Àlikos Resolàn

[MARBM Beta] L'eresia Vajòne maggiore

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Stavano festeggiando tutti.

 

La notizia della sconfitta di Dalagon era giunta fino allo Zàubemain, l’altro capo del Jedur, come un lampo.

Nella locanda del “Fedele Prostrato”, all’estremo confine est, non si parlava d’altro. Dalla colazione alla cena, tra una portata e l’altra, bicchiere dopo bicchiere, la vittoria sul nemico era divenuta da giorni la principale fonte di discussione.

 

I famosi pirati, dominatori dei Mari, sconfitti nel loro elemento naturale.

 

All’arrivo della notizia, le storie, narrate di bocca in bocca, mutarono più volte divenendo quasi narrazioni fantastiche. C’era chi fantasticava su uno scontro tra la nave modernista ed un calamaro gigante, chi lodava i cannoni dell’URMM descrivendoli come bocche di vulcani e chi invece soleva dire che il solo pensiero di scontrarsi con la coalizione, avesse fatto fuggire il Re dei Mari con la coda tra le gambe.

 

Wiredal, il locandiere, ascoltava le parole dei suoi avventori con interesse, sebbene si fosse già fatto un idea sulla vicenda, ascoltando le parole di quegli uomini che vi avevano partecipato veramente, ed erano passati di li, nel loro viaggio di ritorno a Lumvalos. 

 

<Mostri marini, magia… bazzecole dico io!> Commentava sottotono sistemando le botti sotto al bancone.

 

La moglie, più burbera ed autoritaria di lui, lo scosse con un movimento della gamba.

 

<Fai silenzio, tieni per te i commenti e loda Uhle per la vittoria e per ciò che ci ha concesso!> Gli intimò lei tornando a pulire i bicchieri sporchi.

 

Timorata di Uhle, Serrida era una di quelle donne che 20 anni prima, aveva partecipato attivamente alla divulgazione della Vajòne minore assieme al marito. Pentitasi, a differenza di lui, aveva spinto i figli più giovani a diventare Novizi e poi Sacerdoti di Uhle. Era grazie alla sua insistenza se ora viveva in quella bella locanda ristrutturata e rimessa a nuovo, con stanze, bagni e stalle annesse. Ogni sera pregava Uhle e lo ringraziava per ciò che i figli le avevano donato con i loro averi.

 

Finito di sostituire la botte, l’uomo si rialzò spingendo il vuoto e legnoso cilindro verso il retro della locanda, in modo da allontanarsi dalle “folli” ideologie della moglie. Tuttavia, prima di varcare la soglia si fermò in ascolto di una voce che gli parve riconoscere.

 

<…è questo che raccontano allora? Parlano di tutto fuorché della verità!>

 

Vicino ad un angolo del locale, un uomo anziano offriva da bere ad alcuni ragazzi, raccogliendo le storie della guerra e dando la sua versione dei fatti.

 

<Verità? C’è stata una tempesta e quei balordi sono colati a picco con le loro piccole navi.> Argomentava un ragazzo magro, dalla pelle albina con lo sguardo malaticcio.

 

<He, non siamo sciocchi noi!> Buttò li un altro giovane dall’aspetto trasandato. <Non ci beviamo la storia dei mostri.>

 

<Ne di Uhle che scende a proteggere gli alleati del Modernismo.> Tagliò corto una ragazza suscitando subito gli sguardi di un giovane dall’aspetto educato.

 

<Uhle ci protegge con la sua benevolenza! La sua parola è come una calda luce ristoratrice!> Disse mantenendo fisso lo sguardo sugli altri giovani presenti attorno a lui ed al vecchio.

 

<Uhle non è come credete. Le scritture lo professano in più punti; “misericordioso verso i giusti, e tremendo verso chi l’offende”!> Disse il vecchio alzando un poco lo sguardo verso l’oste.

 

L’uomo aveva qualcosa di familiare nello sguardo. Il viso, circondato da un cappuccio rattoppato in più punti, aveva la pelle grinzosa e scurita dallo sporto e dal lungo viaggiare sotto il sole, le rughe marcate lo facevano apparire più vecchio di quanto non fosse, o di quanto non volesse dare a vedere con la barba grigia, incolta ed incrostata di quelli che sembravano pezzi di legno o molliche di pane stantio. Le vesti non erano da meno, segnate da continui cambiamenti di clima. Furono quelle inferiori ad attirare la sua attenzione però. Erano grigie con bordi di un colore quasi verde con distinte macchie blu. E li capì.

 

<Fate muovere l’intelleto. Non fatevi abbindolare dalle false parole e dalle mezze verità.> Tornò a dire l’uomo sorridendo per qualche secondo all’oste. Lentamente estrasse dalla tasca della sua veste un piccolo involto di giornale. Dalle prime lettere stampate in grande formato si poteva leggere qualcosa come “opolo di Sker” La maggior parte delle pagine sembravano strappate ed utilizzate; ma avvolte con cura sulle se stesse, c’era un articolo particolare. <“I fedeli al culto di Uhle siano disposti tutto pur di compiacerlo, compresi rituali orgiastici con ovini; sacrifici matriarcali; mutilazione di organi genitali; mutilazione di arti e bagni in cumuli di prodotti organici”> Lesse il vecchio prima di venir redarguito dal giovane elegante.

