakkar esplode furiosa e si lancia nel dedalo alla ricerca di qualsiasi forma di ratto ancora in vita. Seguito dai suoi compagni d’improvviso si trovano su di un’ampia pedana, lorda di sangue e di membra straziate. Il cunicolo li ha portati in una ampia sala. Ai piedi della pedana una grassa, enorme, mostruosa creatura dalle fattezze di ratto, è distesa attorniata da guardiani e servitori. Le fauci schiumanti bava, in attesa di carne, rivolte minacciose verso gli avventurieri, i grandi occhi, iniettati di sangue corrono veloci inseguendosi, dal nano alla titana, scrutando poi il legionario, feroci e furiosi. Ma il pingue corpo ostacola ogni suo movimento, e ferma inerme subisce lo strazio dei loro colpi. Un grido acuto, uno squittio sibilante lacera l’aria ed i timpani dei nostri fieri eroi, propagandosi per gallerie ed anfratti, da ogni cavo emergono uomini ratto ed accorrono in soccorso della loro sovrana. Gli umili servi soccombono abbattuti da pochi colpi, ma i guerrieri e la guardia reale sono di ben altra tempra e forza. Brakkar in un angolo lotta con ferocia sterminando la fetida razza a colpi d’ascia. Nelistra colpisce con armi spirituali, recitando parole salvifiche in aiuto dei suoi compagni, mentre Varius lancia letali incantesimi, immune ad ogni colpo. La battaglia è durissima, ma alla fine con un salto prodigioso Brakkar, piomba sul lurido collo dell’immonda regina e con un possente colpo d’ascia la uccide. Mentre gli ultimi ratti trovano la morte, Nelistra cade al suolo, trafitta da troppi colpi, troppo impegnata a curare Varius e Brakkar per prendersi cura di lei, rimane esangue come morta. La furia di Varius e Brakkar è ancora più incontenibile e mentre il corpo della regina dei ratti, si scioglie in un liquame nero e melmoso gli ultimi immondi superstiti cercano una improbabile fuga dalla morte. Caduto l’ultimo, Varius si prodiga per rianimare la bella titanide, che aperti gli occhi di un profondo verde screziato gli regala un grato sorriso. Rialzandosi scorge tra i liquidi resti dell’orrida bestia, un piccolo topolino esausto ed impotente, ma che mostra attraverso la pelle sottile, un cuore illuminato da una luce rossa a lei ben nota. Lo raccoglie in un panno e lo ripone in una sacca di pelle, serrandone con forza il laccio.
  7. mi vorrei proporre come rappresentante della Confederazione Unine Sonendur al tavolo delle trattative.
  8. Campagna

    XVII sessione (25/09/18) Personaggi: - Brakkar Barbaferrea (nano): simone/Giamma - Nelistra Atilisia Neala (titanide): DigreG - Varius Arcanium (umano): Davide - Adomorn Hohenstaufen (Halfling): Alessandro N. La donna ed il ragazzo, immobilizzati e pesti, guardavano con occhi furenti chi li aveva catturati. Quando Varius con un balzo salta tra il metallo rovente e prende con se il corpo carbonizzato di Ofrag , poi di nuovo balza verso il ballatoio che segue il perimetro della fonderia. Contemporaneamente Nelistra, sente una voce femminile chiamarla, proviene da una porta in fondo al fabbricato. Si lancia dentro la stanza proprio mentre il soppalco in fiamme rovina giù bloccando la porta che ha appena attraversato. Varius, Adomorn, Brakkar, il suo orso Agnar e i loro prigionieri riescono usando le carrucole sospese a salire sul ballatoio, con grande difficoltà e solo grazie all'abilità di Adomorn, riescono a raggiungere l'ampio lucernaio e da li raggungere il tetto. Nelistra scende seguendo la voce e dopo una scala nel sotterraneo incontra Vilistra che le rivolge la parola con inusitato affetto e dopo