Maròk

[GDR] Gli effetti dell'ottava enciclica

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L’enciclica era arrivata insieme ad altre lettere. Con mani tremanti scostò le scartoffie e prese il documento, chiuso da un piccolo sigillo in ceralacca blu. Aperta la lettera con un tagliacarte, ricoperto di gemme lavorate da artigiani della Città Alta,  i suoi occhi si fermano solo su poche delle parole scritte dalla Gran Sacerdotessa in persona.

 

“RIMUOVO

Ellen Biranmun dalla carica di Venerabile Officiante con effetto immediato”

 

Il tremore in tutto il suo corpo crebbe e lasciò cadere il pezzo di carta per terra, poi si chinò lentamente, lo riprese, e urlando lo spezzò in tanti piccoli pezzi, inveendo contro Asenath svariate volte.
“Quella sgualdrina mi sentirà! Ah, se mi sentirà!”
Guardò velocemente la tunica da Sacerdotessa Nominata, con l’occhio ricamato e il simbolo della sua carica bene in vista, ma optò per un semplice vestito.
“Prepara la carrozza, Filepàn, devo andare a far visita alla Gran Sacerdotessa!”
Scelse accuratamente le scarpe fra le molte paia in suo possesso e borbottando insulti e imprecazioni verso l’Ordine e la presunta stupidità dei membri del Sinodo.
“Mi mandano via per la mia età, presumo, non vedo altre motivazioni valide!” Prese distrattamente il foglio dell’enciclica dalla scrivania “Mi ha sempre odiato, quella squilibrata. Sono indispensabile, ci sono altri sacerdoti che dovrebbero ritrovarsi a zappare la terra!Vogliamo parlare di quel Moradon? O di quel Toranaga? Con i suoi stupidi occhialini per bambini!”
Scese le scale, perdendo più volte l’equilibrio, e quasi corse verso la porta aperta del cocchio che già la attendeva fuori la porta.
Attraversò velocemente la città, guardando con rinnovato disprezzo i semplici cittadini, pensando alla loro cieca e dogmatica adesione al Culto di Uhle. Nessuno era come lei, nessuno usava la ragione!

Arrivata davanti all’abitazione di Asenath Leotred non poté fare a meno di criticare dentro di sé la sobrietà del palazzo. Con tutto il potere che avrebbe avuto come capo dell’Ordine, Ellen si sarebbe fatta costruire un reggia. Ovviamente per la “gloria di Uhle”, come ripetevano quei babbei dei lumvalossiani!
Mostrò un documento alle guardie ed entrò nell’abitazione, attendendo che la donna si facesse avanti.

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I due membri della Guardia Sacerdotale che sorvegliavano la porta dell' abitazione della Gran Sacerdotessa osservarono la ex Venerabile entrare nell' abitazione, non curandosi dell' arcigna smorfia che compariva sul viso di Ellen.

Al'' interno del salotto, poco decorato, con qualche divano e con mobili di legno di ottima fattura, un altra grossa Guardia Sacerdotale fece strada al piano superiore dell' abitazione, accompagnando la Biranmun alla porta dell' ufficio della Gran Sacerdotessa. La donna entrò con fare baldanzoso e carica di tronfia speranza, pronta a dare filo da torcere alla Gran Sacerdotessa. La smorfia di superiorità, piantata sul viso grinzoso della ex Venerabile, vacillò quando si accorse che la figura  dall' altra parte della grande scrivania  era un Sacerdote Nominato e non la figura esile di Asenath Leotred.

 

"Nominato Ellen, prego. Si sieda" Disse con voce roca ma chiara l'uomo dall' altra parte della scrivania, esibendo un leggero sorriso d'occasione. "Guardia, non vogliamo essere disturbati" Aggiunge alzando la voce verso la porta. La risposta giunge sottoforma di clangore metallico di ingranaggi che scattano all' interno della serratura della porta.

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Ellen guardò per qualche secondo l’uomo, tentava di capire chi fosse, non era un viso nuovo. Non riuscì a nascondere il fastidio, le numerose rughe accentuarono ancora di più il disgusto che la donna provò istintivamente per il sacerdote che sedeva davanti a lei. Dignitosamente si sedette, guardò l’uomo negli occhi, come se volesse sfidarlo.
“Desidero parlare con la Gran Sacerdotessa Asenath Leotred, non accetterò suoi sottoposti. Se pensa di poter evitare il discorso rifilandomi uno dei suoi leccapiedi sentirà le mie lamentele ancora per molto tempo!”
Incrociò le braccia, e sbuffò, attendendo scocciata la reazione del suo interlocutore. E intanto continuò a guardarlo, a cercare di capire chi fosse…

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Wilhelm, quello era il suo nome...almeno per oggi, resse il gioco di sguardi con la donna, facendole chiaramente capire che la sua boria ben poco poteva contro di lui.

Trasse un leggero sospiro ed estrasse una cartelletta da una valigetta in pelle nera che stava dietro la scrivania.