 

<Questa è sporcizia! Lo sanno tutti che Uhle non ha necessità di queste osservazioni!>

 

<Ah, vedete! La necessità!> Il vecchio sfruttò subito il tentennamento del giovane fuorviando le sue parole. <Uhle è ciò che io definisco essere dalla duplice natura. Con questo affronto il popolo di Dalagon ha scavato la sua fossa. Non c’era alcuna necessità nell’intervento divino. Le nostre forze avrebbero potuto prevalere sul nemico. L’offesa a Uhle però ha scatenato la sua ira ed ora si è svegliato per portare nuovo fuoco nel Jedur.>

 

<Fuoco? Si abbatterà su di noi?> Chiese il ragazzo maggiolino, il più sempliciotto del gruppo.

 

<Io torno a voi per darvi dimostrazione delle false parole. “Grande fu la sua furia, immensa la sua collera al vedere quegli esseri contorcersi nelle sue fedeli lande”. La caduta del nemico, nel suo amato mare è una prova di questo! Adesso i morti “Mobili stanno a fissare le loro vuote creazioni” in fondo al mare.>

 

<Dunque siete voi? Siete tornato?> Chiese l’oste avvicinandosi con timore.

 

<Sono tornato a professare la Vera Verità, come avevo fatto tempo fa, sono la luce della fiamma della Verità che si è persa nel bagliore del culto di Uhle. Loro mi hanno messo contro i miei discepoli, hanno fortificato le loro menzogne indottrinando i giovani.> Disse il vecchio spostando la testa verso quello che a suo pensiero avrebbe intrapreso la via del noviziato.

 

Il giovane educato cercò di resistere allo sguardo pressante del vecchio, ma poi abbassò il capo.

 

<Ecco. Ciò che professano in nome di Uhle è sbagliato. Loro si prostrano diventando due volte ciechi alla verità! Aprite gli occhi, divenite la fiamma di cui abbiamo bisogno per essere il fulcro della brillantezza solare di Uhle.>

 

<Caram! Ecco chi sei!> Sussurrò l’oste suscitando l’attenzione dei giovani oramai penzolanti dalle labbra del vecchio novizio. <Ti credevano morto o emigrato in seguito al pentimento del Tèred!>

 

<Sono morto quanto mi avete abbandonato. Ho vagato in cerca della verità ultima di Uhle, ed ora sono qui per nascere nuovamente nella gloria della sua potenza. Egli è giusto e vendicativo. Egli è Uhle. E lo sarà anche nei confronti di quell'ignorante del Tèred>

 

Quella sera, Serrida si sorprese di vedere la locanda mezza vuota, alcuni giovani nullafacenti erano stati tutto il tempo a bere ed a gozzovigliare con i soldi dei diligenti genitori che sgobbavano fino a sera per mantenerli o con ciò che rubavano ed elemosinavano per strada. Il marito li aveva cacciati con uno strano vecchio dal locale, prima di uscire a metter le trappole per gli animali.

 

 

[...]

 

 

Il Sacertote Ordinato Ateban ed il Novizio Rezine iniziarono a notare l’allontanamento dal culto dei più giovani troppo tardi.

Pensavano che fosse dovuto a malattie o ad altri doveri nei campi, ma di giorno in giorno le loro prediche cadevano sulle solite persone. Anziani, giovanissimi ed adulti di fede radicata.

 

Quando raggiunsero uno dei villaggi più a nord della frontiera, si posero in ginocchio iniziando la preghiera per purificare e fortificare le loro intenzioni.

 

<Sommo Uhle! Volgi su di noi il tuo sguardo di bontà. Donaci la forza per proseguire nei nostri operati ed apri le nostre anime al tuo volere così che possiamo portare la fede a chi ne ha bisogno!> Mormorò l’ordinato a voce alta invocando l’intervento dell’onnipotente dal Bianco Forte.

 

Dietro di loro, un furtivo scricchiolio di rami interruppe le preghiere all’istante.

Quattro ragazzi osservavano i due fedeli con occhi furbi.

Erano tre ragazzi alla soglia dell’età adulta, ed una giovane ragazza poco più indietro con l’età.

Due erano gemelli, con capelli ed occhi rossassatri. La ragazza aveva lentiggini e macchie violacee su tutto il corpo, mentre l’ultimo, il più grosso di loro sembrava intontito e molto aggressivo.

 

<Se volete posso aprirvi io le vostre anime a suon di bastonate!> Commentò il ragazzo più grosso mostrando i pugni.

 

<Siamo solo fedeli che cercano riparo e vogliono portare la luce di Uhle in questo villaggio. Perché siete così aggressivi nei nostri confronti?> Chiese l’Ordinato, mantenendo un tono calmo e pacato.

 

<Noi sappiamo la verità!> Annui la ragazza facendo un passo avanti. <Voi mentite!>

 

<Ci avete ingannati per un vostro tornaconto personale. La fede in Uhle va mostrata e professata a qualunque costo. Non possiamo rimanere indifferenti dopo quanto accaduto!> Disse uno dei gemelli anticipando il fratello.

 

<Il Gran Sacerdote ci ha mentito! La verità di Uhle. Voi ci porterete alla condanna ed alle fiamme vendicative!>

 

<Questa è blasfemia!> Puntualizzò il Novizio additando il gruppetto. Solo un cenno del Sacerdote fermò oltre il suo parlare.

 

<Voi siete in errore. Il libro delle Verità è la prova della misericordia del Sommo!> Mormorò cautamente.

 

La ragazza si fece nuovamente avanti. 

