Stardel

Più menti, unica idea: Il Metamorfismo (o Meta-modernismo)

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Più menti, unica idea: Il Metamorfismo.
Un trattato ideologico di Irina Stardel


Negli ultimi 40 anni, il Partito Modernista ha visto subire notevoli cambiamenti all’interno del suo apparato: se durante i primi anni del secolo era molto difficile trovare iscritti fedeli da una corrente diversa dall’ortomodernismo più classico ed inflazionato, ora la situazione si è ribaltata.
Alle nuove correnti stataliste e paramoderniste di Thorvil, frazioni figlie dell’ortodossia più estremista, si contrappongono le frange più moderate degli Ultra e Etermodernisti di Bopville, forse un po’ troppo timide nell’affrontare i problemi dei propri seguaci e nell’accusare i colpi provenienti dal mondo esterno.

In questo caleidoscopio di correnti, è ora mai più che necessario trovare un punto d’unione tra queste due ali del pensiero politico modernista, due idee in un corpo unico, due sorelle separate alla nascita.
Queste due ali del pensiero politico modernista, si sono sviluppate insieme ma mai collaborando tra di loro.
Come l’olio e l’acqua, che per quanto ci si impegni non si mescoleranno mai, il Partito in questi ultimi anni ha speso forze e denaro per tentare di unificare questi due archetipi in una sola e definitiva soluzione, fallendo nell’impossibilità della cosa.

Come unire acqua e olio? Ebbene caro lettore, ti sembrerò pazzo ma la soluzione ci arriva direttamente dalla cucina.
Questa operazione, apparentemente impossibile, diventa semplice aggiungendo un terzo componente alla miscela. Serve un emulsionante.  Acqua, olio e tuorlo d’uovo si uniscono in una nuova e gustosa pietanza che tutti noi chiamiamo maionese!
Queste due sostanze, prima immiscibili, hanno subito una trasformazione fisica, una metamorfosi, per unire le loro caratteristiche in una nuova forma.
Nel caso del Partito però, un ingrediente non basta. Serve una miscela perfetta delle due linee di pensiero, Per farlo, è necessario rimuovere le parti marce che causano alienazione e mantenere solo quelle pulite.

Confronto ideologico:

Paramodernismo ed Eteromodernismo

 

Paramodernismo
I paramodernisti sono dispersi nei loro moduli e nella loro propaganda, questi due strumenti si sono rivelati efficaci nel riordinare il caos post fondazione ma hanno creato distacco con le altre correnti. Il carattere particolarmente schivo dei paramodernisti poi non ha certamente aiutato.
La propaganda modernista, opera d’arte della quinta era, è servita però soltanto a promuovere i dettami del Modernismo piuttosto che l’unità nazionale. È necessario quindi cambiare anche questa, in modo che generi nei cittadini una consapevolezza di stato unitario e forte.
Cosa prendere di buono dal paramodernismo? Il pragmatismo è sicuramente un’arte da rispettare. L’abilità di estrarre l’essenziale dai discorsi e la ricerca della Verità, principio cardine del Modernismo, trova in questa filosofia il suo pieno sviluppo.

Eteromodernismo

Questa corrente, nata  nella prima metà della quarta era, fonda le sue radici nel benessere della Navarone dell’epoca. Vetta culturale ed economica del piano. La loro idea che il lavoro del Modernismo sia già concluso, si è dimostrata più che mai falsa in questa Era dominata dalle barbarie e dalle monarchie tiranniche.  Questa sua caratteristica, ha portato gli etero modernisti a abbandonare i simbolismi e l’ideologia del Partito, approntando una visione più liberale e socialmente svincolata dai canoni classici.
Punto da salvare importante dell’eteromodernismo è il valore dato alla crescita interna.
Il fallimento diplomatico con la Repubblica di Dalagon ha dimostrato la debolezza della nazione, pertanto una delle priorità fondamentali  del Partito dovrà necessariamente essere questo rafforzamento interiore, anche arrivando all’isolazionismo, piuttosto che l’espansione ad ogni costo.
 

