Soul Hexer

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  1. Culto della Mano del Vuoto [Per andare direttamente ai personaggi, salta il contenuto nascosto] La porta chiusa davanti a lui lo riportò alla realtà: era arrivato. Prese un lungo respiro e aprì la porta lentamente, trovandosi in un salottino riccamente decorato immerso nell’oscurità. La grossa finestra che dava su di un balcone era aperta, lasciando entrare soffi di aria fredda che facevano danzare i leggiadri tendaggi, spingendoli verso una poltrona posta di spalle alla porta di ingresso. Clementus non fece tempo ad aprire bocca che una voce rauca maschile, proveniente dalla poltrona, lo gelò all’istante. «Entra, e chiudi la porta, non abbiamo molto tempo.» Gracchiò la voce, tagliando il freddo silenzio come una lama. L’uomo seguì l’ordine e mosse qualche passo verso la poltrona, badando bene a non avvicinarsi abbastanza da riconoscere chi vi era seduto. Lentamente una mano ossuta fece capolino dal bracciolo in legno foderato di tessuto rosso, indicando un tavolino con una lunga pergamena arrotolata. «Devi leggerla e poi lasciarla lì dove l’hai trovata. Poi dovrai riferire a Lui quello che hai letto. Lui saprà cosa fare. Se hai domande da fare, sii lesto.» la voce spiegò lentamente, come affaticata da qualcosa. Clementus era inquietato e felice di non dovere fare da fattorino o di dovere incontrare a faccia a faccia la cosa che stava seduta in quella poltrona. Dalla sua bocca uscì un tremolante «Sì.» ad alta voce... un banale tentativo di darsi un'aria più spavalda in quella situazione. Raggiunse il tavolino e con cautela aprì il papiro, iniziando a leggere. Sul suo viso passarono diverse emozioni, mano a mano che gli occhi scorrevano le parole che aveva davanti: stupore, terrore, incredulità. Era arrivato ad una lista di nomi, i partecipanti alla missione selezionati probabilmente da chi stava seduto in quella poltrona. Lesse i nomi velocemente, osservando le generalità: «Una scelta... particolare.». «Cassandra, la titanide, si è dimostrata una grandissima Razziatrice. I bambini raccolti da lei hanno sempre soddisfatto tutte le nostre aspettative, inoltre è dotata anche nelle arti arcane. E’ una risorsa che non va sottovalutata, sopratutto quando si tratta di “convicere” le persone. L’Inquisitore Darvo è uno dei nostri fedelissimi, come tutti gli Inquisitori del resto. Incarna l’oscuro fervore del Teofago alla perfezione. Inoltre è terribilmente determinato: divorerebbe chiunque pur di completare la missione. E lo ha già fatto. A tal proposito ha una preferenza per i bambini, quelli ancora un po' piccoli, dalla carne tenera... Metix Shieldheart, un ideriano di stirpe che ha ereditato la fede, si potrebbe dire. Ex facchino di un treno di contrabbando di polvere rossa, quella roba gli è entrata nel sangue. Lui è…» Ci fu una lunga pausa, per un attimo Clementus non fu più convinto che in quella poltrona ci fosse qualcuno. «... feroce. Imbrigliare la sua furia è complesso, ma la morte segue la sua lama come le mosche seguono un carro colmo di cadaveri.» la voce chiuse la frase con un leggero gorgoglio, probabilmente una risata. Clementus annuì, poggiò la pergamena sul tavolino, dove l’aveva trovata, e fece due passi indietro. Da dietro la porta, due ragazze, una mezzelfa ed una aasimar, stanno