LlairKhev

Campagna
[D&D 5e] Il Risveglio di Nihilus

3 risposte in questa discussione

Gioco: D&D 5e con ambientazione Àlvaria
Cadenza: Bi-Settimanale da Settembre/2018
Master: LLair Khev e AleCorna
Co-Master: Impesio, Giamma1111, Giank56
Contatto Master: Telegram @AliceMND e @AleCorna
Giocatori: Più Sotto (Sono troppi :/)

Intro della Campagna:
La versione virtuale del pianeta Siltar illuminava debolmente l’ínterno di una grande stanza circolare, dalle ombre emerse una mano che con un gesto fece ruotare il globo, il tempo avanzano e alcune luci, come meteoriti precipitarono sulla superficie del  pianeta.
Ecco vedete, abbiamo dei Visitatori - la voce profonda apparteneva ad uno strano essere fatto di fili d’ombra in continuo movimento. Rilassati… - lo apostrofo una voce femminile - ...questo universo è protetto nessuno spirito può nuocere a questi mortali, sicuramente non degli spiriti deboli come i nostri visitatori - il resto dei presenti annuii e tornarono tutti ad osservare il pianeta e l’evoluzione della sua storia.
Su Siltar il tempo passo, secolo dopo secolo, e nella metropoli di Elesia, capitale dell’Impero Ideriano era l’Ottavo giorno alle mezze di Didiano dell'anno 5998, quando la tranquillità del Bastione della Guardia venne sconvolto dall’arrivo di un drappello di Cavalieri di Villistra, subito si corse a coprire lo stemma del Comandante delle Guardie con il drappo dei Cavalieri e si andò a dargli il benvenuto con tutti gli onori del caso, ma questo non vieto a tutte le guardie di brontolare sull’arrivo delle “Scatolette Luccicanti” o “Leccaculo dell’Imperatore” come si suole appellarli tra le Guardie quando non sono presenti.
Il motivo della loro venuta era chiaro a tutti, l’Imperatore non poteva tollerare degli omicidi irrisolti durante la festività più importante del regno, I Giorni della Vittoria, e visto che a quanto pare le Guardie da sole non erano in grado di occuparsene, gli avrebbero affibbiato 2 balie altezzose.
Non fu il solo evento importante quel giorno, ma è l’unico di pubblico dominio, degli altri beh... si sa solo che uno si svolse nelle fogne, tra criminali e assassini, e l’altro in un’oscura cripta, posta chissà dove all’interno di Elesia.

Ma facciamo la conoscenza dei nostri 3 gruppi di avventurieri...

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Gruppo Viscus o "Criminali e assassini"

[Ufficiale supervisore]
{Vediamo quale potrebbe essere quella che fa al caso nostro...}

[Spalanca il volume che presenta una crosta superficiale costituita da polvere, muffa e qualche chiazza di sangue e dopo una mezz'ora gli cadono gli occhi su di una squadra in particolare]

Gli orfani.
Come il nome lascia intendere 5 membri su 6 hanno perso i genitori in tenera età ed anche se abili, vanno tenuti sott'occhio.

Membri:

-Xader.
 

Spoiler

Si fa chiamare "Volto ligneo". Pfff, sbruffone. Magari ambisce a raggiungere i gradi alti e a mischiarsi coi capi, sono  gli unici a portare maschere qua. Abile quanto basta non ha nulla di incredibile, ma al momento  detiene il ruolo di caposquadra per il suo carattere calmo ed inturbabile, la sua anche stretta relazione con gli altri membri del gruppo e per la particolare attenzione che pone ad equipaggiamento ed ai piani,  soprattutto quelli di riserva con cui ha più volte tirato fuori dai casini il gruppo. Pecche...beh vediamo... forse proprio la sua asocialità aldilà della squadra ed il suo legame troppo stretto con questa.

-Tsares Karsan.
 

Spoiler

È arrivato qui dalla gilda degli assassini, probabilmente è un altro di quei codardi che hanno rimorsi di coscienza e passano ai ladri pensando di non dover uccidere più, speriamo che non esiti in caso di necessità e che non sia uno di quelli che pensano che scappare dai ladri sia più facile che dagli assassini.
Ci era stato descritto come un tipo asociale, ma da quando è qui si è messo a collaborare con un po' di persone, anche se sembrano sempre le stesse, è strano che non interagisse anche prima visto che le occasioni non mancavano.
Ci sono altre cose sul suo conto che non mi convincono, per esempio la sua "magia", non so perché, ma ho come l'impressione che stia nascondendo qualcosa persino a noi.