<“La terra si spaccherà sotto i piedi degli infedeli, inghiottendoli nel vuoto!” La fine del mondo è iniziata e voi state li impalati a riscuotere dal popolo dando false speranze.>

 

<Chi ha parlato in nome di Uhle spargendo la sua voce in modo errato?> Chiese il Sacerdote ora un poco adirato.

 

Il ragazzo grande e grosso sputò per terra ai piedi dei fedeli. <Avete finito di portare falsità. Andatevene o ne pagherete le conseguenze.> Commentò facendo un passo minaccioso in avanti.

 

I due uomini di fede non indietreggiarono subito. Solo pochi istanti dopo si mossero lasciando il villaggio quando altri ragazzi uscirono dalle selve e dai campi coltivati vicino alla strada, muniti di forconi e rastrelli.

 

 

[...]

 

 

Oramai, l'anziano Ordinato non capiva più nulla.

 

Ridotto in uno stato tra la coscienza e l'incoscienza riusciva solo a ripetere poche parole confuse mentre nella sua testa passavano le immagini sfocate dei due aggressori.

 

Fuori dalla mente e dallo spirito dell'uomo di fede le parole scorrevano a fiumi, così come i calci i pugni e gli insulti.

Le vesti, ridotte a stracci, avevano iniziato ad assumere un colore violastro, la dove il sangue si era unito al blu delle rifiniture della bianca toga.
Il pentagono di Uhle, simboleggiante l'aspetto dell'imperfezione degli uomini e l'assenza d'imperfezione nel Sommo, poteva esser solo scambiato per un ammasso confuso di colori.

 

<Questo è ciò che spetta ai falsi che professano la verità di Uhle!> Urlava uno dei due, inginocchiato sulla parte inferiore del ventre del malcapitato, mentre infieriva con le mani sul volto e sul torace dell'anziano.

 

<Sei solo feccia. Ti sei inchinato alle parole del Gran Sacerdote pensando che siano quelle di Uhle, ma egli tace la verità nascondendola nelle imperfezioni della fede.> Gli sussurrava l'altro mentre chino, gli torceva i capelli esponendo il viso già tumefatto alla polvere ed al vento, acuendo ancor più il dolore delle ferite.

 

<Dalagon è stato il principio. Il Sommo si è svegliato dalla sua Bianca Dimora ed ora verrà per voi falsi profeti.> Tornava a dire il primo infierendo sui fianchi esposti.

 

Non c'era pietà nei loro occhi, ne nelle loro azioni.
Solo volontà di colpire e ferire chi per anni li aveva marginati, non capendo le loro emozioni.
Con Caram tutto questo era giunto alla fine. Lui li aveva istruiti, protetti e consolati la dove non erano riusciti a fare gli altri.

Così ora difendevano la sua parola portandola con violenza nella vita dei credenti.

 

TESTO GDR DI MCSEED

 

Malus a Lumvalos

 

"L'eresia Vajòna maggiore."

 

+40% ai costi di mantenimento per Lumvalos.

Durata: 10 anni GdR (1 mese tempo reale)

Risolvibile, riducibile.

 

Blocco rendita obiettivi Università, Tesoreria, Municipio e Identità provinciale I per Lumvalos.

Durata: 10 anni GdR (1 mese tempo reale)

Risolvibile, riducibile.

 

Abbassamento al 30% della soglia di apertura rivoluzione per Lumvalos.

Durata: 10 anni GdR (1 mese tempo reale)

Risolvibile, riducibile.

 

Vandèr Caram, braccio destro del Tèred, riappare, come semplice e vecchio oratore che pianta nelle menti di numerosi giovani del Dominio il seme della violenza (nel Sinodo si parla dell'allontanamento dei giovani, beh questo è un primo passo estremamente radicale) e della bivalenza di Uhle facendo risaltare alcuni paradossi nella normale vita quotidiana degli abitanti di Lumvalos e della sua provincia. Ovviamente la gioventù, a metà fra l'insofferenza nei confronti della lerocrazia e l'eccessiva libertà lasciata dalla stessa alle generazioni venture, esplode in una sorta di rivoluzione di concezione, differente dai limitati dibattiti della Vajòne minore, ma estremamente più pericolosa.

 

NOTE:

 

Eresia maggiore che chiuderà, in un modo o nell'altro, il ciclo Vajòne. Siete una città, come ribadito, che fa del GdR il suo punto di forza, pertanto non spaventatevi davanti a questi Malus e anzi agite per rebaltare la situazione, ci sono Bonus potenziali molto maggiori se agite bene.

 

Il Sinodo mi ha offerto spunti molto interessanti, che in futuro utilizzerò senz'altro. Forse è giunta l'ora di qualche rogo? :asd:

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domandina semplice semplice.... il bonus datoci il 9 marzo, che doveva durare un mese, sparisce e viene rimpiazzato dal malus di questo gdr o c'è sia l'uno che l'altro?

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domandina semplice semplice.... il bonus datoci il 9 marzo, che doveva durare un mese, sparisce e viene rimpiazzato dal malus di questo gdr o c'è sia l'uno che l'altro?

 

Ovviamente rimangono entrambi.

