Sign in to follow this  
Followers 0
Fyros

[GDR] Il guerriero

1 post in this topic

Era stato addestrato al combattimento fin da piccolo da suo padre, esperto guerriero dell'Armata Rossa di Thorvil.

Ma lui non si sentiva a suo agio negli ideali modernisti : preferiva passare le giornate a dorso della sua puledra in giro per i boschi innevati e spesso rimaneva fuori per intere settimane.

A causa di questa sua natura, in città quasi nessuno lo conosceva. Ma la vita di Martins Fyros era serena, a lui non importava della gente.

Poi arrivò la guerra con Dalagon. Martins aveva appena diciassette anni quando fu costretto dal padre a servire l'URMM in battaglia. Ma lui rifiutò, lui non voleva morire per un ideale e per una nazione di cui non gli importava niente. Questo naturalmente non piacque per nulla al padre. Il clima nella loro famiglia si stava facendo sempre più pesante tanto che una 

mattina Martins montò in sella carico di provviste e si allontanò definitivamente dalla città con la sua inseparabile spada al fianco.

 

Ed è qui che inizia la storia.

 

Erano settimane che cavalcava verso Nord. Non si era mai spinto così lontano e non conosceva minimamente quel territorio. Per la prima volta in tanti anni, sentì un lievo senso di rimorso che gli saliva per la gola. Era sempre stato un ragazzo sicuro delle sue scelte, ma quella volta pensò che forse non era stato così saggio spingersi fin lì.

Si girò a controllare la borsa di provviste sul fianco della sua puledra e sospirò appena vide soltanto un pezzetto di pane quasi immangiabile.

Fortunatamente aveva guadato da poco un fiume e l'acqua non mancava, ma i morsi della fame si facevano pian piano sempre più forti. Non sapeva dove andare e la sua fuga impulsiva lo stavano portando verso una brutta fine. Appena notò che la sua cavalcatura camminava a stento, decise di smontare e di abbatterla con un fendente al collo.

Ma per lui quell'animale rappresentava molto : aveva passato più tempo nella sua vita con la sua puledra che con qualsiasi altro essere vivente del Piano. Per questo il colpo non venne eseguito con la giusta tecnica e forza, ferendo soltanto la bestia che si accasciò dopo pochi passi del suo estremo tentativo di fuga.

Adesso Martins aveva cibo a sufficienza per sopravvivere un altro pò ma era pur sempre spaesato e confuso. Continuò a vagare verso Nord, sperando di trovare qualcuno disposto ad aiutarlo.

Tre giorno dopo la morte della sua puledra, il ragazzo si trovò in cima ad una collina. Controllò il paesaggio per esaminare i dintorni, ma c'erano solo montagne. 

Esausto per la camminata durata ore, si distese sull'erba e chiuse gli occhi.

Si sveglio di soprassalto. Il sole stava tramontando e una luce arancione filtrava tra gli alti picchi davanti a lui. Ma non fu di certo il tramonto a disturbare il suo riposo : davanti a lui c'era un gruppo di uomini a cavallo armati pesantemente, che conversava vivacemente. A primo impatto, Martins si sentì sollevato ma poi la sua attenzione si rivolse sull'uomo che sembrava alla guida del gruppo. Un guerriero alto, molto più alto rispetto agli altri, a cavallo di un enorme stallone nero. Martins si aspettò di venire accerchiato, almeno questa era la prassi da seguire quando si incontrava uno sconosciuto.

Invece non fu così ed i guerrieri restarono immobili a fissare il ragazzo. Passarano pochi secondi finchè chiese :"Per favore, sto morendo di fame e non ho dove andare, potete portarmi con voi? Sono disposto anche a commettere dei crimini, se siete dei banditi".

Per risposta, l'uomo alto smontò da cavallo e si avvicinò a Martins. Arrivato a pochi metri da lui, lo fissò negli occhi e disse :

"Siamo carichi di provviste, ma non cediamo nulla a chi non se lo merita.".

"Sono disposto a fare tutto, ditemi di cosa c'è bisogno.".

"Le provviste sono lì, legate ai nostri cavalli. Sei libero di prenderle, ma certamente noi non siamo d'accordo" gli uomini dietro di lui risero "quindi, sei libero di ucciderci tutti e razziare le nostre scorte." un'altra risata, molto più rumorosa della precedente si udì alle sue spalle.

 

Un istante dopo, Martins aveva già la spada in pugno. Aveva capito l'andazzo della situazione e aveva realizzato che l'unico modo per uscirne vivo era combattere. E se c'era una cosa che sapeva fare molto bene, era proprio combattere.

Suo padre gli diceva sempre che era un talento innato e che la sua lama sarebbe stata un grande strumento per difendere la libertà dell'URMM. Durante l'allenamento, riusciva benissimo a tenere testa anche a tre soldati ben più vecchi di lui.

In quel momento, l'uomo davanti a lui aveva le braccia lungo i fianchi e la spada ancora nel fodero. Un colpo veloce sarebbe stato sufficiente ad ucciderlo.

E così Martins iniziò il combattimento con un colpo da sinistra verso destra, come faceva sempre. Stranamente tagliò solo l'aria poichè l'uomo schivò il colpo con un'agilità disumana.

Il ragazzo pensò di essere ormai finito, ma gli altri cavalieri stranamente non intervennero ma si limitarono soltanto a guardare la scena compiaciuti. Il guerriero avanzò di nuovo senza estrarre neanche la spada.

Martins tentò un'altra serie di colpi concatenati, tutti schivati con facilità dall'uomo. L'ultimo fendente arrivò vicinissimo al bersaglio ma per fare ciò il ragazzo si sbilanciò in avanti. Subito sentì un forte dolore al polso e grazie ad un tonfo sul terreno realizzò cosa stava succedendo: era stato disarmato.

A quel punto l'uomo sfoderò la spada e la puntò al petto di Martins dicendo " Grinta e coraggio sono le nostre caratteristiche principali, e  tu sembri possederle : sono Bit Lemòn, Re di Rumildan, e ti sei meritato di seguirci fino alla nostra città, Drackar".

Il ragazzo in un primo momento rimase sbalordito, ma poi gli venne quasi istintivo inchinarsi.

Edited by Fyros
iSamu_ITA, fl4sh3x, MayuriK and 3 others like this

Share this post


Link to post
Share on other sites
Sign in to follow this  
Followers 0

  • Recently Browsing   0 members

    No registered users viewing this page.