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Trovato 251 risultati

  1. GdR

    Salve, la pagina della Cronologia della Sesta Era, per evitare brutti incidenti, è protetta e pertanto non modificabile dai semplici utenti. E' però necessario avere una cronologia sempre aggiornata, quindi lo staff GdR ha deciso di creare questo topic, dove segnalare le date e gli eventi da aggiungere. Basta rispondere a questa discussione compilando il seguente form: Link utili: Cronologia della Sesta Era Geografia del Piano di Karaldur
  2. Storia: [LEGGERE PRIMA IL VOL. 1 RIGES ANIMALEN] Il regno dei mostri nasce dalla necessità di dividere i cosidetti bakreantu, creature misteriose di cui si sa ancora poco, da qualsiasi animale che è stato possibile studiare. Pochissimo si sa per certo delle specie qui sotto elencate se non i comportamenti e le caratteristiche fisiche. REGNO DEI MOSTRI - RIGES MONSTERES Mostri (Monsteres)
  3. Storia del sistema di classificazione: Nell'anno 2972 alcuni scienziati del reparto di biotecnologie del KIT si resero conto della necessità di creare un sistema di classificazione di tutte le specie viventi, per poter rendere più semplice i loro studi e le loro ricerche. Dopo mesi di progettazione e di decisioni nasce quindi il progetto "Genès", con l'obiettivo di riunire tutte le specie viventi in un unico sistema di classificazione scientifica dove ogni organismo sia posizionato, mediante una scala gerarchica, in una serie di gruppi di organismi che con cui essi abbiano caratteristiche in comune. Le suddivisioni principali, dalla più generica alla più specifica, sono: regno (Riges), classe, famiglia e specie. REGNO CLASSE FAMIGLIA SPECIE Le prime due fasi del progetto vennero completate nel 2980 d.F. per poi essere pubblicate ufficialmente nel 2981 d.F. La pubblicazione in ritardo, rispetto agli altri due regni, della catalogo del regno vegetale fu data dalle difficoltà sorte con la classificazione di alcune specie i cui campioni, raccolti prima della chiusura dell'istituto, erano pochi. Il sistema di classificazione permise al reparto di biotecnologie di lavorare più velocemente e più accuratamente, ottenendo nel 2982 il riconoscimento ufficiale da parte del direttorato facendolo diventare così il sistema di classificazione ufficiale di tutto l'istituto. Il sistema di classificazione divenne così tre libri, uno per ogni regno dei viventi. REGNO ANIMALE - RIGES ANIMALEN Animali (Animalen)
  4. Parte Prima - Un Nuovo Mondo - Capitolo 1 - LA NASCITA DEGLI APOLISIANI - Il popolo di Eseldur, attraversando "l'Antico Portale"(dopo lo scontro tra i Superni e Drarth William) riuscì ad approdare nel mondo di Karaldur; pochi giorni dopo, però, alcuni abitanti inspiegabilmente, notarono qualche cambiamento a livello fisico, più riconducibile ad un morbo, ovvero: occhi chiari, capelli color bianco argentato e la sensazione di bruciore interiore. Definite tutte le caratteristiche di questo morbo, alcuni dottori, iniziarono a visitare tutti gli abitanti per capire quali persone ne fossero affette. Pochi giorni dopo, i dottori, per studiare le caratteristiche del morbo, la sua provenienza ed una possibile cura, presero tutte le persone affette da esso mettendole in quarantena. Successivamente, nel pieno svolgimento delle ricerche, una bambina di nome Apolisia morì per il troppo dolore causatogli dal morbo. Dopo tale evento, tutti gli Abitanti di Spes iniziarono a rinominare tutte le persone affette da questo morbo "Apolisiani” o “Figli d’Apolisia". Qualche settimana dopo, i casi di questo morbo divennero numerosi, tanto da allertare molte Famiglie; le quali incaricarono alcuni dottori privati, di far chiarezza su questa malattia e la sua pericolosità. Poche settimane dopo arrivò il referto dei medici incaricati, dal quale ne ricavarono le seguenti informazioni: “ Rapporto 1. I pazienti, sono alquanto irrequieti, dopo aver testato la reazione in alcuni bambini con i nostri medicinali. In alcuni casi, abbiamo riscontrato un attaccamento morboso, verso gli altri ‘Apolisiani’, come se avessero paura a rimanere da soli. “ “ Rapporto 2. Quest’oggi una donna Apolisiana ha partorito un giovane maschietto, il quale aveva già le caratteristiche del morbo, perciò presumiamo che possa essere ereditato dai genitori. “ “ Rapporto 3. I casi di affetti dal morbo sono cessati da settimane, in conclusione, il morbo non può essere trasmesso, ma solo ereditato. Il motivo di questo morbo a noi medici è sconosciuto, va oltre le nostre conoscenze.In fine abbiamo denominato questo morbo, Il morbo di Endulson per via delle caratteristiche fisiche che presentano le persone affette. “ Nel 2904 d.f . due mesi dopo l’attraversamento del portale, alcuni gruppi di persone, cominciarono a nutrire pregiudizi e un certo astio nei confronti di questi Apolisiani, il motivo di ciò, era dovuto dai diverbi, di alcune famiglie residenti nella città. L’astio si tramutò in odio dopo alcuni scambi commerciali non andati a buon fine. Di lì a poco, alcuni abitanti cominciarono a far girare voci infondate, su tutte le famiglie Apolisiane residenti nella città, le quali crearono le basi per cui, alcuni membri di queste famiglie, vennero derisi, umiliati e insultati da queste persone. Tali individui, furono identificati, da lì in poi, con l’appellativo di “Vah” da tutti gli Apolisiani In quello stesso anno, decisero di riunirsi in segreto, tra gli esponenti maggiori di ogni famiglia Apolisiana, e dopo una lunga discussione, la decisione finale fu, che, avrebbero dovuto abbandonare Spes, per evitare l’aggravarsi della situazione, e vivere da eremiti finché le cose non si fossero calmate o non avessero avuto un’occasione per riscattare il nome e l’onore di tutti loro. Capitolo 2 - DIFENSORI DI SPES - Nel 2905 d.f., tutto il popolo di Karaldur si preparò ad affrontare una gigantesca ondata di Bakreantu, nell’atto di invadere ed attaccare una Spes ancora in costruzione. Tutti gli abitanti, capaci di brandire una spada, arrivarono da ogni angolo della regione, per dare il loro contributo alla bonifica di quei territori. Due Apolisiani, Ivanov Dandu e Archealion Dragoy, si recarono presso la Città, con l’intenzione di riscattare tutte le famiglie che rappresentavano, dalle voci infondate e diffamatorie fatte girare dai “Vah”.. Si recarono immediatamente in armeria, parlando col fabbro della città, per ricevere armatura e spada come tutti i componenti dell’esercito. Passarono le successive settimane ad allenarsi con il plotone a cui erano stati assegnati, risultando ottimi guerrieri. Il tanto atteso giorno arrivò, la battaglia fu sanguinosa e molto dispendiosa, i due compagni di scudo si difesero a vicenda, spalla contro spalla, decimando i Bakreantu e salvando diverse vite. Passarono ore ed ore, calò la notte, ed i due sembravano non sentire la fatica della battaglia, così fino al mattino, dove trucidarono gli ultimi nemici. I primi raggi del sole illuminarono il cielo, e dinanzi a loro vi fu uno scenario raccapricciante, numerosi morti da entrambe le fila. Solo pochi sopravvissero, rimasti in piedi dopo quello straziante scontro, tra cui i due giovani Apolisiani pieni di sangue nemico sul volto e molto di esso sulla loro spada, ancora colava. I due guerrieri, stremati, tornarono a casa con la consapevolezza e la soddisfazione di aver rappresentato le loro famiglie di appartenenza nel migliore dei modi, tenendo alto il valore degli Apolisiani. Da quel momento in poi, tutti gli Apolisiani, ritornarono a Spes, essendo stimati e rispettati da molti cittadini, per quello che Ivanov ed Archealion avevano fatto. Capitolo 3 - GIOVENTÙ DI SPES - Nel 2950 d.f., tutti gli Apolisiani, residenti a Spes, iniziarono a desiderare una loro patria. Iniziò, quindi, una migrazione nelle terre selvagge, famiglia dopo famiglia, gli Apolisiani sparirono quasi del tutto da Spes. Alcune famiglie, però, rimasero in città, tra cui: I Dandu, Dragoy e Roy; nelle quali crebbero delle piccole canaglie, capitanate da Nikolas Roy. Il giovane gruppetto, creò non poche grane ai loro concittadini, i quale per placare le giovani pesti, li misero ai lavori sociali per una settimana, in un castello ad est della città, con un certo Gin a fargli da balia. Nikolas, in questo periodo, fece molta amicizia con Gin, al punto che, più che una punizione, pareva una vacanza. I ragazzi, iniziarono (dopo aver scontato la loro punizione/vacanza) a passare una, due volte a settimana nel castello, assieme Gin, il quale gli raccontava sempre nuove storie sui loro antenati. Nella fine dell’anno 2950 d.f., i ragazzi impegnati come sempre nel loro hobby (rompere le scatole a Gin), incontrarono un’anziana signora che, essendo stanca del lungo viaggio intrapreso, chiese di poter riposare per quella notte in quel fortino; essi acconsentirono alla richiesta, prestandogli il proprio giaciglio. Quella notte, i ragazzi non dormirono, rimanendo accanto al fuoco raccontandosi storie dei propri antenati. L’anziana signora, udì le loro conversazioni e si avvicinò al focolare avvolta dalla sua coperta, e sedendosi affianco a Nikolas, cominciò a parlare, dicendo: ““- Sono anch’io un Apolisiana come voi, ed il mio nome è Vanih Hol, e sono l’oracolo di Endulson””. I giovani, udendo ciò, si misero a ridere; ma, nello stesso momento in cui congiunsero gli sguardi verso di lei, il fuoco si fece più luminoso, ed un forte scoppiettio ammutolì il gruppetto per la paura, la donna si alzò, lasciandosi scivolare la coperta che aveva sulle spalle, e i suoi occhi si rivoltarono all’indietro così da divenire bianchi; un silenzio assordante colpì tutti i ragazzi, i quali si impiettrirono all’istante. Il cuore batteva fortissimo fino ai limiti consentiti dal corpo umano, finché l’anziana non iniziò a parlare: “- Apolisiani voi siete, odiati e scacciati sarete, nella tempesta e nel dolore voi vivrete, finché una patria non troverete. Quattro elementi sorgeranno, nella forgia dell’amore e dell’odio essi vivranno; I quali, uniti, forza vi daranno. Non disperate, non temete, il tradimento voi non conoscerete, solo lealtà in voi troverete. Ma se esso prenderà i vostri cuori, il vostro sangue rinnegherà i suoi colori. Insieme a voi avranno luce altre due Nazioni, rispetto ed onore saranno i loro valori, grandi sarete ai loro occhi, e loro ai vostri, in battaglia e in pace, voi sarete dei pilastri. Fratelli di spirito ma non di sangue, voi sarete uniti, in un futuro non distante. Bolli o sangue nato in cattività, libera il fuoco della libertà, Non indietreggiare cuore ribelle, sii uomo d’onore nelle tue novelle. Condotti sarete da colui che vi ha mandato, in una terra lontana, dove il destino non ha calcolato. Testa alta, petto in fuori, non retrocedete con i vostri cuori. Andate, o figli miei, non temete i giorni empiei.” Tutto tacque, l’anziana signora piombò a terra, accasciandosi accanto a Nikolas; il quale, d’istinto, soccorse subito la donna, mentre tutti gli altri rimasero attoniti da quel che era appena accaduto. In quella nottata, nessuno riuscì a chiudere occhio, fino a che il gallo cantò e l’alba giunse e Gin , facendo sobbalzare la combriccola, disse: “- Alzatevi, canaglie!", i giovani, appena scesi dai loro giacigli, si guardarono attorno, cercando l’anziana signora che aveva passato con loro la notte ma non ne videro traccia. “- Ma dov’è andata a finire,Gin? L’anziana signora che era qui con noi?", disse Nikolas perplesso, non vedendo alcun utilizzo del giaciglio in cui l’aveva posta per passare la notte. “- Anziana signora? Di cosa parlate, siete stati vicino al focolare per tutto il tempo, e per di più vi ci siete addormentati; mi sono dovuto scomodare per portarvi nei vostri giacigli." I ragazzi si guardarono negli occhi, sbalorditi, quasi increduli. Il loro era stato solo un sogno, per altro comune, ma qualcosa non tornava in Nikolas, ci doveva essere un motivo, perchè mai un’anziana signora avrebbe dovuto apparire in sogno per parlargli di una profezia. Qualcosa non tornava, e Nikolas l’aveva capito. Così uscirono dal fortino, tornando ognuno nelle proprie dimore. Passarono gli anni, ed i ragazzi divennero uomini; con uno spirito d’avventura nelle vene. Nel 2958 d.f., il gruppetto si era ormai decimato (per via dei trasferimenti di alcune famiglie); ma dentro i loro ricordi, rimasero sempre impresse le parole dell’oracolo, apparso in sogno tanto tempo prima. La rugiada mattutina bagnava ancora le foglie che coloravano Spes. Poi si udì un suono, il suono di una campanellina d'ottone si espandeva in una delle piazze della città, ogni serie di rintocchi era puntualmente seguita da una serie di orazioni, enunciate da un uomo; Egli aveva una lunga veste verdastra che arrivava fino alle caviglie, queste ultime erano coperte dai lacci di un paio di sandali. Era un abbigliamento abbastanza spoglio, considerati gli standard della zona. Orazioni di quel tipo andavano avanti ormai da anni, ma nessuno le aveva mai prese troppo sul serio. Gli oratori erano conosciuti come “Enduisti' o ,più semplicemente, 'Seguaci di Endul'. Quel giorno si era formato però un nutrito gruppo di curiosi attorno ad essi. Un gruppo in particolare, di circa quattro individui, sembrava essere più interessato degli altri, l'oratore continuò la sua predica : “Voi, siete stati scelti! per compiere grandi cose… una patria lontana vi attende, ed una alleanza nel cuore dovrete fare; seguite le mie parole e meditate, su quello che oggi udite, oggi-” L'oratore interruppe il discorso notando l'avvicinarsi di alcuni mercanti e con loro una guardia, piuttosto annoiata. Capì che era il momento di tagliare lì la sua predica, si avvicinò rapidamente ai quattro che erano più attenti e consegnò loro le iconiche spille di metallo riportanti un fuoco bianco, quindi disse loro : “Io sono Cris Hol. Recatevi nel traforo appena di fianco la centrale elettrica, ed avvicinatevi al mendicante che troverete lì; Consegnate a lui le spille, e ripete la frase 'Gè Kas Anbèa'. Lui vi porterà da me”. Sorrise beffardamente, poi concluse porgendo loro un'altra manciata di spille : “L'invito si estende anche ad altri, sia chiaro... vi aspetto con ansia”. La stessa notte, i quattro, assieme ad un piccolo gruppetto di ragazzi che avevano deciso di seguirli, incuriositi dalle parole dell'uomo, si incamminarono verso il traforo di fianco alla centrale elettrica. In lontananza scrutarono un uomo anziano, seduto per terra a gambe incrociate, il cui volto era nascosto da un cappuccio. Quatti quatti, per non essere scoperti dalle guardie in servizio, si avvicinarono al vecchio e Divi, uno dei quattro presenti all'orazione della mattina prima, lentamente avvicinò la sua mano sulla spalla dell'uomo, per richiamare la sua attenzione. Il signore si accorse della presenza di questo modesto gruppo e alzò il capo di scatto facendo sobbalzare alcuni ragazzi dalla paura e con voce rauca e gracchiante disse: “Cosa ci fa un gruppetto di ragazzini fuori di casa tra i viotti di Spes? Volevate prendervi gioco di un vecchietto ormai fine a se stesso?” Nikolas si fece avanti, spostando con lieve forza Divi e Giontès,altro membro del gruppo nonché suo fratello, cercando di chiarire la situazione col vecchio. “No signore, siamo figli di buona famiglia, non ci prenderemo mai gioco di lei. Siamo qui per un'altra ragione, questa mattina, un uomo ci ha dato queste spillette”. Mise la mano in una tasca uscendone la spilletta per mostrarla all'uomo. “Non so cosa tu voglia dirmi, giovanotto”, affermò l'anziano. Un'altro nel gruppo poi gli si avvicinò, si trattava di un certo Nyrtel della famiglia Mekretil. Avvicinatosi all'uomo esordì con una frase che nella testa di chi era presente la mattina precedente si era ormai dileguata. 