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  1. Campagna

    XIII sessione (29/08/18) Personaggi: - Brakkar Barbaferrea (nano): simone - Nelistra Atilisia Neala (titanide): DigreG - Varius Arcanium (umano): Davide & Ogrim il Bianco (nano) special Guest Dopo aver sconfitto il mostruoso Drago rosso, i nostri si rendono conto di quanta distruzione abbia provocato nel villaggio. La situazione dei superstiti è disperata; non hanno riserve alimentari e secondo il capo villaggio il tempo sta cambiando in fretta ed in un paio di settimane, il gelido inverno porterà la morte a tutti i superstiti. Nessuno ha dubbi, quei nani vanno portati in salvo a Gevrathor. La notte i nostri trovano un riparo tra le case fumanti e finalmente riposano, mentre Il drago viene scuoiato, e la pelle, la testa, le scaglie, i denti ed il cuore vengono caricate su un carro, anche le carni vengo macellate e caricate sul dorso di due muli. La mattina seguente i nostri, insieme ai superstiti, dopo aver razionato il cibo, partono per Gevrathor, il viaggio sarà duro, le condizioni climatiche sono pessime, e non durerà meno di cinque giorni. Già il secondo giorno fosche nubi appaiono all’orizzonte minacciose e le temperature si fanno rigide, quasi letali soprattutto per gli anziani e i più giovani tra i nani, già duramente provati nel corpo e nello spirito. Il terzo giorno anche la fame mostra il suo volto feroce, a causa dell'esigue razioni, i più anziani ed i più piccoli sono affamati e spossati dalla fatica, ed il vento continua a sibilare sempre più freddo e gelido da nord, la notte sarà durissima. Brakkar va in avanscoperta e trova una grotta, dove costipati, ma protetti dal freddo trovano rifugio 15 superstiti, tra cui tutti i bambini e gli anziani. Mentre Varius, Nelistra, Brakkar, Ogrim e gli altri nani continuano a camminare tormentati dal gelido sferzare del vento, e dopo due ore trovano rifugio in un’altro antro tra le roccie. Al mattino del quarto giorno, quando alle prime luci dell’alba i nostri raggiungono la prima grotta trovano un orrendo spettacolo, un branco di orsi nella notte ha portato la morte fra i miseri superstiti, 2 bambini e 3 anziani sono stati sbranati. Lo sgomento e lo sconforto hanno oramai fatto breccia anche fra i più duri dei nani del villaggio, e solo la forza delle parole di Brakkar ed Ogrim li scuote e infonde loro coraggio. Dopo aver data degna sepoltura alle misere spoglie, riprendono il cammino avanzando faticosamente sulla neve, gelida farina che ad ogni passo avvolge ed intorpidisce gambe e piedi. La carovana avanza lenta ed infine alla sera individuano una piccola grotta dove trovano posto Brakkar con 10 superstiti. Gli altri avanzano ancora, ed infine a notte ormai fatta, trovano un altra caverna dove quasi tutti trovano posto, e sono costretti a mantenere 2 sentinelle a rotazione all’esterno, Nelistra, soffre particolarmente il gelido vento ed al mattino mostra segni di una forte influenza. Alle prime luci del'alba i due gruppi si riuniscono per continuare la faticosa marcia, ma un'altra sventura li attende nel loro tragico viaggio verso la speranza, giunti in vista dell'ultimo passo tra le profonde pareti di roccia, scoprono che una frana imponente blocca il passo, nelle loro condizioni è impossibile percorrere quella via. La disperazione gela i cuori dei nani superstiti più della morsa del ghiaccio invernale. Allora Minotrim, l’unico anziano del villaggio ancora in vita, racconta un'antica storia, esiteva una galleria che nei secoli i nani avevano scavato per attraversare il passo in inverno, ma era protetta da guardiani inesorabili e spietati che permettevano il passaggio solo a chi conoscesse l'arcano segreto. Quel segreto era andato perduto secoli or sono, e chiunque ne aveva tentato la via non aveva più fatto ritorno. lui stesso aveva assistito da piccolo, al dramma dell'ultimo tentativo di profanare quella porta, che aveva inghiottito per sempre suo padre e suo fratello maggiore, da allora nessuno aveva più tentato la sorte e il passaggio era rimasto sepolto in un doloroso oblio. Ma il passaggio esisteva e la porta si trovava a solo un ora di marcia. Senza esitare Varius, Nelistra, Brakkar, Ogrim insieme a tutti i nani sopravvissuti seguono Minotrim che li conduce di fronte ad un anfratto dove dovrebbe essere l’ingresso dell’antica galleria. Spostando dei massi si trovano di fronte ad una porta di pietra con antiche misteriose rune incise sull'architrave, Brakkar ne interpreta in poco tempo il significato: "Colui che conosce la montagna potrà attravesare, ma chi ignora nella pietra perirà" . I nostri rimangono interdetti e cercano di capire o di svelare il mistero dell'arcana minaccia che si cela in quelle rune, ma i tentativi di Varius e Nelistra sono vani, così decidono di entrare con Brakkar mentre Ogrim con gli altri nani rimangono sulla porta. La porta si apre gemendo e il sordo rumore di pietre sgretolate accompagna il movimento lento sui cardini, di fronte a loro si apre una lunga galleria grezzamente scavata nella roccia viva larga circa tre metri ed alta altrettanto. ai fianchi del portale due alte statue di pietra si stagliano severe e minacciose, sul loro capo è scolpito un elmo di antica foggia che porta incastonata una gemma da cui si irradia una fioca luce rossa intermittente, il buio avvolge la galleria, ma in fondo sembra a tratti apparire un lievie bagliore dello stesso colore. Varius, accende una torcia, mentre Nelistra e Brakkar vedono senza problemi nell'oscurità, insieme all'orso avanzano prudenti, ma dopo alcune decine di metri, qualcosa accade, di colpo le luci delle gemme dei due Guardiani di pietra intensificano la loro luminosità e diventano costanti, avvolgendo la galleria in una luce rossa che proietta inquietanti lunghe ombre dalle loro spalle, anche dal fondo il lieve bagliore diviene più intenso ed ora sembra il riflesso del rovente fuoco acceso in una ruggente forgia. La galleria inizia a tremare, scricchiolii sinitri si sprigionano da ogni pietra, mentre, la porta alle loro spalle inesorabile si chiude .... Si voltano e cercano di dirigersi verso