Capriusflame

Addio Skerak

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Il fuoco bruciava alto all'interno della fornace, illuminando le fredde pareti di della caverna e gli scaffali vuoti.

Quello che un tempo era stato un prestigioso laboratorio, la sede principale dell'AARCA, era tornato ad essere un nudo anfratto, nelle viscere della città di Skerak.

 

Gasangar buttò le ultime carte tra le fiamme, andò alla scrivania per raccogliere i taccuini degli appunti, lanciando uno sguardo alla vasta sala sotterranea, non sapendo bene se sentirsi sollevato o afflitto.

Il materiale più importante contenuto all'interno del laboratorio era stato trasferito da tempo in una delle altre sedi segrete dell'AARCA, i prototipi e manoscritti erano già al sicuro e qui rimanevano solo qualche oggetto personale e molti ricordi.

 

Ripensò per un attimo alla sua vita trascorsa a margine delle vicende cittadine, come avevano fatto i suoi predecessori nelle ultime 3 generazioni, scienziati di una città che li aveva dimenticati e di cui a loro volta si erano disinteressati.

 

Gasangar si avvio lungo il pontile che portava al centro del lago sotterraneo in una grotta laterale del laboratorio ed entro nella suo sommergibile Classe Manta, chiuse il portello e lentamente si immerse abbandonando per sempre quel luogo.

 Le ultime vicende politiche non avevano toccato personalmente lo studioso ma erano bastate a fargli prendere una decisione definitiva.

 

Avrebbe abbandonato la città cercando di ricongiungersi con alcuni vecchi amici di famiglia.

 

Le strade si Skerak  erano oscure piccoli drappelli della guardia reale si aggiravano per le stradine alla ricerca di gruppi rivoluzionari.

Quella sera la locanda del porto era l'unico posto dove si potesse trovare un minimo di conforto. 

 

Gasangar sedeva in un angolo del locale, in penombra, ascoltando i discorsi degli avventori ed aspettando in silenzio che arrivasse quella persona. Poco dopo Jostur Digres entrò nella locanda con un suo collaboratore e si sedette ad un tavolo li vicino, ignaro della presenza del vecchio amico.

 

il locale era affollato e nessuno fece caso alla scena:

Gasangar si alzo dal suo angolo scuro, si avvicinò al tavolo dei due avventori, distratti dalla cameriera, li superò lasciando cadere una busta nella tasca del mantello di Jostur Digres, prima di uscire e dirigersi verso il vecchio magazzino del porto, dove aveva nascosto il suo mezzo. Una sagoma scura sotto il pelo dell'acqua si allontanò dalla laguna sparendo in mezzo al mare.

 

Quella notte, quando Jostur giunse a casa e appese il mantello in ingresso si accorse della busta che sporgeva appena dal mantello, si chiuse nel suo studio privato e aprì la missiva con un taglia carte, all'interno un foglio con poco parole ed un simbolo pieno di potere!

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Modificato da Capriusflame

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