12 risposte in questa discussione

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Jeval camminava lentamente. La neve ovattava il rumoreggiare del suo peso. Artigli di gelo laceravano il pesante mantello di lana doppio. Nuvolette di condensa, periodicamente, si formavano e scomparivano davanti al volto coperto dal cappuccio.

 

I grandi focolari della piazza principale erano accesi e lottavano disperatamente contro il forte vento freddissimo proveniente da sud-est, dal grande oceano ghiacciato. Ogni raffica pareva piegare le fiamme che tuttavia risorgevano potenti poco dopo. Due focolari su sei erano spenti, il fumo non si vedeva, spazzato via dalle raffiche.

 

Il freddo glaciale aveva devastato i raccolti. La gran parte dell'esiguo popolino di Arkantius stava lentamente e inesorabilmente morendo di fame. Ben cinque assalti ai granai in un mese avevano provocato sette morti fra gli armati dello Jarl che, nella disperazione, pareva sguazzarci.

 

Stringendo i denti, combattendo contro le folate violente, Jeval raggiunse presto la piccola casupola lungo le mura della fortezza più ostica del Piano. La forma di pane duro, grande, al sicuro sotto il mantello. Una fievole luce fuoriusciva dall'unica apertura sul tetto, per il fumo. Fece per aprire la porta ma venne letteralmente trascinato indietro. Un braccio nero gli prese il collo. Scalpitando, entrambi, sia Jeval che la figura, rischiarono di crollare nella neve. Per divincolarsi lasciò andare la forma di pane che cadde nella neve fresca. Il braccio attorno al collo scomparve, ma un calcio sulla schiena lo sbilanciò, andò quindi a sbattere contro la porta della casupola che si spalancò. La testa dolorante, la mano destra sanguinante.

Gli occhi terrorizzati di Ann, sua moglie, lo fecero voltare, forse per vergogna, forse per rabbia . Vide un'ombra nera correre via, sbilanciata dalle folate, braccio sinistro alzato per proteggersi dal vento fortissimo, mano destra serrata attorno alla forma di pane...

 

Malus ad Arkhantius

  • +200% ai costi di mantenimento. L'inverno rigido, l'inesistenza di una qualsivoglia organizzazione civile o di supporto al popolino, lo strapotere della casta militare che non garantisce più alcuna sicurezza interna (con il conseguente aumento dei crimini impuniti) e vive sulle spalle di un popolo allo stremo, letterale, provocano la morte di circa un quinto della popolazione della roccaforte, la mancanza di cibo porta all'anarchia con uccisioni per qualche pezzo di pane, furti all'ordine del giorno e all'indebolimento dell'autorità regia. (Durata 10 anni GdR On / 1 Mese GdR Off)

 

  • Polidùr irraggiungibile (in partenza). La stazione di Arkhantius è irraggiungibile a causa delle possenti nevicate, del vento fortissimo e del clima estremamente ostile di questo rigido inverno. (Durata 10 anni GdR On / 1 Mese GdR Off)

NOTE:

Dalla fondazione non c'è stato alcun tipo di GdR, ne a scopo organizzativo, di produzione, economico, diplomatico, di piacere. E' una situazione che non può persistere. Lo scenario vuole penalizzarvi per la mancanza (ovunque, wiki compresa) di una base e di un riferimento solidi per Arkhantius e per il Regno. Proprio perchè, in GdR On, non sono definite in alcun modo autorità e organizzazione, alla prima difficoltà concreta, questo inverno rigido, il Regno è caduto praticamente in anarchia. Il popolo muore di fame, i criminali rimangono impuniti, l'inverno vi blocca nel vostro angolo remoto del Piano. Misure drastiche e urgenti sono necessarie per evitare il peggioramento della crisi.

 

A disposizione, rigorosamente sotto spoiler, per questioni e domande.

 

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Buondì Àlikos Resolàn, sono entrato da pochi giorni in città e mi sto impegnando a risolvere questa incresciosa situazione GDR! La mia intenzione e di alcuni amici che mi aiuteranno, è quella di scrivere una serie di testi mirati a risolvere inizialmente l'attuale situazione di crisi per poi gettare le basi di una sostanziale riorganizzazione della città! Conto di pubblicare già questa sera il primo di questi GDR riparatori, almeno per alleggerire il Malus che grava sulla città!

Modificato da Capriusflame

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Buondì Àlikos Resolàn, sono entrato da pochi giorni in città e mi sto impegnando a risolvere questa incresciosa situazione GDR! La mia intenzione e quella di alcuni amici che mi aiuteranno, è quella di scrivere una serie di testi mirati a risolvere inizialmente l'attuale situazione di crisi per poi gettare le basi di una sostanziale riorganizzazione della città! Conto di pubblicare già questa sera il primo di questi GDR riparatori, almeno per alleggerire il Malus che grava sulla città!

 

So che vi state muovendo tranquilli. Aspetto i testi :)

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So che vi state muovendo tranquilli. Aspetto i testi :)

Ingame ci sono 44 persone in città, quindi in gdr ci sarebbe quasi mezzo milione di persone da sfamare o sono state ridotte dall'inverno e dalla carestia?

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Ingame ci sono 44 persone in città, quindi in gdr ci sarebbe quasi mezzo milione di persone da sfamare o sono state ridotte dall'inverno e dalla carestia?

 

A livello provinciale mezzo milione, a livello cittadino circa 44.000, focalizzatevi sui cittadini, che per 1/3 son morti a causa di queste vicende.

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A livello provinciale mezzo milione, a livello cittadino circa 44.000, focalizzatevi sui cittadini, che per 1/3 son morti a causa di queste vicende.

Il rapporto non era 1:10.000 per le città e 1:100.000 per la nazione?

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Alikos Resolàn non sono molto pratico con il [MARBM Gamma], vorrei pubblicare una risposta ma che sia valida anche come gdr Cittadino, in che sezione la inserisco?

