Stardel

riconferma
[SEDUTA 36]Riconferma Presidente dell'URMM

riconferma presidente   13 members have voted

  1. 1. Desideri riconfermare Irina Nioshenko come Presidente dell'URMM


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9 posts in this topic

È aperta la votazione per la riconferma della carica di Presidente dell'Unione delle Repubbliche Minerarie Moderniste
AI tesserati sono date 48 ore (off) di tempo per esprimere la propria preferenza.
Saranno considerati validi solamente i voti degli iscritti al Partito Modernista delle sezioni Thorvil e Forgon Bopville.

Lista tesserati:

Thorvil
TV0A1 - Stardel 
TV0A2 - i_CasinoR 
TV0A4 - Konrad_Curze 
TV0A6 - Piergino
TV0A7 - Solid413 
TV0A8 - ippokko
TV0A9 - Maneege 
TV0B1 - alexapple 
TV0B2 - Fr3nky94 
TV0B4 - ZootBeta1337
TV0B6 - Geko
TV0B7 - Barrnet 
TV0B8 - Adegheiz 
TV0B9 - Brodsko 
ET0A3 - Gianpy

Forgon BoPville
FB0A1 - Pulcio 
FB0A2 - aliciresolah 
FB0A5 - killnap 
TV0A3 - fioz
TV0A5 - Nihonde
TV0C5 - Vezzo

Quorum: 8 voti

Maggioranza: 12 voti
 

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Spartàc, abbandonato sullo schienale morbido, di un porpora scurissimo, della piccola sedia, teneva le iridi bluastre piantate fuori dal grande finestrone al lato destro del palchetto. Una luce giallognola, soffusa, non piacevole, filtrava stancamente per tutta l'altezza degli infissi, evidenziando ogni granello di polvere fluttuante nell'aria del mattino.

Fra i mormorii sommessi della sala, al solito stracolma di persone, la voce dell'oratore di turno chiamava un punto importante:

 

"...quest'oggi si apre la votazione di riconferma del Presidente dell'Unione delle Repubbliche Minerarie Moderniste, la Compagna Irina Nioshenko..."

 

Il Capitano di BoP spostò per un attimo lo sguardo sull'ala destra dell'Assemblea, alla ricerca di quella che era, probabilmente, una delle donne più potenti del mondo. Non la trovò. Piegò il braccio destro in maniera tale da sostenere il capo con la mano destra chiusa a pugno. Riflette per qualche minuto sul punto del giorno, senza attenzione, con in testa ben chiara la ressa di quattro giorni prima presso la Torre del Celeste Tuono, un centinaio di nuovi arrivati nell'Urbe, in fila per la registrazione... problemi veri...

NihondeBresa likes this

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Irina era accomodata sulla rossa poltrona dell'ufficio presidenziale, in un elegante tailleur color nero con bordi ricamati di rosso ed una spilla recante il logo dell'URMM completavano il suo vestiario.

I biondi capelli della giovane erano raccolti in un chignon e dei sottili occhiali le contornavano il viso.

Man mano che leggeva, firmava e posava i documenti che le venivano consegnati un paio di attendenti la coadiuvavano nel lungo e pesante garbuglio burocratico della nazione.

 

*Toc,toc*

 

"Avanti!" cenno' con la più totale calma, mentre osservava uno degli impiegati del Partito entrare e rimanere silente, in attesa di un consenso o un qualsivoglia cenno da parte di Irina visibilmente teso.

"Dimmi pure ... ti ascolto."

"Le votazioni per la riconferma della Presidenza e delle altre cariche dell'Unione delle Repubbliche Minerarie Moderniste sono già iniziate da svariati minuti....tutti attendono Lei ...Presidente..."

"Oh cielo..." annuendo lasciando trapelare della sorpresa, per poi lasciare spazio alla solita e maturata compostezza.

 

Il ruolo di Presidente richiedeva sì una grossa responsabilità burocratica, ma anche quella mediatica aveva la sua importanza...se la Presidentessa non partecipava, che votazioni sarebbero state?

