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Found 105 results

  1. Era ormai l'ultimo mese di mandato del re Melkas Zamputor. Dopo ventinove anni a capo della comunità Apolisiana era contento del suo operato. Aveva portato avanzamento tecnologico all'interno della nazione e questo permise l'impiego di nuovi sistemi di scavo che rendevano il lavoro degli operai molto più agevole, sicuro e veloce. Inoltre fece costruire il tratto di fungovia Dragonia-Skejit che incrementò di molto il commercio con le varie nazioni del piano e permise una maggiore mobilità dell'esercito. Grazie al suo operato la pace era ritornata all'interno della nazione e, dopo due decenni di razzie e massacri, la vita aveva ripreso a scorrere normalmente e il suo popolo potè riprendere la routine quotidiana. Ormai i suoi giorni da re erano agli sgoccioli, e le sorti del suo Regno sempre più incerte. Il giovane kim jon Dragoy (nipote di Divi mey) non era ancora pronto per governare. Troppo immaturo e incline all'odio la sua mente era pervasa dalla sete di potere. Melkas sapeva che se il ragazzo fosse diventato re avrebbe scatenato guerre che il Regno non poteva sostenere e il malcontento all'interno della città sarebbe aumentato scatenando rivolte che avrebbero portato il popolo di Dragonia sull'orlo di una guerra civile. L'anziano Re non poteva sopportare l'idea che tutto quello che aveva costruito negli ultimi anni andasse distrutto. Decise quindi di organizzare un colpo di stato e riunì tutte le famiglie che avevano giurato fedeltà agli Zamputor. Solo la casata Drengot, tuttavia, si unì alla causa di Re Melkas. Il giorno dell'incoronazione di Kim Jon Dragoy, Melkas Zamputor e i fratelli Drengot si presentarono a capo di un imponente esercito nella piazza dove si stava celebrando il rito di passaggio. Melkas scese da cavallo e con fare risoluto si avvicinò al giovane Dragoy. Nella piazza calò un silenzio spettrale, poi Melkas prese parola :" Sappiamo tutti che con la tua sete di potere e con il tuo animo impuro porterai alla distruzione questa gloriosa città, ma io non starò con le mani in mano. Non ti permetterò di distruggere tutto quello che io e tuo nonno abbiamo costruito in questi anni". Kim abbassò il capo, l'ira lo scuoteva e con la fierezza disse: " Tu e mio nonno eravate solo dei deboli, ma con me sara diverso, oh si, sarà diverso! Dragonia conquisterà tutto e tutti! diventerà immensa, non avrà rivali! Ma per fare questo gli UOMINI DEBOLI DOVRANNO PERIRE!". Detto ciò Kim Jon Dragoy sfoderò un pugnale dalla sua fondina e con molta freddezza accoltello Melkas in pieno petto. Il Re tradito si accasciò al suolo e prima di esalare il suo ultimo respiro si girò verso Volmark e ansimò : " tuu.. Volmark rendii grande.. questa città ". E con queste ultime parole Re Melkas, morì. Volmark era completamente distutto, considerava Melkas come un padre. Era stato lui a crescerlo insieme al defunto Virkutos. Volmark, accecato dalla rabbia urlò: " Non dovevi! Pagherai caro questo affronto maledetto moccioso! ". Detto ciò ordinò al suo esercito di uccidere ogni Dragoy o simpatizzante della casata presente nella piazza. Lo scontro tra le due casate fu sanguinoso e con molte perdite da entrambi le parti. La battaglia terminò quando Volmark riuscì a farsi strada fino a Kim Jon e dopo un breve duello e con un colpo ben preciso di falce decapito il ragazzo. Gli ultimi soldati Dragoy si arresero alla forza di Volmark e del suo esercito. Il popolo, colpito dal gesto di forza e di coraggio di Volmark lo elesse a Re. Iniziava così il Regno del grande Re Volmark.
  2. Giorno 1- mattina Finita la mia ibernazione mi trovo in una città abbandonata. Prendo il pip boy e provo ad esplorare la città, chissà che non ci sia qualcosa di interessante. Giorno 1- sera Vagando per la città ho trovato poco niente. Fortunatamente la mia vecchia casa è rimasta poco danneggiata e sono riuscito a trovare uno zaino, una pistola e delle munizioni. La pistola sembra funzionante. Penso che domani mi metterò in viaggio, ho bisogno di mangiare e di bere. Giorno 5 Questi giorni di viaggio stanno passando molto lentamente. A parte quelle poche creature che sono riuscito a trovare, il paesaggio sembra una landa desolata. Giorno 7 Degli spari! Sapevo che ci doveva essere qualcun altro oltre a me, spero non sia ostile. Riesco ad avvicinarmi di soppiatto, scorgo alcune persone. Riconosco 3 uomini dalla mia distanza, non sembrano ostili. Anzi, si stanno difendendo da alcuni zombie, sono in difficoltà. Estraggo la mia pistola, inserisco il caricatore ed inizio a sparare sugli zombie. Finita la carneficina di quei strani mostri mi ritrovo ad aver usato 2 caricatori completi. Le persone mi accolgono nel loro gruppo, si sentono più sicuri. Giorno 10 In questi ultimi giorni sono riuscito ad ambientarmi in quella che potrei definire la mia nuova "casa". Oltre a quei 3 uomini ho fatto la conoscenza di altre persone, sembrano avermi accettato. In questi giorni siamo riusciti a creare una specie di difesa, ora dovrebbero cessare le minacce di quelle ostilità. Giorno 15 - Piante! Le difese sembrano funzionare. Viaggiando nella zona circostante, assieme ad altre 2 persone, siamo riusciti a trovare alcuni semi. Provando a piantarli nel nostro accampamento stanno iniziando a crescere delle piante, più veloce del previsto. Non potevamo chiedere di meglio!
  3. Kokèr correva verso il faro di Ejitèl, seguito dalla lenta nonna Enzeàn, che con piccoli passi cercava di coprire il tragitto che la separava dal vivace nipotino. Erano diretti verso il faro, che da sempre aveva affascinato il bambino e che aveva ispirato moltissimi uomini e poeti, grazie alla sua possente statura colossale, ed Enzeàn lo ricordava bene, poichè il marito, ormai morto da 4 anni, la aveva conquistata esattamente in cima a quell'edificio, cantandole una delle più originali imitazioni della Pandai che la donna avesse mai sentito, e questo le aveva sciolto il cuore, che, come ella raccontava sovente, "lo si vide precipitare in fondo al mare". Arrivarono infine al faro, ma qualcosa turbò Enzeàn, che vide il bambino fermarsi davanti all'ingresso della struttura, su cui era presente un vistoso cartello rosso a caratteri bianchi, che recava scritto: "L'INGRESSO AL FARO DI EJITEL E' INTERDETTO FINO A DATA DA STABILIRSI, CAUSA PROBLEMI STRUTTURALIGRAZIE PER L'ATTENZIONEIl comitato per la gestione del Porto" Kokèr scoppiò quindi in lacrime e, nonostante i dolci tentativi della nonna per consolarlo, sembrò no trovare conforto in nessuna delle interessanti proposte che gli venivano suggerite. Ciò che voleva visitare quella sera era il faro, e nulla glielo avrebbe impedito. Come consiglia un famoso motto del Bonmìr "Quando il fato è contrario, ogni mossa è un calvario", Enzeàn, istruita dalla saggezza popolare, disse al nipote che sarebbero tornati un altro giorno, quando il faro sarebbe stato nuovamente visitabile, ma Kokèr si asciugò le lacrime, iniziò a urlare, e velocemente si sottrasse dall'abbraccio della donna, oltrepassando le basse transenne provvisorie che avrebbero dovuto allontanare eventuali disgressori. Nonostante la porta principale fosse chiusa, gli operai avevano dimenticato di sigillare perfettamente la porta laterale, che di poco rimaneva aperta, e di questa ne approfittò Kokèr, che, senza indugi, spinse la pesante anta ed entrò nel faro tanto desiderato. Tuttavia, dopo aver sorpassato l'uscio, il bambino scivolò su uno spesso strato di sabbia e acqua, che aveva ricoperto l'intero piano terra del faro e che stava provocando una preoccupante erosione delle pareti, su cui erano già visibili numerose crepe e segni di cedimento. L'amato nipote si alzò lentamente, massaggiandosi la testa, che aveva sbattuto contro il freddo pavimento, duro nonostante il materasso di sabbia. Tutte le torce sembravano essersi spente, a causa della forte umidità, ma la luce delle finestre superiori lasciava ancora intravedere la ripida scala a chiocciola, che avrebbe condotto il giovane esploratore verso i piani più alti: Kokèr iniziò prudentemente a salire. Ma, dopo che il bambino ebbe fatto il primi passi, Enzeàn, seguita da due guardie della città, entrarono nel faro, cogliendo di sorpresa il disgressore, che fu prontamente riportato alle cure amorevoli della nonna. Nonostante l'importante missione di salvataggio, Enzeàn e i due uomini non poterono non astenersi dal commentare la situazione interna del faro:<Caspita! Sembrano esserci guai grossi per la commissione del Porto, la struttura cade a pezzi!