 

Qui nella vostra sezione. 

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[GDR] Un Inferno ghiacciato

 

Arkhantius sembrava una città abbandonata, come lo era stato fino a pochi anni prima.

La neve spinta dal forte vento oceanico si era accumulata contro le mura a sud-est della città, trasformandole in una impervia ed altissima montagna bianca, impossibile da scalare. Con un carico così possente i danni strutturali non avevano tardato a manifestarsi: piccole fessure nella roccia e crepe lungo i tronchi portanti. Le Torri incompiute di quel tratto di fortificazione si erano trasformate in guglie ghiacciate ed erano come un monito per lo spaurito gruppo di sopravvissuti all’interno della città, un terribile presagio di ciò che di li a poco sarebbe successo alle loro piccole case. Se non si fosse intervenuti al più presto le mura cittadine sarebbero di certo crollate, togliendo ogni riparo alle piccole case dei superstiti.

 

All’interno di quell’ultimo riparo la situazione cittadina era drammatica, l’anarchia dilagava a causa dell’incapacità della classe sovrana di gestire questa grave emergenza.

 

Da quando gli esuli Skeraki avevano raggiunto il castello in rovina del regno di Leukaraldan, il loro unico obbiettivo era stato quello di renderlo di nuovo abitabile nel minor tempo possibile per avere di nuovo un tetto sotto il quale ripararsi. Una nobile iniziativa che però era stata offuscata dall’assenza di un pensiero generale, una linea guida e delle regole da seguire.   

 

Il sovrano Jarl Gillius era di certo un uomo illuminato, ma durante i primi anni del suo regno era stato lentamente accerchiato e soggiogato da una serie di consiglieri interessati solamente a guadagnare sempre maggiore potere a discapito del popolo. Solo due dei cinque Hersir (i cinque Hersir sono i membri del “Thing” l’assemblea consultiva eletta dai Karl, i capi dalle famiglie più importanti della città) erano rimasti fedeli al sovrano cercando di sostenere il sovrano nella sua difficile situazione.

 

La fame era diventata la compagna di tutti gli abitanti della città, le conseguenze disastrose, più di due terzi della popolazione era deceduta nell’ultimo anno. Dopo un primo momento in cui le persone erano ancora guidate da un lieve senso civico un severissimo razionamento del cibo aveva sciolto come neve al sole la volontà del popolo. I ripetuti attacchi ai granai e ai magazzini ormai incustoditi segnarono il colpo di grazia a quello che rimaneva di un debole sistema organizzativo.

 

L’insubordinazione avevano raggiunto anche la classe guerriera, ad un livello tale che la stessa guardia cittadina aveva iniziato a mancare i turni di guardia lungo le mura e i vicoli della città.

 

Un vero e proprio Inferno nel Ghiaccio.

 

La sera dell’aggressione a Jarl Gillius, Arkhantius conobbe uno dei momenti più bui della sua storia, fu proprio allora che nell’animo del Sovrano Gillius si riaccese il fuoco della determinazione.

 

Il giorno successivo il sovrano entrò vestito in alta uniforme nella casa comune, si sedette sul trono e una volta convocato il consiglio guardò uno ad uno i consiglieri negli occhi e dichiarò lo scioglimento del Thing. Poi chiamò a sè i due Hersir a lui fedeli Ser Kerèper e SerLimerick, per studiare insieme come risolvere l’imminente stato di emergenza.

 

Dopo aver fatto controllare i registri dei magazzini e dei granai si resero conto che l’unica speranza della città era quella di riuscire a mandare diplomatici a Spes per chiedere aiuto ai regnanti della città.

 

Un’impresa di per sè difficilissima per via dell’attuale impossibilità di raggiungere il portale isolato nell’isola a sud di Arkhantius. L’unica via d’accesso era costituita dalle passerelle sul mare coperte da metri di neve.

 

C’era un’unica possibilit: sfruttare il combustibile destinato ai sei grandi bracieri della piazza centrale, che erano rimasti sempre accesi fin dai primi giorni del regno del sovrano, un simbolo per ogni suddito di Arkhantius. I tre uomini decisero che per la sopravvivenza i simboli cittadini si potevano anche mettere da parte, con quelle scorte sarebbe stato possibile mantenere aperto un passaggio fino al portale per qualche giorno, permettendo ai due emissari di giungere a Spes e tornare indietro con i soccorsi.

 

I lavori di pulizia della strada verso il portale iniziarono la mattina seguente al sorgere del sole, i pulitori ed i porta braci lavorarono ininterrottamente per tutto il giorno, i turni erano cronometrati al minuto e duravano appena qualche ora. Era questo infatti in tempo massimo che una persona poteva sopportare al di fuori dalla mura cittadine prima di mostrare i primi segni del congelamento.

 

Dopo due lunghissimi ed estenuanti giorni di lavoro i due diplomatici partirono alla volta di Spes,

Jarl Gillius e i due Hersir osservarono le due sagome allontanarsi tra le folate della tempesta, nessun altro oltre a loro era uscito dalle case per augurare buona fortuna ai due viaggiatori.

Piace a digreG e McSeed

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Malus ad Arkhantius ridotto

  • Riduzione da +200 a +150% ai costi di manenimento. (Durata 10 anni GdR On / 1 Mese GdR Off)

Malus ad Arkhantius rimosso

  • Polidùr irraggiungibile (in partenza).

NOTE:
Arrivano i primi segnali, sebbene la Riforma Agraria sia poco di ruolo e più organizzativa il cibo è un po' più presente, persiste tuttavia, ancora, il problema della criminalità che non vede soluzioni efficaci. 
La strada è un gioiellino di tecnica, e permette nuovamente il transito nei territori meridionali del Regno.
Attendo l'arrivo a Spes dell'ambasceria, ne uscirà qualcosa di buono, anche perchè il vostro isolamento potrebbe non avervi fatto arrivare i discorsi legati al MARBM Interattivo.
L'arrivo degli esiliati Skeraki è un buon punto a vostro favore, ma attenti a tenerli con le briglie o si rischia l'anarchia, dati anche i problemi di crimine sopra detti.

