Maròk

[GdR free - Crisi di Spes] Il Funerale di Aralia Leotred

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GdR free - Il Funerale di Aralia Leotred

Primo giorno di Falam, anno 3056 d.F.

Quattro maggiordomi in nero portavano l’elegante bara della Protettrice, sopra la quale era stata adagiata una bandiera di Spes. Venne alloggiata in un carro, anch’esso nero, che percorse le vie principali della città per consentire alla popolazione di dare un ultimo saluto ad Aralia. Famiglie intere si sporgevano dai balconi, lanciando fiori sul carro e innalzando una preghiera ai Superni.
Nella piazza antistante al mercato una anziana corse verso i cavalli, urlando e piangendo disperata, si buttò a terra e venne allontanata con delicatezza da una guardia che viaggiava a piedi.
L’orologio segnava lo scorrere del tempo con cupi rintocchi, ognuno di essi segnava l’avvicinarsi di Aralia alla sua dimora finale, al luogo del funerale.
Il carro proseguì quindi il suo percorso, seguito da una numerosa folla silente, una docile e malinconica marea nera che invase come le strade della città. Numerosi soldati erano stati posti nei luoghi strategici, l’accesso al Nether era stato bloccato in via preventiva dopo che la lettera dell’Alveare era stata letta da Daemon Lividain ai membri del Concilio, ma all’infuori di loro nessun altro era stato informato.
Finalmente i cavalli si fermarono, il cocchiere fece un segno con la mano e i quattro maggiordomi sollevarono la bara, trasportandola con un passo solenne nella grande navata della chiesa.

Il sacerdote del culto di Draith William era pronto, indossava la tunica nera con un lungo nastro rosso arrotolato lungo le braccia e fatto poi scendere dietro la schiena. Guardò silenzioso l’avvicinarsi della bara e i complessi movimenti degli incensieri per preparare adeguatamente il rituale funebre.

I banchi pullulavano di personalità di spicco, tutti i membri del Concilio erano seduti nella prima fila, seguiti dai capi di Stato esteri e dalle altre personalità politiche. Nella piazza, oltre le porte del tempio, decine di migliaia di persone erano giunte da ogni angolo del Piano per partecipare alla commemorazione. Dei sacerdoti, che avevano predisposto già dei palchi di legno, erano disseminati per tutta la grande area, ripetendo quasi le stesse parole pronunciate con tono lamentoso all’interno della Chiesa.

La Protettrice è morta in circostanze misteriose, mentre vengono svolte le indagini il governo centrale non può mostrare cedimenti e il funerale viene celebrato con grande sfarzo. Tutti i capi di Stato, i politici, i ministri e gli ambasciatori sono invitati, gli artisti più importanti così come gli scienziati maggiormente di spicco; fra le file di banchi del tempio è possibile già ascoltare parole sussurrate sul destino politico della città...

Ma anche all'esterno la situazione è interessante, una intera nazione è piegata dal dolore, o forse no? Sono realmente tutti così tristi della morte della loro Protettrice?

Gioca con il tuo personaggio GdR come cittadino di Spes o come visitatore straniero, scegli tu chi essere e come agire.

 Ogni partecipante riceverà ben 5 PR!

Partecipanti:

Spoiler
  • gabryel1278
  • jetwinner
  • stardel
  • brodsko
  • aphrodite2430
  • livid
  • digreG
  • miluna
  • stretchspace5
  • 2digreS

 

Edited by Maròk
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Ad un angolo della piazza, imperversata dalla fiumana nera di persone, c'era Rakadar. Il suo aspetto era quello di sempre, abito dall'elegante colletto viola dal bordo dorato, schiniere e guanti d'arme d'argento sfavillante, la sua cintura di cuoio, alla quale era allacciato il fodero della sua spada. Solo il tempo ne aveva cambiato tratti, aggiungendo i suoi indistinguibili segni sul volto: i capelli d'oro un tempo lasciavano spazio a quelli bianchi come la neve, la barba sempre più lunga e incolta gli arrivava alla base del collo, ma gli piaceva ancora passarsi le mani in mezzo a quei peli, mentre sospirava appoggiato al muro.
"L'ho sempre vista da lontano, non ho avuto occasione di conoscerla..." quasi un rimpianto si agitava nella sua testa. Assorto nei suoi pensieri, ad occhi chiusi, braccia conserte e piede puntato sulla parete si assopì, ignorando anche il resto della sua famiglia.

"Ma si è addormentato di nuovo? Ma che fa la notte?" replicava Àsnu spazientita. Ormai la dolce fanciulla si era trasformata in una signora tutto pepe, pronta a cogliere la minima opportunità per far parlare di sé e della sua rinomata famiglia. La giacca porpora, su cui erano stati posizionati diversi gioielli, staccava con il resto degli abiti neri dei popolani risultando un'apprezzabile, seppur eccentrica, differenza di colori e di stile.
"Dove sono quei tre ora? Vìmurèbas non avevo detto di tenerli qui a vista d'occhio?" Le tremava il sopracciglio solo all'idea che i restanti membri avessero potuto combinare qualche guaio.

"Ma come fai a dirgli di tenerli sott'occhio se lo sai che è cieco. Bah. Tutta scema." Falamir era annoiato e nervoso, troppo tempo in un abito elegante non era da lui, senza poter avere il suo armamentario vicino si sentiva quasi "nudo". Lo smoking nero gli stava bene addosso, dandogli l'aria di uno di quei galantuomini ammiratissimi. A conoscerlo, però, l'illusione lasciava spazio a quelli che erano discorsi sulla caccia, guerra e battaglia. Proprio.

Intanto il "gigante" di famiglia stava fermo dietro ad Àsnu tenendola per mano, per paura di perdersi o peggio. l'Età su di lui non aveva avuto quasi effetto, se non quello di renderlo ancora più alto. Vero però è che man mano negli anni, il braccio in più risultava sempre più doloroso e il peso di quel fardello ancora più pesante. Data la statura, vestire una persona tanto grande risultava difficile, così da preferire un look più "aperto". Letteralmente. Il fisico era stato lasciato libero da ogni indumento, portando un paio di pantaloni particolarmente adornati di catene e ciondoli in ferro. Il sacco che di solito portava in testa era stato cambiato in un drappo nero di pelle che la ricopriva totalmente.

Il girovagare lungo Spes aveva portato Nàdakasmojàn, Stàiljeàl e Juèbas nelle vie più affollate della città. Canticchiavano in modo scherzoso, non curandosi dell'aria nefasta e carica di tristezza che si respirava.
"Ju... ma non è che ci siamo persi?" chiedeva preoccupata Stàiljeàl, che si fermava ad ogni vetrina la quale presentasse o dolci o vestiti, le sue due più grandi passioni.
"MA zitta. Ho tutto sotto controllo. Conosco un tizio che conosce un tizio che deve vedermi alcuni esplosivi..." rispondeva Juèbas, che con passi piccoli e nervosi andava trascinando la combriccola verso un vicolo malfamato. "Mi raccomando non dite niente a nessuno. Capito Nàdakasmojàn?"
Il piccoletto alzava le mani non fiatando, non sapeva neanche perché era stato trascinato nelle avventure delle due signore che nonostante l'età sembravano due bambine sempre pronte a giocare. La figura scura si era fatta grande, sempre con il suo costume adornato di maschere, sempre con il suo fare schivo e silenzioso. Non perdeva occasione di offrire qualche pepita d'oro ai passanti, ma questi erano troppo occupati per osservarlo.