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Cèsar Kòlis, Arcicustode del Dominio di Uhle, probabilmente la seconda voce più autorevole nel campo dell’Uhleismo,  lesse attentamente il documento che gli era stato poc’anzi consegnato. L’anziano uomo cercava di trattenere l’ira e lo sdegno, ma egli non possedeva la stessa misericordia di Uhle, si tolse quindi gli occhiali a mezzaluna che aveva iniziato a utilizzare per la lettura, appoggiò delicatamente il foglio sulla scrivania e, in silenzio, si diresse verso la chiesa più vicina. La lettura del foglio lo aveva profondamente scosso e nella sua mente vi era un violento turbine di pensieri, che Cèsar cercava di controllare recitando ad alta voce i Sommi Canti, componimenti poetici scritti da suo padre Sebastièn per glorificare il sommo.

 

<Maledetti siano i tuoi figli traditori
a cui non è concesso di posarsi con noi su questa terra
La superbia dei loro cuori scatenò la tua ira
Le loro parole si riempirono di bestemmie>

 

L’Arcicustode notò come quelle parole, affiorategli alla mente per puro caso, rispecchiassero esattamente il suo stato d’animo: egli non possedeva la divina misericordia che aveva permesso al Sommo di perdonare gli Uomini per la loro imperfezione, e per coloro che stavano diffondendo dottrine piene di bestemmie e di eresia non riusciva a trovare il perdono. Qualche anno prima, in occasione della missiva al Popolo di Skerak, egli aveva scritto che il Sommo non può essere carnevalescamente rappresentato come una figura completamente placida e tranquilla: Uhle, sebbene lento all’ira, fu spietato con le creazioni che lo tradirono e incredibilmente atroci dovevano essere le sofferenze e i castighi inflitti dal Dio ai dannati. Immerso nelle sue riflessioni, Cèsar quasi non si accorse di essere entrato nella cappella e di essersi inginocchiato davanti all’altare. Il suo volto era rigato dalle lacrime:

 

<Ascolta, o Uhle, il nostro lamento
le lacrime rigano il mio volto
e le tenebre invadono il mio cuore
se tu non sei con me>

 

Disse con tono contristato, citando nuovamente i Sommi Canti.
Rimase nel luogo di culto per quasi due ore e poi, dopo un rapido colloquio con Asenath Leotred, Grande Sacerdotessa, tornò a casa, dove si immerse nello studio di altri documenti che gli erano stati recapitati mentre lui era assente e altri testi. Le notizie riportate nei fogli erano ancora più drammatiche di quelle che gli erano state precedentemente riportate: si era diffusa, e si stava diffondendo, una violenta corrente eretica, derivata dalla estremizzazione della Vajòne Minore, che in passato aveva dimostrato la sua debolezza ed era terminata col crollare, agonizzante, a terra. Qualche sacerdote, nell’esercizio delle sue funzioni, era stato brutalmente malmenato e voci confuse riportavano la morte di due Novizi. La situazione non poteva più essere tollerata. Non appena l’orologio risuonò la mezzanotte, Cèsar ripose lentamente i libri negli scaffali e andò a dormire, turbato dalle sconvolgenti nuove.

 

Il sole splendeva alto nel cielo, come se il Dannato Figlio, dalla miseria della sua condizione maledetta, volesse prendersi gioco, impunemente, della turbata pace del Dominio di Uhle e soprattutto dell’animo di Cèsar. A questo turbamento, si contrapponeva tuttavia una forte volontà di pregare e di predicare, affinché l’Ordine e i fedeli avessero potuto ritrovare la strada per il Bianco Forte e per la glorificazione del Sommo. Era circa mezzodì e la piazza pullulava di persone: Cèsar sperava in cuor suo che tra le centinaia di fedeli che affollavano le strade, vi fosse almeno un appartenente alla Vajòne Minore, in modo tale chele sue proprie parole potessero cercare di fare breccia nei cuori violenti e deviati. L’Arcicustode salì i tre scalini che separavano il pulpito dalla piazza e suonò una piccola campana.
Il popolo di Lumvalos conosceva bene quel suono così familiare e, in qualche secondo, scese il silenzio. Cèsar non era mai stato impaurito dal parlare alla grandi masse, in quanto esso era una parte fondamentale del suo mandato, ma in quel momento capiva l’importanza della sua missione.

 

