Maròk

[Resoconto] L'ora più buia

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L'Ora più buia

2860 d.F.: nell'ora più buia per il Modernismo, Il Presidente e il Segretario Modernista sanno che il destino dell'URMM è appeso a un filo.
La sconfitta militare, la morte di tanti giovani, il pianto delle madri e la rabbia di chi è rimasto possono provocare la fine di un sogno, di un'utopia e vi è bisogno di soluzioni forti e decise.
4-5 avventurieri, i migliori, dovranno viaggiare per tutto il Piano, tra città, esperimenti disastrosi, sesso e giochi politici, alla ricerca dell'unica cosa che può salvare il Modernismo... O forse no?

 

Campagna gestita da @goldr31http://forgottenworld.it/forum/topic/14886-pathfinder-lora-più-buia/

Personaggi:

  • Geko: Beor Jekuvan, cacciatore di taglie
  • Animalesco: Gwenwyn Bees, paladino di Stardel
  • Marok: Kayden Marosul, stregone
  • Alecorna: Aegir Hit'lord, ladro
  • Kolisch: Mikael Jepaltal, chierico di Uhle
 
Background:
  • Background di Beor Jèkuvan (Geko):
    Beor Jèkuvan è un cacciatore di taglie nato nel 2838 d.F. a Thorskol, villaggio agricolo della provincia di Thorvil. La famiglia non è in buone condizioni economiche: il padre, un tempo membro dell'Armata Rossa in seguito a un grave incidente che gli paralizza le gambe è relegato su una sedia a rotelle. La madre, di umili origini cerca di mantenere la famiglia facendo dei lavoretti per i vicini più benestanti: lava i panni sporchi, cuce e rattoppa quelli strappati, a volte si immedesima cuoca e altre balia o badante. Beor non nasce da solo, bensì ha un fratello gemello, Boris, a cui è molto legato. Boris già da piccolo compie furtarelli per racimolare qualche soldo e aiutare la famiglia, tuttavia nel farlo si avvicina a un gruppo di criminali del villaggio agricolo capitanati dal Boss Ulrik Fralens.Beor scopre le misfatte del fratello e riesce a salvarlo da una vita tra la feccia del Piano catturando Fralens e consegnandolo alle autorità. Si scopre che quest'ultimo era ricercato dal Dominio di Uhle e dal Regno di Lephion per spaccio di armi e altri crimini.Grazie alle ricompense ricevute dalla cattura di criminali Beor contribuisce al mantenimento della sua famiglia mentre il padre, all'inizio riluttante, insegna e affina le tecniche di combattimento del figlio sottoponendolo al tipico addestramento dell'esercito Modernista. Inizia così per Beor una nuova vita, quella del cacciatore di taglie.Il 2854 d.F. è un anno fondamentale nella vita di Beor che lo segnerà negli anni a venire: durante un viaggio verso Spes in compagnia del fratello, i due cadono in un imboscata di un gruppo di briganti eremiti. Dopo un feroce scontro, Beor viene lasciato a terra in fin di vita a fianco del cadavere di Boris.Da allora, Beor imbraccia armi a distanza e pianifica qualunque suo movimento, per evitare che per colpa della sua negligenza altri debbano fare la fine del fratello. 
 
  • Background di Gwenwyn Bees (Animalesco):
    Fuoco e Cenere erano le uniche cosa che si poteva osservare di Eselvil. Se prima la città era sinonimo di ordine e giustizia, adesso era solo caos. Lo stesso caos che corrodeva mio padre, colui che mi ha insegnato tutto sull'ordine di Stardel in seguito alla caduta della città dove serviva come guardia cittadina. Mio padre, nel nostro lungo pellegrinaggio dalle rovine unioniste alla cittadina di Spess, mi ha trasmesso ogni insegnamento possibile sul culto di Stardel. Fin dalla più tenera età ho fatto miei gli insegnamenti che mi ha trasmesso, e gli ho applicati seguendo il codice del credo.

    Infanzia a Spes

    Se mi fosse stato chiesto di dover scegliere se passare l'infanzia, il periodo più bello che abbiamo a disposizione, come un bambino normale o adepto di Stardel, certamente avrei scelto la prima opzione. Ma le cose sono andate molto diversamente, dopo tutto a nessuno importa l'opinione dei bambini, ancora troppo ingenui per fare scelte complesse che gli avrebbero influito sul proprio futuro. 
    La mia giornata iniziava alle prime luci del giorno, quando la città iniziava a prendere vita io ero già sotto un intenso allenamento che aveva come scopo l'intento di forgiare il mio corpo, ma ancor prima il mio spirito. Dal cortile interno della nostra residenza, recintato da un muro alto poco più di qualche piede, potevo intravedere, fra un fendente e l'altro di mio padre, giocare i bambini. Quei giochi innocenti di cui sono stato privato erano un enorme tentazione per me. Una notte, in cui la tentazione ebbe sopravento sul mio ancor debole senso di dovere, io ebbi l'idea di raggiungere i miei coetanei per passare una notte di bravate. Imbrattammo muri con scritte più disperate, rompemmo anche qualche finestra lanciandoli contro ciottoli trovati a terra. Il nostro baccano allarmo le guardie che catturarono i meno svelti, per fortuna l'addestramento mi auto a seminarle. 
    Quando rientrai a casa, ad attendermi vi era mio padre e due guardie cittadine, oltre che il bastone che usava per punire il cane quando disobbediva. Mio padre non disse una parola, presse il bastone e mi percosse prima di consegnarmi alle guardie che a loro volta, prima di gettarmi nelle prigioni, mi colpirono senza risparmiare colpi. Alla fine della detenzione tornai ad addestrarmi e da allora non ho più infranto nessuna legge. 

    Quando avevo 16 anni ho fatto il giuramento che mi ha trasformato nel paladino che oggi sono. 
    Ho avuto centinaia di prove durante il mio cammino di formazione, ma la prova più significativa é stata quella di aver consegnato alle autorità cittadine mio padre, per non aver versato le imposte cittadine. Con passare degli anni, il caos che lo aveva travolto durante la caduta della nostra città, ha finito di corroderlo da dentro, portatolo a infrangere la legge. Non mi restava altro che consegnarlo alle guardie e lasciare Spess, ormai non potevo più apprendere nulla da colui che ha violato il giuramento di Stardel, non mi restava altro che mettermi in viaggio e portare ordine nel caos che sembrava regolare il ritmo di questo piano.
 
