epic356face

[GDR] una notte inaspettata

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Per Vent'anni della sua vita, Albert Epichs non aveva mai fatto niente...

Albert Epichs era una ragazzo carino; era alto e magro con i capelli castani e gli occhi neri come il carbone; di carattere era simpatico e intelligente e aveva un occhio molto curioso e perspicace.

La sua vita fino ad allora era stata sprecata tra taverne e bordelli.

Niente lavoro, niente soldi e una montagna di debiti lo portavano ad essere la persona più odiata del paese.

Una notte una forte tempesta si abbattè sul villaggio dove alloggiava Albert, che non riusciva a chiudere occhio;

il rumore della pioggia sulle tegole malandate di casa sua e i fulmini che scuarciavano a metà il cielo fino a toccare terra, gli davano talmente tanta ansia e paura che ogni volta che un fulmine scoccava, lui nascondeva la testa sotto il cuscino.

Ad un certo punto non sentì più nulla.

Fuori pioveva ancora.

Preso dal panico si alzo dal letto con un balzo e si andò a guardare allo specchio.

Guardandosi attentamente non notò nulla di strano; pensò quindi che il rimbombo troppo forte di un tuono lo avesse assordato.

Ad un certo punto vide una luce alla finestra; una luce che andava e veniva come se si stesse spegnendo.

Albert brandì la spada e si avvicinò cauto alla porta.

La spalancò in velocità e vide una donna stesa a terra, svenuta.

Era una donna bionda, scalza e con la pelle color bianco latte.

Indossava un vestito di seta bianco perla deturpato da delle macchie di fango e un fermaglio per i capelli con una stella incisa.

La donna emanava una luce chiara e tiepida ma un pò spenta.

Era bellissima.

Albert non esitò e prese in braccio la donna portandola dentro casa e appoggiandola sul proprio letto.

Prese la tovaglia che aveva sul tavolo e ne strappò un lembo; lo intinse tutto in una bacinella d'acqua fresca e lavò la faccia alla donna.

Poi glielo mise sulla fronte e con un altro rapido gesto prese una sedia e la posizionò vicino al letto.

Albert si sedette e osservò la donna.

Tutto ad un tratto un leggero colpo di sonno, prese albert, che chiudendo gli occhi si addormentò.

 

 

La mattina dopo Albert si svegliò tardi.

Il sole era già alto, sarà stato circa mezzogiorno.

Il bel tempo era tornato, come il suo udito.

Albert si stropicciò gli occhi e osservò il letto.

Si alzò di scatto.

La donna era sparita nel nulla; il letto era stato rifatto e sopra c'era una spilla a forma di foglia verde avvolta da un serpente d'argento.

Albert non ci capiva nulla...

Dov'era finita la donna? Che cos'era quella spilla trovata sul letto? Ma soprattutto, chi era quella donna misteriosa, sparita nel nulla?

Albert non sapeva ancora che dopo quella notte la sua vita sarebbe cambiata!!

To Be Continued...

Edited by Albert Epichs
Toranaga78, LeoV78 and lucy1312 like this

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[GDR part. 2] La partenza

 

 

 

Albert per delle settimane si chiuse in casa a pensare..

Aveva smesso di mangiare; aveva smesso di dormire; aveva, perfino, smesso di frequentare Taverne e Bordelli...

in più non voleva vedere nessuno.

In città lo credevano morto ed erano tutti contenti della perdita.

Una notte dei ladri entrarono dentro casa di Albert per rubare tutti gli averi del poveretto.

Albert seduto in cucina sentì dei rumori e si alzo piano...

Andò verso la camera da letto e vide i ladri frugare negli armadi...

Appena loro lo videro presero paura e impugnando i pugnali cercarono di accoletllarlo.

Una strana forza gli spinse via...

Presi dal panico per l'accaduto scapparono dalla finestra, urlando...

Albert, senza forze cadde a terra ...

La mattina dopo aprì gli occhi e vide una donna seduta al suo fianco.

Si alzò e la fissò...

Era la donna della notte di alcune settimane fa; la donna a cui Albert aveva pensato tutto quel tempo; la donna che era sparita nel nulla lasciando la spilla sul letto; spilla che poi, Albert non tolse più dal petto.

Lui le chiese il nome, con molta gentilezza; lei non rispose.

Si limitò a fissarlo, senza neanche battere ciglio.

Albert notò subito i suoi splendidi occhi.

Erano di un azzurro brillante, come se fossero due zaffiri.

Tutto d'un tratto, la donna si alzò e andò verso la porta.

Albert provò a fermarla ma era bloccato sul letto da qualcosa di invisibile...

Lei si voltò e guardando Albert disse -"è inutile che ti dimeni, non ci si libera facilemente dalla magia."- Poi continuò dicendo -"tranquillo mi rivedrai presto, raggiungimi alla torre del sole"-.

Finendo così, uscì dalla porta.

Albert riuscì ad alzarsi e spalancando la porta non vide più la donna.

Prese subito una vecchia mappa che era in un vecchio baule e cercò la torre del sole...

Non trovò nulla.

Continuò a fissare la mappa, scrutando ogni centimetro e leggendo ogni nome in essa scritto.

Ad un certo punto si ricordò che sua madre, quando lui era piccolo, gli aveva raccontato della torre del sole.

La torre del sole era una torre visibile solo ai maghi e sperduta in mezzo le montagne.

Da piccolo non ci aveva mai creduto alle storie che raccontava sua madre;

soprattutto a questa.

Esitando un po, prese un bastone e una sacca, che rimpì di cibo, e partì a volta delle montagne.

Anche se era molto scettico nell'esistenza della torre voleva rivedere la donna a tutti i costi.

E da li il suo viaggio cominciò!

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