> disse uno<Per Kaskemàs hai ragione! Guarda qui> e diede un colpo alla parete, che fece rimbombare il rumore del colpo incassato, che fece tremare perfino il pavimento.<non vorrei essere al posto di Juniàn, quell'ingegnere avrà una dura gatta da pelare quest'anno, spero solo che la regina possa essere clemente nei suoi confronti, ho saputo di recenti crolli a Nord della città all'interno delle mura, la sabbia sembra essersi impregnata d'acqua e...> ma lo interruppe Enzeàn<...e noi andiamo via, grazie mille per il vostro aiuto!> disse frettolosamente la nonnina, che aggiunse sottovoce in direzione dei due uomini <vi sembrano cose da dire in presenza di questo scalmanato? Se vi sentisse andrebbe subito a esplorare quel macello e non voglio sentire mia figlia lamentarsi di quanto sua madre non sia attenta per suo nipote! Chiaro? Non siete voi a dover guidare una famiglia disastrata come la nostra! Povera me, povero Kokèr! Ieri quella scellerata gli ha fatto mangiare un piatto di fave di cacao arrostite, vi sembra questo il modo di portare avanti un bambino! Guardatelo come è ridotto, a pelle e ossa; se continuerà a mangiare quegli insulsi manicaretti che vanno tanto di moda di questi tempi morirà di fame!> e detto questo uscì, dicendo <Vieni qui Kokèr, andiamo a fare merenda tesoro!> e lo prese per mano, uscendo dal faro. I due uomini si guardarono sconcerati negli occhi, restando in silenzio per qualche secondo, per poi scoppiare a ridere. Ma qualcosa li interruppe, un rumore secco.<Hai sentito? Veniva da sopra!> e in quel momento un grande pezzo di muratura cadde a terra, seguito da molti altri.<L'intera struttura sta crollando! Usciamo!> e le due guardie corseo fuori, dove li attendevano Kokèr ed Enzeàn, che guardavano incantati, insieme a molte altre persone, il crollo dello storico faro. Dopo che la nuvola du polvere e detriti fu scomparsa, comparve un un uomo, probabilmente appartentente alla commissione:<Via, via! Non c'è nulla da guardare qui! Bisogna liberare l'area!> e subito una donna le chiese <Ho sentito anche di altri crollli dovuti all'arrivo dell'acqua, cosa sta accadendo?> e uno aggiunse <Mio fratello mi ha detto che c'è stato un innalzamento quasi di 50 cm!> e fu seguito da numerosi commenti e domande all'uomo.<Ho detto di andare via> disse l'ingegnere <Subito!> GDR DI KOLISH
  4. Come da titoli, vi auguro una buona vigilia ed un buon Natale!! Approfittatene della situazione temporanea per ingozzarvi di cibo, stare con le persone a cui volete bene, festeggiare fino a tardi scambiandovi idee e buoni propositi, ma sopratutto per staccare dal pc ! (lo so va contro i miei interessi ) Buon Natale ragazzi! Aco
  5. Segreteria del Partito dell'Unione delle Repubbliche Minerarie Moderniste del Jedur e della Seconda Internazionale Compagni e Compagne, qui è possibile richiedere il tesseramento al Partito Modernista, che vi permetterà di partecipare alle Assemblee ed altre iniziative di Partito. Per essere tesserati basta compilare questo form e postare senza altro Spam o spoiler.Possono rispondervi solamente il sottoscritto Segretario e l'attuale Presidente Federale Stardel. Chiedo anzitempo allo staff di prendere provvedimenti qualora si degeneri da quello sopraccitato. Form: Nome Gdr: ____________________ Anno di Nascita Gdr: ____d.F. Nome in game/forum:_______________ Città di appartenenza( o Eremita, specificare):______________ Breve motivazione scritta, o testo gdr: ______________________________________________________ (NB. il testo verrà valutato con attenzione... non vogliamo gente che si iscriva a cavolo, non siamo severi ma nemmeno lascivi) Ricordate il Partito è vostro Amico, Il Segretario (OFF: se cortesemente potete mettere anche questo tra i topic importanti vi ringrazio in anticipo)
  6. potreste assistermi plz , vi spiego :ieri ac mi ha aiutato perche e gia successo , ma oggi mi si sono resettate tutte quelle che ho fatto ieri help plz
  7. Sarà un video vecchio (di qualche mese), ma comunque resta molto bello e sopratutto molto veritiero. Unitevi all'Impero, non fatevi corrompere dalla minaccia Jedi !!
  8. << Dai Kenry un altro sforzo ancora e siamo arrivati >> L’altro, che si era seduto su di un masso all’ombra di un enorme quercia nei pressi delle mura spessiane, era visibilmente privo di voglia di proseguire il viaggio. <<Che fretta hai Wulf? Non vedi che bella giornata? Godiamocela un poco prima che finisca tanto sicuramente non ci sarà anima viva al mercato, abbiamo tutto il tempo che vogliamo per scaricare la merce>> << Proprio per questo voglio finire il prima possibile, cosi poi possiamo tornare a Lumvalos e goderci la nostra paga ed un meritato riposo. Lo sai che il vecchio Cormac non la prende bene se ritardiamo la spedizione>> <<Possiamo sempre dirgli che abbiamo avuto un contrattempo coi Buhiti o che le Torri non erano piu funzionanti e che abbiamo dovuto fare il giro per la foresta>> <<Non dire fesserie!! chi crederebbe mai ad un malfunzionamento delle Antiche Torri di comunicazione; oggi giorno, dopo Uhle, sono forse l’unica certezza che ancora ci resta in un mondo come il nostro. E per quanto riguarda i Buhiti lo sanno tutti come Spes e le altre nazioni hanno reagito alla loro minaccia, non dovremmo piu avere problemi con loro. No te ne devi inventare una meglio se veramente vuoi saltare i tuoi doveri..>> e dopo qualche attimo che ci rimuginò sopra aggiunse << .. e poi a me piace portare a termine nel migliore dei modi il mio lavoro. Quindi quando ti vengono in mente queste idee malsane tienile per te o falle quando non sei in mia presenza!>> <<Dai calma, facevo per dire, non dicevo sul serio. Dai su finiamo questo lavoro tanto tra un discorso e l’altro siamo giunti alle mura di Spes, dove hai detto che si trova il negozio di Lumvalos che gestisce il vecchio Conrad?>> <<Ok ok scusa non volevo alterarmi, ma certi discorsi non li tollero proprio, comunque non è molto distante dalla piazza con la statua del cavallo, basta seguire la strada che costeggia il lago verso Nord e dopo qualche centinaio di metri lo troviamo. Facciamo così: per farmi perdonare della mia reazione nei tuoi confronti, tornando a Lumvalos se prendiamo la strada che scende alla città dalla Torre Ikeàn, ci fermiamo alla locanda del “Tubero d’Oro” e ti offro il miglior succo di patata dell’intero Dominio. Amici come prima?>> Sul volto di Kenry tornò il sorriso << Per Uhle! Tu si che sai motivare la gente, dai muoviamoci, non vedo l’ora di essere sulla strada del ritorno>>.
  9. Non ho fatto tempo a divertirmi due secondi che riscontro il primo problema XD Ho provato ad inserire le mie credenziali di Google perchè ho fatto l'accesso tramite quello sul forum ma non me li accetta. Quali informazioni devo inserire?