 

Fate trafiletti della vicenda in wiki mi raccomando :D

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[GDR ON]

SOCCORSI IN ARRIVO

 

CAP 1: VECCHI AMICI

Denalion Rinnalfu era in piedi di fronte al tavolino delle bevande vicino al balcone e stava versando un liquore scuro in tre pesanti bicchieri di vetro di Ejitel. Attraverso le vetrate piombate del suo studio privato poteva osservare il temporale che si stava addensando a nord: grosse nuvole livide di pioggia facevano da corona alle vette del Digitir Mòrison Eremùl. Spostando lo sguardo più a valle vide le barche che stavano solcando il Lago del Tempo avvicinarsi alla riva per ormeggiare in vista della notte. In basso la gente stava abbandonando le strade per rifugiarsi nelle proprie case.
Denalion prese il vassoio d’argento con i tre bicchieri e si girò verso l’interno del suo studio, il caminetto finemente scolpito accoglieva un fuoco scoppiettante che riscaldava i due ospiti, Gasangar Capriusflame e Sujostòr Digres, da poco giunti nella sua abitazione, seduti sulle morbide poltrone di pelle dall’alto schienale.

L’amicizia dei tre uomini aveva radici molto profonde, essa era dovuta ad un antico patto ed al forte legame delle loro tre casate, originarie di Eremdur, un mondo lontano e dai più dimenticato.


Quando i Letoriani si trasferirono nel nuovo piano, dopo la vittoria sui Buhhuiti, decisero di vivere al sicuro nella valle per riprendersi dalla guerra, in attesa che tutti gli scontri di frontiera ancora in corso terminassero. Per cent’anni le porte di Spes rimasero chiuse. La lotta contro il comune nemico ed il lungo periodo di convivenza all’interno delle città fece stringere nuove alleanze e vecchi rancori vennero seppelliti.

I discendenti del Popolo della Nebbia avevano vissuto una vita di dolore e privazioni dopo l’abbandono del loro Clan e molte strade si erano divise, ma la guerra non aveva solo spezzato le esistenze degli abitanti di Letorian, aveva intrecciato le vite di molte persone, soprattutto aveva riallacciato legami persi da tempo immemore. Alcune casate da tempo lontane si ritrovarono nel nuovo piano e decisero di ricordare insieme il passato.

Fu in quel periodo che alcuni studiosi delle ex famiglie del Clan, decisero di costruire una biblioteca privata per raccogliere il sapere dei loro antenati, molti cari erano stati persi nel corso della guerra, e quel luogo sarebbe stato un posto dove poterli ricordare.

Dopo la fine dell’isolamento i membri della famiglia Rinnalfu decisero di rimanere a Spes impegnandosi a gestire il sapere accumulato nella preziosa biblioteca, mentre i discendenti dei Capriusflame e dei Digres presero parte alle missioni di esplorazione in partenza in quel periodo, con l’impegno di tornare periodicamente a Spes e depositare nella biblioteca in sapere accumulato nel corso dei loro viaggi.

Nel corso degli anni la regola era diventata un’amichevole consuetudine, ormai i tre uomini non erano più giovani come un tempo, nel corso delle loro vite i due pirati avevano portato nella biblioteca un’enorme quantità di materiale, archiviato con dedizione da Denalion, come stabilito dall’antico patto tra le casate a cui appartenevano, portato avanti da ogni nuova generazione. Quelli che inizialmente erano degli incontri formali, erano diventati il ritrovo di tre vecchi amici, ed ogni occasione era lo spunto per dare il via ad interessanti dibattiti di natura scientifica, artistica, letterale.

Quella sera era Sujostòr Digres a tenere banco, raccontando delle recenti scoperte archeologiche fatte a Skerak a seguito degli importanti interventi di scavo per separare la penisola, che dava sul Jeneàn ,dal continente.
La conversazione quella sera era molto accesa, dopo i primi sorsi del forte liquore, si era alzato dalla poltrona ed aveva iniziato a parlare camminando avanti ed indietro davanti al caminetto accompagnando le sue parole con ampi gesti delle braccia.