<Fedeli del Sommo, cittadini di Lumvalos: sia gloria a Uhle!> iniziò.
<La fede nel Sommo è qualcosa che accompagna questo mondo da quando Uhle pronunciò la Quinta Parola: Tempo. Sapete, il tempo è qualcosa di estremamente importante per l’uomo: nasciamo in un determinato istante e moriamo in quello immediatamente seguente, vivendo solamente la infinitesima parte di un secondo. Questo istante, prezioso quanto effimero, dobbiamo spenderlo per lodare il Sommo! Egli ci ha donato di stare su questa terra imperfetta, rovinata dalle nostre azioni e dal Grande Errore dei Figli Maledetti, che ora ci osservano dall’alto!> e indicò il Sole.
<Cosa accade quanto non usiamo questo istante per glorificare Uhle? Egli ci ha permesso la vita per costruire a lui templi, per innalzare canti di lode!” Pregatemi per estinguere il vuoto nel vostro animo” disse all’origine dell’Universo: l’uomo è chiamato a vivere per il Sommo. Ma quando decidiamo di non seguire la strada… il sogno che lui ci ha indicato, allora siamo perduti! Destinati a una eternità di dolore e dannazione, ci sui noi stessi siamo la causa! Si sta diffondendo una eresia per il Domino di Uhle, eresia violenta e terribile!> Cèsar notò qualche cenno di assenso tra le teste della popolazione: le voci stavano iniziando a diffondersi. L’attenzione era ora stata catturata grazie all’efficace introduzione.
<Questi eretici, che seguono l’eresia detta “Vajòne Maggiore”, affermano con assoluta certezza che quanto Uhle ci ha rivelato attraverso il Gran Sacerdote sia falso! Essi affermano che l’Ordine non agisce per fede ma per pura follia e per pura volontà di ingannare i fedeli del Sommo! Essi bestemmiano, riempiendo le loro bocche imperfette di ingiurie verso la nostra Gran Sacerdotessa Asenath e suo padre Avernal, accusandoli di aver scritto il Libro delle Verità per loro volontà e dicendo che le parole ivi scritte non sono state ispirate dal Divino ma dalla mente traviata di due pazzi! Questi eretici offendono Uhle e il suo popolo,da Egli pietosamente risparmiato affinché lo glorificasse! Ma le mie parole potrebbero sembrare vuote e prive di ogni significato, per questo intendo informare noi fedeli di questo pericoloso movimento. Essi seguono una figura importante, che li sta indottrinando e li sta spingendo verso un pozzo senza fondo e il folle movimento angosciante dei corpi che cadono è visibile nei tristi e agonizzanti astri del cielo! L’eresia  Maggiore altro non è che una violenta estremizzazione della Vajòne Minore, che molti anni fa sconvolse il Dominio. Se i danni che essa rischiò di procurare al Culto erano enormi, oggi ci troviamo davanti a un nemico che rischierebbe di far crollare l’intero Culto, se non fossimo supportati della Salda Parola del Sommo, annunciataci attraverso il Gran Sacerdote.> fece una pausa.
<Essi credono che Uhle agisca nella nostra vita, che sia interessato allo scorrere del tempo e della imperfetta realtà! Nel Sacro Libro sta scritto: “ e scomparve nel Bianco Forte, per sempre”! Egli si rivela attraverso il Verbo, ma la sua pietà fu infinita, egli attende il nostro arrivo fino alla fine dei tempi, quando i piani, cessando di esistere, lacereranno il tessuto della realtà del tempo, per preparare l’universo al Suo arrivo! Questi eretici esaltano la Santa e Temibile ira di Uhle, credendo, ad esempio, che la vittoria contro i pirati sia dovuta al suo intervento! Essi dimostrano di non conoscere neanche minimamente le Sacre Scritture!> il popolo era in silenzio, ascoltava attentamente. Cèsar sapeva che essi avevano bisogno di immagini forti che suscitassero il timore nei loro cuori.
<L’uomo non può, se non con attraverso rivelazione divina possibile solo ad Asenath, comprendere la mente del Sommo! Mente di tutte le menti!  Intelletto degli Intelletti!  La vittoria sulla Repubblica di Dalagon ha inebriato le loro menti e i loro animi di una tracotanza che ha da tempo superato la blasfemia. Infine, ciò che più mi preoccupa è come i giovani siano attirati dalle loro parole! Gli animi dei giovani, dei vostri figli e delle vostre figlie, sono instabili! Devono essere guidati verso il Sogno! In ogni chiesa e luogo di Culto, istruite i vostri figli! Allontanateli dal male! Questi eretici diffondono una falsa dottrina e fanno in modo che i fedeli si perdano! L’ira di Uhle, su cui recentemente ho riflettuto, è santa e giusta! Essa giudicherà gli uomini, e color che saranno trovati sporchi di fango, verranno gettati nell’oscurità e per loro sarà pianto e stridore di denti, per l’eternità! Desidero concludere il mio breve, perché le parole sul Sommo non sono mai abbastanza grandi, discorso con una preghiera, che ci ricordi quale è il vero Ordine!

 

“Benediciamo Uhle, a lui onore e gloria per l’eternita!

Astri del cielo, benedite Uhle.
Masse infuocate e luminose, benedite Uhle
Oceani e mari, benedite Uhle
Montagne e pianure, benedite Uhle

A lui rendiamo grazie per ogni cosa
A lui rendiamo sacrifici per la sua clemenza”

Sia Gloria a Uhle!>

 

Detto questo, scese lentamente i tre scalini e tornò a casa, non dopo aver predicato altro tempo nella piazza.

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LA sala dei Seggi si stava iniziando ad affollare.

Tuniche bianche e blu, appartenenti a vari membri dell' Ordine, finivano di prendere posto sugli scranni che ornavano la navata centrale del Monastero.

Sul podio rialzato, la Gran Sacerdotessa aspettava silente che tutti avessero preso posto per iniziare il suo discorso.

Non ci fu bisogno di introduzione: Tutti sapevano del ritorno dell' eresia Vajone e tutti sapevano che sarebbe stato l'oggetto della discussione di quella sera.

Dopo che tutti ebbero preso posto e il silenzio fu calato, Asenath si alzò lentamente e prese parola.

 

"Membri dell' Ordine del Culto di Uhle" Inizò squadrando tutti i presenti con una rapida occhiata.

"I fatti che hanno colpito la nazione recentemente sono ben noti a tutti. La minaccia la conoscevamo già, il mio predecessore li aveva già affrontati e vinti. Evidentemente, hanno scelto la via della perseveranza nonostante il perdono concessogli" Continuò abbassando lo sguardo, quasi esprimendo un senso di pena.

"Ora, le parole del Libro delle Verità sono note a tutti noi" Incalzò l'auditorium alzando il tono della voce e compiendo un ampio gesto con le braccia, strappando dei mormorii di assenso al pubblico.