'Gè Kas Anbèa' disse con tono deciso. L'uomo afferrò quindi la spilletta di Nikolas, ancora con la mano tesa verso l'anziano. Egli osservò tutti i giovani, fece un cenno con la mano: “Seguitemi. Vi porterò dove desiderate” concluse, alzandosi e iniziando a camminare. Camminarono per circa una ventina di minuti, prima di giungere davanti ad un piccolo magazzino nella zona del porto, si estendeva su due piani; Al secondo di questi la luce era accesa, il piano terra sembrava invece completamente al buio. L'anziano si avvicinò ad una grossa porta in legno, rinforzata con cardini di ferro e bussò con energia un paio di volte. Si accese una luce e, a giudicare dal rumore sordo che si poteva udire chiaramente, qualcuno si stava avvicinando alla porta. Un uomo con una lunga veste gialla, la aprì, accogliendo l'anziano, con un inchino. Il vestiario dell'uomo alla porta ricordava molto quello di Cris la mattina precedente. Il vecchio fece segno agli altri di entrare, poi tirò lo sguardo verso l'uomo vestito in giallo. “Portali da Cris” sembrò quasi un ordine. Egli obbedì e condusse i ragazzi su per una breve rampa di scale e, quindi lungo un corridoio illuminato da candele, nonostante la casa fosse fornita regolarmente dalla corrente elettrica. L'uomo vestito di giallo bussò sei volte contro una porta, e senza aspettare risposta entrò. La stanza che si veniva a presentare era molto semplice : una scrivania, qualche cassettone, un letto e una finestra con un davanzale nel quale poggiava qualche vaso con dei fiori. Alla scrivania era seduto un uomo, vestito di verde. I quattro che avevano ricevuto le spillette lo riconobbero quasi subito, si trattava dello stesso oratore della mattina precedente, era Cris. Egli fece cenno all'uomo vestito di giallo di uscire, ringraziandolo prima con un ampio cenno del capo. Disse ai ragazzi di sistemarsi come più desideravano,poi iniziò a parlare ai quattro che conosceva : “Alla fine vedo che avete seguito il mio consiglio, avete anche portato altra gente, le mie congratulazioni…”, prese qualche istante di pausa, sistemandosi meglio sulla poltrona che dava sulla scrivania e riprese: “Non ci siamo ancora presentati come si deve, io Sono Cris Hol, sono il capo del Credo di Endulson. Con chi ho il piacere di conversare, questa sera?” Subito Nikolas prese posizione dinanzi a tutti. come era suo solito fare, sentendosi leader di qualsiasi gruppo facesse parte e presentò lui e i suoi compagni: “Io sono Nikolas Roy, loro sono i miei due fratelli Giontès e Markusèn “,Indicandoli,“loro invece sono Divi Mey e Ricardenùs Dragoy, con Lukhi e Acsel Dandu qui affianco, ed infine abbiamo Nytrel Mektril ed Ennòn Eteskap. Le nostre famiglie si conoscono da anni, di conseguenza noi siamo compagni da quando eravamo dei bambini. Siamo qui perché le tue parole ci hanno incuriosito, vorremmo che ci spiegassi la storia del popolo scelto, e della patria che dovremo fondare.” Cris spiegò loro la classica storiella riguardo su come Endulson, avesse scelto un gruppo di persone, e li avesse marchiati con una malattia, e di quello che il Destino attendeva da loro, finito di raccontare si alzò dalla sua sedia, chiuse le tende che ornavano la finestra alle sue spalle e chiuse la porta con una catenella. Poi si rivolse loro con tono più serio “immagino ormai abbiate capito di cosa siamo chiamati a compiere... siamo rimasti immobili per troppo tempo, troppi preparativi, troppe ricerche, il tempo sta per scadere e dobbiamo muoverci. Io, quel giorno, starò nella nostra patria, e Endulson ci guiderà da allora in poi; Un tempio di acciaio e mattoni dedicato a lui costruiremo. A quanto pare dovrò quindi darmi da fare da solo, voi però, mi sarete indispensabili, a giudicare dai nomi delle vostre famiglie, pare che io abbia scelto bene, alcuni di voi possono vantare il sangue dei difensori di Spes, dico bene?” lanciando un'occhiata ai due Dragoy. Divi rispose con tono: “Si signore, mio nonno prese parte alla battaglia per la difesa di Spes, riuscendo a sopravvivere grazie alla sua maestria nel brandire la spada.” Cris sorrise dopo quell'affermazione, ribadendo: “Oh! Non ne dubito Divi, spero tu possa vantare della sua stessa maestria, ci sarà molto utile." Concluse facendo un occhiolino e un sorrisetto all'interessato. Giontès da quando era in quella stanza, non faceva che fissare la mappa presente sulla scrivania e quasi inconsciamente dalle sue labbra uscirono fuori delle parole: “Quella mappa.. hai già segnato il punto nel quale verrà eretto il tempio?” Disse avvicinandosi alla scrivania per guardarla meglio. “Devo prendere la tua affermazione come un interessamento al progetto?” disse Cris rivolgendosi al ragazzo. Prima che egli potesse rispondere, però, si rivolse nuovamente al gruppo : “Non penserete mica che io possa decidere di fondare un vero e proprio Tempio, con soli 12 ragazzi, per quanto abili essi possano essere. No, no..” Si soffermò in una risatina. “Negli ultimi anni, ho predicato molto in questa città e nei dintorni, e circa 500 fedeli hanno abbracciato il mio Credo, sebbene si tratti di una piccola fetta. La partenza sarà tra una settimana, verso Sud-Est” Disse poggiando il dito su un'isoletta nella parte Sud delle terre fino ad allora esplorate. "Noi partiremo con, o senza di voi. Questo deve essere ben chiaro, tuttavia... non nego che stasera alcuni di voi mi abbiano dato l'impressione di essere persone capaci e delle quale difficilmente mi priverei in un'impresa del genere.” “Dicevi quindi, ragazzo ?” Concluse poi rivolgendosi a Giontès. Il ragazzo non rispose a Cris, ma chiese consiglio ai suoi compagni. I ragazzi si guardarono negli occhi, cercando la risposta l'un l'altro senza muovere labbra. Ennòn, prese posizione e con un cenno della testa, disse rivolgendosi all'uomo: “A nome dei miei compagni, noi faremo parte di questo viaggio, condividiamo il tuo pensiero e ti seguiremo in questa impresa ,solo, dobbiamo riunire tutti i nostri compagni, facenti parte delle altre casate che hanno dimora qui a Spes.” Cris sorrise, quindi congiunse le mani e si rivolse al gruppo :”Più si è, meglio è, no ? Vi aspetterò con ansia”. Quindi si alzò e aprì le tende della sua stanza, poi tolse la catenella dalla porta e aprendola, aspetto osservando il gruppo che usciva dalla stanza; “Passate una buona serata e siate riposati per il gran giorno”, gli augurò, e una volta che tutti furono usciti, ed infine chiuse la porta. Qualche giorno più tardi una lettera apparve sotto le porte dei coinvolti; era chiusa con un sigillo in ceralacca gialla e rossa ed un cordino nero. Tutte recavano lo stesso messaggio. Oltre ai classici convenevoli erano contenute le informazioni fondamentali sul viaggio che da lì a pochi giorni avrebbero intrapreso. Passarono i giorni ed arrivò il momento. Ad orario e giorno prestabiliti si recarono all'uscita Est di Spes, poche centinaia di metri oltre le mura, sulla destra, un complesso di carri occupava gran parte di una piccola pianura. Cris era ben visibile nella sua caratteristica tunica verde, il gruppo si avvicinò a lui, questa volta erano più numerosi, erano riusciti a recuperare qualche altro volontario per l'impresa, I nuovi furono presentati a Cris come membri delle famiglie Enku, Torsil e Mausner, gli diede loro il benvenuto, quindi spiegò loro cosa sarebbe successo di lì a poco. “Quindi con voi siamo a..” Cris tirò fuori un carboncino ed una lunga lista di nomi. “Uno..due..tre... altri undici, quindi,questo fa salire il nostro numero a circa 450 nomi. Niente male direi”. Sorrise, poi fece cenno agli undici volontari di dirigersi verso il resto del gruppo. Effettivamente si poteva notare un vasto gruppo di persone aggirarsi nei dintorni della carovana : uomini, donne, vecchi, giovani e anche qualche bambino che correva qua e là in mezzo ai carri carichi di vettovaglie. “Ha davvero messo sù tutto questo? Per una storiella ?” Esordì Ennòn mentre il gruppo si dirigeva verso il centro della carovana. “Beh, noi abbiamo deciso di seguirlo basandoci su quella stessa storiella.” Lo ghiacciò Giontès, scaturendo le risate dei due fratelli. Il gruppo di giovani uomini si addentrò tra le numerose carovane, guidati da Cris, diretti al loro carro. Una volta trovato, si accomodarono ai propri posti, pronti a partire verso il luogo descrittogli dalla loro guida. Nikolas, prese dalla tasca il suo diario. Le prime note del ragazzo furono le parole di Cris, riguardanti Endulson, la loro storia o leggenda, e lui stava iniziando a crederci davvero, ricordandosi anche, l’esperienza avuta anni prima a Spes, così si rivolse a suo fratello Markusèn e al resto del gruppo: “Io ci credo.. a queste parole, alla loro storia, agli eventi narrati da Cris.. penso siano reali. Ragazzi provate a pensarci, se davvero dovesse esistere uno scopo di tutti noi, ed il perché noi siamo cosi, se davvero Endulson ci ha scelti, dobbiamo essere pronti a tutto, e preparare una patria, è la cosa giusta da fare, dobbiamo unirci alla causa e rimanere con i fedeli...per troppo tempo le nostre famiglie sono rimaste nell'ombra, mio nonno, ha addestrato i vostri avi per affrontare la Battaglia per la difesa di questa città, e purtroppo è morto per malattia, e non ha avuto la possibilità di partecipare lui stesso. Io, assieme ai miei fratelli, ho il peso delle sue gesta, portando il suo stesso cognome, ma non farò come mio padre, no... io riporterò la mia casata agli antichi fasti e sono sicuro che, anche voi, infondo, avete la mia stessa voglia, la mia stessa determinazione, nel rivendicare il nostro posto nel mondo, il posto che spetta alle nostre famiglie, ciò che i nostri antenati hanno cominciato e che noi dobbiamo finire.” Il resto del gruppo rimase esterrefatto dalle parole di Nikolas. Il gruppo si scambiò delle occhiate, ed uno ad uno si alzarono pronunciando codeste parole: “Sono con te.” Qualche ora dopo la carovana partì. Il gruppo principale era guidato da Cris che controllava maniacalmente la sua mappa ogni 30 minuti verificando le distanze fra i vari punti che aveva segnato come possibili luoghi di nascita del Tempio. Un punto in particolare faceva fremere la mente di Cris, era una piccola rovina risalente ad un popolo di Karaldur. Il viaggio per raggiungerla durò circa due settimane, includendo il trasporto in nave. Era da poco subentrato il pomeriggio quando la rovina divenne finalmente visibile, il cielo era grigio ed un forte odore di pioggia riempiva gli altopiani che la carovana stava attraversando. Iniziarono a cadere le prime gocce. Arrivati in prossimità della rovina, Cris, fece segno di fermare la carovana, si sarebbero fermati lì per i prossimi giorni, chiamò quindi a sé i suoi undici volenterosi, con una richiesta particolare: “Visiteremo l'interno della rovina.” Disse loro. La risposta fu unanime ed affermativa. Entrarono nella rovina ed essa consisteva in un piccolo complesso dotato di sotterranei. Il gruppo iniziò la sua esplorazione aiutato dalla luce di alcune torce, per resistere meglio all'oscurità dei cunicoli. L'interno del complesso era piuttosto ampio per via di alcuni, probabili cedimenti strutturali. Un forte luce apparve davanti al gruppo, poi venne udito un forte boato, fuori la tempesta imperversava ma l'esplorazione della rovina continuava senza intoppi, molte stanzette erano state svelate; Esse erano principalmente vuote o presentavano rimasugli di utensili come lame o vasellame. Uno, fra quelli del gruppo, tornò al centro della costruzione appena sotto alcuni fori nel soffitto, l'acqua gli colava sul volto, incanalata dai ritagli interni delle lastre. Un altro lampo aprì il cielo, poi venne udito un rumore, non si trattava del classico rombo, era un rumore molto più elettrico, in molti accorsero a controllare, il loro compagno giaceva al suolo e a pochi metri da lui dei ciuffi d'erba parevano essere parzialmente inceneriti. Cris accorse per valutare l'accaduto, ai suoi occhi quella situazione pareva avere perfettamente senso : doveva trattarsi di un segno, mandatogli da Endulson in persona, il quale la notte precedente, gli era apparso in sogno per dirgli, che avrebbe scelto uno tra il popolo. Il poveretto quasi rimasto folgorato doveva essere un prescelto. Cris a gran voce chiese a tutti di allontanarsi, poi sollevò il capo del poveretto per sincerarsi che fosse ancora vivo. Poi urlò : “Questo ! E' un segno ! Il grande Endulson ci ha indicato la via, dobbiamo sottostare al suo comando, il Tempio sorgerà qui!” Poi il suo tono si placò, fissando il malcapitato “Tu!...Sarai colui che ci guiderà, così come Endulson ha deciso.” Chiese una mano ad uno dei ragazzi per aiutarlo nel medicare il poveretto (o parafulmini). Endulson con la sua volontà, aveva scelto il Dragoy...Divi Mey. Passò una settimana, ed il ragazzo non pareva dare segni di miglioramento, Cris era impaziente e preoccupato, il quale marciava davanti alla tenda per aspettare il risveglio del prescelto. Nel frattempo i ragazzi del gruppo non riuscivano a capacitarsi dell’accaduto, e Nytrel disse infastidito: “Tra tutti proprio lui doveva essere scelto per essere la nostra guida?”.Ed Ennòn aggiunse “Sono sempre più convinto che le leggende rimarranno tali.” “Ragazzi, se è stato scelto ci sarà un motivo, quindi, perchè non avere fiducia in lui e aiutarlo in ciò che dovrà affrontare?.” Disse Nikolas con una vena di gelosia e rassegnazione.Tutti gli altri guardarono Ricardenùs, i quali aspettavano che aggiungesse il suo pensiero sull’accaduto; ma lui rimase imparziale, e non diede opinioni in merito, tenendo i suoi pensieri per sé. Divi si svegliò, era bendato su una brandina, e sentiva liquidi viscosi su tutto il suo corpo; non sapeva che fossero unguenti per ustioni.”Si è svegliato!”