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Found 28 results

  1. Delibere ONU attive Risoluzione ONU 91/384 "Integrità territoriale Malese" L'assemblea delibera l'assegnazione di zone di competenza della Repubblica Democratica Cinese e dello stato Australiano, autorizzando l'invio di truppe sotto mandato ONU. Viene altresì stabilita una commissione di controllo per gestire l'operato delle truppe di cui sopra. L'area di competenza australiana include Borneo, isole minori, costa Indiana di Sumatra. L'area di competenza cinese comprende tutti i territori esclusi da quella australiana. La risoluzione si propone di stabilizzare le regioni prima di riconsegnare, alla fine del periodo di crisi, i territori allo stato Malese. Ogni violazione dello scopo dichiarato dalla risoluzione vedrà l'intervento della corte internazionale. Risoluzione ONU 91/385 "Logistica, risorse e gestione nel sud-est asia" L'assemblea delibera lo stanziamento di fondi UN atti a migliorare le condizioni correnti nei territori malesi e immediatamente limitrofi. Assieme alle risorse necessarie è consentito lo stanziamento di truppe nazionali purchè coordinate e supervisionate dalla commissione di controllo di cui nella risoluzione 91/384. Tali fondi e risorse verranno gestiti dalla commissione aiuti umanitari dell'ONU, le truppe avranno esclusivo ruolo di scorta e verranno soggette all'autorità ultima dell'ONU in caso di violazioni del diritto internazionale.
  2. Ciaooooo a tuttiiiii, sono nuovo e spero di esservi simpatico,baci baci ragazzih.<3
  3. oggi a xxhypertv avete fatto un rollback della casa perche non si sa come gli avevano rubato i drive della me e per sbaglio avete preso pure casa mia se potete tornare indietro grazie
  4. ATTO I L'inizio di una nuova Era Sede dell'Assemblea Generale dell'ONU "L'Assemblea Generale dell'ONU ha annunciato in queste ore l'inizio dell'Emergenza Ambientale. Basandosi sugli ultimi dati forniti dagli enti specializzati, il costante aumento di gas nocivi nell'Atmosfera, potrebbe portare ad un peggioramento della vitabilità del nostro pianeta in tempistiche molto inferiori rispetto a quelle previste..".Così è iniziato tutto. Così è iniziata la bagare a chi sarebbe riuscito a trovare la soluzione migliore, la soluzione più pulita, nel minor tempo possibile. Dopo le scioccanti rivelazioni di 2 anni fa, delle falde petrolifere che si sarebbero prosciugate da lì ai seguenti 10 anni, per cause che ancora non comprendiamo, tutto è cambiato. La NASA, come anche la ESA, il ROSCOMOS, la CNSA e molte altre agenzie Aerospaziali, iniziano a sentire il peso della pressione mediatica a causa della sempre maggiore voglia, da parte della popolazione terrestre, di esplorare lo spazio, alla ricerca di pianeti simili alla cara Terra. L'idea di una possibile colonizzazione doveva diventare molto più che un semplice sogno e doveva trasformarsi da fantascienza, in scienza. Il tempo era poco e le agenzie Aerospaziali lo sapevano. Così, il 1° Gennaio dell'Anno Solare 2016, la NASA e le altre 11 agenzie più importanti del Globo, grazie al "Congresso dei 12", ottennero l'aiuto da parte dell'ONU, per la creazione di un macro gruppo che permettesse alle 12 agenzie di collaborare alla ricerca di soluzioni valide. Nasce così il Gruppo Internazionale di Ricerca e Sviluppo Aerospaziale (GIRSA) che risponderà esclusivamente alle direttive dell'ONU. Logo del GIRSA Già dal giorno seguente iniziano gli studi per migliorare i viaggi nello spazio, ma le limitazioni imposte dai materiali convenzionali, fanno calare subito lo sconforto tra i membri del neo-nato GIRSA, senza parlare degli effetti che questa situazione ha sugli investitori. La speranza si riaccende il 23 Marzo dell'Anno Solare 2018, quando un professore universitario, Nathan Bibi, insieme alla sua equipe, formata da alcuni studenti della stessa scuola in cui insegnava, individuano la presenza nella superficie terrestre di minerali mai analizzati prima d'ora. Questa scoperta fu sensazionale, infatti molti minerali presentavano delle caratteristiche di gran lunga superiori rispetto ad alcuni minerali già noti al mondo scientifico. Il GIRSA non perde l'occasione e assolda il Professor. Bibi insieme alla sua intera equipe, portando così nuovamente l'entusiasmo alle stelle, sia degli stessi scienziati che degli investitori. Dopo qualche mese di ricerca, gli scienziati del GIRSA scoprono innumerevoli potenzialità per questi nuovi minerali, sopratutto per il Sorium che, grazie alle sue caratteristiche chimiche, può essere bruciato e bruciando genera energia, diventando così un combustibile a tutti gli effetti, riducendo non solo le emanazioni di gas nocivi, ma anche i consumi. Immediato l'interesse da parte delle maggiori compagnie che producono ed estraggono combustibili e che premevano sull'ONU, affinche il GIRSA rilasciasse le location delle varie miniere presenti sul pianeta. Così nacquero molteplici accordi tra queste compagnie e il GIRSA che stanzia un totale di 2,4 Mld di Dollari per la costruzione di miniere di nuova concezione per l'estrazione dei nuovi minerali e di stabilimenti che permettevano la raffinazione del Sorium. La fine dei lavori è prevista per la metà del 2020. Così, ha inizio una nuova Era. L'Era "Trans-Newtoniana". Spinto dall'onda del fare GDR su questo "giochino" interessante, anche io sono riuscito a tirare giù qualcosina. Avviso subito che non è un GDR interattivo, ma non è detto che non lo diventerà in futuro. Per ora il mio obiettivo è quello di raccontare, tramite una Storia GDR, la mia campagna su Aurora. Quello che leggete quì non è altro che un Prologo, non chè la mia prima mezz'ora in game. Come farete caso sia in questo racconto che nei prossimi, non mi sono focalizzato tanto sui particolari, proprio perchè in futuro vorrei creare dei racconti che parlino approfonditamente di determinati avvenimenti. Spero che questi racconti possano piacervi Per fare un riepilogo della partita: il mio start è stato nell'anno 2016 con il livello di tecnologia convenzionale, quindi la mia prima "mossa" è stata quella di ricercare i Trans-Newtonian Minerals. La ricerca è durata più o meno 2 anni e non appena è finita, ho potuto iniziare la costruzione di alcune Mines e Fuel Refinary.
  5. buongiorno. sto ragionando sul modo di creare un combattente in sella, ho a disposizione solo i 4 manuali "del perfetto" come manuali di espansione. la campagna parte con i personaggi a lv3. pensavo di fare lv1ranger lv2ranger lv3ranger lv4ranger lv5guerriero lv6ammaestratore (perfetto avventuriero) ammaestratore ancora finchè non giro con uno zoo i livelli successivi si vedrà poi. al lv 5 pensavo di prendere il guerriero per avere il talento bonus. razza farei umano in modo da avere il talento bonus, i talenti dal lv1 al lv6 sarebbero 5 e prenderei combattere in sella, attacco in sella e carica devastante per il combattimento in sella, devo prendere abilità focalizzata addestrare animali per la cdp e il talento rimanente lo prenderei per il combattimento a terra (non si sa mai che finisca sotto terra in zone strette e il pipistrello crudele non possa accompagnarmi come cavalcatura). non sarà di certo un personaggio forte, ma avere un compagno animale da battaglia e uno per esplorazioni e missioni un po più stealth a lv6 unito ai tanti punti abilità credo possa darmi una certa versatilità. cosa ne pensate? mi affido a voi, esperti di segrete e draghi
  6. Ciao! Ho un problema, in pratica quando faccio partire il launcher di ForgottenJet va tutto bene arrivo alla home diciamo e clicco su "entra su ForgottenWorld" carica il server ma quando entro non sono sul server di ForgottenJet ma sono su Eseldur, non chiedetemi perchè non ne ho idea consigli?