  10. Segreteria del Partito Modernista Visto l'Art.4 sezione Presidente dello Statuto del Partito Modernista, è aperta la votazione per la riconferma del Presidente della Repubblica Modernista di Thorvil AI tesserati sono date 48 ore (off) di tempo per esprimere la propria preferenza. Saranno considerati validi solamente i voti degli iscritti al Partito Modernista della sezione di Thorvil. Lista tesserati attivi. Thorvil TV0A2 - i_CasinoR TV0A4 - Konrad_Curze TV0A6 - Piergino TV0B1 - alexapple TV0B2 - Fr3nky94 TV0B4 - ZootBeta1337 TV0B6 - Geko TV0B7 - Barrnet TV0B8 - Adegheiz TV0B9 - Brodsko TV0C9 - LordFyros TV0D1 - kiaj 997 TV0D3 - goldr31 TV0D5 - EliaG0D Quorum: 5 voti Maggioranza: 8 voti
  11. L'anziano signore varcò la porta della camera e guardandosi intorno pensò: per Uhle! come fa mio figlio a raccapezzarsi in tutto questo caos? - Erik, devi farmi un favore. Prendi questa missiva e portala alla Gran Sacerdotessa e , per Uhle, quando torni rimetti in ordine questa camera, fra non molto annuncerò il mio ritiro dalla carica di Alto Chierico e quando ne assumerai l'impiego ricorda che dovrai essere sempre ligio ai tuoi doveri nella vita pubblica cosi come in quella privata. Un buon sacerdote è tale quando fa del suo credo, la sua condotta di vita. So già che d'ora in poi non potrò più badare a te togliendoti dai pasticci quando agisci di impulso e che ti dovrai assume le tue responsabilità ma abbi almeno l'accortezza di ragionare prima di attuare quello che vuoi fare e soprattutto cerca di non farti traviare da cattive conoscenze.- Erik pensò: ecco la solita ramanzina... possibile che ancora non abbia dimenticato la mia piccola avventura con Zaubenor. Prese la lettera dalle mani di Math - D'accordo padre, farò tesoro dei tuoi insegnamenti , anche se penso che l'amicizia conta più dell'apparenza, se ti riferisci a Domenico come già ti dissi altre volte non fu lui a coinvolgermi, anzi il contrario, nonostante ciò si prese gran parte delle colpe per coprirmi. E questo per me vale molto più di altre cose. - Ma egli ha assecondato le tue idee, alimentandole con le sue storie, nonostante sia più grande di te non ha dimostrato di essere diligente. - Ma ha solo un anno più di me! E poi eravamo bambini, adesso che siamo cresciuti ognuno di noi è divenuto più responsabile e coscienzioso. - Ricorda che il lupo perde il pelo ma non il vizio - Va bene padre riprenderemo il discorso un altra volta, se devo consegnare questa lettera adesso sarà meglio che vada, prima che la Gran Sacerdotessa vada a pranzo, altrimenti dovrò aspettare il pomeriggio. Erik corse via fuori dalla porta, mentre il vecchio scuotendo la testa tiro fuori il suo taccuino per leggere l'elenco delle cose ancora da farsi. Poco tempo dopo Erik giunse all'abitazione della Gran Sacerdotessa; li vi trovò due guardie che, una volta spiegato il motivo della visita, lo accompagnarono dalla loro padrona di casa. - Buongiorno Gran Sacerdottessa - con un lieve inchino riverenziale le porse la busta e aggiunse - Le porto questa missiva da parte di mio padre.- - Erik, è da più di una settimana che non passi a studiare da me, immagino che tuo padre ti stia caricando di impegni per prepararti al compito importante che a breve dovrai assumerti. - Mentre parlava prese la lettera e la aprì per leggerla. - Si signora, cerco di fare del mio meglio.- Erik restò in attesa di essere congedato mentre la Gran Sacerdotessa era presa dalla lettura della missiva. ----------------------------------------- Anno 2899 d.F. 5° Darbis di Spes Eccellentissima Gran Sacerdotessa Asenath Leotred, da diverse settimane abbiamo registrato un aumento demografico avvenuto per effetto di immigrazione massiccia nel Dominio, il mio ufficio si è subito prodigato nella costruzione di nuovi edifici nella città bassa. Dato che l'afflusso di persone non tende a diminuire, l'ampliamento del quartiere potrebbe non essere sufficiente, per questo motivo vorrei proporre la realizzazione di nuovi villaggi all'interno del Dominio. Sono a richiederle una riunione del Sinodo per discutere della proposta e valutarne i costi e le possibili conseguenze politiche nei confronti dei paesi esteri che ne deriverebbero dalla costruzione di nuovi avamposti. Le chiedo inoltre, come favore personale, la possibilità di far partecipare mio figlio Erik, in qualità di mero osservatore, alla riunione del Sinodo, per concludere il suo addestramento alla carica di Alto Chierico. La ringrazio infinitamente dell'attenzione che mi ha concesso leggendo questa mia lettera. Possa Uhle proteggerla e guidarla nel suo cammino. con ossequi Il Maestro dei Templi Math, facente funzione di Alto Chierico dei Toranaga
  12. Dichiaro aperta la 41° seduta dell'assemblea dell'URMM. Invito il segretario a dare lettura del verbale della seduta precedente. (Il segretario dà lettura del verbale della seduta precedente) Non essendoci nessun parere contrario, il verbale si intende approvato. All'ordine del giorno c'è il testo del disegno di legge denominato: dichiarazione di anti modernismo del movimento Stataltotalitarista. 24 ore di voto. Tesserati abilitati al voto: Aggiornamento del 13-09-2015 Thorvil TV0A1 - Stardel TV0A2 - i_CasinoR TV0A4 - Konrad_Curze TV0A6 - Piergino TV0A7 - Solid413 TV0A8 - ippokko TV0A9 - Maneege TV0B1 - alexapple TV0B2 - Fr3nky94 TV0B4 - ZootBeta1337 TV0B6 - Geko TV0B7 - Barrnet TV0B8 - Adegheiz TV0B9 - Brodsko ET0A3 - Gianpy TV0C3 - Dottor-Zed TV0C8- TommyIlsaggio TV0C9 - LordFyros TV0D1 - kiaj 997 TV0D2 - Onikanze TV0D3 - goldr31 TV0D5 - EliaG0D Forgon BoPville FB0A1 - Pulcio FB0A2 - aliciresolah FB0A5 - killnap TV0A3 - fioz TV0A5 - Nihonde TV0C5 - Vezzo FB0A6 -Abysmal FB0A7 - DangerDuke
  13. Lo staff di videogamezone.eu sfida lo staff di Forgotten World ad una partita amichevole su Dota 2 in una partita riservata ai soli membri dello staff di ambo le community. Tale partita verrebbe svolta nella modalità Captain Mode e si terrebbe da lunedì sera in poi, a seconda della data concordata tra le due comunità, ovviamente i membri della comunità sono invitati ad assistere alle performance del proprio staff :3 La risposta di FW è...?