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Al di fuori della chiesa l'atmosfera era pervasa da mille suoni, nonostante il lutto ai margini della folla si potevano vedere dei venditori ambulanti proporre gioielli, libri sulla vita di Aralia e anche qualche finto talismano supernico. All'interno del tempio regnava invece il silenzio, la bara era stata portata davanti all'altare e il sacerdote vi aveva posto sopra una candela. La tradizione della città prevedeva il silenzio fino al completo scioglimento della cera, questo rituale, sebbene lungo solo dieci minuti, aveva un duplice scopo: ricordare la brevità della vita e permettere ai ritardatari di non entrare a celebrazione iniziata.

In prima fila sedeva Kalòs Feleku, segretario del Concilio di Spes e personalità più influente della città dopo la morte della Protettrice. Aralia non aveva lasciato eredi, molti si aspettavanop che fosse lui a prendere le redini del potere, ma la decisione sembrava essere avversa all'ESPEDI (Ente SPEsiano Diritti Industriali) e all'ESPEDIL (Ente SPEsiano DIritti Lavoratori). entrambe le associazioni protendevano per una svolta, rispettivamente, oligarchica o repubblicana. 
Bisbigliando alla signora Jakin, responsabile della zecca statale, Kalòs disse: "Ancora nessun portavoce dalle maggiori città del Piano. Questo sì che è un affronto!"

@Brodsko @Moradonx @Solarlg @torterra82 @jetwinner @digreG

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Quel giorno a Tanatos i tre capi di stato siedevano intorno al tavolo della sala riunioni, la stanza si presentava in condizioni modeste nonostante l'utilizzo a cui era destinata: gli arredi erano di un legno non particolarmente pregiato e l'ambiente era di discrete dimensioni, la luce passava attraverso le ampie finestre e illuminava l'intera sala.
La discussione tra Volmark, Lightouch e Ambisart era a dir poco animata, i toni iniziavano a farsi sempre più impetuosi e non si riusciva più a trovare una soluzione per l'organizzazione urbanistica cittadina. Volmark sosteneva che bisognava dare particolare importanza alle strutture difensive e non si tirava indietro a discutere con Erunir.
-Lei non capisce l'importanza delle mura difensive! È uno stolto a credere che i suoi macchinari possano difendere l'intera...-
Mentre colpiva violentemente il tavolo l'ex re di Dragonia fu interrotto dal rumore della porta che si apriva, era Baerun Anuvil
-Scusate se reco disturbo... è arrivato un telegramma da spes... la Protettrice è morta...-
Calò il silenzio, tutti restarono a guardarsi.
Dopo qualche minuto Volmark che era rimasto ancora in piedi si pronunciò:
-Oggi è andata via una delle donne piú sagge e capaci ad amministrare una città, nonostante i miei conflitti con Spes posso dire che Aralia sia sempre stata una donna di grande acume, lungimiranza e una grande lealtà, poche persone sanno tenere in mano una città come Spes e lei riusciva perfettamente. Miei compagni, in questi minuti, mi sono soffermato a ripensare tutti i conflitti che mi sono ritrovato ad affrontare contro la protettrice, è stata un avversario con un grande onore, sono dell'idea che bisognerebbe andare ad onorarla per un'ultima volta-
Ambisart ed Erunir ascoltavano quelle parole che parvero fiamme, alimentate dai ricordi e i sentimenti di chi stima il suo avversario, concordarono che sarebbe stata la scelta migliore andare a spes ad onorare la protettrice.
Il giorno del funerale spes era molto affollata, nonostante tutte quelle persone potessero ricordare l'ambiente di qualche festa di paese non si parlava, il silenzio sovrastava ogni cosa e l'unica forza che sembrava opporsi in vano erano i singhiozzi e i fazzoletti del popolo. Il caso volle che il cielo fosse grigio ed Erunir non potè che supporre tra i suoi pensieri:
Chissà... forse i superni hanno deciso di far piovere oggi.. che si manifesti anche la tristezza del mondo?
Mentre lo scienziato divagava tra i suoi pensieri Volmark insieme ad Ambisart seguivano il corteo funebre, arrivarono al tempio si sedettero tutti, tranne l'ex re di Dragonia che si avvicinò al feretro e posó delicatamente un giglio, simbolo della purezza.

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Fuori dalla chiesa, tra il frastuono provocato dalla folla, un giovane predicatore animava ulteriormente l'ambiente. Il bell'aspetto e lo stile provocatorio, così apparentemente lontano dal tipico stereotipo del monaco, aveva attirato un gruppetto di persone, principalmente di sesso femminile.

"Amici e amiche, il KI è ormai giunto a Spes. Potete vederlo con i vostri occhi. La nostra amata Protettrice, per quanto fosse una donna benevola e un'ottima statista, non ha mai rinunciato a circondarsi di lussi inutili e ingannevoli e guardate ora che fine ha fatto. Deceduta nel fiore degli anni. Credete davvero che la causa di questa disgrazia sia solamente una tragica circostanza? Ricredetevi, amici. Prendete una copia del Libro dell'Eterea Spiegazione e accettate le mie parole e quelle del Grande Draft nel vostro cuore."

https://wiki.forgottenworld.it/mc/Libro_dell'Eterea_Spiegazione

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Edited by Stardel
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"Un vero affronto.."

Rispose ironica una calda e profonda voce alle spalle del Responsabile della Zecca. Se Kalòs si sarebbe voltato di scatto avrebbe visto un enorme uomo dalla pelle color cioccolata fissarlo con noncuranza.  T.P. spostò lo sguardo schermato dalle lenti arancioni sul feretro e non poté che mostrare un mesto sorriso.

"Almeno adesso sta in un posto migliore, lontano da tuttI i tedi della vita terrena."

Alle sue spalle, nascosta dall'imponente mole dell'ambasciatore thortughese, stava il resto della delegazione modernista, più interessata a salutare per l'ultima volta la protettrice che a fare politica attiva. 

Edited by Brodsko
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"A quanto mi è parso di capire lei è Kalòs Feleku, segretario del consiglio giusto?"

Con questa parole Aforèan richiamo l'attenzione del segretario, seduto poco distante da lei.

"Mi spiace doverci incontrare per la prima volta in questa triste occorrenza, sono Aforèan Helena Ambisart, capo ingegnere e membro del triumvirato di Tanatos"

Disse accennando un inchino in segno di rispetto e dopo essersi risistemata la gonna aggiunse

"Non conoscevo molto Aralia, ma sembrava molto amata dal popolo e, nonostante alcuni conflitti tra Spes e le maggiori città, anche dai cittadini di queste ultime, ed è questo che non mi spiego, chiedo scusa se sono così diretta e probabilmente inopportuna ma, a quanto ho sentito nel vociare della folla prima di entrare nel tempio, le cause della morte sono tutt'ora misteriose, chi potrebbe aver avuto motivi tanto seri da ucciderla? Ovviamente è solo una mia mera supposizione e curiosità, è liberissimo di non rispondermi se non lo ritiene opportuno."