averle dato una pergamena le indica una via di fuga attraverso un passaggio sotterraneo che porta al fiume. Da li raggiunge il cortile e vede i suoi compagni impegnati a scendere dal tetto. Nella pergamena vi è scritto l'ordine di consegna di una partita d'armi per la Contea di Treothor, si tratta di 50 balestre pesanti e 100 asce, la consegna è prevista fra 5 giorni a Berkivist. Quando si radunano sul nel cortile vedendo arrivare le truppe alviane, decidono di liberare la donna ed il ragazzo. Poi lasciata la fonderia raggiungono il campo militare, e fanno rapporto al legato. Nelistra, solo dopo aver parlato riservatamente con Brakkar ed Ogrim della pergamena, informa prima i suoi compagni e poi il legato, che decide di sfruttare l'occasione per tendere una trappola ai ribelli. Brakkar, porterà le casse con la fornitura d'armi a Berkivist, nelle casse saranno nascosti Varius, Adomorn e Nelistra. Il viaggio durerà tre giorni per Berkivist poi da li sempre nascosti nelle casse dovranno fare altri tre giorni di viaggio per raggiungere Treothor. Una volta giunti nella città, nella notte Varius, Adomorn e Nelistra, dovranno aprire le porte della città e fare entrare le truppe imperiali che li avranno seguiti per tutto il viaggio ad un giorno e mezzo di distanza. Se la sortita avrà successo la guerra avrà una svolta importantissima a favore delle sorti dell'impero. La mattina seguente Brakkar con due carri ed un "prezioso carico" parte alla volta di Berkivist, il viaggio procede tranquillo fino al secondo giorno, quando si sentono grida di bimbi, seguiti poi da latrati di cani e miagolii di gatti, Adomorn percepisce che si potrebbe trattare di una trappola, il Nano ferma i carri e cerca di capire di cosa di tratti, ed improvvisi urla e stridii rompono il silenzio del bosco, e dopo poco Brakkar grida la parola d'ordine per chiedere l'aiuto dei suoi compagni, che velocemente escono dalle casse e si trovano di fronte due enormi, orribili, minacciosi Corvacus. Mostruose creature alate con la testa da corvo, e sei arti artigliati. Il loro grido assordante ha effetti devastanti, lacerando i timpani di chi si trova nel raggio di 6 metri, coloro che ne sono colpiti restano a lungo inermi e storditi, mentre con i lunghi affilati artigli possono lacerare le armature e le membra di chiunque non riesca a schivarene i colpi. Anche stavolta, nonostante le gravi ferite riportate da tutti, Brakkar, Varius, Adomorn e Nelistra, alla fine riescono ad avere la meglio sulle orribili malvagie creature. By DigreG
  9. Campagna

    XIII sessione (29/08/18) Personaggi: - Brakkar Barbaferrea (nano): simone - Nelistra Atilisia Neala (titanide): DigreG - Varius Arcanium (umano): Davide & Ogrim il Bianco (nano) special Guest Dopo aver sconfitto il mostruoso Drago rosso, i nostri si rendono conto di quanta distruzione abbia provocato nel villaggio. La situazione dei superstiti è disperata; non hanno riserve alimentari e secondo il capo villaggio il tempo sta cambiando in fretta ed in un paio di settimane, il gelido inverno porterà la morte a tutti i superstiti. Nessuno ha dubbi, quei nani vanno portati in salvo a Gevrathor. La notte i nostri trovano un riparo tra le case fumanti e finalmente riposano, mentre Il drago viene scuoiato, e la pelle, la testa, le scaglie, i denti ed il cuore vengono caricate su un carro, anche le carni vengo macellate e caricate sul dorso di due muli. La mattina seguente i nostri, insieme ai superstiti, dopo aver razionato il cibo, partono per Gevrathor, il viaggio sarà duro, le