-Karadras.
 

Spoiler

Probabilmente l'individuo più enigmatico e imprevedibile del gruppo. A parte il fortuito incontro/scontro con Xader, nessuno dell'organizzazione lo aveva mai visto, nè aveva sentito parlare di lui. A quanto pare, dal poco che ha deciso di rivelarci, è anche lui un orfano e, sebbene abbia omesso i dettagli della sua infanzia, abbiamo capito che proviene da un antico ordine cavalleresco, chiamato "Guardia d'Ebano", dedito al culto di Otisio e dice che se ne è andato, anche se crediamo che sia stato cacciato per qualche motivo; forse proprio per il suo carattere poco prevedibile e violento, per essere un difensore della legge divina. Non ha voluto entrare nell'organizzazione, nè dai ladri, ne dagli assassini, ma se dovessimo porlo in una delle due fazioni, sicuramente sarebbe nella seconda e agisce come collaboratore per entrambe, a patto che gli forniamo i nomi di coloro che vanno contro il suo credo; una mutua collaborazione, se così si può chiamare. Di carattere variabile, passa dal completo isolamento e irascibilità a essere calmo, gioviale e carismatico, soprattutto quando c'è da essere diplomatici, cercando di evitare il conflitto armato, quando possibile. Con gli altri del gruppo non ha rapporti stabili, se non con Xader, del quale sembra fidarsi, almeno per il momento, e tende ad approvare le decisioni di Aida, la chierica, essendo entrambi contro la dissacrazione di tombe e la negromanzia. Tutto sommato una buona aggiunta al gruppo, ma è probabile che possa procurarci qualche fastidio in futuro, poichè sotto quella maschera da paladino, si cela un sadico, un boia che gioisce delle sue esecuzioni.

-Aida "Jiulia" Ambisart.

Spoiler

Unica componente del gruppo non orfana, figlia e ereditiera del casato Ambisart, si è unita all'organizzazione più per amore di Nerasio che non per necessità.Come sacerdotessa di Aidara il suo compito è quello di mantenere in vita i suoi compagni e attraverso le sue conoscenze ecclesiastiche fornire rifugio sicuro in caso di necessità.
Ha un comportamento molto amichevole e cordiale anche se alle volte sembra essere una persona completamente diversa, molto chiusa in se stessa, cita continuamente il suo amore per la sua divinità e per il capo, alcuni membri che hanno lavorato in precedenza con lei hanno riportato anche una sua ossessione per il matrimonio, riferendo di essere stati sgridati per il loro "comportamenti peccaminosi" con colleghi e informatori.
Non ha mai lavorato con un gruppo stabile, normalmente viene spostata nei gruppi ove ne sia richiesta la presenza.

-Galanodel.
 

Spoiler

La sua tenera età all'ingresso nella confraternita ci ha permesso un terreno adatto dove inculcare i nostri principi, ma è forse riuscito meglio del previsto... Adesso non c'è niente di più importante per lei della gilda, ma non i suoi componenti.
Le sue abilità con le magie illusorie l'hanno resa abile nel reperire informazioni, utili quando gli incarichi sono delicati, per questo, sebbene non sia particolarmente abile come ladra o assassina non è raro che le venga assegnato qualche lavoro di alto livello.
Mi ha sorpreso vederla in un gruppo poiché il suo carattere introverso e solitario mi facevano supporre impossibile tale evento.

[Ufficiale supervisore]
{Beh senza dubbio una combriccola interessante. Non so se sceglierò loro, ma intanto me li segno.}

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Culto della Mano del Vuoto

[Per andare direttamente ai personaggi, salta il contenuto nascosto]

Spoiler

Il rumore di piatti e bicchieri che si toccavano l’uno con l’altro riempiva l’aria già festaiola che si respirava all’interno del grande salone. Notabili esponenti del potere Elesiano, ricchi mercanti e facili nobildonne chiaccheravano amabilmente accompagnati dalle dolci note di un orchestrina che allietava la festa. Nel mezzo tutto quel festeggiare non si sa cosa, Clementus girava senza meta per la stanza, osservando l’etichetta con svogliatezza, rivolgendo sorrisi di cortesia e piccoli cenni con il capo a tutti quelli che alzavano il calice verso di lui per salutarlo. Ne conosceva a malapena meno della metà di quelli che erano lì dentro... e lui sicuramente non era lì per divertirsi. Il Culto aveva numerosi infiltrati all’interno della società Elesiana, un polipo nero che lentamente aveva infilato i suoi viscidi tentacoli un po’ ovunque, C'erano voci che si fosse addirittura infiltrato nei bassi ranghi del Culto della Vera Fede. Culto rappresentato lì, quella sera, da qualche potente abate della Capitale.