cercando di origliare. «Eddai Jenny, fai sentire anche me!» dice l'aasimar. «Shhh, zitta Liv, non riesco a sentire sennò!» le risponde la mezzelfa. «Uffa, solo perché sono più piccola, mi tratti sempre male. Senza di me non saremmo arrivate quassù.» ribatté Liv, insistente. «Certo certo, mentre i cazzotti alle due reclute di guardia chi glieli ha dati eh? Dormiranno almeno fino a domattina. E chi ti ha portato in spalla fin qua, scalando a mani nude? Hai due ali e nemmeno le sai usare. Ora zitta o ti faccio mangiare i denti.» replicò Jenny con tono ammonitorio. Ovviamente scherzava, ma il suo tono privo di qualsiasi grazia femminea fece salire un brivido all'amica. E' vero, lei era brava con arco e frecce, ed era riuscita sapere di questo incontro, ma Jenny deteneva sicuramente il pugno di ferro... letteralmente. «Una missione importante e non ci hanno chiamato, chissà perché non mi è nuova. “Eh ma ancora devi finire l'addestramento, non sei pronta ad andare in battaglia Jenny”, “E' pericoloso, devi servire il culto e fare come ti diciamo noi.” Gne gne gne, questa volta non ci fermeranno, che lo vogliano o no partiremo di nascosto con loro. Si portano pure quei due, il maestro noioso e Metix, come se non lo avessi già battuto più volte nell'arena.» disse Jenny stizzita. Liv rise sotto i baffi «... tante quante lui ha battuto te ihih...» poi lo sguardo di fuoco di Jenny la zittì definitivamente. «Ho terminato, ho letto tutto e memorizzato.» dichiarò osservando lo schienale della poltrona, attendendo istruzioni. Alle sue parole, le tende si ritirarono, la brezza terminò e un alito di vento lo investì. «Solo io e te sappiamo cosa c’è scritto, se qualcun’altro dovesse sapere... saprò chi è stato.» la voce ora era nel suo orecchio, gelida, e tutto cascò nel silenzio. La pergamena non c’era più e finalmente trovò il coraggio di osservare la poltrona: niente. Nemmeno un segno sui cuscini. Non si fece domande né volle risposte. Clementus si diresse verso l'uscita. «C***o, credo che abbiano finito. Dobbiamo muoverci, se ci beccano siamo morte e ci serviranno come antipasto al prossimo rito di passaggio. Svelta aggrappati!» esclamò Jenny velocemente. «...come vuoi scendere scusa?» replicò Liv, mentre Jenny già la teneva ancorata a sé. «Velocemente.» fu l'unica risposta. Jenny prese la rincorsa e si lanciò giù dall'edificio. Clementus aprì la porta da dove era entrato. In qualche modo l'aria notturna era più calda della stanza di prima. Sentì un tonfo e gli si accapponò la pelle, subito controllò se ci fosse qualcuno. Niente. Silenzio tombale. Tirò un enorme sospiro e corse immediatamente a riferire il messaggio.
  2. SESSIONE 8 | SPIRITI | 09 FEBBRAIO 2017 scritta da Enrico che interpreta Edgar A. Poe Nel mentre, Tetra, Edgar, Naimi e Alastor hanno attraversato il portale e si trovano in mezzo ad un parco. Tetra immediatamente usa una sua magia per ridare vita al corpo posseduto e riportarlo a casa, mentre Edgar riconosce il posto in cui si trovano: il parco centrale di Boston, luogo ove lui è stato trovato agonizzante su di una panchina poco prima del decesso. Vedono una donna che gioca con dei bambini più avanti, le si avvicinano, ma la donna strilla, raccoglie i bambini e scappa via chiamando aiuto. Naimi fa quindi notare che si trovano ancora nei corpi degli uomini della