  • Background di Kayden Marosul (Marok):
    Kayden Marosùl nacque nel 2834 d.F. nella libera città di Spes. Fin da bambino dimostrò spiccati poteri magici, fatto non nuovo nella sua famiglia, poiché alcuni lontani parenti della madre erano stato maghi e stregoni.
    Facendo parte della classe media emergente (i genitori infatti, entrambi mercanti, avevano accumulato una discreta fortuna) Kayden non ricevette particolari discriminazioni per la presenza di sangue magico nelle sue vene. Quando all’età di cinque anni un’esplosione magica legata a emozioni particolarmente intense uccise il padre, la madre iniziò a temere i poteri magici del figlio, e decise di non indirizzarlo verso studi nelle arti arcane.
    Come molti giovani spesiani, completò gli studi, non proseguendo però con l’università. A diciassette anni abbandonò la propria famiglia, dirigendosi a Skerak per incontrare un tutore che lo avrebbe iniziato allo studio della magia. In alcuni anni riuscì a ottenere una buona conoscenza teorica, ma l’applicazione pratica nel lancio di incantesimi non si sviluppò molto, a causa della tarda età in cui aveva iniziato l’apprendimento. Per tale motivo il suo modo di incanalare l’energia magica è meno “elegante” rispetto ai maghi presso le corti di Eseldur, ma più istintivo e naturale.
    Dopo aver passato cinque anni a Skerak, nel 2856 d.F. raggiunse un nuovo maestro, una anziana maga eremita stabilitasi nel territorio della città di Forgon Bopville. Sfruttando la propria magia, riuscì a guadagnare alcuni zenar collaborando con alcune imprese cittadine. 
 
 
  • Background di Aegir Hit'lord (Alecorna):
    Aegir Hit’lord è nato a Spes nel giorno Darbis della quinta settimana del mese di Venes nell’anno 2842 d.f. Discende da una importante famiglia nobiliare di Spes, che ha fatto del proprio lavoro come cacciatori di mostri la propria fortuna. I suoi genitori erano nobili che partecipavano attivamente alla vita mondana spessiana, trascurando talvolta il figlio Aegir, un tempo chiamato Alentras Vintas Primus in onore dell’autoproclamatosi Re del Regno di Lephìon, Alentras Erèmtor per ringraziarlo dell’importante contratto firmato per ripulire dai mostri tutto il deserto del Solmain.

    Ora Aegir vive viaggiando da città a città, firmando piccoli contratti come cacciatori di mostri e rubando a persone senza fare distinzione tra razze e posizione nella società.

    Appena nato Aegir o Alentras, fu accudito dalla propria famiglia al massimo delle proprie opportunità, poteva vantare di mangiare cibo fatto da uno dei migliori chef di tutto il piano, era accudito da belle donne umane sempre pronte ad eseguire ogni sua richiesta.

    Già dal suo terzo e quarto anno di vita, si poteva vedere in lui uno sviluppo nella parola, nella memoria e nella velocità di calcolo molto sviluppato rispetto ai bambini della sua età. All’età di cinque anni, suo padre gli assoldo il suo migliore cacciatore, così da addestralo in vista alla sua futura carica di Presidente della Corporazione di Cacciatori Eselduriana, Corporazione di proprietà per la maggioranza dalla Nobile Dinastia Vintas.

    Alentras più diventava grande più notava quanto i suoi genitori lo trascurassero, loro preferivano partecipare a banchetti tra l’alta nobiltà Spessiana e talvolta quella Eselduriana che stare con lui; di conseguenza incominciò a covare dentro di sé un odio verso i suoi genitori e verso la società repressiva di quel tempo che aveva mietuto vittime tra cui i suoi genitori, i quali erano stati relegati ad una determinata classe sociale e privi della propria libertà di pensiero ed espressione doveva apparire felici di farne parte per aumentare la produttività della propria Corporazione.

    Al sedicesimo anno di vita Alentras raggiunse il limite, così la notte dopo il suo compleanno dopo aver ricevuto monete da tutti i membri della sua dinastia ancora in vita, scappò di casa rubando dall’armeria di casa un pugnale. Dopo essere riuscito ad uscire dalle mura spessiane, viaggiò per circa una settimana, andando da locanda in locanda, da villaggio in villaggio. Quando arrivò nella locanda di un villaggio nei pressi di Volgard, Alentras scoprì che il piccolo nobile del villaggio aveva messo una taglia abbastanza grande sulla testa di un Worg che aveva ucciso il suo gregge di pecore, così decise di uccidere il Worg per scoprire dove fosse la cassaforte del nobile. Dopo aver ucciso il Worg ed averlo decapitato, portò la testa al nobile. Appena entrato il nobile gli chiese come si chiamava ed Alentras decise di non dirgli il suo vero nome così mentì e gli disse che si chiamava Aegir Hit’lord, subito dopo Aegir gli fece vedere la testa del Worg, il nobile vedendo la testa del Worg, sfilò dalla sua cintura una saccoccia con dentro la taglia. Aegir non si aspettava che il nobile portasse con sé la taglia così con un balzo ed uno scatto fulmineo dopo aver legato la taglia alla sua cintura arrivò dietro al nobile estraendo il suo pugnale e puntandolo alla gola del nobile, disse con voce molto bassa alle orecchie del nobile, “C’è qualcuno in casa?” “No, cosa vuoi da me, ti ho dato la taglia, cos’altro vuoi?” “Voglio avere tutto ciò che c’è nella tua cassaforte e forse risparmierò la tua vita” “Va bene, va bene, seguimi” disse il nobile impaurito, così Aegir lo spinse e lo segui con la lama puntata alla schiena. Il nobile arrivò alla cassaforte, la aprì e Aegir gli diede il suo zaino ordinando al nobile di riempirlo con tutto ciò che era nella cassaforte. Dopo che il nobile gli riempì lo zaino, Aegir scaraventò il nobile a terra e disse “Ora mi devo assicurare che tu taccia sulla mia identità e per esserne sicuro devo lasciarti un piccolo ricordo sul tuo corpo”, allora Aegir si buttò sul nobile e gli piantò il coltello in bocca tagliandogli la lingua per non farlo parlare ed infine gli tagliò tutte le dita delle mani per evitare che comunicasse le informazioni sulla sua identità tramite la scrittura. Dopo aver compiuto la sua prima caccia ed il suo primo furto, Aegir girovagò per il piano vivendo al massimo delle suo opportunità, andando a prostitute e talvolta camuffandosi da Nobile per partecipare ad i loro banchetti esclusivi, però sempre mantenendo la sua libertà individuale, perché per Aegir la cosa più importante nella sua vita era la sua libertà, la quale riusciva a tramutarla in potere costringendo le persone a far ciò che volesse solo alle sue condizione.
     