quell'entrata, sempre più stretta e in quel momento vedono i due enormi Guardiani di Pietra, scuotersi dal loro infinito riposo e staccandosi dalla viva roccia dirigersi minacciosamente verso di loro. La porta è oramai chiusa. Brakkar in un impeto d'ira si lancia contro uno dei due giganti e con un salto acrobatico assesta un gran colpo d'ascia sulla gemma lucente, che s'incrina, mentre per un attimo la granitica creatura vacilla. anche Varius attacca con le sue imprevedibili arti magiche e mentre quasi soccombe colpito dai pugni e dai calci del gigante lapideo, riesce in qualche modo ad evocare prima un modron, poi un unicorno, saranno loro mentre Nelistra si occupa di curare le ferite di Varius, a tenere a bada i due Guardiani, che dopo un feroce combattimento, distrutte le gemme si accasciano inermi al suolo rischiando di schiacciare sotto il loro peso il coraggioso Brakkar. Incredibilmente anche la luce ed il rumore di pesanti passi, proveniente dal fondo della galleria s'interrompe, e mentre Nelistra indaga sul meccanismo che aveva attivato quella micidiale trappola magica, Varius e Brakkar si occupano di estrarre le gemme incastonate negli altri due Guardiani, immobili nella galleria, dopo pochi minuti le porte vengono aperte ed Ogrim, Minotrim e tutti gli altri possono facilmente attraversare la galleria, ed infine ritrovarsi in una radura, le alte montagne alle spalle, Gevrathor, oramai vicina. A sera sono, nonostante la stanchezza, le ferite, la fame tutti in salvo in città. Dove increduli cittadini e curiosi legionari ammirano la sgargiante pelle rosso fuoco del drago attraversare il decumano al seguito di una ventina di nani malmessi, due nani testardi ed orgogliosi, in compagnia di un 'orso, una tidanide ed un legionario. Raggiunta la sede del legato di Alvia, Varius, Nelistra, Brakkar ed Ogrim incontrano Neus Lulius Adriloca e Selenia, a cui fanno un dettagliato rapporto e gli presentano l'ancora incredulo Ogrim, ultimo erede della famiglia Mori-ghor .
  2. Campagna

    Decima sessione (12/07/18) Personaggi: - Brakkar Barbaferrea (nano): simone - Nelistra Atilisia Neala (titanide): DigreG - Varius Arcanium (umano): Davide - Adomorn Hohenstaufen (Halfling): Alessandro N. & Selenia (umana) special Guest e la partecipazione straordinaria di Said Avaad L'intera falesia si sgretola, franando sulla piazza sottostante, trascinando con se i nostri protetti dallo scudo evocato da Selenia, che per quanto resistente riesce solo ad attenuare la rovinosa caduta. Lo scenario è apocalittico rocce e detriti si sovrappongono ai resti della maestosa villa fortificata di Al Kathun, i corpi esamini semicoperti dalle rovine, rimangono immobili avvolti dalla nube di polveri che sovrasta per decine di metri l'intero scenario. La prima ad avere un cenno di vita è Nelistra, che sente qualcosa pungerle la spalla, apre gli occhi intorpidita e a fatica scorge una maestosa aquila che la becchetta delicatamente sul braccio. Proprio allora ha una visione confusa e chiara allo stesso tempo di un campo militare Alviano, in una radura vicino ad una foresta. Stordita si rialza a fatica, e tra la polvere sospesa intravede le sagome dei suoi compagni distese tra i detriti, li chiama con ansia, li vede, sono tutti malconci e feriti, Varius giace svenuto sotto i resti di una trave, lei stessa porta addosso i segni di quella catrastrofe. Non senza fatica, aiutandosi l'un l'altro, dopo alcuni minuti sono di nuovo in piedi. Brakkar si affanna alla ricerca di Vesilius, di cui a fatica individua la mano, che emerge tra pietre e mattoni, mentre Adomorn, insieme a Nelistra individuano il volto di Said Avaad, libero dalle macerie, ma con il resto del corpo completamente sepolto tra le rovine. Mentre cominciano freneticamente a cercare di liberare quello che era stato il loro carceriere, l'aquila comincia l lanciare forti grida, attirando la loro attenzione, e grazie alla brezza che solleva la foschia polverosa che avvolge ogni cosa, intravedono alcuni licantropi usciti dalle fogne, oramai a cielo aperto a causa dei crolli, che vagano tra le case intorno a quella che un tempo era la piazza. Incuranti del pericolo e dei segni evidenti che l'aquila lancia perchè vadano via di lì, decidono di tirare fuori Said Avaad e Vesilius dalle macerie, protetti da quattro fate spirituali evocate da Nelistra e che come danzando proteggono il perimetro intorno. Pur efficaci, da sole questre fluttuanti creature, non riescono a sopraffare i licantropi che cominciano ad attaccare, Adomorn e Brakkar si uniscono nel combattimento ed in breve riescono ad avere il sopravvento sui primi quattro licantropi, ma a quel punto ne arriva un quinto, molto più grande e forte degli altri, anche Selenia e Nelistra sono costrette ad interrompere la loro azione di scavo e si uniscono nella lotta furiosa e feroce che alla fine, vede l'orrida creatura soccombere starziata sotto i colpi. Vista la tenacia ed il coraggio della nostra compagnia di eroi malconci ma agguerriti, gli altri licantropi si ritirano in cerca di più docili prede per la loro sete di sangue. Con un ultimo sforzo vengono estratti dalle macerie sia Said Avaad che Vesilius, ma quest'ultimo è oramai morto, Brakkar si dispera e decide che comunque porterà il suo corpo con se. Utilizzando le sue ultime energie la titanide pronuncia un incantesimo di cura per rimettere in forze tutto il gruppo, e di nuovo una visione appare come proiettata dall'aquila, stavolta è più nitida: il campo militare alviano è nella foresta che avevano attraversato venendo in città, e sembra che chi lo occupa abbia estremo bisogno di aiuto, ma le bandiere alviane sventolano alte indicando un buon presagio. Giudati dall'aquila, lontano da percorsi insidiosi, i nostri partono alla volta del campo. Camminano a lungo nella notte buia, tra alberi ed arbusti, lungo sentieri nascosti con l'aquila sempre a guidarli, ed infine quando l'alba gioca con le sue prime luci a caccia del buio, arrivano al campo. Tra le tende intravedono soprattutto civili malmessi e pochi stanchi legionari, che li guardano con sospetto, ma tra loro c'è anche la donna che avevano