Clementus era uno di quelli conosciuti dal Culto come “Affiliato”: non credeva ciecamente nella Fede del Teofago, ma la sua posizione all’interno della società Elesiana faceva comodo e in cambio aveva ricevuto interessanti promesse e prospettive, quindi si era messo a loro disposizione per svolgere compiti “alla luce del sole”. Quella sera doveva incontrare un altro membro, più in alto di lui nella oscura piramide gerarchica di cui facevano parte, per ottenere istruzioni riguardo ad una grossa missione che era in serbo da tempo. Missione di cui lui sapeva ben poco, ma la cripticità e il mistero erano due grosse costanti nelle dinamiche del Culto.

Finalmente, dopo un altro paio di bicchieri di pregiato vino bevuti più per ammazzare il tempo che per piacere, l’orologio del salone segnò le undici e mezza. Clementus mollò il bicchiere rapidamente e, cercando di rimanere composto nella sua fretta, si avviò verso le porte spalancate della sala, ed uscì dall'edificio. Si diresse verso un piccolo palazzo lì a fianco e, stando attento a non esser stato seguito, si infilò su per una scala di servizio che si avvitava fino in cima. Durante la salita, l’aria di festa si allontanava sempre di più e Clementus fu lasciato solo con sé stesso, con qualche dubbio anche su quello che stava per fare. Il Culto era un entità pericolosa… le sue tradizioni includevano il cannibalismo, osservato da alcune caste in maniera più fervente, una forte indottrinazione e una scarsa tolleranza verso le parole “No” ed “ho fallito”. A volte si chiedeva, nonostante le promesse fatte dal Culto, come ci era finito dentro… ed ogni volta gli tornava in mente la figura del polipo nero con lunghi tentacoli insinuati ovunque: Il Culto aveva i così detti “Razziatori”, iniziati o membri influenti che rastrellavano campagne e città per rapire bambini destinati a diventare soldati… o peggio. Chi era troppo potente per essere rapito veniva addescato, corrotto e portato negli antri più oscuri di Elesia, per prendere parte alle messe nere e diventare officiante del macabro credo.

La porta chiusa davanti a lui lo riportò alla realtà: era arrivato. Prese un lungo respiro e aprì la porta lentamente, trovandosi in un salottino riccamente decorato immerso nell’oscurità. La grossa finestra che dava su di un balcone era aperta, lasciando entrare soffi di aria fredda che facevano danzare i leggiadri tendaggi, spingendoli verso una poltrona posta di spalle alla porta di ingresso. Clementus non fece tempo ad aprire bocca che una voce rauca maschile, proveniente dalla poltrona, lo gelò all’istante.

«Entra, e chiudi la porta, non abbiamo molto tempo.» Gracchiò la voce, tagliando il freddo silenzio come una lama. L’uomo seguì l’ordine e mosse qualche passo verso la poltrona, badando bene a non avvicinarsi abbastanza da riconoscere chi vi era seduto. Lentamente una mano ossuta fece capolino dal bracciolo in legno foderato di tessuto rosso, indicando un tavolino con una lunga pergamena arrotolata. «Devi leggerla e poi lasciarla lì dove l’hai trovata. Poi dovrai riferire a Lui quello che hai letto. Lui saprà cosa fare. Se hai domande da fare, sii lesto.» la voce spiegò lentamente, come affaticata da qualcosa. Clementus era inquietato e felice di non dovere fare da fattorino o di dovere incontrare a faccia a faccia la cosa che stava seduta in quella poltrona. Dalla sua bocca uscì un tremolante «Sì.» ad alta voce... un banale tentativo di darsi un'aria più spavalda in quella situazione. Raggiunse il tavolino e con cautela aprì il papiro, iniziando a leggere. Sul suo viso passarono diverse emozioni, mano a mano che gli occhi scorrevano le parole che aveva davanti: stupore, terrore, incredulità. Era arrivato ad una lista di nomi, i partecipanti alla missione selezionati probabilmente da chi stava seduto in quella poltrona. Lesse i nomi velocemente, osservando le generalità: «Una scelta... particolare.».