condizioni climatiche sono pessime, e non durerà meno di cinque giorni. Già il secondo giorno fosche nubi appaiono all’orizzonte minacciose e le temperature si fanno rigide, quasi letali soprattutto per gli anziani e i più giovani tra i nani, già duramente provati nel corpo e nello spirito. Il terzo giorno anche la fame mostra il suo volto feroce, a causa dell'esigue razioni, i più anziani ed i più piccoli sono affamati e spossati dalla fatica, ed il vento continua a sibilare sempre più freddo e gelido da nord, la notte sarà durissima. Brakkar va in avanscoperta e trova una grotta, dove costipati, ma protetti dal freddo trovano rifugio 15 superstiti, tra cui tutti i bambini e gli anziani. Mentre Varius, Nelistra, Brakkar, Ogrim e gli altri nani continuano a camminare tormentati dal gelido sferzare del vento, e dopo due ore trovano rifugio in un’altro antro tra le roccie. Al mattino del quarto giorno, quando alle prime luci dell’alba i nostri raggiungono la prima grotta trovano un orrendo spettacolo, un branco di orsi nella notte ha portato la morte fra i miseri superstiti, 2 bambini e 3 anziani sono stati sbranati. Lo sgomento e lo sconforto hanno oramai fatto breccia anche fra i più duri dei nani del villaggio, e solo la forza delle parole di Brakkar ed Ogrim li scuote e infonde loro coraggio. Dopo aver data degna sepoltura alle misere spoglie, riprendono il cammino avanzando faticosamente sulla neve, gelida farina che ad ogni passo avvolge ed intorpidisce gambe e piedi. La carovana avanza lenta ed infine alla sera individuano una piccola grotta dove trovano posto Brakkar con 10 superstiti. Gli altri avanzano ancora, ed infine a notte ormai fatta, trovano un altra caverna dove quasi tutti trovano posto, e sono costretti a mantenere 2 sentinelle a rotazione all’esterno, Nelistra, soffre particolarmente il gelido vento ed al mattino mostra segni di una forte influenza. Alle prime luci del'alba i due gruppi si riuniscono per continuare la faticosa marcia, ma un'altra sventura li attende nel loro tragico viaggio verso la speranza, giunti in vista dell'ultimo passo tra le profonde pareti di roccia, scoprono che una frana imponente blocca il passo, nelle loro condizioni è impossibile percorrere quella via. La disperazione gela i cuori dei nani superstiti più della morsa del ghiaccio invernale. Allora Minotrim, l’unico anziano del villaggio ancora in vita, racconta un'antica storia, esiteva una galleria che nei secoli i nani avevano scavato per attraversare il passo in inverno, ma era protetta da guardiani inesorabili e spietati che permettevano il passaggio solo a chi conoscesse l'arcano segreto. Quel segreto era andato perduto secoli or sono, e chiunque ne aveva tentato la via non aveva più fatto ritorno. lui stesso aveva assistito da piccolo, al dramma dell'ultimo tentativo di profanare quella porta, che aveva inghiottito per sempre suo padre e suo fratello maggiore, da allora nessuno aveva più tentato la sorte e il passaggio era rimasto sepolto in un doloroso oblio. Ma il passaggio esisteva e la porta si trovava a solo un ora di marcia. Senza esitare Varius, Nelistra, Brakkar, Ogrim insieme a tutti i nani sopravvissuti seguono Minotrim che li conduce di fronte ad un anfratto dove dovrebbe essere l’ingresso dell’antica galleria. Spostando dei massi si trovano di fronte ad una porta di pietra con antiche misteriose rune incise sull'architrave, Brakkar ne interpreta in poco tempo il significato: "Colui che conosce la montagna potrà attravesare, ma chi ignora nella