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Capitolo 1, l’isola di Mazané

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Capitolo 1, l’isola di Mazané

 

Le pagine del diario scorrono dopo la premessa tra calcoli matematici, e relazioni tecniche fuori dai concetti umani, schizzi di disegni, scarabocchi e altro ancora; infine dopo svariate pagine, riprendono ad aver un senso:

 

“sono passati 21 giorni dall'inizio di questo Delirio. E in questa situazione del nostro progetto iniziale poco è stato effettuato. Innanzitutto bisogna riportare cosa è stato fatto, poi riporterò a grandi linee i progetti iniziati in maniera disordinata e senza principio logico abbandonati.

Innanzitutto il lavoro combinato di Oolathana e di Surcof all’interno della biblioteca rinvenuta.

Riportarono alla luce molti scritti, libri rovinati, mappe e storie, alcune talmente rovinate da non esser più leggibili, altre perfettamente conservate.

Nel mentre Shanadan e io abbiamo completato o almeno portato quasi a compimento quella casetta in legno e pareti verdi, abbiamo realizzato una prima linea di difesa contro i Bakreantù che di notte affollano l’ingresso e resistergli è dura. Abbiamo ripristinato i recinti in legno degli animali, trovato delle mucche, insomma ci siamo occupati della dolce e felice famigliola allegra.

Jeina di contro lavorava per Surcof e Oolathana, realizzando preparati alchemici e di trattamento per i libri e le mappe.

Aruvial si era rinchiusa in casa dichiarando che aveva sonno. Per 21 giorni ha avuto sonno, un orso insomma, è andata letteralmente in letargo. Nonostante avesse un’isola di tesori e miniere dinnanzi a lei, è andata in letargo.

Masur invece rinvenì il secondo giorno un nascondiglio dei contrabbandieri, e in 3 giorni lo decimò letteralmente, sdraiato sulla spiaggia a bere, il giorno dopo si mise alla ricerca di altri nascondigli… il punto focale di Masur è che li ha continuati a trovare e svuotare!

 

Ora trattiamo i progetti iniziati e abbandonati al loro destino.

Uno dei progetti che trovammo vedeva la realizzazione di un muro intorno all’isola, molto particolare, troppo particolare.

Shanadan e io scarabocchiammo l’idea di torri laterali, iniziammo a fare delle parti del muro ma non avevamo le doti necessarie, ne le capacità.

Oolathana a tempo perso ha provato a ridisegnare un impianto di trattamento dell’acqua marina, i progetti sono stati abbandonati a se stanti.

Insomma questi giorni non furono produttrici, al contrario. Se non ci fosse stata la svolta che c’è stata, beh probabilmente avremmo abbandonato il progetto, dopotutto, Aruvial risvegliatasi dal letargo dichiarò che si era annoiata e voleva tornare a casa, Masur era troppo ubriaco per poter pensare, figuriamoci per far qualcosa. Shanadan e la sorella, anche se per motivi diversi si stavano deprimendo. Di fatto, niente era stato realizzato, e qui fu una mano provvidenziale a darci una spinta in avanti. Surcof rivenne 3 differenti libri in perfetto stato, conservati in una cassa nascosta nella sala che avevano trovato.

Quindi indisse una riunione per decidere il da farsi.

Ci presentammo tutti tranne Masur.

Attorno al fuoco da campo, iniziammo in maniera disordinata a discutere. Dopo qualche minuto i toni si scaldarono chi voleva rimanere, chi volle andarsene, chi riteneva il progetto fosse e inadeguato per sette persone, chi invece riteneva il tutto fattibile; infine prese la parola Surcof, riporto qua il succo del suo discorso:

ci disse di aver trovato mappe dell’isola, un’isola che un tempo presentava molte foreste e una varia natura, ora invece era stata disboscata e lasciata a morire. l’isola era stata chiamata Mazané. A questo nome è stato legato il terzo libro, dove raccolse la storia dell’isola.

Poi prese una mappa di gallerie sotterranee e ce la illustro in maniera perplessa, dicendoci che un tempo la città che sorgeva qui era una città che presentava un’economia legata alle cave e alle miniere e quella mappa confusa e piena di linee rappresentava i cunicoli di scavo per la miniera.

Manco a dirlo gli occhi di Aruvial si illuminarono, prese la mappa con mani avide e sparì.

Il secondo libro è strettamente legato a una serie di progetti e realizzazioni che dovevano esser state eseguite un tempo sulla sommità del monte, molti dei quali, anche se vanno controllati e aggiornati, sono praticabili.

Il terzo libro riprende come detto la storia di Mazané e di Thaddeus Lumdalvenés. Riporterò i dettagli importanti. l’isola fa parte di un arcipelago di 3 isole ed è l’isola di maggiori dimensioni. Queste tre isole si trovano in un grande Golfo chiamato: il Golfo dei sospiri dai precedenti abitanti.