Aforèan guardò Kalòs con aria interrogativa in attesa di qualunque risposta il segretario le avrebbe dato, non che le interessasse particolarmente cosa fosse veramente successo ad Aralia, era più interessata a come Kalòs avrebbe interagito con lei, una perfetta sconosciuta che dal nulla arriva a fare domande scomode.

 

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I campioni del te erano stati analizzati e confermavano l'accaduto: La protettrice era stata avvelenata mediante il te, lo stesso te che aveva tra le mani lui e che stava per bere.

Lo schock che aveva colpito Daemon Lividain per la paura di poter essere stato anche lui un bersaglio era superata solamente da quella per aver visto Aralia morire davanti ai suoi occhi e ora di star partecipando al suo funerale <<Non riesco ancora a crederci>> susurrò Daemon <<Ne riesco a capire chi possa essere stato, anche se questo "alveare" potrebbe centrarci qualcosa>> rivolto al suo nuovo assistente <<Ora facciamo silenzio e attendiamo>> concluse quindi guardando composto la bara.

 

Una lacrima solcò le rughe del suo viso.

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5° Lebis di Venes, anno 3056 d.F.

L'elegante carrozza con tiro ad otto cavalli, era in attesa poco distante dalla banchina, i postiglioni con le eleganti livree blu finemente ricamate in oro erano pronti ad accogliere la delegazione, attesa per la cerimonia funebre.

"La Stella di Denrak", il maestoso trialberi con le sue linee eleganti, aveva appena attraccato gli ormeggi, ed efficienti marinai attrezzavano la passerella di sbarco sotto la guida attenta del primo nostromo. Subito dopo il Presidente Eremem Garul Digres apparve sul ponte in compagnia delle più importanti cariche della Confederazione. La Senian  di Denrak, Lady Delwin di Milun, sosteneva l'anziana madre Lady Mairin Màkuron,  il Capitano Comandante di Nocturna ed il Presidente Sclerus Malevolus spiccavano tra gli altri.

Un'ora più tardi si trovavano nella camera ardente, di fronte al feretro della Protettrice, venuti a rendere omaggio alla grande statista. La salma di Lady Aralia era stata composta in un ampio salone della villa, giaceva distesa sui drappi bianchi e blu, addobbati di seta nera, elegante ed affascinante, nonostante l'età, quasi splendente sotto il velo di tulle bianco.

Eremem si avvicinò e pose una grande corona adorna di orchiede bianche ed azzurre ai piedi del talamo funebre, inchinandosi. Poi si trasse indietro e così rimase a lungo immobile e assorto come in preghiera.

 

 

Edited by Miluna
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Delwin teneva stretto il braccio di Mairin. Da quando la notizia della scomparsa di Aralia era arrivata al castello, non era più stata lei. L'anziana donna era molto legata alla Protettrice spesiana e a nulla erano valsi i tentativi di tirarle su il morale che Delwin aveva tentato d'allora. Preoccupata per la sua salute, non avrebbe mai voluto ch'ella partecipasse alle regali esequie. Sapeva però che niente l'avrebbe fatta desistere.
Delwin non conobbe mai di persona la Protettrice, neanche quando fu incoronata anni prima, ma da come ne parlava sua madre, le sembrava di conoscerla da sempre. Ora, eccola li davanti a lei, fredda e rigida ma composta come a ostentare la sua regalità anche in quell'ultima apparizione pubblica. Si stupì quando una lacrima le solcò il viso, in silenzio s'inchinò con tutti gli onori e il rispetto che avrebbe potuto dimostrare con quel gesto. Raggiunse Eremrem, poco distante da lei, per dare a sua madre Mairin un po' di tempo per salutare l'amica.

La schiena ricurva, il passo un po tremolante e i profondi segni del tempo che contornavano il viso dell'ex Senian di Denrak, sembravano voler amplificare il profondo, incessante, sordo dolore che la donna sentiva nel petto. Con mani tremanti aveva percorso la via centrale della cattedrale fino a giungere dinanzi al feretro. Attese, paziente, che Delwin porgesse i suoi omaggi. Venne il suo turno. Rifiutò l'appoggio che un paggio o forse lo stesso Eremrem voleva offrirle con il braccio. Si raddrizzò, per quel che poteva, e percorse i pochi metri che la separavano dalla salma. Alzò una mano tremante e carezzò la guancia di Aralia. 

"Aralia, mia cara, e così te ne sei andata per prima. Mia buona amica, come hai potuto andartene così, senza salutare o aspettarmi? Sei stata un'egoista... Non avevamo forse detto che queste due vecchie zitelle se ne sarebbero andate insieme? Invece ora, tu sei partita per il viaggio lasciandomi indietro. Dopotutto era una delle tue burle preferite lasciarmi indietro"... "Le tue mani sono così fredde. Com'è possibile tu sia ancora così bella? Alla fine sono ancora qui a rimirare la tua bellezza e ad invidiare tutti i corteggiatori che avevi.
Ara... amica mia, mi mancherai moltissimo, questo Piano oggi ha perso una persona meravigliosa.."
La tristezza prese il sopravvento, Mairin chinò il capo sulle mani giunte di Aralia... Per un tempo che parve infinito un lungo e tenero abbraccio unì ancora una volta, per l'ultima volta, le due donne.

L'anziana non si rese conto di parlare a voce abbastanza alta da essere udita da tutti. L'intera congrega era immobile e silenziosa ad ascoltare quella "chiacchierata tra amiche". Nessuno si sarebbe mai aspettato di assistere ad una scena tanto dolce e al contempo dolorosa. In molti portarono segretamente il fazzoletto agli occhi, tentando di asciugare timidamente una lacrima che si erano ripromessi di non versare.
Ma, si sa, le emozioni sono difficili da domare e, a volte, non è proprio possibile contenerle.

Spoiler

 

 

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Kalòs cercò di riconoscere qualche volto noto nelle delegazioni estere che in quel momento stavano entrando nel tempio. Le mie parole sono state profetiche, pensò e sorrise. Davanti a lui si piazzò però una giovane donna.
"Signorina Ambisart ( @Aphrodite2430) che piacere incontrare qualche delegato di Tanatos in un giorno così buio. Sono sorpreso di vedervi qui, dopo quello che è successo. Non vorrei risultare sgarbato, ma sappiate che Spes è ben consapevole di ciò che avete osato fare e una risposta diplomatica non tarderà ad arrivare." Il segretario si sistemò il panciotto, fece un breve inchino e superò la donna con ampi passi, soddisfatto di quanto detto. Non appena aveva scoperto dall'esistenza dell'Alveare aveva ricollegato il furto del Ghast a quella associazione criminale, il protettorato era pronto a reagire.