"Essi ci hanno diffamato, contaminano le parole del Sommo con maldicenze, calunnie e bugie. Aggrediscono i nostri fratelli, i membri di questa nazione e avanzano minacce. Si arrogano il diritto di dettare parola e dogmi mentre loro si sentono liberi di violarne altri!" Disse ad alta voce con fervore.

"Loro sono stati perdonati, hanno avuto la possibilità di redenzione, come i miscredenti ai giorni della creazione. Con la tremenda differenza che loro, lo hanno calpestato il perdono concessogli! Lo hanno afferrato come avvoltoi del deserto e lo hanno utilizzato per continuare a perseverare nel peccato, sguazzare nelle debolezze e crogiolarsi nei loro gusci di parole fredde"

Asenath, dopo questo furioso intervento, si preparò a concludere il suo discorso.

"Fratelli dell' Ordine, oggi io sono qui...NOI siamo qui" si corresse rapidamente "per consegnare questi miscredenti al Giudizio del Sommo. La nostra parte l'abbiamo fatta. Hanno scelto la loro via, ora dovranno accettarne le conseguenze" 

"Conseguenze che arriveranno presto" Aggiunse nascondendo un sorriso di soddisfazione "Sfruttando il fatto che la provincia è ancora blindata a  causa della passata guerra, ho deciso di non fare rientrare l'esercito qui a Lumvalos"

Qualcuno nel pubblico ebbe qualche moto di sgomento, i membri dell' ORdine si scambiavano occhiate interrogative e bisbigliavano tra di loro

"Ho ordinato all' esercito di battere tutta la provincia, ogni villaggio, ogni strada, per trovare e rinchiudere gli eretici. Basta con i compromessi, mio padre ha dato loro quello che meritavano e loro ci hanno sputato sopra. Consegneremo i loro pravi animi al Sommo, perchè vengano giudicati." 

Asenath, vedendo il caos che si era creato fu felice della sua decisione. Era ora che venisse usato il pugno di ferro. La lancia del Sommo si sarebbe abbattuta sulle teste di coloro che per troppo tempo hanno calunniato le Sue sacre parole.

 

"Ho dato ordine che vengano fatti tutti prigionieri. Mi muoverò perchè il capo degli eretici venga scoperto e catturato il prima possibile." Continuò Asenath facendo ricalare il silenzio nella sala

"Consegneremo ogni singolo eretico alle fiamme, sia esso donna, bambino, uomo, vecchio. Nulla potrò sfuggirci, nulla dovrà rimanere. Questo per chi si prende gioco della parola di Uhle, questo per chi calunnia il Sommo"

 

Riprese posto sul suo scranno di quarzo mentre i Sacerdoti esplosero in discussioni e gesti di approvazione. Chi applaudiva, chi pregava, tutti erano d'accordo con la decisione della Gran Sacerdotessa.

Erano così impegnati a parlare che non si accorsero dell' individuo che aveva raggiunto sul palco di quarzo la Gran SAcerdotessa.

 

"Prepara le carte per il Tribunale della Sacra Volta"

"Si Sua Santità, intende utilizzarlo per proteggere il culto dall' eresia immagino"

"Esatto. Non voglio errori, ricorda"

La figura fece un rapido inchino e sparì nel caos della sala, non visto.

Maròk, Kolisch and Moradonx like this

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Malus a Lumvalos ridotti

 

"L'eresia Vajòna maggiore."

 

+20% ai costi di mantenimento per Lumvalos.

Durata: 10 anni GdR (1 mese tempo reale)

Risolvibile, riducibile.

 

Blocco rendita obiettivi Tesoreria e Identità provinciale I per Lumvalos.

Durata: 10 anni GdR (1 mese tempo reale)

Risolvibile, riducibile.

 

Abbassamento al 20% della soglia di apertura rivoluzione per Lumvalos.

Durata: 10 anni GdR (1 mese tempo reale)

Risolvibile, riducibile.

 

NOTE:

Buona risposta agli eventi, coerente sopratutto, ora voglio la messa in pratica.

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<<Maestro Jonuvèn, è ora della celebrazione dei vespri. I fedeli stanno arrivando.>> Disse rispettosamente un Novizio, lasciando poi l’ufficio del Sacerdote Ordinato Jonuvèn Sebalìs, diventato maestro delle Scritture pochi anni prima, in seguito a un eccellente trattato sull’interpretazione del Libro delle Verità. L’uomo si mise le vesti da ceriomnia, guardando verso una delle vetrate colorate che decoravano le parte del suo ufficio. Alcuni artigiani le avevano decorate con scene della Creazione, poteva vedere i Primi Uomini peccare ed essere puniti, il Sommo scagliare la sua lancia contro il Sole. Sospirò, prese una copia del libro delle Verità e si diresse verso la Sala della Parola, nella quale era solito tenere le sue predicazioni e le celebrazioni della sera.

Un folto numero di donne e uomini di ogni età, perlopiù vestiti con abiti semplici e sporchi di terra, segno del loro lavoro come contadini, si era già radunato. Al suo ingresso un piccolo coro iniziò a cantare, lodando il Sommo per la sua clemenza e pregandolo per il perdono dei vizi umani. Un violino malandato accompagnava malinconicamente le parole dei cantori.

 

 

Il Sommo, nella sua misericordia,

ci perdonò delle debelezze!

Lodate la sua magnificenza

 

 

Quasi tutti i presenti pressero posto, aspettando in “religioso” silenzio le parole del sacerdote, che decise però di far concludere il canto.

L’unione nella fede è la nostra forza!

Pregate Uhle, Pregate!