[ABSTRACT]
Sujostòr:Il re dei mari non capisce l’importanza di conservare e studiare i resti Buhhiti trovati duranti gli scavi, lui pensa al bene della città e alle cose che possono migliorarla o arricchirla, e per lui al momento questi reperti sono solo spazzatura, che può essere tranquillamente fatta saltare in aria con tutto il resto degli scavi. Ma voi comprendete come me quanto siano rari artefatti di quel genere, la guerra ha spazzato via quasi tutta la cultura e le testimonianze di chi, prima di noi, ha vissuto in queste terre! Credo che sia importantissimo condurre nuove ricerche ed ho bisogno del vostro aiuto! Vorrei farvi una proposta, vorrei iniziare degli scavi nelle zone più remote di Eseldur.
Gasangar: Potremmo andare nelle regioni artiche occidentali, quelle terre sono abbandonate da quando è caduto Regno di Leukaraldan, nessuno a parte qualche eremita, vive in quei territori. Io potrei iniziare le ricerche tenendoti costantemente aggiornato.
Sujostòr: Potrebbe essere la soluzione migliore, ma come sopravvivere laggiù senza la protezione delle mura?
Denalion: Ho letto le storie dei nostri avi e del loro clan scomparso nel gelo, nemmeno qui i saggi avevano trovato soluzioni innovative per cercare di risolvere i loro problemi, si affidavano a delle sorgenti termali sotterranee ed una volta che si esaurirono i membri del clan dovettero abbandonare il loro villaggio!
Gasangar: Forse un modo ci sarebbe, ma dobbiamo condurre delle ricerche, nei diari di navigazione che ho letto per sviluppare il motore delle Aeronavi Classe Manta, ho letto di un particolare fenomeno di surriscaldamento a cui erano soggetti i motori BC montati sulle Aeronavi del Clan. Durante le prime fasi della guerra, quando i motori furono messi a dura prova, alcuni motori evidenziarono questo tipo di anomalie.
Sujostòr: Miei cari amici io non posso aiutarvi in questa ricerca preliminare, ho troppe cose da fare per la Repubblica!
Denalion: Potrei aiutarti io, ho studiato tutti i libri della biblioteca sul tema del redstone e gli studi dei tuoi antenati sui motori a bagliopietra, in più è da tempo che volevo uscire da questa città e non solo grazie ai vostri racconti!
Gasangar: è deciso, io e Denalion porteremo avanti questa ricerca e per farlo inizieremo le sperimentazioni nell’isola di Alikoskè, li è già stato attrezzato tempo addietro un laboratorio dell’AARCA da uno dei miei parenti, successivamente ci potremmo trasferire più ad occidente per iniziare la vera ricerca!
Sujostòr: Sembra proprio che tu abbia trovato il modo di allontanarti dalla città Gasangar! Vi manca solo una cosa, dovrete trovare una persona fidata per gli approvigionamenti, sarete troppo distanti dalla Repubblica ed io non potrò fornirvi il materiale necessario
Denalion :Conosco io la persona adatta: si chiama Torek Sartrand ed è un mercante molto rispettabile; ci rivolgeremo a lui
[FINE ABSTRACT]

Così ebbe inizio una delle ricerche più importanti della vita dei tre uomini, destinata a cambiare per sempre le loro vite.

Nel corso dei giorni successivi fu steso il piano di azione e venne preso contatto con Torek, il mercante amico di Denalion.
Il progetto si sarebbe sviluppato per tappe: per prima cosa Denalion e Gasangar avrebbero condotto delle ricerche per costruire una fonte di calore autonoma che non necessitasse del continuo rifornimento di combustibile. Il laboratorio di ricerca di questa prima fase dei lavori sarebbe stato costruito in un luogo isolato abbastanza vicino a Spes per ricevere velocemente il materiale necessario da Torek Sartrand.
La fonte di calore si sarebbe basata sulle osservazioni di Gasangar sul surriscaldamento dei motori a bagliopietra.

Successivamente i ricercatori si sarebbero spostati nella regione artica del Stailmain, ai piedi del Bustìnet Kindufen, per condurre le ricerche presso i portali di Egemon e Fintallivon e grazie all’accordo stipulato con il Torek Sartrand, i rifornimenti sarebbero stati garantiti durante tutto il periodo delle ricerche.

I tre si sarebbero tenuti in costante contatto tramite periodici incontri nella biblioteca dei Rinnalfu, gestita durante la sua assenza dagli apprendisti di Denalion.

CAP 2: GLI ANNI DELLA RICERCA

Denalion e Gasangar stabilirono il loro laboratorio nell’isola di Alikoskè. Il laboratorio era una delle sedi segrete dell’AARCA costruite nel corso dei decenni dalla famiglia Capriusflame, pertanto ci vollero solo pochi mesi per trovare alcune persone fidate che potessero assistere i due uomini per rendere agibile la struttura ed iniziare le ricerche.

L’intuizione di Gasangar nasceva dalla lettura di alcuni diari di bordo conservati nella biblioteca dei Rinnalfu a Spes, risalenti alle battaglie aeronavali che aveva visto coinvolte le Aeronavi classe Tempesta. Gasangar aveva letto quei testi durante la fase di sviluppo dei motori più recenti, venendo a conoscenza dei problemi di surriscaldamento dei motori sottoposti a grande sforzo per periodi prolungati di tempo.

Denalion aveva ragione, il suo sapere costruito con pazienza nel corso degli anni leggendo gli scritti dei suoi antenati non aveva eguali e compensavano perfettamente le mancanze del collega. I due decisero di ricostruire un Motore BC, all’interno di una delle grotte più grandi del Laboratorio, ancorandolo debitamente alle pareti della montagna. I due sapevano che era impossibile, per un motore di quelle dimensioni, intaccare la stabilità delle grotte, e l’impossibilità di movimento unito alle massicce quantità di redstone power avrebbero ricreato le condizioni di criticità riscontrate nei diari di viaggio.

In un primo momento i ricercatori condussero una serie di esperimenti empirici mirati a misurare i limiti degli effetti di surriscaldamento. Passarono i mesi e il gruppo collezionò un’incredibile serie di scottature, notti in bianco e risultati inconcludenti.

