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Found 3 results

  1. Le strade di Spes, un tempo tranquille, dopo l’apertura del Portale avevano conosciuto nuovamente il caos ed il disordine, oltre che un notevole aumento di rumore. Le guardie faticavano sempre di più a presidiare l’arcano costrutto, e fin troppo spesso dovevano urlare contro la folla di curiosi che tentava di entrarvi, di capirlo, o di maledirlo, a seconda. Dal canto loro, la folla non era da meno: Domande urlate e teorie sbraitate si battevano fianco a fianco con pessimistiche visioni e curiose speranze. C’era chi pensava non potesse andare peggio. Come succede sempre a chi fa questi pensieri, si sbagliava. Dopo alcune settimane dall’apertura del Portale, una nuova voce iniziò a riempire le strade di Spes, quella del timore, portata da profeti di ogni forma e professione. All’inizio erano solo nei vicoli più sperduti, sotto forma di barboni, poi nei bar, sotto forma di ubriachi; infine, giunsero per le strade, come anticipatori della fine dei tempi. Apocalisse! La fine è giunta! La furia dei Superni ci distruggerà tutti! Ormai perfino i richiami all’ordine delle guardie stavano divenendo in fretta sussurri in confronto. Era una giornata di pioggia, come un mese ormai, quando Levin Rezar si ritrovò, come faceva ogni mattina, davanti all’enorme Portale. Era una visione che lo rilassava, in un certo senso: Le guardie al loro posto, in file ordinate, i gruppi di curiosi, e l’immancabile folla che ascoltava il Profeta della Sventura di turno. “Venite, popolo di Spes! Osservate la nostra unica ancora di salvezza e redenzione!” Disse l’uomo, indicando con grandi e teatrali gesti il Portale “Solo tramite esso potremo sfuggire all’Apocalisse che ci attanaglia!” Varie grida di approvazione si innalzarono dalla folla, mentre le guardie osservavano in preoccupato silenzio. “Pensate che stia esagerando? Osservate il cielo! Le lacrime degli dei bagnano le nostre strade da giorni! Il mare è così irrequieto che i pescatori non possono allontanarsi dalla riva! Le piante muoiono affogate sotto i colpi della Fine!” Pausa teatrale, queste cose richiedono tempismo dialettico “Fra quanto saremo noi a morire? Fra quanto l’Apocalisse raggiungerà le nostre gole, strappando l’anima ai nostri fragili corpi? Il nostro tempo sta finendo, dobbiamo entrare nel Portale finché ancora possiamo!” Alcuni tra gli elementi più inviperiti della folla iniziarono a insultare le guardie ad alta voce, ma vennero velocemente silenziati dai gesti decisi del Profeta. “No, no, popolo di Spes. Il Portale è nostro tanto quanto lo è loro, anche se sono cechi alla sua gloria” L’uomo poi si rivolse verso i soldati, con uno sguardo che era un misto di pietà e comprensione “Unitevi a noi, protettori di Spes. Unitevi e a noi e portate a termine la vostra funzione: Salvare questa gente dall’Apocalisse che giunge!” Le guardie, dal canto loro, non fecero altro che guardarsi a vicenda in silenzio. Forse qualcuno tra loro concordava anche con il Profeta, ma il dovere veniva prima, nonostante tutto. Il fatto che ben poche città avessero deciso di mandare assistenza a Spes aveva fatto in modo che i soldati fossero terribilmente male equipaggiati e, peggio ancora, demotivati. Era già un miracolo che quella sottile linea tenesse ancora. Levin si sistemò meglio il cappello sulla testa, e si avviò verso le viuzze della città. Non aveva bisogno di ascoltare la successiva parte del discorso, tanto ormai lo conosceva a memoria. In fin dei conti lo aveva scritto lui. Percorrendo le vie di Spes, poteva sentire i discorsi timorosi dei cittadini che incrociava e quelli di rabbia di chi voleva raggiungere questo mondo nuovo.I semi che avevano seminato stavano germinando bene, e presto la pianta avrebbe esteso i suoi rami fino al Portale. Il giovane uomo raggiunse dopo pochi minuti la sua destinazione, un negozio di antiquariato nella parte bassa di Spes. Entrando fece un cenno al negoziante, che rispose con un piccolo inchino del capo, e proseguì verso il retro. Libri antichi e ninnoli importati lo accompagnarono lungo i corridoi, mentre quadri impolverati lo osservavano severi. Infine, giunse in una piccola stanza, con un tavolo, un paio di sedie ed un uomo anziano. “Melchior” salutò il giovane “Non dovevi venire fino a qui, ti avrei fatto consegnare i rapporti a casa.” “Oh, non preoccuparti, giovane Rezar, camminare un po’ fa bene per quelli della mia età.”L’anziano si alzò lentamente dalla sedia, sistemandosi l’elegante abito di fattura un po’ datata “Poi, temo che non avremo molte altre occasioni di parlare. Da Maestro ad Allievo. Fra tre giorni tu non sarai più qui.” Levin strinse la mano all’uomo, poi