. Gridò un uomo nella tenda. Tutti accorsero, e trovarono già Cris accanto a Divi, il quale gli spiegò tutti i doveri che da lì a poco avrebbe dovuto mantenere. Incredulo di quanto accaduto, non ebbe il tempo di riprendersi, che Cris, aveva già iniziato i preparativi per un’incoronazione… la sua incoronazione. Lo aiutarono ad alzarsi, a ripulirsi, e lo rivestirono con una tunica blu e bianca, e lo accompagnarono su un altare fatto di legno con delle ali scolpite nel legno. La folla iniziò a riunirsi dinanzi a lui, e tutti, o quasi, lo guardavano con sguardi pieni di amore e speranza. Cercò i suoi compagni con lo sguardo, e quando li vide, si apprestò per andare da loro, per capire cosa stesse accadendo. nello stesso momento in cui si alzò per raggiungere i suoi amici, venne bloccato da Cris, il quale si mise dinanzi a lui, con una corona di foglie verdi… il ragazzo arretrò un po spaventato all’improvvisa apparizione del missionario, ricadendo sul trono; in quel momento Cris iniziò a parlare dicendo: ”Tu, Divi Mey Dragoy, secondo il Credo di Endulson, sei stato scelto dal grande Endulson in persona, per essere la nostra guida, lui ci ha mandato un segno, attraverso di te.” E finendo la frase, posò la corona di foglie sulla testa di Divi; indietreggiando, Cris, si inchinò di fronte la loro nuova guida, e tutti imitarono il suo gesto, tutti tranne Nikolas, Ennòn, Nytrel e suo fratello, iniziando a scambiarsi profondi sguardi, carichi di invidia e ostilità, nei confronti di Divi, il quale era più confuso che mai. Capitolo 4 - LA TANA DI ENDUL - All’inizio del 2959 d.f. La nuova guida Divi, accompagnato da Cris e i suoi seguaci, finirono di esplorare le rovine, trovando al suo interno, un’enorme caverna adornata da quattro colonne intagliate nella roccia; ed al centro, era posto un enorme cumulo di terra, con sopra un grosso ovale dal colore nero corvino. Il gruppo, rimase incredulo dalla scoperta e, tentando di capire cosa fosse tale oggetto, notò nelle colonne alcune incisioni che assomigliavano a glifi. In quello stesso momento, Divi, leggendo le rune sui pilastri disse: “Endul?”, seguito poi da una sua riflessione ad alta voce “Questo grotta sembra una tana….una tana di chi..o cosa?”. Cris, riprendendo il fiato trattenuto fino a quel momento, disse a gran voce: ”Endul ci ha condotto in questo luogo, che diventerà la nostra casa, e sarà chiamata la tana di Endul!”. In quel momento tutti i presenti cominciarono ad esultare, tutti tranne Divi che iniziò ad aver paura e a preoccuparsi, di quello che sarebbe accaduto a tutte le persone che lo seguivano, iniziando a sentire il peso delle sue nuove responsabilità... Le responsabilità di altre vite oltre alla sua. Nel 2960 d.f., tutti i preparativi, della costruzione della tana di Endul, per gli Apolisiani era ormai conclusa, e Divi e Cris iniziarono un richiamo generale per tutti i credenti, e si preparavano a costruire il Tempio di Endulson. Nel frattempo nel mondo di Karaldur a nord del mar di Sevadan iniziarono a formarsi gruppi di persone che detestavano sempre di più gli Apolisiani , cacciandoli dalle varie città o uccidendoli bruciandoli vivi, perché credevano costituissero una minaccia.Tali barbarie fecero rimanere senza casa tutti gli Apolisiani di quel continente, che non avendo più nulla si misero alla ricerca di un nuovo posto dove poter vivere in tranquillità, per loro il richiamo di Cris fù come un faro, una speranza per cui lottare. Al ritorno di Cris, con nuove bocche da sfamare, le quali, raccontarono tutto ciò che avevano subito, nei meandri di Makudos, il consiglio, formato dalla guida Divi , Cris, e gli anziani del popolo, presero la decisione di nominare quattro Generali, quattro come, quattro come i pilastri, a difesa del popolo della tana di Endul. Vennero scelti dal consiglio i seguenti Generali: il Nero Nytrel Mektril, il Giallo Ennòn Eteskap, il Rosso Lukhi Dandu e ultimo ma non meno importante, il Verde Ricardenùs Dragoy. Tutto andava per il verso giusto, gioia, prosperità e amori nascevano nella tana; Divi conobbe sua moglie Thara, e si sposò con lei, quello stesso anno. I due si incontrarono davanti all’entrata della tana, dove Divi sotto richiesta del suo amico Lollius, che era malato, stava coltivando un pezzo di terreno, dove sarebbero stati piantati dei meloni; Quando passò un altro gruppo di carovane, con Cris che li guidava; il quale non riconobbe Divi, quindi, continuò imperterrito la sua avanzata. Quando il carro in cui alloggiava Thara, si impantanò nel canale di drenaggio, del terreno che Divi stava coltivando con l’aiuto di Nikolas; i due vennero pesantemente insultati dalla ragazza, perché il suo prezioso abito, era stato sporcato dal fango, e riteneva i due, responsabili per l’accaduto; I poveretti stanchi dal duro lavoro, dovettero non solo spingere il carro fuori dal canale, ma, subire di continuo gli insulti della ragazza, che aumentavano di intensità e cattiveria. Una volta accompagnata la fanciulla alle porte della tana, i due malcapitati vennero cacciati e minacciati, con la promessa che se si fossero ripresentati di nuovo dinanzi a lei, gli avrebbe presi a calci fino a Spes. La sera stessa tutta la tana, festeggiava l’arrivo delle nuove persone, questo festeggiamento si consumava con un ballo; nel quale, Thara e tutte le fanciulle, si presentarono con vestiti sontuosi e appariscenti. Iniziò la festa, ma per i due malcapitati, Divi e Nikolas, non c’era un’ombra di possibilità nel parteciparvi, perché erano ancora a spaccarsi la schiena per i meloni; intanto Lollius, che si era ripreso, andò subito al ballo, dimenticandosi completamente dei due amici. Mancava ormai un’ora alla fine della festa, quando Divi e Nikolas si presentarono con i loro abiti da cerimonia, e nello stesso momento, iniziò un ballo popolare, in cui le coppie si scambiavano tra di loro dopo il suono di un triangolo. Nikolas fu preso da un gruppo di ragazze e portato chissà dove….Divi fu spinto dal suo amico Lollius, verso la folla, e con una serie di piroette, causate dalle spallate involontarie di altre persone che ballavano, si ritrovò caduto ai piedi di Thara, che vedendolo e riconoscendolo davanti a lei, diventò rosso peperoncino, e dico peperoncino , perchè iniziò a lanciargli una serie di insulti, che cuocevano a fuoco lento il poveretto. Rialzandosi da terra Divi dovette, per tradizione ballare con la donna davanti a lui, la quale, appena poteva, si divertiva a calpestare i piedi, già malconci per il duro lavoro della giornata, del suo compagno di ballo. A fine ballo come da tradizione Cris si avvicinò alla coppia, presentando Thara a Divi, che era la figlia della sorella, di un famoso commerciante di Spes, conosciuto come Orland Frickam, e presentò Divi come la guida della tana di Endul; in quello stesso istante, incrociando lo sguardo con la fanciulla, Divi si mise a ridere e Thara diventò rossa per la vergogna per ciò che aveva fatto, e Cris, non sapendo cosa stava succedendo, rimase in silenzio, cercando di capire qualcosa. Nel frattempo Nikolas ricomparve da un vicoletto pieno di rossetto e con i vestiti strappati. Il Mattino seguente, Divi, si ritrovò, davanti casa Thara, con una fila di altre persone, che tenevano in braccio vari regali; i quali, erano stati fatti per scusarsi, del comportamento tenuto da lei il giorno prima. da quel giorno in poi, Divi e la donna iniziarono a conoscersi, e a frequentarsi; prima in compagnia di altre persone ,e piano piano iniziarono ad avere dei veri e propri appuntamenti, i quali prevedevano ristorante di lusso a lume di candela... tutto pagato da Divi, come giusto che sia. Dopo qualche mese, i due organizzarono il loro matrimonio, in cui partecipò tutta la tana di Endul; ci furono anche altri balli, i quali (per gioia di Divi), non prevedevano, altri dolori ai piedi. Nel 2961 d.f. alla tana di Endul arrivò una donna molto bella, la quale usando il suo fascino iniziò ad ingannare e a truffare molti uomini, sposati e non, per il loro denaro. Il giovane Dragoy Ricardenùs, si innamorò follemente di lei, donandogli non pochi soldi, fino a che finì quasi sul lastrico. Iniziarono, nella tana, dei litigi tra gli uomini che erano stati ammaliati da questa donna, che prevedevano duelli mortali e anche assassinii, il nome della donna era Lay, la quale, venne denominata la “meretrice”, dalle donne che abitavano nella tana. Il consiglio si riunì, per prendere una decisione, su quello che stava succedendo tra gli uomini, e decisero, dopo un accordo, di esiliare Lay per sempre dalla tana di Endul, la quale dovette prendere tutte le sue cose, e , dinnanzi a tutta la popolazione, dovette lasciare la tana per sempre. Tale decisione, presa dal consiglio, fece andare su tutte le furie Ricardenùs, il quale diede tutta la colpa a suo fratello, e non condivideva la scelta, di esiliare la ragazza di cui era innamorato, Ricardenùs essendo uno dei Generali dovette accettare, anche se a malincuore, la scelta dal consiglio. Nello stesso anno, a nord della tana, in una locanda, si riunirono un numero consistente di persone incappucciate, le quali, volevano creare scompigli nella società di Endul, il loro scopo ultimo, era quello di cambiare gli equilibri, che fine ad allora erano i pilastri della tana, per avere dei profitti e vantaggi personali. A capo vi era una donna di nome Meri, la quale fece fare un simbolo di riconoscimento; un serpente posto sull’avambraccio sinistro, a tutti i partecipanti di questa associazione segreta, la quale verrà nominata da li in poi “il Covo delle Serpi”. Nel 2962 d.f. Divi, Nikolas, Giontès e Markusèn diventarono padri. Nello stesso anno Ennòn e, Nytrel presentano al consiglio della tana, una proposta per cambiare il governo attuale, volevano stabilire una monarchia assoluta militare, per espandere i propri territori, dichiarando guerra ai vari paesi che avevano in qualche maniera oppresso il loro popolo, ciò venne fatto, dopo che la proposta, aveva avuto molti consensi da parte della popolazione. La società iniziò a dividersi in due fazioni politiche. Il dibattito iniziò via via a diventare sempre più acceso, da una parte i seguaci di Ennòn con la loro proposta, dall’ altra Nikolas e i suoi compagni, che volevano mantenere la pace. Nel frattempo, Cris era partito per un’altra spedizione alla ricerca di nuovi membri per la tana. Iniziarono, degli scontri, che inizialmente erano dibattiti verbali, ma pian piano cominciarono delle vere e propri risse tra le due fazioni, nelle quali i Generali dovettero intervenire per sedarle. Dopo gli ultimi avvenimenti, il popolo di Endul, venne chiamato a decidere, attraverso una votazione, il proprio destino; o Mettere un Re con una monarchia assoluta e militare, oppure rimanere con la Guida di Divi e Cris, difesa da Nikolas. La votazione fu a favore di Nikolas con circa l’ 87% dei voti a sostegno della sua causa, dando un chiaro segno di ciò che il popolo voleva seguire, cioè la pace. Dopo tutto ciò, il consiglio fece promettere, attraverso un giuramento, a tutti i quattro Generali, che avrebbero perseguito il desiderio del Popolo. Una settimana dopo, nei pressi della foresta a nord della Tana…. “Ennòn! Davvero vuoi questo?.” “Si Nytrel, è l’unica occasione che abbiamo! Sono stufo di queste cavolate a cui il popolo crede! Ed è questo quello che riceviamo!?!?”. Disse Ennòn mentre continuava verso nord dalla tana di Endul. “Altolà! Fatevi riconoscere!” disse un uomo incappucciato comparso davanti a loro, che gli puntava l'arma senza mai lasciarli d’occhio.E Nytrel disse:”Rik, sono io stupido imbecille! Toglimi quell arma di dosso!.” “Scusi Generale, non l’avevo riconosciuta”. disse Rik abbassando il fucile. “Suvvia non siate così nervosi, domani sarà un gran giorno.” disse una voce di donna alle spalle di Rik. “Mari! Mi avevi promesso che i tuoi alleati si sarebbero presentati all’appuntamento! Dove diavolo sono allora!?!?.” Disse così un Ennòn infuriato. “Apolisiano.” Disse una voce calma e tranquilla alle spalle di Mari.”Non sei nella posizione di avere questo atteggiamento.” “E tu chi *Kata ti vede* sei!?!?.” Esclamò Ennòn, mettendo la mano destra sul calcio della sua pistola, pronto a qualsiasi evenienza. “Sono Piki, cacciatore di Apolisiani.” mostrando gli scalpi delle vittime che lui stesso aveva mietuto. “State calmi, non siamo qui per combattere, ma per scendere ad un compromesso.” Disse Mari con voce calma e composta. “Domani, tutti i vostri eserciti saranno pronti per entrare al cancello della tana?”