[ABSTRACT]
considerazioni 00.1
Abbiamo montato una parte di un Motore BC all’interno di una delle grotte più grandi del complesso, esso è composto da un anello di potenza di diametro 3 metri in argilla potenziato con dei cavi conduttori per trasmettere l’impulso di Redstone Power (IRP)
considerazioni 00.4
Prima di iniziare gli esperimenti abbiamo ritenuto necessario consultare alcuni testi reperibili dalle nostre fonti private ma anche da fonti accessibili a tutti i ricercatori del piano come l’enciclopedia dello Jandur conservata presso la biblioteca di Spes dove è scritto:
“La bagliopietra tende naturalmente a levitare, rimane galleggiante solo quando altri cubi si poggiano su di essa. In condizioni naturali, una bagliopietra può sostenere circa cento cubi, mantenendo la levitazione.
Se si usa la redstone, la bagliopietra può aumentare di molto il suo potere galleggiante, di modo che possa sostenere decine di volte il proprio carico.”
“Più è alto il voltaggio, più un'aeronave va veloce, ma le bagliopietre dopo un po’ di tempo finiscono per deteriorarsi e devono essere sostituite se usate troppo. Per questo motivo si tende ad usarle per avere una velocità di crociera molto al di sotto delle reali possibilità”
esperimento 1.0
Abbiamo sottoposto l’anello ad un impulso 1 IRP sufficiente a sollevare in condizione normali 1 tonnellata, ma nessun effetto da parte del cristallo di Bagliopietra.
esperimento 6.0
dopo diversi esperimenti abbiamo trovato il punto di transizione del motore ricostruito nel nostro laboratorio! Con un impulso pari a 10 IRP per la durata di 1 ora, pari al sollevamento di 10 T, in condizioni ambientali normali, con il movimento inibito, è stato possibile misurare un aumento di qualche °C,
esperimento 10.0
Tenendo conto dei postulati scritti nell’enciclopedia del Jandur e dei risultati fin’ora verificati negli esperimenti preparatori possiamo affermare:
che un singolo cristallo di bagliopietra © è in grado di sollevare all’incirca P= 1t=0m/s
che la velocità di propulsione (V) che può generare un cristallo © è pari a 1m/s=0t
che se c’è movimento moto propulsivo la potenza di sollevamento cala proporzionalmente
che un impulso di 1 IRP mantiene stazionario il potenziale del cristallo di bagliopietra © e il moto propulsivo 1IRP=1t=1m/s
che con 1 cristallo sottoposto ad un impulso di 10 IRP è possibile alzare 10 t o muoversi
dal quale si dimostra che: 10 IRP = 10t = 10 m/s
che inibendo la possibilità di movimento e sottoponendo la bagliopietra ad un carico di peso superiore a quello che può sollevare l’energia si trasforma in calore per la teoria della conservazione dell’energia
esperimento 15.0
é ufficiale, l’aumento di temperatura è proporzionale all’impulso redstone impiegato. Con un impulso di 50 IRP x 1h (pari al sollevamento di 50T), abbiamo ottenuto un aumento di temperatura nel cristallo di bagliopietra di 50 C°
esperimento 20.0
Abbiamo aumentato progressivamente la potenza dell’impulso redstone fino a 100 IRP raggiungere la temperatura di 100°C del cristallo, una forza sufficiente a tenere in aria una aeronave di medie dimensioni (100T). Denalion ha riportato una brutta scottatura alla mano destra misurando la temperatura del cristallo
esperimento 20.1
Abbiamo dovuto interrompere l’esperimento in corso perchè il cristallo di bagliopietra all’interno del motore è “morto”.
esperimento 25.1
Credevamo che il cristallo fosse difettoso, o che avesse esaurito il suo potenziale a causa delle prolungate sperimentazioni, ma dopo 5 tentativi e la “morte” di altrettanti cristalli siamo arrivati a stabilire il punto di criticità del cristallo di bagliopietra, abbiamo raggiunto il famoso limite di deterioramento citato nell’Enciclopedia dello Jandur.
Utilizzando un impulso di 100 IRP otteniamo un surriscaldamento del cristallo di 100°C, sufficiente quindi a portare ad ebollizione l’acqua, purtroppo il cristallo è in grado di sopportare questo impulso solo per qualche ora.
sembra che siamo arrivati ad un vicolo cieco, una tale tecnologia non è economica nè tantomeno sostenibile per i nostri intenti.
[FINE ABSTRACT]

Alla fine del secondo anno di ricerche sul termoreattore Gasangar e Denalion tornarono a Spes per informare Sujostòr degli ultimi sviluppi.
I vecchi amici si ritrovarono nella biblioteca dei Rinnalfu ma quella sera con loro era presente lo staff dei ricercatori al completo e i due nipoti di Sujostòr.
Lo studiolo non era abbastanza grande per contenere tutti così la riunione venne svolta nella grande sala lettura al piano terra. L’atmosfera era tesissima, i tre amici sedevano a lato di lungo tavolo in legno massiccio; su di esso numerose pergamene illustravano con tabelle e disegni tecnici i risultati dei due anni di ricerca serrata. Tutto attorno, stretti spalla contro spalla, una decina tra assistenti e parenti osservava con attenzione i dati raccolti. Dopo due ore di spiegazione i due capi ricerca si sedettero guardando Sujostòr Digres e gli altri attorno a loro.

[ABSTRACT]
Denalion: scusateci, pensavamo di riuscire in questo intento
Sujostòr: i risultati sembravano così promettenti
Denalion: anche noi non sappiamo cosa dire, ma così non possiamo andare avanti, questa ricerca non può continuare
Gasangar: eppure eravamo arrivati così vicini, ma il decadimento ci ha fatto tornare ogni volta al punto di partenza

le teste dei tre anziani si piegarono, come se all’improvviso tutto il peso dei loro anni gravasse pesante su di loro e nella stanza l’aria si fece se possibile ancora più tenebrosa. Quando una voce ruppe il silenzio

Melfaldian:e se la teoria fosse giusta? anzi, la teoria è giusta, l’avete dimostrato voi stessi!
da dietro le file serrate degli assistenti si fece largo la nipote di digres, una promettente ricercatrice che portava avanti gli studi sui resti archeologici di Skerak per conto del nonno.
Sujostòr:continua cara

l’oscurità calata così in fretta sul gruppo era volata via altrettanto rapidamente!