  7. Era la prima notte che dormiva in quella casa, Tèsl finalmente non si sentiva più solo, aveva Rebèk al suo fianco La ragazza si mosse leggermente e disse nel sonno “gnn Tèsl... ridammi il martello” Il ragazzo a questo punto pensò con un sorriso sulle labbra “Sta sognando quella volta quando le ho rubato il martello mentre stava lavorando! È cambiata proprio poco da quel periodo! Sempre i soliti capelli castani tenuti lisci da non si sa quale forza della natura data la sua energia e voglia di fare! Il ragazzo prese in mano una foto che non aveva mai abbandonato da quel giorno di dieci anni fa “i suoi lineamenti delicati che la fanno sembrare un angelo, così bella che anche le stelle impallidiscono di fronte a lei, e i suoi occhi sono così azzurri da eclissare il cielo, il viso è adornato da un piccolo naso e da due labbra perfette, eh sì, non era cambiata da quella sera piovosa” disse tra sé e sé ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~dieci anni prima~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ “Hey Rebèk! Andiamo a fare qualche scherzo al vecchio jèrem!” “...” “Rebèk?” “Tèsl... se ti dico un segreto mi prometti che non lo rivelerai mai a nessuno?” “Sono una tomba” “Io... ho paura...” “Paura di cosa?” il ragazzo si sedette vicino a lei e le mise un braccio attorno al collo “Paura di non diventare abbastanza, Spes è troppo grossa, non emergerò mai, voglio fare qualcosa che mi caratterizzi, non voglio essere solamente una dei tanti fabbri della città, e poi questa forgia mi ricorda troppo i miei genitori” “Rebèk... perchè mi hai tenuto tutto ciò noascosto?” “... perchè non volevo scocciarti con i miei problemi” “Non mi scocceresti nemmeno se iniziassi a parlare della differenza tra carbonella e carbone vegetale!” “Sei gentile, davvero, sei l'unica persona che vuole ascoltarmi” “Sei la mia migliore amica, guai se non fosse così!” “Ho preso una decisione... ed è questo il segreto... non devi dire nulla a nessuno, non voglio che la gente stia male per me, perchè è così: nessuno ti considerai mai, poi quando muori o te ne vai lontano tutti dicono di sentire la tua mancanza” “Prometto” “Ho deciso di lasciare Spes, domani all'alba” “C-come?!” “So già dove andare, Iridìan, una città a ovest di qui” “Verrò con te!” “Tu non puoi venire” “C-come mai?” “Voglio staccarmi da tutto qui, voglio ripartire da zero, anche se questo comporta sacrifici” “...” il ragazzo si alzò e iniziò a camminare lentamente verso casa sua “Aspetta Tèsl!” Il ragazzo non si fermò Alcune ore dopo Rebèk era pronta per partire, il suo piccolo bagaglio era pronto, mancava poco all'alba e una fitta pioggia scendeva su Spes. “Rebèk!” “Tèsl?! Che ci fai qui?” “ho pensato che comunque non hai tutti i torti, nonostante questo mi provochi un dolore atroce non posso fermarti, ti conosco fin troppo bene, andresti sino in fondo a qualsiasi costo” “Grazie Tèsl...” “Posso almeno accompagnarti fino alla porta principale?” “Certo!” Rebèk gli allungò la mano I due ragazzi camminarono mano nella mano attraverso Spes con la pioggia che scrosciava tutt'intorno Raggiunta la porta principale “Bhe... Rebèk... mi mancherai, sinceramente... non so come farò senza di te” “Tèsl... ho un altro segreto da dirti” la ragazza si avvicinò a lui “Ti amo” Rebèk guardò negli occhi Tèsl e gli diede un breve bacio, poi s'incamminò attraverso la porta, a ovest, verso Iridìan Tèsl rispettando la decisione e la richiesta di Rebèk si girò sconfortato e tornò lentamente a casa sua, piangendo “Eh sì, quella sera è uscita la vera Rebèk: forte, determinata, e se necessario, impassibile” Tèsl mise la fotografia nel portazenar e spense la lampada “Buona notte, Rebèk”
  8. Ho trovato navigando su internet questo fantastico sito,Console planet, dove ci sono le console in voga di questo momento come ps4 , che si trova a 319€ il modello 500gb e a 329€ il modello da 1 tb , e xbox one , modello base 330€ http://www.consoleplanet.it/
  9. Un salutone Navigando per la rete ho trovato questa comunity che sembra proprio fare al caso mio, spero di trovarmi bene con voi A presto!
  10. Salve, premetto che non sono molto ferrato sull'argomento, anzi ne so molto poco, e quindi ho pensato di chiedervi una mano ho un pc (portatile) che attualmente ha Windows 10 a 64 bit: Edizione: Windows 10 Home Processore: Intel® Core i5 CPU M 480 @ 2.67GHz 2.67GHz RAM installata: 4,00 GB (3,80 GB utilizzabile) Tipo sistema: Sistema operativo a 64 bit, processore basato su x64 Inoltre, come molti notebook, dispone di due schede grafiche: una integrata a basse prestazioni e un'altra ad alte prestazioni: Intel® HD GraphicsAMD Mobility Radeon HD 5000 SeriesOra, il mio problema: Con molti giochi a schermo intero (ad esempio con minecraft o the binding of isaac che sono a finestra), esso diventa nero, però il gioco è comunque avviato, perchè sento la musica e se clicco a caso sento che viene premuto ciò che dovrebbe esserci, quindi il problema è legato alla VISUALIZZAZIONE dei giochi. Ho pensato, nella mia ignoranza, che il problema potrebbe essere causato dal fatto che, non so per quale motivo, dopo l'aggiornamento a Windows 10, molte applicazioni vengono usate a 32 bit, come ho potuto constatare da qui: mi serve un aiuto T.T
  11. Ah... il vecchio jetcraft... da quanto tempo che non gioco, però, è migliorato è questo mi rende felicissimo. Finalmente si riparte con i macchinari... ormai ho perso i vecchi. Comunque... hei ciao staff e player sono tornato! Giocavo al vecchio jetcraft, poi dopo essere stato griffato da un mio compagno non ci giocai per molto. Ora mi è tornata la voglia di giocarci per vari motivi server inglesi, gente inglese, nostalgia del server e dei macchinari! Auguro Buon play a tutti i player vecchi e nuovi e soprattutto allo staff.