  14. "Jos dimanmir" Missiva ufficiale dell' USE al governo della Repubblica di Dalagon Sono passati ormai anni da quando il nostro popolo si insediò nel nostro odierno territorio e mai in questi anni sono stati intrattenuti rapporti diplomatici ufficiali con voi, sia per la vostra temibile fama sia per alcuni spiacevoli inconvenienti accaduti in nostro territorio, e questo è motivo di grande vergogna nel nostro concilio. Negli ultimi anni la nazione ha deciso di inaugurare i canali diplomatici con la vostra fiorente repubblica, grazie ai sempre maggiori scambi commerciali, culturali e anche grazie alle collaborazioni reciproche. Per questo, la missiva che state leggendo, mira a proporvi la completa neutralità politica tra le nostre nazioni e alla creazione di canali di libero scambio commerciali e culturali che possano favorire lo sviluppo di entrambi. In fede di una vostra risposta -Il concilio dei Tre
  15. La Fenice di Sylbaran “Il bene ed il male sono solo un giudizio soggettivo dato dagli uomini per giudicarne altri, in verità non è possibile giudicare qualcuno o qualcosa solo dal luogo di nascita o dalla divinità in cui crede. Io sono cresciuto come paladino di Heironeous ed ho vissuto come Guardia Nera di Hextor, tu che non hai potuto o voluto vivere sia nella luce che nell’oscurità non hai alcun diritto di giudicare gli altri, in quanto non sei altro che un guscio vuoto che prende per vero ciò che altri gli dicono, senza aver mai messo in discussione il tuo o il loro operato…” <Estratto di un dialogo tra Agherot Kryos ed un paladino> dalle memorie di un soldato al seguito del Marchese Agherot Kryos durante la guerra tra Aundair e le Eldeen Reaches: Capitolo 1: la nascita di un Marchese Ore 6 del mattino, come ogni giorno le note dell’inno nazionale accompagnano il risveglio sulla Nave, tutti si alzano in piedi all’unisono, e come fossimo in sincronia rimettiamo a posto la nostra cuccetta e in meno di 10 minuti siamo tutti sull’attenti in attesa che gli ufficiali vengano a fare i soliti controlli quotidiani, oggi tuttavia è un giorno diverso, potrei dire quasi speciale, dopo due mesi di guerra di cui 5 settimane passate sulla pista siamo finalmente pronti a fare la nostra parte! Chi l’avrebbe mai detto, sono sempre stato affascinato dalle uniformi, e quando il nuovo Marchese appena insediatosi a Passage annunciò l’arruolamento per la sua guardia personale, non ci misi molto a dirigermi alla villa per farmi assegnare alla sua protezione, in verità non lo vidi quasi mai direttamente, se non qualche volta mentre lui e i suoi consiglieri passavano per i corridoi sempre con grande fretta, “quel ragazzo pensa di conquistare il mondo?”, “il signorino è il classico nobile nullafacente…”, “ma guardalo la sua famiglia muore e lui pensa solo ad arraffare l’eredità..” queste sono solo alcuni dei che sottovoce giravano tra la servitù e le guardie anziane appena arrivò in città, sono bastate poche settimane perché lui si imponesse, tuttavia non capivo ancora che tipo di persona fosse, l’ho visto maltrattare il maggiordomo per inezie, ma allo stesso tempo rivolgersi alle guardie con un tale riguardo che nessun nobile, ne tantomeno ufficiale, avesse mai fatto, è sempre stato molto severo, e quando dava un ordine esigeva fosse eseguito alla lettera, tuttavia almeno i soldati hanno iniziato a rispettarlo. Infine la guerra… Gli elfi avevano invaso l’Aundair come da leggi nazionali, noi guardie personali avremmo dovuto seguire il nostro signore in guerra, il Marchese ricevette il grado di Maresciallo, qualsiasi altro signorotto, sarebbe andato su tutte le furie, io stesso lo sentivo che parlando con i suoi consiglieri già prevedeva di divenire colonnello, tuttavia sia per la giovane età, sia per una qualche diatriba avuta col sovrano si ritrovava come sottoufficiale direttamente al fronte, saputa la notizia lo vidi molto contrariato, ma incredibilmente non lo fece pesare minimamente in nostra presenza, ed in alcuni casi si vantava di essere stato assegnato così vicino ai soldati, probabilmente era solo populismo mascherato, o una qualche manovra politica velata, tuttavia questo creò in me e in molti di noi un forte rispetto per il Nostro Marchese. La prima battaglia contro quei maledetti “Orecchie a punta”, come il Marchese amava definire i nostri nemici e che divenne una specie di tormentone per tutto il battaglione, avvenne sulle sue terre, nella contea di Windshire, fu un vero massacro, oltre 20.000 nostri soldati persero la vita nel giro di poche ore, certo anche gli elfi subirono pesanti perdite, ma non avevo mai visto tanti morti in un solo giorno, poi quel gesto! Per la prima volta ero schierato direttamente a protezione del Marchese, e solo allora mi accorsi di un dettaglio che non avevo mai considerato, era praticamente un mio coetaneo forse un paio di anni più vecchio ma non poteva avere più di 25 anni, tuttavia seppur impacciato era li, davanti a tutti noi a guidare la carica, non era su scintillanti cavalli bianchi o dietro la seconda linea come facevano altri suoi pari-grado o superiori, lui era li col suo fucile che di nobile non aveva assolutamente niente, in mezzo al fango e le trincee, li a guidare i suoi soldati “fino alla vittoria contro gli orecchie a punta”, ma proprio in mezzo alla Terra di nessuno quando eravamo al coperto in un cratere creato dall’artiglieri che sentii quel tintinnio maledetto… Una granata elfica era caduta proprio in mezzo a noi, in quel frangente di pochi secondi tutti e 5 l’avevamo vista, non ricordo molto di quegli attimi, solo che non riuscivo a muovermi, ma a quel punto Silen la guardia più anziana della scorta del Marchese, lo stesso che commentava l’avidità di quel ragazzo, nel modo più grezzo possibile spintonò il Marchese davanti a se, ed accennando un flebile sorriso ed abbozzato un saluto militare l’esplosione ci investì, io mi salvai soltanto grazie a Galek che come Silen si mise davanti a me ma presumo fosse diretto vero il Marchese per fargli anche lui da scudo, indipendentemente dalle motivazioni in quel cratere rimanemmo solo io e il Marchese, ero ancora sotto shock ma ricordo ancora lo sguardo del Marchese, fermo ed impassibile davanti al corpo di Silen, era come se stesse per rimproverarlo per lo spintone, un gesto simile era per lui intollerabile, ma quando si accorse dell’accaduto fece ciò che nessuno poteva immaginarsi, mi guardò con uno sguardo vuoto, poi improvvisamente, dandomi una pacca sulla spalla gridò a me e ai soldati sopraggiunti di continuare la sua “carica verso la vittoria”, probabilmente lui stesso non se ne accorse, e neppure gli altri, ma vidi chiaramente che dai suoi occhi lucidi, scendere una lacrima. Dopo quella battaglia il Marchese, che al campo e durante le marce godeva sempre di qualche privilegio in più per via del suo nome e grado nobiliare, passava tutte le sere stando in compagnia dei suoi soldati, sia che fossero quelli assegnatogli dall’esercito sia tra noi guardie del corpo, durante le giornate ha sempre preteso che le formalità gerarchiche come il saluto militare, o l’eseguire ordini senza fiatare, venissero sempre applicate, ma specialmente in quei momenti di tranquillità o dopo una battaglia, non ha mai seriamente preteso che tali formalità venissero applicate, era in quei momenti che mi piaceva osservarlo, quando tirava le sue ormai famigerate “pacche sulle spalle” o quando si sedeva attorno al fuoco a condividere il vino che il furiere gli passava per via dei suoi privilegi, l’unica volta che si infuriò pesantemente era quando i generali diedero ordine di bruciare la foresta di Windshire che faceva parte del suo ducato, sebbene attualmente sotto il controllo dalla contea ribelle, dopo quel giorno sebbene continuasse imperterrito a seguire ciecamente la gerarchia non risparmiava commenti di rimprovero per l’Alto comando e tutti gli ufficiali sopra di lui che se ne restavano al riparo dietro le linee, tuttavia qualcosa cambiò il giorno in cui la flotta aeronavale elfina si presentò davanti alla nostra, erano in superiorità numerica e tecnologica, ma eravamo stati informati che in nostro supporto sarebbe arrivata la flotta del Breland, che da quanto si diceva in giro era la nazione più avanzata al mondo, tuttavia se a quel punto nessuna nave era all’orizzonte, qualsiasi aiuto sarebbe arrivato troppo tardi, noi della fanteria avremmo dovuto combattere sotto le navi come se nulla fosse, incuranti delle cannonate che ci sarebbero piovute addosso. La battaglia si svolse come al solito, alterni cambi di fronte e fuoco di artiglieria, fino al pomeriggio quando le flotte erano ormai in posizione di battaglia, fu solo allora che sentimmo quel rumore… un forte “ronzio” che si faceva sempre più forte, in un momento di tregua, volsi lo sguardo ad ovest e li vidi quelle cose, noi nell’Aundair siamo una nazione abbastanza tecnologica, abbiamo macchine, treni e aeronavi, ma quelle cose non erano niente di tutto questo, erano come grosse libellule ma dal forte ronzio odioso delle mosche, non a caso si sentivano commenti come Mosche, Zanzare o Libellule giganti, qualunque cosa fossero venivano dalla direzione secondo cui sarebbe dovuta arrivare la flotta del Breland, lo stesso Marchese rimase estremamente colpito tanto che lo sentii esclamare “io devo guidare una di quelle mosche giganti!” comunque la battaglia proseguì e mentre sopra di noi quelle diavolerie distruggevano una per una le navi e combattevano contro i metamorfisti elfici tramutatisi in piccoli draghi la battaglia ebbe termine con un nulla di fatto, unico fatto degno di essere ricordato è quando uno di quegli aggetti volanti, ormai in fiamme a causa di una vampata di fuoco draconico stava per schiantarsi contro il Marchese, salvato in extremis dall’intervento di un soldato che lo spinse via dal punto di impatto, che che a causa dell’esplosione seguente perse conoscenza mentre era svenuto oltre ad un’improvvisa fuoriuscita di sangue dalle palpebre borbottava qualcosa come “si mio signore…ora sono il prescelto di Hextor!”, deliri dovuto all’esplosione e alla botta in testa probabilmente, sta di fatto che una strana aura oscura lo permeasse, tuttavia si riprese quasi subito e torno immediatamente a combattere e dando qualche pacca sulle spalle ai soldati alle mitragliatrici che stavano respingendo il nemico. Le “mosche giganti” cosi come apparvero, sparirono all’orizzonte e la flotta elfica si ritirò, tuttavia non eravamo avanzati un solo km, anzi ogni giorno perdevamo terreno, ma dopo due mesi di battaglie ininterrotte arrivò finalmente un momento di pace, il Marchese ricevette una licenza temporanea, e di conseguenza noi l’avremmo accompagnato, tuttavia quando arrivò al campo con la bella notizia aggiunse qualcosa di assolutamente inaspettato: “Ragazzi, sono riuscito a convincere l’Alto Comando a farmi assegnare come Ufficiale di collegamento con i nostri alleati del Breland, da oggi dopo una breve licenza, saremo assegnati al 56° battaglione aviotrasportato del Breland, lo stesso che ha fatto tremare di paura quei luridi Orecchie a Punta, finalmente avremo la nostra vendetta!” praticamente il Marchese ci obbligò a seguire il suo folle sogno di guidare quelle Mosche volanti, ma sinceramente per quanto terrore mi avessero infuso quegli aggeggi, io e tutti gli altri eravamo pronti a seguire il Nostro Marchese ovunque ci avrebbe guidato per ottenere la Vittoria finale!
