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goldr31

[GDR]Entrare a Thorvil

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Miloslav Kuznetsov sapeva che il Modernismo aveva una certa predilezione per la burocrazia, dopotutto i testi che aveva letto fin da piccolo nella fattoria di famiglia erano scritti in modo asciutto e presentavano, spesso, riflessioni divise per capitoli, commi e articoli.

 

Ciò che, però, non si aspettava, era che anche l'animo dei modernisti, o, almeno, alcuni di essi, era profondamente "burocratico".
Ben sapendo che, per entrare nella città, si doveva portare la documentazione necessaria, come indicato nei suoi vecchi documenti, Miloslav si dotò di tutti i certificati, prima fra tutti quello sanitario, per appurare che stava bene e che la Tosse  di Migia non lo avesse preso, visto che, qualche focolare, nelle campagne, ancora spuntava, poi dovette dotarsi del sanitario che accertasse che non avesse alcuna malattia mentale, una visitina al Ufficio delle Attività Non Rivoluzionarie (U.A.N.R.) che certificò che non adorava Gola e, infine, la richiesta per la cittadinanza, il tanto temuto modulo viola, insieme all'approvazione da parte del Segretario.
Ora, come vidimazione finale, serviva solo la certificazione che tutto andava bene: Miloslav aveva impiegato solo 6 ore per ottenere il tutto, non era stato un tempo eccessivamente lungo, se si esclude l'esame specifico e particolare del dottore, che gli volle controllare anche il retto:
"sa, la tosse è temibile, si annida nel retto e non lo lascia più" o della segretaria del Segretario, che indossava vestiti talmente casti e stretti che, al suo arrivo, le era scoppiato il bottone definitivo.
Insomma, gli aspettava ora solo il Commissario degli Affari Interni, altresì rinominato, in alcune locande della grande città di Thorvil: "Sai che il  CAI ti ha bocciato?"

Miloslav attese, pazientemente e in silenzio che la lunga fila si esaurisse e, finalmente, solo dopo qualche ora, riuscì a presentarsi all'omone che si occupava di tutte le pratiche, il quale sembrava decisamente stanco e spazientito del suo lavoro:

 

- Ehm, buongiorno, sono qui per la vidimazione dei diversi moduli... -
- Buongiorno?Scusi, ma ha visto che è sera oppure la sua vista non va bene?Non è che lei non è veramente modernista? -
- Come?No, io sono modernista! -
- Eppure non ha saputo dire che era sera e mi ha apostrofato con un buongiorno, non è cosa normale, sa?Lei è mica pazzo? -
- No, guardi, i documenti dicono che non... -
- Il M.S.B.P.B è vero che dice ciò, ma ovviamente lei non si è sottoposto al M.S.B.P.A., altresì definito come modulo 234/D e quindi non c'è certezza. -
- Certezza di cosa? -
- Vede che lei non è modernista?Tutti sanno che il modulo M.S.B.P.A. serve per definire chi ha diritto alla C.P. e al R.I. -
- Il cosa? -
- Sicuro che lei non è pazzo? -
- Si, sono sicuro che ciò... -
Miloslav cominciava ad assaggiare la vera burocrazia del modernismo: in preda ai più irrefrenabili desideri dell'uomo, essa era piegata agli scopi di fastidiosi impiegati, i quali, annoiati e non patriottici, usavano le leggi come meglio credevano, per far impazzire il prossimo.
O almeno, questo pensava.
- Lo so che lei lo sa, ma il SAI sa che voi non avete il M.S.B.P.A., per questo il SAI non sa se avete diritto al C.P. e al R.I. 
Io questi documenti non li posso approvare, ci vogliono altri controlli -
- no, guardi, ho passato tutta la mattinata e il pomeriggio a... -
- Ecco!Se lo avesse fatto davvero mi avrebbe detto buonasera, non buongiorno!Lei è una spia! -
- Ma quale spia?Sono un... -
- Cosa è venuto a fare, traditore?A spiare e a sapere come funziona il sapere del SAI?Soldati! -
- Nono, non sono nessuna spia, niente di tutto ciò, sono solo un rurale cercato a trovare casa! -


L'impiegato, di fronte a questa affermazione, si fermò all'improvviso e, il suo viso, raggrinzito, si contorse sempre più:

- Mi faccia capire, lei è venuto qui non a dire che è pazzo o una spia, ma solo a richiedere l'ingresso in città? - 
- Certo!Questo dopotutto è l'ufficio R.I.C., cioè richieste ingresso in città! -
- Certo che sì, ma anche il R.I.M! -
- Il che? -
- uff, questi villani che non hanno letto il decreto 45/112/nov, siete proprio...Comunque lei mi conferma che vuole entrare in città? -
- sì -

Il modesto impiegato prese, finalmente per Miloslav, il sigillo che avrebbe confermato i documenti e, in questo modo, i documenti furono convalidati.
Miloslav aveva finalmente ottenuto la cittadinanza per lui e la sua famiglia e, una volta ottenuto una casa e un lavoro, si sarebbe gettato anima e corpo per cambiare questa città.
Thorvil non era Modernismo, ma solo una perversione del sistema burocratico, teso ad avvantaggiare gli impiegati più frustati a umiliare il prossimo e ciò andava contro qualsiasi principio del Modernismo.

 

 

- E quindi lei è una spia! -

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