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Il Re è anziano

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Era arrivato alla veneranda età di 84 anni, ma nonostante ciò manteneva una forma possente e mediamente più alta degli altri uomini nani, i caranthi. Fertur II giaceva ormai troppo pigro per alzarsi e svolgere persino l'abituale passeggiata mattutina, dal Palazzo Jenmana, fino alle statue di Duri e Dure, i due nani all'ingresso del portone principale di Daramain. Giaceva nella torre sudoccidentale del Palazzo come era sua abitudine, e scrutava dal balcone del primo piano l'albero edificato e curato dal clan Royal. Da pochi mesi gli uomini del Gare Aretu avevano terminato di intagliare l'immensa volta della caverna dell'Albero, conferendole sapientemente una forma a cupola, di proporzioni incredibili, che riceveva la luce direttamente dall'esterno. Da vicino all'albero, alzando lo sguardo, come si diceva, si poteva osservare direttamente il cielo terso sopra le Montagne Scudo. Fertur questo poteva solo immaginarlo, dato che aveva appena potuto inaugurare i lavori prima di perdere ogni volontà di alzarsi dal letto.

La mattina del diciottesimo anniversario della sua salita al trono, il Darbis della I Vilijan (2591 d.F.), giunse un dispaccio inaspettato. Mai nel suo regno la città era stata percorsa da cotanta violenta allegria, dato che per tutta la durata del suo regno la popolazione era dimezzata, e molte gallerie un tempo gioiose e colme di persone giacevano in stato di abbandono. Eppure stavolta la gioia era palpabile. Le colonne tremavano dagli schiamazzi del popolo festante, e la sensazione di novità imminenti raggiunse l'animo di Fertur ben prima dell'arrivo di tale dispaccio. Alla prima lettura l'anziano nano socchiuse gli occhi, come di chi attende a lungo una notizia, che gli conceda il meritato riposo. Dopo un'ora il vegliardo si ridestò, e con tutta la forza rimastagli in corpo, decise di alzarsi, e ad ammirare un'ultima volta il suo meraviglioso palazzo, e di percorrere il tragitto per le vie, accolto dai festeggiamenti di tutto il suo popolo. Giunse in corrispondenza del canale di lava e ivi prese posizione, su di un podio intagliato nella dura roccia delle Montagne Scudo. Così parlò:

 

<<Popolo di Daramain. Lunga è stata la mia vita e molte le sofferenze, dalla guerra, alle carestie e al quasi abbandono della tanto amata città!>>

 

Gli applausi lo interruppero e lui, ghignando, fece gesto di silenzio.

 

<<Dopo la nostra guerra vittoriosa, è finalmente giunta l'ora del mio meritato riposo! Posso tornare a riposare con i miei avi, e riabbracciare mio padre!>>

 

Il popolo non approvava e molti volti erano esterreffatti o proprio intimoriti.

 

<<Grandi clan, accanto al clan Gare Aretu, hanno abitato la nostra Daramain, e grandi personaggi, come dico io, di "normale statura", hanno imparato ad adorare le nostre sale ed i nostri corridoi!>>

 

Fece cenno ed avanzarono i principali esponenti del clan Royal, Dead, Gare Aretu, e l'altissimo Howl Kurotsuchi.

 

<<Da oggi voi reggerete la città. Sarete primi tra i pari cittadini di Daramain, e rivesterete a turno la carica di Vicerè di Haras!>>

 

Allorchè il Re si alzò e disse:

 

<<Lunga vita al Tetrarcato di Daramain>>

 

Si gettò nel fiume di lava e così trapassò.

Il popolo dopo un istante di iniziale sgomento, prese a festeggiare i Tetrarchi e a condurli in pompa magna al Palazzo del Jenmana.

Iniziava l'epoca del Tetrarcato di Daramain.

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