Melfaldian:io non sono un’ ingegnere e nemmeno mi occupo di fisica applicata, non vorrei offendere nessuno…
Gasangar: non ti preoccupare piccola mia, da tempo ho smesso di provare gelosia e rancore per colpa delle mie mancaze, continua! (già sapeva dove la giovane stava per andare a parare e la speranza si era fatta strada distendendo i profondi solchi della fronte)
Melfaldian: Se il limite di questo progetto fosse la sua componente applicativa di partenza? se il problema fosse il motore su cui si eseguono gli esperimenti?
Denalion: se fosse solo questo il problema allora basterebbe trovare un motore a bagliopietra che meglio risponda alle esigenze della nostra ricerca…
Gasangar:e gli schemi dei motori più potenti mai costruiti sono consultabili da tutti i ricercatori presso la biblioteca centrale di Spes!
Sujostòr: ci penso io!
[FINE ABSTRACT]

Nelle settimane seguenti Denalion e i suoi assistenti consultarono ogni libro disponibile nella sezione ingegnerie e fisica della biblioteca centrale, copiando ed annotando di ogni possibile modello di motore a bagliopietra costruito in passato, e dopo un mese passato nei polverosi corridoi delle sale abbandonate della biblioteca, si riunirono di nuovo nella grande sala di lettura dopo l’orario di chiusura della biblioteca privata. Gli schemi dei motori distesi sul grande tavolo centrale, illuminati da una foresta di candele, e bagnati dalle morbide luci dei lampadari sovrastanti.

Illustrazioni di complicati sistemi a pistoni con labirintici circuiti di redsone riempivano i fogli disposti sul tavolo.

[ABSTRACT]
Sujostòr: così non troveremo mai il motore che fa al caso nostro, sono tutti modelli superati o troppo grandi per servire al nostro scopo, ricercano tutti la potenza senza badare minimamenete al rapporto tra prestazioni e energia impiegata
Denalion: l’altra volta abbiamo sbagliato perchè ci sembrava di avere la soluzione a portata di mano, questa volta invece partiremo da zero, partiremo dal primo motore documentato nella storia della scorsa era,
Gasangar: partiremo dal Motore L-BN di Edard Stail Walnut!
[FINE ABSTRACT]

Gasangar, Denalion ed i loro assistenti tornarono nel laboratorio segreto portando con loro tutto il materiale che erano riusciti a prendere in prestito dalla biblioteca, il resto sarebbe arrivato nel corso dei rifornimenti successivi, copiato a mano direttamente nella sala consultazione della biblioteca dai collaboratori rimasti a Spes.


Il libro degli appunti di Edard Stail Walnut era il reperto per loro più prezioso e studiandone le pagine iniziarono a comprendere appieno il funzionamento di questa fantastica invenzione
“Le proprietà delle spire di bagliopietra sono alquanto curiose. Come ho avuto modo di vedere oggi nell'officina, esse devono essere rivestite con ceramica di ottima qualità, altrimenti la forza repulsiva spacca il rivestimento, facendo schizzare le singole bagliopietre in direzione opposta al centro della spira. Una volta ottenuto un "guscio" sufficientemente robusto, la forza repulsiva si concentra al centro del cerchio, luogo dove finiscono anche gli oggetti inseriti all'interno della spira…”
“E' una scoperta straordinaria! Durante i test sulle spire di bagliopietra, mi è capitato quasi per caso di porre una bagliopietra lungo l'asse di una di queste. Improvvisamente, la spira ha spezzato i suoi sostegni cadendomi addosso insieme alla sua cella lavica di alimentazione. Dopo una settimana di degenza e la perdita dell'occhio destro (a causa della lava) sono tornato a condurre esperimenti su questo interessante fenomeno... “
Edard Stail, appunti.

Era evidente a tutti che la conformazione della spira convogliasse tutta l’energia della bagliopietre nel centro della spira, un’incredibile quantità di energia che non si sarebbe mai potuta ottenere con un semplice Motore BC, i ricercatori lasciarono vagare la loro immaginazione, alla ricerca della soluzione migliore per applicare il nuovo schema alle loro necessità. Era necessario un convertitore, un catalizzatore che trasformasse l’energia cinetica sigillata nel centro della spira in una fonte di calore!

Nei mesi seguenti tentarono ogni materiale conosciuto, dall’argilla al diamante passando per il sale, senza ottenere alcun risultato, tutti i materiali venivano attirati dal campo cinetico e trattenuti nel centro della spira, e l’unico effetto scoperto e degno di nota era ottenuto posizionando un nuovo cristallo di bagliopietra perpendicolare all’asse che passava al centro del cerchio, in quel caso l’elemento mantenuto in stasi al centro della spira veniva scagliato alla velocità di un proiettile in direzione opposta al nuovo cristallo come riportato nello Skedar Etesjonul. I ricercatori spaventati da quella scoperta, che sarebbe stata di certo utilizzata al solo scopo di costruire nuovi temibili armamenti, decisero di non redigere i rapporti di questi particolari test.

Ma alla fine, la soluzione arrivò, come succede gran parte delle volte nella storia della scienza moderna, la soluzione arrivò per caso. Denalion e Gasangar raccontarono a Sujostòr di aver avuto l’intuizione alla fine di una lunga notte passata a testare gi ultimi materiali a loro disposizione. I due si stavano preparando un bicchiere di Carotino, prima di ritirarsi nelle rispettive stanze. Mentre i due tagliavano il liquore con del succo di carota fresco, alzarono gli occhi dai loro bicchieri e si guardarono, la miscela era la soluzione del loro problema!

Tutti i materiali a loro disposizione non avevano prodotto alcun risultato perchè serviva un nuovo materiale non presente in natura ma formato dagli elementi più sensibili alle forze della bagliopietra e alla trasmissione del calore!

dopo numerosi tentativi venne creato un composto stabile a base di polvere di bagliopietra, redstone, polvere di ferro, il tutto impastato con argilla e cotto in fornace al fine di realizzare delle barre di catalizzazione.