  12. Salve. Allora, partiamo con i casini: Quando provo ad avviare il launcher non riesce a creare una virtual machine di java se provo a dargli più di 1024M nella variabile di _JAVA_OPTIONS. Ma se tengo un solo gigabyte a Java, posso dare solo un GB al launcher, e quando si avvia, freeza alla schermata Mojang. Oggi ho portato il PC a 8 gigabyte per vedere se il problema si sarebbe risolto, ma nulla. Ecco le caratteristiche del mio PC: CPU: Intel core i5-3470 3.20 GHz RAM: 8GB MB: Asrok z77 pro3 GPU: Integrata
  13. oggi è stata fatta una cosa che per quanto mi riguarda aveva come solo scopo quello di danneggiare una scelta di gioco: i printer dell'me si possono trovare nei meteoriti, la mappa si resetta una volta al mese, ma per qualcuno questo non basta. a seguito delle lamentele della gente è stato aggiunto un bene che nello shop non era possibile trovare prima, danneggiando cosi i player che avevano i suddetti printer. io vorrei sapere questo: la motivazione per cui una cosa che si puo tranquillamente trovare è stata messa, la scelta del prezzo (decisamente basso, il printer piu raro costa quanto un lingotto di ferro, se non è una barzelletta questa) e vorrei sapere se a seguito di altre lamentele magari mettete in vendita qualche altra cosa fattibile magari un po rara, perche a quel punto basta saperlo cosi basta mettersi in 5 utenti daccordo e lagnarsi per mezzo pomeriggio e avere magari il cartello del respawn dell'ender dragon, tanto allo shop si puo mettere tutto no? o i boss della twilight: anche quelli sono spariti e molti non li hanno potuti uccidere. non vedo perche non mettere anche l'iridio allo shop, sapete no? è difficile da trovare qualcuno potrebbe perdere troppo tempo. se qualche admin poi ha la grazia di darmi una spiegazione la gradirei molto. per ora il server sembra impostato sul: facciamo le quest pero se una cosa è troppo difficile semplifichiamola ulteriormente. saluti
  14. Artemiy si trovava tranquillo, a casa sua. Era intento a leggere qualche racconto, qualche giornale. Le notizie correvano. Helmgard era nata e aveva fin da subito iniziato i rapporti con diverse nazioni. "Una nuova arrivata. Speriamo non abbiamo cattive intenzioni. Chissà in cosa consiste, esattamente, il loro culto.". Il Dominio continuava il suo lavoro, per la diffusione del culto di Uhle nel Jedur. "Uhle.. Chissà, se un giorno le mie domande avranno una risposta..". Dalagon sembrava essersi placata dopo la tregua. "Finalmente, si sono dedicati in modo adatto alla scienza. Prima, certo, studiavano. Ma ora, sono sicuro che faranno enormi progressi.". L'URMM proseguiva con la propaganda, con la diffusione del Modernismo. "Un pò l'immenso palazzo mi manca..". Nives Dirisul invece era molto calma. Dopo l'esilio di Mikèl, un silenzio perpetuo invadeva la Sala del Trono. Si sapeva ben poco dell'attuale situazione, ma i cittadini erano felici di questa tranquillità. "Jaltàr.. Francesca.. Da un pò non vi vedo..". La scoperta degli Stargate da parte di Pol Lividaìn era stato un successo. Anche Artemiy aveva proposto la sua idea. Tuttavia, la più acclamata proveniva dall'università Elliriana. l'URMM nel frattempo aveva collaborato al lavoro, elaborando una corposa teoria su tutto ciò che riguarda il Naquadah. "Ah, si sono dati da fare. Ce l'ho messa tutta, ma sembra che i più giovani stiano per prendere il posto dei più vecchi. Vorrei poter stringere la mano ad entrambi.. Forse potrei visitare l'USE.". Dopo quelle parole, Artemiy percepì un forte dolore alla testa, talmente forte che cominciò a piangere involontariamente. Si accasciò a terra, per alzarsi dopo alcuni minuti di agonia. Non perse un istante, e corse dal medico più vicino, per farsi visitare. Dopo un lungo colloquio, Artemiy venne a sapere di un dono. Un dono speciale. "Quindi, niente?". "Niente, signor Romanov.. Mi dispiace, non c'è niente da fare.". "Capisco..". Il medico ipotizzò una rara malattia. Questa si sarebbe sviluppata a causa del cervello. Sembra che quello di Artemiy sia di poco superiore alla media in ambito di capacità intellettuali. Artemiy, utilizzando al massimo queste capacità, ha destabilizzato il resto dell'organismo. Gli restavano pochi giorni di vita, un paio di settimane al massimo. Decise quindi, di scrivere diverse lettere. Una al suo amato C.R.B. . I suoi colleghi rimasero increduli ed addolorati, di fronte ad una tale notizia. Una, al SIUR dell'URMM, per congratularsi del suo ottimo lavoro svolto, fino a quel giorno. Una, al Dominio, ringraziando la disponibilità del Maestro dei Congegni, e lodando per la prima ed ultima volta Uhle. Una, diretta al Trono di Ejitèl, domandando scusa per la mancanza di un aiuto da parte sua nel futuro prossimo. Ed infine, una a Pòl Lividaìn. Quest' ultima, era poco più lunga delle altre. "Caro Pòl, ti scrivo queste righe perché ho bisogno di un tuo favore. So che la forma di questa lettera non è corretta, avrei dovuto cominciare con qualcosa di più formale, ma ho bisogno del tuo aiuto, ora più che mai. Devo incontrarti, al più presto. Verrò alla tua università, per chiederti qualcosa di molto importante. A presto. Artemiy Romanov. " Tutte le lettere vennero spedite. Ad Artemiy mancava poco tempo, ma voleva utilizzarlo al meglio.
  15. Ser Davis non era certo un uomo cortese e solare: si aggirava tenebroso tra le grotte di Helmgard, salendo placidamente gli scalini di pietra che conducevano alle case più alte. Non si curava minimamente dei sorrisi d’intesa che gli venivano rivolti o delle risate dei bambini, ma procedeva inesorabile all’interno della sua cappa che drappeggiava al freddo vento del mattino. Anche se mitigata dalla sua scorza ruvida, tutti i presenti videro una certa soddisfazione dipingere il suo viso non appena mise piede all’interno dell’enorme salone. « Scusate, ragazzi, un impegno imprevisto.» salutò tornando in sè, quasi miracolosamente. La combriccola lì riunita, formata da non più di una decina di persone, si alzò in piedi in segno di reverenza, mentre il professore si sedeva alla scrivania del suo studio e poi, uno alla volta, ricaddero sul pavimento ricoperto di paglia, pigri ma attenti. « Ieri abbiamo parlato delle fonti del diritto dell’Ordine, come tutti voi ricorderete,» iniziò Davis aprendo l’importante tomo che, fin dal porto, si era tenuto sottobraccio, « Chi mi sa dire quali sono?» Tra i giovani volti si dipinse, nitida, la timidezza. « Suvvia, abbiamo parlato di consuetudini cavalleresche, figlie degli usi che ogni famiglia Templare porta con sé, e..?» « Le fonti ufficiali dell’Ordinamento, promulgate qualche settimana fa..» aggiunse un ragazzo, cogliendo al volo l’occasione per rendersi antipatico agli altri, in un misto di apprezzamento e invidia. « Ottimo. Oggi però parleremo di ben altro aspetto: è chiaro a tutti che il nostro Ordine ha aperto le porte a, fin’ora, due ambasciate di nazioni che conosciamo perché già entrate in contatto con la nostra antica patria, Volgard. Mi riferisco a Lumvalos e Thorvil. C’è bisogno quindi di conoscere, ora, le consuetudini internazionali che mediano il diritto tra i Grandi di Eseldur, il diritto internazionale.» Tutti i ragazzi erano incantati ad ascoltare le parole che, volteggiando leggiadre, uscivano dalla bocca del loro maestro imprimendosi, fisse e indelebili, nella loro mente. Purtroppo, la carta era un bene prezioso nella cittadina, riservato solamente ai più abbienti, e non tutti gli studenti si potevano permettere di prendere appunti. Tutti, però, avevano a disposizione una memoria sopraffina e un maestro eccellente. « Le consuetudini in campo internazionale esistenti,» continuò Ser Davis, « Si possono riassumere brevemente sotto il principio de “I patti vanno rispettati”: i trattati internazionali, quindi, vanno rispettati alla stregua di contratti tra persone vive, in carne ed ossa, e non sentirsi vincolati è, per tutti, sintomo di grave mancanza. I più attenti però potrebbero chiedersi: “Essendo consuetudini i soggetti le sentono vincolanti non in forza di una normativa vigente, ma in forza del loro sentimento di sentirle come vincolanti. Cosa è quindi che le rende efficaci?” e il vostro maestro vi potrebbe rispondere “Niente, se non per il sentimento di vincolarsi a queste.”» Un ragazzo alzò la mano. « Sì?» « Maestro,» iniziò lui con timore reverenziale, « su cosa si può basare uno studioso di questa materia per avere un chiaro disegno di tutte le norme che mediano questo diritto, se nessuna fonte scritta è esistente?» Davis sorrise, e prese un libro, più denutrito, che aveva in un cassettone della scrivania. « Questo è un lavoro che vi volevo proporre, ragazzi miei. Noi possiamo portare sistematicità all’interno delle consuetudini internazionali che mediano il nostro diritto. Possiamo organizzare convegni, incontri con vertici di altre nazioni, possiamo creare un codice vivo e vigente di norme!» Il carisma del maestro installò nei ragazzi lo stesso entusiasmo autentico. Tutti si alzarono e si riunirono intorno a Davis che, assalito da mille domande, cercava di rispondere a tutti. Qualcosa, a Helmgard, stava cambiando.