liberato dalle segrete di Al Kathun, li riconosce e va loro incontro abbracciandoli. In breve il racconto dei fatti che hanno portato in quel campo i soli superstiti tra la cittadinanza ed i soldati dell'intera popolazione di Leremer. Subito dopo parlano con il capo del campo, un legionario che avevano già incontrato nel forte, raccontandogli tutto quel che era avvenuto. L'ufficiale dopo aver ordinato, contro il parere di Adomorn e Nelistra che Said Avaad venisse arrestato per essere processato, e che il cadavere di Vesilius fosse bruciato, concedendo però a Brakkar il diritto a decapitarlo prima del rogo, gli annuncia che a breve sono attesi i rinforzi imperiali guidati dalla grande Attilea Atilisia Neala, eroica condottiera delle truppe imperiali in tante vittoriose battaglie. L'etereogenea compagnia a questo punto stanca, ma rinfrancata cerca un luogo tranquillo dove finalmente riposare, mentre Varius viene curato ospite dell'ospedale da campo alviano. Il mattino seguente all'arrivo delle truppe di rinforzo, Atilisia Neala incuriosita dalla varia composizione razziale del manipolo che per ultimo aveva lasciato Leremer, si rivolge loro chiedendogli informazioni dettagliate sulla situazione della città e la ragione della loro presenza in Pebheania. Dopo aver concesso loro di partecipare all'assalto per la liberazione della città, si ritira con Nelistra in una tenda per un colloquio riservato. Il giorno successivo le truppe fresce e ben condotte da Attilea liberano Leremer subendo poche perdite, anche se alla fine risulta evidente che la popolazione civile superstite risulta più che dimezzata rispetto a poche settimane prima, che i danni alla città sono ingenti e che è stata fatta razzia di ogni bene di valore. Nonostante le accurate ricerche non vengono trovati nè Al Kathun nè i suoi familiari, forse morti forse fuggiti. I nostri ben riforniti lasciano la città oramai in piena sicurezza e si dirigono verso Soyissa per fare il loro rapporto ad Umbrus , il centurione che aveva loro affidato il compito di catturare Vesilius.
  3. Campagna

    Sesta sessione (04/06/18) Personaggi: - Brakkar Barbaferrea (nano): simone - Nelistra Atilisia Neala (titanide): DigreG - Varius Arcanium (umano): Davide - Adomorn Hohenstaufen (Halfling): Alessandro N. & Selenia (umana) special Guest Dopo aver sconfitto la mostruosa creatura di aria e vento, i nostri si rendono conto di quanta distruzione abbia provocato nel villaggio. Subito dopo gli abitanti cominciano ad insultare gli “Alviani” accusandoli di aver portato loro la orrida creatura omicida e distruttrice a Bal. Visto il clima sempre più ostile la compagnia lascia velocemente il paese. Dopo una lunga cavalcata raggiungono nelle prime ore della sera Leremer, la bella città è dominata da spettacolari falesie di roccia calcare, sulla più alta svetta una ricca villa inaccessibile. Anche qui la popolazione è ostile nei loro confronti, e non si vedono militari in giro. Popolani inferociti inveiscono e si serrano attorno ai nostri, i cavalli si innervosiscono e quello di Nelistra colpito da un sasso si imbizzarrisce disarcionandola, solo grazie alla sua destrezza riesce a rimanere in piedi, mentre Brakkar con un gesto fulmineo afferra le redini del cavallo, non senza difficoltà i nostri riescono a sfuggire alla folla e decidono quindi di raggiungere la caserma cittadina. Li trovano un centinaio di cittadini inferociti che assediano la struttura militare. Varius cerca di farsi notare dalle sentinelle lanciando un dardo di fuoco, un arciere lo vede e corre via dalle mura. Anche alcuni rivoltosi vedono il dardo e corrono verso di loro minacciosi, al quel punto Varius si lancia al galoppo verso la porta seguito da tutti i compagni, la folla impaurita fa largo e riescono facilmente a raggiungere la porta, ma questa resta chiusa, con difficoltà Varius e Adomorn riescono a scartare evitando l'impatto, Nelistra riesce a scartare solo all'ultimo istante, rimanendo lievemente ferita, mentre Brakkar si schianta con violenza contro il pesante portone rimanendo seriamente ferito. Varius lo fa montare sul suo cavallo e si allantanano, mentre la folla si avventa sulla sua cavalcatura crollata a terra ferita, facendola a brandelli e correndo via con il sanguinante bottino. Solo allora la porta si apre ed un manipolo di legionari si mette a protezione dell'ingresso permettendo ai nostri di entrare al sicuro. Parlando con il centurione Volumnius Certilio Hex, eroe della guerra Okashigami, apprendono che la situazione è molto difficile, sono rimasti solo 100 legionari, e le truppe mercenarie di Shams Al Kathun hanno preso il controllo della città, e passato per le armi i cittadini alviani. Quel che è peggio è che i viveri sono razionati e sono sufficienti solo per una decina di giorni. Volumnius dice che il loro quartier generale è sulla grande villa sulla cima della falesia che domina la città irraggiungibile, se non attraverso la ripidissima scalinata controllata dai suoi sgherri, o con la cesta appesa ad una carrucola. Per il giorno successivo è prevista un'adunata della popolazione che vedrà la presenza di Shams Al Kathun. Dopo una notte dedicata al riposo, il mattino si riforniscono di armi e con l'aiuto di una mappa entrano nel sistema fognario per avvicinarsi alla piazza dove si terrà l'adunata. In uno dei tunnel vedono alcune persone che si nascondono nei cuniculi, Nelistra scivola cadendo fragorosamente e viene scoperta, i due individui vedendola si trasformano in licantropi, ne nasce un feroce combattimento. Nelistra dopo aver combattuto coraggiosamente viene abbattuta da un attacco alle spalle di un terzo licantropo, e cade a terra esangue. Intanto Brakkar e Varius riescono ad uccidere uno dei licantropi, il corpo a corpo si protrae a lungo e tutti rimangono feriti, Selenia soccorre Nelistra e si lancia in un feroce corpo a corpo contro il terzo Licantropo aiutata da Varius, mentre Brakkar e Adomorn continuano il selvaggio combattimento con l'altro feroce e tenace licantropo. Alla fine tutti i lupi mannari vengono uccisi, e c'è il tempo per i nostri combattenti di recuperare le forze.