Così, congedato l'attendente e finite le ultimi ed urgenti pratiche, Irina si alzò e si diresse verso l'uscita...verso l'Assemblea Nazionale.

 

Mentre Spartàc era assorto nei suoi personali ma ben motivati pensieri, Irina Nihoshenko entrò con eleganza, scortata da alcune fidate guardie della Armata Rossa, nell'immensa e colma Assemblea.

Molti applausi arrivarono verso la giovane capo di stato mentre ella scambiava veloci convenevoli con alcune personalità del Partito quali il Segretario ed il Sottosegretario agli affari generali dell'Unione Modernista.

 

Rivolto un lieve cenno del capo al presidente dell'assemblea che sostava a qualche passo dalle urne nelle quali i Tesserati apponevano il loro voto ed il loro giudizio verso i loro governanti, si pose di fronte all'intera assemblea sul podio appena liberato da quest'ultimo.

"Compagni e Compagne!

Sono Orgogliosa e Gioiosa nel vedere questa immensa partecipazione da parte di tutto il Partito a queste votazioni.

Oggi come molte altre volte nella nostra centenaria esistenza non solo determiniamo il nostro destino, ma anche quello di tutto il piano!
Possa la luce della Moderna Verità illuminare le nostre vie ed il nostro destino...

Viva il Partito Modernista! Viva l'Unione delle Repubbliche Minerarie Moderniste! Viva il Modernismo Compagni!"

*Alzando il pugno chiuso al cielo verso la folla, che esplose di scroscianti applausi acclamando la Presidentessa*

 

"URRAH!"

 

Detto ciò riprendendo la sua solita compostezza ed eleganza prese la scheda e si diresse verso una delle tante cabine elettorali presenti nella sala.
Uscita piegò la scheda e la ripose nell'Urna, altri applausi giunsero dall'Assemblea, per poi dirigersi nuovamente e sempre con grazia verso i membri del Governo Nazionale.

 

OFF: *Se si vuole introdurre qualcuno in GDR mi tengo accanto ai banchi del governo a disposizione*

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Spartàc ascoltò il breve intervento della Presidente Nioshenko. Applaudì tre volte, alla fine. In un certo senso rispetto al Presidente Evgeniy Borisovic Brodsko la prima figura femminile eletta a Capo di Stato nella nuova Unione Modernista gli era sempre apparsa decisamente più solare, impegnata ed energica. 

Qualche capello di un grigio abbastanza scuro stava facendo capolino nell'ordinata capigliatura del Presidente BoPiano. Due rughe appena accennate segnavano la pelle sotto gli occhi. Era stato ed era tutt'ora un uomo piacente, ma i primi segni dell'età stavano inesorabilmente modificando la sua figura.

L'anello Liano di famiglia, fatto riforgiare con l'insediamento a Presidente ora portava un timbro a forma di Sole, il Sole BoPiano dai raggi lunghi ma ordinati. Se lo tolse dall'anulare della destra e lo rigirò fra le dita.

 

La Sala era divenuta un turbinio di persone in movimento, che si accodavano disordinatamente dietro i quattro seggi allestiti per la votazione. Qualcuno inciampò, facendo volare in aria fogli e una cartellina.

 

Dàg giunse in quel momento, in silenzio, prese una sedia rimasta libera, la piantò a fianco al Seldonovìc e inforcò un paio di occhiali.

 

"Abbiamo trecento nuovi arrivi solo oggi. Stanotte la Polizia Militare dell'Armata Rossa ha trovato un cadavere nel naviglio meridionale, un cadavere di bambino..."

 

Spartàc strinse il pugno sinistro e si rizzò sulla sedia, sistemandosi la giacca nera e il nodo della cravatta, alzando appena il capo, con un espressione stizzita.

 

"Le proiezioni per la Polizia Municipale? Non possiamo mobilitare la guarnigione BoPiana per controllarli tutti..." accennò senza degnare l'assistente di uno sguardo.