Ad Ovest si trova l’unico accesso al mare di Elikadan.

Al centro dell’isola il monte un tempo alto 160 metri, attualmente di molto inferiore, Jeina ci spiegò che a causa dell’abbattimento degli alberi circostanti, le radici degli stessi che avevano funzione di “contenimento”* (-una nota a fine pagina porta il seguente asterisco- *passatemi il termine, non mi soggiunge il termine corretto) ci devono esser state delle frane che hanno abbassato il livello della montagna centrale e livellata al livello delle montagne laterali. Tuttavia la stessa ha preso il nome di Picco Grigio, lo stesso nome che corrisponde a un progetto di un palazzo che ci è stato mostrato.

L’isola presenta 5 insenature, 3 grandi e a quanto pare protette da correnti, e due inferiori, tuttavia riporto che in uno schema e in disegni rinvenuti precedentemente, uno di questi golfi, quello situato a nord, in realtà non è facilmente difendibile come sembra. Le correnti spingono verso l’isola, il vento segue l’andamento delle correnti, assaltare l’isola sfruttando quel golfo significherebbe invadere l’isola senza ricevere un minimo di opposizione, in quanto lo stesso scoccar delle frecce contro i venti freddi che sferzano è una difesa per gli attaccanti.

Infine riportiamo il nome che era stato dato alla cittadina da Thaddeus: Lethial, in onore alla donna pirata morta sull'isola.

Di fatto quel popolo, sterminato, ancora per cause sconosciute, era formato da pirati di Skerak e Eselduriani. Ecco il motivo per cui Masur continuava a trovare nascondigli con alcolici e cibi secchi.

Quindi Surcof ci propose il suo piano d’azione, che fu accettato da noi 5, rimasti presenti, in quanto, ahimè, Aruvial era scomparsa.

Lui insieme al capitano Masur sarebbe tornato a Spes a reclutare muratori e carpentieri per iniziare i veri lavori sull'isola nel mentre noi avremmo dovuto controllare i progetti e stabilire un piano d’azione e di lavoro.

Quindi ci dobbiamo organizzare.

 

[…]

 

Sono passati 19 giorni da quando Surcof ha lasciato l’isola.

Nel mentre sono arrivate varie imbarcazioni di muratori, portati a terra dal capitano Masur, il quale è sempre meno brillo e di pari passo in maniera inversamente proporzionale sempre più arrabbiato.

Iniziammo la realizzazione della struttura portante del muro, dato che dei vari progetti, solo la parte portante era stata accettata da tutti. Gli operai si erano divisi in gruppi di lavoro, io mi misi a controllare l’esecuzione dei lavori, vi era chi minava, chi trattava la pietra e infine chi realizzava il muro.

Nel mentre Jeina e Shanadan riportarono la mappa dell’isola, con nomi vecchi e nomi nuovi, riportando sulla mappa il progetto delle mura e dei ponti.

Infine Oolathana guidò e controllò la realizzazione della zona da lei progettata di trattamento dell’acqua con Faro ad albero eolico.”

 

Le pagine si susseguono, riportando i lavori e i problemi in maniera confusionaria, seguiti da appunti e schizzi. I giorni corrispondenti alle pagine si sfogliano rapidamente, fino a che 40 pagine, 40 giorni, dopo la partenza di Surcof il diario riprende in maniera meno confusionaria:

 

“il lavoro delle mura è stato finito.

E’ stato deciso in onore della precedente città di nominare l’isola Lethial.

L’isola presenta il monte centrale che mantiene il nome di Picco Grigio. Sul quale sarà realizzata la roccaforte, la cui realizzazione dei progetti è in completamento. Dei 5 golfi presenti, solo 3 sono stati tenuti, su ciascun golfo sarà realizzato un porto differente, riportando così sulla mappa due golfi uno grande e un piccolo a est, chiamati il golfo del pescatore, dove abbiamo realizzato una banchina in legno e dove gli operai di tanto in tanto si allontanano per pescare e riposarsi, essendo una zona protetta dalle correnti il mare è calmo in quasi tutto il periodo dell’anno. Poi vi è il golfo più grande, quel golfo presenta una conformazione perfetta per la realizzazione di un porto interno e protetto per l’isola per questo è stato definito il golfo Reale.

L’ultimo Golfo è situato verso il mare Elikadan, un mar in gran parte ancora inesplorato. Per questo al golfo è stato dato il nome di Golfo dell’Esplorazione.

Oggi iniziamo i lavori interni all'isola.”

 

Le pagine si susseguono, molto è scritto. Ma così si conclude il nostro capitolo due. Forse si è fatto tardi, forse è il momento di staccar un po'. Dopotutto la spiaggia del pescatore è ancora disponibile, sfruttiamola fino a che si può!!

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