giungla e sono vestiti di stracci. Sulla panchina dove si trovava la donna è rimasto un libro. Edgar lo raccoglie e nota una cosa scioccante: si intitola “Il magnifico mondo di Polly” e l'autore è Edgar Allan Poe. Apre quindi il libro, cerca di capire cosa significhi tutto ciò. Sul retro una piccola biografia dell'autore che recita «Il miglior scrittore di libri per bambini, i suoi bestsellers hanno raggiunto molti luoghi del mondo portando gioia e felicità ovunque vengano letti». La cosa provoca un tremendo shock al nostro Poe, che inizia a girare intorno, farfugliando qualcosa di incomprensibile sotto gli sguardi preoccupati dei compagni, ignari di tutto. Delle sirene si sentono all'orizzonte e in un attimo vengono raggiunti da una camionetta della polizia, dalla quale escono due agenti in divisa ed un androide piuttosto grande, che intimano loro di fermarsi e di non opporre resistenza. Edgar, senza nemmeno ascoltarli, si avventa sull'androide, scoprendo che è in realtà una armatura meccanica con un uomo dentro, con il libro in mano chiedendo disperatamente se conoscessero l'autore e farfugliando altre cose senza senso. Gli agenti si avvicinano lentamente a Poe, ma lui manifesta in tutta la sua interezza lo spirito, il quale spaventa a morte i poliziotti che scappano lontano, lasciando lì la camionetta. Senza che gli altri compagni possano dire nulla, Edgar si avvia verso l'auto chimandoli e sedendosi al posto di guida. Sulla camionetta si trova quello che sembra essere un delinquente catturato, al quale viene consegnata l'arma di Tetra, trasferendone lo spirito nel corpo. Fatto ciò Edgar si mette a guidare verso quella che ricorda essere casa sua quando era ancora in vita, sballottando l'automobile ancora sconvolto, ricevendo vari insulti dalle signorine sedute dietro, quando ad un certo punto vede un enorme cartello pubblicitario con su scritto «Il Grande Scrittore Edgar Allan Poe sarà ospite al Teatro di Boston fra 3 giorni per presentare il suo nuovo libro!» ed inchioda malamente. Tetra prende in mano la situazione, sbattendo al posto dietro Edgar e mettendosi alla guida della autovettura, per mettersi alla ricerca innanzitutto di vestiti, ricordando a tutti che sono ancora con gli abiti della giungla. Raggiungono un negozio, recuperano qualche soldo dalla camionetta e Tetra e Alastor scendono per comprare degli abiti. All'interno una signorina molto carina li accoglie e passano 10 minuti buoni a scegliere degli abiti consoni all'epoca in cui si trovano. Tetra, finito di far compere, decide però che il corpo di un delinquente non fa al caso suo in fondo, così architetta un piano ben congegnato per impossessarsi del corpo della giovane commessa, minacciandola e facendole sparare con la sua arma. Usa nuovamente quindi la sua magia per ridare vita al ragazzo delinquente. Il tutto sotto gli occhi esterrefatti di Alastor, il quale però, dopo un eloquente sguardo di Tetra, preferisce rimanere zitto e tornare a giocare col suo nuovo cappello a cilindro. Tornati all'auto, distribuiscono i vestiti e fanno il punto della situazione: per prima cosa dovranno trovare un posto dove alloggiare, mentre Alastor andrà a fare ricerche sulla realtà in cui sono capitati, infine aspetteranno i loro compagni e penseranno ad un piano per incontrare questo fantomatico “secondo Edgar”...
