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TH3DoCtOr_11th

[GdR] Magica tecnologia

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Questo è solo l'inizio di magica tecnologia. Scriverò nuovi post qui sotto. Questa è la parte magica.

 

"Feràl. Corri qui, sta avendo inizio il rituale.".

 

Il saggio Karòn stava chiamando suo nipote per l'iniziazione alle arti magiche. Uomo anziano, lunga barba grigio-bianca e veste di un bianco purissimo. Portava sempre con se il suo libro arcano, un libro contenente moltissime magie proibite. Inoltre, reggeva una staffa, donatagli da un vecchio amico, un mago di altro ordine, di altri tipi di magie.

L'altare era pronto, il puro cristallo e l'oscura massa erano state posizionate attraverso complicati rituali preparatori. Le rune necessarie erano state disegnate con il gesso da cerimonia.

 

"Guarda, figlio mio, il tuo primogenito sembra ansioso, preoccupato. Vai a rassicurarlo.".

 

"Sì, padre.".

 

L'uomo si avvicinò al ragazzo.

 

"Feràl.. C'è qualcosa che non va? Ti senti bene?".

 

"Sto bene. Solo.. sono consapevole, dell'importanza di questo rituale. Ma sento che qualcosa è sbagliato.".

 

"Cosa? Cosa senti? Karòn, sente qualcosa.".

 

"Il piccolo sente qualcosa? Così presto?".

 

Karòn si avvicinò al nipote, mentre gli altri attendevano per l'inizio del rituale.

 

"Caro il mio Feràl, senti qualcosa?".

 

"Sì, saggio Karòn.".

 

Karòn sorrise.

 

"Chiamami pure nonno, figliolo. Ora, ti prego, dimmi di più.".

 

"Quello che sento è un insieme di cose.. di voci.".

 

"Voci?".

 

"Esatto. Sono molto confuse, ma alcune di loro riesco a distinguerle. Dicono cose. Rivelano verità.".

 

"E di che verità si parla?".

 

"Verità universali, nascoste nei cieli, nelle più profonde di tutte le stelle.".

 

"Universo.. L'unico modo che abbiamo noi per osservarne le più recondite verità, è attraverso gli occulti arcani.".

 

"Questo non vale per me, nonno.. Quando mi concentro, vedo l'universo. Vedo le stelle. Vedo la verità. Vedo l'armonia.".

 

"Se quello che dici è vero.. Questo rituale sarà solo che riduttivo. Bisogna preparare qualcosa di più grande per te. Quello che descrivi, è qualcosa di estremamente raro. Specialmente alla tua età. Comunicherò agli altri saggi. Per te, il rituale è sospeso. Devo continuare ugualmente per gli altri.".

 

Feràl abbassò lo sguardo, triste.

"Non essere triste, Feràl. Nonostante tu non faccia ciò che fanno gli altri ragazzi e ragazze della tua età, tu non sei inferiore. Anzi. Sei speciale. Non voglio rivelarti ancora niente, ma avrai un ruolo essenziale per questa comunità magica. Mio giovane Bardo dell'Universo.".

 

"Non ero triste, nonno. Non è l'essere diverso ciò che mi preoccupa. E questo nome, Bardo dell'Universo.. Suonava nella mia testa già da un pò. Ciò che mi rattrista, è che l'universo sta tentando di dirmi qualcosa. E non è qualcosa di bello. Non per gli ideali di questa comunità.".

 

"Riesci a comprendere il messaggio?".

 

"Sì.. Diventa sempre più chiaro, sempre più vero. Dicono.. dicono che la magia non è armonia. Dicono che la magia è incompleta. Manca qualcosa..".

 

"Shh. Non dire queste cose.. Non qui. Non ora. Ne riparleremo, ma dire qualcosa del genere qui e adesso non è affatto consigliato.".

 

"Sì, nonno. Ne riparleremo. So che accadrà.".

 

"Bene.".

 

Il rituale fu portato a termine, i giovani figli di maghi erano stati introdotti alla magia, alla guida arcana e agli occulti arcani. Loro tutti si ricongiunsero a Feràl.

 

"Feràl, cosa succede?".

 

"Niente, ragazzi, davvero. Tutto apposto.".

 

"Tu.. sei stato scelto, non è vero?".

 

"Sembra di sì. Ma chi ha scelto me, ha voluto inviare un messaggio poco rassicurante. Non posso rivelarvelo, per ora. Ma vi prometto che vi renderò partecipi, quando sarà il momento giusto.".

 

Feràl da quel giorno cominciò a prepararsi per il suo particolare rituale. Ma l'universo che conosciamo aveva appena cominciato la sua corsa. L'armonia doveva essere ristabilita, e il punto di partenza era il Piano di Ièt.