  4. Darbis, 16° giorno di Varpu, anno 3056 d.F 2° Darbis (6° giorno) di Staildur, anno 3056 d.F. Le prime luci dell'alba illuminavano l'ampia conca scandita dal ritmo diseguale delle falde dei tetti di Spes, scintillanti per l'umidità raccolta nella notte che ora in lievi spire evaporavano verso il cielo terso. Il ritmo di quelle falde segnava lo status di chi dimorava al loro riparo; il lento alternarsi dellle ampie falde immerse nel verde dei parchi privati appannaggio di ricche famiglie, si contrapponevano al frenetico sovrapporsi delle piccole ripide falde dei quartieri operai. Dal ponte della "Regina del Den", l'ammiraglia dell'imponente Flotta Confederale del "Mare di Mojan", lo spettacolo appariva in tutta la sua maestosa bellezza. Eremren Garul Digres lo ammirava sorseggiando una tazza di delizioso cioccolato di fave di cacao tortughese, seduta al suo fianco Lady Delwin ripose la raffinata porcellana sul tavolo e disse con amarezza: <Una città così bella e crudele, persino da qui si legge la profonda ingiustizia che la governa, oltre la metà della città è destinata a pochissime ricche famiglie, mentre la moltitudine che la alimenta e l'arricchisce è costipata e costretta in miseri spazi.> <La verità è che Aralia, malgrado le buone intenzioni, non è riuscita ad arginare la cupidigia degli oligarchi.> Intervenne calmo Eremeren <Se poi tu avessi visto le condizioni in cui vivono nell'avamposto, Delwin. Solo l'ostinato coraggio e determinazione di quelle famiglie, uomini e donne che amano una terra ostile fatta di fuoco e tenebre, che considerano la loro patria, rende loro possibile la sopravvivenza in un ambiente così ostile, è atroce pensare che solo un briciolo di quel che producano rimanga nelle loro mani, mentre ricopre di ricchezza una casta di ingnobili sfruttatori disposti ad ogni nefandezza pur di mantenere il potere nelle loro mani.> <Capisco il tuo astio, sono degli sfruttatori ingordi ed avidi, ma addirittura accusarli di nefandezze....> lo interruppe Lady Dewin con un certo disappunto, del resto parlavano di famiglie e personalità con cui da sempre avevano avuto rapporti pacifici. Eremren sorrise e con un gesto misurato le porse una cartellina che aveva sul tavolo, poi disse: <Cambierai presto opinione dopo aver letto il rapporto dei nostri agenti sulla trafugazione della salma della povera Lady Arvalia, sono stati alcuni membri dell'ESPEDI ad organizzare questo scellerato oltraggio per portarci ad intervenire contro l'Alveare, è accertato con sicurezza. Forse è coinvolto anche il nostro caro ed affranto Kalòs Feleku. Inoltre negli ultimi giorni si sono intensificate intimidazioni ed interventi armati contro alcune sedi e dirigenti dell'ESPEDIL, ad opera di squadre di miliziani del Concilio, ovviamente in incognito.> La Senian di Denrak leggeva inorridita il contenuto del rapporto, avevano vissuto insieme quel tragico evento crudele ed incomprensibile, clamoroso quanto apparentemente impossibile ad attuarsi, ed ora in quelle pagine tutto trovava un senso, la facilità con cui si erano mossi i trafugatori, il livello tecnologico del loro equipaggiamento, l'incredibile lentezza nella reazione delle forze del Protettorato, l'attacco era venuto dall'interno e tutto era stato preparato con meticolosa quanto spregiudicata e riprovevole razionalità. In un sol colpo avevano eliminato l'ultimo ostacolo alla loro smodata sete di ricchezza, avvelenando la protettrice e poi creato i presupposti per imporre con la forza la repressione delle classi sociali sottomesse ed oramai al limite della resistenza e pronte alla ribellione. Inorridita e furente si rivolse ad Eremren con lo sguardo infuocato: <Non possiamo assistere a tutto questo facendo finta di nulla!> < Concordo, e capirai che questo ha cambiato la nostra posizione, sono in procinto di dare l'ordine esecutivo per lo scenario due Dìmaneremtàl. La dottoressa Denigrien, con alcuni reparti delle forze speciali sono già insediate nell'avamposto del Nether e Ramona, l'Ape Regina dell'Alveare, ha accettato di trattare un'alleanza con la Confederazione, in cambio del nostro appoggio alle loro rivendicazioni autonomiste. A breve Numthor Milprun, segretario del settore "Lavoratori Marittimi e Portuali" dell'ESPEDIL e Petrul Marcuran, suo epigono in quello "Produzione e distribuzione Energia", saranno a bordo per una riunione operativa con lo stato maggiore del Primo e del Terzo Corpo d'Armata dell'Esercito Confederale già schierati in città in posizione di difesa dei quartieri popolari e dell'accesso all'avamposto del Nether. Domani il Concilio dovrà discutere se trattare la resa e l'adozione di una nuova costituzione o avventurarsi in una guerra civile.> Una luce illuminò gli occhi di Delwin i loro sguardi si incrociarono sincroni Eremren estrassse un sigaro dellea miglior manifattura e lo accese con calma, poi guardando la baia verso spes disse: <Non sarà una passeggiata mia signora, ma ne varrà comunque la pena.>