  3. Ed ecco qua gli spiriti della campagna "La Porta Oltre Il Confine" sul sistema Anime e Sangue! In questo topic pubblicherò tutti i personaggi della campagna e le loro armi iniziali (e magari qualcosa di più se mi rientra nel tempo ). I disegni sono interamente fatti da me a mano e colorati a matita. Mi scuso subito per la scarsa qualità delle immagini, la fotocamera e lo scanner abbassano notevolmente la risoluzione ;_; . Ma cominciamo subito con il primo! Ecco Naimi, lo spirito interpretato da Stefano
  4. SESSIONE 2 | 4 DICEMBRE 2016 Scritto da ENRICO che interpreta Edgar Allan Poe I nostri eroi, in attesa di poter parlare col Dr. Gumbar, tenuto ancora in cura, trascorrono una giornata tranquilla all'interno del rifugio, standosene in disparte e schivando qualsiasi tentativo di dialogo con gli altri sopravvissuti. Verso sera, però, soltanto Edgar nota qualcosa di strano: Naimi, una delle loro compagne, era uscita dal rifugio la mattina ed era rientrata quando ormai il sole stava calando. Decide comunque di non farle domande, in fondo un gentiluomo non deve mai importunare una signorina, sopratutto se non hanno approfondito la loro conoscenza. Inoltre, la mattina seguente, un altro fatto attira molto di più la sua attenzione: Tetra sta fissando intensamente la strada, con uno sguardo preoccupato, ignorando qualsiasi tentativo da parte degli altri di chiedere cosa avesse o cosa le stesse succedendo. Mentre invano i nostri eroi tentano di avere la sua attenzione, Mazker si avvinca al gruppo, annunciando una notizia molto importante: ha avvertito la presenza di un altro spirito in questa realtà, fuori dall'accampamento, a nord, nella foresta dei selvaggi. I nostri eroi, accompagnati da Mirko, un ragazzino di neanche 18 anni, ma segnato da profonde cicatrici, probabilmente guadagnate nel corso di vari scontri con gli Alianti in città, partono lasciando all'accampamento Tetra, ancora a fissare la strada, ed arrivano fino alla porta nord, oltre il muro di fiamme, attraverso un passaggio sotterraneo. Sono fuori dalla città per la prima volta da quando sono arrivati, e il paesaggio è completamene diverso: si trovano su di un sentiero che una volta doveva esser stata una strada asfaltata, di cui ormai non rimane niente, e tutt'intorno ci sono pianure, colline e boschi. La natura ha avuto la meglio su tutto quello che poteva esserci stato un volta. L'unica cosa che stona in quel paesaggio è il muro di fiamme alle loro spalle, che non emana calore, ma polverizza qualsiasi cosa entri nel suo raggio d'azione, cosa che il gruppo sperimenta di persona lanciando una salsiccia e vedendola sbriciolarsi sotto i loro stessi occhi. Mirko lascia là i nostri eroi, con un semplice, ma sempre utile di quei tempi, buona fortuna, tornandosene e sparendo nel passaggio, mentre loro continuano ad avanzare sul sentiero, verso l'immensa foresta che vedono in lontananza. Forse perché affascinati dal paesaggio, forse impegnati in chiacchiere fra di loro, o forse ancora attenti a non inciampare sul terreno impervio, fatto sta che non notano il gigante che si sta avvicinando molto velocemente verso di loro, ma appena egli ruggisce, si scatena il panico nel gruppo, impreparato ad affrontare una bestia di tal dimensioni. In mezzo al trambusto generale, Edgard e Naimi fuggono verso la porta da dove erano venuti, mentre Marvash ed Orestes corrono nella direzione opposta, cosa che lascia talmente interdetta la bestia da decidere che in fondo correre per mangiare due esserini minuscoli non è un'idea molto intelligente, tornando quindi indietro e sparendo lontano. Accortisi che il mostro è sparito, gli eroi si ricongiungono all'entrata della foresta, decidendo di non attendere oltre e trovare l'altro spirito il più in fretta possibile. Dopo aver camminato per un bel po' di tempo, stando attenti a non attirare l'attenzione di altre bestie pericolose, raggiungono una radura interna, dove incontrano lo spirito: uno dei selvaggi, un essere umanoide simile ad un uomo di neanderthal, con