Edited by TH3DoCtOr_11th

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' Il mio nome è Lùran. Se doveste leggere questa lettera, perfavore, inviate aiuto. Dopo settimane di navigazione, ho raggiunto un'isola sperduta, dimenticata. Non c'è il minimo contatto visivo con altre superfici di terra, sembra quasi come se il Piano di Ièt fosse sparito. '

 

"Lùran. Che diavolo stai facendo?! Torna indietro! Non puoi salpare da solo!".

 

"Mi dispiace.. tornerò, lo prometto! La nave, la riporterò. Devo trovarlo. Devo trovare il pezzo mancante! Senza quello, la risposta definitiva non verrà mai svelata.".

 

' Ho conosciuto delle menti brillanti. Uomini che sono riusciti ad aprirsi un passaggio attraverso spazio e tempo. Dicevano di aver trovato l'equazione finale, ma.. non ha funzionato. L'uomo che è partito per il viaggio, è tornato indietro. Morto. Ho dato un'occhiata veloce all'equazione. Manca qualcosa. Lo sento.. manca qualcosa. E questo qualcosa, non è di certo convenzionale, non è tecnologia. No.. serve qualcosa di più. Serve qualcosa che ancora non conosciamo a pieno.

Partire da solo, è comunque stato inutile. La nave.. è successo l'incredibile. Qualcuno lassù non voleva che io raggiungessi questo posto. Per puro caso mi sono salvato. Un potente raggio, immagino un flair solare, di lunghissima gittata, ha colpito il centro della nave, spezzandola come rami. Perché un flair mantenga una potenza simile ad una così grande distanza, serviva una concentrazione altissima di energia nel raggio lanciato. Non era destino, non era il fato. Qualcuno vuole così.. '

 

"Finalmente.. L'ho trovato. Il pezzo che manca.. Morirò qui probabilmente, ma il pezzo che mi serviva, l'ho trovato. Solo toccandolo, si percepisce la grande energia al suo interno. Sembra come se al suo interno.. sia racchiusa l'infinità delle stelle. L'armonia dell'universo. Questa Pura Essenza è necessaria per il progetto.. Potrei assemblarlo, nel frattempo. Se mai dovessero trovarla..".

 

' Valutate tutte le possibilità, ho deciso semplicemente di rendere il lavoro più semplice ai postumi. Ho inserito nella bottiglia anche la mappa con le coordinate di quest'isola. Trovatela, vi prego. '

 

"Ho cominciato a parlare da solo da qualche giorno.. Sono arrivato poco meno di una settimana fa.. L'acqua salata non è sufficiente per il corpo, non riesce ad idratare correttamente l'organismo. Non posso berla. L'acqua dolce è finita. Le probabilità di sopravvivere sono così basse, che non ha nemmeno senso calcolarle precisamente. Credo sia finita.".

 

' Mi sto sdraiando sul suolo sabbioso. Ho perso quasi tutte le forze, riesco solo a scrivere col foglio appoggiato sul petto. Gli occhi si spengono a poco a poco. Il cuore rallenta. Il cervello pensa, pensa moltissimo. Istinto di sopravvivenza. Si rivivono gli attimi più belli della propria vita, in una frazione di secondo. Solo quando arrivi alla fine della corsa, ti accorgi di quanto siamo straordinari. Solo quando arrivi alla morte, capisci di poter manovrare il tempo, capisci di poter tornare indietro per qualche istante, rivedere ciò che hai perso, ciò che hai lasciato. Addio. '

 

Lùran riuscì infine a lanciare la bottiglia in acqua. Perse i sensi qualche secondo dopo. Passarono interminabili minuti, e nuovamente l'universo dimostrò di non essere immobile, anzi. Qualcosa non andava, e serviva aiuto. Una luce, quasi eterea, colpì il petto di Lùran. Gli occhi si riaprirono, fiammanti, dello stesso colore della luce che aveva riacceso la sua anima. Si rialzò subito dopo.

 

"Quindi.. L'essenza, l'isola, il flaire.. la morte. Tutte prove. Prove per dimostrare di essere degno. Sento voci.. nella mia testa. Capisco. Ora so cosa devo fare. Feràl, sto arrivando.".

Edited by TH3DoCtOr_11th

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Il rituale speciale era finalmente pronto. Feràl era finalmente prossimo all'iniziazione.

 

"Karòn, l'altare universale è stato preparato. Siamo riusciti a posizionare accuratamente l' Oscura Massa e il Puro Cristallo, l' Obelisco è stato alimentato con la polvere di Vinteum, e siamo riusciti ad estrarre facilmente l' Essenza Universale dagli Occulti Arcani.".

