Stardel

[GdR] La giornata era iniziata storta

3 risposte in questa discussione

Thorvil - Condominio Alba Rossa - Staildur 2897 d.f. (antecedente le Elezioni)


"STARDOFF! Apri subito!" 

Ad Albert Stardoff, 23 anni, giornalista de l'Eco di Bopville inviato a Thorvil, bastò uno sguardo allo spioncino della porta per capire che la giornata era iniziata storta. 

Sergei Dimitrovic, nazionalmodernista, 32 anni, ex-pugile e pilota di aeronavi, era appostato davanti a casa sua a cacciare urla.

Forse la grossa stazza dell'uomo, forse il suo volto non troppo sereno o molto probabilmente il minaccioso colpo di mazza che egli stava per tirare alla porta, fecero arretrare rapidamente il giovane Albert, ancora in pigiama. 

"Stardoff, la tiro giù questa dannata porta!" esclamò l'esagitato Dimitrovic subito dopo il colpo.
Evidentemente, il compagno Sergei non aveva apprezzato molto le avance fatte dal giovane Albert alla sua amica.

"Sarebbe saggio svegliarla" penso il giornalista muovendosi verso il letto a smuoverne l'occupante, una giovane donna dai capelli rossi.

 

"Nathasa, il tuo amico Sergei ti sta cercando. Io vado a prendere una boccata d'aria".

La giornata era iniziata storta. C'era pure più freddo del solito quella mattina e stare appeso al cornicione del quarto piano del palazzo Alba Rossa di Thorvil, in vestaglia, non era certo salutare per Albert Stardoff.
Fortunatamente il suo vicino Andreij Zaitsev, un vecchio veterano di guerra, era solito scrutare quotidianamente la finestra in cerca di ipotetiche e fantasiose minacce alla sua città. 
Il vecchio non prese bene la richiesta dell'impudente Albert di entrare nel suo appartamento dalla finestra.

La questione si risolse in modo pacifico dopo un paio di "Fuori da casa mia! Criminale Skerako!" e "Ai miei tempi quelli come te venivano spediti a spaccare il ghiaccio!".

 

Sergei stava ancora sbraitando contro la porta, nei corridoi del condominio Alba Rossa di Thorvil. Albert Stardoff fu colto da un piccolo momento di delusione, quell’ammasso di muscoli non era ancora riuscito ad aprire la porta.

"Tutto fumo e niente arrosto, dicono. Natasha non avrà problemi a sbarazzarsi di lui” pensò “è in gamba quella ragazza, probabilmente è un qualche agente segreto o roba così.".


Pavlov di Thorvil - Ufficio del Segretario Stardel


"Iosif, questa condizione ormai è inaccettabile per me"  Ekaterina, la moglie del Segretario Stardel era seduta su una poltrona, le mani a coprire il volto "Esco di casa e vedo gli sguardi della gente, tutti sanno quelli che è successo. Aspettano solo l'ufficialità."

"Sono solo degli avvoltoi, tutti in questo città lo sono" rispose Stardel, osservando la Piazza Rossa dalla grande vetrata del suo ufficio "Tutti a complottare contro di noi"
"Io me ne vado Iosif, ti lascio alle tue paranoie e ai tuoi tradimenti" la donna si alzò dalla poltrona, le guance rigate dal mascara.
Iosif Stardel non si voltò mentre la sua ormai ex-moglie, usciva sbattendo la porta. "Anche lei infine. Chi è il  vero traditore qui? Io che ho tradito la fiducia di mia moglie o la nazione che ha tradito la mia?" 
Il faldone compilato dall'UIC sulla minaccia di colpo di stato a Thorvil svettava pericoloso sulla sua scrivania, in cima ad una pila di altri documenti impolverati.
"Complotti in ogni angolo e ora questo. Non posso resistere da solo."

 

Redazione de l'Eco di Bopville - Sede di Thorvil
"Stardoff, dove ha lasciato il contegno?" 
Anche il caporedattore Milosevic non sembrava allegro, la giornata continuava a proseguire male.
"Non capisco di cosa parla Compagno Milosevic" 

"Per Thor ragazzo, guardati! Sei mezzo nudo!" 