  5. Darbis, 16° giorno di Varpu, anno 3056 d.F Solo Eremren Digres, la dottoressa Denigrien ed il suo assistente sedevano al tavolo in ebano, della piccola sala riunioni adiacente lo studio privato del Presidente Confederale, <Dottoressa, come da programmi il Consiglio ha ratificato la spedizione di pace, lo scopo è quello di garantire una forte presenza del CUS nello scenario. Abbiamo provveduto ad inoltrare per i consueti canali diplomatici una risposta formale a Kalòs Feleku, Segretario del Concilio del Protettorato di Spes, in cui facciamo intendere di inviare le nostre forze terrestri e navali in loro sostegno. Questa invece è la missiva riservata che dovrà consegnare alla Regina dell'Alveare> Disse asciutto e sbrigativo Digres. I capelli color corvino della dirigente del SSII (Servizi di Sicurezza Interna ed Internazionale) ondeggiarono lievi mentre con la mano destra prendeva il plico, quindi passò meccanicamente le dita della sinistra fra i capelli per riordinare l'acconciatura, ed iniziò a parlare: <Presidente, la lettera è sicuramente in buone mani. Provvederò personalmente alla consegna. sarà mia cura fare in modo che le ambizioni autonomiste del "Mondo di Sotto", non pregiudichino i nostri interessi e le nostre possibilità d'accesso al Nether.> <Ne sono più che certo!> Esclamò senza incertezze Digres <Ma ciò che mi preme verificare ora è il quadro dei nostri rapporti con l'ESPEDIL, saranno una risorsa fondamentale per la ricerca di un nuovo equlibrio politico nel Protettorato, ma sono anche l'organizzazione più fragile ed infiltrabile da potenze a noi ostili.> Ad un cenno della dottoressa Denigrien, il suo assistente estrasse due corpose cartelle rilegate in elegante pelle blu, con l'immancabile motivo in oro ad incorniciare il dorso e la copertina. Sulla prima, il titolo riportava, su due righe in oro, la scritta: "ESPEDIL - Organigramma posizioni agenti coperti", mentre la seconda sigillata da una doppia cerniera metallica a combinazione cifrata non aveva alcuna scritta. <Presidente, qui può trovare tutti i dati aggiornati sui nostri agenti nell'organizzazione, il loro livello interno, le aree di pertinenza e le mansioni ricoperte, ma di questo abbiamo già avuto modo di discutere. Le aggiorno solo alcune cifre, in base ai dati in nostro possesso possiamo contare sull'appoggio diretto e completo del qurantadue per cento dei delegati sindacali dell'assemblea generale, abbiamo raggiunto, come da obiettivo, inoltre punte molto elevate nelle due assemblee di categoria che avevamo individuato come strategiche. Sono lieta di annunciarle che nel settore "Lavoratori Marittimi e Portuali", abbiamo raggiunto il sessantatre per cento dei delegati, abbiamo eletto un nostro uomo, Numthor Milprun, come segretario ed ovviamente abbiamo la maggioranza anche nella segreteria. Mentre nel settore "Produzione e distribuzione Energia", possiamo contare sul cinquantotto per cento dei delegati, il segretario di categoria è Petrul Marcuran, uomo di assoluta lealtà ai valori costituzionali, e che lei ben conosce.> I loro sguardi si incrociarono intensi ed allusivi, il blu intenso degli occhi di Lanul Denigrien, come un cielo stellato visibile dai monti più alti dell'Adegun in una notte senza luna, si scompose in mille riflessi che rimbalzavano nel nero abissale degli occhi di Garul Eremren, riflettendo quel cosmo di stelle come in un gioco di specchi. Lui infine sorrise e indicando il secondo fascicolo disse: <Continui dottoressa, sono molto interessato ai suoi commenti.> <Nel secondo fascicolo, ci sono tutte le informazioni in dettaglio, sulle possibili azioni da mettere in campo, in base alle variabili di scenario previste, per portare ad una partecipazione attiva ed efficace nelle posizioni di governo del Protettorato, l'intera classe lavoratrice di Spes. Gli scenari sono tre: Nàdueremtàl, Dìmaneremtàl ed infine Skedàreremtàl. Il primo "Pace e Libertà" prevede una transizione pacifica con all'avvento al potere delle classi più disagiate in un intesa politica con i rappresentanti dell'oligarchia, prevedendo in caso di appoggio da parte dell'Alveare all'azione, la concessione dell'autonomia amministrativa ai Territori del Nether. Il secondo "Forza e libertà" prevede l'avvento al governo del Protettorato delle classi più basse, anche in assenza di accordi con l'oligarchia, facendo ricorso, anche se con moderazione, ad azioni di forza, e prevedendo, nel periodo di transizione, un forte ridimensionamento delle libertà individuali; in questo scenario, in caso di appoggio alla nostra azione da parte dell'Alveare, dovrà essere garantita la concessione di una significativa autonomia amministrativa e politica ai Territori del Nether. L'ultimo "Sangue per la Libertà" prevede, dopo il fallimento delle precedenti opzioni, il ricorso alle armi ed all'uso di tutte le forze per ottenere l'imposizione della legge marziale in tutto il Protettorato. L'insediamento al governo provvisorio di una Giunta Militare che proceda alla nazionalizzazione delle risorse strategiche, alla confisca dei beni degli oligarchi e la successiva ridistribuzione degli stessi, per poi condurre una transizione verso forme democratiche di governo nel medio lungo periodo. In questo scenario, in caso di appoggio alla nostra azione da parte dell'Alveare, verrà garantita la piena indipendenza ai Territori del Nether. Ovviamente il nostro massimo impegno sarà quello di evitare il terzo scenario, e ridurre al minimo i rischi per la popolazione civile.> Prendendo fra le dita la pesante cartella il Presidente fece scorrere velocemente le dita sulla cerniera a combinazione, e dopo alcuni veloci gesti uno scatto liberò la chiusura, lesse velocemente l'indice e rapidamente sfogliò alcune precise pagine, gli occhi veloci scorrevano fra righe e tabelle, l'indice sfiorava grafici e cifre. Poi d'improvviso richiuse il fascicolo e con tono perentorio comunicò: <Dottoressa, ho piena fiducia in lei, è un eccellente lavoro. Ma non saremo i soli a giocare questa partita, vorrei che si aprissero dei contatti a livello informale e molto riservato, con le altre Nazioni, sicuramente con quelle tradizionalmente amiche, credo che potrebbe essere di grande aiuto la più ampia condivisione e partecipazione internazionale per il successo "pacifico" delle giuste aspirazioni alla libertà ed al benessere del popolo Spesiano. Le chiedo di procedere in questo senso con la massima urgenza. Grazie e buon lavoro!> Un sorriso impertubabile solcò il volto della dottoressa che si alzò e disse: <Certamente Signor Presidente, procedo immediatamente. Riceverà il mio rapporto dopodomani, buona sera Signor Presidente.> Si alzò dalla poltrona ed elegantemente, con i suoi passi sinuosi guadagnò la porta seguita silenziosamente dal suo assistente.
