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Kolisch

[Missiva] Per la Propaganda della Fede

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"Oltre l'uomo, impera la fede"

 

Per la propaganda della fede, è questa la ragione che mi spinge, in qualità di Arcicustode del Dominio di Uhle, a scrivere ai capi di stato della Unione delle Repubbliche Minerarie questa missiva.

Come è noto, la fede Uhleista si sta espandendo su tutto il piano di Eseldur e le maggiori comunità si collocano nel Dominio e a Forgòn Bopvìl, città del fu Ordinato Pulcianov. Questa espansione della Parola del Sommo richiede un'opera di catechismo eccezionale, in quanto la dottrina Uhleista non può rischiare di essere traviata, malinterpretata od orrendamente abusata da parte di sacerdoti non autorizzati o che non abbiano compiuto, o concluso, gli studi teologici nella capitale Lumvalos. A soluzione di questo, chiedo l'autorizzazione per la mia persona, accompagnata da un moderato, ma adeguato, numero di Novizi e Ordinati, a tenere pubblicamente, per il periodo di una settimana, sermoni e discorsi pubblici, col fine di una maggiore diffusione del culto e a favore delle comunità sparse per i territori modernisti.

 

Lo scopo di questa opera è quello di rendere ancora più saldi i già amichevoli rapporti tra le due nazioni: le comunità Uhleiste Moderniste non potranno uscire che fortificate nello spirito da questa iniziativa, suscitando in quante più persone possibili un sentimento positivo nei confronti dell'Intesa, che da più di dieci anni aiuta a rende prospere le province!

 

In attesa di una risposta e speranzoso in una autorizzazione,

Nathanaël Kòlis, Arcicustode del Dominio di Uhle

Anno 2897 d.F., Daudar

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Il mondo era tenebra grigiastra. Odorava di pino, di erba umida e di pane. Nebbia livida si alzava dal ciottolato fino all'orizzonte.

La mattina era un ottimo momento per pensare, elaborare soluzioni. Lontana com'era dalla tranquillità di fine giornata o dall'attenzione e della concentrazione sul lavoro di mezzogiorno. Poche scure figure, chiuse in cappotti non troppo pesanti e nemmeno troppo lunghi si dirigevano nella medesima direzione, lungo la strada. Nella foschia le luci del Palazzo del Sole parevano tante stelle, più vicine del normale.

 

Spartàc camminava quietamente, mani in tasca, un basco rosso e oro sul capo, non troppo pesante. L'aria fresca che gli riempiva con costanza i polmoni. 

 

"E' arrivato un telegramma da Thorvil, riporta una missiva del Dominio di Uhle..." esordì Dàg, che come un ombra affiancava il Presidente.

 

Gli lesse l'intero testo, d'un fiato ma non troppo velocemente.

Il Capitano di BoP inchiodò di colpo:

 

"Geniale, grande tempismo..." sorrise, cosa che faceva di rado con una certa spontaneità.

"Sarebbe?" domandò Dàg mordendosi la lingua subito dopo.

 

Spartàc non rispose ma accelerò il passo.

 

"E' una cosa che va a nostro completo vantaggio, in questo preciso momento e solo per questo preciso momento. Abbiamo diecimila nuovi cittadini da sistemare, problemi di sicurezza e poco posto, purtroppo chi è costretto a migrare viene guidato molto più semplicemente da un Dio o da una banale promessa religiosa rispetto a ideali civili. Chiedono una settimana per predicare liberamente, e diamogliela!" esclamò quindi, continuando a camminare.

 

Dàg annuì, parve cogliere il fine di una così clamorosa mancata resistenza da parte del Presidente.

 

"Ci serve che in qualche modo vengano controllati finchè non cominciano a collocarli tutti." valutò voltandosi quindi verso Dàg:

"Senti Segretario e Presidente, porta le esatte motivazioni che ho appena espresso, tira in ballo ordine pubblico e problemi di sicurezza, a nome di BoP fai fare una nota ufficiale a Nikita, ma che scriva tante balle, che siamo felici di aiutare la diffusione del culto, che la gente è libera di credere in un Dio, che non è stupido farlo e così via..." accennò all'assistente che si appuntò tutto con un carboncino.

 

Oltrepassarono la porta settentrionale delle mura e sbucarono fra i banchi del mercato in allestimento.

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