  16. ALL'ATTENZIONE DI TUTTI I CITTADINI L'ufficio del C.E.C.U. in collaborazione con il S.E.A. e con il beneplacito del nostro stimato Presidente Francovic, annuncia ufficialmente l'apertura di un concorso di progettazione, volto a coinvolgere la cittadinanza ed a scovare nuovi talenti dell'architettura. Il concorso consiste nella progettazione di due case, che verranno usate come modello per le abitazioni da costruire prossimamente nel distretto portuale della città. Regole e dettagli 1) Lo stile di costruzione delle due case deve rispettare quello cittadino, ma deve essere comunque in armonia con un ambito di tipo portuale. 2) Il concorso prevede i progetti di due abitazioni: la prima deve rispettare le dimensioni standard di "un lotto" (N.B., in gioco: 14x14 blocchi), mentre la seconda deve essere composta di due lotti. Infine, bisogna che l'altezza delle case non superi la metà dell'altezza della cinta muraria (N.B., 12-13 blocchi) 3) Il concorso è aperto a chiunque creda di saper progettare, indipendentemente dalla sua attuale professione. 4) il progetto dovrà essere consegnato all'ufficio del C.E.C.U., che lo indirizzerà al S.E.A., da cui verrà valutato: il premio per il vincitore è di 3000 z, riscattabili presso gli sportelli della tesoreria cittadina Gloria al Modernismo. APPALTO CHIUSO. VINCITORE: ACMILAN.
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  18. Nel sistema giuridico Helmgardiano, il popolo è rappresentato da due, separati ma ugualmente importanti, gruppi: la Guardia Cittadina che investiga sui crimini commessi; e i Vicari Inquisitori che perseguono i criminali. Queste sono le loro storie. “Fastus! No, non così!” la ragazza respinse dolcemente il proprio pretendente, più per gioco che per vera resistenza, “E poi pensa se qualcuno ci sentisse!” “Perché secondo te mi interessa? Dai Claire non fare la stupida, lo sai che ti desidero! Qui e ora!” il giovinetto che si era avventato su di lei, tra i suoi gridolini, cercò la via più veloce per infilarsi sotto la sua gonna. “Aspetta, Fastus.. Aspetta ti dico!” Il ragazzo, evidentemente scocciato, si staccò solo per guardare la faccia impietrita e pallida della propria amante. “Cosa ti prende adesso?” chiese girandosi verso il punto che quegli occhi verdi e terrorizzati stavano fissando. In fondo al vicolo dove l’oscurità si univa al debole e scrosciante suono delle onde che si infrangevano contro la pietra del porto, una figura era riversa in una pozza di scuro liquido. Porto di Helmgard Ore 7:00 V Lebis di Mos “E io allora le ho detto ‘Senti cara, se le cose stanno così sai dov’è la porta’” l’investigatore Lenis Briskos gesticolò al vento, camminando sul selciato di pietrisco che portava al porto. “No, non devi essere così rude con lei. Poi te ne penti e la supplichi di tornare.” gli rispose il compagno, Michelus Logan. I due erano compagni da una vita: cresciuti entrambi nelle campagne delle Signorie Elliriane, avevano stretto una profonda e salda amicizia anche se Briskos aveva qualche anno in più del collega. Il destino li aveva poi fatti approdare ad Helmgard dove, con nomi derivati dai loro originari, si erano fatti velocemente strada tra i ranghi della Guardia Cittadina, fino a raggiungere posizioni di spicco. “Ah, guarda, questa volta basta.” chiuse categorico Lenis stringendosi nel buffo collare di pelo che lo proteggeva dal vento sferzante di quella mattina. Le sue ossa, ormai schiacciate dal peso degli anni, mal sopportavano il gelo pungente dell’isola e, anche se non l’avrebbe ammesso nemmeno sotto tortura, malediceva ogni omicidio più per i reumatismi che per la voglia di punire l’assassino. “Cos’è successo agente?” urlò Michelus quando vide correre verso di loro un ragazzotto in divisa: in mano stringeva ancora il nastro che era stato usato per recintare la scena del delitto. “Signori.” li salutò velocemente, “Un uomo, sulla trentina. E’ stato ferito con dodici coltellate ma sembra che fosse abbastanza vivo da fare qualche metro e andare a morire là, dove lo hanno trovato.” Riverso sulle pietre rosse di sangue congelato, il cadavere sembrava avere ancora la faccia sorpresa il che fece ridacchiare Briskos. “Sembra proprio che non si aspettasse di morire,” puntualizzò piano, “e chi ha scoperto il cadavere?” “Una coppia che si era appartata sul lungomare questa notte.” rispose velocemente l’agente. “Mi sa che dobbiamo andare a fare una visita a questi ragazzi e ai loro bollenti spiriti.” giudicò Logan guardando il corpo. Magione di Fastus Far Ore 8.15 V Lebis di Mos La casa di Fastus Far, noto figlio di una ancora più nota famiglia della borghesia commerciale di Helmgard, era calda e confortevole: un languido focherello scoppiettava nel camino di mattoni e il ricercato arredamento rendevano molto più invitante tutto il salotto. Sprofondato nella poltrona di pelle rossa, Ser Egid Far guardava il figlio con un’espressione di puro disgusto: “Per la miseria, Fastus,” sbottò ad un certo punto, “Con la serva! Con la serva! Ma con tutte le famiglie importanti dell’isola dovevi andare a fare l’idiota con la serva!” “Sinceramente ne a me ne al mio collega interessa sapere la sua posizione classista, signor Far.” iniziò con calma Briskos, quella calma che metteva così a cattivo agio le persone arroganti, “Gradiremmo invece parlare con suo figlio e la ragazza con la quale si era appartato.” Logan, intanto, stava facendo una veloce ispezione di tutti i tomi dell’enciclopedia presente in salotto: poche cose attiravano la sua attenzione come le librerie colme di insulsi libri usati come soprammobili. “Bene, fantastico!” rispose il vecchio mercante, battendo poi le mani, “Claire, insulsa sgualdrina!” Una ragazza con il volto paonazzo di pianto corse in salotto senza alzare lo sguardo nemmeno una volta. “E ora se i signori non hanno bisogno d’altro, chiedo di potermi congedare.” “Fosse per me potrebbe andare ovunque vuole, Ser Far. Anche al diavolo se lo gradisce.” Michelus, che ben peggio sopportava l’arroganza e la maleducazione, aveva così tante note disciplinari che ormai era diventato per lui un vanto rispondere alla maleducazione con un secco, ma soprattutto educato, invito a recarsi negli inferi. Il commerciante uscì seccato e Briskos prese le mani della ragazza con un volto colmo di dolcezza: “Adesso potete dirmi cosa è successo.” Claire guardò il ragazzo che, colto il segnale, iniziò a parlare: “Perdonate mio padre: è un uomo all’antica che non vede di buon occhio le relazioni tra due ragazzi di diversa elevazione sociale.” “Ne conosciamo fin troppi così.” rispose Logan scuotendo velocemente la mano. “Ad ogni modo eravamo sul molo, saranno state le due o le tre del mattino. Non lo so dirlo con precisione perché eravamo appena andati ad una festa di laurea di un mio amico e non ho guardato l’orologio quando siamo usciti.” “Non è molto usuale portarsi una serva con sé ad una festa di laurea. Soprattutto conoscendo i giuristi.” rise Briskos. “Infatti le ho fatto indossare un abito fatto apposta per lei: era uno splendore.” La ragazza sorrise, ora rossa in volto per l’imbarazzo. Piano piano iniziò a parlare: “Prima di chiamare la Guardia Cittadina abbiamo provato a vedere se fosse