  16. Un bel riconoscimento. 17 Ottobre 1514 La mattina inizia con la classica routine in città. Durante il solito giro in città per controllare i lavori il Sindaco Paolux nota come un cittadino si stia dando molto da fare per aiutare la città. Il signor GianLoZio, Boscaiolo e Fattorino della città, lavora alacremente tagliando legna per il fabbisogno cittadino e come da accordi una parte la porta a Forvilù per venderla alla Falegnameria così da guadagnare qualche soldo che lui devolve interamente alle casse cittadine. In una discussione nella locanda con alcuni concittadini che lo additavano come sciocco infatti disse “Verso ogni singola moneta sino all’ultimo Lentàr in quanto la città mi offre già tutto quello di cui necessito e sono sicuro che la dedizione al mio lavoro è sotto gli occhi di tutti.” Difatti la dedizione con cui svolge il proprio lavoro è saltata subito all’occhio di entrambi i Sindaci, ma in special modo Paolux è rimasto positivamente colpito dalla passione che GianLoZio mette in ciò che fa. Si è fatta quasi sera quando Gian torna dalla sua spedizione a Forvilù, appena deposita quanto ricavato dalle vendite viene chiamato per un colloquio privato da parte del Sindaco Paolux. Lui intimorito e con testa china non sa cosa aspettarsi, il suo timore è che abbia fatto qualcosa di sbagliato senza volerlo, ma tra se e se dice “Svolgo il mio lavoro con molta serietà, forse vorrà solo sapere quanta legna abbiamo accumulato…”. Entra nell’ufficio del Sindaco e dopo un breve saluto si accomoda su una sedia. Paolux sorridendo dice “Sono fiero di avere un cittadino e lavoratore come te, la passione e serietà che metti nel tuo lavoro è da prendere come esempio.” GianLoZio cambia improvvisamente espressione e con faccia stupita risponde “La ringrazio per le belle parole, io faccio semplicemente quello che mi spetta senza farmi troppe domande.” Il Sindaco, vedendo il volto di Gian molto meno teso, dice “Sono quasi certo di sapere il motivo, ma ascoltando le voci che girano in città sarei curioso di sapere come mai depositi tutte le monete senza tenerti anche un singolo Lentàr.” Gian, con espressione fiera “So bene che le poche monete che guadagno con gli altri lavori che faccio non sono tante, ma se svolgo un lavoro per la città credo sia giusto versare sino all’ultima moneta guadagnata nelle casse cittadine. Sino ad oggi ogni singola moneta che ho versato è stata ripagata con beni e servizi che la città non mi ha mai fatto mancare.” Paolux, dopo un attimo di silenzio risponde con tono deciso, “Queste motivazioni devono essere le basi sulle quali la città possa costruire un glorioso futuro, mi hai confermato che oltre ad essere un ottimo lavoratore sei anche una persona splendida con ottimi principi.” Dopo qualche altro istante di silenzio tra espressioni gratificanti continua il suo discorso aggiungendo “Ti ho fatto chiamare non solo per dirti che il tuo lavoro non passa inosservato ma anche per conferirti il grado di Fattorino Responsabile e che non appena la città sarà delineata avrai un trattamento speciale per il plot che sceglierai dove costruire la tua casa.” Improvvisamente GianLoZio cambia espressione e con voce emozionata ma ferma dice “Sono onorato di ricevere la promozione, ho svolto e continuerò ancor di più a svolgere il mio lavoro in modo serio e spero di confermare sia a lei che a tutta la città le belle parole che lei ha detto nei miei confronti.” Sorridendo e con tono molto scherzoso il Sindaco si rivolge a Gian “Dai andiamo alla locanda a berci un bel boccale di birra, te lo meriti!”. Così si conclude una bella giornata in città, il gesto compiuto dal Sindaco Paolux è significativo ed è rivolto a tutti i cittadini quasi come un monito…l’impegno e la dedizione vengono sempre premiati!!!