  6. Missiva riservata - Strettamente confidenziale Alla Regina dell’Alveare, Ramona, La Confederazione dell'Uninè Sonesdur, che ho l'onore di presiedere, guidata dai principi ispiratori della nostra Costituzione, fondata sul fine di rafforzare la libertà e la democrazia, l’indipendenza e la pace, in uno spirito di solidarietà e di apertura ai Popoli ed alle Genti di tutto il Karaldur, conscia che libero è soltanto chi usa la sua libertà e che la forza di un popolo si commisura al benessere dei più deboli dei suoi membri. Esprime la sua massima vicinanza ai più deboli ed oppressi, manifestando la sua più viva preoccupazione per la stabilità dei territori del Nether. Una crisi internazionale che abbia come epicentro Spes e l'accesso al portale del "Mondo di Sotto" è uno scenario denso di pericoli per la stabilità dell'intero Kalendur, ed una minaccia gravissima alla pace nel Piano. Siamo a conoscenza da fonti dirette di nostri cittadini, emigrati anni or sono e che da tempo vivono nell'Avamposto con le loro famiglie, delle dure ed intollerabili condizioni di sfruttamento imposte dall'oligarchia ai cittadini del Nether. La Confederazione accetta di buon grado di prendersi le sue responsabilità nel quadro della politica internazionale, e con lo scopo di evitare le derive più insidiose che l'incerto scenario attuale minaccia, approva una missione di pace che prevede l'immediata spedizione del Primo e del Terzo Corpo d'Armata dell'Esercito Cconfederale a Spes, nonchè la dislocazione della Flotta Confederale del "Mare di Mojan", nel Golfo di Spes. Lo scopo della missione sarà quello di garantire una transizione pacifica e demcratica nel Protettorato di Spes, mantenendo la più alta attenzione al principio di Autodeterminazione dei Popoli nel rispetto degli ideali costituzionali. Allo scopo di potere schierare senza spargimento di sangue, le nostre forze a Spes, abbiamo comunicato al Concilio che saranno inviate in loro supporto, Le chiedo quindi di mantenere il massimo livello di secretezza sui contenuti di questo dispaccio diplomatico che ho affidato alla dottoressa Lanul Denigrien, che da oggi sarà il nostro rappresentante diplomatico presso l'Alveare, Le chiedo infine di utilizzare esclusivamente questo canale diretto per le future comunicazioni. 16° Darbis di Varpu del 3056 d.F. Eremem Garul Digres Presidente della Confederazione dell'Uninè Sonesdur
  7. A Kalòs Feleku, Segretario del Concilio del Protettorato di Spes, La Confederazione dell'Uninè Sonesdur, che ho l'onore di presiedere, già addolorata per la tragica e dolorosa perdita dell'amata Lady Aralia Leotred, esprime la sua più viva preoccupazione per la stabilità del Protettorato di Spes, stabilità minacciata da numerose insidie interne e forse persino esterne. Una crisi internazionale che abbia come epicentro Spes è uno scenario denso di pericoli per la stabilità dell'intero Kalendur, ed una minaccia gravissima alla pace nel Piano. Il nostro Governo in ottemperanza al principio ispiratore della costituzione, fondato sul fine di rafforzare la libertà e la democrazia, l’indipendenza e la pace, in uno spirito di solidarietà e di apertura ai Popoli ed alle Genti di tutto il Karaldur, accetta di buon grado di prendersi le sue responsabilità nel quadro della politica internazionale, e con lo scopo di evitare le derive più insidiose che l'incerto scenario attuale minaccia, approva una missione di pace che prevede l'immediata spedizione del Primo e del Terzo Corpo d'Armata dell'Esercito Cconfederale a Spes, nonchè la dislocazione della Flotta Confederale del "Mare di Mojan", nel Golfo di Spes. 16° Darbis di Varpu del 3056 d.F. Eremem Garul Digres Presidente della Confederazione dell'Uninè Sonesdur OFF:
  8. Eremem Garul, socchiuse le palpebre, percepì il freddo pavimento su cui si trovava supino e scomposto. Stordito ed immobile, cercò di mettere a fuoco la scena davanti a lui, lentamente le sgranate macchie di luci ed ombre che vedeva si definirono meglio, accanto a lui molti corpi immobili, distesi come sacchi vuoti lasciati cadere senza alun ordine o senso. Poi poco distante vide Lady Delwin che accasciata a terra, sembrava muoversi impercettibilmente. dal Portone divelto, tra fumo e polvere vedeva uomini in arme sparare verso l'interno e poco distante scorse i loro bersagli, umini intabardati con il volto coperto da maschere. Di colpo la mente si illuminò erano gli stessi che aveva appena intravisto lancare granate umogene nella sala erra il suo ultimo ricordo, poi si rese conto che il corpo della Protettrice era sparito e in quell'attimo i suoi occhi incontrarono lo sguardo vivo ed attento della Senian, era sveglia anche lei. Con un cenno della mano le fece intendere di restare in silenzio e lentamente le si avvicinò.