  • Background di Mikael Jepaltal (Kolisch):
    Mikaèl Jepaltàl nacque nel 2833 d.F. da una famiglia lumvalossiana appartenente alla media borghesia, caratterizzata da una fede ben radicata all’interno del focolare domestico. Nonostante la famiglia Jepaltàl non appartenesse alla nobiltà del Dominio di Uhle e non facesse in nessun modo parte della sfera influente della città, essa era presente sin dalla fondazione all’interno della nazione, e ciò era testimoniato dalla casa collocata entro le mura della cittadella della capitale. La nascita di Mikaèl coincise con l’anno di pubblicazione del Catechismo della Chiesa di Uhle, di Sebastièn Kòlis, testo che rivoluzionò la fede uhleista in tutto il piano. La famiglia del bambino era letteralmente galvanizzata da questo avvenimento e il figlio crebbe con una educazione fortemente religiosa e legata a tutte le norme che il culto prevedeva. Nel 2838 d.F. la madre di Mikaèl diede alla luce un altro bambino chiamato Josmir, con un temperamento radicalmente diverso rispetto a quello del fratello maggiore. Come sperato e pregato dai genitori, Mikaèl entrò nel percorso del Noviziato a 12 anni (2845 d.F.), per poi divenire Sacerdote Ordinato all’età di 20 anni, con una conoscenza particolarmente incentrata sui testi sacri, sulla teologia morale (essendo cresciuto sotto la costante luce del Catechismo) e sulla taumaturgia uhleista. Nel 2856 d.F. un evento rese chiara la sua completa devozione a Uhle e alla costituzione dell’Ordine: l’eresia del fratello Josmir. Il giovane, di soli 18 anni, insieme a tre compagni di studi ( Facoltà di Storia e Letteratura all’Università di Lumvalos), aveva sviluppato una eresia del Culto, mettendo in discussione la questione dottrinaria della comunicazione divina al solo Gran Sacerdote. Mikaèl scoprì le teorie “malate e distorte” del fratello e non esitò a denunciare i ragazzi all’anziano Gran Sacerdote, che sarebbe morto di lì a tre anni, Avernal I. Dopo un processo del Tribunale della Sacra Volta, Josmir venne condannato dopo l’ennesimo rifiuto di abiura. Mikaèl ebbe un ruolo centrale nel processo e trattò in modo particolarmente duro il fratello: “Uhle prima di ogni cosa, perché oltre l’uomo “impera la fede””. Josmir venne bruciato sul rogo sotto lo sguardo soddisfatto del giovane. I genitori dei ragazzi, naturalmente d’accordo con la visione drastica di Mikaèl, rimasero profondamente turbati dall’eresia del figlio, e ciò li rese ancora più devoti e dediti alle pratiche religiose, con tratti che, come in Mikaèl, sfociavano nel fanatismo. L’anno seguente (2857 d.F.), Mikaèl fu nominato Maestro delle Sacre Scritture e focalizzò ulteriormente la sua formazione sulla teologia morale e sulle abilità da chierico. Nel 2860 d.F. Mikaèl ha 27 anni.
 
Home Rules:
  • Punti fortuna. 
  • I combattimenti potrebbero non essere presenti in tutte le sessioni, anche se ci provo. Prediligo uno stile descrittivo e narrativo del combattimento e anche se potrei usare le miniature di roll20 per comodità, non saranno indice di utilizzo di tecnicismi o simili.
  •  La campagna avrà come temi la politica, l'etica, la morale e avrà a che fare anche con la religione (superni).
 

 

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Riassunto prima sessione 18/1/17 - Fra moduli (in doppia copia) e zombie 

Nella sala d’attesa antistante l’ufficio del presidente Stardel si ritrovano quattro avventurieri, tutti convocati da alti funzionari senza una precisata motivazione. Nell'attesa i giovani uomini si lanciano occhiate furtive e si scambiano poche parole, ognuno riflette sul possibile motivo per il quale potrebbe essere stato chiamato presso il Pavlov.
Quando la porta dell'ufficio finalmente si apre vengono fatti entrare in una stanza dall'arredamento povero e decisamente troppo umile per l’importanza dell'uomo che in essa decide le sorti dell’Unione delle Repubbliche Moderniste. I quattro sono invitati ad accomodarsi su delle sedie e subito, superati i convenevoli, è rivelato il motivo della chiamata.

La recente sconfitta militare contro la Repubblica Pirata di Dalagon ha notevolmente deluso il popolo, per rinvigorire l'ardore è quindi necessario recuperare l'urna del fondatore del modernismo, dall'alto valore simbolico perché contenitore delle ceneri di Sinesthesy stesso. Dopo la caduta di Navarone, i profughi portarono su Eseldur l’urna e i fondatori di Thorvil, loro discendenti, convennero che era troppo pericoloso trasportare indisturbati l’artefatto. Decisero di nasconderla, dividendo la mappa della sua esatta collocazione in quattro frammenti, sparsi in quattro diverse città: Lumvalos, Skerak, Volgard e Bopville.

Dopo aver risposto ad alcune domande, il presidente congeda i quattro, invitandoli a rivolgersi al Sottosegretario, che avrebbe fornito loro le tessere di iscrizione al partito modernista. Fuori dall'ufficio vi è ad attenderli un uomo vestito lussuosamente ma dall'aspetto fisico trasandato, con i capelli scomposti e sporchi. Con una voce stridula e sgradevole, il sottosegretario si presenta e consegna le tessere. Nonostante una iniziale titubanza, concede anche il permesso di accedere agli archivi, normalmente preclusi ai semplici tesserati.
Per ottenere una minima attrezzatura una guardia, di nome Brodsko, li scorta verso l'armeria senza mai smettere di parlare, declamando il suo interesse per la storia e raccontando aneddoti sulla gioventù oramai passata. Nell'armeria avviene la consegna di alcune armi di base (spade a due mani, pugnali e balestre) e qualche armatura.
Viene quindi il momento di visionare i documenti custoditi nell'archivio, situato nella biblioteca della Piazza Rossa. Kayden, Beor, Aegir e Gwenwyn sono accolti da un vistoso cartello di Ivan la tartaruga che invita al silenzio e da una signorina dietro al banco informazioni. Parlando con la donna, scoprono che il presidente Stardel ha dimenticato di dare loro il modulo 32-bis per l'accesso alle sezioni riservate. Dopo alcuni secondi di tensione fra il paladino Gwenywyn e Beor dovuti al non esattamente convenzionale concetto di legge del cacciatore di taglie rispetto alla diligenza del paladino del Superno della burocrazia, Kayden e il fedele di Stardel convengono che sia meglio tornare indietro per chiedere l'autorizzazione necessaria. Mentre i due si dirigono nuovamente verso il Pavlov, Beor e Aegir distraggono l'addetta per guardare più attentamente i documenti dietro il bancone, che si rivelano però scritti in una lingua incomprensibile.

La povera bibliotecaria, attratta con l’inganno fra i libri di Storia, viene abbandonata senza speranza da Beor, che la ritiene non abbastanza carina per i suoi standard da impavido ranger.
Con, finalmente, il modulo 32-bis in duplice copia firmata e controfirmata, i quattro possono accedere agli archivi, ai quali l'accesso è proibito alla funzionaria della biblioteca stessa.
Kayden accende una luce magica, rivelando così i propri poteri, e subito tutti si mettono alla ricerca dello scaffale giusto. Estratto il libro indicato, le sue pagine appaiono vuote e, a una prima ricerca di magia, non incantate. Aegir tenta goffamente, senza successo, di allontanarsi furtivamente con il libro, notando però un'ombra. Con le proprie capacità, Kayden rileva una potete presenza magica, superiore persino al suo maestro. Subito dopo compaiono due bakreantu non morti, uccisi in un breve combattimento in cui il paladino Gwentyn viene ferito leggermente.