pietra perirà" . I nostri rimangono interdetti e cercano di capire o di svelare il mistero dell'arcana minaccia che si cela in quelle rune, ma i tentativi di Varius e Nelistra sono vani, così decidono di entrare con Brakkar mentre Ogrim con gli altri nani rimangono sulla porta. La porta si apre gemendo e il sordo rumore di pietre sgretolate accompagna il movimento lento sui cardini, di fronte a loro si apre una lunga galleria grezzamente scavata nella roccia viva larga circa tre metri ed alta altrettanto. ai fianchi del portale due alte statue di pietra si stagliano severe e minacciose, sul loro capo è scolpito un elmo di antica foggia che porta incastonata una gemma da cui si irradia una fioca luce rossa intermittente, il buio avvolge la galleria, ma in fondo sembra a tratti apparire un lievie bagliore dello stesso colore. Varius, accende una torcia, mentre Nelistra e Brakkar vedono senza problemi nell'oscurità, insieme all'orso avanzano prudenti, ma dopo alcune decine di metri, qualcosa accade, di colpo le luci delle gemme dei due Guardiani di pietra intensificano la loro luminosità e diventano costanti, avvolgendo la galleria in una luce rossa che proietta inquietanti lunghe ombre dalle loro spalle, anche dal fondo il lieve bagliore diviene più intenso ed ora sembra il riflesso del rovente fuoco acceso in una ruggente forgia. La galleria inizia a tremare, scricchiolii sinitri si sprigionano da ogni pietra, mentre, la porta alle loro spalle inesorabile si chiude .... Si voltano e cercano di dirigersi verso quell'entrata, sempre più stretta e in quel momento vedono i due enormi Guardiani di Pietra, scuotersi dal loro infinito riposo e staccandosi dalla viva roccia dirigersi minacciosamente verso di loro. La porta è oramai chiusa. Brakkar in un impeto d'ira si lancia contro uno dei due giganti e con un salto acrobatico assesta un gran colpo d'ascia sulla gemma lucente, che s'incrina, mentre per un attimo la granitica creatura vacilla. anche Varius attacca con le sue imprevedibili arti magiche e mentre quasi soccombe colpito dai pugni e dai calci del gigante lapideo, riesce in qualche modo ad evocare prima un modron, poi un unicorno, saranno loro mentre Nelistra si occupa di curare le ferite di Varius, a tenere a bada i due Guardiani, che dopo un feroce combattimento, distrutte le gemme si accasciano inermi al suolo rischiando di schiacciare sotto il loro peso il coraggioso Brakkar. Incredibilmente anche la luce ed il rumore di pesanti passi, proveniente dal fondo della galleria s'interrompe, e mentre Nelistra indaga sul meccanismo che aveva attivato quella micidiale trappola magica, Varius e Brakkar si occupano di estrarre le gemme incastonate negli altri due Guardiani, immobili nella galleria, dopo pochi minuti le porte vengono aperte ed Ogrim, Minotrim e tutti gli altri possono facilmente attraversare la galleria, ed infine ritrovarsi in una radura, le alte montagne alle spalle, Gevrathor, oramai vicina. A sera sono, nonostante la stanchezza, le ferite, la fame tutti in salvo in città. Dove increduli cittadini e curiosi legionari ammirano la sgargiante pelle rosso fuoco del drago attraversare il decumano al seguito di una ventina di nani malmessi, due nani testardi ed orgogliosi, in compagnia di un 'orso, una tidanide ed un legionario. Raggiunta la sede del legato di Alvia, Varius, Nelistra, Brakkar ed Ogrim incontrano Neus Lulius Adriloca e Selenia, a cui fanno un dettagliato rapporto e gli presentano l'ancora incredulo Ogrim, ultimo erede della famiglia Mori-ghor .