"Passerà alla grande." si limitò a pronunciare Dàg tenendo gli occhi fissi su un rapporto.

"Confido che il Sottosegretario Nadi'ya abbia colto l'urgenza di fare chiarezza sulle risorse federali, sono ferme da anni, e intanto abbiamo diecimila cittadini arrivati a BoP in un anno, voci di Guerra Civile a Dalagon e il Regno di Drackar che per due volte, sebbene senza vessilli, ha sconfinato attorno alla Giungla del Kuveràn, hanno anche buon gioco su quel terreno..."

"Mando una notifica d'urgenza?"

"No, dì solo al Pulcianov che voglio aggiornamenti sul discorso unità abitative, la legge passerà e dovremmo essere il più celeri possibile."

 

Un cenno positivo del capo e Dàg si congedò. Spartàc si alzò, lisciandosi l'abito completamente calzante. Si diresse dunque verso la Presidente Irina, facendosi spazio fra le file malmesse di tesserati che attendevano di imbucare il loro voto.

Giunse ai banchi del Governo e salutò con un inchino e un sorriso il Segretario Iosif Stardel e quindi porse la mano alla Presidente:

 

"Noto con piacere che sono tutti ansiosi di riconfermarla..." esordì, con un sorriso raggiante.

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Irina se ne stava ai banchi del Goveno, intenta a disquisire con collaboratori e personalità varie del Partito, l'elegante tailleur color nero bordato di rosso contornavano la giovane e bella, ma importante ventenne.

Si stava sistemando un piccolo ciuffo ribelle sfuggito alla stretta presa dello chignon dietro l'orecchio quando Spartàc la raggiunse.

 

"Presidente! Che piacere incontrarla..." disse con un sorriso, stringendo con delicatezza la mano dell'uomo, lo sguardo azzurro ghiaccio fisso su di lui.

 

"Sono le gioie della vita Compagno! Qualsiasi il risultato del voto sia...è la vittoria del Modernismo in ogni caso..." disse mentre con un veloce ed elegante gesto della mano sistemava sulla punta del naso i suoi sottili occhiali.

 

Poi lo sguardo si fece più attento e serio, terminati i convenevoli il lieve sorriso svanì dal volto della presidentessa.

 

"Che mi dice di Forgòn BoPville? Le notizie che mi giungono da ambo le città non sono delle più confortanti... non si è mai visto un flusso migratorio simile.
Al più presto avrò un incontro col segretario Iosif appunto per avere un quadro generale della situazione..."

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Spartàc spostò lo sguardo sulla fila di tesserati in procinto di esprimere la loro preferenza all'accenno della piacente Presidente dell'Unione Modernista.

Sguainò un sorriso, di circostanza, sincero o forse addirittura di derisione all'affermazione della Vittoria Modernista. Non vedeva molte vittorie moderniste negli ultimi tempi, fra tensioni interne alla nazione e i flussi migratori difficilmente gestibili:

 

"Dubito che incontri di sorta possano sistemare le cose, non ci sono parole per il caos di questi giorni. Non che sia una cosa negativa, anzi, ma non ce l'aspettavamo minimamente. In ogni caso con l'Assemblea stiamo discutendo tre proposte di legge che dovrebbero perlomeno darci la possibilità di registrare e collocare tutti." informò la più alta carica dello Stato sempre stranamente, o forse falsamente, raggiante. 

 

Si passò la mano destra sui capelli, scrutando ancora una volta le file scomposte dirette ai seggi:

 

"Purtroppo il nostro apparato burocratico e di accoglienza è stato pressochè inesistente nell'ultimo decennio. Come saprete per evitare il fallimento abbiamo operato un drastico ridimensionamento, in parecchi ambiti. So che c'è qualche resistenza sulla proposta del Sottosegretario Bresajevsky per l'Equilibrio Finanziario Perpetuo." accennò sbottonando il bottone più basso della giacca, nera scurissima e mettendo la mano sinistra in tasca.

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