[ABSTRACT]
esperimento 100.0
abbiamo costruito un modello di spirale, seguendo i disegni di Edard Stail Walnut all’interno della caverna 7 del laboratorio da domani inizieremo i test di risonanza con i campioni dei materiali arrivati questa mattina da Spes
esperimento 180.0
ancora nessun risultato soddisfacente con l’utilizzo dei materiali
esperimento 185.0
abbiamo per caso posizionato una bagliopietra nell’asse del centro del baglionoide, ed il cubo di ferro fino a quel momento tenuto in sospensione dalla spirale è schizzato in direzione opposta conficcandosi nella parete di roccia della grotta.
esperimento 185.03
Non è un caso isolato abbiamo ripetuto per 3 volte le condizioni del test precedente, se qualche soldato avesse visto quello che è successo qui oggi avrebbe pensato di sicuro al progetto per un nuovo cannone!
esperimento 185.09
abbiamo deciso che applicheremo questa inaspettata scoperta per creare un sistema di sicurezza per espellere materiali dal centro della spirale ma finita questa ricerca catalogheremo la serie degli esperimenti 185 come TOP SECRET
esperimento 190.0
abbiamo tenuto il cristallo di bagliopietra come uno degli ultimi materiali da testare, a seguito degli esperimenti della serie 185 ci rendevamo conto del pericolo, ma non pensavamo che gli effetti fossero così devasanti.
Oggi abbiamo inserito un cristallo di bagliopietra all’interno della spirale, questo si è illuminato di una luce accecante per poi esplodere, l’onda d’urto ha crepato la ceramica che forma la spirale del baglionoide facendo schizzare da tutte le parti le bagliopietre contenute al suo interno.
abbiamo subito vari danni e ci sono stati 3 feriti.
esperimento 200.0
abbiamo ricostruito il baglionoide e siamo pronti a testare gli ultimi materiali in nostro possesso

esperimento 215.0
costruzione del composto catalizzatore
la ricetta del catalizzatore deve essere ancora affinata ma al momento stiamo lavorando attorno a queste proporzioni:
40% di argilla
20% di ferro
20% bagliopietra
10% redstone
la polvere di bagliopietra, estremamente volatile, viene prima di tutto impastata con l’argilla, successivamente viene aggiunta la polvere di ferro e per ultima la polvere di redstone. È da notare come all’aggiunta dell’adeguato contenuto di redstone, la miscela diventi stabile e più difficile da miscelare.
In seguito la barra viene posta in una fornace per essere cotta a 1000°C raggiungendo così l’attuale forma finale

esperimento 220.0
oggi abbiamo inserito per la prima volta un catalizzatore nel centro di un palenoide, il povero Modrin ha subito delle gravissime ustioni, dato che la barra ha raggiunto quasi istantaneamente una temperatura altissima tingendosi di un colore rossastro. Non abbiamo potuto misurare l’effettiva temperatura perchè abbiamo fatto scattare il sistema di espulsione di sicurezza della spirale, attivando il cristallo nella sua asse e lanciando fuori dal baglionoide il catalizzatore che si è frantumato contro il soffitto della grotta.
[FINE ABSTRACT]

La ricerca aveva finalmente prodotto il risultato sperato!

CAP 3: ULTIMA RIUNIONE A SPES

Il sole stava tramontando quando Denalion e Modrin entrarono nella biblioteca dei Rinnalfu. Nonostante la penombra non poterono fare a meno di notare quanto il tempo avesse messo a dura prova l’ordine e l’equilibrio, Denalion stentava a credere che anni prima quel luogo era stato lustro e ben tenuto. Senza intrattenersi più del dovuto sull’ingresso gli studiosi si diressero velocemente al primo piano. Lungo la scala tuttavia non potettero fare a meno di osservare i tetti della città dalla finestra dell’edificio. Era da molto che i due non rivedevano il sole tracciare i profili dei monti confinanti Spes sulla città stessa, ma questo spettacolo naturale era poca cosa in confronto ai risultati che giorni prima avevano ottenuto.
Mentre attendevano l’arrivo di Gasangar i due ricercatori allestirono al meglio la sala riunioni preparandola all’arrivo del loro compagno di studi e di Sujostòr, convocato a sua volta data l’importanza della scoperta. All’incontro, eccezionalmente, avrebbe partecipato il mercante Torek: anche grazie a lui e alle sue puntuali consegne le ricerche erano proseguite senza intoppi o interruzioni causate dalla mancanza di materiale.
All’ora prefissata, puntuale come suo solito, Gasangar bussò alla porta e venne accolto all’interno. Subito dietro di lui tre ombre si affrettavano verso l’entrata: erano i Digres, accompagnati dal mercante Torek. Saltando i convenevoli il gruppo di amici si diresse al piano di sopra, gli uni carichi di aspettative verso la scoperta, gli altri impazienti di esporre i risultati dei loro studi. Modrin si alzò entusiasta dal suo posto e prese la parola, aprendo uno alla volta i libri posati sul tavolo poco prima. Su quei testi la squadra di ricerca aveva appuntato i dati di tutti i loro studi ed esperimenti. Il più importante fra tutti quei documenti spiccava fra gli altri perchè era stato piazzato proprio al centro sopra tutti gli altri, e fu proprio da quello che l’esperto volle partire.

[ABSTRACT]
Modrin divagava da quasi due ore parlando degli insuccessi degli anni precedenti e di come i risultati erano finalmentente giunti il mese scorso...
Melfaldian: si ma vai al sodo
Modrin: il motore funziona e io ne ho le prove addosso
Denalion: ti avevamo detto di fare attenzione ma tu ugualmente
Modrin: quel che è passato è passato, il mio sguardo è volto al futuro
Gasangar: al passato vorrai dire
Modrin: quindi volete che lo dica io? ebbene sì, abbiamo deciso di iniziare gli scavi nello Stailmain
Gasangar: pensavamo di partire dal portale di Egemon, per poi spostarci a Fintallivon una volta conclusi le ricerche nei pressi del primo
Torek: immagino avrete ancora bisogno di me
Denalion: certamente!
Sujostòr: non mi aspettavo sareste arrivati ad una soluzione così in fretta, l’ultima volta eravate decisamente abbattuti
Denalion: i suggerimenti di tua nipote sono stati più che necessari per farci andare avanti
Modrin: e ti ringraziamo Melfaldian
Melfaldian: a proposito di suggerimenti, ora che avete terminato i lavori sul motore sicuramente vi servirà la mano di un esperto, o magari di un’esperta...
Sujostòr: so già dove vuoi arrivare tesoro
Melfaldian: quindi mi lascerai andare con loro?
Sujostòr: avevo già pensato ad una domanda di questo tipo e sì, sei libera di andare dove puoi essere utile
Melfaldian: sì!
Sujostòr: per quando è prevista la partenza?
Gasangar: il prima possibile, giusto il tempo di alleggerire i bagagli
Torek: posso portarvi io, la mia Aurora non avrà problemi a portarvi fino al sito degli scavi
Denalion: e noi non rifiutiamo assolutamente vero?
Gasangar e Modrin: direi di no
Melfaldian: prima iniziamo meglio è
Sujostòr: allora questo è un arrivederci
Gasangar: immagino di sì
[FINE ABSTRACT]