  10. Campagna

    Decima sessione (12/07/18) Personaggi: - Brakkar Barbaferrea (nano): simone - Nelistra Atilisia Neala (titanide): DigreG - Varius Arcanium (umano): Davide - Adomorn Hohenstaufen (Halfling): Alessandro N. & Selenia (umana) special Guest e la partecipazione straordinaria di Said Avaad L'intera falesia si sgretola, franando sulla piazza sottostante, trascinando con se i nostri protetti dallo scudo evocato da Selenia, che per quanto resistente riesce solo ad attenuare la rovinosa caduta. Lo scenario è apocalittico rocce e detriti si sovrappongono ai resti della maestosa villa fortificata di Al Kathun, i corpi esamini semicoperti dalle rovine, rimangono immobili avvolti dalla nube di polveri che sovrasta per decine di metri l'intero scenario. La prima ad avere un cenno di vita è Nelistra, che sente qualcosa pungerle la spalla, apre gli occhi intorpidita e a fatica scorge una maestosa aquila che la becchetta delicatamente sul braccio. Proprio allora ha una visione confusa e chiara allo stesso tempo di un campo militare Alviano, in una radura vicino ad una foresta. Stordita si rialza a fatica, e tra la polvere sospesa intravede le sagome dei suoi compagni distese tra i detriti, li chiama con ansia, li vede, sono tutti malconci e feriti, Varius giace svenuto sotto i resti di una trave, lei stessa porta addosso i segni di quella catrastrofe. Non senza fatica, aiutandosi l'un l'altro, dopo alcuni minuti sono di nuovo in piedi. Brakkar si affanna alla ricerca di Vesilius, di cui a fatica individua la mano, che emerge tra pietre e mattoni, mentre Adomorn, insieme a Nelistra individuano il volto di Said Avaad, libero dalle macerie, ma con il resto del corpo completamente sepolto tra le rovine. Mentre cominciano freneticamente a cercare di liberare quello che era stato il loro carceriere, l'aquila comincia l lanciare forti grida, attirando la loro attenzione, e grazie alla brezza che solleva la foschia polverosa che avvolge ogni cosa, intravedono alcuni licantropi usciti dalle fogne, oramai a cielo aperto a causa dei crolli, che vagano tra le case intorno a quella che un tempo era la piazza. Incuranti del pericolo e dei segni evidenti che l'aquila lancia perchè vadano via di lì, decidono di tirare fuori Said Avaad e Vesilius dalle macerie, protetti da quattro fate spirituali evocate da Nelistra e che come danzando proteggono il perimetro intorno. Pur efficaci, da sole questre fluttuanti creature, non riescono a sopraffare i licantropi che cominciano ad attaccare, Adomorn e Brakkar si uniscono nel combattimento ed in breve riescono ad avere il sopravvento sui primi quattro licantropi, ma a quel punto ne arriva un quinto, molto più grande e forte degli altri, anche Selenia e Nelistra sono costrette ad interrompere la loro azione di scavo e si uniscono nella lotta furiosa e feroce che alla fine, vede l'orrida creatura soccombere starziata sotto i colpi. Vista la tenacia ed il coraggio della nostra compagnia di eroi malconci ma agguerriti, gli altri licantropi si ritirano in cerca di più docili prede per la loro sete di sangue. Con un ultimo sforzo vengono estratti dalle macerie sia Said Avaad che Vesilius, ma quest'ultimo è oramai morto, Brakkar si dispera e decide che comunque porterà il suo corpo con se. Utilizzando le sue ultime energie la titanide pronuncia un incantesimo di cura per rimettere in forze tutto il gruppo, e di nuovo una visione appare come proiettata dall'aquila, stavolta è più nitida: il campo militare alviano è nella foresta che avevano attraversato venendo in città, e sembra che chi lo occupa abbia estremo bisogno di aiuto, ma le bandiere alviane sventolano alte indicando un buon presagio. Giudati dall'aquila, lontano da percorsi insidiosi, i nostri partono alla volta del campo. Camminano a lungo nella notte