. Disse Nytrel rivolto a Piki. “Tranquillo, ci saranno, e puoi scommettere che non ci fermeremo solo a quello stupido cancello, che sperano li protegga da noi.” Disse Piki toccando i propri trofei per enfatizzare la frase, e continuando aggiunse:”E cercate di non starci tra i piedi voi due. Altrimenti potreste essere colpiti accidentalmente da cinque o sei proiettili.” Finendo la frase con un ghigno malevolo. “Allora sia.” Disse Mari “Voi ci consegnerete le chiavi della tana, e in cambio vi daremo tutto quello che avete richiesto. Ma sappiate, che noi non perdoniamo i traditori, nel caso qualcuno di voi avesse, un ripensamento, e penso che abbiate capito cosa fà Piki con i traditori o chi non gli piace.” Finendo la frase diede un leggero tocco a uno degli scalpi di Piki. “Allora abbiamo deciso, domani all’alba ci incontreremo, e finiremo questa follia iniziata dal popolo, macchiandola con il sangue.” Disse Ennòn con gli occhi rossi iniettati di sangue, più luminosi che mai. “Andiamo Rik. Finiamo i preparativi, domani ci aspetterà una lunga giornata, che segnerà la nostra o la loro fine.” Disse Nytrel, rivolgendosi al suo soldato. “Si, signor Generale!.” Ribadì il soldato Rik. I cinque si divisero, andando ognuno verso il proprio obiettivo. La mattina del primo Kasbis di Staildur, del 2962 d.f. quello che avevano pianificato i due Generali assieme ai popoli del sud di Makudos e al Covo delle Serpi, ebbe inizio... i cancelli furono aperti e un’enorme armata cominciò a sciamare all'interno della tana, le sentinelle e le guardie appostate vicino ai cancelli, non poterono fare nulla contro la maggioranza numerica del nemico, e furono sopraffatti, ma per i nemici questo non bastava, volevano qualcosa di più, volevano creare terrore nei cuori degli abitanti di Endul, e cominciarono a sventrare i corpi dei soldati uccisi, per prendere organi come trofei e indossarli, per creare scompiglio nelle truppe a difesa della tana, la loro avanzata era irrefrenabile e, non tenevano conto di nessuno, donne, bambini, anziani, i soldati che difendevano le loro case, venivano massacrati da un esercito che sembrava formato da bestie e non da esseri umani. “Acsel no!!!” Gridò disperato Lukhi mentre vedeva il fratello, essere ripetutamente infilzato da dozzine di spade... con la faccia piena di lacrime, impugnò la sua spada e alzò il suo scudo, e iniziò una carica disperata contro gli avversari, nel tentativo di riprendere il corpo senza vita di suo fratello, prima che i nemici facessero di lui, ciò che avevano fatto con qualsiasi cosa avesse vita dentro la tana. Uccise più di due dozzine di soldati prima che essi decidessero, che per loro, era troppo forte con la spada, e iniziarono a trivellarlo di proiettili. Lukhi cadde a terra precipitando sul fianco delle scale, dentro un cumulo di foglie e cespugli. Giontès e Lollius iniziarono a radunare tutte le donne e i bambini che potevano, tra cui anche la sua famiglia e quella dei suoi fratelli Nikolas e Markusèn, che avevano deciso di correre verso la dimora di Divi per mettere in salvo sua moglie Thara, e suo figlio Emi. Arrivarono presso la sua casa, e ciò che videro fu uno scenario raccapricciante, Ennòn e Nytrel avevano trafitto Thara ed Emi senza avere alcuna pietà, con Divi davanti che strillava quasi fosse pazzo, strillando il nome della moglie e del figlio. Markusèn vedendo ciò si lanciò contro i due Generali traditori, senza il minimo dubbio, volendo ucciderli con tutto se stesso...ma nel momento stesso in cui avanzò, Piki lo trivellò con una serie di colpi, lasciandolo inerme a terra, Nikolas prese subito uno scudo d’acciaio e, avanzando fino al corpo del fratello, lo prendendolo iniziò a trascinarlo fuori dal fuoco nemico, e mettendoselo sulle spalle, iniziò a correre, verso un rifugio sicuro. D’altro canto, Ricardenùs trascinò suo fratello Divi, lontano dalla battaglia, trascinandolo di peso. Tale, fu lo scempio, che quel giorno gli Apolisiani, che avevano tradito il loro popolo, mangiarono i cuori dei propri compaesani, fratelli, amici, persone che avevano giurato di proteggere, i quali avevano fiducia in loro; solo per i propri scopi personali, fama e potere. Tutto era coperto di sangue, nulla si muoveva, se non i soldati nemici in cerca di nuove prede per aumentare la propria collezione. Quella mattina, morirono più di 2000 persone, tra cui circa 1700 Apolisiani, gli altri 1000 sopravvissuti, riuscirono a scappare, grazie a Nikolas e ai passaggi segreti, costruiti per una tale evenienza. “Rik, dove sono andati!” “Generale Ennòn, sono andati verso ovest, non sono riuscito a seguirli.” “Non vi preoccupate, verso sera, lui non sopravviverà.” “Piki! Risolvi questo casino! Se tutto ciò venisse scoperto da chi tu sai, sarebbero un bel guaio.” disse Ennòn rivolgendosi a Piki con aria di comando. Tutti i superstiti si nascosero, finché il buio non gli fosse a favore, per tentare di fuggire, viaggiando verso est. Nel frattempo, Ricardenùs e Divi riuscirono a salvarsi, fuggendo verso est su una piccola imbarcazione, rubata al nemico. Arrivò notte, e approdarono su un’isola deserta, entrando in una grotta, dove Ricardenùs accese un fuoco per la notte. Divi non riuscì a chiudere occhio, tormentato, rivivendo i momenti in cui, i suoi cari venivano uccisi dalle persone di cui più si fidava. Arrivò il mattino, le prime luci dell’alba schiarivano l’orizzonte, che si osservava dall’entrata della grotta. In quel momento, asciugandosi le lacrime disse a suo fratello: “Grazie, Ricardenùs, grazie di essere stato tutti questi anni con me, ti vorrò per sempre bene.” Nello stesso momento in cui finì la frase, guardando verso l’entrata della grotta, si accorse, che delle ombre si muovevano, mise la mano sul pomolo della spada e nello stesso momento, un gelido corpo metallico attraversò la sua schiena, e lui, si ritrovò ad osservare la punta di una spada, macchiata di sangue, il suo sangue... cercò di divincolarsi ma senza risultato,un braccio sinistro bloccò il suo petto e, su di esso era presente un tatuaggio a forma di serpente, e una voce, a lui conosciuta, disse: ”Questo, è per quello che tu hai fatto alla mia amata Lay...e ricordati, che tutto ciò che è accaduto, è stato per colpa tua, per le tue scelte, per ciò che hai fatto, quindi adesso muori fratello mio, e raggiungi tua moglie e tuo figlio… i quali mi sono compiaciuto nel vederli morire, di fronte ai tuoi occhi; il tuo volto distrutto, le tue grida disperate, la tua follia, erano per me una goduria senza fine.” Detto questo la spada ruotò di 90° gradi, e venne sfilata lentamente, lasciandolo cadere a terra inerme e moribondo, Divi, prima di cadere a terra, si voltò per guardare il ghigno sul volto del fratello, compiaciuto per le azioni che aveva compiuto. Oramai a terra, potè solo osservare la scena di fronte ai suoi occhi... dall’entrata della caverna arrivarono, Piki, Mari, Rik, Lay e Madi, i quali stavano aspettando quel momento, in cui Ricardenùs, uccidesse il fratello. Infine vide Lay abbracciare Ricardenùs e dirgli le seguenti parole: “Grazie per aver difeso e vendicato il mio onore.” Divi era rimasto ormai solo nella caverna, mentre attendeva che le dita della morte lo afferrassero, e fermassero finalmente, non tanto il dolore della ferita che gli è stata inflitta, ma il dolore che aveva provato, nel tradimento dei suoi cari. “O mia vita, così crudele e ingiusta, un sangue diverso, mi è stato impiantato, da un esser che io, ormai non ho conosciuto, gloria e onore, mi erano stati promessi, se mi fossi comportato nella giusta maniera...Ora son qui a terra, senza un cuore, privo di sentimenti d’amore, i quali, mi sono stati strappati, con violenza, da un infame attacco fraterno...O tu, Endulson, che mi hai scelto nel ventre materno, a te, riporto il mio spirito eterno... Che la giustizia sia tua, e tua soltanto, riportami da mia moglie e mio figlio, senza un pianto.” Nello stesso momento, tutti i cieli di Karaldur, non trattennero il pianto, un’infamia, era stata consumata, e tuoni e lampi si scagliavano sugli infedeli. In quella grotta, così buia ed oscura, una luce pervenne sull’uomo, in quell’istante lo spirito di Endulson si risvegliò in lui, e parole che non possono essere pronunciate, vennero sussurrate, ad ogni Apolisiano.Terrore e tremore alcuni provarono, il sangue bollì a tal punto da far cadere a terra tutti gli Apolisiani, che opponevano resistenza. Il richiamo di Endulson era stato emanato, e una patria a breve doveva essere costruita. Capitolo 5 - ALLA RICERCA DI UNA PATRIA - "Si narrò, che in quello stesso giorno, nei pressi della tana di Endul, dove si erano rifugiati alcuni Apolisiani, tra cui Nikolas, Lollius e Giontès, iniziarono a sentire un calore interno, che aumentò di intensità, fino a farli piegare in due; oltre al bruciore di cui non capivano l’origine, una voce calda e profonda, con la travolgenza di un fulmine, li chiamò per nome; una visione ebbero, del posto in cui si trovava Divi, con la richiesta di salvarlo." I tre, risollevati, iniziarono la ricerca di altri sopravvissuti, nella tana di Endul. Il fervore era tale da far sì che, i tre da soli affrontarono molti soldati nemici rimasti a razziare, e a catturare i superstiti, ma non per fare prigionieri, ma per continuare ad alimentare la loro sete di sangue. A battaglia conclusa, non rimasero che cadaveri dietro di loro, avendo messo in sicurezza la zona, formarono tre gruppi per la ricerca di sopravvissuti, ogni gruppo era formato maggiormente da donne, che però non esitavano nell’uccidere i soldati, che prima del richiamo, erano terrorizzate. Tutti erano animati da un fervore, pieno di forza e di coraggio, e niente avrebbe potuto fermarli. Trovarono Lukhi, quasi sul punto di morte, riuscirono a fermare le varie emorragie, causate dai proiettili. Quella sera, seppellirono più di 1000 cadaveri, e ne bruciarono altrettanti, perché ormai irriconoscibili. Non ci furono festeggiamenti, perché nella morte dei compagni, non si può essere felici, ma solo, un eterno cordoglio. Radunati tutti i sopravvissuti, i tre iniziarono ad organizzare il gruppo per un viaggio, che, nessuno sapeva quanto sarebbe durato, ma tutti sapevano che lo avrebbero concluso. Alle prime luci del sole, partirono verso est, dove la voce,e il sangue li guidavano, fattasi sera, arrivarono a destinazione, trovarono una grotta, dove all’interno, a pochi metri dall’entrata giaceva il corpo inerme di Divi. Nikolas, senza attendere un secondo di più a quella visione, si precipitò sul corpo dell’amico, per controllare se fosse ancora in vita,e per qualche strano miracolo, il suo cuore batteva ancora; per fortuna la spada che lo aveva trapassato, aveva mancato di poco gli organi vitali, evitando così la morte per dissanguamento. Era la seconda volta che il destino, decidesse di salvare il suo corpo, ma qualcosa dentro di lui, era morto. Per un istante, Divi si svegliò, e guardando Nikolas, e gli chiese:”Come avete fatto a trovarmi?”...“Tu ci hai chiamato.” Rispose Nikolas, rispondendo non all’uomo, ma allo spirito che era dentro di lui. Dopo che Divi, fu in condizioni di viaggiare, si diressero verso nord-est, mandando emissari in ogni città, per richiedere soccorso immediato. Tutte le città si rifiutarono, di aiutare gli Apolisiani, tranne la città di Ascalon, nella quale il Re Arsil Araton, fu convinto da Cris a soccorrere il gruppo di Endul, il quale mandò una spedizione di medici, e un drappello di soldati, con la missione di scortare e offrire servizio medico primario a chi ne avesse urgente bisogno. Arrivati nella città di Ascalon, i pazienti gravi del gruppo, furono mandati in ospedale, per ricevere le cure mediche adeguate. Dopo un mesetto circa dall’accaduto, i pazienti cominciarono a riprendersi completamente, e Cris portò Divi al cospetto di Re Araton e lo presentò come la guida del Credo del popolo di Endul; Divi avanzando si inginocchiò, ringraziando Re Araton, per l’aiuto concesso al proprio popolo, promettendogli di ricambiare, aiutandolo nel finire la costruzione della città. Tra Divi e Araton,si instaurò un rapporto di amicizia, e rispetto, con il quale fondarono le basi che, tutt’oggi rimangono tra i due popoli. Nel 2972 d.f. dopo 9 anni, dall’accaduto della tana di Endul, gli Apolisiani, lasciano Ascalon, salutando il popolo con, molta gratitudine e rispetto. Viaggiarono per molte settimane verso sud-est, attraversarono il mare della Akomir superiore, approdando nel continente Akomir Orientale; dove, insieme, cominciarono la costruzione della città degli Apolisiani; il cui nome fu Dragonia, la città di Endulson.
  5. Nel 2904 d.f. nacque una bambina di nome Vanil. Questa bambina era diversa, per via dei suoi capelli bianchi e gli occhi azzurri chiaro. Nata da due genitori affetti da un morbo; che poi verrà chiamato “morbo di Endulson”, era la secondogenita della famiglia Hol. Quando sua sorella maggiore morì, per via del morbo; i suoi genitori, per paura che, da lì a breve vedessero morire anche la neonata, decisero di dare la loro bambina, in affidamento ad una coppia di medici di Spes, i quali promisero ai genitori della bambina, che avrebbero fatto di tutto per salvarla. La bambina crebbe, insieme ai suoi genitori adottivi, i quali la fecero crescere con una vasta cultura della medicina e della scienza di quel tempo. Vanil divento una ragazza, che credeva, ad ogni cosa che la scienza riuscisse a dimostrare, ed era riluttante all’idea di credere in qualcosa fantasioso o illogico. All'età di sedici anni, la ragazza, iniziò ad avere dei sogni, in cui veniva chiamata per nome da un cavaliere con un'armatura a scaglie bianca, la fanciulla inizialmente ne fu spaventata, ma poi, avendo questi sogni ripetutamente, decise di interagire, con questa figura misteriosa… da lì a poco, Vanil, riuscì ad avere, sempre conversazioni più complesse, fino ad essere istruita direttamente da questo cavaliere, il quale si presentò come “Endulson”, dicendo che ella era nata per uno scopo, nel quale avrebbe preparato, un uomo, a percorrere il suo destino dinanzi a lui; tale uomo sarebbe stato suo figlio, e che lui sarebbe riuscito a riunire il suo popolo, gli Apolisiani, in una patria. Vanil divenne donna, e la sua conoscenza divenne sempre più ampia; in cui Endulson, gli spiegava ogni cosa, ed il perché il mondo che la circondava, funzionava in quel modo. Da lì in poi, la donna, si definì “l’Oracolo di Endulson”, creandogli non poche grane, da parte della sua famiglia adottiva; la quale iniziò a guardarla con preoccupazione, pensando che fosse entrata in qualche depressione o malattia psicologica. All’inizio del 2922 d.f. avvisò la Madre adottiva, di aspettare un bambino, anche se elle non aveva mai conosciuto un uomo in tutta la sua vita… La madre, non capacitandosi, di come fosse possibile diversamente; avviso il padre dell’accaduto, il quale si infuriò a tal punto da minacciare Vanil, di cacciarla di casa, se non gli avesse detto, chi era l’uomo che l’aveva disonerata… gli ripeté la stessa cosa, che aveva detto alla madre prima, con la reazione, che si infuriò talmente tanto, che fu cacciata di casa, quello stesso giorno, facendola accompagnare fuori città, dalla loro servitù, abbandonandola al suo destino. Vanil viaggio a sud-ovest, verso il deserto dell’ Aramain, vivendo da eremita. Nella fine del 2922 d.f., Vanil Partorì da sola, nella sua tenda, un maschietto, al quale diede in nome di Cris. Il bambino crebbe senza problemi, e gli fu insegnato dalla madre, tutto quello che ella sapeva, ed aveva appreso dai suoi studi. Cris divenne uomo, e all'età di 18 anni, la madre lo lasciò per la sua strada, affinché trovasse il suo destino da solo; poi la madre partì, e di lei, non si seppe più nulla da quel momento in poi. Il giovane uomo rimase nel deserto di Aramain per altri 16 anni, nei quali, tra digiuni e preghiere, conobbe Endulson nei suoi sogni, il quale lo istruì, su quello che avrebbe dovuto compiere da lì a poco. scrisse anche i suoi due libri canonici: “i quattro elementi dell’essere” e “lo scopo ultimo”.. Nel 2956 d.f., Cris, per la prima volta in vita sua, si trovò in una città (essendo stato guidato da Endulson fin lì), per la precisione a Spes; e in quello stesso anno, iniziò a predicare al popolo, maggiormente riferendosi agli Apolisiani, e chiedendo loro, di unirsi al suo credo ed essere battezzati, per entrare nelle grazie con il Cavaliere Bianco, per intraprendere il viaggio del loro destino, verso una nuova patria, molti lo derisero e, molti credettero alle sue parole .