  9. Lebis, quinto giorno di Bacal, anno 3055 d.F La piccola sala riunioni, adiacente lo studio privato del Presidente Confederale, veniva usata da Eremrem solo per incontri riservati e molto ristretti. Quella sera solo la dottoressa Denigrien ed il suo assistente sedevano al tavolo in ebano, decorato sul bordo da una raffinata cornice ad intarsio, dove soli e lune, realizzati in oro ed argento, si rincorrevano sul fondo in lapislazzulo blu. <Allora dottoressa, mi dica cosa ne pensa> chiese Digres, dopo aver dato il tempo di leggere il contenuto della lettera che il giorno prima aveva ricevuto Direttore Lividain. La dirigente del SSII (Servizi di Sicurezza Interna ed Internazionale) si passò le dita della mano sinistra fra i capelli color corvino, posizionando così l'intera frangia del caschetto assimmetrico dietro l'orecchio, ed al contempo facendo brillare i riflessi dalle mille sfaccettature del magnifico zaffiro blu intenso, dal taglio a goggia, che adornava l'orecchio trattenuto da una elegantissima clip in oro giallo. Il suo sguardo dello stesso colore blu intenso e profondo fissò quello di Eremem poi aprendo il pesante faldone in cuoio che aveva di fronte estrasse una cartellina che gli porse, ed iniziò a parlare: <Presidente, la lettera è sicuramente la prima mossa "pubblica" dell'Alveare, un'organizzazione segreta che da tempo sta facendo proseliti, sviluppando una sua linea di ambiziose rivendicazioni autonomiste nell'avamposto del Nether. Come già sa il Protettorato è poco incline a condividere i lauti profitti e l'immenso potere diplomatico che deriva dal controllo dell'unico accesso al "Mondo di Sotto". Gli oligarchi sfruttano il prestigio e l'influenza di Lady Aralia, per mantenere lo status quo. Ma da anni le precarie condizioni delle classi sociali più povere e più in generale dei lavoratori alimentano il focolare della ribellione a Spes. Già suo bisnonno Garul promosse attività di spionaggio e di infiltrazione negli anni ottanta del secolo scorso e da sempre il Governo Denrako prima e la Confederazione poi li hanno sviluppati su più fronti. Tra le altre attività hanno intrattenuto nel corso degli anni stretti rapporti con l'ESPEDIL, sono molti i nostri agenti che lavorano all'interno dell'organizzazione, e non abbiamo mai fatto mancare il nostro sostegno economico e politico. Da queste fonti abbiamo ottenuto informazioni e contatti che ci hanno permesso di infiltrare cinque distinte cellule di nostri agenti nell'avamposto netheriano. Una di queste è entrata già da mesi in contatto con il cosidetto gruppo dell'Alveare. Una organizzazione clandestina, sappiamo che uno dei leader è una donna chiamata Ramona, discendente di una famiglia che da molto tempo risiede nel Nether, la scheda che abbiamo la descrive come un donna carismatica e determinata. In sintesi dai dati che abbiamo devo suggerire che potrebbe essere estremamente importante in possibili scenari futuri stabilire una collaborazione, "ufficiosa" con l'Alveare.> Eremem Garul Digres, aveva dimistichezza fin da bambino con la dipomazia e conosceva molto bene anche le astruse parabole e le vorticose spirali che disegnavano l'altra faccia di quel mondo elegante e formale. Conosceva nei dettagli il lato oscuro della politica estera, i suoi intrighi e le sue doppiezze. Per un Digres quel mondo era come l'acqua del mare per uno squid, semplicemente il suo ambiente naturale. Considerava inoltre l'affascinante e letale dottoressa Lanul Denigrien la migliore analista di tutto il Kaladur. Per cui dopo avere dato una rapida scorsa al contenuto della cartella rispose deciso ed asciutto: <Benissimo, siamo già un passo avanti, provveda a far pervenire per i canali più discreti che abbiamo una risposta di apertura ed interesse ai contenuti del loro messaggio. Intensifichi le attività delle cellule e mi faccia avere quanto prima un rapporto completo e dettagliato sulla struttura dell'Alveare. Inoltre, come immagino stia già pensando, indaghi su eventuali interessi esterni alla popolazione del Nether che possano avere un ruolo o che siano anche coinvolti a qualsiasi titolo in questo scenario. Mi lasci l'intero faldone voglio studiarlo con calma.> Un sorriso illuminò il volto della dottoressa che si alzò e disse: <Riceverà i miei rapporti con frequenza settimanale per il solito canale, buona sera Signor Presidente.> Elegantemente, con passi sinuosi la sua figura alta e snella si portò alla porta seguita dal suo assistente. OFF (leggi per un più completo quadro delle iniziative diplomatiche del CUS)