buia, tra alberi ed arbusti, lungo sentieri nascosti con l'aquila sempre a guidarli, ed infine quando l'alba gioca con le sue prime luci a caccia del buio, arrivano al campo. Tra le tende intravedono soprattutto civili malmessi e pochi stanchi legionari, che li guardano con sospetto, ma tra loro c'è anche la donna che avevano liberato dalle segrete di Al Kathun, li riconosce e va loro incontro abbracciandoli. In breve il racconto dei fatti che hanno portato in quel campo i soli superstiti tra la cittadinanza ed i soldati dell'intera popolazione di Leremer. Subito dopo parlano con il capo del campo, un legionario che avevano già incontrato nel forte, raccontandogli tutto quel che era avvenuto. L'ufficiale dopo aver ordinato, contro il parere di Adomorn e Nelistra che Said Avaad venisse arrestato per essere processato, e che il cadavere di Vesilius fosse bruciato, concedendo però a Brakkar il diritto a decapitarlo prima del rogo, gli annuncia che a breve sono attesi i rinforzi imperiali guidati dalla grande Attilea Atilisia Neala, eroica condottiera delle truppe imperiali in tante vittoriose battaglie. L'etereogenea compagnia a questo punto stanca, ma rinfrancata cerca un luogo tranquillo dove finalmente riposare, mentre Varius viene curato ospite dell'ospedale da campo alviano. Il mattino seguente all'arrivo delle truppe di rinforzo, Atilisia Neala incuriosita dalla varia composizione razziale del manipolo che per ultimo aveva lasciato Leremer, si rivolge loro chiedendogli informazioni dettagliate sulla situazione della città e la ragione della loro presenza in Pebheania. Dopo aver concesso loro di partecipare all'assalto per la liberazione della città, si ritira con Nelistra in una tenda per un colloquio riservato. Il giorno successivo le truppe fresce e ben condotte da Attilea liberano Leremer subendo poche perdite, anche se alla fine risulta evidente che la popolazione civile superstite risulta più che dimezzata rispetto a poche settimane prima, che i danni alla città sono ingenti e che è stata fatta razzia di ogni bene di valore. Nonostante le accurate ricerche non vengono trovati nè Al Kathun nè i suoi familiari, forse morti forse fuggiti. I nostri ben riforniti lasciano la città oramai in piena sicurezza e si dirigono verso Soyissa per fare il loro rapporto ad Umbrus , il centurione che aveva loro affidato il compito di catturare Vesilius.
  11. Campagna

    Sesta sessione (04/06/18) Personaggi: - Brakkar Barbaferrea (nano): simone - Nelistra Atilisia Neala (titanide): DigreG - Varius Arcanium (umano): Davide - Adomorn Hohenstaufen (Halfling): Alessandro N. & Selenia (umana) special Guest Dopo aver sconfitto la mostruosa creatura di aria e vento, i nostri si rendono conto di quanta distruzione abbia provocato nel villaggio. Subito dopo gli abitanti cominciano ad insultare gli “Alviani” accusandoli di aver portato loro la orrida creatura omicida e distruttrice a Bal. Visto il clima sempre più ostile la compagnia lascia velocemente il paese. Dopo una lunga cavalcata raggiungono nelle prime ore della sera Leremer, la bella città è dominata da spettacolari falesie di roccia calcare, sulla più alta svetta una ricca villa inaccessibile. Anche qui la popolazione è ostile nei loro confronti, e non si vedono militari in giro. Popolani inferociti inveiscono e si serrano attorno ai nostri, i cavalli si innervosiscono e quello di Nelistra colpito da un sasso si imbizzarrisce disarcionandola, solo grazie alla sua destrezza riesce a rimanere in piedi, mentre Brakkar con un gesto fulmineo afferra le redini del cavallo, non senza difficoltà i nostri riescono a sfuggire alla folla e decidono quindi di raggiungere la caserma cittadina. Li trovano un centinaio di cittadini inferociti che assediano la struttura militare. Varius cerca di farsi notare