  6. Noi: Aretu, @opchip, @Shinychar, @zerostail e Master, con vari contributi, abbiamo riflettuto e vi proponiamo una sorta di spiegazione GDR OFF che potrà essere o meno canonico, a discrezione dello staff, sul funzionamento dell’energia, o meglio delle energie, in Karaldur. Questo per la notevole ambiguità introdotta dalla Immersive Engineering e la forma di energia RF, che va a sovrapporsi all’interpretazione GDR della Pietra Rossa nelle ere precedenti. Ma qui il tweak è che, appunto, quei Piani seguono diverse leggi fisiche (ad un piano, una fisica). In pratica, proponiamo due diverse spiegazioni fisiche: Energia Elettrica (EE)– RF – Redstone Flux - Flusso di Energia di Pietra Rossa (ambiguo, ahimè) per l’energia della Immersive Engineering, che sfrutta le proprietà di conducibilità elettrica dei metalli in game. Dei metalli, solamente! Energia di Pietra Rossa (EPS), che si può propagare solo nella Pietra Rossa e nei blocchi appena circostanti. La EE sarebbe analoga alla energia elettrica nel mondo reale. Flusso di elettroni, effetto Joule, etc, tutto compreso. Al contrario, la EPS sarebbe una diversa energia, principalmente di natura meccanica. Iniziamo da distinguere lo stato non eccitato dallo stato eccitato della Pietra Rossa. Lo stato eccitato lo interpreteremmo come emissione luminosa di fotoni da vibrazioni caratteristiche del reticolo del minerale di Pietra Rossa. Stato eccitato si innesca ottiene fornendo energia meccanica al reticolo del minerale e nel tempo viene dissipata o trasmessa come EPS. L’energia meccanica si fornisce: tramite pulsante (urto elastico) e pressure plate (urto/forza peso), oppure in modo continuo con la leva. A questo punto la leva deve avere un meccanismo interno che si attiva, oscilla periodicamente per andare in risonanza con la frequenza (energia, E=hv) di eccitazione della Pietra Rossa (complicazione bonus). La Pietra Rossa trasmette l’EPS, dissipandone una parte in forma luminosa. La EPS trasmessa viene dissipata come radiazione luminosa (decade nel tempo) ma anche durante la propagazione nello stesso Cavo di Pietra Rossa (decade con la distanza dal punto di attivazione). Ciò spiega, ad esempio, perché non si possono avere cavi di Pietra Rossa infinitamente lunghi. Alcuni blocchi possono (o no, vedere il vetro) trasmettere EPS senza raggiungere lo stato eccitato (che è esclusivo della Pietra Rossa) e quindi senza emettere nello spettro visibile (probabilmente emettono nell’infrarosso?). Tuttavia i blocchi che possono trasmettere EPS lo fanno per distanze molto limitate (1 blocco) in quanto hanno comunque un’attenuazione molto più importante del Cavo di Pietra Rossa. La Pietra Rossa viene utilizzata per costruire diversi oggetti, tra cui: Oggetti con sola Pietra Rossa: Dispenser, Dropper, Note Block, Repeater, Redstone Torch. Oggetti con Pietra Rossa ed altri materiali: Clock (Oro), Compass (Ferro), Detector Rail (Ferro), Pistone (Ferro), Powered Rail (Oro), Redstone Lamp (Bagliopietra). Le caratteristiche di questi oggetti vengono considerate frutto della tecnologia in esse contenuta. Un esempio di come si può spiegare grossolanamente il funzionamento di una di queste tecnologie in accordo con le principali proprietà sopra elencate è il seguente: Le Powered Rail sono rail con delle piastre a stretto contatto con le ruote che, in caso disattivate, frenano il carrello, in caso di attivazione cedono energia cinetica facilitandone il movimento. In questo modo è possibile creare GdR Ad Hoc sulla base dei principi generali della teoria per spiegare aspetti classici di Gameplay, dando al player una base solida dalla quale partire, che cerca di raccordare evidenza sperimentale in game con principi fisici reali di modo tale che entrambe possano essere usate al fine di confutare. Se nell’esempio della Powered Rail di prima il player decidesse di enunciare una particolare interazione tra oro e redstone, l’evidenza in game potrebbe essere utilizzata per mostrare come il blocco d’oro non reagisca in maniera speciale rispetto a qualsiasi altro blocco. I limiti GdR On di elementi di gameplay sono ovviamente da definirsi in modo tale da allinearsi alle leggi fisiche reali. Ad esempio si può tranquillamente evitare di dire che l’EPS generata da un bottone sia sufficiente a permettere di alimentare un'industria, limitandone la potenza GdR On analogamente a come si amplificano GdR On le popolazioni e le dimensioni delle città o trovando spiegazioni alternative, come è il caso dell’alimentazione esterna per le Torce di Redstone ideata a suo tempo da Zerostail. Ordunque, che ne pensate?
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  8. --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Nuovi orizzonti si presentano davanti ai figli di Eseldur mentre si apprestano a partire alla conquista del nuovo mondo. Sorgendo dalle ceneri di una civiltà già bruciata e rinata più e più volte, è ancora una volta tempo di reclamare un nuovo mondo donato dai Superni. Vaste pianure di ghiaccio spazzate da un vento gelido, torridi deserti dalla sabbia fine e candida, profondi canyon dai mille colori, verdi vallate ricche di terra fertile e rigogliose foreste popolate da ogni sorta di creatura. Queste e altre cose aspettano gli esploratori che lasciano Spes ed i suoi avamposti, per avventurarsi verso l'ignoto... --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Apri lo Spoiler per rivelare la mappa! L'Era dell'Esplorazione! Salve a tutti i gli utenti di Forgotten World, molti di voi saranno già nel pieno delle attività di gioco, e tanti saranno tra i cittadini delle nuove nazioni sorte su Karaldur. Per questo, dopo la volata iniziale, è il momento di lanciare il primo contest del server. Come ben saprete, il focus di Karaldur è sul singolo: sulle sue esperienze, sul suo punto di vista da giocatore e su ciò che pensa durante la sua vita nel server. Il contest per questo sarà incentrato sull'esplorazione di Karaldur, e sulle esperienze e sensazioni degli esploratori alla scoperta delle terre selvagge ed inesplorate. Per partecipare sarà quindi necessario preparare una qualche forma di testo che narri di un'esplorazione e/o spedizione in una zona a scelta di Karaldur, descrivendo il viaggio e le particolarità dei luoghi visitati, aggiungendo ovviamente qualche considerazione personale e fantasia. Potete quindi utilizzare il formato che preferite, da un formale diario di annotazioni scientifiche ad un resoconto di viaggio, passando per un diario personale, il tutto da condire con screen dei viaggi effettuati. Dovrà quindi essere aperto un topic in sezione GdR ON, specificando data del viaggio, autore/i del testo in GdR ON e la zona di Karaldur esplorata. Il testo verrà quindi valutato dallo staff GdR, che ne stabilirà l'adeguatezza. In caso di riscontro positivo, anche se non si vincesse il contest si avrà il diritto e la possibilità di inserire la propria opera in wiki tra le opere culturali. Fatto ciò lo staff wiki avrà premura di inserire l'opera nella cronologia del server. Il termine ultimo per postare la propria opera è il 31/05/2017, a mezzanotte. Dopodiché sarà preclusa la possibilità di vittoria, ma sarà comunque possibile postare testo per wikizzarlo entro altre due settimane, se lo si desidera. Altresì, eventuali correzioni al testo per rendere valida la partecipazione vanno effettuate entro la data sopra riportata. È inoltre possibile se lo si desidera partecipare insieme ad altri giocatori nella preparazione di GdR e testo, dividendo ovviamente l'eventuale premio in caso di vittoria. L'oggetto bonus del primo posto andrà però consegnato ad una ed una sola persona, decidete bene quindi. Concludo aggiungendo qualche link ad alcune opere già wikizzate che incarnano lo spirito del contest, nel caso vogliate dare una breve lettura a qualche esempio interessante: Diario di Vandu Kinner Viaggio nel Nord Geografia e Misteri delle Contrade Selvagge di Forgondur Un Premio Unico Per coloro che si distingueranno per bravura e fantasia, verranno dati i seguenti premi: - Al Primo Classificato, 40.000z, due stack di diamanti, l'onore del vincitore, ed un'Elytra Edizione Speciale Supernica (la prima Elytra del Server, in esclusiva!). - Al Secondo Classificato 20.000z ed uno stack di diamanti. - Al Terzo Classificato 10.000z e mezzo stack di diamanti. Il Contest nella Lore Un attimo di spiegazioni per ben ambientare il contest: - Il premio sarà riferibile in GdR ON come un premio di Spes al merito Scientifico dell'esploratore e all'impegno nella divulgazione di dati importanti per l'esplorazione del nuovo piano. L'Elytra in particolare, sarà l'equivalente di un prototipo fornito dalla creme dell'ingegneria della Città del Portale. - Le terre di Karaldur sono conosciute già in parte, nel senso che si ha una cognizione sulla posizione delle terre emerse ed una idea sulla morfologia di molte coste dei principali continenti, e delle zone vicino Spes e gli Avamposti. - È possibile citare la presenza di rovine e/o strutture riscontrate, e citare popolazioni native e tribù di indigeni (a breve arriverà una piccola guida ai nativi da parte dello staff). Intanto se avete domande su come approcciarvi agli autoctoni potete chiedere liberamente in questo topic. Un Piccolo Chiarimento Il contest è stato idea dello staff GdR, ovviamente in linea con lo spirito del server, ed è in preparazione da diversi giorni. Giusto oggi però @Vestinus, grazie all'iniziativa GdR di @Acciaio95 ha colto appieno l'idea di esplorazione che volevamo dare a Karaldur. Purtroppo per motivi di equità e trasparenza, il GdR già preparato da Vestinus (qui il link) non potrà essere accettato per il contest, ma sicuramente potrà essere wikizzato adeguatamente se richiesto. Ci spiace quindi per questa piccola evenienza che ci ha colti impreparati, e ci teniamo a precisare che Vestinus è libero di creare un'entrata valida come chiunque altro. Alcune Aggiunte al Mercato di Spes Per finire, anche se non correlato all'evento, viene annunciato che al mercato di Spes, presso l'NPC Kolis Kolus, verranno aggiunti i seguenti blocchi e oggetti in vendita: - Prismarine Shard - Sea Lantern - Popped Chorus Fruit - Endstone - Sponge Verranno inoltre diminuiti i prezzi di sabbia, terra e clay a 1 Nota di Credito per stack. La modifica verrà apportata entro domani sera. Se avete suggerimenti per qualche altro blocco vanilla e/o inottenibile da aggiungere al mercato siete liberi di farlo, rivolgendovi a me direttamente.
  9. In data odierna, si è sottratto all'affetto dei suoi cari, Weejas Makùvalnut Ministro degli Esteri della Repubblica Presidenziale di Erolan, Amico del Presidente Thaddeus Lumdalvenès. Il Ministro si è spento in grazia di Uhle, in serenità e pace. La neonata Lethial porge i suoi ossequi e le proprie condoglianze alla famiglia, e ne rispetterà i consoni 3 giorni di lutto. Al termine dei Giorni dell'Addio, il Consiglio dei Sei si riunirà per eleggere un nuovo Ministro degli Esteri, che verrà incaricato di portare i saluti della Città e della Repubblica tutta, agli ambasciatori di Spes e delle altre Nazioni. Che Uhle lo accolga al Bianco Forte! Karton Sorvènur Delegato del Ministro degli Esteri
  10. Anno 2968 D.F. III settimana di Venes, giorno di Simbis Alla cortese attenzione della comunità scientifica di Spes e della Società Cartografica Spesiana In seguito al mio arrivo nelle isole Miju nell'anno 2945 D.F., ho intrapreso una serie di spedizioni esplorative delle acque e delle terre circostanti cui di seguito illustrerò le mie conclusioni. In questi ultimi vent'anni ho potuto osservare con attenzione e costanza il comportamento del braccio di mare dell'Oceano Paldean a nord dell'isola di Sonetès (dell'arcipelago delle isole Miju), a ovest del Grande Resolan, a sud dell'arcipelago Resolan e ad est del Goluder Settentrionale. Questo tratto di mare è vessato da impetuosi venti settentrionali, i più forti che io abbia mai visto, che agitano le acque e rendono lunga e difficile la navigazione. Ho potuto constatare una diretta correlazione tra i venti insistenti e la flora delle isole investite da essi: le aree esposte sono prive di alberi e arbusti di altezza rilevante, mentre abbondano erba e piccoli cespugli. Ho dedotto che il fenomeno è costante e presente dai tempi della formazione delle isole stesse. Ad avvalorare la mia constatazione è invece la presenza di una folta e rigogliosa vegetazione nelle aree non esposte ai venti, riparate dai monti interni, senza che vi sia alcun cambio della tipologia di terreno o di altre condizioni. Data la peculiare presenza dei venti di forte intensità e la particolarità delle terre circostanti, essendo assai diverso dai tratti oceanici e marittimi limitrofi, propongo e sostengo di denominare suddetta porzione di mare Kaskemadùr e di battezzare questi venti con il nome di Fartis. In allegato a questa lettera lascio una copia della pittura, da me realizzata, dell'area di mare di cui sopra discusso, dove ho indicato la direzione dei venti da me osservati, oltre ad aver riprodotto fedelmente la tipologia di flora sul territorio. Con rispettosa umiltà Fartinando Magessano Allegato
  11. Salve, lo staff wiki, nella persona di @Master, ha prodotto un nuovo template per permettere l'introduzione di testi narrativi GdR On in wiki, che altrimenti rimarrebbero sul forum, venendo così persi. E' possibile trovarlo qui: https://wiki.forgottenworld.it/mc/Template:GDR#Codice FAQ A cosa serve questo template? Moltissimi testi vengono scritti da giocatori volenterosi e poi abbandonati in topic che, inesorabilmente, sono destinati all'oblio di una sezione archivio. Vogliamo conservare tutti questi splendidi lavori, fornendo al contempo un mezzo utile e gradevole alla vista. Come si usa? E' sufficiente inserire nella pagina wiki il codice del template, evidenziato nella pagina il cui link è stato fornito poco prima. In "luogo" si deve inserire il luogo in cui il testo è ambientato, specificando la collocazione geografica se necessario (Es: Locanda del Saltimbanco, Città di Spes). In "data" si deve specificare la data in GdR nel quale il testo è ambientato, qui trovi una spiegazione della datazione su Karaldur. (Es: Quarto Darbis di Daudar, anno 2894 d.F.) In "testo" si deve copiare il testo del racconto. Che genere di testo va inserito con questo template? Ovviamente questo template va utilizzato solo per testi narrativi che già non rientrano nella categoria "Opere Culturali". Se il testo che vuoi includere è l'estratto, nell'ambito GdR, da un romanzo, un trattato o altra opera scritta, non devi usare il Template qui presentato. Se il tuo testo narra un racconto, un'esplorazione, ecc... è il template giusto da usare. Hai domande? Non esitare a chiedere!