ancora vivo e alla luce della luna mi sembrava un volto così famigliare.. Penso di averlo visto in altre occasioni ma proprio non ricordo dove.” “La ringrazio dell’aiuto, signorina. Da qui in avanti ci penseremo noi, se le viene in mente qualcosa non esitate a chiamare.” sorrise l’investigatore più vecchio, mentre faceva segno a Logan di uscire. Obitorio della Guardia Cittadina Ore 10.00 I Darbis di Varpu “Dieta equilibrata, ottimo stato dentale e una salute di ferro. Se non fosse stato per le dodici coltellate quest’uomo sarebbe vissuto oltre cent’anni.” giudicò rapidamente Ser Emil Scods, analizzando le cartelle dell’autopsia. “Mio zio visse per oltre cent’anni: quando morì scoprimmo che si era mangiato tutto il suo patrimonio comprando patate da tirare ai poveretti di Spes. Grand’uomo era.” scherzò Logan giocando con il borsello pieno di monete del cadavere. Il medico glielo rubò, rimettendolo poi sul tavolino metallico dello studio. “Quindi non era un poveretto.” concluse Briskos. “No, al contrario. Anche perché abbiamo trovato i suoi documenti: Ser Jones Brights.” “Da quello che ricordo non davano il titolo di Ser ai barboni.” rise Logan, guardando il collega. Magione Brights, Bastioni superiori Ore 12.00 I Darbis di Varpu La sala da pranzo dei Brights era completamente uguale al salotto dei Far: nello stesso camino scoppiettava lo stesso identico fuoco e le stesse poltrone di pelle rossa erano state posizionate proprio negli stessi punti dello stesso tappeto dei colori della Crociata d’Argento. La signora Sarah Brights era l’unica cosa capace di far distinguere le due case ad un osservatore poco attento. “Ma come, come è potuto accadere!” chiese singhiozzando: con un piccolo fazzoletto di seta di ragno si asciugava le sottili righe che le bagnavano le guance. “E’ stato assassinato signora. Dodici coltellate: l’assassino non aveva nemmeno una buona mira.” spiegò Logan mimando un paio di fendenti di coltello. Invece di essere grata per quella spiegazione, la donna scoppiò di nuovo a piangere. “Signora secondo lei poteva esserci qualcuno che odiasse suo marito a tal punto da arrivare ad ucciderlo? Magari qualche concorrente, qualche rivale..” chiese Briskos mettendole una mano sulle spalle. “Jones era un uomo meraviglioso! Aveva persino appena fatto una donazione per l’orfanotrofio di Helmgard! Duemila zenar in contanti!” rispose la vedova singhiozzando. “Duemila zenar, soprattutto in contanti, non sono una cifra che si trova facilmente. Soprattutto di questi tempi.” “E’ quello che gli dissi anche io e lui mi rispose di non preoccuparmi, che aveva appena costretto il suo socio a cedergli la sua quota d’impresa e che saremmo presto diventati ricchi!” A Michelus fu subito chiaro il motivo di quelle lacrime. “E chi era il suo socio, signora Brights?” “Ser Egid Far, perché?” Ufficio della Guardia Cittadina Ore 15:00 I Darbis di Varpu Il capitano Donald Craghens esaminò con cura i documenti che stringeva in mano: la sua testa pelata era così lucida che specchiava l’intero soffitto di legno con dovizia di particolari. Michelus non capiva perché le persone calve non potessero ricorrere a facili espedienti per ridurre la propria calvizie, facili trucchi già presenti sul mercato da molto tempo: i cappelli. “Ser Egid Far è stato costretto a cedere la propria quota di capitale al suo socio, ma non sappiamo ancora il perché.” spiegò ai due investigatori. “Mi sembra un movente abbastanza chiaro, no? Brights ricatta Far che è costretto a cedergli l’intera compagnia commerciale, si accorge di aver fatto un’enorme stupidaggine a cedere, chiede di vedersi e pianta al socio dodici pugnalate nello stomaco.” ipotizzò Briskos annuendo. “Controllate l’alibi di Far, se non ne ha uno, arrestatelo.” comandò Craghens uscendo dalla stanza. Magione di Fastus Far Ore 11:00 I Kasbis di Varpu “Ser Egid, apra!” i colpi del pugno di Brisko sulla porta si fecero più insistenti e pesanti finchè non si aprì, rivelando il volto del vecchio commerciante d’arte. “Ancora voi?! Ma sapete che ore sono?!” urlò sull’uscio di casa. “Sì, l’ora in cui deve seguirci in caserma.” gli rispose Michelus serrandogli due grosse manette intorno i polsi. Ufficio dell’Alto Vicario Inquisitore Ore 17:00 I Kasbis di Varpu Ser Egid era immobile, seduto all’ampio tavolo di legno intarsiato dell’ufficio dell’Alto Vicario Inquisitore: aveva immediatamente convocato i suoi due avvocati, un ragazzotto sui ventisei anni e un prestante quarantenne, sicuramente maestro e allievo alle prime armi. “Il mio cliente ha un alibi di ferro!” urlò per l’ennesima volta James Bins, l’avvocato della famiglia Far. Iovannus Coy chiuse gli occhi. “Per l’ennesima volta, avvocato Bins: la giurisprudenza non ammette la prova dei servi da anni, ormai. E’ per tutti una prova troppo volatile per proteggere da un’accusa di omicidio, senza contare che è la testimonianza di un servo di diciott’anni appena assunto.” “Ascoltate, io non c’entro.” iniziò Ser Far facendosi avanti con il capo, “E’ vero, avevo avuto dei dissapori con Ser Brights, non lo nego, ma da ucciderlo proprio no.” “Da quindici a trent’anni.” sentenziò Ser Coy con un sorrisetto. “Dovrai fare di meglio questa volta, Iovannus. Non puoi mandare in prigione un innocente.” concluse Bins, facendo alzare in piedi il proprio cliente. Tribunale dell’Inquisizione d’Argento Giudizio d’Indagine Ore 9:00 II Darbis di Varpu “Helmgard contro Ser Egid Far.” annunciò il Vicario dal proprio seggio a lato dello scranno dell’Alto Vicario Inquisitore. “Come si dichiara l’imputato?” chiese il tozzo omone intonacato che sedeva su una seggiolina che a malapena reggeva il suo peso. “Innocente, Alto Vicario.” rispose solenne il vecchio commerciante, alzandosi in piedi. “Alto Vicario, la difesa chiede che venga ammessa la testimonianza del servo del mio assistito.” chiese Bins con lo stesso tono solenne che lo aveva preceduto. “Inquisitore Coy, ci sono altre prove a difesa dell’imputato?” “No, Alto Vicario.” “La corte rigetta l’istanza e fissa una cauzione di diecimila zenar.” Tribunale dell’Inquisizione d’Argento Ore 12:00 II Darbis di Varpu “Come avete trovato il cadavere?” chiese l’Inquisitore Coy a Fastus, ancora sconvolto per l’arresto del padre. Il ragazzo sembrava una calamita per gli occhi indagatori della giuria, chiamata a decidere sull’autenticità o meno del reato. “Mi ero appartato con Claire.. e lei fu la prima che lo vide in una pozza di sangue.” rispose abbassando lo sguardo. “Lo avevate riconosciuto, prima che la Guardia Cittadina vi dicesse chi era?” “No.. Claire disse che le sembrava famigliare, ma io ero troppo spaventato per pensare e chiamammo velocemente la Guardia. Non persi tempo.” L’Inquisitore Coy si rivolse poi alla giuria: “Ser Jones si trascinò alcuni metri prima di morire dissanguato per le ferite che ben dodici coltellate gli avevano inferto. Suo padre ha mai avuto un’indole violenta?” “Obiezione, Alto Vicario: la domanda non è pertinente con il caso in esame!” “Respinta. Il testimone può rispondere alla domanda.” “Sporadicamente, sì.” rispose il ragazzo tra il disappunto della giuria. “Non ho altre domande, Alto Vicario.” commentò Coy tornando al proprio posto. “La parola