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livid

[GDR]Problemi di famiglia

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L'ufficio del governatore quel giorno era illuminato solo dalle lampade, fuori stava piovendo e le nuvole temporalesche bloccavano il passaggio della luce... Due figure erano sedute davanti al governatore, in silenzio, l'unico suono udibile era la musica prodotta dal grammofono che si trovava nell'adiacente biblioteca.
<<Cosa vorrebbe dire?>> disse Pol incredulo cercando di mantenere un tono pacato davanti al capo del servizio di vigilanza <<Mio figlio...?>> continuò quindi. I due vigilanti non sembravano molto preoccupati, forti del potere che gli era stato garantito dallo stesso uomo con cui stavano parlando, e il più grosso dei due riprese a parlare <<Vede signor Lividain... Vostro figlio, Ram, è stato colto in flagranza di reato mentre vandalizzava il Sito Archeologico IR01, il monastero di Kalimac, lo stiamo trattenendo alla base ora per ulteriori accertamenti...>> concluse quindi per poi lanciare alcuni sguardi al suo compagno cercando di fargli capire qualcosa che il governatore non avrebbe dovuto sapere.
Era basito: non credeva che suo figlio sarebbe mai arrivato a fare una cosa del genere, lui non lo aveva educato in questo modo e, nonostante la giovane etá, questi gesti non potevano essere tollerati o ignorati... <<Trattenetelo per qualche giorno, deve capire lo sbaglio che ha fatto. Poi quando tornerà a casa penserò io a lui>> disse squadrando i due uomini per poi riprendere <<Grazie di avermene informato, ora potete andare>>

Aveva cresciuto i suoi figli da solo fin dalla loro nascita, aveva cercato di farli crescere senza troppi rimpianti per la prematura morte della madre e aveva fatto di tutto per garantirgli un educazione di alto livello... Era andato tutto bene: Jès cresceva bene, era molto colta ed era sicuro avrebbe fatto strada nella vita. Ram era un ragazzo qualunque e nonostante anche lui ultimamente stesse diventando un ribelle era sicuro che anche lui avrebbe trovato la sua strada... Doveva cercare di raddrizzarlo finchè era in tempo.

 

- Qualche giorno più tardi, dimora Lividàin -

 

Erano appena passate le cinque, Pol sorseggiava del Raka tranquillamente leggendo i resoconti dei servizi segreti, un resoconto di tutte le notizie mondiali. Aveva appena finito le notizie di Skerak, stava per accingersi ad aprire la missiva giunta quella mattina da Leroet quando la porta si spalancò violentemente e suo figlio irruppe nella casa... <<COSA SIGNIFICANO QUESTI GIORNI DI RECLUSIONE?>> esclamò guardando il padre <<A COSA SERVE ESSERE IL FIGLIO DEL GOVERNATORE SE POI DEVO STARE IN PRIGIONE?>> disse dunque attendendo il padre.

 

Pol non credeva alle sue orecchie, non era il Ram che aveva cresciuto quello con cui stava parlando ora... Lasciò andare i documenti sulla scrivania e si alzò avvicinanandosi al figlio, guardandolo in silenzio con i suoi occhi verdi... <<E' così che ti ho cresciuto? Come un figlio il cui unico merito è avere un padre importante?>> iniziò quindi <<Ho fatto di tutto per fare in modo che questa nazione in futuro venga governata da persone capaci, non raccomandati, pensavo di averli inculcati anche a te questi valori!>> aveva dunque concluso continuando a fissare il figlio che, nonostante l'età, ormai lo sovrastava...

Ram non pareva essere preoccupato dalle parole del padre, a quanto pare non avrebbe cambiato il suo modo di pensare quel giorno. Si girò di spalle tornando verso la sua scrivania, era veramente deluso dal comportamento del figlio, non sapeva come comportarsi... Forse Yuma avrebbe saputo cosa fare, forse se ci fosse stata lei sarebbe riuscito ad educare suo figlio diversamente... <<Vandalismo di un sito archeologico di importanza nazionale, storia del nostro territorio Ram! Non è un reato lieve e fidati che sei fortunato non ti abbiano trattenuto per più tempo!>> riprese dunque il governatore <<Vuoi capire che io non potrò sempre essere al tuo fianco a salvarti, un giorno morirò anche io e allora cosa farai? Da chi andrai a farti raccomandare?>> concluse quindi sedendosi guardando suo figlio che, senza accennare una risposta alle sue domande, usciva dalla casa sbattendo arrabbiato la porta...

 

<<Cosa devo aver sbagliato con lui?>>

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