Incuriosito dai rumori giunge Brodsko, spaventato per l'accaduto, conduce velocemente il gruppo fuori dagli archivi, tornando nel Pavlov. Consegna loro alcuni zenar e oggetti base per il viaggio. Quando Aegir richiede una saponetta, il bifolco Brodsko afferma spavaldo di lavarsi molto raramente.  L'avventura può iniziare!

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Riassunto seconda sessione 29/1/17 - Una calda e accogliente locanda

Il gruppo, deciso a partire per Lumvalos, si incammina verso Nord per raggiungere il territorio a Sud di Spes, lì sceglierà se percorrere i valichi ed entrare nella grande città o passare lateralmente alla catena montuosa e arrivare a destinazione. Costeggiando la foresta a Nord di Thorvil, i quattro vedono molti taglialegna intenti nel disboscamento di ampie zone naturali. Al terzo giorno di viaggio intravedono un insediamento umano, con mura di legno e del fumo uscire da un camino.
Nessuno sembra avere sospetti, ma Aegir ricorda che quel posto è stato attaccato da banditi, che ora lo controllano. Gli altri tre, Gwenwyn, Kayden e Beor non credono alle parole del ladro e si dirigono verso le case per cercare ristoro e fermarsi a mangiare per pranzo.
La locanda nella quale entrano è molto rustica e semplice, gestita da un certo Oleg Leveton e sua moglie Svetlana. Mentre il primo è impegnato a riparare il tetto e accoglie burberamente gli avventurieri, lei sembra entusiasta, e li invita a sedersi per godersi un pasto caldo. La ragione di tanta gioia è presto spiegata: Svetlana crede che loro siano un gruppo di guardie mandato da Thorvil per aiutarli a risolvere il problema dei banditi che li affligge. Con un certo fastidio del paladino, il gruppo finge di essere stato mandato proprio dal presidente stesso per aiutarli con il problema.
Mentre si godono il semplice pasto, scoprono che l’avamposto ha già ricevuto numerose visite dei banditi, che hanno minacciato di rapire Svetlana e saccheggiare la locanda se Oleg non avesse fornito loro delle pelli dall’alto valore. Nel primo attacco il capo era coperto con un mantello, ma insieme a lui vi era una donna armata di due piccole accette. Nelle visite seguenti il numero di banditi era andato calando, e la donna non si era più ripresentata. I banditi si sarebbero ripresentati un’ora prima dell’alba del giorno dopo.
Dopo aver visto le loro stanze, i quattro organizzano un piano: scavare una buca davanti al cancello d’entrata, riempirla di letame e foglie secche (per renderla altamente infiammabile) e coprirla con delle frasche per poi camuffarla.  Kayden e Aegir vanno nella vicina foresta a raccogliere dei rami, Gwenwyn si dedica a scavare la buca e a Beor non rimane altro da fare che svuotare il letamaio (nonostante la scarsa resistenza all’odore).
Alla fine del lavoro, mentre Kayden e Gwenwyn finiscono gli ultimi ritocchi, Beor e Aegir, che lo aveva raggiunto, chiedono alla locandiera di poter fare un bagno caldo per allontanare la puzza dello sterco.  Svetlana indica loro una vasca colma di acqua calda, e rifiuta i goffi tentativi dei due di unirsi a loro per fare il bagno.
Giunge la notte e vengono organizzati i turni di guardia, proprio poco prima dell’alba Aegir si appisola, ma fortunatamente Kayden e Gwenwyn sentono l’arrivo dei cavalli e svegliano i due compagni.
Dei quattro banditi, due cadono nella fossa e lo stregone getta una fiaccola nella buca, ma questa non si infiamma.
Inizia un combattimento, che vede tre morti e un superstite, poi catturato e legato. Inizia quindi un interrogatorio e il paladino, dopo aver tentato con le buone maniere, si avvicina al bandito terrorizzato con un arto mozzato in mano, e lo minaccia ricordandogli l’esatta applicazione della legge. Il bandito afferma che il suo gruppo non ha un padrone. A queste parole, Aegir lo minaccia e la versione cambia, i banditi erano guidati da un capo, morto però nella lotta. Non contento della testimonianza, Aegir strappa al prigioniero un dente con un pugnale, Gwenwyn pulisce la sua lunga spada insanguinata sui vestiti del criminale. Rivelate quindi nuove informazioni: nel covo rimangono circa quindici banditi, il capo era Bidon, a comandare è però una donna senza nome; la base è distante un giorno e mezzo di cavallo, verso Sud.
Quando tutti escono, Kayden chiede di poter interrogare da solo il bandito. Senza farsi vedere muta il proprio aspetto in quello di un membro del gruppo di briganti e prova a ricevere altre informazioni, ma il criminale non sa dire altro.
Quanto Kayden abbandona le stalle, Aegir furtivamente prende il prigioniero e lo porta nella foresta, dove lo accoltella. Nel rientrare è notato da Beor, a cui confessa l’accaduto. Beor comunica il tutto al paladino che reagisce aggressivamente, il gruppo corre verso la foresta e trova il bandito morente, ma ancora vivo.
La decisione comune è di dire tutto all’esercito modernista e continuare la via per Lumvalos.

Mappa del viaggio: 

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Il 30/1/2017 at 11:13, Maròk dice:

Inizia quindi un interrogatorio e il paladino, dopo aver tentato con le buone maniere, si avvicina al bandito terrorizzato con un arto mozzato in mano, e lo minaccia ricordandogli l’esatta applicazione della legge.

 

2Q==

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Riassunto terza sessione 12/2/17 - Saluti da Lumvalos

Dopo aver risolto gli ultimi affari nella locanda e aver lasciato delle note per le guardie di Thorvil, i quattro avventurieri si rimettono in cammino, diretti verso Lumvalos. Giunti a Sud di Spes, viene presa la decisione unanime di arrivare nella città e cercare di comprare dei biglietti per un’aeronave, così da risparmiare tempo e fatica.  
Giunti al veliporto Spesiano, Gwenwyn, Kayden, Beor e Aegir notano una grande aeronave militare partire verso Nord, poi prendono posto nella sala d’attesa e aspettano il loro turno per la biglietteria. Aegir compra, per ben 100 zenar, un biglietto di prima classe, gli altri decidono di non spendere troppo e con soli 10 zenar si assicurano la terza classe. Aegir tenta di invitare ad un appuntamento la bigliettaia, che spazientita afferma di essere sposata e allontana con garbo l’imbarazzato gruppo.
Nelle due ore che li separano dalla partenza del velivolo, ognuno sceglie di compiere un’attività diversa. Gwenwyn torna nella sua casa, vuota dall’arresto del padre, e decide di assumere una anziana signora come domestica per pulire l’abitazione durante i lunghi viaggi in giro per il Piano. Beor riscuote la taglia sulla sul capo dei banditi e invia 100 zenar alla sua famiglia. Kayden va a trovare la madre e riceve in regalo del cibo. Aegir, infine, si veste da nobile e si dirige al mercato per tentare di borseggiare e rubare. Due guardie lo scoprono, ma Aegir, rivendicando l’importanza della propria famiglia a Spes, tenta di raggirarle senza successo. Inizia un inseguimento e solo una delle due guardie riesce a tenere testa al fuggitivo, che correndo giunge nel quartiere più malfamato, attirando le occhiate di molti vagabondi a causa del suo vistoso abbigliamento. Senza una via di fuga, il ladro si arrampica su un edificio e sfruttando i tetti torna al veliporto.