dalle sentinelle lanciando un dardo di fuoco, un arciere lo vede e corre via dalle mura. Anche alcuni rivoltosi vedono il dardo e corrono verso di loro minacciosi, al quel punto Varius si lancia al galoppo verso la porta seguito da tutti i compagni, la folla impaurita fa largo e riescono facilmente a raggiungere la porta, ma questa resta chiusa, con difficoltà Varius e Adomorn riescono a scartare evitando l'impatto, Nelistra riesce a scartare solo all'ultimo istante, rimanendo lievemente ferita, mentre Brakkar si schianta con violenza contro il pesante portone rimanendo seriamente ferito. Varius lo fa montare sul suo cavallo e si allantanano, mentre la folla si avventa sulla sua cavalcatura crollata a terra ferita, facendola a brandelli e correndo via con il sanguinante bottino. Solo allora la porta si apre ed un manipolo di legionari si mette a protezione dell'ingresso permettendo ai nostri di entrare al sicuro. Parlando con il centurione Volumnius Certilio Hex, eroe della guerra Okashigami, apprendono che la situazione è molto difficile, sono rimasti solo 100 legionari, e le truppe mercenarie di Shams Al Kathun hanno preso il controllo della città, e passato per le armi i cittadini alviani. Quel che è peggio è che i viveri sono razionati e sono sufficienti solo per una decina di giorni. Volumnius dice che il loro quartier generale è sulla grande villa sulla cima della falesia che domina la città irraggiungibile, se non attraverso la ripidissima scalinata controllata dai suoi sgherri, o con la cesta appesa ad una carrucola. Per il giorno successivo è prevista un'adunata della popolazione che vedrà la presenza di Shams Al Kathun. Dopo una notte dedicata al riposo, il mattino si riforniscono di armi e con l'aiuto di una mappa entrano nel sistema fognario per avvicinarsi alla piazza dove si terrà l'adunata. In uno dei tunnel vedono alcune persone che si nascondono nei cuniculi, Nelistra scivola cadendo fragorosamente e viene scoperta, i due individui vedendola si trasformano in licantropi, ne nasce un feroce combattimento. Nelistra dopo aver combattuto coraggiosamente viene abbattuta da un attacco alle spalle di un terzo licantropo, e cade a terra esangue. Intanto Brakkar e Varius riescono ad uccidere uno dei licantropi, il corpo a corpo si protrae a lungo e tutti rimangono feriti, Selenia soccorre Nelistra e si lancia in un feroce corpo a corpo contro il terzo Licantropo aiutata da Varius, mentre Brakkar e Adomorn continuano il selvaggio combattimento con l'altro feroce e tenace licantropo. Alla fine tutti i lupi mannari vengono uccisi, e c'è il tempo per i nostri combattenti di recuperare le forze.
  12. Darbis, 16° giorno di Varpu, anno 3056 d.F 2° Darbis (6° giorno) di Staildur, anno 3056 d.F. Le prime luci dell'alba illuminavano l'ampia conca scandita dal ritmo diseguale delle falde dei tetti di Spes, scintillanti per l'umidità raccolta nella notte che ora in lievi spire evaporavano verso il cielo terso. Il ritmo di quelle falde segnava lo status di chi dimorava al loro riparo; il lento alternarsi dellle ampie falde immerse nel verde dei parchi privati appannaggio di ricche famiglie, si contrapponevano al frenetico sovrapporsi delle piccole ripide falde dei quartieri operai. Dal ponte della "Regina del Den", l'ammiraglia dell'imponente Flotta Confederale del "Mare di Mojan", lo spettacolo appariva in tutta la sua maestosa bellezza. Eremren Garul Digres lo ammirava sorseggiando una tazza di delizioso cioccolato di fave di cacao tortughese, seduta al suo fianco Lady Delwin ripose la raffinata porcellana sul tavolo e disse con amarezza: <Una città così bella e crudele, persino da qui si legge la profonda ingiustizia che la governa, oltre la metà della città è destinata a pochissime ricche famiglie, mentre la moltitudine che la alimenta e l'arricchisce è costipata e costretta in miseri spazi.