  12. Lo Zenit Onomir Moradon salì con decisione i gradini dell'alto palco che gli era stato costruito al centro dell'accampamento. Indossava una giacca grigia e dura che rispecchiava il suo carattere stoico, e tra i suoi capelli brizzolati spiccava il diadema con la pietra Birdùr tramandato dalla sua famiglia. Intorno a lui si era riunita un'enorme quantità di gente volenterosa di essere partecipe a quell'evento storico, era presente la quasi totalità delle persone che lo avevano seguito nell'Aramain. Si prese un attimo per lanciare uno sguardo penetrante lungo la folla, aspettando che calasse il silenzio, poi proruppe con voce forte: <<Oggi è un giorno glorioso per la nostra comunità. Sono passati più di sessant'anni da quando il popolo di Lumvalos ha perso la propria patria per cercare la salvezza nel piano di Karaldur. Ognuno di noi ha portato il proprio contributo alla fioritura della nuova Spes, una casa per tutte le nostre famiglie, ma ora è tempo di ritrovare la nostra strada. Insieme a tutti i nuovi compagni che si sono uniti a noi durante questo viaggio, che provengano da nobili famiglie di altre città o dal più piccolo dei villaggi, ora saremo uniti sotto un unico nome, il Regno di Altabruma. Ci sono voluti molti anni per prepararci a questo progetto, ma l'eccellente lavoro dei nostri minatori, architetti, fattori e mercanti ci ha permesso di stabilirci nell'Aramain centrale. Adesso è il momento che alte torri sorgano dalle acque del Lago Specchio e s'innalzino maestose verso il cielo!>> La folla esultò, acclamando con eccitazione all'idea che l'immagine descritta dallo Zenit si sarebbe realmente concretizzata nel giro di pochi anni, visti i grandi preparativi che finalmente erano stati completati. <<Avrò bisogno di tutti voi per compiere questa opera. I nostri esperti costruttori sono impazienti di cominciare con i lavori più impegnativi, ed è rimarchevole l'entusiasmo di tutti i volontari che sono pronti a seguire le loro direttive per accelerare il più possibile lo sviluppo della nostra nuova patria. A loro, dico che ora siamo pronti. Oggi io, Onomir Moradon, in funzione di primo Zenit, dichiaro che questo territorio è il nostro dominio. Oggi dichiaro la nascita di Yalven.>> Il boato che accompagnò la conclusione fu come un'esplosione. Le parole di Onomir sapevano coinvolgere il cuore dei suoi seguaci, che da tanto tempo erano pervasi dal desiderio di realizzare quel sogno. Mentre applaudivano, alcune persone avevano le lacrime agli occhi, altre ringraziavano Uhle, e anche chi aveva un'indole solitaria si sentì, in quel momento, parte di qualcosa di veramente grande.
  13. L'ultimo messaggio lasciato dal Gran Sacerdote al tempo della sua sparizione, indirizzato ai fedeli di Uhle: Lunghi anni son passati, da che i Figli ci han dannati. Nera la furia, scuro il suo cielo, gli Inni suoi dal Luogo si eran alzati. Ma nella Fine, al Sommo sdegno, invocati fummo a rimetter pegno. Con di cenere gli occhi e fiamme le membra, di gravoso terròr la fede morì pregna. "Sciocchi mortali, da me non vi proteggeràn le vie circolari! Scavate dai Figli, di voi speranza, il vostro animo l'occhio giudicherà ad oltranza!" Calmo l'aere ora è, mentre allo spezzato popolo manca il suo Re. Che vi perseguitino le mie parole, cariche del Sommo furore. "Per cinque volte il Dannato cinque volte danza, punito e immobile nella pallida eleganza Allor' si che il nuovo sognator sarà rivelato, con di fine il suo verbo caricato." Fin allor tutta la Parola come le montagne sia, immutabile e forte che neanche il vento la spazzi via. GDR by @Leotred
  14. Da “Compendio della Cronistoria del Regno di Altabruma”, pag. 56 e ss. (capitolo introduttivo “sulla fondazione”): La storia della fondazione del Regno di Altabruma ha da sempre interrogato numerosi storici della stessa nazione; l’analisi attenta dello sviluppo del sentimento indipendentista e autonomista della comunità già Uhleista e, successivamente, mercantile che avrebbe dato vita al primo nucleo di Yalven, comporta un cammino a ritroso nella storia della città di Spes fino, e oltre, il 2904 d.F., anno dell’attraversamento del mirabile Antico Portale da parte delle popolazioni Eselduriane. Inoltre, lo studio in questione è reso notevolmente più complesso dalla continua commistione delle vicende politiche con la personalità religiosa della comunità e dalla presenza costante e particolarmente influente delle autorità ecclesiastiche dell’Ordine di Uhle. In altre parole, scindere la componente sociale ed economica dalla componente uhleista è impossibile, tanto che, qui che in ogni altra città, vale la famosa affermazione “non vi è ideologia senza fede, non vi è politica senza religione”. Sono necessarie numerose conoscenze per affrontare il cammino della storia di Altabruma, gli autori, in questo testo, si prefiggono di offrire una panoramica generale quanto più chiara ed esemplificativa della realtà e dei fatti avvenuti e susseguitisi nel corso degli anni, mentre una analisi più attenta e dettagliata è presente nei manuali successivi, disponibili presso lo stesso editore. 2903 – 2904 d.F. : Questi anni, tristemente noti come gli anni dell’apocalisse eselduriana, sono stati spettatori di un enorme afflusso di popolazioni provenienti da tutto il piano precedente nella città centrale di Spes, protetta dalle inondazioni dalla possente cinta muraria naturale delle montagne. Tra le tante città che scelsero Spes come loro ultimo baluardo e come fortezza di speranza e di salvezza, figura anche Lumvalos, capitale del Dominio di Uhle e bandiera della fede Uhleista a Eseldur. Metà della popolazione cittadina perse la vita durante l’esodo dalla città in seguito alla improvvisa e drammaticamente violenta eruzione del vulcano Darata, a causa della lava, dei frammenti piroclastici, dei fumi contenenti una alta percentuale di zolfo e, nei giorni successivi, per le ustioni riportate durante la fuga. Una figura centrale dell’esodo lumvalossiano è sicuramente il Gran Sacerdote in carica al tempo, Avernal II, successore della celebre Asenath. Egli è il primo ingranaggio del nostro percorso e rappresenta la più totale fusione tra i poteri temporali e religiosi, incarnando la figura di sovrano e guida delle anime della popolazione del Dominio. Egli guidò, a piedi, la popolazione in un marcia estenuante e ricca di pericoli da Lumvalos a Spes, tenendo tuttavia alto lo spirito di sopravvivenza dei suoi concittadini. A Spes, nei mesi precedenti allo scontro tra i figli dannati e Draith William, supernica incarnazione di quanto vi è di più corrotto nelle creature di Uhle, la presenza di Avernal contribuì a una diffusione quasi epidemica della fede lumvalossiana, con un proselitismo che mai ci si poteva immaginare in una situazione di disperazione come quella che era presente nell’ultima Spes di Eseldur. Tra le capanne, il fetore dei moribondi e la continua e instancabile presenza dalla morte e della miseria, la parola del Sommo arrivò al cuore catramoso delle genti del piano, mostrando quale fosse la vera natura degli uomini. Dopo l’attraversamento del portale interplanare nel 2904 d.F., la comunità uhleista, prevalentemente lumvalossiana ed ejiteliana, rimase unita e salda attorno alla casta sacerdotale e attorno alla figura di Avernal II, che confermò il proprio ruolo di guida e sovrano. Nonostante la diffusione capillare del culto di Uhle, la comparsa dei Superni e il loro intervento drastico nella storia delle loro creature, gli uomini, ridestarono in tutte le popolazioni la fede supernica, andando quindi a polarizzare nettamente la componente religiosa della prima Spes, con una visione anch’essa fortemente divisa della natura stessa delle entità “che volano”. In questo sono già visibili i segni di frattura e debolezza si cui si parlerà in seguito. 2905 – 2907 d.F. : Questi sono anni di grande crescita economica e demografica a Spes, con una spinta edilizia notevole e un aumento considerevole del numero di abitanti della città. La comunità ben si insedia nel neonato Quartiere del Faggio, costituendo un primo nucleo di mercanti e borghesi, insieme a svariati altri gruppi provenienti dalla differenti realtà presenti nel calderone etnico e linguistico di Spes. 2908 d.F. : L’anno in questione funziona da spartiacque tra la storia precedente e la storia successiva dell’Uhleismo e della comunità che sarebbe divenuta, nel giro di 60 anni, il primo nucleo dei fondatori del Regno di Altabruma. Nel 2908 d.F. il Gran Sacerdote scompare, lasciando un ultimo messaggio. Non è difficile immaginare il trauma che questo terribile evento deve essere stato per l’eredità lumvalossiana, ancorata con reverenza al suo pastore e al proprio passato, incarnato da Avernal II. Emerge qui, in questo scenario, Amaryllis Kòlis, Arcicustode del Dominio di Uhle. La carica è la principale responsabile della diffusione e della protezione della fede nel Sommo e costituisce, di fatto, la più importante figura religiosa dopo il Gran Sacerdote. Kòlis si occupò di tenere saldo il popolo e di mantenere viva la fede e la dottrina, nonostante i risultati di questo tentativo sarebbero stati quasi completamente vani e del tutto fallimentari, per la natura titanica dello sforzo. Le pecore, private del pastore e del contadino che fornisce loro nutrimento e difesa, si rivelano per quello che sono, ovvero ovini pavidi e tremolanti, preda delle più basse e ridicole paure e timori. Iniziano ora due movimenti contrari, o meglio, antiparalleli. L’uhleismo, da una parte, si concentra attorno al proprio passato e diviene sempre più ortodosso e tradizionalista, rimanendo attaccato alle certezze dottrinarie del passato e bloccando ogni spinta avanguardista e modernista, esiliando dalla comunità i meno adatti e i più sovversivi, valutati secondo i criteri decisamente soggettivi delle autorità ecclesiastiche private della loro guida. Di contro, ha inizio un movimento centrifugo della comunità che vive la cosiddetta “diaspora Spesiana”, che dura per 30 anni sino alla seconda metà degli anni 2930. Il tasso di crescita dei proseliti e la crescita economica interna all’eredità lumvalossiana si arrestano improvvisamente, come conseguenza della chiusura in sé stessa della popolazione, similmente a una chiocciola che si ritrae velocemente nella propria conchiglia. La diaspora avrà termine con la rinascita del sentimento indipendentista e il desiderio di una propria identità che l’era delle esplorazioni porterà con sé. Prima di passare al paragrafo successivo, con la rinascita della comunità a opera della famiglia Moradon, è necessario analizzare le trasformazioni che avvennero in questi anni, che coprono un arco considerevole della nostra storia. La chiusura della religione in sé stessa portò naturalmente con sé una perdita di potere delle autorità sacerdotali e il ricordo della potenza del Gran Sacerdote iniziò a svanire, sino quasi a diventare uno scialbo e pallido ricordo nei libri di storia. La popolazione dimenticò in fretta il timore reverenziale nei confronti del vicario della divinità, ponendo la propria fiducia negli altri autorevoli membri del vecchio sinodo del Dominio. Il potere temporale scomparve completamente dalle mani dei sacerdoti, che videro ridotta la loro area di influenza alla semplice area delle celebrazioni e della fede. In poche parole, l’uhleismo passò in secondo piano rispetto agli interessi economici e politici, rimanendo comunque presente nella vita dei fedeli. 2936 d.F. : In questo anno, la amministrazione di Spes, primariamente rappresentata dal Protettore Leotred (ramo cadetto dalla famiglia dei Gran Sacerdoti, anche se nulla hanno a che vedere le due famiglie, ormai così lontane da poter essere considerate distinte), iniziò a finanziare e sovvenzionare attività di ricerca ed esplorazione in tutto il piano di Karaldur. Moltissime basi vengono fondate con altrettanti porti e numerose spedizioni commerciali iniziano a portare a Spes tracce della presenza di popolazioni autoctone, il tutto accompagnato da una rinascita economica non indifferente. In questo contesto emerge al famiglia Moradon, erede della Guardia dei Sigilli di Lumvalos, ruolo addetto alla gestione finanziaria della città. Onomir Moradon emerge come guida della comunità, promuovendo il rinforzo della identità etnica e religiosa. Tuttavia, la grandezza del futuro primo sovrano di Altabruma va oltre e risiede nel suo tentativo, riuscito, di unire la vecchia Lumvalos alla nuova classe mercantile e medio-borghese spesiana. Grazie a sovvenzionamenti della stessa famiglia Moradon e di altre famiglie agiate, viene espansa la comunità del Dominio a comunità economica e primariamente mercantile. Mutuo soccorso e prezzi agevolati sono le caratteristiche vincenti di questi anni, che portarono a una vera e propria resurrezione economica e sociale della futura Yalven. Il secolarismo, impedito a Lumvalos, trionfa e si assiste al definitivo allontanamento tra fede ed economia e politica. Le autorità ecclesiastiche, anch’esse rinnovate da questa spinta tanto attesa, si presentano alla popolazione con una maggiore apertura e richiamando l’uhleismo del Dominio, personale e fortemente attivo, seppur i ruoli, come abbiamo largamente spiegato, siano diversi e mutati. La propaganda religiosa subisce una nuova impennata e il numero di fedeli aumenta, a beneficio della comunità mercantile. Segue un periodo di grande apertura e sviluppo a Spes, dove i sogni di indipendenza e autonomia sembrano avvicinarsi velocemente alla loro concretizzazione. 2936 – 2946 d.F. : Come anticipato nel paragrafo precedente, in questo decennio la comunità cresce e si sviluppa a Spes, mossa dalla alleanza economica e dai numerosi vantaggi provenienti dagli accordi ideati a realizzati da Moradon. Nonostante il lettore giudicherà ripetitivo il nostro insistere sulla questione, a nostra scusante vi è la grande importanza di questa dinamica sociale e politica nella storia di Yalven dopo la fondazione: la separazione e l’allontanamento della componente religiosa dalla vita politica. Questa nozione entri con forza nella testa e nel bagaglio conoscitivo di ogni studente e anche del semplice appassionato di storia contemporanea, qui risiede la chiave per comprendere la sociologia di Altabruma e il suo intero sistema politico. La fede uhleista permane nella popolazione come forte elemento di identità, ma perde quasi completamente le proprie prerogative temporali e laiche. Tornando al nostro racconto storico, che amiamo definire “coinvolgente e profondamente umano, come lo sono le storie dei popoli”: dopo il decennio dorato, la comunità vive una seconda crisi, questa volta necessariamente e puramente “secolare” e svincolata da qualsivoglia componente fideistica. La crisi che cercherà di schiacciare i mercanti di Spes è economica, riguarda, curiosamente, la stessa esplorazione geografica che aveva dato vita agli accordi di Moradon, figura chiave di questo periodo. 