  17. "Altri Bakreantu, questo posto é perso, avvolto dal passato, l'alone della sua gloria perduto tra le macerie delle case abitate da coloro che un tempo discutevano e decidevano della politica e della vita delle persone. Kushima giace morta sul letto del fiume, in contrasto con la credenza che questi sia la culla della vita." -E questo é tutto quello che ho scritto, non mi viene in mente altro per ora.- Disse alla sua volpe, bianca come la Luna in quella notte limpida. Mark era solito parlare da solo o con la sua volpe, e spesso si perdeva in soliloqui sulla natura delle cose, la vita e la politica, di cui sapeva ben poco. Fin da bambino é sempre stato affascinato dal mondo che lo circondava, e spesso la curiosità per l'ignoto lo spinse a varcare la soglia di casa sua, tra i monti a est di Kushima, per esplorare i dintorni. Ebben, raggiunta la maggiore età, aveva deciso che casa sua era troppo piccola per lui e, salutata sua madre e suo padre, con solo uno zaino in spalla era partito alla volta di nuove avventure. Sapeva che i suoi avi avevano abitato a Kushima, e che si trovava non molto distante da casa sua, verso Est, sull'estuario di un grande fiume. Le storie dei valorosi combattenti dello Shogun lo avevano sempre appassionato. Quello che lo appassionó meno al suo arrivo, fu il fatto che la città fosse deserta e in rovina. In effetti, il giornale non arriva spesso nelle insenature dei monti innevati, e chissà quali altri avvenimenti si era lasciato indietro il giovane Mark. -Sarà meglio procedere oltre, il viaggio non si ferma qua, questo é certo. In gamba Volpe, ci aspetta una lunga scarpinata per la prossima città... Iridian, siamo diretti ad Iridian, sapranno di certo qualche novità sul mondo moderno.- [OFF]
  18. Capitolo I Jed mai, prima di quella notte di luna piena, aveva pensato che la sua morte avrebbe fatto alcuna differenza. Eppure ora non riusciva a non desiderare di sopravvivere, almeno per un altro giorno. Non si era mai sentito così vivo: l’adrenalina rendeva indistinti i ricordi, come immagini riflesse in uno specchio d’argento, e poteva essere sicuro solo di aver sentito una voce, calda e rassicurante, afferrarlo in un sonno agitato. Era come se in un momento avesse acquistato lo scopo della sua intera esistenza, come un folle che, fissando il sole, sapesse in un momento dove trovare il più inestimabile dei tesori. « Devo essere pazzo.» sussurrò appollaiato tra le frasche dell’albero, « Devo esserlo solamente per nascondermi in un posto come questo.» Volgard non era infatti un luogo nel quale si potesse trovare qualche pericolo, soprattutto a quell’ora della notte quando briganti e ladroni si guardavano bene dall’attraversare le vie di una città che molti ritenevano essere maledetta. Indugiò qualche minuto tra foglie argentee, appoggiando delicatamente la mano sulla corteccia della quercia che ondeggiava al gentile vento della notte, dopodiché si infilò le mani in tasca e, completamente noncurante, iniziò la sua stanca camminata verso il cimitero del quartiere settentrionale nel quale svettava, torva e decadente, l’antica torre della biblioteca. Percorrendo le strade devastate, si divertiva a immaginare la vita che, in un passato nemmeno così remoto, doveva pullulare tra i muri in rovina e i tetti divelti dei ricchi palazzi. Ed ecco che, da un angolo, spuntava marciando un capannello di picchieri in divisa scarlatta, mentre un carro colmo di prelibatezze scalpitava sui ciottoli della strada, attirando le attenzioni di qualche impudente bambino. Spalancò gli occhi quando uno di questi gli corse incontro, passandogli attraverso con la facilità di una freccia d’argento. Atterrito scosse la testa, e le figure luminescenti sparirono, ricomparendo, nuove e diverse, in altri punti. La nebbia lambiva i mattoni degli edifici crollati e martoriati, ricostruendo intere porzioni di muri in un malsano ectoplasma che portava agli antichi sfarzi botteghe e magioni. Impose alle sue gambe di fermarsi, ma quelle, prese da una foga innata, continuarono verso il canale di acqua stagnante che delimitava il quartiere più ricco della vecchia capitale. La cripta che cercava non era però molto distante e, chissà per quale motivo, sembrava incredibilmente calma rispetto a quella macabra follia. Non ci pensò quindi due volte e si precipitò in quell’abisso di oscurità e silenzio, spezzato solamente dal leggero gocciolio dell’acqua lontana. Accese una torcia tra quelle che teneva a tracolla e illuminò l’iscrizione sul capostipite della porta, anche se ciò non aiutò di certo a placare il suo tormento: «“Ciò che i morti proteggevano, i vivi rafforzò. Ciò che i morti rafforzò, i vivi proteggono.”» iniziò a leggere con un filo di voce, suono che gli sembrò quasi irreale in quel silenzio tombale. Non fu tanto il messaggio che lo inquietò, quanto al fatto che non era scritto in Aeglis, la lingua di cui l’Inquisizione andava tanto fiera e della quale si era ormai tramandata solo l’esistenza. Come in ogni momento di tensione che si rispetti, il cervello di Jed reputò che avrebbe ragionato meglio a voce alta, cosa che in seguito si sarebbe rivelata un errore molto più grave che scappare come un folle per le vie di una città deserta. « Sicuramente questo mausoleo non è antico quanto gli altri e, molto probabilmente, non è nemmeno un mausoleo. Chi mai di vivo dovrebbe proteggere un morto? Chi mai potrebbe essere vivo in questa dannata città?!» In quello stesso momento, l’unico che avrebbe potuto rispondere a quella domanda, si guardò bene dal rispondere e scelse, piuttosto, di avventarsi sul ragazzo. Capitolo II Con uno scatto felino Jed si scostò di lato mentre il pesante martello si infrangeva sulla pietra in un’esplosione di polvere. Tossì violentemente ma si riprese solo per evitare un altro colpo altrettanto violento che fece tremare l’intera struttura. Chiunque fosse colui che lo stava colpendo, una cosa era certa: lo voleva morto. Molto meglio se morto e con il cranio spalmato contro un muro. « Chi diavolo.. Dannazione!» urlò evitando un affondo dell’arma. Quella tecnica, a prima vista poco utile con un martello, si rivelava estremamente funzionale se si voleva costringere il nemico a piegarsi in due con qualche costola spaccata. « Fermati! Per l’amor di.. » Jed continuò ad evitare i colpi, sempre più veementi, del nemico nascosto dietro la coltre di polvere, « Per la Luce, fermati!» Si sarebbe aspettato un nuovo colpo, cosa che molto probabilmente l’avrebbe finalmente atterrato, ma il silenzio tornò tra l’oscurità della cripta: ora, in piedi alla luce della luna, un uomo rigirava il fatiscente martello da fabbro che aveva ridotto in brandelli i bassorilievi dei muri. Sull’altro braccio, invece, reggeva uno scudo di legno consunto e scheggiato che molto bene si abbinava alla corazza di ferro tumefatta e al grembiule di cuoio lordo di fango. « Chi sei?» gli domandò tra una tosse isterica. « Hai detto “Per la Luce”. Ciò che so è che non posso uccidere colui che si appella alla santità della Luce.» rispose placido l’uomo. « Non sono un profanatore, lo giuro. Sono qua per… mi è apparso qualcosa in sogno, penso. Una luce..» Jed si interruppe: l’uomo lo guardava con uno sguardo quasi illuso, mentre abbassava il manico e lo infilava nella cintura. Gli tese poi la mano inguantata, senza cambiare l’espressione di delusa caparbietà: sembrava infatti talmente sicuro che il suo martello, quella notte, si sarebbe sporcato di cervella che ora, mentre lo riponeva inutilizzato, era visibilmente scontento. Era più alto di lui, quasi sul metro e novanta, ma muscoloso e abbronzato: la sua pelle bronzea si poneva in netto contrasto con la folta barba rossiccia e gli occhi di ghiaccio tradivano un retaggio molto più nobiliare. Abbozzò un sorriso cortese, girandosi poi verso le fronde del boschetto che contornava le rovine, non prima però di aver intimato al ragazzo di seguirlo. Fin all’interno del palazzo centrale, Jed si sentiva completamente solo, come se perfino quel soldato fosse in realtà frutto della sua fantasia. Nelle enormi sale del Cenacolo, un focherello danzava languido ai piedi di un fatiscente materasso di pelli. « Immagino che sia così la morte: dormire nella notte più gelida con un unico fuoco a riscaldarti i piedi.» si confidò l’uomo barbuto. « Poetico.» constatò Jed con un filo di malinconia. « So benissimo chi non sei, ragazzo: non sei un profanatore, si capisce dal tuo sguardo. Non sei un assassino, lo capisco da come ti muovi.» L’uomo lo squadrò da capo a piedi, «Penso tu sia un borseggiatore, ma vorrei conoscere il tuo nome.» « Jed.» « E basta? Jed.» chiese confuso il nerboruto soldato, cadendo sulle pelli scomposte. « Non sono figlio di nessuno, non ho cognome.» rispose il ragazzo stringendosi nelle spalle. L’altro fece lo stesso, abbeverandosi ad un ricco boccale di legno intarsiato. Su buona parte della superficie segnata spiccava un elaborato stemma nobiliare. « Perché mi avete risparmiato?» continuò il giovane. « Per un torsolo di mela, qualche gioiello e tante bugie non si uccide, ragazzo. Conosco il tuo genere di persona, e non sono qui per uccidervi. Nei tuoi occhi ho visto che stavi dicendo il vero, forse per la prima volta in vita tua.» Jed rimase impietrito. « Ad ogni modo io sono Ser Galvan, ultimo dei Colridge, figlio di Galvan, nipote di Galvan della casata dei Colridge. Ultimo dei guardiani.» « Ultimo, insomma, ho capito.» tagliò corto Jed, « Non vorrei offenderla, signore, ma non sembra un nobile.» « Nobile? Sono nato per uccidere, non conosco altro che non sia il sapore del sangue e il calore del fuoco. Non passa giorno che il mio martello non si lordi di sangue, che non veda un vile implorare, che non fermi un dannato dal cercare di introdursi nel santuario!» Si alzò in piedi, estraendo il martello dalla cintura: i suoi muscoli tesi, i peli delle sue braccia rizzi come pali nel terreno, tradivano una tensione vibrante. « Folli! E che cosa vogliono rubare?! Non lo so nemmeno io! Ma sono anime nere, buie come la più buia delle notti! La loro mente è colma di pensieri oscuri, figli di quegli spiriti che cercando di indurmi alla pazzia ad ogni colpo che sferro su quelle misere esistenze!» Jed ammirò stupefatto quel monologo così acceso che non poté non soffermarsi su una cosa che aveva detto: « Quindi voi non sapere cosa proteggete?» « Bada ragazzo a non sminuire la mia missione! Ho dedicato la vita in questo, tieni a freno la lingua o non ci sarà Luce che ti salverà, lo giuro!» « No, voi mi fraintendete, signore.» si affrettò a scusarsi, agitando nervosamente le mani, « Non avete mai avuto il desiderio di scoprire ciò per il quale avete sacrificato la vostra stessa vita?» « Mai, prima di questa sera. Pensavo di essere l’unico ad avere avuto visioni di luce, prima d’ora. Voi mi capite, non è vero?» « Le mie gambe mi hanno portato su questo suolo maledetto senza ch’io potessi fermarle: la capisco eccome, messere.» « Essia, allora. Se questo fa parte di un disegno più grande, è ora che la mia missione giunga ad un termine.» Capitolo III « Scusi se lo chiedo nuovamente, ma non ho capito molto. Soprattutto per questa dannata erb.. Dannazione!» Jed incespicò tra la fitta vegetazione del sottobosco. Per mostrare rispetto agli spettri di Volgard, particolarmente nervosi se un mortale si avventurava per le vie della città, Ser Galvan si addentrava spesso per la foresta, cosa che non avrebbe creato grande disturbo se non fosse stato per i rovi che crescevano con vigore. « Volentieri, prode scudiero.» rispose vetustamente il nobile, « E si tenga dietro, ci vuole davvero un attimo a perdersi tra questi tronchi. Volgard era una brillante e ricca città, la prima fondata da quando l’uomo mise piede su questo mondo, a quanto dicono le scritture. Essa crebbe velocemente sotto la guida della casata Landgreen, portatrice della parola di una religione ferrea di principi e dottrina.» « Ma tali principi sono sbagliati quanto credere che il mondo poggi sul dorso di un elefante.» « Come le ho detto,» lo corresse Ser Galvan sferzando l’erba con il coltello, « la loro religione si basava sul culto di un essere esisteva nella menzogna: il Lidor stesso era il frutto dell’inganno che portò alla fondazione della prima Inquisizione. L’inganno li portò ad essere estremamente aggressivi verso chiunque non credesse nel loro culto.» « Pensavano di eliminare tutta l’umanità.» aggiunse Jed. « L’Ingannatore non conobbe nemmeno la lealtà verso i suoi burattini: attirò a Volgard assassini, stupratori e satanassi, più devoti all’uso della spada che a quello della parola. Li infiltrò rapidamente tra i più abbienti, li forgiò nel fuoco dell’odio e della follia. Preparò il suo piano attentamente, soppesando tutte le alternative. Il suo disegno non poteva fallire.» « Sembra che voi invidiate la devozione del Male.» Ser Galvan si fermò di colpo, costringendo il ragazzo ad inchiodare. « Esso non demorde pur di corrompere l’uomo e i suoi disegni sono infiniti. Se i servi della Luce avessero la caparbietà del Male avremmo vinto la nostra battaglia eoni fa. Muoviamoci.» « Non ha finito di narrare, messere!.» si affrettò ad aggiungere Jed. « I servi dell’Ingannatore, pensando di agire per compiacere il loro Lidor e convertire la popolazione mondiale, progettarono una febbre terribile che induceva al malato uno spasmodico stato di isteria, euforia e voracità. Le scritture raccontano di pile e pile di cadaveri, spesso divorati da cannibali che un tempo si fregiavano di titoli nobiliari. Volgard impose una quarantena di ferro dalla quale, però, non si riprese mai più.» « E qui nasce la vostra missione, messere.» « A quanto sembra il santuario fu eretto in quei giorni per proteggere qualcosa che l’umanità voleva dimenticare e gettare nel gelido abbraccio dell’oblio. Qualcosa che sarebbe morto con quelli che l’avevano nascosto e con l’ultimo guardiano che doveva proteggerlo. Sapevano fin dall’inizio che sarebbe giunta una fine.» Ser Galvan sembrava estremamente triste e malinconico: la sua missione si sarebbe rivelata completamente inutile se fosse morto, eppure continuava a perseverare in quello che sembrava l’unico scopo della sua intera vita. « Ma quel segreto non sarà mai dimenticato.» concluse il ragazzo. « No. Ogni notte qualcuno, attirato dai sussurri demoniaci del santuario, si intrufola nella