Dopo quasi tre ore di viaggio, estremamente comodo per Aegir e maledettamente scomodo per gli altri, i quattro arrivano nel Dominio di Uhle, muovendo i loro primi passi a Lumvalos nella città bassa. La nazione ha vissuto da circa un anno la morte del Gran Sacerdote, carica sempre ricoperta dai Leotred. Nella religione di Stato è compito del Sinodo scegliere il successore, che viene visto come una vera e propria manifestazione terrena del dio.
Gwenwyn decide di andare al mercato, dove compra per 30 zenar un amuleto in argento di Stardel, mentre gli altri si dirigono verso l’ambasciata dell’URMM. Il paladino osserva con stupore il grande monastero fortificato, sede della biblioteca nazionale e degli archivi, ma non ottiene l’accesso. Decide quindi di entrare in città, arriva in una strada dove un manipolo di guardie presiede un cancello di ferro. Nonostante le domande non scopre cosa ci sia all’interno.
All’ambasciata Beor, Kayden e Aegir scoprono dall’ambasciatore che arrivare ai documenti non sarà facile. Dopo la morte del Gran Sacerdote, il Sinodo non è riuscito a trovare un successore e quasi quotidianamente la popolazione organizza processioni per richiedere l’aiuto di Uhle. La famiglia Leotred, che ha sempre ricoperto tale ruolo, è accettata solo da due membri del Sinodo (il Venerabile Officiante, per gli affari esteri, e il Primo Templare, per l’esercito), ma ha dalla sua parte la volontà del precedente Gran Sacerdote,il quale ha indicato suo figlio Avernal come successore. Il resto del Sinodo, Guardia dei Sigilli (economia e affari interni), Arcicustode (fede e propaganda) e Alto Chierico (giustizia) supporta Nathanael Kolis, dalle posizioni più moderate e meno conservatrici. Nessuna delle due fazioni riesce ad avere la maggioranza e il Partito non si è ancora schierato, perché vede lati positivi e negativi in ciascuno dei due candidati. Il membro più volubile e meno convinto della classe politica sembra essere il Venerabile Officiante.
Dopo l’arrivo di Gwenwyn, il gruppo decide di dirigersi verso la sede degli affari esteri per richiedere udienza con il Venerabile Officiante, ma i quattro scoprono che senza alcuni moduli l’ingresso è proibito. Tornati all’ambasciata modernista, l’ambasciatore rivela loro che quella è una scusa comune, per parlare con un membro del Governo è rishiesto un “lasciapassare” o dai Leotred o dai Kolis, al momento le due famiglie più importanti in città.
Dall’ambasciatore scoprono anche che egli conosce una persona che li può incontrare nei quartieri poveri, un certo Jacques. Si dirigono verso le zone più periferiche e malfamate, ma una freccia colpisce Aegir e il gruppo si ritrova circondato da due arcieri e altri due banditi, inizia quindi un combattimento (ammirevole l’azione del Paladino, che restituisce, nel corso della lotta, la spada caduta a uno degli avversari).
Un criminale riesce a fuggire, ma nelle tasche di uno dei morti viene trovata una lettera sigillata.

Altri eventi notevoli:

  • Il paladino si è lamentato del pessimo sistema burocratico di Lumvalos e ha proposto l'apertura di un ufficio moduli. 
  • Abbiamo scoperto che il precedente Gran Sacerdote proibisce ai non umani di vivere in città. 

Mappa del viaggio:

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Edited by Maròk
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2 ore fa, Animalesco dice:

Vorrei precisare, è un gesto di cavalleria rendere l'arma al nemico prima di aprirlo in due con la spada.

Inviato dal mio A0001 utilizzando Tapatalk
 

Gesto di cavalleria indicato nella Guida Manuale al Cavaliere Perfetto,


capitolo 2, parte 3 "Galateo nella tenzone e nell'intima alcova"

Edited by Stardel
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Riassunto quarta sessione 21/2/17 - La compagnia del Maghi Celesti del Piano