si sedettero. La notizia avrebbe dovuto stupirlo, ma ormai non gli rimaneva che trepidante apatia per quello che doveva essere. “Abbiamo dovuto accelerare di così tanto le tappe? I nostri ‘profeti di sventura’ hanno fatto un lavoro così buono?” “Non si accelera perché si deve, ma perché si può. Il Vuoto può permettersi di avere pazienza, noi non abbiamo il lusso dell’eternità.” Melchior sorrise “Come predetto dal nostro Inno, con o senza Apocalisse, questo piano dovrà essere lasciato indietro. Fra tre giorni, tutti i nostri millantatori convergeranno a Spes, sul Portale. Migliaia di persone chiederanno a gran voce di lasciare questo posto, e le guardie lo permetteranno.” Rezar si passo la mano tra i capelli rossi “E cosa ti fa essere così sicuro che le guardie li lasceranno passare?” “Per lo stesso motivo per cui il clima è impazzito esattamente al momento giusto, giovane: Il Vuoto ha già deciso. A noi non resta che eseguire la nostra parte in questo teatro.” Il vecchio si abbassò, e prese un tomo da una borsa appoggiata a terra. Era un libro dalle pagine di un bianco osseo, con la copertina rilegata in cuoio di colore nero ed azzurro. “La tua è di andare nel nuovo mondo, e portare con te il nostro Inno, cosi che il Coro possa essere creato.” Il giovane prese in mano il libro, l’oggetto più sacro del loro culto, fonte di tutte le loro dottrine e di tutte le loro certezze. “Sarà fatto, la Voce del Vuoto deve risuonare anche negli angoli più remoti del Multiverso.”Rezar si alzò in piedi “E’ stato un onore, mio Maestro. Possa il Vuoto abbracciarti.” Con un rapido inchino, il giovane se ne andò, verso il futuro che attendeva lui ed i popoli del piano. Melchior, dal canto suo, sempre con un flebile sorriso stampato sulla faccia, parlò al vuoto che lo circondava. “Sempre avanti, mio Allievo, chi si ferma è perduto. Ma anche chi continua dovrebbe sapere che il Vuoto fece un dono a questa realtà, molto tempo fa: L’esistenza è un frattale, ricorsiva. Ovunque tu vada, ci sarà sempre un ordine ed un cambiamento, un passato ed un futuro, un maestro ed un allievo, che ballano in eterno. Ovunque tu vada, ci sarà sempre un tavolo, un libro, ed un uomo.” Una sottile risata riempì la stanza vuota, mentre la pioggia batteva dolce e spietata contro i tetti di Spes. Gli ultimi giorni nel piano furono di una surreale tranquillità per Levin Rezar, che non fece altro che osservare gruppi di persone sempre più grandi che convergevano a Spes. Il giorno fatidico, la piazza antistante al Portale era a malapena capace di contenere l’enorme massa di persone, che occupavano anche tutte le vie vicine. I Profeti di Sventura, ormai divenuti un coro, erano davanti a tutti, urlando le loro promesse di salvezza contro le guardie, ormai divenute piccole piccole di fronte all’orda. Melchior aveva ragione: Non potevano non lasciarli passare, anche solo per evitare di essere linciate. Per come erano ridotte a volontà e risorse, era già tanto se fossero state in grado di resistere pochi minuti. Il giovane strinse a sé il libro, e attese l’inevitabile. Le discussioni e le urla si innalzavano verso il cielo uggioso; sempre più in alto, fino ad interrompersi bruscamente. Il Portale! La membrana arcana che lo componeva stava vibrando visibilmente, e mille increspature attraversavano la sua superficie iridescente. Levin, aguzzando lo sguardo, intravide cosa stava uscendo dal Portale, ed un malcelato sorriso si dipinse sulle sue labbra. Il Fato era veramente dalla loro parte.
  2. Salve forgottiani! Come detto nell'ultimo post di aggiornamento, Martedi 5 Novembre alle ore 21:30 sul mio canale Twitch si terrà un evento per parlare della 7 era per come la conoscete fin'ora! Cosa significa e in cosa consiste un AMAA? Ve lo spiego subito! Gli AMA (di norma con una singola A) sono eventi in cui si possono fare tutte le domande che si desiderano in merito a un determinato argomento a chi lo ha sviluppato, letteramente Ask Me Anything. Nel nostro caso abbiamo aggiunto una A extra per Almost, quindi potrete chiederci QUASI tutto, su determinati aspetti della 7 era ancora ci riserviamo il diritto di non rispondere, in quanto sono cose che ci piacerebbe introdurvi un pò alla volta. Siete tutti invitati quindi a partecipare e a sfoderare tutte le domande che vi vengono in mente! (la cosa peggiore che vi può capitare è di ricevere un "no comment" come risposta) Sentitevi liberi di usare questo topic per qualunque chiarimento in merito all'evento taggandomi e come punto di discussione col resto della community su quali domande fare!
  3. Volevano tenerlo nascosto... Non ci sono riusciti " Guardate prima che venga cancellato! https://www.youtube.com/watch?v=bBfu5hLrsc0