città. Quelle voci hanno chiamato perfino un servo della Luce come me: il loro era un suono così lugubre che… molte volte mi è sembrato di cedere.» Jed, senza accorgersene, mise un piede sulla tenera erba del cimitero e per la prima volta si accorse di quanto fosse grande: centinaia di lapidi e decine di cripte puntellavano il terreno umido. « I cimiteri sono le cicatrici che raccontano il declino delle città, ragazzo. Guarda questo: molti di questi corpi sono stati seppelliti a epidemia già iniziata, sintomo che la gente ancora nutriva speranza in un futuro di nuovo radioso. Poveri diavoli.» spiegò Ser Galvan, scuro in volto. « Il mausoleo nel quale ci siamo.. incontrati aveva una strana iscrizione.» Ser Galvan assunse un’aria pensierosa, dirigendosi verso la cripta. « Per me non è affatto strana: noi Colridge abbiamo la santa missione di proteggere questo luogo e le scritture raccontano che gli Inquisitori di Volgard custodivano segretamente una reliquia dal potere enorme. Sembra che la stessa reliquia, lentamente, traviò coloro che vi erano a contatto.» « C’è una serratura, a forma di.. un incavo, una specie di gemma, di anello. I Colridge hanno un gioiello familiare?» chiese Jed tastando la porta di pietra. « E’ tutto ciò che mio padre mi ha lasciato oltre il suo scudo, il suo nome e il suo materasso. Nulla di più.» Ser Galvan si sfilò il gioiello, inserendolo lui stesso nella serratura di pietra intagliata. La porta scricchiolò, aprendosi verso l’interno, per nulla diverso dal piccolo vestibolo precedente, ma con l’unica differenza di essere lordo di ragnatele e decorato da sontuose tende viola. Jed accese la torcia che riposava al suolo e la puntò verso la chiocciola di scale che scendeva verso le viscere della terra. « Non abbiamo altra scelta.» ammise con un sospiro. « Non ho mai avuto altra scelta se non difendere questo luogo ignorando il suo contenuto. Questa è la mia seconda scelta, la correggo.» Il ragazzo sorrise capendo che quella sera rappresentava per il nobile paladino il coronamento di una vita passata nell’ignoranza devota. Rappresentava la sua redenzione e la fine di un voto sacro. In altre parole, rappresentava la fine e l’inizio di una vita. Capitolo IV Il dedalo della cripta si articolava come un serpente ubriaco nelle profondità del cimitero: delle pareti, dopo l’opulente sfarzo del corridoio iniziale, rimanevano solo muri di pietra grezza scavati velocemente che formavano una lunghissima serie di corridoi e scale, alla fine della quale si apriva un’enorme sala ricoperta di muschio e ragnatele. Jed si prodigò ad accendere i bracieri che riposavano da chissà quanto tempo sul pavimento lastricato, mentre Ser Galvan rimaneva immobilizzato a fissare un punto lontano, come se avesse già intravisto qualcosa brillare nell’oscurità della cripta. Effettivamente la luce delle fiamme che si muovevano languide illuminarono una lugubre teca di cristallo. Lo scheletro al suo interno aveva un’aria piuttosto serena: il teschio vuoto, probabilmente, sognava verdi e sconfinati campi di erba medica, una leggera brezza primaverile che trasportava l’odore di fiori e placidi ruscelli di montagna dai quali si abbeveravano teneri conigli. Scendendo verso le braccia, invece, lo scenario cambiava radicalmente: gli arti erano scomposti e martoriati, le falangi ridotte a piccoli moncherini d’osso infranto, tipico di quelli che vengono seppelliti quando ancora non dovrebbero esserlo. Qualunque fosse stata la causa della sua morte, le mani stringevano una mazza d’oro finemente intarsiata. Sembrava quasi un soldato maledetto, o comunque qualcosa di simile. Vicino alla teca, leggermente impolverato, riposava un grosso tomo rilegato in pelle. « E’ un diario..» affermò deciso Ser Galvan, dandogli un’occhiata mentre Jed era ancora intento ad osservare attonito il corpo scheletrico all’interno dell’elaborato sarcofago. « Lo legga. Penso che l’abbiano scritto per quello, non trovate?» rispose il ragazzo senza scostare lo sguardo. Il nobile fece spallucce, iniziando a leggere con un tono di voce incomprensibilmente fastoso. « Non sappiamo quanti anni sono passati, e nemmeno se Volgard sia guarita da quella febbre che, inconsapevolmente, noi avevamo creato per governare l’umanità. Scavammo ogni dì ed ogni notte, affinché il nostro errore potesse essere al sicuro per i secoli a venire e potesse essere distrutto per sempre. Rilegammo il male nell’oscurità, e creammo un ordine per vegliare su di esso e sulla sua corruzione.» « Appartiene ad un Ordine? » chiese stupito Jed. « Non lo sapevo neppure io.» rispose Galvan con un filo di voce, continuando poi a leggere le fragili pagine in pergamena, «Molti furono quelli che giurarono fedeltà alla causa e altrettanti fallirono, corrotti dal potere che nella cripta era racchiuso. Rinnegammo la nostra fede, bruciammo la città che aveva protetto i nostri figli negli anni più luminosi della nostra storia. La nostra vergogna era tale che non volevamo che rimanesse niente che potesse testimoniare la nostra corruzione. Fu allora che, brillante e luminosa, ci apparve un’entità che non avevamo mai visto, fatta di pura Luce benedetta, che ci accolse come l’amorevole padre accoglie il figlio ritornato in quella che ha sempre saputo essere la sua casa. La Luce non ci punì per la nostra cecità e ci promise che l’Ingannatore non ci avrebbe più abbindolato nelle sue parole d’odio e di lussuria. Tutti noi, tremanti di fronte ad essa, ci votammo alla santità e ci impegnammo a vegliare sulle spoglie del Male, sicuri che nella Luce saremmo stati risparmiati. Ognuno di noi partì, con uno scudiero del tutto ignaro, a vegliare nude tombe e santuari. Una volta morti, i nostri scudieri avrebbero preso il nostro posto, devoti nella loro missione e certi che il santuario per il quale dedicavano la loro stessa esistenza era quello che proteggeva il vero Male.» Jed osservò la delusione dipingere il volto del nobile come un pittore impazzito, eppure, continuò a leggere: « Se stai leggendo queste parole, Crociato, sappiamo che il momento è giunto per rendere omaggio ai nostri morti e incamminarci sulla strada della redenzione. Possa la Luce benedire l’Ordine d’Argento e possa esso trionfare ove noi abbiamo fallito.» Capitolo V « E ora?» chiese Jed. Fino a quel momento, mentre il sole faceva capolino dietro i monti, nessuna parola aveva violato il silenzio tombale nel quale Ser Galvan si era rinchiuso. Scuro in volto, stringeva la mazza d’oro come un uomo che, non avendo più niente, non aveva più niente da perdere. Il ragazzo sembrava però sicuro che non fosse altro che la tempesta di pensieri e paure che affollava ora la mente del paladino. Il nobile si girò e nei suoi occhi tornò la scintilla di vita. « Ho un Ordine da fondare. La mia missione non è finita.» « Certe missioni finiscono nella morte e continuano nella vita di altri, Ser Galvan. E io l’accompagnerò ovunque saremo diretti.» lo corresse Jed, appoggiandogli una mano sulla spalla. « Il peso è troppo, ragazzo, non posso chiederti questo sacrificio.» « “I buoni compagni rendon lieve il fardello”.» « Conosco il sentimento.» rispose Ser Galvan, sorridendo. Era l’alba di un nuovo giorno.