2947 – 2950 d.F. : La esplorazione geografica finanziata da Spes continua senza sosta e raggiunge in questi anni il suo apice. Nel 2950 d.F. viene fondato il quinto e ultimo dei grandi avamposti karalduriani: Birvilner, lo zenar di ghiaccio, soprannome valsogli a merito delle proficue attività commerciali aperte all’interno delle resistenti mura. Nella città neutrale del piano vengono convogliate tutti i desideri di ricchezza e tutte le speranze di guadagno riposte in questi avamposti oltremare. Neanche la forte e solida comunità yalviana rimase indenne a questi potenti colpi alla gola dell’uomo: la brama di ricchezze, l’emergere di mercanti con prezzi eccessivamente concorrenziali e la difficile spartizione delle aree di influenza portarono in poco tempo alla disgregazione e alla frammentazione della piccola società. A questo periodo seguirono poi due anni e mezzo di nuova rivincita delle forze centrifughe, che si sarebbero poi nuovamente fermate con la nuova forza del già noto Moradon, autentico ispiratore della fondazione della città nei venti anni successivi. Come sempre, nello studio della storia è importante analizzare le conseguenze, nel tempo degli avvenimenti che sembrano susseguirsi come semplici figure su un libro polveroso (che non speriamo essere il nostro volume, con ringraziamenti da parte dell’autore). Fin dove arriva l’eco di queste crisi? La risposta non può che essere vaga e quanto mai indefinita, in quanto le ripercussioni delle azioni del passato sono ancora ben visibili nella società odierna, plasmata dalle mani potenti e inarrestabili del tempo trascorso. Il popolo yalviano porta dentro di sé i segni di questi trascorsi, al pari di altri popoli trasformati lentamente dalle loro storie affascinanti e sempre coinvolgenti. 2951 d.F. : L’eroe della storia della città emerge nuovamente dopo questa spiacevole parentesi economica. Onomir Moradon decide di raccogliere nuovamente la comunità attorno a sé e, comprendendo la necessità ormai impellente di un potere centrale forte e autorevole, inizia a organizzare la popolazione secondo un ordine che riflette quello attuale di Yalven. In questo periodo nasce l’idea di una monarchia oligarchica, rompendo, ben dopo il termine delle speranze anti-secolariste dei più grandi fanatici, la tradizione lumvalossiana di una figura sacerdotale a capo della popolazione. Questo creò non pochi problemi dottrinari e numerosi teologi dell’Ordine hanno analizzato la questione, giungendo, nella stragrande maggioranza dei casi, a ottime spiegazioni e giustificazioni. Riportiamo qui una sintesi del pensiero dell’Arcicustode Elivan Kòlis, nipote della già citata Amaryllis: il piano del Sommo si continuerebbe a spiegare attraverso le creature dei Figli per la sua immensa benevolenza. La comunità si stringe nuovamente attorno al futuro sovrano e il progetto di una città che doni identità e Storia al popolo della diaspora spesiana diventa mese dopo mese sempre più palpabile. In questo periodo iniziano i preparativi per la fondazione, che occuperanno quasi 15 anni: la raccolta dei fondi necessari per affrontare le gigantesche spese necessarie, l’accumulo della mole di materiali edilizi e lo studio attento della geografia e della idrogeografia del luogo scelto per Yalven: il lago dell’Aramain Centrale. 2951 – 2954 d.F. : Questi tre lustri sono anni di grande fermento, non solamente della comunità in questione, quella yalviana, ma anche di tutti gli altri gruppi che si erano formati a Spes nei primi 60 anni della sua storia, eredi legittimi o meno delle popolazioni eselduriane. Il sentimento di autonomia non è presente solamente nella famiglia Moradon e nei suoi compagni più stretti, ma è comune a tutta la media e alta borghesia della città, ben consapevole delle potenzialità economiche del piano di Karaldur. Tornando alla nostra Storia: vogliamo qui soffermarci su come i materiali e la popolazione riuscirono a raggiungere il lago preposto ad accogliere il futuristico progetto cittadino. Numerose navi partirono dal porto di Spes, cariche di merce e di uomini e si attestò il naufragio di ben poche unità, se confrontate con il numero di coloni che ivi partirono. Il morale si tenne alto lungo tutto il periodo di accumulo e preparazione, anche se non mancarono, come è verosimile in un evento di questa portata, tentativi di sovversione e ammutinamento. Una fonte del tempo, lo storico Ròr Sàk, riporta in un documento ben noto a tutti gli studenti della scuola superiore di come furono trovate, nel 2960 d.F., numerose persone appartenenti alla classe dirigenziale della futura nazione assassinate brutalmente nelle loro abitazioni. Nonostante i colpevoli non siano mai stati trovati e quindi giustamente condannati (o almeno così raccontano gli atti giudiziari), Moradon emise numerosi editti volti ad aumentare la protezione e la sicurezza della nazione, riducendo notevolmente la pericolosità dei sovversivi, che venivano prontamente individuati e allontanati. 2965 d.F. : Siamo giunti al termine di questa scarna tabella cronologica, che ha la funzione di aprire il volume e di fornire uno schema chiaro e rapido per la consultazione di come si susseguirono i fatti che portarono alla fondazione di Yalven. Nel 2965 d.F., Yalven viene ufficialmente fondata nell’Aramain Settentrionale e la sua fondazione viene riconosciuta dalle autorità spesiane in seguito alla firma degli “editti lacustri”, documenti che regolavano i rapporti economici e politici tra le due città. Iniziano in questo stesso anno i preparativi per la costruzione della colossale torre centrale e della voragine che la circonda, insieme con la rinascita di un uhleismo nuovo e slanciato verso il futuro. La propaganda religiosa continua a essere presente nella vita del piano con un rinnovato entusiasmo, nonostante la ormai accettata scomparsa di Avernal II, da molti considerato morto. A livello politico, l’incoronazione di Moradon avviene in una giornata soleggiata, durante una celebrazione religiosa presenziata dall’Arcicustode. Moradon, che ha 50 anni al momento della proclamazione regale, costituisce un primo governo oligarchico formato da numerose autorità che discendevano direttamente dalle famiglie dell’antico sinodo di Lumvalos, nonostante non manchino numerosi elementi innovativi all’interno dello scenario politico. Yalven guardò al futuro e, nonostante sia impossibile e ingiusto cancellare i legami che la tengono ancorata all’eredità lumvalossiana, sarebbe ugualmente sbagliato ridurre il progetto cittadino e nazionale a una semplice edizione seconda del Dominio di Uhle. I fattori di novità furono e sono numerosi e imponenti, tali da poter considerare Yalven una nuova creazione dell’uomo. Termina così questo capitolo introduttivo. Il pensiero degli autori non può che andare al lettore, che si accinge allo studio di una opera, o meglio, di una storia, tortuosa e complessa, ma oltremodo affascinante e coinvolgente. Inoltre, gli autori desiderano augurare, come si è soliti fare in opere di questo tipo, un augurio di prosperità e saggezza, discernimento politico e benevolenza allo Zenit Moradon e a tutto il Concilio delle Nebbie, sicuri che continueranno a guidare il popolo yalviano con illuminata sapienza. Possa il Sommo guidare le nostre vite. GDR by @Kolisch
  15. Salute Forgottens, Ormai ci siamo. L'attesa sta giungendo al termine. L'hype che vi ha consumato accompagnato negli ultimi mesi sarà (spero ) saziato. Sfiniti e indolenziti dalla Battaglia della Vallata di Spes appena conclusa ecco che con orgoglio vi presento, a nome dello Staff Karaldur e Social, il dolce finale di questo Evento pre-apertura: il trailer di Karaldur! Alla fine del video sarà rivelata la fatidica data, il giorno, mese e anno che molti di voi hanno atteso di conoscere fino ad ora: il giorno dell'apertura del nostro e vostro server Survival GDR preferito. Ebbene, bando alle ciance, buona visione. - Geko, Adegheiz, Araton_10 e gli staffer Karaldur e Social
  16. L'attesa è finita, Karaldur finalmente apre!
  17. Salve a tutti, parlottando in TS di una possibilità di proporre ad alcuni un "Leader" (Gestionale di una Nazione) mi hanno consigliato di proporlo direttamente su questo Forum per cercare eventuali interessati, beh...proviamo. Cosa è un Leader? Un Leader è un Gdr Play by Forum E by Mail, nella parte "Forum" vi sarà tutta la parte GDR del caso, dalla semplice "vita" dello stato scelto (o della razza o altro) fino alle dichiarazioni di Guerra la parte "by Mail" è più meccanica ed è la trascrizione di quello che è stato fatto in GDR sul forum in modo che il Master (io) possa poi far progredire la vostra nazione, si parla quindi della gestione delle risorse, tasse, esercito, popolazione, magia e quant'altro. Oddei sembra complicato! Si e No, no panic. Per chi gioca ai vari Paradox troverà molte similitudini e in ogni caso ci sarà un regolamento molto semplice da seguire e dopo uno, massimo due turni, anche una capra come me ha capito il suo funzionamento (e ora ne ho creato uno tutto mio, quindi è davvero facile). Il GDR by forum è a discrezione del giocatore: lunghi monologhi del leader, narrazzioni della vita della popolazione o semplici trattati alla "AAR" schietta, non importa, l'importante è giocare. la parte By Mail è altresi molto semplificata per i Giocatori: dovrete solo usare i PA (punti azione) per effettuare quello che volete (dal muovere truppe a alzare tasse o spendere soldi), al resto ci penso io. Fantasy? Ci sarà una ambientazione (o storia di base) per farvi capire la situazione iniziale, quindi il tutto è in mano vostra. Ovviamente essendo un Fantasy ci sono Razze differenti dai soli Umani, come Orchi, Nani, Goblin, Elfi e...quello che viene in mente ai Giocatori (nel limite del possibile, che i giocatori tendono a esagerare un pò). Ci sarà la Magia, ci saranno Maghi e Incantesimi e beh...la fantasia dei Giocatori a plasmare il mondo. Se ci sono altre domande sono qui apposta per rispondere a tutto, indicativamente servono almeno 8 giocatori (master escluso) per iniziare il Leader (più si è meglio è ovviamente, ma essendo cosa nuova in questo Forum non mi aspetto subito un entusiasmo smodato ^_^) Ovviamente posterò un Regolamento se troviamo gente per inziare, in caso servirà anche un sottoforum per evitare di intasare la sezione del Forum. I dettagli eventuali saranno postati assieme al regolamento, evito di riempire il Forum se non trovo interessati alla cosa ordunque! qualche prode Re, KapoGuerra, Sommo Arcimago, Teogono o Tiranno???
  18. Nuove regole per il Lore della VI ERA Clicca QUI per andare alla pagina del Lore Dopo un periodo di attesa, finalmente, in preparazione della VI Era del nostro più famoso server di Minecraft, vengono pubblicati i nuovi canoni, ossia le nuove regole, per l'Ambientazione, anche chiamata Lore. La nuova pagina, che sostituisce integralmente la precedente, è stata appositamente pensata per permettere al nuovo utente e a quello esperto di trovare risposta a ogni singola domanda relativa alla meravigliosa ambientazione dei nostri server di Minecraft, e tutte le nuove dinamiche GdR che verranno aggiornate con la prossima era. E' importante sottolineare come i nuovi canoni si applichino solamente alla VI era e non sono quindi retroattivi! Le nuove meccaniche influenzeranno solamente l'era che viene e ogni modificare rispetto ai precedenti canoni è appositamente spiegata nella nuova pagina Lore. Questi canoni e queste spiegazioni sono il frutto di moltissimo lavoro da parte del reparto GdR dello staff, che lavora, coordinatamente agli altri settori, per portarvi una esperienza di gioco, anche di ruolo, sempre più affascinante e completa! Ecco a voi il Link alla pagine del Lore, raggiungibile anche dalla pagina principale della Wiki: https://wiki.forgottenworld.it/mc/Categoria:Lore_del_Jandur Grazie a voi per l'attenzione, lavoriamo costantemente per voi. Lo Staff e il reparto GdR di Forgotten World
  19. LA SCORTA Arco narrativo: La cerca Atto I: Scintilla Sessione 1: La scorta Data: 21/03/2017 ----------------- LA CITTÀ Arco narrativo: La cerca Atto I: Scintilla Sessione 2: La città Data: 28/03/2017 ----------------- Estratto dal diario di Arcanio, data illegibile. Siamo finalmente giunti a Mirathin, un tipico villaggio della cordigliera nord: piccolo, freddo e non molto ospitale. Ci siamo finti dei commercianti per poter attraversare i cancelli senza destare troppi sospetti ma purtroppo non è stata nemmeno quella una grande idea. Pare infatti che non sia troppo frequente il passaggio di mercanti in queste zone. Dopo gli accadimenti della notte soltanto i nostri spiriti sono abbattuti quanto i nostri corpi e abbiamo davvero bisogno di riposarci. Soltanto quel furfante di Ferox sembra aver voglia di scherzare ma soprattutto di cacciarci nei guai. Il grottesco furtarello degli averi di un villico a servizio della difesa delle mura poteva infatti costarci caro ma fortunatamente gli è andata bene. Temo però che i suoi guai non siano finiti dal momento che sembra essere uscito da solo per chissà dove. Mi duole la testa e ho bisogno di riposo ma devo prima fissare su carta le parole del torturatore Inquisitore. Ancora faccio fatica a comprendere la natura del nostro vero incarico. In verità non stiamo infatti scortando gli Inquisitori quanto il carico da loro difeso. Si tratta di una fialetta, contentene un misterioso materiale che ha la proprietà di assorbire la luce, o forse dovrei dire di ghermirla nel suo nero abisso. Lo strano materiale è per ora custodito all'interno di un bauletto protetto da potenti rune ma temo che dopo l'assalto di ieri della feccia elfica non basteranno quei sigilli arcani a fermarli. Temo che dovremo porre le nostre vite a difesa di un artefatto così potente quanto misterioso. La nostra destinazione finale è un circolo dei maghi sperduto in questo nord. Il suo essere isolato e la nostra segretezza saranno nostre alleate anche se temo che gli elfi dispongano delle conoscenze e gli strumenti necessari per localizzare comunque l'artefatto. Ma ora è tempo di dormire, e di meditare. Postilla notturna: Ho appena fatto un sogno particolare, sento il bisogno di registrarlo per non incorrere il rischio di dimenticarlo anche se le immagini e i suoi erano così vividi che difficilmente credo riuscirò a dimenticarli. Il mio amato e defunto padre mi ha mostrato mi chiamava a sè poco prima di essere divorato da un essere abominevole di tenebra. Tra le mie mani avevo due fiale, una simile a quella custodita dagli Inquisitori, nell'altra una contenente un materiale radioso, quasi a contrapporsi a quella nera di notte. Le immagini cambiavano poi improvvisamente: un'alta torre si ergeva in lontananza divorata dalle fiamme mentre nel mondo rieccheggiava un battito, come un sussulto del cuore del mondo stesso. Domani ne parlerò di nuovo con gli Inquisitori, potrebbe essere qualcosa di interessante.