Confronto economico:

Statalismo e Ultraliberalismo
 

Statalismo

Lo statalismo è riuscito a dare un impatto fortemente positivo all’economia thorvilliana dopo la crisi degli anni 20, ristabilendo la città e facendola diventare la capitale illuminata che è oggi. Il trasferimento di tutti i poteri allo stato però è fortemente limitante verso le capacità di autodeterminazione dei cittadini, che non possono imparare a guadagnare da soli. Questo genera alienazione e dubbi nel popolo. Dubbi che spesso vengono risolti con il lavoro nero e il contrabbando.
Lo statalismo però trova nelle sue guide forti e decise, lo spirito necessario per generare riforme e cambiamenti nella società.

UltraLiberalismo

Una delle frazioni politiche più criticate insieme al corporativismo e al nazionalmodernismo, gli Ultra si pongono come diretto opposto allo statalismo. Dove questo vuole maggior controllo dello stato, l’Ultraliberale pretende che la libertà economica del cittadino sia messa in primo piano.
Una città dove le tasche dei cittadini sono più ricche del tesoro pubblico non può chiaramente sopravvivere, e questo è quello che è successo nella Bopville Ultraliberal degli anni 50-60.
È necessario quindi trovare una via di mezzo tra il controllo assoluto dello stato sull’economia ed il completo sciacallaggio dei beni pubblici da parte del cittadino.

Ricapitolando:
Al Partito serve un leader pragmatico e forte, capace di  eseguire le riforme necessarie a rafforzare la nazione internamente e rendere l’economia efficiente. Anche a costo dell’isolazionismo.
Serve una linea politica che stimoli l’unità e che spinga il cittadino al guadagno proprio e della nazione.

È necessaria una metamorfosi del Partito, dalla forma attuale, ancora troppo grezza e frammentata, deve nascere un’unica creatura, sana e forte, capace di trovare il suo posto tra i grandi della storia.

Sostituzione_elettrofila_aromatica_orien

Ora possiamo conquistare l'anello aromatico. Alle armi, Compagni!

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Presto arriverà una contro risposta alle idee di Irina. Prepare yourself.

 

Brodsko anche Spartàc andrà contro pesantemente, ci spalleggiamo a vicenda? :asd:

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Brodsko anche Spartàc andrà contro pesantemente, ci spalleggiamo a vicenda? :asd:

Io sosterrò il concetto leninista di Centralismo Democratico, ovvero cerco di contrastare questa forza trasformista e centrifuga difendendo le diverse anime del Partito, essenziali per la loro diversità di pensiero ma, infine unite nell'azione quando le votazioni sono concluse.

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Spartàc bestemmiò Uhle.

 

"Ma è mai possibile che una Stardel scriva queste fesserie!" esclamò gettando sulla scrivania di casa sua la pubblicazione. 

 

Guardando all'esterno della finestra dietro alla poltrona di pelle ormai vecchia ribolliva di rabbia.

 

Irina aveva ragione sul definire pappamolle gli Ultrà e gli Etero-Modernisti ma sosteneva che bisognava comunque conciliarle con il Para-Modernismo e con lo Statalismo, voleva un evoluzione unificante delle correnti dominanti nel Partito post-Adegheiz, come se una tale soluzione potesse giovare realmente. Gli Ultrà potevano salvarsi dalla distruzione e gli Etero-Modernisti potevano continuare a gingillarsi periodicamente e flaccidamente nelle stanze del potere.

 

"Incredibile..." mormorò per piazzandosi davanti allo specchio per annodare la cravatta.

"Dàg!" urlò.

 

Apparve sulla soglia dell'Ufficio una bassa figura stempiata e storpia con un naso aquilino e il respiro rumoroso.

 

"Se Irina porterà questo genere di idee nell'Assemblea di Partito dobbiamo farci trovare pronti. Non voglio che un'idealista pacifista ci metta i bastoni tra le ruote, e non voglio che il Modernismo ne subisca le disastrose conseguenze. Voglio un incontro con lei e voglio che contatti Talòr dell'U.P.C. BoPiano per screditare generalmente le affermazioni di questa pubblicazione qui a BoP."