intorno a sé un aura rossa e blu raffigurante un uomo piuttosto anziano, che sta impugnando un clava ed è intento a familiarizzare con un cucciolo di drago verde/violetto. Grazie ad un prodigio di Naimi, salita in testa al gruppo, il draghetto viene tranquillizzato, e fanno la conoscenza del nuovo spirito: Alastor (Bracciali magici crea sfere) Curioso e affamato di conoscenza, era mago e bibliotecario di una accademia magica. Tuttavia, come gli era stato predetto da Naimi in gioventù, l'accademia venne rasa al suolo, e con lei le vite dei suoi abitanti, studenti e non. Ora il suo spirito desidera reincarnarsi per scoprire cosa è successo Naimi decide di tenersi il draghetto, ormai affezionatosi a lei, e portarlo con sé all'accampamento, andando contro alcune critiche mosse da parte del gruppo, in particolare di Edgar che non trova sia una soluzione intelligente, ed Orestes, intenzionato piuttosto ad ucciderlo, essendo oltretutto una cosa che ovviamente a Mirko e agli altri non sarebbe andata a genio. Infatti, appena arrivati al cancello della porta nord e chiamatolo, il ragazzo, indeciso sul da farsi con la bestia, torna indietro per chiedere a Mazker cosa fare, il quale da il permesso di portare il cucciolo all'interno, purché lo conducano immediatamente al rifugio ad est, dalla parte diametralmente opposta a quella dell'accampamento base, e che lì rimanga. Una signorina non si deve mai scontentare, e in fondo la bestiola non aveva fatto ancora male a nessuno, quindi, con un po' di scetticità generale, decidono di accettare la proposta e recarsi all'accampamento a est. Oltrepassano il villaggio, con le ombre, gli Oscuri, esseri dalla forma indefinita che si aggirano nell'oscurità, che si fanno più vicine man mano che cala la sera, e il duomo, dove l'Aliante Maggiore ancora vivo cova le sue uova, senza impedimenti e senza attirare l'attenzione di strane creature, raggiungendo il rifugio, un vecchio supermercato abbandonato ed in rovina, illuminato solo da una luce violetta posta davanti all'entrata, che Poe nota servir a tener lontano gli Oscuri. Lì i nostri spiriti decidono di accamparsi: Edgar è intento a racimolare qualsiasi cosa possa servire a chiudere un po' l'apertura che fa da entrata, stando attento a non coprire la luce, Naimi tiene buono il draghetto cercandogli una sistemazione, Orestes raccoglie e smonta un paio di fucili che trova all'interno, fondendoli con la magia e potenziando il suo MacinaPepe, ora divenuto di un colore simile alla fibra di carbonio. Naimi si avvicina a Poe, chiedendogli di fare una cosa per lui: tentare di vedere se le ombre possano reagire ad una emanazione del suo spirito, essendo lui padrone della magia nera. Edgar, un po' dubbioso all'inizio, decide di aiutarlo senza fare troppe domande, ponendosi di fronte alla porta e manifestando un leggero fetore di morte. L'effetto desiderato avviene, ma su di un bersaglio differente: il draghetto, infastidito dall'odore che ha riempito la stanza, salta in avanti preparando una fiammata da lanciare addosso l'origine di quel puzzo, Poe. Probabilmente a causa della sua giovanissima età, il cucciolo non riesce a emettere alcuna fiamma, cosa che da il tempo a Poe di avvolgere la catena della propria arma intorno al suo muso, sotto lo sguardo severo di Naimi che intima di lasciarlo. Orestes, che fino a quel momento aveva tenuto d'occhio la bestia, compie un'azione che nessuno si sarebbe mai aspettato: invece di sparare al drago in linea di tiro, mosso da compassione o molto più semplicemente dalla voglia di tentare qualcosa di assurdo, attraverso la magia placa il cucciolo, seducendolo e facendolo invaghire di sé, sotto gli sguardi stupefatti di tutti. Così, lontani dall'accampamento, separati da un loro compagno, con gli Oscuri fuori pronti a saltar loro addosso ed il problema di cosa fare con il draghetto, che non può certo girovagare a piacimento per la città, i nostri eroi decidono di attendere l'alba del giorno seguente, speranzosi di riuscire a tornare indietro.