"Presidente Digres, Lady Makuron! ( @digreG @Miluna)Che piacere è avervi qui, seppure per una occasione così mesta. Apprezziamo molto il supporto di Denrak in unmomento così difficile per l'intera città. So che potrò sembrare fuori luogo e forse anche un po' avventato, ma ho il dovere morale di avvisarvi. Nei prossimi mesi la situazione politica qui potrà degenerare, manca un erede e le ultime manifestazioni dei netheriani e dell'ESPEDIL non lasciano molte speranze riguardo una collaborazione pacifica. Dalla mia parte posso contare l'ESPEDI, almeno quegli industriali supporteranno l'ultimo rimasto con un un po' di buon senso!" Ridacchiò nervosamente, sperava che le sue parole riuscissero a colpire le personalità che aveva di fronte, il suo progetto politico richiedeva ingenti investimenti.
Con la coda dell'occhio osservò la delegazione delle Terre di Tanatos, sperando che non avesse sentito quel breve scambio di informazioni. 

Intanto, fuori dal tempio la folla si agitava per avere il posto migliore e il vociare si faceva sempre più intenso. Nei giorni successivi alla morte di Aralia il dolore aveva lasciato il posto alla curiosità e molti erano lì solamente per tentare di ricavare qualche chiacchiericcio, qualche indiscrezione sulle celebrità cittadine. Il famoso cantante Jadu, apprezzato dia più giovani per i suoi brani in cui aveva riadattato la Pandai ai bisogni sociali di un'epoca moderna, era stato accerchiato da un'orda di bambine in lacrime, incredule della fortuna che avevano avuto. Poco distante un curioso banditore parlava di strane sillabe, attirando anch'egli una nutrita schiera di donne. Jadu lanciò un'occhiata disperata allo strambo sacerdote, cercando con lo sguardo un aiuto. @Stardel

Edited by Maròk
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30 minuti fa, Maròk dice:

. Il famoso cantante Jadu, apprezzato dia più giovani per i suoi brani in cui aveva riadattato la Pandai ai bisogni sociali di un'epoca moderna, era stato accerchiato da un'orda di bambine in lacrime, incredule della fortuna che avevano avuto. Poco distante un curioso banditore parlava di strane sillabe, attirando anch'egli una nutrita schiera di donne. Jadu lanciò un'occhiata disperata allo strambo sacerdote, cercando con lo sguardo un aiuto. @Stardel

"Ma che succede là in fondo? Per i Divini, ditemi se quello non è il magnifico Jadu! Amici, fategli spazio e lasciatelo venire qui. Lo stress porta al KI e dobbiamo concedere ai nostri sensi il tempo di godere dei doni che il dominio ci offre tutti i giorni, anche in momenti di crisi come questo. Parola del Grande Draft. Venga qui, giovane Jadu!" 

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Dopo aver firmato le mani di due ragazzine e averne allontanate altre cinque, Jadu accolse al volo l'invito dell'uomo. 
"Eccomi, eccomi! Ascoltate lui, troppo KI, lo ho sempre detto anche io! Siamo tutti più calmi, è pur sempre un funerale questo!" Il cantante si infilò nei pantaloni la camicia, una signora aveva provato a strapparne un pezzo. "Grazie mille, ho disturbato qualcosa?" Jadu bisbigliò. 

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Il ‎12‎/‎04‎/‎2018 at 20:50, livid dice:

I campioni del te erano stati analizzati e confermavano l'accaduto: La protettrice era stata avvelenata mediante il te, lo stesso te che aveva tra le mani lui e che stava per bere.

Lo schock che aveva colpito Daemon Lividain per la paura di poter essere stato anche lui un bersaglio era superata solamente da quella per aver visto Aralia morire davanti ai suoi occhi e ora di star partecipando al suo funerale <<Non riesco ancora a crederci>> susurrò Daemon <<Ne riesco a capire chi possa essere stato, anche se questo "alveare" potrebbe centrarci qualcosa>> rivolto al suo nuovo assistente <<Ora facciamo silenzio e attendiamo>> concluse quindi guardando composto la bara.

Hebias ascoltò ciò che il dottor Lividain gli disse. Resto fermo e in silenzio per portargli rispetto, ma molti erano i pensieri che turbavano la sua mente. Da quei maledetti risultati alle altre possibili vittime dell'Alverare, se fossero loro i colpevoli. Si girò verso il dottore e vedendolo turbato gli chiese <<Sig. Lividian, cosa la sta turbando?>> Anche se sapeva probabilmente che stava pensando lo scienziato.

Edited by Strechspace5
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"Signor Kalòs , ha ragione, quale triste occasione per incontrarci. Non dovete ringraziarci, le ingiustizie non sono tollerate a Denrak . Ci tengo a sottolineare che avrete il nostro appoggio sia morale che di risorse qualora ne aveste bisogno. Grazie per averci avvisati ma non ci tireremo indietro, nemmeno se le cose si mettessero per il peggio." 

Detto questo, fece un leggero inchino e si allontanò per raggiungere Eremrem . @digreG

"Eremrem,  discuti i dettagli con il signor Kalòs, io porto fuori mamma per qualche minuto. E' sempre più pallida e ho paura che le forze l'abbandonino."

I minuti passavano e le personalità importanti si erano esibite quasi tutte nelle loro dimostrazioni di affetto più o meno sincero che fosse. Mairin e Delwin si inchinarono nuovamente al cospetto della povera Aralia. 

"Madre, venite, usciamo a prendere una boccata d'aria." 

Le due donne s'incamminarono... Delwin vide parecchio movimento davanti al tempio. Il vociare era molto forte e poteva giurare di aver sentito della musica non propriamente adatta al contesto.

Edited by Miluna
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10 ore fa, Stardel dice:

"Ma che succede là in fondo? Per i Divini, ditemi se quello non è il magnifico Jadu! Amici, fategli spazio e lasciatelo venire qui. Lo stress porta al KI e dobbiamo concedere ai nostri sensi il tempo di godere dei doni che il dominio ci offre tutti i giorni, anche in momenti di crisi come questo. Parola del Grande Draft. Venga qui, giovane Jadu!" 

7 ore fa, Maròk dice:

Dopo aver firmato le mani di due ragazzine e averne allontanate altre cinque, Jadu accolse al volo l'invito dell'uomo. 
"Eccomi, eccomi! Ascoltate lui, troppo KI, lo ho sempre detto anche io! Siamo tutti più calmi, è pur sempre un funerale questo!" Il cantante si infilò nei pantaloni la camicia, una signora aveva provato a strapparne un pezzo. "Grazie mille, ho disturbato qualcosa?" Jadu bisbigliò. 