  19. Da qualche parte nel Sèkumir, 2832 D.f. "È un nome importante, ne dovrà portare il peso... sei certo che sia la scelta giusta?" "Certo amore mio, ci aspettiamo grandi cose dal nostro piccolo, non è vero?" "Già, hai ragione, ne hai sempre avuta..." ---------------------------------------------------------- "Figliolo, credo che sia giunto il tempo che ti racconti una storia..." "Che tipo di storia, padre?" "La storia del tuo nome, e della sua leggenda. Ma non è ancora giunto il momento, dovrai pazientare." "Sì, padre..." ---------------------------------------------------------- Ma quel giorno non arrivò mai. Mio padre si ammalò pochi giorni dopo e la sua storia morì assieme a lui. Avrei compiuto diciassette anni senza più mio padre... e una storia. O almeno così credevo. Un giorno, frugando nel suo baule trovai un diario, sembrava essere molto più vecchio di qualsiasi altra cosa in nostro possesso. Su di esso vi si recava uno stemma, ma non era una S come il nome della mia famiglia ...bensì una K, come il mio nome... Decisi che era tempo di fare due chiacchiere. ---------------------------------------------------------- Da qualche parte tra il Locìnnus e il Kartànkus 2851 D.f. "Madre, da dove arriva questo diario? Sembra piuttosto antico... Perché non l'ho mai visto? C'entra per caso con la storia di mio padre?" Mia madre ci mise un po' ad assimilare tutte quelle domande, come se si fosse appena svegliata da un lungo sonno. Poi, a fatica, si decise che era tempo di risposte. "Sì figlio mio, quel diario contiene la storia che tuo padre avrebbe tanto voluto raccontarti. Sebbene lo stemma riportato sulla sua copertina non sia l'iniziale della nostra famiglia, esso appartiene a noi da molte generazioni. Quella K è l'iniziale del tuo nome, mio piccolo Kuruzu. Ma bada, non sei ne il primo ne l'ultimo a portare questo nome, un nome che ha portato il suo possessore a grandi cose... Forse sarebbe meglio che tu dia un'occhiata a quel diario, che ne dici?" E lo feci. Divorai quel diario, mi nutrii delle fantastiche gesta del Bos Kuruzu, abitatore delle antiche terre volanti Silthrim, e come fu uno dei primi ad approcciarsi all'alchimia in ambito bellico ed alla preferenza ad essa piuttosto che alla spada, all'odio degli altri verso la sua scelta e dell'appellativo kurustòr a lui affibbiato... "I suoi viaggi e le sue azioni sono state leggendarie. Giuro sul mio nome che non sarò da meno!"
  20. Non vi era una cosi calda giornata da diverse settimane ed i lavori della costruzione della nuova strada procedevano regolarmente senza alcuno intoppo … sì, era proprio una magnifica giornata. Llyr e suo cognato Math erano li al cantiere stradale che supervisionavano i lavori, ormai Llyr era talmente vecchio che non poteva più muoversi da solo senza accompagnamento, ma non voleva lasciare il suo compito, era solito dire “non lascerò ad altri il mio lavoro finché Uhle non mi chiamerà al Bianco Forte"; normalmente era la sua amata figlia, Aquilegia, a fargli da accompagnatrice, ma in quei giorni doveva compiere una missione importante per l’Ordine, in un paese vicino all’avamposto agricolo una frana aveva ostruito l’acquedotto e doveva essere ripristinato il prima possibile, per poter irrigare i campi di patate di Lumvalos. Per questo motivo Math lasciò il piccolo Erik, suo figlio non che nipote di Llyr, alle attenzioni dei sacerdoti ordinati della rinomata scuola lumvalossiana e partì con suo genero per la strada per la Torre Ikean, in fin dei conti anch’egli era un esperto costruttore. I soli erano alti nel cielo quasi allo zenit, quando una nube di polvere si alzò a sud dalla strada appena finita, era un messo che veniva direttamente da Lumvalos e a giudicare da come spronava il cavallo doveva essere una cosa molto urgente. Non appena scese da cavallo si diresse direttamente da Llyr: << Un messaggio urgente per il sacerdote nominato dalla capitale, signore>> << Cosa sarà mai successo di cosi tanto urgente?>> Llyr prese il rotolo, lo aprì ed inizio a leggerlo. Subito il suo volto si fece pallido, le mani gli iniziarono a tremare e nemmeno un attimo dopo si accasciò a terra stringendo al petto il foglio appena ricevuto … Math si gettò verso Llyr per soccorrerlo ma con atrocità si accorse che era già troppo tardi, il corpo del vecchio era a terra senza respiro, l’Alto Chierico Llyr dei Toranaga era morto. Ancora scioccato per l’accaduto Math prese il foglio dalle mani rugose di Llyr per sapere cosa avesse letto di tanto orribile da causargli la morte. Con sguardo gravoso lesse attentamente tutta la lettera e chinandosi sul corpo di Llyr con i pugni stretti iniziò a piangere lacrime amare, finalmente capì perché l’anziano cuore aveva ceduto alla notizia: Aquilegia, l’unica figlia dell’Alto Chierico, nonché sua moglie era stata assassinata durante un imboscata degli eretici Vajòni. Math sapeva bene che non avrebbe dovuto lasciarsi andare all'ira, ma il dolore era troppo forte e dentro di se pensò che gliel'avrebbe fatta pagare a quei maledetti eretici, non vi poteva essere altro che il rogo per quei miscredenti e decise tra se e se che la Gran Sacerdotessa non gliel'avrebbe potuto negare il privilegio di accendere la pira a lui stesso.
  21. Ciao a tutti, ho deciso di iscrivermi al forum e a iniziare a giocare ai vostri server perchè vi ho notato in minecraft italia e mi siete sembrati molto competenti e ricchi di novità. Per ora ho intenzione di giocare al server tecnico Dersia perchè adoro i morpack tecnici, ma chissa se in futuro non mi appassioni anche agli altri serve. Un saluto. limit1one
  22. So che ormai è praticamente ovunque ma vorrei vedere se il fenotipo "io vedo blu e nero!!11!!1" esista qua dal momento che in famiglia non ne ho trovato uno. EDIT: la mia spiegazione http://forgottenworld.it/forum/topic/10748-siete-pronti-a-flammare-riguardo-ad-un-vestito/?p=173085
  23. Innanzitutto buongiorno! Sono un nuovo utente su questo server e sono i cerca di un avventura cittadina in nome dell' orgogliosa burocrazia corrotta! Sì, sono piuttosto machiavellico, ho girato per diversi server americani towny in cerca di affetto, ma ho trovato solo riluttanza. Quindi sono qui in cerca di avventura. Ed ergo mi presento, Sono Beckiovich, ho 18 anni ma non li dimostro sono un attore, ma non di quelli bravi sono un comico, ma non faccio ridere e non sono quello che sembro! Piacere di conoscervi.
  24. Zikrael stava riordinando moduli,parcelle ed altre pratiche d'ufficio in ordinate file ben divise. Quando ebbe finito,notò che un foglio era caduto per terra: si chinò dunque a raccoglierlo,per poi leggerlo: era una lista dei candidati proposti come vicecommissario. Zikrael scorse la lista,controllando le credenziali dei vari candidati,nonché quelli che li avevano proposti e perché, cancellando mentalmente dalla lista,mano mano, i candidati meno validi ed appuntandosi,su una lista a parte, i nomi di quelli più validi. Ad un certo punto,mentre scorreva la lista,gli si corrugarano le sopracciglia. Alla fine della lista c'era il nome di un costruttore molto apprezzato tra i suoi colleghi,che lo stesso Zikrael riteneva un elemento molto valido. Quindi ripercorse velocemente la lista con gli occhi,quindi ultimò la sua decisione,per poi avviarsi verso la porta del suo ufficio,da cui si sporse per comunicare alla sua segretaria: << Elena,contatta un certo Alan Jèk e comunicagli che lo ho appena nominato vicecommissario>> <>
  25. Ciao a tutti, gioco a dota da poco tempo e vorrei sapere, dopo averci messo troppo tempo a comprendere la terminologia di base del gioco, qual'è il miglior eroe adatto a fare da supporto. Oltre a ciò vorrei che fosse semplice da usare o almeno da capire dato che sono ancora un mezzo profano. Al momento ho provato ancient apparition, crystal maiden, chen e oracle, ma per tutti credo serva molto allenamento. Per voi quale posso prendere?