Dopo aver sventato l’attacco dei criminali, il gruppo osserva la lettera, che presenta sul sigillo uno stemma. Decidono di proseguire la ricerca del contatto indicato dall’ambasciatore, ma prima Kayden nasconde i corpi degli assalitori sotto un cumulo di paglia magica. Arrivati in minuto in una piazza animata da banchi del mercato e donne di facili costumi, Beor viene infastidito da una luce indirizzata proprio sui suoi occhi, proveniente dal secondo piano di un edificio malandato. Nonostante gli altri non riescano a scorgere alcuna luce, tutti si dirigono verso il palazzo, trascurando le oscene proposte avanzate da una donna al paladino Gwenwyn.
Il palazzo è in rovina, buio e trascurato, i mobili sono impolverati e sembra che nessuno vi abiti. Beor però riesce a sentire dei rumori di passi provenire dal piano superiore e furtivamente si dirige verso le scale, dove scorge una figura nell’ombra.
Il cacciatore di taglie riferisce quanto visto agli altri tre, e immediatamente un pugnale gli sfiora il capo, conficcandosi nella parete. Beor sguaina le armi e sale le scale, ma l’uomo si arrende immediatamente. Senza dire il suo nome, si presenta come il contatto dell’ambasciatore e comunica i due metodi per incontrare la famiglia Leotred: o richiedere un appuntamento, ma richiederebbe molto tempo, oppure entrare nella compagnia di attori che si esibisce presso il teatro privato della famiglia. Dopo aver optato, a malincuore, per entrare nella compagnia, l’uomo indica la strada per raggiungere la loro sede.
Dopo qualche minuto arrivano davanti a un giardino circondato da palazzi, dove pagliacci, giocolieri e illusionisti si esibiscono davanti a bambini divertiti e affascinati. Due guardie dalle possenti armature sorvegliano l’ingresso e richiedono una parola segreta per ottenere l’accesso, ma ovviamente, dopo aver provato le combinazioni più banali (“1234”), la parola non viene indovinata. Ridacchiando, le guardie danno al gruppo una penitenza, ovvero dimostrare la loro abilità da artisti itineranti. Kayden, fintosi solo un illusionista, stupisce un gruppo di bambini con un facile trucco, e Gwenwyn, colpito nell’orgoglio dagli scherni delle guardie, tira un pugno contro le loro armature, che al suo occhio esperto sembrano finte, ma le manca, prendendo invece le assi di legno del recinto che circonda il giardino.
Quando finalmente riescono a entrare, si dirigono subito verso un uomo grasso che sembra essere il capo. Si presenta con il nome di Alexander e chiede ai quattro uomini cosa siano in grado di fare. Kayden afferma di lavorare come illusionista e di collaborare con Beor, suo assistente, Aegir viene indicato (malvolentieri) come un bravissimo poeta e Gwenwyn come addestratore di belve feroci. I quattro devono poi dare prova delle loro abilità: il ladro quasi commuove Alexander, il paladino riesce a calmare la tigre camilla e lo stregone e il suo collaboratore stupiscono l’omone con uno spettacolo di trasformismo.
La compagnia è quindi formata, Alexander penserà alla trama e, dopo aver criticato i thorvilliani, dà loro il nome di “Maghi Celesti del Piano”, convinto che un tale titolo possa impressionare la famiglia Leotred.
Parlando, Alexander informa i quattro che la figlia dell’importante famiglia, di rara bellezza, dovrò sposare il prossimo Gran Sacerdote, anche se questo è appartenente ai Leotred stessi.
La compagnia si dirige poi verso la biblioteca, dove riceve quattro tessere giornaliere e consulta una vecchia enciclopedia araldica. Lo stemma sul sigillo è degli Skevis, una casata decaduta allontanata da Lumvalos e scomunicata a causa di alcuni scandali. Dopo molti anni in esilio alcuni membri sono tornati in città, ma l’ultimo discendente è morto senza eredi da almeno cinquanta anni.
Gwenwyn va verso il reparto di giurisprudenza per consultare il codice Lumvalossiano per scoprire cosa suggerisce la legge in caso di lettere misteriose. Gli altri leggono la lettera:

Quei quattro devono morire. Non devono far salire al potere né la famiglia Leotred né la famiglia Kolis. Impeditegli di arrivare da quel saltimbanco di Alexander. 

Emily

Dopo essersi confrontati sulle possibili teorie riguardo la loro implicazione politica, Gwenwyn decide di andare nei quartieri bassi per cercare informazioni dalle razze non magiche. In una locanda incontra dei nani e cerca di chiedere qualche informazione, ma questi richiedono ben 3000 zenar.
Kayden, Beor e Aegir tornano all’amabasciata per cenare e riposarsi, decidendo di non comunicare nulla di quanto accaduto all’ambasciatore. Poiché questi è a cena dalla famiglia Kolis, vengono accolti da un giovane.

Eventi notevoli: 

  • Gwenwyn è notato e invitato da una prostituta.
  • Alexander che cambia due volte accento nella stessa conversazione (napoletano - messicano - napoletano).
  • Kayden che riesce a sbarazzarsi dal paladino invitandolo ad andare a studiare le leggi di Lumvalos.
Edited by Maròk
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Alexander, per un momento, è diventanto siciliano e anche un po' sardo.
Alexander ormai conosce tutto e tutti.
Leggi di Lumvalos che non piacciono al paladino perché sono parabole.

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Riassunto Quinta Sessione 7/3/17 - Un nuovo, devoto, compagno

L’addetto che aveva accolto il gruppo la sera precedente entra negli alloggi delle guardie, dove hanno trovato riposo Beor, Kayden e Aegir e li informa dell’arrivo di un messaggero della famiglia Kolis che ha richiesto esplicitamente di parlare con i quattro giunti da Thorvil, ma Beor è ammalato e non può seguirli.
Mentre i tre si preparano ad incontrare l’inviato della nobile famiglia, Gwenwyn, che aveva dormito in una locanda fuori le mura per cercare di ricevere informazioni da alcuni nani (informazioni abbastanza care, ben 3000 zenar erano infatti stati richiesti), visita il mercato cittadino e, origliando fra le bancarelle di cimeli sacri, sente delle voci riguardo l’arrivo di un gruppo di “persone speciali” appena giunte in città che riusciranno a portare il Sinodo verso la definitiva decisione del Gran Sacerdote. Avendo ascoltato a sufficienza le chiacchiere della gente comune si dirige verso l’ambasciata, dove vede i suoi compagni uscire dall’edificio e andare incontro ad un giovane uomo elegantemente vestito.
Dopo essersi ricongiunti, i quattro rivolgono la loro attenzione al messaggero, che si presenta come Borin Kolis (a Lumvalos i servitori particolarmente fidati ottengono il cognome della famiglia per cui lavorano). Egli afferma che il capofamiglia in persone vuole avere un importante incontro privato, poi li conduce verso il suo palazzo.
Davanti al cancello della imponente villa, circondata da mura riccamente decorate, una grande folla di persone riceve pane, monete, acqua e altri beni di prima necessità da alcuni addetti. Borin però evita di avvicinarsi all’entrata principale e conduce il gruppo attraverso una entrata di servizio nascosta, un piccolo portone che porta in un giardino interno in cui lavorano alcuni giardinieri.
Una cameriera timida apre una porta e invita Gwenwyn, Beor, Kayden e Aegir a seguirla, portandoli in una ampia sala dove li attende un uomo vestito semplicemente, ma con una collana d’oro e un anello nel quale è incastonato un diamante. Si presenta come il capofamiglia Nathanael Kolis e afferma che quattro persone spuntate dal nulla che iniziano a fare domande per incontrare i Leotred non passano certamente inosservati in una città come Lumvalos. Sa che il gruppo ha richiesto un incontro con la famiglia del precedente Gran Sacerdote e li avvisa del fatto che si sono immischiati in un gioco politico molto pericoloso. Dopo alcuni minuti di conversazione sulle modalità in cui tale gioco si sta svolgendo, chiede esplicitamente di essere da loro supportato nella lotta per il ruolo di  capo della chiesa di Uhle e della nazione per portare la società lumvalossiana ad un nuovo stadio, con giustizia sociale e per superare la discriminazione razziale verso nani ed elfi, che ora vivono segregati fuori dalle mura della città alta. A causa delle posizioni dei Leotred sull’integrazione le rivolte sono state molte e anche la magia è completamente bandita (tranne che per i chierici, che la esercitano in forme diverse e controllate) e solo parlarne può portare al rogo.
Quando Kayden chiede se Nathanael conosca le motivazioni che li hanno portati ad essere attaccati da ignoti, egli risponde affermando che la famiglia Leotred non ha figli maschi e quindi non ha eredi diretti, ma solo un figlio illegittimo. L’opinione di alcuni “esponenti” di una potenza straniera influente come l’URMM conta molto in questo preciso momento. Il nobile chiede poi le motivazioni che hanno portato il loro arrivo in città e, dopo aver discusso in privato (ignorando gli sproloqui di Gwenwyn sul pessimo codice di leggi) Kayden e Aegir decidono di schierarsi ufficialmente con i Kolis e rivelare la motivazione del loro viaggio.
Nathanael decide anche di farli affiancare da un uno dei suoi uomini, un chierico che entra subito nel grande salone. Di circa trenta anni, corporatura media e con barba e capelli marroni, indossa una tunica uhleista e porta con sé una lancia corta e uno scudo di legno. Senza farsi scoprire, Kayden individua nel nuovo arrivato una flebile presenza di magia, proveniente dal medaglione con il pentagono uhleista che porta. L’uomo è Mikael Jepaltal, apparentemente molto devoto e fortemente legato alla dottrina (riprende più di una volta il Kolis per affermazioni poco vicine alle regole del catechismo ufficiale).
Kayden, dopo aver cercato l’approvazione di Aegir, chiede informazioni sulla famiglia Skevis e subito Nathanael appare preoccupato e gli riferisce la storia che hanno già letto nella biblioteca.
Per sugellare l’affiliazione alla famiglia Kolis viene firmato un contratto (di cui Gwenwyn richiede una duplice copia di sicurezza).