Àsnu, accompagnata da Falamir e Vìmurèbas, si apprestava a raggiungere velocemente la chiesa, non troppo distante da lì. Era suo interesse mettersi in mostra davanti le personalità del piano, piuttosto che dare un ultimo sguardo alla salma. Con un passo frettoloso, trascinò la combriccola vicino all'entrata della chiesa, notando con sua sorpresa la folla riunitasi intorno a due strane figure. Riconobbe suo malgrado Jadu, invidiosa della fama ch'egli aveva, ma la seconda figura gli era sconosciuta. Il monaco era una persona sconosciuta che aveva intorno a sé molti uomini e donne. Essendo una fonte d'attenzione, secondo Àsnu, era "degno di ricevere la conoscenza dei Seth". Frase che esponeva tutta l'eccentricità e la presunzione che una persona potesse mai avere. Controllato un attimo il trucco, aggiustatasi i capelli già immacolati,si apprestò a farsi spazio fra la folla, aiutata anche dalla reazione che questa aveva nei confronti di Vìmurèbas.
"Per tutti i superni, guardate chi abbiamo qui, un monaco capace di intrattenere una folla così numerosa, e Jadu" al nome di quest'ultimo, la faccia di Àsnu fece una fugace seppur smorfia di disgusto, continuando poi con il suo discorso "La prego, deve fare assolutamente la nostra conoscenza. Io sono Àsnu, e questo bestione qua dietro è Vìmurèbas. Ci dovrebbe essere anche il mio altro fratello Falamir", ma a quelle parole notò che quest'ultimo aveva tagliato la corda, lasciando vicino ai suoi piedi solo la cravatta."Va beh... Come stavo dicendo, noi siamo i *heavy breathing*  Seth. Discendiamo direttamente da una delle famiglie più importanti e antiche del piano, e anche se è passato un po' di tempo, avrà sicuramente sentito che da qui, Spes, ci siamo trasferiti a Denrak, rendendo noto l'egoismo, l'avidità e la malvagità che Maleseth, il becchino cannibale, nonché nostro cugino, aveva perpetrato nei nostri confronti." Fece una pausa per respirare. Il parlottare veloce e schietta l'aveva fatta gonfiare il prominente petto come uno di quei variopinti uccelli. "Sarei interessata, come credo anche le ragazze qua intorno, a capire meglio le parole espresse poco prima, come KI e compagnia varia, che purtroppo sfuggono dal mio vasto vocabolario. Sarebbe così gentile da illustrarmele?" Con quest'ultime parole, Àsnu sfoderò il suo sublime sguardo ammaliatore capace, seppur segnato dall'età, di far cadere uomini duri come pietra ai suoi delicati piedi. 

6 ore fa, Strechspace5 dice:

Hebias ascoltò ciò che il dottor Lividain gli disse. Resto fermo e in silenzio per portargli rispetto, ma molti erano i pensieri che turbavano la sua mente. Da quei maledetti risultati alle altre possibili vittime dell'Alverare, se fossero loro i colpevoli. Si girò verso il dottore e vedendolo turbato gli chiese <<Sig. Lividian, cosa la sta turbando?>> Anche se sapeva probabilmente che stava pensando lo scienziato.

Rakadar intanto si riprese dalla narcolessia, trovandosi un bigliettino in tasca con su scritto <<siamo alla chiesa a vedere la squinzia che ha stirato le gambe. Vieni che ci sono quelli famosi - Asnu>>. Stupito, si incamminò per l'edificio, ignorando sua sorella in mezzo alla folla, dirigendosi diritto verso l'entrata. L'atmosfera lì era pietrificata, non una mosca volava ed il silenzio era spezzato solo dal singhiozzare di alcuni dei partecipanti. Varcata la soglia, il suo sbadiglio ruppe il clima immobile creatosi nella navata, attirando su di sé gli sguardi di tutti i partecipanti. Nonostante gli sforzi della sorella, nessuno sapeva attirare l'attenzione come Rakadar. Passato di fianco ad un uomo più che distratto, gli rubò di soppiatto un fiore ornamentale che portava nel taschino, facendo finta di annusarlo lungo tutto il tragitto dal portone alla bara. Lo scricchiolio dei pezzi dell'armatura che aveva a gambe e braccia era fuori luogo in un contesto del genere, ma questo a Rakadar importava poco. Il pacato sorriso che faceva svanì notando che di fianco al cadavere della Protettrice c'era un simpatico ometto, accompagnato da un signore anziano dallo sguardo commosso verso la salma. Il miscuglio di emozioni nel vissuto Seth svegliarono la potente e sopita libido dell'uomo che, posando delicatamente il finto ornamento floreale nella bara, si avvicinò al giovane.
Con uno sguardo finto rivolto verso il soffitto, si accostò con le mani chiuse verso il basso in segno di preghiera.
"Un vero peccato... una personalità come lei... in queste condizioni...Chi se lo sarebbe mai aspettato?" sospirava a voce alta, continuando poi rivolgendosi all'uomo "Di' un po' ragazzo, come mai così turbato? Tuo padre qui la conosceva? In caso lasciami dire quanto io sia rammaricato dalla vostra perdita. Permettetemi di offrirvi un drink all'uscita, non posso fare molto, ma è quello che ci vuole in occasioni come questa.

1 minuto fa, Miluna dice:

"Signor Kalòs , ha ragione, quale triste occasione per incontrarci. Non dovete ringraziarci, le ingiustizie non sono tollerate a Denrak . Ci tengo a sottolineare che avrete il nostro appoggio sia morale che di risorse qualora ne aveste bisogno. Grazie per averci avvisati ma non ci tireremo indietro, nemmeno se le cose si mettessero per il peggio." 

Detto questo, fece un leggero inchino e si allontanò per raggiungere Eremrem . @digreG

"Eremrem,  discuti i dettagli con il signor Kalòs, io porto fuori mamma per qualche minuto. E' sempre più pallida e ho paura che le forze l'abbandonino."

I minuti passavano e le personalità importanti si erano esibite quasi tutte nelle loro dimostrazioni di affetto più o meno sincero che fosse. Mairin e Delwin si inchinarono nuovamente al cospetto della povera Aralia. 

"Madre, venite, usciamo a prendere una boccata d'aria." 

Le due donne s'incamminarono... Delwin vide parecchio movimento davanti al tempio. Il vociare era molto forte e poteva giurare di aver sentito della musica non propriamente adatta al contesto.

Intanto Falamir era riuscito a defilarsi dalle grinfie di Àsnu ed era entrato in un bar a bere qualcosina. Dopo il primo calice di vino, aveva visto con la coda dell'occhio due figure particolarmente conosciute: Delwin e Mairin. Riuscito ad uscire dal locale non pagando la sua consumazione, le seguì riuscendo a palesarsi di fronte a loro solo dopo che le stesse erano uscite dalla chiesa: "Ma saalve mie dolci fanciulle, è un piacere vedervi passeggiare qui. Anche voi qui per la tizia? Un peccato non c'è che dire. Giacché ci troviamo, mi piacerebbe scambiare due chiacchiere. Sempre se acconsentirete, ovvio". I modi sgarbati di Falamir non lasciavano trasparire il suo lato dolce e amante delle donne, in combinazione con le sue passioni per la guerra e le armi, facevano di lui uno zotico agli occhi di molti. 