Appoggiò la cartelletta piena zeppa di carte sul tavolo, sistemandola ben dritta davanti a lui, con un gesto quasi maniacale, mentre con l'altra mano estrasse dalla sua tunica da nominato un piccolo paio di lenti che appoggiò sul naso.
Continuando a mantere un rigoroso e inquietante silenzio, aprì la cartelletta e iniziò a scorrere lo sguardo rapidamente sul primo foglio.

 

"Allora...Ellen Biranmun...Qua si dice che non hai avuto una condotta consona ad un membro del Sinodo" Disse Wilhelm unendo le mani sul grembo e guardando con sguardo neutro per qualche secondo la ex Venerabile, per poi tornare a piegarsi sul fascicolo ed estrarre una serie di altri fogli.

 

"Allora...un aeronave privata, più di 20.000 zenar in gioielli e orpelli per la propria persona," Scosta il foglio per un attimo leggendone un altro sotto "Comprati utilizzando fondi del Culto a quanto vedo" aggiunge tornando al primo foglio.
"Proseguiamo con più di una bestemmia, sia in luoghi privati che pubblici, manifestazioni di vanagloria attraverso insulti a Nominati, insulti verso sua Santità, abuso di potere..." Il quarantenne abbassa per un attimo il foglio e osserva la donna seduta dall' altra parte della scrivania "Proseguo?" chiede tamburellando il fascicolo, parecchio spesso, di documenti contenenti altre prove incriminanti.

 

Wilhelm era uno dei Tribuni della Gran Sacerdotessa, mandato a sorvegliare la condotta della Venerabile Officiante dal momento in cui ella aveva bestemmiato il nome di Uhle durante una seduta del Sinodo.
Il TRibuno era stato appostato fuori da villa biranmun per giorni consecutivi, studiando le abitudini della Biranmun e attivando una rete di contatti all' interno di Lumvalos per sapere dove si recava e cosa faceva. Aveva fatto interrogare la domestica Filepàn che da brava fedele e credente aveva immediatamente collaborato con il Tribuno sotto copertura, senza nemmeno riconoscerlo per quello che realmente era.

Wilhem attendeva la riposta della Biranmun oramai inchiodata e portata allo scoperto. L'unico suono che pervadeva la stanza era il lento battito del pendolo vicino al camino pieno di fuliggine e il suono dell' aria fresca che spirava fra le colonnine del parapetto del balcone aperto. 

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Ellen rabbrividì, ascoltando le parole dell’uomo. Guardava la cartelletta con timore, sperando non contenesse altre accuse, ovviamente tutte vere.
“Quella domestica! L’ho sempre detto di non fidarsi dei poveri, farebbero di tutto per qualche soldo in più a fine mese. Si è inventata tutto, quella Filepàn! Non appena tornerò a casa la licenzierò, così imparerà a non mentire a chi è più in alto di lei nella gerarchia!”
Guardò negli occhi il sacerdote, con atteggiamento di sfida, sbuffò e continuò a parlare.
“Mi chiedo d’altronde come faccia lei a credere alle parole di una simile donna. Svolgo questo incarico da moltissimi anni e non ho mai deluso l’Ordine, tutto ciò che ho me lo sono guadagnato con il mio lavoro da Venerabile Officiante, che oggi mi è stato levato ingiustamente! Lo avete dato a quell’incompetente di mio figlio, lo dovevo riportare all’orfanotrofio finché potevo.”
Poi guardò la portafinestra aperta e si rivolse nuovamente al suo interlocutore.
“Sono una donna anziana, potrebbe chiudere la finestra? Entra un leggero vento”

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No, veramente no. Il Tribunale su autorizzazione di Sua Santità l'ha condannata al rogo." Disse l'uomo con voce glacialmente tranquilla, dopo che Ellen l'ebbe distratto dalla compilazione del rapporto di quella converazione.
Si tolse gli occhiali con un leggero sospiro, ripose i documenti allineandoli in una perfetta pila davanti a lui, battendola sul tavolo prima di riporla nella valigetta. 
"Suo figlio è già stato informato. Le sue caparbie ricchezze sono state confiscate e le sue proprietà requisite." Disse il Tribuno alzandosi e andando a chiudere la finestra, come richiesto dall' ex Nominato. 
"L'aeronave che aveva ordinato è stata già smantellata. Le guardie la porteranno al Tribunale immantinente." Continuò andando verso la porta bussando tre volte.
La serratura scattò e due Guardie Sacerdotali entrarono nella stanza affiancando Ellen. 
"Possa il Sommo avere pietà della sua anima" Si congeda il Tribuno scendendo le scale sparendo dalla vista della fu Venerabile.

"Ci segua Nominato Biranmun" Disse marziale la guardia che gli stava sulla destra.

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Ellen rimase impassibile, poi capì cosa stava per succedere.

<<NON POTETE! SONO UNA DELLE PERSONE PIU' RISPETTABILI DEL PIANO; NON POTETE!>> tentò di uscire dalla stanza e sfuggire dalle guardie.

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