 

"Molto bene. Completate i preparativi, assicuratevi che vengano scritte le rune corrette con il gesso, stendete i veli rituali e ponete sopra di essi le candele di polvere di Vinteum.".

 

"Sì, Karòn. La facilità e la velocità con cui tutto sta procedendo, è un segno. Forse è davvero lui.".

 

"Metti in dubbio che lo sia?".

 

"Purtroppo, saggio Karòn, molti prima di lui hanno mentito.".

 

"Mio nipote non mentirebbe mai. L'ho cresciuto personalmente, insieme a mio figlio. Ora va, e confida in lui.".

 

"Sì, saggio Karòn.".

 

Poche ore dopo, finalmente tutto era pronto. Era stato predisposto anche un piccolo ripiano al centro dell'altare in cui era incastonato un Amplificatore Magico. Era necessaria moltissima energia per il rituale. Feràl era legato all'universo, ma il legame era debole, per via della sua inesperienza ma anche della sua giovane età. Il rituale avrebbe rafforzato il legame.

 

"Mio piccolo Feràl. Da quel giorno, in cui mi parlasti dell'universo, abbiamo cominciato a preparare tutto il necessario.".

 

"Lo so, nonno. Ci sono notizie, vero?".

 

"Non ti sfugge niente.".

 

Karòn sorrise, poi cominciò ad accarezzare la lunga barba bianca.

 

"I preparativi sono completati. Quando vuoi, potrai cominciare l'iniziazione.".

 

"Quando lo desidero?".

 

"Sì, certo. Non è da tutti affrontare qualcosa di questo calibro. Non farà male, questo è certo. Ma ne risentirai molto, nell'anima.".

 

"Vorrei poterlo fare oggi stesso.".

 

"Era quello che volevo sentire.".

 

"Aspetta, nonno. Oggi. Questa notte. 23:59.".

 

"Molto tardi, giovanotto. Posso chiederti perché?".

 

"Quella è l'ora adatta. Nonno, sento che il rituale non è sicuro. Non è sicuro che io riesca a unirmi con l'universo. Non è vero?".

 

"Sì, è vero. Le voci che senti.. Sanno tutto. Se davvero credi sia l'ora giusta, sarà fatto a quell'ora.".

 

"Grazie, nonno.".

 

23:30. Tutti sono ansiosi, nonostante solo i saggi avrebbero potuto partecipare direttamente all'iniziazione. Gli altri avrebbero dovuto aspettare fuori dal tempietto. Feràl passava per le strade, e molti si fermavano a stringergli la mano, a congratularsi, ad abbracciarlo. Feràl non mostrava la felicità che provava, il suo sguardo era sempre fisso verso le stelle, ma provava gioia. Una gioia incontenibile. Quel giorno, avrebbe incontrato un valido compagno.

Quando ormai mancavano 15 minuti all'iniziazione, Feràl, Karòn e gli altri saggi erano nel tempietto. Il padre di Feràl potè entrare in via eccezionale. Ma spostiamoci alle mura della comunità magica. Vicino alle mura si era avvicinata una figura con in mano uno strano strumento. L'uomo la impugnava con due mani, e si ripiegava, quasi fosse un'arma da fuoco.

 

"Signore, si sta avvicinando qualcuno. Non mi pare sia un volto conosciuto.".

 

"Conoscete la procedura. Prima le buone, poi le cattive.".

 

L'uomo avanzava sempre di più. L'arma diventava visibile.

 

"Tu, laggiù. Fermati, non fare un altro passo. Non avvicinarti.".

 

L'uomo non si fermava alle parole della guardia.

 

"Noi ti abbiamo avvisato, ora saremo costretti a ricacciarti indietro. Forza con le magie.".

 

Nonostante tutte le magie e gli incantesimi si avvicinassero al bersaglio, nessuno riusciva a prenderlo. Era velocissimo. Una magia finalmente riuscì a colpirlo, o così sembrava. In realtà, l'uomo non aveva subito danni, e divenne visibile uno scudo sferico.

 

"Signore, ha uno scudo. Cosa dobbiamo fare?".

 

"Uno scudo che protegge dalle magie? Ma lui è un tecnologico. Non può. Era stato deciso dagli antichi che non si doveva-".

 

In quel momento, l'uomo fece un balzo solo, ma riuscì a superare largamente le mura.

 

"Probabilmente indossa qualche stivale di produzione magica.".

 

"Stivali delle Meteore. Dovete fermarlo a tutti i costi.".

 

Il capo delle guardie si parò davanti all'obiettivo, e scagliò una potente magia. Lo scudo non resse il colpo, e per un attimo scomparve. Riuscì comunque a proteggere il portatore, che a quel punto alzò lo sguardo irritato verso l'attaccante. Con l'arma sollevò in aria il capo delle guardie e lo scagliò contro il muro, immobilizzandolo.