Nel frattempo, Stàiljeàl e Juèbas aveva raggiunto un abitazione particolarmente malandata dove erano state fatte entrare da un uomo alto e di colore che le aspettava là di fronte. Dentro la stanza buia e sporca era attraversata da fasci di luce che entravano dalle assi rotte del soffitto. Illuminavano una coperta che era stata adagiata su alcune casse, volta a coprirle in caso di controlli.
"Ma hai aspettato il funerale di Aralia per comprare esplosivi?" disse Stàiljeàl ormai stanca.
"Con tutta la gente concentrata là, non ci noteranno mai trasportare le casse di roba che ho ordinato" rispose prontamente Juébas.
"Ju... sono stanca, gli esplosivi neanche mi piacciono, il tizio qui di fronte puzza e voglio andare a vedere il pezzo di ghiaccio nella bara. Poi non so se lo sai, ma siamo vestite da semifreddo al cioccolato. Ci notano TUTTI."
"Si ma tu non sai...poi chi ha detto che questi esplosivi non ti piacciono?" così dicendo, Juèbas fece segno all'uomo che scoperchiò una cassa. Il forte odore che si propagò nella sala fece piangere Stàiljeàl, odore così forte che non appena l'uomo finì col coperchio quasi corse a prendere dei panni di lana da usare come mascherine. Si trattava di peperoncini così piccanti da essere stati banditi dal commercio internazionale per la loro pericolosità.
"OH PER I SUPERNI JU... con questi ti dico io che cioccolato ci facciamo... grazie... non dovevo dubitare di te" commentò Stàiljeàl con gli occhioni carichi di lacrime, un po' per l'effetto dei peperoncini e un po' per la gioia

Intanto Nàdakasmojàn si era staccato dalle sorelle, proseguendo il suo cammino di finta carità da solo verso la periferia. La gente qui iniziava ad essere scarsa dato il triste evento, ma era riuscito a catturare l'attenzione di una madre e del figlio che, superato lo shock iniziale, erano finiti preda dei suoi"regali" e attenzioni. Le pepite d'oro che gli aveva regalato avevano iniziato ad ossessionare l'amorevole coppia che oramai lo seguiva dovunque andasse, sperando facesse cadere altro prezioso materiale. Le maschere dal sorriso malato e il nero della tunica su cui erano fissate aveva fatto desistere in molti a stargli vicino, e altrettanti si volatilizzarono non appena calato l'occhio sul più strano dei Seth. La gente comune pensava portasse sfortuna accettare il suo oro o anche solo stargli vicino.
 Difatti dopo un po' che camminavano verso il confine est della città,
Nàdakasmojàn sparì insieme alla giovane madre e al figlio. qualcuno affermò di aver visto la scura figura passare indisturbata da sola lì vicino, senza più la coppia appresso. Nessuno vide quest'ultimi nei giorni a seguire all'evento e numerosi volantini vennero stampati con titolo: scomparsi.

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Tobìas era un ragazzo sveglio, e questa era una dote indispensabile per essere suo assistente ora che Markùs Daes, suo aiutante storico, era diventato caporeparto; tuttavia ogni tanto si perdeva in un bicchier d'acqua.....

<<Penso che tu possa arrivare alla risposta autonomamente Tobìas, non è così difficile>> disse quindi rivolto all'assistente e alzandosi per recarsi vicino al feretro.

L'atmosfera calma era turbata solo dal vociare e dalle parole del sacerdote di Draft che come di consueto faceva propaganda per la sua religione... Daemon guardò per qualche secondo la folla, notando l'arrivo di alcune personalità di cui aveva avuto modo solo di leggere  "Hanno una bella faccia tosta, non c'è che dire" pensò quindi passando lo sguardo sulla delegazione tanatossiana per poi riportare lo sguardo verso la salma della protettrice quindi vi si avvicinò e dopo averle messo un biglietto ripiegato tra le mani e aver aggiunto un esemplare di Florae Sumpitic al bouquet funerario si diresse verso la folla, quando venne fermato da un uomo, un denrako: un Seth.

Non si fidava istintivamente di quella famiglia, nonostante covasse il desiderio segreto di esaminare approfonditamente il fratello, quello enorme e storpio.

<<Io direi che se vuoi rimanere a parlare con quest'uomo fai pure, io ora vado a parlare con un'uomo che mi interessa particolarmente>> disse quindi non degnando di uno sguardo il Seth e andandosene.

Sorpassò il Presidente Eremrem salutandolo sbrigativamente con una stretta di mano quindi si avvicinò alla delegazione Tanatossiana e avvicinatosi all'uomo che gli era stato indicato come Erunir Lighttouch si fermò, appoggiò il bastone a terra e guardando quegli uomini parlò <<Buona giornata>> disse <<Mi stupisce vedervi qui oggi, tuttavia ne sono lieto, era da diverso tempo che mi sarebbe piaicuto scambiare due chiacchere con lei>> disse quindi rivolgendosi al ricercatore <<Ma scusate l'irruenza, il mio nome è Daemon Lividain nel caso non mi conosceste, è un piacere conoscere tutti voi disse quindi stringendo le mani dei membi del gruppo, per poi tornare a parlare ad Erunir <<Sarebbe così gentile quindi da discutere con me da uomo di scienza a uomo di scienza?>> concluse quindi guardando l'uomo e attendendo una risposta

@2digreS

Intanto sulla nave da ricerca R/V Speranza, ancorata al porto di Spes, Roman Lividàin stava dirigendo le operazioni di carico degli esemplari di fauna del Nether che erano stati concessi da Spes poco prima della morte della protettrice <<Mi dispiace sia morta, ma non possiamo permetterci di lasciare qui questi esemplari, nei prossimi mesi chissà cosa succederà>> disse quindi rivolto a suo cugino Fredrick Raisis <<In ogni caso è incredibile, stava per lasciarci le penne anche mio padre. Un distillato di acido aracnico e verruche del nether, un avvelenamento in piena regola>> disse quindi allontanandosi dalla barca ormai sigillata e con la ciurma a guardia <<Ora credo che sia meglio raggiungerlo, potrebbe aver bisogno>> concluse quindi dirigendosi verso il luogo dove si stavano svolgendo le esequie

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8 ore fa, Gabryel1278 dice:

Rakadar intanto si riprese dalla narcolessia, trovandosi un bigliettino in tasca con su scritto <<siamo alla chiesa a vedere la squinzia che ha stirato le gambe. Vieni che ci sono quelli famosi - Asnu>>. Stupito, si incamminò per l'edificio, ignorando sua sorella in mezzo alla folla, dirigendosi diritto verso l'entrata. L'atmosfera lì era pietrificata, non una mosca volava ed il silenzio era spezzato solo dal singhiozzare di alcuni dei partecipanti. Varcata la soglia, il suo sbadiglio ruppe il clima immobile creatosi nella navata, attirando su di sé gli sguardi di tutti i partecipanti. Nonostante gli sforzi della sorella, nessuno sapeva attirare l'attenzione come Rakadar. Passato di fianco ad un uomo più che distratto, gli rubò di soppiatto un fiore ornamentale che portava nel taschino, facendo finta di annusarlo lungo tutto il tragitto dal portone alla bara. Lo scricchiolio dei pezzi dell'armatura che aveva a gambe e braccia era fuori luogo in un contesto del genere, ma questo a Rakadar importava poco. Il pacato sorriso che faceva svanì notando che di fianco al cadavere della Protettrice c'era un simpatico ometto, accompagnato da un signore anziano dallo sguardo commosso verso la salma. Il miscuglio di emozioni nel vissuto Seth svegliarono la potente e sopita libido dell'uomo che, posando delicatamente il finto ornamento floreale nella bara, si avvicinò al giovane.