  20. OFF: SEZIONE SOLO ON! DOVE POTRETE FARE I GDR CHE PIù VI AGGRADANO, COME PROPORRE TRATTATI COMMERCIALI, DICHIARARE GUERRA, FAR CONOSCERE IL VOSTRO STATO CON DEL GDR AMBIENTATIVO ECC ECC TUTTO RIGORSAMENTE ON
  21. Report Turno 0 I Miti e le Leggende Ci fu un tempo, in cui i Regni Umani, Elfici e dei Nani si facevano la Guerra tra loro per qualche Regione, in cui le Orde di Orchi e Goblin scorrazzavano nelle Terre degli Uomini-Bestia come i Lubian o i Thul'Fen, in cui gli Hobbit commerciavano in tutto il Continente e in cui le Razze vivevano le loro vite a loro modo. Poi arrivarono Loro. L'Impero Myrkridian sembrava, all'inizio, un Impero come altri venuto dall'Est, un nuovo nemico nello scacchiere Continentale con cui poter fare Diplomazia e anche Guerra. Nessuno se ne preoccupò minimamente finche le due Orde più potenti, Gli Orchi e i Goblin, non caddero in una sola notte sotto il dominio dell'Impero Myrkridian. Non giunsero voci, nessun Orco o Goblin era scappato al Dominio e avev raccontato quello che gli era successo anzi, ora combattevano per i Myrkridian come se avessero visto in loro i nuovi Kapiguerra. Nani, Elfi e Uomini cercarono un primo contatto con l'Impero e in tutta risposta ogni Regno di questa "coalizione" venne attaccato e in un giorno invaso e conquistato. Gli Uomini-Bestia, ben più isolazionisti, provarono da soli a combattere ma anche loro vennero sconfitti con poco sforzo. Hobbit e altre razze decisero di non combattere e arrendersi alla strapotenza dell'Impero. Passarono Secoli di pace e armonia, la Lex Imperialis impediva le Guerre interne e le Razze dovettero coesistere, seppur nessuno assunse una connotazione Xenofila pura e i Nani continuarono a guardare male gli Elfi e viceversa. Tecnologia, Magia e altre ricerche erano proibite: solo i Myrkridian potevano utilizzare i progressi del sapere e lasciavano le altre Razze indietro, ovviamente non volevano che si raggiungesse il loro livello di potenza Tecnologica e Magia e non ci fosero per loro dei "rivali". I Secoli di Pace furono parecchi, fino all'arrivo del Grande Buio, il giorno in cui l'Impero si sgretolò su se stesso. Era una giornata come tante, quando i Myrkridian fecerò incetta di popolazione in tutto il continente, mettendo in mano a ognuno di loro un'arma mai vista prima e una armatura del tutto strana, furono tutti mandati a Est e non tornarono mai più. Dopo meno di un mese, ogni Myrkridian del Continente se ne andò a Est e le Razze furono lascete di nuovo sole. Per Mille Anni non si parlò più dei Myrkridian e del loro Impero, non si sa nulla di quello che sia successo a Est e nessuno ha mai avuto l'intenzione di andare a studiare quelle zone. La vita tornò quella di un tempo, prima che l'Impero Myrkridian venisse a colpire le Razze di questo Continente. Turno 0 Anno 1000 dalla Caduta
  22. Regolamento Regola D'Oro Innanzi tutto questo è un Gioco. In secondo luogo c'è un Master (io). Si può vincere, si può perdere, l'importante è divertirsi e evitare in qualsiasi modo il Flame gratuito, non è un Multy di Eu4 dove potete sfruttare certe meccaniche perchè c'è un Arbitro di Gioco che sposterà l'eventuale bilancia sempre verso l'equilibrio onde dare possibilità a TUTTI di giocare e divertirsi (questo non toglie che prima o poi ci sarà un vincitore o semplicemente il "migliore" del Leader che arriverà a una fine.) Descrizione della Scheda Sezione 1: Stato In questo foglio di calcolo è mostrato il vostro stato, in alto è possibile trovare il nome dello stato, il vostro "status" (se indipendente o vassallo), il Giocatore che lo muove, la Razza Dominante, la Religione, le Regioni di cui è composto lo stato, la Pop (popolazione 1=1000 abitanti), gli Sch (Schiavi 1=1000), i PR (Produzione), Liv Città (il livello della città li presente, se presente), la Risorsa (essa viene prodotta dalla regione, se avete PR in quella regione), il Terreno (la tipologia di terreno della provincia), la Città (il nome della città, se presente), la Fortificazione (se presente, da 0 a 100% ed è un bonus alla difesa), la Stabilità (un valore da -3 a +3, simula la felicità della vostra pop in quella regione), Religione (della maggioranza della pop in quella regione), Razze (la razza principale), Minoranze (Razza in minoranza ma in considerevole numero, non saranno conteggiati eventuali altre razze inferiori), Religione-bis (la religione delle minoranze). In basso potete trovare un "consiglio" in "Ascolta il Consigliere" (eventuali mie dritte random), la Lingua (la vostra e quella che padroneggiate), Uno specchietto che vi mostra il vostro livello rispetto il mondo di gioco Sezione 2: Economia e Ricerca In questo foglio di calcolo è mostrata la vostra economia, dove avete le entrate e dove avete le spese, la vostra Tecnologia e le Invenzioni o gli Incantesimi che avete ricercato o avete comprato da altri giocatori, inoltre ci sono anche le rotte commerciali tra voi e gli altri stati. C'è anche la tassazione alla vostra popolazione (e alle varie fasce di popolazione) modificabile da un valore tra 0 (non tassati) e 5 (super tassazione) il cui valore medio è 3. Sezione 3: Politica Interna Una Panoramica sulla vostra Corte, il Sovrano, l'Erede, i consigli del vostro enturage, eventuali contropoteri (chi potrebbe farvi del male dall'interno), i Sudditi e la loro Lealtà al vostro Stato (e relativo potere) e alcune missioni con relativi bonus Sezione 4: Relazioni Sono le vostre Relazioni con gli altri stati: Nome Stato, Relazione, Perchè. Odio Nessun trattato a lungo termine possibile oltre a dichiarazione di guerra/trattato di pace. Nessun commercio possibile. Non è necessario un Casus Belli per dichiarare guerra. Disprezzo Nessun trattato a lungo termine possibile oltre a dichiarazione di guerra/trattato di pace. E' possibile commerciare ma non stabilire trattati commerciali o monopoli L'opinione pubblica richiede un Casus Belli valido per dichiarare guerra, ma non ci saranno malus alla stabilità in sua assenza. Sospetto Trattati di non aggressione sono considerati accettabili. E' possibile commerciare e firmare trattati commerciali ma non istituire monopoli L'opinione pubblica richiede un Casus Belli valido per dichiarare guerra, ma accetterà anche attacchi preventivi Indifferenza Trattati di non aggressione sono considerati accettabili. E' possibile commerciare, firmare trattati commerciali e istituire monopoli L'opinione pubblica richiede un Casus Belli valido per dichiarare guerra. Simpatia Trattati di non aggressione e alleanza difensiva sono considerati accettabili. E' possibile commerciare, firmare trattati commerciali e istituire monopoli L'opinione pubblica richiede un Casus Belli valido per dichiarare guerra. Fiducia Trattati di non aggressione e alleanza offensiva e difensiva sono considerati accettabili. E' possibile commerciare, firmare trattati commerciali e istituire monopoli L'opinione pubblica richiede un Casus Belli valido per dichiarare guerra. Dichiarazione di guerra anche con Casus Belli valido provoca malus temporaneo al morale Armonia Trattati di non aggressione e alleanza offensiva e difensiva sono considerati accettabili. E' possibile commerciare, firmare trattati commerciali e istituire monopoli L'opinione pubblica richiede un Casus Belli valido per dichiarare guerra. Dichiarazione di guerra anche con Casus Belli provoca malus temporaneo al morale Rottura di trattati a lungo termine causa malus temporaneo al morale Sezione 5: Politica Estera Tutti i trattati che andrete a fare con gli altri PG o PNG Sezione 6: Esercito e Flotta Panoramica del vostro Esercito con relativi costi, uguale per la flotta. Ricordatevi di creare le vostre Legioni con la tattica (facoltativa, ma caldamente consigliata) il Generale e la loro composizione, ricordate che potete mettere solo un TIPO di unità per Sezione (quindi "Centro" potrà avere solo Milizia, oppure solo Fanteria Pesante, "Riserva Centro" potrà avere solo Arcieri oppure Lanceri ecc) Sezione 7: Editti e Leggi Per ogni legge che vi viene in mente, i Bonus ovviamente sono a carico mio. Sezione 8: Spionaggio Ove verranno scritti i report delle vostre Spie e Servizi Segreti, come fa la Cia ma voi non lo sapete. Sezione 9: Ordini La Sezione che DOVRETE modificare ogni Turno, la sezione che vi permetterà di fare le azioni. La prima tabella mostra le Azioni che potete fare, il loro numero massimo e rimanente (Ogni azione non usata andrà persa), dovrete mettere il numero nel primo riquadro, il o i nomi delle azioni nel secondo e eventuale descrizione nel terzo. Uguale è la tabelle delle Reazioni ma li dovrete mettere le condizioni (SE mi attaccano, mi metto a piangere...). SI LE REAZIONI SONO MENO DELLE AZIONI, usatele con astuzia. Inoltre potrete reclutare le Truppe e eventualmente segnare eventuali spese per le costruzioni e altro. PER ORA la parte "Rinforzi" ignoratela, servirà più avanti (mi scocciava nasconderla per poi tirarla fuori ^_^) Forme di Governo I Bonus valgono solo alla "creazione" dello stat (come ad esempio i bonus alle risorse) le azioni possibili o la concessione di azioni possibili vale anche come cambio di Forma di Governo in gioco. Monarchia Feudale Il Sovrano può fare matrimoni reali (anche senza dinastia) Senza un Erede, salirà al trono un "lontano parente" (rischio rivolta) si ottiene un Vassallo iniziale Monarchia Autocratica Il Sovrano può fare matrimoni reali (anche senza dinastia) Con o senza Erede, ci sarà uno scontro di Fazioni Bonus iniziale a Produzione e Militare Teocrazia Elezione del Sovrano alla morte di questi Può chiamare una Guerra Sacra (con relativi bonus) Bonus iniziale a Sociale Magocrazia Elezione del sovrano tra una rosa di candidati alla sua morte Bonus iniziale alla Magia (non può alzare la Tecnologia) Possibilità di ricercare Incantesimi Tecnocrazia Elezione del sovrano tra una rosa di candidati alla sua morte Bonus iniziale alla Tecnologia (non può alzare la Magia) Possibilità di creare Invenzioni Tecnologiche Repubblica Mercantile Elezione del Sovrano ogni 5 anni (si può forzare la rielezione con qualche malus) Bonus iniziale al Commercio e Produzione Orda Elezione del Sovrano tra i più forti dell'Orda Può spostarsi sulla mappa con tutta la popolazione, non ha mantenimento esercito, non prende Tasse Tecnologia più costosa in tutti i campi
  23. Salve, volevo proporre una nuova campagna, di Pathfinder. Questa campagna vuole essere un'apertura anche per i nuovi, quindi se non avete mai giocato a un gioco di ruolo, qui siete i benvenuti Passiamo alle "regoline": 1) Il sistema di gioco è Pathfinder e, per evitare abusi o, comunque, problemi successivi, si potrà utilizzare solo il manuale di gioco di Pathfinder. Il... "download", diciamo così, ve lo fornirò io. O, al più, vi fornirò supporto diretto, ho il manuale. 2) La campagna vorrei giocarla settimanalmente, ma anche bi-settimanalmente non vedo problemi. Vorrei un giorno preciso, ma la stabiliremo più avanti, insieme, se ci riusciamo, sennò si stabilisce ogni settimana. 3) Si giocherà su roll 20 sul teamspeak di FW. 4) Cerco giocatori nuovi, alle prime esperienze, ma non disdegno veterani. 4-5 giocatori, per ora i posti sono tutti disponibili. 5) Ambientazione: 5° era di FW. Non la conoscete? Good, la conoscete? Meglio ancora. Rapporti tra i pg: lavoreranno per i modernisti, ma non è detto che lo dobbiate essere. E' da decidere l'allineamento iniziale della squadra, tra buono e malvagio. Da qui limiteremo gli allineamenti possibili. Si parte dal livello 1. 6)Home-rules (o regole della casa) Punti fortuna. Ve li spiegherò dopo :3 I combattimenti potrebbero non essere presenti in tutte le sessioni, anche se ci provo. Prediligo uno stile descrittivo e narrativo del combattimento, anche se potrei usare le miniature di roll20 per comodità, anche se non saranno indice di utilizzo di tecnicismi o simili. La campagna avrà come temi la politica, l'etica, la morale e avrà a che fare anche con la religione (superni). RIassunto: Gioco: Pathfinder Narratore/Master: Il sottoscritto, goldr31 Partecipanti e Giocatori: 5, aspetto candidati. Incipit: 2860 d.F.: nell'ora più buia per il Modernismo, Il Presidente e il Segretario Modernista sanno che il destino dell'URMM è appeso a un filo. La sconfitta militare, la morte di tanti giovani, il pianto delle madri e la rabbia di chi è rimasto possono provocare la fine di un sogno, di un'utopia e vi è bisogno di soluzioni forti e decise. 4-5 avventurieri, i migliori, dovranno viaggiare per tutto il Piano, tra città, esperimenti disastrosi, sesso e giochi politici, alla ricerca dell'unica cosa che può salvare il Modernismo... O forse no?