> <La verità è che Aralia, malgrado le buone intenzioni, non è riuscita ad arginare la cupidigia degli oligarchi.> Intervenne calmo Eremeren <Se poi tu avessi visto le condizioni in cui vivono nell'avamposto, Delwin. Solo l'ostinato coraggio e determinazione di quelle famiglie, uomini e donne che amano una terra ostile fatta di fuoco e tenebre, che considerano la loro patria, rende loro possibile la sopravvivenza in un ambiente così ostile, è atroce pensare che solo un briciolo di quel che producano rimanga nelle loro mani, mentre ricopre di ricchezza una casta di ingnobili sfruttatori disposti ad ogni nefandezza pur di mantenere il potere nelle loro mani.> <Capisco il tuo astio, sono degli sfruttatori ingordi ed avidi, ma addirittura accusarli di nefandezze....> lo interruppe Lady Dewin con un certo disappunto, del resto parlavano di famiglie e personalità con cui da sempre avevano avuto rapporti pacifici. Eremren sorrise e con un gesto misurato le porse una cartellina che aveva sul tavolo, poi disse: <Cambierai presto opinione dopo aver letto il rapporto dei nostri agenti sulla trafugazione della salma della povera Lady Arvalia, sono stati alcuni membri dell'ESPEDI ad organizzare questo scellerato oltraggio per portarci ad intervenire contro l'Alveare, è accertato con sicurezza. Forse è coinvolto anche il nostro caro ed affranto Kalòs Feleku. Inoltre negli ultimi giorni si sono intensificate intimidazioni ed interventi armati contro alcune sedi e dirigenti dell'ESPEDIL, ad opera di squadre di miliziani del Concilio, ovviamente in incognito.> La Senian di Denrak leggeva inorridita il contenuto del rapporto, avevano vissuto insieme quel tragico evento crudele ed incomprensibile, clamoroso quanto apparentemente impossibile ad attuarsi, ed ora in quelle pagine tutto trovava un senso, la facilità con cui si erano mossi i trafugatori, il livello tecnologico del loro equipaggiamento, l'incredibile lentezza nella reazione delle forze del Protettorato, l'attacco era venuto dall'interno e tutto era stato preparato con meticolosa quanto spregiudicata e riprovevole razionalità. In un sol colpo avevano eliminato l'ultimo ostacolo alla loro smodata sete di ricchezza, avvelenando la protettrice e poi creato i presupposti per imporre con la forza la repressione delle classi sociali sottomesse ed oramai al limite della resistenza e pronte alla ribellione. Inorridita e furente si rivolse ad Eremren con lo sguardo infuocato: <Non possiamo assistere a tutto questo facendo finta di nulla!> < Concordo, e capirai che questo ha cambiato la nostra posizione, sono in procinto di dare l'ordine esecutivo per lo scenario due Dìmaneremtàl. La dottoressa Denigrien, con alcuni reparti delle forze speciali sono già insediate nell'avamposto del Nether e Ramona, l'Ape Regina dell'Alveare, ha accettato di trattare un'alleanza con la Confederazione, in cambio del nostro appoggio alle loro rivendicazioni autonomiste. A breve Numthor Milprun, segretario del settore "Lavoratori Marittimi e Portuali" dell'ESPEDIL e Petrul Marcuran, suo epigono in quello "Produzione e distribuzione Energia", saranno a bordo per una riunione operativa con lo stato maggiore del Primo e del Terzo Corpo d'Armata dell'Esercito Confederale già schierati in città in posizione di difesa dei quartieri popolari e dell'accesso all'avamposto del Nether. Domani il Concilio dovrà discutere se trattare la resa e l'adozione di una nuova costituzione o avventurarsi in una guerra civile.> Una luce illuminò gli occhi di Delwin i loro sguardi si incrociarono sincroni Eremren estrassse un sigaro dellea miglior manifattura e lo accese con calma, poi guardando la baia verso spes disse: <Non sarà una passeggiata mia signora, ma ne varrà comunque la pena.>