all’avvocato della difesa, l’Inquisitore Bins” sentenziò il giudice. “Grazie, Alto Vicario. Fastus, sapevi che Ser Jones ricattava tuo padre?” chiese. “No, non lo sapevo.” “Quindi non saprai nemmeno il motivo del ricatto. Il motivo era la tua storia clandestina con Claire, la serva che da dieci anni lavora per voi. Serva di sei anni più piccola di te.” Fastus non alzò gli occhi dal proprio tavolo se non per guardare quelli Claire, lontani in mezzo alla calca di persone sedute ad ascoltare l’udienza. Il loro sguardo colmo di tristezza era quello di due innamorati non capiti. “Questa tua avventura ha costretto tuo padre a svendere tutte le azioni della propria compagnia per salvare il vostro nome.” “Di certo non gliel’ho chiesto io! Poteva diseredarmi se era il nome la cosa che gli stava più a cuore!” urlò Fastus carico d’ira, guardando il padre negli occhi. “Questo non l’avrebbe mai fatto perché l’amore che lega un padre ad un figlio è più forte delle avventure amorose di un ragazzo ventenne. Ma non così forte da uccidere qualcuno. Ho concluso, Alto Vicario.” “Vorrei chiamare a testimoniare l’esperto in psicologia della Guardia Cittadina, il Vicario Confessore McGrant.” si alzò Coy mentre lo psicologo si sistemava sullo scranno, “Vicario Confessore, ci può dire cosa ha capito di Ser Far?” “Ser Egid è un uomo ancorato ai vecchi principi morali di una società che ormai non c’è più. Per lui l’onore vuol dire tutto, e perdere l’onore può equivalere a perdere la propria vita e i propri affetti. Una cosa inconcepibile per un uomo della sua levatura sociale.” “Può essere capace anche di uccidere?” “Senza dubbio: perdere tutto è una facile motivazione che potrebbe spingere un uomo a commettere un omicidio.” “Non ho altre domande, Alto Vicario.” L’avvocato Bins si alzò, mettendosi davanti allo scranno del Vicario Confessore. “Ma, comunque, visto che il ricatto di Ser Jones era andato a “buon porto”, se così possiam dire, che ragione avrebbe avuto il mio assistito di uccidere Brights?” “Per Ser Far l’onta di aver subito un ricatto era identica all’onta che avrebbe potuto subire non sottostando al ricatto. Stessa onta, stessa conseguenza, dal mio punto di vista professionale.” Bins sembrò leggermente frustrato dalla risposta dell’esperto ma s’illuminò velocemente quando l’Alto Vicario gli chiese se la difesa avesse dei testimoni da chiamare al banco. “Certo, Alto Vicario Inquisitore: chiamo al banco il mio assistito, Ser Far.” Dalla sala si udì un vociare di disappunto. “Avvocato Bins, lei ha rammentato al suo assistito che testimoniare il falso corrisponde ad un reato molto grave, vero?” “Certo.” rispose secco, facendo passare il proprio cliente dietro di sé, dritto verso lo scranno dei testimoni, “Ser Far, vuole ricordare alla giuria come si proclama?” “Innocente: Ser Brights era un socio fidato ed un amico anche nonostante i nostri litigi.” rispose il vecchio, scuro in volto. “E può ripetere come sono andati i fatti quella notte?” continuò l’avvocato. “Ser Brights mi chiamò al porto: lì infatti si trova la sede della nostra società di commercio di piccoli manufatti d’arte Helmgardiana e non era certo raro per noi due incontrarci al porto. Andai da lui verso mezzanotte, e mi disse di non preoccuparmi, che il ricatto che aveva inscenato era solo un modo per scuotere un amico che a lui sembrava essersi addormentato. Per lui dovevo fare qualcosa, almeno testare l’amore di mio figlio per la nostra.. serva, e nel caso decidere. Fare finta di niente non era la soluzione.” “E lei?” “Io gli sorrisi e tutto quello che feci fu dargli una pacca sulla spalla. Non ho ucciso Brights, che ragione avrei mai potuto avere? Uccidere il mio socio in affari avrebbe voluto dire non aver avuto mai più l’occasione di riavere quel pacchetto azionario, cadendo l’unico che poteva testimoniare che la vendita era stata fittizia!” “Quindi quando lo lasciò era vivo.” “Ci lasciammo verso mezzanotte e mezza, o l’una, dopo qualche bicchierino di vino d’annata. Non l’ho più visto finchè non mi è stato detto che era stato ritrovato senza vita.” Bins fece un ampio giro della stanza, percorrendola con lunghe falcate sicure. Si girò poi all’improvviso, e congiunse le mani. “Grazie, Ser Far. Non ho altre domande.” concluse infine. L’Inquisitore Coy guardò Bins compiere il suo rapido giro: i suoi occhi seguivano con minuziosa attenzione ogni passo, ogni scricchiolio del pavimento di legno di pino lucidato da poco. Nella sua mente, le trame del brutale assassinio prendevano una piega nuova e inaspettata, uno di quei lampi di genio che spesso erano soliti aiutarlo in prossimità di una sconfitta in un’aula di tribunale che lo aveva visto sempre dalla parte della verità. Si alzò in piedi, fissando il piccolo ometto bardato con un’insulsa parrucca di lana bianca. “La difesa non ha domande da fare all’imputato.” sussurrò, “Ma chiama al banco la signora Brights, moglie della vittima.” La signora Brights, seduta allo scranno dei testimoni, era una piccola donnina dalle fattezze minute e una chioma di lunghi capelli castani. Con le braccia tese sulle ginocchia, fissava l’Inquisitore Coy appoggiato al corrimano della platea della giuria. “Signora Brights, suo marito era un uomo molto ricco, non è vero?” “Sì, lui e Ser Far erano soci in una compagnia di commercio d’opere d’arte, ma non mi sono mai interessata molto al suo andamento.” rispose. “No, infatti. Sa, anche la mia ex-moglie era molto più interessata ai gioielli che le portavo a casa ogni settimana, piuttosto che all’andamento del mio lavoro. Le donne non sono molto avvezze alle aule di tribunale.” Dalla folla si alzò qualche risatina soffocata. “Io amavo mio marito, Inquisitore Coy.” “Ma non lo amava abbastanza ora che aveva promesso di ridare la parte della compagnia a Ser Far, lasciando comunque invariata la somma donata all’orfanotrofio. Duemila zenar, senza contare tutti i guadagni che avrebbe dovuto di nuovo dividere con l’amico di una vita.” aggiunse l’avvocato ripercorrendo lo stesso tragitto dell’avversario. “Non so dove vuole arrivare, avvocato.” “E’ molto semplice, signora. Noi stiamo perseguendo un innocente, e ora me ne rendo conto. Purtroppo le trame di una moglie assetata di soldi sono ben più infime di quelle di due amici che tradiscono il proprio legame.” “Ne ho abbastanza di queste accus..” “Signora Brights, dov’era la notte in cui suo marito è stato ucciso?!” le urlò contro Coy. “La difesa chiede l’archiviazione delle accuse per il mio cliente!” urlò più forte Bins. “L’accusa non si oppone” continuò l’Inquisitore fissando negli occhi la donnina. Ufficio dell’Inquisitore Coy Ore 23.00 II Dakbis di Varpu “Sei ancora sveglio?” chiese il capitano Craghens, appostandosi sulla soglia dell’ufficio di Coy: sulla morbida poltrona della scrivania girata verso il finestrone, l’avvocato guardava l’immensità del Mare del Gelo. “Abbiamo trovato la colpevole, ma non capisco il perché io non riesca mai ad essere contento per la vittoria, in questi casi.” “Nella ricerca della verità si rendono necessari i sacrifici momentanei di temporanei bersagli.” “A volte non capisco se stiamo cercando la verità o la giustizia..” sospirò Coy senza distogliere lo sguardo.