  10. 5° Lebis di Venes, anno 3056 d.F. L'elegante carrozza con tiro ad otto cavalli, era in attesa poco distante dalla banchina, i postiglioni con le eleganti livree blu finemente ricamate in oro erano pronti ad accogliere la delegazione, attesa per la cerimonia funebre. "La Stella di Denrak", il maestoso trialberi con le sue linee eleganti, aveva appena attraccato gli ormeggi, ed efficienti marinai attrezzavano la passerella di sbarco sotto la guida attenta del primo nostromo. Subito dopo il Presidente Eremem Garul Digres apparve sul ponte in compagnia delle più importanti cariche della Confederazione. La Senian di Denrak, Lady Delwin di Milun, sosteneva l'anziana madre Lady Mairin Màkuron, il Capitano Comandante di Nocturna ed il Presidente Sclerus Malevolus spiccavano tra gli altri. Un'ora più tardi si trovavano nella camera ardente, di fronte al feretro della Protettrice, venuti a rendere omaggio alla grande statista. La salma di Lady Aralia era stata composta in un ampio salone della villa, giaceva distesa sui drappi bianchi e blu, addobbati di seta nera, elegante ed affascinante, nonostante l'età, quasi splendente sotto il velo di tulle bianco. Eremem si avvicinò e pose una grande corona adorna di orchiede bianche ed azzurre ai piedi del talamo funebre, inchinandosi. Poi si trasse indietro e così rimase a lungo immobile e assorto come in preghiera.
  11. Ventesimo giorno di Venes, anno 3056 d.F. La luna era sorta da poco, ancora offuscata dalla luce del crepuscolo, lontane le luci di Denrak cominciavano a gareggiare con gli ultimi raggi del sole oramai perso dietro l'orizzonte. Eremem Garul, in piedi sul balcone del suo studio privato, stava godendosi quella visione sfuggente e gangiante fumando con piacere un raffinato sigaro tortughese. Era uno dei rari momenti in cui era riuscito a dare spazio ad uno di quei semplici piaceri della vita che tanto amava, lasciandosi alle spalle le responsabilità costanti e continue che la Presidenza della Confederazione imponeva. Fu allora che, da oltre le tende, udì secco il tocco ripetuto che proveniva dall'interno, lanciò un ultimo sguardo a quello spettacolo, si voltò rientrando e pazientemente disse: <Prego entrate.> La pesante porta a doppio battente, imbottita e rivestita di prezioso pellame, si aprì e il secondo segretario aggiunto fece un passo timido all'interno, fermandosi subito dopo aver chiuso l'anta. <Mi scusi> esordì compunto, <Ho un telegramma urgente per Sua Eccellenza, appena arrivato da Spes.> <Mi dica cosa dice, visto che è un telegramma urgente, l'avrà letto immagino!> Disse risoluto il Presidente, che mal sopportava la pedante ossequiosa lentezza che sembrava animare ogni respiro di quel giovane impacciato, arrossendo il timido funzionario riprese con voce imbarazzata: <Certamente, ehm .... la Protettrice Lady Aralia Leotred, è deceduta stamane, il Professor Lividian era presente ed ha inviato il telegramma.> <La Protettrice morta.... questa è davvero una notizia!> Esclamò Eremem Garul Digres. Poi camminando assorto nei suoi pensieri prese un pesante faldone in cuoio dallo scaffale vicino alla sua scrivania, si sedette sull'ampia poltrona in pelle blu con ricami in oro, e dopo averlo appoggiato con cura sullo scrittoio, e cominciò a parlare spedito: <Presto prenda appunti, primo: predisponga la convocazione per domani mattina alle 7,30 per una riunione straordinaria urgente del Consiglio Federale Ristretto; secondo: provveda a inviare una lettera di condoglianze ufficiali al Protettorato ed alla cittadinanza di Spes; terzo: invii una richiesta urgente e riservata al Professor Lividain, richiedendo un rapporto completo sulle circostanze di questa dolorosa perdita; quarto: comunichi al cerimoniale di predisporre manifesti di partecipazione al lutto da affiggere in tutta la confederazione, mi raccomando il testo mi dovrà essere presentato per l'approvazione; quinto: sempre al cerimoniale comunichi di predisporre tutto l'occorrente per la partecipazione ai massimi livelli delle più alte cariche del CUS ai funerali della Protettrice; infine: faccia venire immediatamente la dottoressa Denigrien nel mio studio, ed avvisi la cucina di servire una cena per due qui nel mio studio, frugale e semplice mi raccomando.> Guradò perplesso il secondo segretario aggiunto, che con il blocco per appunti nella mano sinistra, continuava a scrivere con mano tremula, mentre alcune gocce di sudore gli imperlavano la fronte, scivolando lente lungo la curva delle bionde sopracciglia, <Ha scritto tutto?> chiese spazientito il Presidente, il giovane con un singulto rispose: <... sono a richiesta urgente e rivervata al Professor Lividain....> infine singhiozzò: <mi scusi>, poi abbassò gli occhi come in attesa della lama del boia. Negli occhi di Eremem quasi esplose un fulmine, poi come d'incanto dopo un respiro, calmo rispose: <Mio caro secondo segretario, chi fa il suo lavoro dovrebbe avere la penna veloce, o almeno una memoria uditiva infallibile, dovrà lavorarci su, glielo consiglio.> Poi senza aspettare ripetè alla lettera ogni singola parola delle disposizioni appena impartite, come se leggesse un testo scritto, solo con voce più lenta, @livid @Miluna @ScleroMale @Maròk