CAP 4: UN INCONTRO FORTUITO

La tempesta durava già da una settimana, l’accampamento era circondato da una muraglia di neve, il reattore produceva abbastanza calore da tenere sgombro il centro del piccolo assemblamento delle costruzioni dei ricercatori ma non era sufficiente a permettere il proseguimento degli scavi, che erano stati interrotti. Gasangar e Denalion approfittavano di questo periodo di pausa per esaminare e catalogare i reperti trovati fino a quel momento, oggetti che testimoniavano la vita di ogni giorno di un popolo che all’apparenza non era molto diverso dal loro.
Modrin e Melfaldian, più resistenti al freddo grazie alla loro età, stavano controllando il perimetro dell’accampamento insieme agli altri ricercatori più giovani.

Il sole stava incominciando a calare e Gasangar accese le torce del laboratorio dove stava lavorando con il collega quando la porta si spalancò all’improvviso rovesciando all’interno della stanza vento neve ed un gruppo di uomini visibilmente in difficoltà

[ABSTRACT]
Gasangar: Porcoddraith che sta succedendo!
Melfaldian: abbiamo trovato due uomini in mezzo alla neve, erano appena oltre il confine del campo, è stato un miracolo sentire i loro richiami con questo tempo!
Modrin: sono in un evidente stato di congelamento, ancora poco tempo e sarebbero morti là fuori
Nobile: grazie...ci avete salvato...e con noi Arkhantius
Denalion: Arkhantius? La città sorta sulle rovine del Regno di Leukaraldan?
Nobile 2: Noi proveniamo da là, siamo stati mandati a cercare un aiuto, la nostra città sta per soccombere
Gasangar: Ma la città è a miglia di distanza come avete fatto ad arrivare fin qui a piedi? è un miracolo che siate ancora vivi!
Nobile: Non importa come, il Carotino ci ha dato di certo una mano, ma senza di voi saremmo stati spacciati, dovete aiutarci, portateci fino al portale, dobbiamo arrivare a Spes per sottoporre la nostra supplica ai governanti della città, abbiamo bisogno di cibo, attrezzi e combustibile per sopravvivere a questo momento di crisi.
Denalion: Vi aiuteremo! Ormai il sole è calato, per questa notte rimarrete a dormire nel nostro accampamento, tutte le case sono riscaldate e domani mattina Modrin e Melfaldian vi porteranno fino al portale.

Quella notte Gasangar e Denalion rimasero per lungo tempo in piedi a discutere:
Gasangar: I due emissari arriveranno a Spes domani, ma quanto tempo passerà prima che i burocrati si degnino di riceverli? e quanto tempo passerà prima che venga organizzata una spedizione ufficiale di soccorso?
Denalion: Cos’hai in mente? Ti conosco, queste sono tutte domande retoriche, hai già escogitato un piano per aiutare quella città vero?
Gasangar: io ritengo che i soccorsi di Spes non arriveranno mai in tempo, bisogna agire in fretta e noi siamo la soluzione!
Denalion: Noi o Torek?
Gasangar: Noi E Torek! Per prima cosa domani mattina daremo a quei povere diavoli un messaggio di presentazione da consegnare a Torek, quell’uomo è in gamba, sono convinto che per il giusto compenso troverà il modo di far partire un convoglio entro pochi giorni. Noi penseremo al resto!
Denalion: Ho come l’impressione che i reperti staranno sepolti nel ghiaccio ancora per un po di tempo vero?
Gasangar: E così! Il nostro Termo motore è la soluzione per quella città intrappolata dal ghiaccio!
Denalion: Sono d’accordo, domani mattina daremo ordine di sigillare e caricare sull’aeronave gli oggetti scoperti fin’ora. Una volta al sicuro quelli potremmo smontare il Termo motore e portarlo ad Arkhantius per riscaldare un po’ i cuori di quei poveracci!

La mattina dopo l’accampamento era in pieno fermento, Modrin e Melfaldian scortarono i due diplomatici fino al portale ed affidarono loro la lettera di presentazione per Torek.
Intanto gli assistenti imballarono i reperti trovati fino a quel momento e li caricarono nell’aeronave classe Manta 32 che fino ad allora era rimasta al sicuro sommersa nella vicina baia. Era tutto pronto, mancava solo una cosa da fare, il reattore venne scollegato, e con lunghi cavi fu ancorato alla aeronave che stava già levitando sopra di esso, gli argani iniziarono a muoversi, sollevando la spirale.

L’areonave compì un largo cerchio sopra l’accampamento per poi allontanarsi verso ovest, la prossima destinazione sarebbe stata Arkanthis.
[FINE ABSTRACT]

 

[GDR 0FF]

Questo GDR ha la funzione di legare le vicende di 4 antichi casati, che si ritroveranno a vivere nuovamente insieme nella città di Arkhantius. Seguirà un GDR cittadino di allineamento generale

Modificato da Capriusflame
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