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Capriusflame

[GDR] Un Inferno ghiacciato

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Questo testo vuole essere per prima cosa un risposta diretta al MARBM Gamma: Un rigido inverno ed anche il primo di una serie di brani che darà un cambio di direzione alla città dal punto di vista della gestione GDR e dell'organizzazione, speriamo che serva almeno in parte a migliorare la pesante situazione dovuta all'attuale Malus. Io Insieme ad altri amici ci stiamo impegnando alla realizzazione di una storia che possa risultae interessante e che dia spunto ad altri scrittori per migliorre il background generale della città e della nazione.

 

Arkhantius sembrava una città abbandonata, come lo era stato fino a pochi anni prima.

La neve spinta dal forte vento oceanico si era accumulata contro le mura a sud-est della città, trasformandole in una impervia ed altissima montagna bianca, impossibile da scalare. Con un carico così possente i danni strutturali non avevano tardato a manifestarsi: piccole fessure nella roccia e crepe lungo i tronchi portanti. Le Torri incompiute di quel tratto di fortificazione si erano trasformate in guglie ghiacciate ed erano come un monito per lo spaurito gruppo di sopravvissuti all’interno della città, un terribile presagio di ciò che di li a poco sarebbe successo alle loro piccole case. Se non si fosse intervenuti al più presto le mura cittadine sarebbero di certo crollate, togliendo ogni riparo alle piccole case dei superstiti.



All’interno di quell’ultimo riparo la situazione cittadina era drammatica, l’anarchia dilagava a causa dell’incapacità della classe sovrana di gestire questa grave emergenza.



Da quando gli esuli Skeraki avevano raggiunto il castello in rovina del regno di Leukaraldan, il loro unico obbiettivo era stato quello di renderlo di nuovo abitabile nel minor tempo possibile per avere di nuovo un tetto sotto il quale ripararsi. Una nobile iniziativa che però era stata offuscata dall’assenza di un pensiero generale, una linea guida e delle regole da seguire.   



Il sovrano Jarl Gillius era di certo un uomo illuminato, ma durante i primi anni del suo regno era stato lentamente accerchiato e soggiogato da una serie di consiglieri interessati solamente a guadagnare sempre maggiore potere a discapito del popolo. Solo due dei cinque Hersir (i cinque Hersir sono i membri del “Thing” l’assemblea consultiva eletta dai Karl, i capi dalle famiglie più importanti della città) erano rimasti fedeli al sovrano cercando di sostenere il sovrano nella sua difficile situazione.



La fame era diventata la compagna di tutti gli abitanti della città, le conseguenze disastrose, più di due terzi della popolazione era deceduta nell’ultimo anno. Dopo un primo momento in cui le persone erano ancora guidate da un lieve senso civico un severissimo razionamento del cibo aveva sciolto come neve al sole la volontà del popolo. I ripetuti attacchi ai granai e ai magazzini ormai incustoditi segnarono il colpo di grazia a quello che rimaneva di un debole sistema organizzativo.



L’insubordinazione avevano raggiunto anche la classe guerriera, ad un livello tale che la stessa guardia cittadina aveva iniziato a mancare i turni di guardia lungo le mura e i vicoli della città.



Un vero e proprio Inferno nel Ghiaccio.



La sera dell’aggressione a Jarl Gillius, Arkhantius conobbe uno dei momenti più bui della sua storia, fu proprio allora che nell’animo del Sovrano Gillius si riaccese il fuoco della determinazione.



Il giorno successivo il sovrano entrò vestito in alta uniforme nella casa comune, si sedette sul trono e una volta convocato il consiglio guardò uno ad uno i consiglieri negli occhi e dichiarò lo scioglimento del Thing. Poi chiamò a sè i due Hersir a lui fedeli Ser Kerèper e Ser Limerick, per studiare insieme come risolvere l’imminente stato di emergenza.



Dopo aver fatto controllare i registri dei magazzini e dei granai si resero conto che l’unica speranza della città era quella di riuscire a mandare diplomatici a Spes per chiedere aiuto ai regnanti della città.



Un’impresa di per sè difficilissima per via dell’attuale impossibilità di raggiungere il portale isolato nell’isola a sud di Arkhantius. L’unica via d’accesso era costituita dalle passerelle sul mare coperte da metri di neve.



C’era un’unica possibilit: sfruttare il combustibile destinato ai sei grandi bracieri della piazza centrale, che erano rimasti sempre accesi fin dai primi giorni del regno del sovrano, un simbolo per ogni suddito di Arkhantius. I tre uomini decisero che per la sopravvivenza i simboli cittadini si potevano anche mettere da parte, con quelle scorte sarebbe stato possibile mantenere aperto un passaggio fino al portale per qualche giorno, permettendo ai due emissari di giungere a Spes e tornare indietro con i soccorsi.



I lavori di pulizia della strada verso il portale iniziarono la mattina seguente al sorgere del sole, i pulitori ed i porta braci lavorarono ininterrottamente per tutto il giorno, i turni erano cronometrati al minuto e duravano appena qualche ora. Era questo infatti in tempo massimo che una persona poteva sopportare al di fuori dalla mura cittadine prima di mostrare i primi segni del congelamento.



Dopo due lunghissimi ed estenuanti giorni di lavoro i due diplomatici partirono alla volta di Spes,

Jarl Gillius e i due Hersir osservarono le due sagome allontanarsi tra le folate della tempesta, nessun altro oltre a loro era uscito dalle case per augurare buona fortuna ai due viaggiatori.



 

 

Toranaga78, McSeed, livid and 1 other like this

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