 

"Molto bene Presidente." si limitò a dire l'omino annotandosi tutto in testa e scomparendo dalla soglia.

 

Dàg è familiare nevvero? :asd:

Spartàc è contrario al dialogo, e a differenza del padre che affermava con forza le sue argomentazioni, non ha voglia di perde tempo nello spiegare agli altri perchè ma vuole semplicemente imporre a tutti i costi la sua linea.

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Spartàc bestemmiò Uhle.

 

"Ma è mai possibile che una Stardel scriva queste fesserie!" esclamò gettando sulla scrivania di casa sua la pubblicazione. 

 

Guardando all'esterno della finestra dietro alla poltrona di pelle ormai vecchia ribolliva di rabbia.

 

Irina aveva ragione sul definire pappamolle gli Ultrà e gli Etero-Modernisti ma sosteneva che bisognava comunque conciliarle con il Para-Modernismo e con lo Statalismo, voleva un evoluzione unificante delle correnti dominanti nel Partito post-Adegheiz, come se una tale soluzione potesse giovare realmente. Gli Ultrà potevano salvarsi dalla distruzione e gli Etero-Modernisti potevano continuare a gingillarsi periodicamente e flaccidamente nelle stanze del potere.

 

"Incredibile..." mormorò per piazzandosi davanti allo specchio per annodare la cravatta.

"Dàg!" urlò.

 

Apparve sulla soglia dell'Ufficio una bassa figura stempiata e storpia con un naso aquilino e il respiro rumoroso.

 

"Se Irina porterà questo genere di idee nell'Assemblea di Partito dobbiamo farci trovare pronti. Non voglio che un'idealista pacifista ci metta i bastoni tra le ruote, e non voglio che il Modernismo ne subisca le disastrose conseguenze. Voglio un incontro con lei e voglio che contatti Talòr dell'U.P.C. BoPiano per screditare generalmente le affermazioni di questa pubblicazione qui a BoP."

 

"Molto bene Presidente." si limitò a dire l'omino annotandosi tutto in testa e scomparendo dalla soglia.

 

Dàg è familiare nevvero? :asd:

Spartàc è contrario al dialogo, e a differenza del padre che affermava con forza le sue argomentazioni, non ha voglia di perde tempo nello spiegare agli altri perchè ma vuole semplicemente imporre a tutti i costi la sua linea.

Alla Gran Sacerdotessa non piace questo elemento >_>

PS: Spartàc come UnderwoodXD

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Il Centralismo Democratico

Contro la centrifuga trasformista del Metamodernismo

 

Le forze centripete sviluppatesi negli ultimi quarant'anni della presidenza stardelliana hanno dimostrato un incredibile capacità di trovare soluzioni diverse per lo stesso problema. In questo modo, la dirigenza dell'Assemblea Nazionale si è democraticizzata in un senso più ampio, abbracciando più ideali seppur rimanendo sempre all'interno dei binari del Modernismo. La sintesi consigliata dalla Compagna Irina Stardel è, a mio avviso, quanto mai sbagliata e frutto di un pensiero troppo accentratore. L'attuale politica, infatti, non necessità di un ulteriore corrente che riunisca le diverse anime presenti nell'assemblea  visto che già esiste il Partito come forma aggregante delle stesse. Il nostro modello legislativo ispirato al Centralismo Democratico, ovvero all'utilizzo del dibattito e quindi delle libere votazioni, finalizzate al raggiungimento condiviso se non da tutti almeno dalla maggioranza dei membri, è già perfetto così come è, senza l'aggiunta di ulteriori frange che porterebbero solamente all'imbastardimento delle già esistenti ed ad un trasformismo generale che porterebbe all'incapacità dei membri stessi di trovare un ventaglio di soluzioni, tra cui, si coverebbe la più adatta ad essere attuata.

 

In conclusione, la mia è un ode alla "Divisione Unitaria" del Partito, sfruttando il vecchio detto dei miei avi. "All'interno del Partito ogni critica è costruttiva, nondimeno ogni critica mossa dall'esterno è distruttiva."

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