 

"Come può una macchina sfruttare la magia?".

 

L'uomo si voltò verso lo stordito capo delle guardie.

 

"Forze molto più grandi di tutti noi si sono messe in moto. Questo è il motivo. Devo raggiungere Feràl.".

 

"Il Bardo dell'Universo ti giudicherà. Sarà la tua fine.".

 

"Sono qui per questo.".

 

L'uomo raggiunse il tempietto, e accompagnato da un sospiro generale entrò dentro di questo. Karòn sembrava aspettarlo.

 

"Mi hanno informato del tuo arrivo. Dimmi, figliolo, perché sei qui? Cosa vuoi?".

 

"Dove è Feràl?".

 

"Feràl? Eccolo là.".

 

Il vecchio uomo puntò verso il centro dell'altare.

 

"Sta per intraprendere il rituale. Se hai cattive intenzioni, non ti faremo avvicinare. Nonostante tu sia riuscito a combinare tecnologia e magia, non potrai avvicinarti.".

 

"Mi dispiace deludere le tue aspettative, vecchio. Ma io sono qui per ben altro scopo.".

 

L'uomo si avvicinò a Feràl.

 

"Feràl, sono Lùran. Sai chi sono?".

 

"Lùran. Ti aspettavo. 23:57. Sei un pò in anticipo. Sì, so bene chi sei. Anche tu sei qui per il mio stesso scopo.".

 

"No, io sono qui per te.".

 

Anche Karòn si avvicinò al gruppo.

 

"Feràl, potresti spiegare?".

 

"Nonno.. Ho chiesto di poterlo intraprendere a quest'ora, perché nei libri che possediamo manca un tassello in questo difficile rituale. E quest'uomo, Lùran, è quel tassello. Lo strumento che possiede, lo ha potuto assemblare solo grazie a forze che noi non possiamo comprendere completamente. Manca qualcosa, mancherà sempre qualcosa. Avete commesso un grosso sbaglio quando avete deciso di separare magia e tecnologia, e il nostro primo compito è quello di riunirli. Qui. Stanotte.".

 

I vecchi saggi si adirarono a sentire queste parole.

 

"Tecnologia e magia sono state separate per la loro pericolosità, Feràl. Non possiamo permettere che vengano riunite.".

 

"La pericolosità non dipendeva di certo dalla loro unione, ma dall'uso che gli antichi facevano di questa unione. Volevano ottenere qualcosa che non potevano raggiungere. Un potere superiore a quello universale. Se tecnologia e magia vengono usate insieme per servire l'armonia, allora la loro unione sarà solo che positiva. Ora, continuate.".

 

Karòn si aggiunse.

 

"Fate come dice.".

 

"Lùran, sai cosa devi fare.".

 

"Certo.".

 

Il rituale ebbe inizio. Prima, l'energia dell' Oscura Massa e del Puro Cristallo vennero convogliate al centro, presso l' Amplificatore Magico. Successivamente, l' Energia Neutra prodotta dall' Obelisco, combinata con l' Essenza Universale. Nel frattempo, le rune cominciarono ad illuminarsi, amplificando la luce delle candele. Insieme, il calore sotto forma di energia venne inviata insieme alle altre. Tutta l'energia venne infine amplificata e trasferita nel corpo di Feràl.

 

"Lùran. Ora.".

 

Lùran fece un cenno con il capo. Puntò lo strumento verso Feràl, e scoprì il contenitore con all'interno la Pura Essenza.

 

"Ecco, infine, quale era il segreto del tuo arrivo fin qui.".

 

Karòn e i saggi rimasero stupefatti dalla visione dell'oggetto.

 

"Come hai ottenuto una Pura Essenza?".

 

"Era l'ultima rimasta, perduta. Perduta, come me prima di trovarla. Un'isola lontana da tutto e da tutti, fluttuava sola vicino ad un bellissimo albero di cocco.".

 

Lùran azionò il macchinario, la Pura Essenza concentrò la sua energia attraverso il piccolo foro, e centrò Feràl. L'energia divenne sufficiente, e una Pura Essenza era stata utilizzata. Il rituale era compiuto. Gli occhi di Feràl cominciarono a mutare colore continuamente.

 

"Feràl. I tuoi occhi.".

 

"La luce, in tutte le sue forme, i colori. Ora comprendo molto, molto di più. Sento l'armonia. Sì, ora lo riconosco.".

 

Il ragazzo, fece un balzo, rimase per aria e dolcemente scese di nuovo a terra.

 

"Io sono il Bardo dell'Universo.".

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