Albert si guardò un attimo "Io invece la ritengo una vestaglia molto elegante, è di velluto, la tocchi!"
"Fammi il piacere Stardoff, ricomponiti e poi scrivi questo pezzo. Prima pagina." l'odore di fumo dell'alito del caporedattore colpì Albert in pieno volto, mentre gli consegnava una busta sigillata.
"Cos'è?" disse Albert aprendo la busta e iniziando a leggere.
"Il Segretario, si è dimesso. Ci saranno presto nuove elezioni" 

"Problemi con la moglie?" rispose Albert, fiutando lo scandalo "Da tempo si parlava di..."
"Se non vuoi ritrovarti un Ufficiale S.P.A.M. in ufficio Stardoff, ti consiglio di non parlare di quello che ha fatto l'ormai ex-Segretario con il suo uccello."

Albert richiuse la busta e si mosse verso il suo cubicolo. Il Segretario Stardel si era dimesso, finalmente quel cialtrone paranoico si era tolto dai piedi.


La giornata non era più tanto storta.
 


 

Piace a NihondeBresa

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sergei era intento a prendere a mazzate la porta quando questa s'aprì lentamente.

Il grosso NazionalModernista stava già per avventarsi su colei che aveva aperto, sull'uscio dell'appartamento di Stardoff comparve una rossa fanciulla coperta da una sola vestaglia da notte ovviamente malamente abbottonata, che lasciava intravedere molto più di quello che il mastino potesse sperare.

 

"Cos'è tutto questo baccano?...*yawnn* "

 

Emise un lieve sbadiglio, i capelli le ricadevano morbidi sulle spalle, qualche ciuffo ribelle s'inabissava tra la scollatura prorompente della giovane mentre i verdi occhi ancora apparentemente sonnolenti fissavano noncuranti l'uomo.

 

"Na-Natasha... per Thor, cosa t'ha fatto quel porco di uno Stardoff...dov'è? dov'è?!?" sbraitando d'un tratto cercando a fatica di scostarle gli occhi di dosso e cercando Albert con lo sguardo all'interno della sua abitazione.

 

"Uff..." si limitò a sbuffare la ragazza con uno sguardo molto simile a quello di una cerbiatta, mentre ondeggiando un fianco portava imbarazzata una mano dietro la schiena.

 

Dimitrovic ebbe un tuffo al cuore, quasi come una pugnalata...

 

ed in effetti....

 

abbassando lo sgardo Sergei vide un sottile pugnale in mano alla ragazza, in una frazione di secondo s'era trovato ben dieci centimetri di puro acciaio Thorvilliano nel petto e solamente il sobrio manico in pelle nera spuntare dal costato.

 

Lo sguardo si alzò lentamente mentre il terrore assaliva la sua mente, Natasha sorrideva, sorrideva maliziosamente mentre osservava l'uomo ormai completamente alla sua mercè.

 

"Sergei....sergei.... potevi almeno aspettarmi... avrei ottenuto qualche informazione in più su di te...e la tua combriccola..." passando poi la lingua sul collo dell'uomo con fare sensuale, la mano sinistra sulla guancia del morente NazionalModernista e l'altra stretta e salda sul pugnale.

 

Le labbra morbide e carnose s'avvicinarono al suo orecchio, lentamente, ogni battito del cuore ormai lacerato era sempre più debole e le fitte sempre più forti.

 

"Ma non sta bene svegliare in questo modo una signorina...stavo dormendo così bene..."

 

L'ultima cosa che vide fu il volto sorridente di Natasha, i verdi occhi color smeraldo lo fissavano sadicamente mentre il pugnale usciva dal suo petto e qualche fiotto di sangue andava ad imbrattare la moquette del Candidato Segretario poi il buio.

 

Due uomini in nero comparvero nel corridoio, uno di essi osservò freddo Natasha.

 

"Era davvero necessario eliminarlo?"

 

La donna passò nuovamente la lingua sulla rossa lama del coltello, per poi scrutare divertita uno dei suoi colleghi dell'UIC.

 

"No Klaus, ma non era necessario tenerlo in vita...ahahah" raccolse dal corpo esanime il cappello della Armata Rossa, mentre con una risatina divertita rientrava nell'appartamento "occupatevi del corpo... ed ora lasciatemi riposare"

 

La sera stessa rientrando, Albert non ebbe più traccia della giovane donna, sul comodino era posato il capello di Sergei ed un bigliettino con tanto di rossetto.

 

"Grazie della bellissima serata, Sergei non sarà più un problema.
Non mi cercare

                                                                              Natasha"

Modificato da Joseph V. Bresajevski
Piace a Stardel

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

  • Chi sta navigando   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.