Abbandonato il palazzo la compagnia, alla quale si è aggiunto il chierico. Beor raggiunge i compagni e inizia una discussione sul modo di ottenere i soldi da consegnare ai nani contattati dal paladino, ma proprio in quel momento un bambino ruba i borselli di quasi tutti i membri e scappa correndo. L’inseguimento porta al cimitero, dove il piccolo ladro abbandona i borsellini e fugge velocemente. Dopo qualche secondo dei non morti escono dalla terra si avvicinano minacciosi, circondando la compagnia.

Eventi notevoli:

  • Il paladino Gwenwyn ha passato una buona parte della sessione leggendo le frasi del codice di leggi lumvalossiane e criticandole costantemente.
  • Gwenwyn ha richiesto come desiderio (qualora Nathanael dovesse riuscire a diventare Gran Sacerdote) un nuovo codice di leggi per Lumvalos.
  • Aegir ha chiesto donne, alcol e soldi.
  • Kayden non ha ancora deciso.
  • Quattro uomini adulti, fra guerrier, maghi e ladri non sono riusciti a catturare un bambino in fuga. 
Edited by Maròk
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Riassunto sesta sessione 21/3/17 – Qualcuno altro vuole dire che abbiamo attirato attenzioni pericolose?

Una mano scheletrica spunta dal terreno e afferra la gamba di Gwenwyn, poco dopo un intero non-morto emerge della terra e si prepara a combattere. I cinque avventurieri non fanno in tempo a rendersi conto di ciò che sta accadendo che immediatamente altre simili creature fanno la loro comparsa dalle tombe del cimitero, avvicinandosi poi con aria minacciosa.
Inizia quindi un combattimento, ma ben presto Beor si rende conto che le sue frecce, così come tutte le altre armi penetranti, non hanno alcun effetto sui bakreantu che stanno affrontando. Vengono inventate le strategie più disparate, Gwenwyn e Aegir colpiscono di piatto con la spada e il pugnale, l’arciere si ritrova a colpire i nemici con l’arco stesso.
Uccise finalmente le creature, senza che venga riportato alcun danno rilevante, i cinque hanno il tempo di riposarsi e di guardarsi intorno: ad una distanza di 40-50 metri si trova la casa del custode, al lato opposto si vedono le case del quartiere povero di Lumvalos, a cui il cimitero è destinato.
Il momento di pausa dura pochi secondi, vicino alla capanna del guardiano compare infatti una figura con in mano un bastone magico dal quale esce un raggio nero che sta scatenando una tempesta. Un coro di voci femminili e maschili esce dalla sua bocca, minacciando che questo evento è “solo l’inizio” di qualcosa di pericoloso, nonostante ancora non se ne siano accorti. L’ira di qualcuno di forte è stata scatenata e la vita di coloro che osano sfidarlo giunge ben presto al termine. Dopo aver annunciato questo messaggio, la figura scompare e il tempo torna parzialmente sereno.
Mentre tutti riflettono su quanto hanno appena osservato, Mikael ci cura con la magia e prega Uhle, ricevendo delle visioni che però decide di non comunicare al resto del gruppo, Beor si applica delle bende e Gwenwyn, da buon paladino, inizia a pregare il Superno Stardel. Osservando il luogo nel quale l’essere era comparso, Kayden capisce immediatamente che si deve trattare di un incantatore piuttosto potente.
Aegir si dirige verso la casa del custode, ma lo trova morto. Da una veloce analisi del corpo capisce che l’assassino non è esperto, le ferite sono molte e poco profonde, inoltre non sono presenti tracce di scasso o lotta, la vittima forse conosceva il suo carnefice. Il sangue riversato è abbondante, probabilmente il guardino è morto dissanguato. Giungono anche Kayden e Beor, che perlustrano la casa alla ricerca di documenti e altri oggetti che potrebbero costituire un indizio, ma oltre al povero arredamento non è presente nulla.
Il paladino, fedele alla legge, denuncia immediatamente il fatto alle guardie, che arrivano nel cimitero e chiedono subito il motivo della presenza di ossa. Vengono ingannate e viene loro raccontato che probabilmente è a causa di ladri. Mikael le interroga su passati casi di negromanzia in città, è stato rilevato solo un evento molti anni prima, ma non venne mai risolto.
Lasciato il caso alle forze dell’ordine lumvalossiane, il gruppo si dirige verso la casa dei Kolis, il capofamiglia è assente e comunicano quanto accaduto al messaggero che li aveva contattati presso l’ambasciata.

La lunga giornata si sta quasi per concludere, sono le sei e Beor, Kayden, Aegir e Gwenwyn vanno nella locanda. I primi due per riposarsi e bere qualcosa, il terzo per cercare un posto dove trovare prostitute e il paladino per pregare Stardel. Nella sua camera, fra le parole sussurrate delle formule rituali, Gwenyn riceve una visione dal Superno stesso. Il paladino cammina in paesaggio asettico insieme a un uomo, che si annuncia come un rappresentante del Signore della burocrazia, poi gli comunica che Stardel ha voluto rispondere alle sue domande e che il gruppo ha attirato attenzioni pericolose. Prima di scomparire afferma che un giorno Stardel stesso avrà bisogno di lui per sopravvivere.

Mikael si reca in biblioteca per cercare informazioni sul fatto di cronaca, scoprendo che in realtà il caso si rivelò una truffa, poi raggiunge gli altri alla locanda.

Eventi notevoli:

  • durante l'intero combattimento gli scheletri hanno avuto la (s)fortuna di colpire solo tre volte.
  • Gwenwyn ha guadagnato un punto fortuna facendo la trottola con la spada in mano.
  • in caso non lo aveste capito: abbiamo attirato attenzioni pericolose.
  • Ben due visioni in poche ore, Lourdes ci fa un baffo.