Con uno sguardo finto rivolto verso il soffitto, si accostò con le mani chiuse verso il basso in segno di preghiera.
"Un vero peccato... una personalità come lei... in queste condizioni...Chi se lo sarebbe mai aspettato?" sospirava a voce alta, continuando poi rivolgendosi all'uomo "Di' un po' ragazzo, come mai così turbato? Tuo padre qui la conosceva? In caso lasciami dire quanto io sia rammaricato dalla vostra perdita. Permettetemi di offrirvi un drink all'uscita, non posso fare molto, ma è quello che ci vuole in occasioni come questa.

Hebias vide l'anziano signore e gentilmente gli rispose <<La rigrazio, ma non bevo alcolici>> inoltre, vedendo l'ennesima faccia nuova chiese << Mi scusi, ma mi sono scordato il suo nome, sa con tutti queste tristi notizie si dimenticano i volti conosciuti>>

Spoiler

@livid hai sbagliato il nome :asdsa:

 

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3 ore fa, livid dice:

Sorpassò il Presidente Eremrem salutandolo sbrigativamente con una stretta di mano quindi si avvicinò alla delegazione Tanatossiana e avvicinatosi all'uomo che gli era stato indicato come Erunir Lighttouch si fermò, appoggiò il bastone a terra e guardando quegli uomini parlò <<Buona giornata>> disse <<Mi stupisce vedervi qui oggi, tuttavia ne sono lieto, era da diverso tempo che mi sarebbe piaicuto scambiare due chiacchere con lei>> disse quindi rivolgendosi al ricercatore <<Ma scusate l'irruenza, il mio nome è Daemon Lividain nel caso non mi conosceste, è un piacere conoscere tutti voi disse quindi stringendo le mani dei membi del gruppo, per poi tornare a parlare ad Erunir <<Sarebbe così gentile quindi da discutere con me da uomo di scienza a uomo di scienza?>> concluse quindi guardando l'uomo e attendendo una risposta

"Molto piacere Signor Lividain, il mio nome è Aforèan Helena Ambisart, capo ingegnere e membro più giovane del triumvirato Tanatossiano, chiedo scusa se non la conosco ma non sono propriamente una donna di scienza, quindi, col suo permesso, andrei a cercare una persona."

Disse Aforèan rispondendo a Daemon e guardando nella folla.

"Anzi, dato che lei conosce meglio le persone a questa festicciola, mi saprebbe indicare la persona che sta a capo del ESPEDI? Avrei bisogno di chiaccherare un pò con lui"

Chiese interrogando lo scenziato, guardandosi intorno cercando la persona che le interessava.

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14 ore fa, Gabryel1278 dice:

Intanto Falamir era riuscito a defilarsi dalle grinfie di Àsnu ed era entrato in un bar a bere qualcosina. Dopo il primo calice di vino, aveva visto con la coda dell'occhio due figure particolarmente conosciute: Delwin e Mairin. Riuscito ad uscire dal locale non pagando la sua consumazione, le seguì riuscendo a palesarsi di fronte a loro solo dopo che le stesse erano uscite dalla chiesa: "Ma saalve mie dolci fanciulle, è un piacere vedervi passeggiare qui. Anche voi qui per la tizia? Un peccato non c'è che dire. Giacché ci troviamo, mi piacerebbe scambiare due chiacchiere. Sempre se acconsentirete, ovvio". I modi sgarbati di Falamir non lasciavano trasparire il suo lato dolce e amante delle donne, in combinazione con le sue passioni per la guerra e le armi, facevano di lui uno zotico agli occhi di molti. 

Delwin per poco non urlò quando Falamir balzò fuori quasi dal nulla con una delle sue uscite tutt'altro che adatte a luogo e circostanze. Ripresosi dallo spavento la Senian recuperò la parola e fulminandolo con lo sguardo disse:

"Signor Falamir, le sembra il momento e il luogo adatto per questo comportamento? Non vede che Lady Makuron non si sente bene? " 

Delwin si guardò attorno sperando di riuscire a scorgere una delle sue guardie, era noto a tutti infatti, persino a lei, che Falamir era facile preda dell'Ira e del nervosismo. Parlando con lui non potevi mai sapere se saresti finito con una sbraitata, un ceffone o un baciamano. 

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Intanto, in questo andirivieni continuo di personalità politiche, regnanti e gente comune, in un angolo un curioso trio osservava tutta la scena, comodamente in disparte di modo che niente sfuggisse alle loro lingue lunghe... 

Spoiler

 

 

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Allontanatosi dalla funzione, con qualche difficoltà data dalla mole, T.P. si ritrovò sotto un porticato ad osservare gli umori della città in lutto. Si massaggiava ossessivamente la lunga barba mentre rimuginava sui problemi tra le due fazioni più influenti di Spes fino a quando un fulmine gli balenò in mente. Sorridendo sotto i baffi si mosse tra la folla come una nave rompighiaccio sul permafrost, dividendo e spostando persone con una facilità impressionante, raggiungendo in un battibaleno l'albergo dove la delegazione thortughese alloggiava.

Salutato l'oste nella modesta hall, salì le scale fino ad entrare nella sua camera spartanamente arredata: un grande armadio, una lampada verde foglia e un letto sfondato la notte precedente. Aprì il guardaroba e ne trasse l'enorme valigia in finta vera finta vera finta, ma in realtà vera, pelle e l'aprì trovando ciò che stava anelando:

Un libricciolo rovinato dal consumo.

Lo prese tra le grandi mani e lo sfogliò rapidamente, fermandosi all'indice.

"Ecco! Volume primo, critica al potere. Proprio ciò che stavo cercando!"

E dopo aver riletto un'ultima volta la prima pagina si proiettò fuori la stanza e l'edificio in direzione della Cattedrale. Avrebbe cercato in tal luogo uno, o entrambi, i rappresentanti dell'ESPEDIL e dell'ESPEDI per tentare di trovare una soluzione mediata.

La soluzione del Modernismo.

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Il 4/14/2018 at 12:13, livid dice:

Tobìas era un ragazzo sveglio, e questa era una dote indispensabile per essere suo assistente ora che Markùs Daes, suo aiutante storico, era diventato caporeparto; tuttavia ogni tanto si perdeva in un bicchier d'acqua.....

<<Penso che tu possa arrivare alla risposta autonomamente Tobìas, non è così difficile>> disse quindi rivolto all'assistente e alzandosi per recarsi vicino al feretro.