Ci prostriamo innanzi a te, o Altissimo

Un tonfo sordo interruppe la melodia. Un gruppo di uomini armati entrò nella sala, molto di loro impugnavano armi improvvisate, forconi, rami, picconi e qualche spada arrugginita.

<<Quella sgualdrina di Asenath Leotred vi ha mentito! Monderemo nel sangue i suoi errori, schiacceremo con l’acciaio e le pietre la vostra incoscienza. Voi, gregge impaurito e sottomesso alla volontà di un donna di bordello, siete colpevoli di aver tradito la verità. Il Bianco Forte porterà per sempre il segno del vostro sangue impuro!>> Il gruppi si divise, correndo per le navate della Sala.

<<Non avete l’autorità! Eretici, l’Altissimo punirà i vostri gesti! Continuate a pregare, il Sommo ci salverà!>> Il sacerdote continuò con la sua predica, sperando di infondere in quegli animi corrotti la potenza della salvifica parola di Uhle.<<Nel tempo della creazione gli uomini peccarono, furono padroni del loro fato. Peccarono, ma il Sommo li perdonò. Allora capimmo che la retta via era quella della Verità! Iniziammo l'imponente opera di portare il Bianco Forte sulla Terra, di portare le Sue parole in ogni angolo del Jandur!>> Poi abbandonò l'altare e si rivolse a una donna impaurita:<<Avvisa le guardie, corri!>>

Il gruppo armato corse verso il Maestro delle Scritture, un giovane estrasse un coltello e gli tagliò la gola.

Gli stendardi con l'occhio pentacolato vennero incendiati e il Libro delle Verità scempiato. Alcuni fedeli riuscirono a fuggire, altri furono meno fortunati.

<<Non fate vittime, devono essere giudicati Sommo!>> Urlò una donna, comandante delle milizie locali predisposte al controllo e alla difesa delle campagne. I soldati prepararono le alabarde e corsero dentro la chiesa, pregando silenziosamente di non trovare la morte quella sera.

<<Distruggete i simboli sacri e  poi abbandoniamo il villaggio, le guardie saranno qui a momenti.>> Un'eretica sputò sul corpo senza vita di un bambino.   Le guardie ingaggiarono rapidamente i ribelli.

Alla vista delle guardie, numericamente e tecnicamente  svantaggiati, i ribelli furono catturati in pochi minuti.

due morirono suicidi, uno riuscì a fuggire e tredici vennero catturati e condotti a Lumvalos.


GDR di Maròk


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Dal diaro del' Ordinato Ventòr

 

Sono due settimane che marciamo per villaggi e cittadine.

Da quando la Gran Sacerdotessa ha ordinato la cattura di tutti gli eretici, non c'è stato un attimo di tregua per nessun membro dell' esercito.

Siamo divisi in tre battaglioni e procediamo paralleli come un onda sul Dominio di Uhle.

La formazione è stata concordata per evitare spostamenti alle spalle di gruppi di eretici fuggiaschi. La marcia è forzata, si dorme lo stretto necessario e si mangia a cavallo. 

Abbiamo catturato fino ad esso qualche migliaio  di eretici, la metà sono già in marcia per Lumvalos. Pensando a quello che gli aspetta posso solo augurargli un giusto giudizio.

Questa guerra sono sicuro che rimarrà nel cuore di tutti, di ogni Uhleista sul piano. Questo è forse il più grosso affronto che sia mai stato fatto alla nostra fede.

Siamo all' altezza del golfo settetrionale, quindi presumo che abbiamo battuto mezza provincia, forse la fine è vicina. 

Anelo la fine non perchè sono stanco o provato...sono fiero di fare quello che sto facendo, sto servendo la causa del Sommo e non potrei rallegrarmi più di così, ma spero che tutto questo orrore, questa cattiveria contro l'unica fede giusta, finisca presto. 

Ora devo chiudere il diario, ci stiamo avvicinando ad un villaggio sospetto. Ci sono stati segnalati riti strani e sono state udite preghiere eretiche in qualche cantina. Ci prepariamo ad accerchiare il villaggio ed entrare in azione.

 

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Anche questa è fatta, sono stati catturati 20 eretici.

Si nascondevano in una cantina di una casa abbandonata, sono stati rivenute icone sacrileghe e blasfeme.

Hanno cercato di opporre resistenza, erano diversi uomini e qualche donna. C'è anche qualche adolescente, probabilmente figli di qualcuno degli adulti, si possono notare delle somiglianze nei tratti del viso.

Stavano pregando quando abbiamo fatto irruzione. I più piccoli hanno cercato di fuggire da una finestra che dava sul bordo della strada, mentre gli uomini si armavano con spade di bassa fattura.

Le donne hanno cercato di gettare le prove della loro eresia nel fuoco ma sono state bloccate da altri due soldati. Siamo riusciti a catturarli tutti dopo un breve scontro dal quale siamo usciti tutti incolumi, sia loro che noi.

Qualcuno si rimproverava che i ragazzini fossero riusciti a scappare, ma sfortunatamente per loro un cordone di guardie cingeva l'edficio appunto per evitare questo genere di fughe.

Siamo stabiliti qui per ora, la popolazione collabora attivamente con l'esercito e non oppone resistenza alle perquisizioni. Purtroppo ci è stato ordinato di cercare e distruggere ogni oggetto riconducibile alla dottrina eretica ma la popolazione è ben felice di farci entrare in casa propria. Ci vedono come dei liberatori e di questo ne vado fiero, possa Uhle perdonarmi per la mia superbia.