Video del combattimento:

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Riassunto Settima Sessione 5/4/17 – “Mi spiace, vi tocca morire”

Il gruppo si riunisce in ambasciata, dove viene deciso di chiedere all’ambasciatore stesso i 3000 zenar da consegnare ai nani per ricevere informazioni riguardo la missione da svolgere. Egli accetta la loro richiesta, ma solo in cambio di un “piccolo” favore: ottenere informazioni da un bordello dove si pratica la prostituzione. Lo scopo è semplice, cercare di convincere la matrona e i clienti abituali a fornire regolarmente informazioni ai modernisti. In un primo momento Gwenwyn e Mikael, ricordando che la prostituzione è illegale a Lumvalos, si oppongono alla richiesta, ma viene poi trovato un compromesso, cioè convincere la proprietaria e riconvertire la sua attività, almeno apparentemente, in una semplice locanda.
La matrona si chiama Anna, una donna di basso ceto sociale un tempo amante di un importante membro dell’aristocrazia cittadina e poi da lui allontanatasi a causa di un problema mai specificato, forse una gravidanza indesiderata.

Arrivati davanti al locale, esso viene trovato chiuso e con le finestre sbarrate, a prima vista un palazzo quasi abbandonato. Aegir e Beor, i più agili fra i cinque, decidono di salire sul tetto, ma vengono scoperti dalla matrona stessa che dopo un acceso scambio di battute si convince a farli entrare, ma dalla ben più classica porta di ingresso.

Il bordello è molto grande, e la conversazione con la donna si rivela più difficile del previsto, Accetta di fornire informazioni, ma a patto di ricevere una paga bonus regolare. Accetta anche di riconvertire, almeno all’apparenza, in suo bordello in una semplice locanda. La decisione deve però essere ufficializzata e deciso il pagamento fisso, così viene fissato un appuntamento per le 23:00 del giorno stesso. A condire l’incontro vi sono le numerose invettive e minacce neanche troppo velate di morte da parte dell’uhleista Mikael, profondamente schifato dalla condizione morale e lavorativa della donna.

Gwenwynm, Aegir e Kayden decidono di tornare all’ambasciata, dove raccontano l’accaduto e ricevono vestiti eleganti per la serata insieme a 150 zenar a testa. L’ambasciatore decide che come massimo pagamento per Anna può dare 2000 zenar settimanali, accompagnati da eventuali documenti e favori politici.
Beor rimane furtivo vicino al locale, vede la signora chiudere le porte del bordello e poi allontanarsi. Decide di seguirla rimanendo sui tetti, ma in un attimo di incertezza cade e, continuando a piedi, viene visto. La matrona in pochi secondi riesce a scomparire tra la folla.
Mikael rivela tutto quanto accaduto a Nathanael Kolis e lo costringe a far voto di mandare al rogo Anna quando egli diventerà Gran Sacerdote, Decide inoltre di non partecipare direttamente all’incontro, ma di rimanere nella zona per evitare eventuali problemi. Si dirige quindi verso il bordello, cercando un luogo sicuro in cui appostarsi la notte.

Dopo qualche ora i cinque si riuniscono all’ambasciata, lo stregone e Beor si riposano, il paladino passa il pomeriggio con i nani e Aegir va da Kolis, chiedendo che matrona venga protetta.

Giunta l’ora dell’appuntamento si dirigono verso il palazzo, ma prima che Beor riesca a entrare la porta viene chiusa da Anna, nascosta dietro la porta stessa. Quattro uomini escono da dietro il bancone, accompagnati dalle parole della matrona: “Mi spiace, vi tocca morire”.

Anna:

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Riassunto Ottava sessione 4/5/17 - Un appuntamento... focoso!

Il combattimento ben presto si rivela troppo difficile per il gruppo e, rischiando di venir uccisi, Aegir e Kayden riescono a fuggire dalla locanda, trovando un momento di riposo. Il chierico Mikael, avendo sentito dei rumori sospettosi provenire dall’interno, si avvicina ad una finestra e vede il combattimento. Sfonda una piccola vetrata e si introduce così in una stanza, incendiandone poi il letto con una torcia.
Nel giardino del locale, anche Aegir decide di prendere una torcia, spaccare una finestra e gettare l’oggetto in fiamme all’interno.
All’interno, Mikael tenta senza successo di colpire con la torcia Anna, che è entrata nella stanza.
Constata la situazione completamente senza controllo, anche Kayden incendia un tavolo, sperando di risolvere in poco tempo la questione.
Circondato dagli scagnozzi, il paladino tenta con diplomazia di convincere i malviventi a scappare per avere salva la vita, ma solo due sembrano approvare le sue parole. Un uomo rimane davanti a lui, continuando lo scontro ma vendendo subito scansato da Gwenwyn.
Anna, dopo aver tentato di colpire Mikael, subisce un colpo sulla testa con la torcia, i suoi capelli prendono fuoco e in breve tempo l’intero corpo è avvolto dalle fiamme, mentre il religioso di Uhle urla: “Ho bruciato mio fratello, ora brucerai anche tu”. Nel giro di qualche secondo, il chierico fa comparire alcuni litri di acqua e spegne le fiamme che avvolgono la matrona, ma ella, ustionata su tutto il corpo, si accascia e viene sollevata dall’uomo, che la porta fuori.
Ritenendo la situazione del tutto incontrollabile, lo stregone Kayden corre a chiamare aiuto. Poco dopo anche Gwenwyn esce dalla locanda oramai in fiamme e attende nel cortile.
Arrivano le guardie e Kayden racconta loro che un problema alle cucine deve aver provocato l’incendio, poi in un attimo di loro assenza cambia aspetto e si dilegua nella folla. Dopo molte ore di arduo lavoro viene evitato il propagarsi delle fiamme nei palazzi vicini, ma il locale di Anna è ridotto ad un cumulo di macerie fumanti. Anna stessa è ricoperta di ustioni gravissime e respira fappena, visibilmente agonizzante.

 

Aegir e Kayden si incontrano all’ambasciata e raccontano l’accaduto a un ambasciatore visibilmente infastidito. Dopo aver ascoltato le parole, l’uomo modernista richiede i 150 zenar concessi per prepararsi all’incontro e si chiude nell’ufficio, convocando appena possibile Gwenwyn.
 

Mikael porta Anna da Nathanael Kolis e la mette nell’infermeria. Il ricco lumvalossiano si infuria perché la ha portata nella sua infermeria, rischiando di rovinarne la reputazione in un momenti politico tanto delicato. Nathanael dice inoltre a Mikael di lasciarla lì e far sì che scelga egli stesso il destino di Anna. Dopo qualche altra battura, il chierico viene mandato via e gli viene intimato di “dimenticare” per sempre Anna.

 

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