  19. Il mercato del pesce di Spes, uno dei migliori del piano. Pesce di ottima qualità e di tutti i tipi: dai pesci del nord, raffinatissimi ma molto cari, ai pesci del sud, soprattutto pesci piccoli e azzurri, perfetti fritti nello strutto o nell'olio, per arrivare poi ai pesci di Skèrak, non molto pregiati ma largamente utilizzati per piatti più creativi. Quel giorno però c'era uno strano sentore nell'aria, una paura generale tra la gente. Il brusio era molto più rumoroso rispetto agli altri giorni: le donne continuavano a chiacchierare, ma molto più attivamente. I mercanti avevano già capito che quei pettegolezzi non portavano nulla di buono. Per il resto però, la vita del Porto di Spes era sempre la stessa: oltre al Mercato del Pesce c'erano marinai che consegnavano merci al Magazzino Generale, bambini che giocavano con le fontane e spazzini che pulivano meticolosamente le strade. Tutto quindi proseguiva serenamente, il tempo atmosferico non era dei migliori, ma la vita di Spes era rimasta pressochè invariata da tempo. Il mestiere di Jeppèn Tàttu era assolutamente inusuale: egli era un orafo itinerante, che girava per tutte le città del piano a vendere e a comprare gioielli di ottima qualità. Lo stesso mestiere di orafo non era assolutamente diffuso nel piano, e questo gli permetteva di avere nella sua società un grande monopolio sulla gioielleria mondiale. Grazie a questo lavoro si era arricchito, costruendosi col tempo un business abbastanza ricercato tra la borghesia cittadina del Piano. Per quella settimana sarebbe rimasto a Spes, sia per commerciare, che per rimanere a visitare la città principale del Piano, che non vedeva da tanto tempo a causa della scarsità di richiesta dei suoi prodotti. "Jèppen! Jèppeeeeeeeen!" L'orafo si sentì chiamare da lontano: quel giorno stava proprio visitando il mercato del pesce, anche per procurarsi il pranzo che avrebbe mangiato sui monti di Spes insieme alla sua carovana. "Jèppen! Ehi!" Subito si girò verso i mercati del pesce, dove intravide una faccia familiare. "Pòltiguar! Da quanto tempo! Anche tu a Spes?" "Eh già, la società per cui lavoro mi ha spostato permanentemente a Spes. E' stata una specie di promozione: fare i mercanti di pesce a Spes è un onore e una rarità..." "Ah, mi fa molto piacere. Quanto tempo sarà passat..." "MI SCUSI LEI? NON VEDE CHE C'È UNA FILA DA RISPETTARE?" "Jèppen, spostiamoci. Qua ci penserà un mio collega." "Va bene. Come te la passi qua a Spes?" "Bene, bene. La vendita di pesce va alla grande e mi pagano abbastanza da potermi permettere di condurre una vita serena e abbastanza tranquilla. Il lavoro non è troppo stancante. Oggi in particolare abbiamo avuto il pieno: il mercato del pesce non è soltanto un luogo in cui comprarne, è anche un luogo di ritrovo per le donne, specialmente le più pettegole. Oggi c'è stata una confusione pazzesca, sembra che sia successo qualcosa alle frontiere..." "Sai qualcosa in più? Io parto tra quattro giorni per Lumvalos, ho delle commissioni auree per la Grande Sacerdotessa..." "Ho delle clienti abituali con cui ogni tanto chiacchiero mentre sfiletto i loro pesci...ma non ho ben capito cosa sia accaduto. Sembra che ci sia stata una sorta di aggressione sul collegamento Spes-Forgondur." "E come mai questa preoccupazione generale? Ogni tanto i banditi si fanno vedere e fanno cose del genere..." "Lo so bene, Jèppen, ma questa non sembra essere stata un'aggressione normale." "Cosa intendi Pòlt?" "Non lo so, ma ho un brutto presentimento." GdR OFF: Gli utenti possono intervenire nella chiacchierata, con la scusa di avere sentito la chiacchierata.
  20. "Dall'unione viene la forza, dalla forza viene l'unione" Anno 2899 d.F - 4° Lebis di Daudar Ai Nobili regnati della Diarchia di Nives Dirisul, nonchè nostri stimati vicini, porgo i miei omaggi. Vi scrivo questa missiva in rappresentanza delle volontà di Senato ed Alto Cancelliere, di aprire un canale diplomatico tra in nostri due popoli, per una serena e neutrale convivenza. Rimaniamo dunque in attesa di una vostra sincera risposta. In fede Nostu Scafusta
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  22. "Dall'unione viene la forza, dalla forza viene l'unione" Anno 2899 d.F - 4° Dakbis di Daudar Salute a voi, Re dei Mari e consiglio dei nove della Repubblica pirata di Dalagon. Scrivo questa lettera in qualità di rappresentate delle volontà di Senato ed Alto Cancelliere, nel richiedervi l'apertura di una canale diplomatico tra i nostri due popoli, per una convivenza serena e neutrale. Rimaniamo dunque in attesa di una vostra sincera risposta. In fede Nostu Scafusta
  23. "Dall'unione viene la forza, dalla forza viene l'unione" Anno 2899 d.F - 3° Lebis di Varpu Un ossequioso saluto a voi, Presidentessa dell'URMM Irina Nihoshenko e Segretario Albert Stardoff. Con la seguente missiva, rappresento le volontà di Senato ed Alto Cancelliere nell'instaurare un'amichevole canale diplomatico tra i nostri due popoli, per una gradevole e prosperosa convivenza. Confido quindi in una positiva e generosa replica, in ricordo dei principi che legano le nostre ideologie. In fede Nostu Scafusta
  24. Mi offro di effettuare una distribuzione di pane capillare sul jandur a tutti gli eremiti che ne hanno urgente bisogno, di tasca mia. Contattatemi in privato in game (nickname Hirpus, non vi potete sbagliare) e vi farò trovare una quantità di pane variabile in base alla mia disposizione in luoghi prestabiliti, e in casi estremi sono disponibile anche per portarvi altri tipi di beni primari.
  25. Anno gdr: 2898 d.F. Sono ufficialmente aperte le votazioni per l'elezione del Segretario del Partito Modernista e del Presidente della Repubblica Modernista di Thorvil i candidati sono i seguenti: Per Segretario del Partito Modernista (in ordine alfabetico): Karl Evgeniovic Brodsko (Brodsko)Kristoff Nihovsky (Nihonde)Albert Stardoff (Stardel)Per Presidente della Repubblica di Thorvil (in ordine alfabetico): Ivan Frankovìc (Fr3nky94)Loken Dracurze (Konrad_Curze)AI tesserati sono date 48 ore (off) di tempo per esprimere la propria preferenza. Saranno considerati validi solamente i voti degli iscritti al Partito Modernista delle sezioni Thorvil e Forgon Bopville (solo per votazione Segretario). Lista Tesserati Validi Thorvil TV0A1 - Stardel TV0A2 - i_CasinoR TV0A4 - Konrad_Curze TV0A6 - Piergino TV0A7 - Solid413 TV0A8 - ippokko TV0A9 - Maneege TV0B1 - alexapple TV0B2 - Fr3nky94 TV0B4 - ZootBeta1337 TV0B6 - Geko TV0B7 - Barrnet TV0B8 - Adegheiz TV0B9 - Brodsko ET0A3 - Gianpy Forgon BoPville (solo per segretario) FB0A1 - Pulcio FB0A2 - aliciresolah FB0A5 - killnap TV0A3 - fioz TV0A5 - Nihonde TV0C5 - Vezzo Quorum: Segretario 8 voti - Sindaco 6 voti Maggioranza: Segretario 11 voti - Sindaco 8 voti