Stanno iniziando ad arrivare i rapporti degli altri battaglioni: il fronte, verso le montagne ha fatto molte catture (E' normale, gli eretici trovano facile rifugio nelle montagne) al centro ci sono state molte guerriglie ma con perdite unilaterali.

L'epurazione sta procedendo bene io credo, inviamo ogni giorno eretici a Lumvalos, dove vengono imprigionati e rinchiusi in attesa del Giudizio. La retro guardia in incognito, che è dietro a noi diversi giorni di cammino, non segnala il ricrearsi di nuclei eretici, questo vuol dire che li stiamo eradicando tutti.

Spero di essere a casa per i roghi, saranno uno spettacolo che non intendo perdermi. Tutto l'esercito vuole vedere la furia delle fiamme mandare gli eretici al giudizio del Sommo.

 

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Oggi sono di guardia alla colonna di eretici, li portiamo verso il fronte centrale dove hanno i carri per il loro trasporto.

Mentre marciano in catene sono zitti e questo mi conferma che la loro fede è solo un simulacro marcio di quello che è realmente l'Uhleismo.

Tacciono e a testa bassa vanno verso quello che li aspetta, forse hanno capito il loro sbaglio, forse hanno compreso la gravità di quello che hanno comesso.

O forse non sanno quello li attende? Non credo non lo sappiano, inneggiano ad un Sommo violento, ad un Uhle sanguinario....forse ora vedranno solo la metà di quello che volevano vedere: Vedranno un Uhle giusto e potente, implacabile verso chi travia la sua parola.

Ecco, ci stiamo avvicinando ai carri prigione, chiudo il diario mentre sorveglio il trasferimento dalla colonna di catene fino al carro.

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Malus a Lumvalos ridotti
 
"L'eresia Vajòna maggiore."
 
+10% ai costi di mantenimento per Lumvalos.
Durata: 10 anni GdR (1 mese tempo reale)
Risolvibile, riducibile.
 
Blocco rendita obiettivi Tesoreria e Identità provinciale I per Lumvalos.
Durata: 10 anni GdR (1 mese tempo reale)
Risolvibile, riducibile.
 
Abbassamento al 20% della soglia di apertura rivoluzione per Lumvalos.
Durata: 10 anni GdR (1 mese tempo reale)
Risolvibile, riducibile.
 
Bonus a Lumvalos
 
"Implacabili."
10 Kit da PvP classici completi (senza pozze) a Lumvalos. Gli armaioli della città si muovono con entusiasmo in aiuto della schiera di ordinati e guardie che replica al richiamo della Gran Sacerdotessa con l'azione.

 

L'entusiasmo di molti ordinati attorno a questa caccia agli eretici è perfettamente equilibrato e consapevole, non sadico e nemmeno ingiusto, ciò dimostra la forza spirituale del Culto, le profonde radici impresse all'esistenza del popolo del Dominio contro un'altra parte evidentemente percossa internamente da fratture insanabili, determinate forse dalla presente tendenza, nella gioventù, ad allontanarsi dal Credo o comunque a renderlo più personale di quello che è.

 

NOTE:
Buono, le repliche sono ottime, riportate in wiki con qualche trafiletto questo caos. La Vajòne ha trovato pane per i suoi denti e la fermezza nella gestione da parte della Sacerdotessa gli ha fatto guadagnare consensi notevoli.

Potete continuare se volete, magari scrivendo dello sradicamento definitivo dell'eresia e sopratutto del giudizio degli eretici, che ricordiamo sono giovani.

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Malus a Lumvalos ridotti

 

"L'eresia Vajòna maggiore."

 

+10% ai costi di mantenimento per Lumvalos.

Durata: 10 anni GdR (1 mese tempo reale)

Risolvibile, riducibile.

 

Blocco rendita obiettivi Tesoreria e Identità provinciale I per Lumvalos.

Durata: 10 anni GdR (1 mese tempo reale)

Risolvibile, riducibile.

 

Abbassamento al 20% della soglia di apertura rivoluzione per Lumvalos.

Durata: 10 anni GdR (1 mese tempo reale)

Risolvibile, riducibile.

 

Bonus a Lumvalos

 

"Implacabili."

10 Kit da PvP classici completi (senza pozze) a Lumvalos. Gli armaioli della città si muovono con entusiasmo in aiuto della schiera di ordinati e guardie che replica al richiamo della Gran Sacerdotessa con l'azione.

 

L'entusiasmo di molti ordinati attorno a questa caccia agli eretici è perfettamente equilibrato e consapevole, non sadico e nemmeno ingiusto, ciò dimostra la forza spirituale del Culto, le profonde radici impresse all'esistenza del popolo del Dominio contro un'altra parte evidentemente percossa internamente da fratture insanabili, determinate forse dalla presente tendenza, nella gioventù, ad allontanarsi dal Credo o comunque a renderlo più personale di quello che è.

 

NOTE:

Buono, le repliche sono ottime, riportate in wiki con qualche trafiletto questo caos. La Vajòne ha trovato pane per i suoi denti e la fermezza nella gestione da parte della Sacerdotessa gli ha fatto guadagnare consensi notevoli.

Potete continuare se volete, magari scrivendo dello sradicamento definitivo dell'eresia e sopratutto del giudizio degli eretici, che ricordiamo sono giovani.

Ci puoi giurare che continuiamo, adesso viene il bello  :asdasd:

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