«Cassandra, la titanide, si è dimostrata una grandissima Razziatrice. I bambini raccolti da lei hanno sempre soddisfatto tutte le nostre aspettative, inoltre è dotata anche nelle arti arcane. E’ una risorsa che non va sottovalutata, sopratutto quando si tratta di “convicere” le persone.

L’Inquisitore Darvo è uno dei nostri fedelissimi, come tutti gli Inquisitori del resto. Incarna l’oscuro fervore del Teofago alla perfezione. Inoltre è terribilmente determinato: divorerebbe chiunque pur di completare la missione. E lo ha già fatto. A tal proposito ha una preferenza per i bambini, quelli ancora un po' piccoli, dalla carne tenera...

Metix Shieldheart, un ideriano di stirpe che ha ereditato la fede, si potrebbe dire. Ex facchino di un treno di contrabbando di polvere rossa, quella roba gli è entrata nel sangue. Lui è…» Ci fu una lunga pausa, per un attimo Clementus non fu più convinto che in quella poltrona ci fosse qualcuno. «... feroce. Imbrigliare la sua furia è complesso, ma la morte segue la sua lama come le mosche seguono un carro colmo di cadaveri.» la voce chiuse la frase con un leggero gorgoglio, probabilmente una risata. Clementus annuì, poggiò la pergamena sul tavolino, dove l’aveva trovata, e fece due passi indietro.

Da dietro la porta, due ragazze, una mezzelfa ed una aasimar, stanno cercando di origliare. «Eddai Jenny, fai sentire anche me!» dice l'aasimar. «Shhh, zitta Liv, non riesco a sentire sennò!» le risponde la mezzelfa. «Uffa, solo perché sono più piccola, mi tratti sempre male. Senza di me non saremmo arrivate quassù.» ribatté Liv, insistente. «Certo certo, mentre i cazzotti alle due reclute di guardia chi glieli ha dati eh? Dormiranno almeno fino a domattina. E chi ti ha portato in spalla fin qua, scalando a mani nude? Hai due ali e nemmeno le sai usare. Ora zitta o ti faccio mangiare i denti.» replicò Jenny con tono ammonitorio. Ovviamente scherzava, ma il suo tono privo di qualsiasi grazia femminea fece salire un brivido all'amica. E' vero, lei era brava con arco e frecce, ed era riuscita sapere di questo incontro, ma Jenny deteneva sicuramente il pugno di ferro... letteralmente. «Una missione importante e non ci hanno chiamato, chissà perché non mi è nuova. “Eh ma ancora devi finire l'addestramento, non sei pronta ad andare in battaglia Jenny”, “E' pericoloso, devi servire il culto e fare come ti diciamo noi.” Gne gne gne, questa volta non ci fermeranno, che lo vogliano o no partiremo di nascosto con loro. Si portano pure quei due, il maestro noioso e Metix, come se non lo avessi già battuto più volte nell'arena.» disse Jenny stizzita. Liv rise sotto i baffi «... tante quante lui ha battuto te ihih...» poi lo sguardo di fuoco di Jenny la zittì definitivamente.

«Ho terminato, ho letto tutto e memorizzato.» dichiarò osservando lo schienale della poltrona, attendendo istruzioni. Alle sue parole, le tende si ritirarono, la brezza terminò e un alito di vento lo investì. «Solo io e te sappiamo cosa c’è scritto, se qualcun’altro dovesse sapere... saprò chi è stato.» la voce ora era nel suo orecchio, gelida, e tutto cascò nel silenzio. La pergamena non c’era più e finalmente trovò il coraggio di osservare la poltrona: niente. Nemmeno un segno sui cuscini. Non si fece domande né volle risposte. Clementus si diresse verso l'uscita.

«C***o, credo che abbiano finito. Dobbiamo muoverci, se ci beccano siamo morte e ci serviranno come antipasto al prossimo rito di passaggio. Svelta aggrappati!» esclamò Jenny velocemente. «...come vuoi scendere scusa?» replicò Liv, mentre Jenny già la teneva ancorata a sé. «Velocemente.» fu l'unica risposta. Jenny prese la rincorsa e si lanciò giù dall'edificio.

Clementus aprì la porta da dove era entrato. In qualche modo l'aria notturna era più calda della stanza di prima. Sentì un tonfo e gli si accapponò la pelle, subito controllò se ci fosse qualcuno. Niente. Silenzio tombale. Tirò un enorme sospiro e corse immediatamente a riferire il messaggio.

Modificato da Soul Hexer

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