L'atmosfera calma era turbata solo dal vociare e dalle parole del sacerdote di Draft che come di consueto faceva propaganda per la sua religione... Daemon guardò per qualche secondo la folla, notando l'arrivo di alcune personalità di cui aveva avuto modo solo di leggere  "Hanno una bella faccia tosta, non c'è che dire" pensò quindi passando lo sguardo sulla delegazione tanatossiana per poi riportare lo sguardo verso la salma della protettrice quindi vi si avvicinò e dopo averle messo un biglietto ripiegato tra le mani e aver aggiunto un esemplare di Florae Sumpitic al bouquet funerario si diresse verso la folla, quando venne fermato da un uomo, un denrako: un Seth.

Non si fidava istintivamente di quella famiglia, nonostante covasse il desiderio segreto di esaminare approfonditamente il fratello, quello enorme e storpio.

<<Io direi che se vuoi rimanere a parlare con quest'uomo fai pure, io ora vado a parlare con un'uomo che mi interessa particolarmente>> disse quindi non degnando di uno sguardo il Seth e andandosene.

Sorpassò il Presidente Eremrem salutandolo sbrigativamente con una stretta di mano quindi si avvicinò alla delegazione Tanatossiana e avvicinatosi all'uomo che gli era stato indicato come Erunir Lighttouch si fermò, appoggiò il bastone a terra e guardando quegli uomini parlò <<Buona giornata>> disse <<Mi stupisce vedervi qui oggi, tuttavia ne sono lieto, era da diverso tempo che mi sarebbe piaicuto scambiare due chiacchere con lei>> disse quindi rivolgendosi al ricercatore <<Ma scusate l'irruenza, il mio nome è Daemon Lividain nel caso non mi conosceste, è un piacere conoscere tutti voi disse quindi stringendo le mani dei membi del gruppo, per poi tornare a parlare ad Erunir <<Sarebbe così gentile quindi da discutere con me da uomo di scienza a uomo di scienza?>> concluse quindi guardando l'uomo e attendendo una risposta

@2digreS

Intanto sulla nave da ricerca R/V Speranza, ancorata al porto di Spes, Roman Lividàin stava dirigendo le operazioni di carico degli esemplari di fauna del Nether che erano stati concessi da Spes poco prima della morte della protettrice <<Mi dispiace sia morta, ma non possiamo permetterci di lasciare qui questi esemplari, nei prossimi mesi chissà cosa succederà>> disse quindi rivolto a suo cugino Fredrick Raisis <<In ogni caso è incredibile, stava per lasciarci le penne anche mio padre. Un distillato di acido aracnico e verruche del nether, un avvelenamento in piena regola>> disse quindi allontanandosi dalla barca ormai sigillata e con la ciurma a guardia <<Ora credo che sia meglio raggiungerlo, potrebbe aver bisogno>> concluse quindi dirigendosi verso il luogo dove si stavano svolgendo le esequie

Alla cerimonia erano presenti molte persone, Erunir temeva che qualcuno della sua vecchia cittadina potesse riconoscerlo, temeva il peggio, se lo avessero riconosciuto che poteva succedere? Lo avrebbero portato via? Lo avrebbero giustiziato come diceva la sua condanna?
Lo scienziato scrutava la folla in cerca di qualche viso minaccioso, finchè non notó un uomo che pareva affrettato, quasi impaziente e si dirigeva proprio nella sua direzione, nella mente dello scienziato trasalí il dubbio: cosa voleva quell'uomo da lui? Fece un cenno a Volmark che essendo a conoscienza della situazione intese e si avvicinò allo scienziato tanatossiano spiegandogli che quell'uomo che si apprestava a venirgli incontro era semplicemente un suo collega di scienza, Erunir tiró un sospiro di sollievo.

-Piacere dottor Lividain, è un onore fare la sua conoscenza, mi lasci presentare, sono Erunir Lightuch,mi occupo dei progetti scientifici nella libera città di Tanatos. Mi farebbe molto piacere discutere con lei di scienza, ma questo non mi pare un luogo opportuno, non mi sembra appropriato mancare di rispetto alla Protrettrice, se vuole in seguito alla cerimonia possiamo incontrarci da qualche parte, dove a lei piú aggrada, probabilmente conosce la città meglio del sottoscritto-

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Kalòs si risedette, facendo attenzione ad aprire i bottoni della giacca. "Devo proprio dimagrire" pensò. Accanto a lui si sedette poi una donna, circa sessanta anni, posò la sua borsetta di pelle rosa e si guardò intorno. 
"Kalòs, caro Kalòs! Ti ho visto, sai?" pronunciò quelle parole quassi sussurrando, per non farsi sentire da nessuno.
"Oh, cara Majian, sei arrivata. Mi hai visto fare cosa?" il segretario di Spes fu sorpreso nel vede la donna.
"Parlare con quelli, i Denrakiani e il loro seguito. Ti ho visto anche mentre parlavi con la delegazione di Tanatos, mi devo preoccupare? Sai bene con chi devi stare ora."
"Tranquilla, l'ESPEDI avrà il mio supporto, quante volte te lo devo dire? Quello che è temo è il dannato Alveare, non voglio certo essere punto."
"Sai bene cosa si fa con gli insetti fastidiosi, li si schiaccia. Al diavolo tutte le tue remore, manca quel cavolo di esercito" Agitò le mani, facendosi trasportare dal discorso. SI ricompose subito, sbirciando fra le file vicine.
"Ogni cosa a suo tempo. Denrak comunque mi ha garantito l'appoggio, così come sembra voler fare Thortuga. Tutti gli altri... non posso dire lo stesso." Kalòs abbassò sempre di più il tono di voce. "Ma non è il momento, ho sentito che qualcuno stava cercando il dirigente dell'ESPEDI, forse quell'omone lì in fondo?" @Brodsko  @Aphrodite2430

Jadu si ritrovò, suo malgrado, nuovamente al centro dell'attenzione. Il monaco aveva iniziato nuovamente a parlare della sua religione, ma al gruppo di curiosi si era aggiunto un gigante che superava di venti centimetri il più altro fra la folla ( @Gabryel1278). Una bambina  riconobbe il cantante e iniziò a tirare il vestito della madre per andare a vedere il suo idolo, Jadu era al contempo innervosito ed eccitato di aver quasi rubato la scena alla Protettrice morta. Sapeva cosa fare: cantare.

Oh Aralia, sei come l'aria!
O mia dama, la tua morte è grama!
In questo nostro Protettorato, il tuo nome è dono grato!
Batti le mani anche tu! Batti le mani anche tu!
Per Aralia, per Araliaaa, per Aralia LEOTRED!

 

 

Edited by Maròk
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<<Sò bene chi è lei>> disse, per poi cercando di mantenere un tono rispettoso <<E purtroppo conosco anche i reati che vi vengono appuntati, che personalmente trovo ridicoli>> disse quindi tranquillamente per poi aggiungere a bassa voce <<In fondo dove saremmo senza la sperimentazione umana, per non parlare di quella animale!>> disse quindi ricomponendosi <<In ogni caso, avete ragione ed è proprio per questo che avrei voluto invitarla ad un colloquio sulla mia nave>>

@2digreS

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