Akonitàs

[GdR] Il risveglio

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Lumvalos - Casa di Caledon Moradon - Daudar 2892 d.F.

 

Il ragazzo aprì gli occhi e si guardò attorno. Si trovava in una casetta di squisita fattura. La finezza del legno di quercia si alternava alla la durezza della pietra, in uno stile particolare e ricercato.

"Finalmente ti sei svegliato!" disse una voce alta e squillante.

Il ragazzo si voltò sorpreso. Davanti a lui era comparso un uomo: alto, occhi violetto, capelli castani ed una strana pietra azzurra incastonata in un diadema.

 

"Per fortuna ti sei svegliato! Dormi da 3 giorni, domani avrei chiamato la Gran Sacerdotessa!" disse l'uomo con voce altisonante.

"Dove mi trovo?" chiese il ragazzo spaesato.

"Nella mia umile dimora di Lumvalos" rispose l'altro "Chi sei? Come ti chiami?"

"Forjetòr" disse d'istinto il ragazzo "In effetti non ne ho idea, sento di chiamarmi Forjetòr, ma non ne ho ricordo"

"Non ricordi come ti chiami? Pensi di prendermi in giro ragazzo? Mi  sto prendendo cura di te da giorni e mi ringrazi in questo modo? A proposito: che ci facevi svenuto nel bosco tutto sporco di terra?"

"Mi dispiace, non ricordo nemmeno questo! Mi sento molto stanco e senza forze" ammise Forjetòr pensieroso.

"Allora rimani qui e riposa, ti preparo qualcosa da mettere sotto i denti" rispose l'uomo voltandosi verso l'altra stanza.

"Aspetta!" esclamò Forjetòr. L'uomo si fermò. "Grazie" sussurrò il ragazzo.

L'uomo si avviò verso la cucina sorridendo.

 

Forjetòr rimase solo ed iniziò a pensare. Non ricordava nulla di prima del suo risveglio in quella casa. Guardò i suoi vestiti sporchi di terra secca: sembrava indossare un vecchio camice, che doveva esser stato bianco in origine. Frugò con attenzione nelle numerose tasche, ma non ci trovò altro che terra. "Sembra che mi sia rotolato nel fango in un giorno di pioggia" pensò divertito Forjetòr.

Un profumo invitante si sparse per la casa; qualcuno stava arrostendo delle patate!

 

Poco dopo l'uomo rientrò nella camera da letto portando un bel piatto di patate cotte a puntino: "Ecco a te, non fare complimenti!" disse rivolgendosi a Forjetòr.

"La ringrazio infinitamente, posso sapere il suo nome?" chiese il ragazzo, quasi intimidito. "Caledon, Caledon Moradon per la precisione! Ancora non sei sicuro del tuo nome?"

"Purtroppo non ricordo nulla, prima del mio risveglio" ammise il ragazzo " Tutto ciò che so di me con certezza è che indosso un vestito sporco di terra!" aggiunse Forjetòr con una punta di divertimento nella voce

"Questo non è del tutto vero" ribattè Caledon estraendo un piccolo oggetto di cuoio da una tasca "L'ho trovato in una delle tue tasche. Scusa l'intrusione, ma volevo capire chi tu fossi! Ad ogni modo, non l'ho letto!" aggiunse porgendo a Forjetòr il libro

 

Forjetòr slaccio la piccola cinghia di cuoio che chiudeva il libro e lo aprì. 

Sulla prima pagina vi era scritto, al centro: Diario di Bos Akonitàs...

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